Presale ASTA 380 - MOBILI E OGGETTI D'ARTE DAL XIV AL XX SECOLO Con arredi dalle dimore di nobili famiglie romane
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Lot 97
Trumeau a ribalta veneto XVIII secolo
Altezza x larghezza x profondità: 264 x 121 x 74 cm
con elegante linea mossa, in radica di noce disposta a disegno specchiato, con fronte mosso. L’alzata superiore a due ante è impreziosita da vetri incisi e parzialmente argentati, decorati con figure all’antica entro architetture di gusto teatrale, elemento di forte impatto decorativo e tipico della produzione veneziana del tardo Settecento. Cimasa mossa con riserva centrale ovale. -
Lot 98
Dio Padre benedicente Scuola italiana, XVIII secolo
olio su tavola Altezza x larghezza con cornice: 89 x 133 cm
colto a mezzo busto mentre volge lo sguardo verso il basso e indica con la mano destra. La figura, caratterizzata da lunga barba e capelli fluenti, è avvolta in un ampio manto. Accanto a lui compaiono un globo terrestre sormontato da una croce, simbolo del dominio divino sul mondo, e un drappo mosso dal vento che accentua il dinamismo della composizione. La tavolozza è dominata da tonalità ocra e brune. Cornice lignea modanata e dorata con fascia esterna a finto marmo rosso.
olio su tavola -
Lot 99
Quattro modelli di colonne in Stile Luigi XVI Fine XVIII secolo
Altezza x diametro: 27-37 x 8 cm
finemente scolpite in marmo. La serie illustra l'evoluzione degli ordini architettonici e comprende la colonna dorica, ionica, corinzia e composita, ognuna poggiante su un plinto quadrangolare. La lavorazione accurata dei dettagli suggerisce una produzione per i viaggiatori del Grand Tour. -
Lot 100
Tavolo Grand Tour Roma, 1850
Altezza x diametro: 84 x 54 cm
circolare e in marmo commesso e legno di noce intagliato. Il piano è caratterizzato da una scacchiera centrale in marmi policromi. La bordura esterna è decorata con una raffinata selezione di marmi antichi e pietre dure, tra cui frammenti di giallo antico, rosso antico e malachite, incastonati su un fondo di marmo nero. La struttura di sostegno in noce presenta un fusto centrale a balaustro, finemente scolpito con motivi a fogliame e baccellature. La base a tripode, inglese di periodo vittoriano, termina con piedi a voluta decorati con foglie d'acanto. -
Lot 101
Monetiere lastronato in tartaruga Luigi XVI Nord Italia, XVIII secolo
Altezza x larghezza x profondità: 66 x 105 x 32 cm
con struttura in legno ebanizzato, arricchita da applicazioni in tartaruga (hawksbill sea turtle, Eretmochelys imbricata, Cheloniidae) e osso inciso. Il mobile poggia su due solidi piedini torniti schiacciati.
I fianchi, decorati da motivi geometrici ottenuti tramite lastronatura in palissandro, presentano ai lati due maniglie in bronzo che ne facilitano lo spostamento. Il prospetto è scandito da una rigorosa simmetria con sedici piccoli cassetti (4 per lato, 8 complessivi per parte), ciascuno dotato di serratura e caratterizzato da cornici in osso inciso che racchiudono specchiature in tartaruga dal vivace effetto marezzato. Al centro si colloca un imponente sportello architettonico, decorato da colonne e motivi classici in osso e tartaruga, che poggia su un ulteriore cassetto anch’esso munito di serratura. L’apertura dello sportello svela un interno con due piccoli cassetti interni elegantemente rifiniti, destinati a custodire gli oggetti più preziosi. Internamente i cassetti sono lastronati in palissandro. La parte superiore del mobile è arricchita da un sovrastante coronamento a ringhiera traforata, scandita da elementi torniti e pinnacoli, che dona slancio e monumentalità all’insieme.
Questo lotto, accompagnato da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea.
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti. -
Lot 102
Scrittoio intarsiato con alzata, in noce Roma, XVIII secolo
Altezza x larghezza x profondità: 123 x 145 x 77 cm.
in radica di noce e noce massello, intarsi in legni di frutto. Piano con alzata a più cassetti, sorretta da gambe tornite riunite da traversa sagomata. Ferramenta originale e coeva al periodo fine XVII inizi XVIII secolo.
Il presente lotto è in deposito a Piobbico (PU) presso il proprietario.
Per visionarlo dal vivo contattare:
f.damelio@bertolamifineart.com
c.cipriani@bertolamifineart.com
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti Rizzo. -
Lot 103
Trumeau a ribalta in radica di noce con alzata a specchi Area veneta, seconda metà del XVIII secolo
Altezza x larghezza x profondità: 249 x 122 x 95 cm
corpo inferiore a fronte mosso con tre cassetti e calatoia, sormontato da alzata a doppia anta con specchi. -
Lot 104 PIERRE PLÉE
Secretaire francese in ebano, Luigi XV 1770-1780 circa
Altezza x larghezza x profondità: 126 x 65,5 x 35,5 cm
lastronato in legno di ebano viola (Dalbergia cearensis) con motivi geometrici, con calatoia a celare scarabattolo e due cassetti, la parte inferiore a due ante.
Stampigliato sullo schienale P. Plée e JME. (Jurande des mâitres ébénist).
Pierre Plée (1742-1810) uno tra i maggiori Mâitre dell’epoca parigini Luigi XV, Transizione e Luigi XVI.
Ref. “Le mobilier français du XVIII siècle” Pierre Kjellberg. Pag.658
Questo lotto è accompagnato da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici. -
Lot 105
Comò mosso lastronato e intarsiato in osso Area lombardo-veneta, XVIII secolo
Altezza x larghezza x profondità: 92 x 149 x 63 cm
mosso sul fronte e sui fianchi. Interamente lastronato in essenze pregiate, noce e radica, è arricchito da intarsi floreali in osso, madreperla e legni di frutto. Piano sagomato, intarsiato al centro con una figura allegorica e putti danzanti, ai lati, motivi decorativi con farfalle e racemi completano la composizione.
Il presente lotto è in deposito a Roma presso il proprietario.
Per visionarlo dal vivo contattare:
f.damelio@bertolamifineart.com
c.cipriani@bertolamifineart.com -
Lot 106
Orologio da mensola in stile Boulle firmato B. Baltazar Paris Francia, XIX secolo
Altezza x larghezza x profondità: 86 x 45 x 16 cm.
in legno ebanizzato con ricca applicazione di bronzi dorati a motivo vegetale e mascheroni, intarsiato in tartaruga (hawksbill sea turtle, Eretmochelys imbricata, Cheloniidae) e ottone secondo la tecnica "Boulle". Cassa bombata con piedini ricurvi, cimasa con figura in bronzo dorato di Nike alata.Quadrante in ottone cesellato con numeri romani di colore blu su smalto bianco. Meccanismo firmato "B. Baltazar, Paris" .
Questo lotto, accompagnato da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. -
Lot 107
Scena di battaglia tra cavalleria europea e ottomana XIX secolo
Altezza x larghezza con cornice: 87 x 141 cm
olio su tela, scuola europea (area centro-europea o italiana). -
Lot 108
Specchiera italiana dorata e laccata Napoli, XVIII secolo
Altezza x larghezza x profondità: 188 x 142 x 20 cm
con cornice finemente intagliata a volute e a forme vegetali. Sui due lati, a sorreggere i laterali, presenta due cariatidi a tutto tondo, sul fronte della cimasa e sulla parte inferiore ghirlande floreali che si uniscono a formare un opera unica. Periodo Luigi XVI, in oro e lacca. -
Lot 109
Specchiera intagliata e dorata Sicilia, metà del XVIII secolo
Altezza x larghezza x profondità: 72 x 46 x 12 cm
a foglia d'oro, con inserti figurativi in legno. La cimasa è dominata da una grande valva di conchiglia radiale sotto la quale galoppano dei cavalli. La struttura è popolata da figure di putti e allegorie femminili, le cui carni sono rese con una finitura chiara, creando un forte stacco visivo con l'oro brunito delle volute d'acanto. -
Lot 110
Altorilievo raffigurante L'Ultima Cena Italia, XIX secolo
Altezza x larghezza: 62 x 102 cm
in marmo bianco statuario di Carrara. Area toscana.
Il presente lotto è in deposito a Milano presso il proprietario.
Per visionarlo dal vivo contattare:
f.damelio@bertolamifineart.com
c.cipriani@bertolamifineart.com -
Lot 111
Coppia di vasi Imari Giappone, XIX secolo, periodo Edo tardivo o Meiji
Altezza x diametro: 78 x 40 cm
in porcellana smaltata, presentano una forma bombata con coperchio a cupola sormontato da un pomolo a bulbo. La decorazione, tipica dello stile Imari-Arita, è eseguita in una palette ricca e vivace di blu cobalto sotto smalto, con rosso ferro e oro applicati sopra smalto. I motivi ornamentali sono fittamente distribuiti: motivi floreali, geometrici e paesaggi stilizzati si combinano armoniosamente in un susseguirsi di pannelli e decorazioni a registro. La parte superiore e inferiore dei vasi è incorniciata da fasce ornamentali, con motivi a onde stilizzate e greche.
La decorazione si distingue per la raffinatezza dei dettagli e la qualità esecutiva, riflettendo l’influenza dell’estetica orientale destinata anche al mercato europeo. Questi vasi non sono solo oggetti d’arte decorativa, ma anche testimonianze della grande tradizione ceramica giapponese. -
Lot 112
Ritratto di gentiluomo con parrucca Francia, fine XVII - inizi XVIII secolo
Altezza x larghezza con cornice: 89 x 75 cm
importante ritratto maschile a mezzo busto in posa di tre quarti. Ambito di Hyacinthe Rigaud. -
Lot 113 Georg Philipp Rugendas (cerchia di) (1666 - 1742)
Quadro paesaggio con agguato di briganti e carrozza XVIII secolo
Altezza x larghezza con cornice: 90 x 120 cm
suggestivo paesaggio animato da scena di assalto che si sviluppa sotto un arcata rocciosa. Le figure, dinamiche e caratterizzate da vivaci accenti cromatici , mostrano affinità con la pittura di battaglia dell'area germanica. Iscrizione sul retro leggibile. -
Lot 114 MILLET À PARIS
Tavolo scrittoio da centro francese XIX secolo
Altezza x larghezza x profondità: 75 x 90 x 52 cm.
elegante tavolo da centro in stile Luigi XV, in Bois de rose (Dalbergia variabilis) e bois de violette (Dalbergia cearensis, Ducke, 1925), firmato all'interno dei bronzi Millet à Paris, noto ebanista e bronzista francese attivo nell'Ottocento e a inizi del Novecento. Il mobile è impreziosito da ricchi bronzi dorati finemente cesellati, tra cui spicca il volto del Dio Apollo centrale, cartigli, foglie d'acanto e montanti a ricciolo. Piano in pelle rossa non coevo.
La Maison Millet fu fondata da Blaise Millet nel 1857 e operò fino al 1902 nei locali di Rue Jacques-Coeur 11, a Parigi, prima di trasferirsi al 23 di Boulevard Beaumarchais. La Maison Millet era un'azienda di mobili molto apprezzata, che si espresse principalmente sotto la direzione del figlio di Blaise, Théodore, negli anni Novanta del XIX secolo, pur essendo stata ripetutamente esposta prima di quella data. L'azienda era descritta come produttrice di “meuble et bronze d'art, genre ancien et moderne”. L'azienda ottenne diversi riconoscimenti durante le esposizioni di Londra e Parigi, come la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi del 1889, un Grand Prix nel 1900 e altri tre diplomi d'onore e quattro médailles d'or per i mobili prodotti. L'azienda si specializzò negli stili Luigi XV e XVI, anche se fu acclamata dai suoi contemporanei per il suo stile moderno. Nel marzo 1902, l'azienda fu autorizzata dal Palazzo di Versailles a riprodurre il celebre Grand cabinet à bijoux di Maria Antonietta. Nel 1906 si tenne un'asta per liquidare le rimanenti scorte e l'azienda cessò definitivamente l'attività nel 1918. La Maison Millet fu un cliente attivo di François Linke.
Questo lotto è accompagnato da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici. -
Lot 115 GALLÉ / ST. HONORÉ-LES-BAINS
Coppia di candelieri in ceramica firmata “Gallé” – Saint-Honoré-les-Bains Francia, XX secolo
Ceramica invetriata con decorazione policroma, marca al battente « Gallé / St. Honoré-les-Bains ». Altezza circa 24 cm ciascuno. Francia, fine XIX – inizio XX secolo. Elegantemente modellati a figura di leone rampante, ciascuno reggente con le zampe anteriori uno scudo o torretta, i due candelieri presentano un fondo crema invetriato, con dettagli in blu/grigio smoky nell’animalità e nella criniera, su basamento sagomato. Il segno al retro «Gallé / St. Honoré-les-Bains» testimonia la produzione della celebre fabbrica ceramica di Poterie de la Montagne a Saint-Honoré-les-Bains (Nièvre), attiva nell’Ottocento e fino al XX secolo.
La scelta del soggetto — animali simbolici come i leoni, lo scudo/torretta — suggerisce un gusto decorativo d’insieme che si addice agli ambienti di rappresentanza o agli studi di prestigio della Belle Époque. La finitura invetriata e la firma apposta rendono questi pezzi certamente più “collezionabili” rispetto a produzione comune. Il buon stato di conservazione del decoro e dell’invetriatura, senza fessure evidenti o restauri vistosi, ne valorizza l’interesse.
Non è stata identificata una coppia perfettamente identica online con la stessa decorazione e soggetto, il che suggerisce una certa rarità o almeno una tiratura limitata. Sebbene la firma “Gallé” sia comune nella vetreria e ceramica d’epoca, l’abbinamento “Gallé / St. Honoré-les-Bains” nel formato di candelieri a soggetto animale è meno documentato, pertanto la presente coppia potrebbe attrarre collezionisti specializzati in ceramica francese della fine dell’Ottocento o in ceramica di Saint-Honoré-les-Bains.
Collezione Conte Luigi Rigi Luperti Rizzo. -
Lot 116
Coppia di consolle in stile Luigi XV in legno intagliato e dorato Italia centrale, prima metà del XIX secolo
caratterizzate da struttura mossa con gambe fortemente sinuose e ricca decorazione rocaille. Fronte centrato da importante cartiglio con stemma araldico sormontato da corona e aquila ad ali spiegate, affiancato da volute e motivi vegetali. Fascia sotto piano traforata e movimentata. Piano in marmo sagomato coevo.
Il lotto non è custodito presso i nostri magazzini, ma dal conferente.
Collezione dai Principi Santacroce. -
Lot 117 Erick Romer (1724 - )
Epergne georgiana inglese in argento Londra 1772
Altezza: 38 cm
fusa, sbalzata, traforata e finemente cesellata. La struttura si sviluppa su una base articolata e movimentata, poggiante su eleganti piedini sagomati con motivi naturalistici. Dal corpo centrale si diramano armoniosamente bracci ricurvi che sorreggono cestelli amovibili, affiancati da un’ampia coppa superiore, creando un equilibrato gioco di volumi e pieni e vuoti. Su ciascuna dei cestini è inciso uno stemma nobiliare.
Le superfici traforate e i dettagli floreali cesellati testimoniano l’alto livello dell’oreficeria inglese del periodo.
Originariamente destinato ad arricchire le tavole aristocratiche per la presentazione di frutta, dolci o fiori, questo epergne rappresenta oggi un pezzo di grande valore storico e decorativo, ideale come centrotavola scenografico o come elemento di prestigio in un contesto collezionistico di alto livello.Un esemplare di rara eleganza e presenza, espressione autentica del gusto e della maestria dell’argenteria georgiana del XVIII secolo.
Argento 925/1000, serie completa di marchi Londra 1772-1773, argentiere Erick Romer.
Emick Romer, figlio dell’orafo Michel Michelsen Romer (1682–1739) di Oslo, nacque il 2 agosto 1724. Si ritiene che si sia stabilito a Londra nei primi anni Cinquanta del Settecento. Il suo primo marchio, registrato in un registro oggi mancante, risale intorno al 1758, periodo in cui lavorava al numero 123 di High Holborn.
Fu un apprezzato fornitore della ditta Parker e Wakelin, tra i principali fornitori del re e della nobiltà, per oggetti come cestini traforati, centrotavola (epergne) e scatole da tè. Tra le sue specialità figuravano anche i candelabri, spesso decorati con raffinati motivi traforati nella parte superiore.
Sembra che nel maggio del 1795 sia tornato in Norvegia, stabilendosi a Halden, nel sud del paese. È ricordato come un artigiano capace di realizzare opere eleganti e fuori dal comune. -
Lot 118 JEAN-JOSEPH ROBIN (1781 - 1856)
Orologio d’appoggio in marmo nero del Belgio Parigi, 1815 circa
Altezza x larghezza x profondità: 43 x 33 x 11 cm
cassa a tempio in marmo nero del Belgio con putti, animali mitologici e decori in bronzo dorato, quadrante circolare in smalto bianco con numeri romani firmato "Robin a Paris"; l'assenza dei numeri Arabi alle ore 3, 6, 9 e 12 evidenzia che l’orologio è stato realizzato dopo il 1814, mentre il tipo di firma è caratteristica dello smaltatore François-Marie Dubuisson molto prolifico dal periodo Luigi XVI fino alla sua morte avvenuta a Belleville vicino a Parigi il 6 aprile 1832. Movimento con sospensione a filo, regolatore a pendolo e suoneria delle ore e delle mezze su campana.
La dinastia dei Robin, tra i migliori orologiai parigini del XVIII e inizio XIX secolo, ricevette diversi incarichi reali durante il regno di Luigi XVI e mantenne i più alti standard di progettazione e costruzione, ingaggiando i migliori bronzisti, doratori e pittori di quadranti smaltati; il fondatore Robert Robin muore a Parigi il 17 luglio 1799 e l’attività continua con i figli Nicolas-Robert, morto a Parigi nel 1813 e Jean-Joseph, morto a Parigi il 30 luglio 1856.
Ref. “Encyclopédie de La Pendule Fraçaise. By Pierre Kjellberg” Pag. 373 lt. C. -
Lot 119
Trumeau lombardo in stile Luigi XV Milano, inizi del XIX secolo
Altezza x larghezza x profondità: 238 x 125 x 60 cm
lastronato in noce e radica di noce con parte inferiore bombata a tre cassetti e calatoia, parte superiore ad un'anta con specchio. Ferramenta originale.
Il presente lotto è in deposito a Milano presso il proprietario.
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c.cipriani@bertolamifineart.com -
Lot 120
Coppa in marmo di manifattura medicea Toscana, fine XVI - inizio XVII secolo
Altezza x larghezza x profondità: 32 x 42 x 25 cm
esempio di manifattura appartenente alla fiorente produzione granducale toscana, frutto della volontà di recuperare la grande eredità artistica dell'epoca classica. Da qui la scelta di realizzare manufatti che richiamano la classicità, sotto vari aspetti. Prima di tutto è importante osservarne lo stile: in questo caso parliamo di una coppa che simula le forme dei recipienti in uso presso la cultura greca e romana, dal grande gusto e della abile lavorazione. In secondo luogo il materiale, un marmo agglomerato di fiume, dalle tinte bianche, rosse e verdi, che formano un suggestivo e dinamico intreccio di colori. In questo senso, la scelta del materiale era affidata ai cosiddetti "cercatori di pietre", che conoscevano molto bene i luoghi in cui reperire le materie prime, in particolare presso gli specchi d'acqua, come in questo caso.
L'opera in analisi è un classico esempio di manifattura granducale. Questa denominazione si deve alle celebri Botteghe Granducali Medicee, inaugurate da Lorenzo de' Medici nella seconda metà del XV secolo, e nate dal suo fervido interesse per l'arte e la cultura, il quale portò alla fioritura artistica del rinascimento toscano. Si diceva che Lorenzo incarnasse l'ideale stesso di Rinascimento, dato che la sua stessa vita verteva sul compimento della missione umanistica. Fu un grandissimo mecenate, probabilmente il migliore che la storia abbia mai conosciuto, alla cui corte lavorarono innumerevoli e abilissimi artisti. Tra i più celebri ricordiamo nomi come Brunelleschi, il Botticelli, il Verrocchio, Michelangelo, Leonardo da Vinci e Santi di Tito. Oltre a ciò, si dedicò al recupero stesso della classicità, sempre in relazione al suo desiderio di celebrare l'ideale umanistico, fondando appunto queste Botteghe Granducali, in cui venivano realizzati manufatti in materiali rari e particolari, spesso pietre dure di alta qualità, richiamando le forme di manufatti d'epoca classica. Volendo focalizzare l'attenzione sull'opera in analisi, essa fa parte di una produzione granducale già inoltrata, e riferita all'eredità artistica raccolta da uno dei discendenti di Lorenzo, il Granduca Ferdinando de' Medici.
Questo lotto è accompagnato da perizia.