Presale Arredi e Dipinti | l'Eleganza senza Tempo di un'Importante Dimora Romana
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Lot 73 Fioriera in mogano, Toscana, prima metà del XIX secolo corpo a pianta ottagonale con struttura interna portavaso in metallo smaltato estraibile; quattro sostegni sagomati emergenti da un montante a colonna sormontato da una coppa; base trilobata cm 94x47x47 - vano interno diametro cm 29
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Lot 74 Tavolino Luigi XV con doppi quadrifogli, Genova, metà del XVIII secolo piano rettangolare con specchiatura in pelle, facciata decorata con motivo a doppi quadrifogli speculari, un cassetto centrale e due sottostanti, gambe mosse poggianti su zoccolo cm 79x64x54
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Lot 75 Tavolino in legno scolpito e dorato con piano dipinto, XIX secolo piano circolare in marmo dipinto fondo nero, racchiuso da un telaio con cordolo intagliato; al centro un pappagallo variopinto su un ramo di ciliegio con frutti e farfalle, racchiuso da una bordura con gerbère recise nei toni del giallo e dell'arancio; sostegno in forma di rami di vite intrecciati con una figura di giovane su base poliedrica simulante terreno roccioso cm 82x73
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Lot 76 Divano Luigi XVI in legno laccato, fine del XVIII secolo con cornici azzurre e profili bianchi; schienale e sedile imbottiti rivestiti in damasco di seta azzurro e avorio, gambe rastremate con scanalature elicoidali ed attacchi a dado centrato da umbone cm 106x202x55
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Lot 77 Tavolo da centro in legno scolpito, intagliato e dorato, Toscana, metà del XIX secolo, con piano in scagliola dipinta firmata Filippo Della Valle di forma quadrangolare, reca piano incassato circondato da un'ampia fascia con volute vegetali delineate su fondo bulinato; la scagliola è decorata con vedute e raffigurazioni apprezzate dai viaggiatori del Grand Tour: al centro dei lati lunghi rispettivamente vedute di Venezia con piazza San Marco ed il Palazzo Ducale, firmata in basso a destra "F. della Valle", e di Istanbul con la Moschea di Santa Sofia e la Fontana di Ahmed III che domina il promontorio del Serraglio, quest'ultima tratta da un'incisione del 1838 realizzata da Thomas Allom. Al centro dei lati corti medaglioni circolari con tre figure in abiti tradizionali sedute sugli scogli in riva al mare e un dromedario nel deserto con personaggi. Figure di cigno e di rapace affiancano nell'ordine le due vedute e le scene di di genere ed un intreccio di esili steli variamente ricurvi sottolineati da volute vegetali e corolle incornicia il piano. Il tavolo reca fascia centrata da grottesche fitomorfe da cui si dipartono ampie foglie flessuose ed è sorretto da gambe incurvate sottolineate da ampi cartigli, caratterizzate della parte mediana da teste d'ariete e grappoli d'uva minuziosamente intagliati; piedi a conchiglia.
Filippo Della Valle ereditò la bottega di famiglia nel 1805, da suo padre Pietro, originario di Roma trasferitosi a Livorno alla fine del Settecento. A sua volta, intorno agli Anni Trenta dell'Ottocento, avviò al mestiere i propri figli Pietro (come il nonno), (Livorno, 1819 (1816?) - Firenze 1880), e Giuseppe. La loro attività è documentata fino al 1863. cm 81x87x68 Notizie sui Della Valle si possono reperire in Simone Chiarugi, "Botteghe di Mobilieri in Toscana 1780-1900", Spes, Firenze 1994
Anna Maria Massinelli, "Scagliola, l’arte della pietra di luna", Roma, 1997 già Semenzato Casa d'Aste, settembre 1991, lotto 305 -
Lot 78 Filippo Tagliolini (Fogliano 1745 - Napoli 1809) Due bustini in biscuit, Real Fabbrica Ferdinandea, Napoli, fine del XVIII/inizio del XIX secolo raffiguranti Zeus Ammone e Scipione su piedistalli a rocchetto.
I piccoli busti appartengono ad una serie costituita da trentadue esemplari che raffigurano, in miniatura, i bronzi rinvenuti nel 1753 nella Villa dei Papiri a Ercolano, attualmente esposti presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli altezza cm 13 Bibliografia di riferimento:
Angela Caròla-Perrotti, "Le Porcellane dei Borbone di Napoli, Capodimonte e Real Fabbrica Ferdinandea, 1743 - 1806", Napoli 1986, pp. 510-522
Alvar Gonzàlez-Palacios, "Lo scultore Filippo Tagliolini e la porcellana di Napoli", Torino 1988, n. 45, pp. 167-168 -
Lot 79 Filippo Tagliolini (Fogliano 1745 - Napoli 1809) Quattro bustini in biscuit, Real Fabbrica Ferdinandea, Napoli, fine del XVIII/inizio del XIX secolo desunti da un repertorio non solo “inventato” da Tagliolini, ma desunto da originali archeologici noti grazie alle incisioni del repertorio delle antichità di Ercolano pubblicate tra il 1757 e il 1792; piedistalli a rocchetto in legno ebanizzato altezza cm 16 e cm 17
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Lot 80 Filippo Tagliolini (Fogliano 1745 - Napoli 1809) Due bustini in biscuit, Real Fabbrica Ferdinandea, Napoli, fine del XVIII/inizi del XIX secolo raffiguranti Epicuro ed il giovane imperatore Augusto; entrambi su piedistalli a rocchetto. altezza cm 18 e cm 19 rispettivamente
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Lot 81 Filippo Tagliolini (Fogliano 1745 - Napoli 1809) Due bustini in biscuit, Real Fabbrica Ferdinandea, Napoli, fine del XVIII/inizi del XIX secolo raffiguranti rispettivamente Platone ed il giovane Ottaviano su sostegni a rocchetto e piedistalli squadrati altezza cm 20
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Lot 82 Bureau cabinet in legno laccato nero con chinoiséries dorate, Inghilterra, XVIII secolo corpo superiore con cimasa a timpano spezzato rifinito da corolle lignee e centrato da un cartiglio a scudo privo di decorazione; le due ante frontali, decorate con grandi figure in abiti orientali immerse in paesaggi con alberi, uccelli e rocce, tipici motivi della cineseria europea, celano uno scarabattolo con anta centrale a specchio, undici scomparti a giorno e otto tiretti. Sotto gli sportelli, due tablettes estraibili con incavi portavaso in lacca rossa, così come le parti interne. La ribalta ospita un articolato interno da scrittoio: piccoli vani, cassetti segreti e colonnine scanalate, con al centro uno sportellino a specchio, elemento frequente nei cabinet di pregio. Nella parte inferiore due cassetti in linea e due sottostanti delimitati da spigoli curvilinei, animati da scene paesaggistiche e figurative con architetture, vegetazione stilizzata e personaggi orientali idealizzati. Piedi a sfera cm 253x105x60
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Lot 83 Antonio Cioci (Firenze 1722 - Firenze 1792) Natura morta con bozzetti, dipinti, cesto con collana di perle e libri Firmato su una nota posta in alto al centro Ant. Cioci fecit e datato 1789
Raffinata natura morta di gusto colto e meditativo, costruita come un articolato assemblaggio di oggetti e immagini allusive. In primo piano una cesta intrecciata accoglie fogli, gioielli e perle, affiancata da libri, disegni, una brocca in terracotta e una bottiglia. Sullo sfondo compaiono riferimenti figurativi di particolare interesse: la riproduzione della celebre Flora di Francesco Mancini, donata dall’artista all’Accademia di San Luca nel 1728 e subito oggetto di ampia fortuna, e un disegno di ispirazione guercinesca, elementi che rimandano al contesto romano e al gusto erudito dell’autore. Appoggiata alla cesta compare inoltre una piccola scena di genere di ascendenza romana, riconducibile all’ambito tra Keil e Antonio Amorosi.
L’opera si inserisce nella produzione di Antonio Cioci, pittore e incisore appartenente a una famiglia di artisti spesso ricordata con il nome di Ciocchi, attivo anche come ritrattista e pittore di marine, e testimonia un linguaggio colto, in cui la natura morta dialoga con la pittura di figura e la grafica. olio su tela cm 57x73 - con cornice cm 71,5x88 La natura morta italiana, catalogo della mostra, Napoli - Zurigo - Rotterdam, ottobre 1964 - marzo 1965, Napoli Palazzo Reale, Alfieri & Lacroix, Mailand 1964, pp. 121-122 n. 293 (tav. 132b) Collezione Busiri-Vici, Roma n. 293; Asta Finarte, Milano, 20 maggio 1982, n. 109, da cui probabilmente acquisita dall’attuale proprietario -
Lot 84 Pier Francesco Cittadini (attribuito a) (Milano 1616 - Bologna 1681) Natura morta con vaso di fiori Natura morta floreale raffigurante un bouquet di rose, petunie e begonie in un vaso di terracotta, su fondo scuro. Composizione equilibrata e accurata resa dei dettagli, con raffinato gioco di luci e ombre. Opera riconducibile a Pier Francesco Cittadini, per il sobrio naturalismo dell’impianto, la calibrata impostazione luministica e l’attenzione analitica alla resa dei singoli elementi floreali, condotti con misura e sensibilità tonale tipiche della sua produzione. olio su tela cm 55x35 - con cornice cm 75,5x56
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Lot 85 Cristoforo Munari (attribuito a) (Reggio Emilia 1667 - Pisa 1720) Natura morta con libro, fichi e melone olio su tela cm 86x71 - con cornice cm 111,5x97
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Lot 86 Pittore romano del XVII secolo Imitatio – Natura morta con maschera, tavolozza, ritratto e cuscino Composizione ricca e complessa che unisce oggetti preziosi e simbolici, tappeti orientali, armature, armi, argenteria, globo e maschera teatrale, disposti con equilibrio e cura prospettica. La tavolozza calda, la resa materica dei tessuti e dei metalli e la complessità della composizione evidenziano la maestria tecnica dell’artista e l’attenzione alla disposizione prospettica tipica delle nature morte romane del XVII secolo. L’opera si inserisce pienamente nella tradizione di nature morte raffinate con oggetti preziosi e oggetti di scena, mostrando affinità stilistiche con la produzione di Francesco Fieravino e altri artisti romani del periodo.
L’opera è pubblicata nella Fototeca della Fondazione Federico Zeri (scheda n. 162942), dove era stata inizialmente attribuita a Francesco Fieravino. olio su tela cm 77,5x104 - con cornice cm 101x124 Fondazione Federico Zeri, Università di Bologna, Fototeca, scheda n. 162942 -
Lot 87 Viviano Codazzi (Valsassina 1604 - Roma 1670) Coppia di fantasie architettoniche Si riporta di seguito l'expertise del Prof. Luigi Salerno in data 9 dicembre 1982:
"I due dipinti ad olio su tela (cm 105x112 ciascuno) rappresentanti 'Fantasie architettoniche' sono a mio avviso opere certe di Viviano Codazzi, pittore nato a Bergamo nel 1603 o 1604 e morto nel 1670. (...).
I due quadri in esame sono databili con molta approssimazione nel periodo del soggiorno napoletano del Codazzi. Egli si stabilì a Napoli negli anni venti e fu attivo in quella città fino alla rivoluzione del 1647; ebbe allora come collaboratore, che eseguiva le figure nei suoi quadri, Domenico Gargiulo detto Micco Spadaro, la cui mano è stata riconosciuta in dipinti del Codazzi nelle Gallerie Nazionali di Capodimonte (a Napoli) e nel Museo di Besançon. Poiché anche in questi due quadri le figure sono evidentemente dello Spadaro, essi vanno datati prima del 1647, direi intorno al 1640.
L'alta qualità di questi dipinti è pienamente apprezzabile anche grazie all'ottimo stato di conservazione. (...). Sarebbe però sconsigliabile separarli, perché proprio il Codazzi fu uno dei creatori dell'uso, poi divenuto più generale, dei quadri dipinti a pendante." coppia di olii su tela entrambi cm 110x116,5 - con cornice cm 127x133 Chaucer, 1981, cat. 10 (Codazzi e Gargiulo); Briganti, 1983a, cat. 31, p. 691, ripr. p. 718 (Codazzi e Gargiulo); Marshall, 1988, p. 31, note 47, pl. 31a (Luciano); D. R. Marshall, Viviano and Niccolò Codazzi and the Baroque Architectural Fantasy, Jandi Sapi, Roma 1993, pp. 463, 464 ripr.
Dichiarazione di autenticità (Codazzi e Gargiulo) C. Gasparrini, Gasparrini Autiquari, Roma 1984 Vendita William Doyle Galleries Inc., New York, 24 settembre 1980, Evening Painting Sale, lotto 165 (unito con AL 24 come documentato in una fotografia presso la Frick Library); mercato dell’arte, Roma (Galleria Gasparrini, Roma, 1981); da cui acquisiti dall’attuale proprietario dal 1984 -
Lot 88 Coppia di appliques in bronzo dorato a cinque luci, XIX secolo bracci reggicandela sagomati a forma di cornucopia con nervature tortili, emergenti da tre teste muliebri disposte sul supporto parietale a forma di vaso allungato. Ghirlande fiorite minuziosamente rese impreziosiscono la struttura e foglie pendenti idealmente legate da un drappo discendono dal vertice inferiore cm 81x61x32
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Lot 89 Pendola Luigi XV in bronzo brunito e dorato, Francia, metà del XVIII secolo caratterizzata da figura scultorea di elefante sulla cui groppa bardata poggia l'orologio circolare sormontato da un orientale seduto con un ombrello. Quadrante in smalto bianco a due fori di carica con fascia oraria a numeri romani ed arabi per i minuti, firmato "Etienne Lenoir à Paris". Meccanica francese con scappamento ad ancora e sospensione a filo di seta. Carica ad otto giorni, suoneria ad ore e mezze ore su campana. Base a rocaille. Da revisionare.
Etienne II Lenoir (1699 - 1778) e suo figlio Pierre-Etienne Lenoir (1724 - dopo il 1789), maestri rispettivamente dal 1717 e dal 1743, rappresentano una dinastia di orologiai attivi a Parigi che operarono insieme per quasi due decenni.
Esempi comparabili si trovano nelle collezioni di arti decorative di grandi musei: il Musée des Arts Décoratifs di Parigi conserva diverse pendole figurate con animali esotici; analoghe soluzioni, pur con varianti diverse, si possono osservare anche nel Victoria & Albert Museum di Londra, nelle sezioni dedicate agli orologi francesi del XVIII e XIX secolo. cm 47x27x20 Bibliografia di confronto:
Giacomo Wannenes, "Le più belle pendole francesi da Luigi XIV all'Impero", Leonardo ed. Milano 1991, pagg. 61 - 65 -
Lot 90 Cassettone a demi-lune in legno laccato, Piemonte, fine del XVIII secolo rifinito da piano in marmo nero (non pertinente), reca due cassetti frontali e due ante angolari con pannelli azzurri arricchiti da rilievi decorativi dorati; al centro mascheroni circondati da esili steli fogliacei ricurvi che incorniciano le semplici maniglie ad anello in bronzo. Analoga decorazione è ripresa sui fianchi, delimitati da lesene scanalate; piedi rastremati a sezione circolare con estremità superiore ed inferiore ad anello dorato cm 89x122x65
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Lot 91 Sei sedie in legno laccato verde pastello con profili dorati, metà del XVIII secolo cornici centrate da rilievi vegetali stilizzati dorati; schienale sagomati e sedili imbottiti, gambe mosse terminanti a ricciolo cm 98x52x45
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Lot 92 Otto sedie in legno laccato verde pastello con profili dorati, metà del XVIII secolo cornici centrate da rilievi vegetali stilizzati dorati; schienale sagomati e sedili imbottiti, gambe mosse terminanti a ricciolo cm 98x52x45
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Lot 93 Cassettone barocco in legno laccato verde con rilievi dorati, prima metà del XVIII secolo caratterizzato da un corpo di linea sagomata con due cassetti frontali e fianchi concavi delimitati da spigoli scantonati, decorati da un elaborato repertorio di volute, tralci vegetali e motivi floreali intrecciati, scolpiti in rilievo e dorati. Al centro di ciascun cassetto si apre la serratura, integrata armoniosamente nel disegno ornamentale. Anche i fianchi sono riccamente lavorati, con pannelli incorniciati e decorazioni vegetali che dialogano con quelle della facciata, conferendo continuità all’impianto decorativo. Piano sagomato in marmo giallo antico con cordolo verde, corte gambe "cabriole" terminanti a ricciolo.
cm 82x98x47 -
Lot 94 Tappeto Aubusson fondo rosso rubino con disegno "à grillage ton sur ton", Francia, inizi del XIX secolo caratterizzato da un grande medaglione centrale polilobato fondo chiaro ed ampia bordura bianca con tralci sinuosi arricchiti da foglie e da corolle sparse caratteristici della manifattura francese cm 322x376
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Lot 95 Coppa centrotavola in cristallo e bronzo dorato, Francia, XX secolo corpo semicircolare con superficie esterna sfaccettata, poggiante su basso piede in bronzo. Iscritto sotto la base: "Made in France" / e firma non interamente decifrabile cm 13,5x23
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Lot 96 Scatola rettangolare in argento 800/000 dorato coperchio incernierato con fitta decorazione incisa a motivi vegetali; al centro iniziali S.C. sormontate da corona. Segni di uso e difetti alla doratura. cm 3,5x20x14 - gr. 560