DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO

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  • Giacomo Guardi (1764 - 1835)
    Lot 1

    Giacomo Guardi (1764 - 1835)

    Venezia, Canale di Cannareggio con Ponte dei Tre Archi

    Tempera su carta

    12 x 18,5 cm

    Firmato al retro in basso a destra.

    Al retro iscrizione autografa: Veduta de li tre archi a S. Giobbe



    Figlio del celeberrimo Francesco Guardi, Giacomo ha continuato sulle tracce del padre dipingendo vedute veneziane. Se ad olio imitava pedissequamente Francesco, nelle opere a tempera su carta adottava un linguaggio del tutto personale. Ne è emerso un pittore erudito che, oltre al padre, ha dimostrato di conoscere i grandi vedutisti della generazione precedente alla sua: Carlevarijs, Canaletto, Bellotto, Marieschi. Da questi artisti ha colto angoli prospettici traducendo la loro pittura aulica in narrazione popolare. Con Giacomo Guardi, ancor più dei Grubacs, Bison, Caffi, Querena, Venezia si spoglia del suo splendore convenzionale e appare vissuta da un popolo pigro e indolente all’aura secolare degli edifici che lo circonda.


    Giacomo Guardi (1764 - 1835)

    Venice, Cannareggio Canal with the Three Arched Bridge

    Tempera on paper

    12 x 18,5 cm

    Signed on the back, lower right.

    Autograph inscription on the back: Veduta de li tre archi a S. Giobbe

  • Giacomo Guardi (Venezia 1764 - 1835)
    Lot 2

    Giacomo Guardi (Venezia 1764 - 1835)

    Venezia, Fondamenta Nove

    Tempera su carta

    12 x 18,5 cm

    Firmato al retro in basso a destra.

    Al retro iscrizione autografa: Veduta delle cappucine alle fond.ta nu(ove) ponte di Palladio convento delle francescane e di dietro all'Arsenale in Lontano il Castel(lo) di Sant'Andrea del Lido



    Figlio del celeberrimo Francesco Guardi, Giacomo ha continuato sulle tracce del padre dipingendo vedute veneziane. Se ad olio imitava pedissequamente Francesco, nelle opere a tempera su carta adottava un linguaggio del tutto personale. Ne è emerso un pittore erudito che, oltre al padre, ha dimostrato di conoscere i grandi vedutisti della generazione precedente alla sua: Carlevarijs, Canaletto, Bellotto, Marieschi. Da questi artisti ha colto angoli prospettici traducendo la loro pittura aulica in narrazione popolare. Con Giacomo Guardi, ancor più dei Grubacs, Bison, Caffi, Querena, Venezia si spoglia del suo splendore convenzionale e appare vissuta da un popolo pigro e indolente all’aura secolare degli edifici che lo circonda.


    Giacomo Guardi (Venezia 1764 - 1835)

    Venice, Fondamenta Nove

    Tempera on paper

    12 x 18,5 cm

    Signed on the back lower right.

    Autograph inscription on the back: Veduta delle cappucine alle fond.ta nu(ove) ponte di Palladio convento delle francescane e di dietro all'Arsenale in Lontano il Castel(lo) di Sant'Andrea del Lido

  • Aloys Orelli (Novara (?) 1768 - ? - 1845)
    Lot 3

    Aloys Orelli (Novara (?) 1768 - ? - 1845)

    San Girolamo, spartito, zebra e altre figure - Marat, cardellino e rosa, torcicollo (picchio)

    Trompe-l'œil ad acquerello, matite e biacca su carta applicata su tela

    35,5 x 51 cm

    Firmato in basso a destra Archit Aloys Orelli inven., delin., et perfecit - Firmato in basso a destra Luigi Orelli Archit Civile



    Pseudonimo di Luigi Orelli, insigne architetto e ingegnere civile di Novara, ricordato per aver progettato lo scurolo di San Damiano, il palazzo del Mercato di Novara, ricevette anche l'incarico di professore di disegno e architettura.


    Aloys Orelli (Novara (?) 1768 - ? - 1845)

    Saint Jerome, Sheet Music, Zebra, and Other Figures - Marat, Goldfinch and Rose, Wryneck (Woodpecker)

    Trompe-l'oeil watercolour, pencil, and white lead on paper mounted on canvas

    35,5 x 51 cm

    Signed lower right: Archit Aloys Orelli inven., delin., et perfecit - Signed lower right: Luigi Orelli Archit Civile

  • Scuola genovese del XVII secolo
    Lot 4

    Scuola genovese del XVII secolo

    Allegoria della Vanitas

    Olio su tela

    73 x 53 cm


    Genoese school of the 17th century

    Allegory of Vanitas

    Oil on canvas

    73 x 53 cm

  • Scuola fiamminga del XVI secolo
    Lot 5

    Scuola fiamminga del XVI secolo

    Ritratto di Augustin Van Lyere, 1564

    Olio su tavola

    49,5 x 36 cm

    Iscrizione in alto a destra.

    Stemma della famiglia van Lyere delle Fiandre in alto a destra e iscrizione.

    Provenienza:

    Sotheby's Monaco, asta del 2 e 3 dicembre 1988, come cerchia di Adriaen Thomas Key;

    Sotheby's Londra, asta del 28 maggio 1998, lotto 244 (etichetta al retro), come seguace di Franz Pourbus II.

    Riferimenti:

    https://rkd.nl/imageslite/505919

    https://rkd.nl/imageslite/587969


    Flemish school of the 16th century

    Portrait of Augustin Van Lyere, 1564

    Oil on panel

    49,5 x 36 cm

    Inscription upper right.

    Coat of arms of the Van Lyere family of Flanders, upper right and inscription.

    Provenance:

    Sotheby's Munich, auction of December 2 and 3, 1988, as circle of Adriaen Thomas Key;

    Sotheby's London, auction of May 28, 1998, lot 244 (label on the back), as a follower of Franz Pourbus II.

    References:

    https://rkd.nl/imageslite/505919

    https://rkd.nl/imageslite/587969

  • Scuola veneziana del XVIII secolo
    Lot 6

    Scuola veneziana del XVIII secolo

    Uomo con berretto di pelliccia e giovane con flauto - Uomo con pipa e ragazzo

    Olio sottovetro

    40,5 x 32,5 cm (a vista)


    Venetian school of the 18th century

    Man with Fur Cap and Young Man with Flute - Man with Pipe and Boy

    Reverse glass oil painting

    40,5 x 32,5 cm (visible measurements)

  • Francesco Antoniani (Milano 1700/1710 - Torino 1775)
    Lot 7

    Francesco Antoniani (Milano 1700/1710 - Torino 1775)

    Battaglia navale

    Olio su tela

    143 x 114 cm



    Francesco Antoniani fece parte di una dinastia di pittori attiva fin dall'inizio del XVIII secolo e perdurata fino al primo decennio del secolo successivo. Dal 1743 fino alla sua morte fu pittore di corte presso i Savoia, risentendo dell'elegante stile di Scipione e Vittorio Amedeo Cignaroli. Per i regnanti piemontesi realizzò paesaggi, marine, soggetti floreali e battaglie, talvolta destinati anche a modelli per arazzi. Il suo eclettismo gli permise di essere attivo in vari ambienti di rappresentanza della corte sabauda: realizzò infatti i sovrapporta nell’appartamento della Regina, operò nel Gabinetto di Toeletta della palazzina di caccia di Stupinigi, decorò la sala da pranzo del castello di Moncalieri e vari spazi sparsi tra Venaria, Palazzo Reale e Palazzo Chiablese.


    Francesco Antoniani (Milan 1700/1710 - Turin 1775)

    Naval Battle

    Oil on canvas

    143 x 114 cm

  • Pietro Bardellino (Napoli 1732 - 1806) bottega di
    Lot 8

    Pietro Bardellino (Napoli 1732 - 1806) bottega di

    Sacra famiglia

    Olio su tela

    70 x 52 cm



    Fu il miglior allievo di Francesco De Mura, il quale lasciò un'indelebile influenza nel percorso artistico di Bardellino. Non si conosce nulla del suo primo periodo artistico, precedente al 1756, quando decorò il soffitto della farmacia degli Incurabili. In seguito subì il fascino di Francesco Solimena, anche se le sue opere più ispirate guardavano alla maniera di Giacomo del Po e di Luca Giordano. Nominato membro dell'Accademia di Belle Arti, vi fu chiamato da Luigi Vanvitelli nel 1773 e, nel 1779 venne nominato maestro della Regia Accademia di disegno e di pittura. La sua attività di frescante si sviluppò a partire dalla seconda metà del Settecento, grazie alle commissioni di Ferdinando IV di Borbone. Attento alle tendenze, sia del barocchetto padano, sia della pittura francese del suo tempo, avvertì la necessità di schiarire il suo impianto cromatico favorendo la nascita e lo sviluppo di una corrente roccocò napoletana e meridionale.


    Pietro Bardellino (Naples 1732 - 1806) workshop of

    Holy Family

    Oil on canvas

    70 x 52 cm

  • Ventura Salimbeni (Siena 1568 - 1613) attribuito
    Lot 9

    Ventura Salimbeni (Siena 1568 - 1613) attribuito

    Sacra Famiglia

    Olio su tavola

    30 x 22 cm L'opera trova preciso riferimento col dipinto pubblicato in M. Ciampolini, Pittori senesi del Seicento, pag. 740, tavola 391.



    Fratellastro del pittore Francesco Vanni, dopo la morte del padre Arcangelo, suo maestro, Ventura si trasferì a Roma. Qui ebbe un ottimo riscontro tanto da essere impegnato per commissioni di Gregorio XIII e Sisto V. Tornò a Siena nel 1595, dove si affermò come frescante. In seguito collaborò con Vanni e operò in varie città toscane. La sua pittura, posata e radicata nel secolo precedente, fu un'espressione importante del manierismo senese, soprattutto per le sue prerogative cromatiche. Oltre al padre e al fratello furono anche Raffaellino da Reggio, Cavalier d’Arpino e Baglione a esercitare la loro influenza su Ventura. Nell'ultimo decennio della sua attività, assunse i modi di Bernardino Poccetti e Cigoli, mutando il suo estro colorista in toni più sobri e naturalistici.


    Ventura Salimbeni (Siena 1568 - 1613) attributed

    The Holy Family

    Oil on panel

    30 x 22 cm The work is clearly referenced in the painting published in M. Ciampolini, Pittori senesi del Seicento, p. 740, plate 391.

  • Scuola romana del XVII secolo
    Lot 10

    Scuola romana del XVII secolo

    Coppia di vasi di fiori appoggiati su dei tappeti

    Olio su tela

    74 x 59,5 cm


    Roman school of the 17th century

    Pair of Vases of Flowers Resting on Carpets

    Oil on canvas

    74 x 59,5 cm

  • Domenico Fetti (Roma 1589 - Venezia 1623) bottega di
    Lot 11

    Domenico Fetti (Roma 1589 - Venezia 1623) bottega di

    Il sogno di Giacobbe - Parabola della dracma perduta

    Olio su tela

    61 x 44 cm

    Monogramma in basso a sinistra (Parabola della dracma perduta).

    Le opere riprendono i dipinti conservati rispettivamente al Kunsthistorisches Museum di Vienna e allo Staatliche Kunstsammlungen di Dresda.



    Domenico Fetti iniziò la sua formazione con il padre, pittore della cerchia dei Carracci. In seguito fu allievo di A. Commodi e del Cigoli. Inoltre, Fetti trovò ispirazione negli esempi che incrociava a Roma nel primo Seicento, da Caravaggio ad Annibale Carracci e Adam Elsheimer, senza tralasciare Federico Barocci e Orazio Borgianni. Anche se la sua fonte maggiore di ispirazione fu sicuramente Pietro Paolo Rubens, dal quale avrebbe appreso la pennellata pastosa e grassa ed il colorito ricco con forti contrasti luminosi. Nel 1614 si trasferì a Mantova come pittore di corte dei Gonzaga, invitato dal duca e cardinale Ferdinando. Vista la mole e l’importanza delle commissioni, ebbe nella sua bottega sia il padre Pietro sia la sorella Lucrina, suora e pittrice. Nel 1622 si trasferì a Venezia, dove morì l'anno seguente.


    Domenico Fetti (Rome 1589 - Venice 1623) workshop of

    Jacob's Dream - Parable of the Lost Drachma

    Oil on canvas

    61 x 44 cm

    Monogram in the lower left corner (Parable of the Lost Drachma).

    The works are based on paintings preserved respectively at the Kunsthistorisches Museum in Vienna and the Kunstsammlungen in Dresden.

  • Francesco Malagoli (Modena (?) documentato nel 1779)
    Lot 12

    Francesco Malagoli (Modena (?) documentato nel 1779)

    Natura morta con uva, cocomero e uccelli

    Olio su tela

    64 x 97 cm

    Francesco Malagoli fu attivo a Modena, Bologna e a Mantova. Il suo stile fu prossimo a quello di Felice Rubbiani ma interpretato con meno fastosità e un gusto decorativo solido e composto premonitore dell'arte dell'Ottocento.


    Francesco Malagoli (Modena (?) documented in 1779)

    Still Life with Grapes, Watermelon and Birds

    Oil on canvas

    64 x 97 cm

    Francesco Malagoli was active in Modena, Bologna and Mantua. His style was similar to Felice Rubbiani's but interpreted with less pomp and a solid, composed decorative taste that foreshadowed 19th-century art.

  • Anton Faistenberger (Salisburgo 1663 - Vienna 1708) attribuito
    Lot 13

    Anton Faistenberger (Salisburgo 1663 - Vienna 1708) attribuito

    Paesaggio

    Olio su tela

    47,5 x 35,5 cm



    La formazione Anton non è chiara, alcune fonti parlano di un insegnante di nome Baurisch operante in patria a Salisburgo e Passau, altre parlano di un giovanile soggiorno a Venezia, altre ancora di un alunno nella bottega di Salvator Rosa, ipotesi improbabile vista la morte del maestro romano nel 1673. Certamente il suo linguaggio pittorico contiene elementi rosiani e veneti con punti di contatto con Bartolomeo Pedon. Anton Faistenberger lavorò principalmente a Vienna e Praga, ebbe rapporti d'amicizia e collaborazione con Carl Loth, Johann Graf e Franz Werner Tamm.


    Anton Faistenberger (Salzburg 1663 - Wien 1708) attributed

    Landscape

    Oil on canvas

    47,5 x 37,5 cm

  • Elena Recco (attiva tra il XVII e il XVIII secolo)
    Lot 14

    Elena Recco (attiva tra il XVII e il XVIII secolo)

    Natura morta di pesci con gatto

    Olio su tela

    64,5 x 119 cm



    Figlia di Giuseppe Recco, Elena seguì gli esempi pittorici del padre, prediligendo le nature morte aventi come soggetto i pesci. Operò a Napoli sino al 1695, e dopo tale data fu a Madrid, dove restano segnalate delle sue opere negli inventari del Buen Retiro. Le sue opere si trovano al Museo Puskin di Mosca, al Museo di Varsavia e alla City Art Gallery di Leeds.


    Elena Recco (active between the 17th and 18th centuries)

    Still Life of Fish with Cat

    Oil on canvas

    64,5 x 119 cm

  • Scuola italiana del XVI secolo
    Lot 15

    Scuola italiana del XVI secolo

    Incredulità di San Tommaso

    Olio su tavola

    57 x 44,5 cm


    Italian school of the 16th century

    The Incredulity of Saint Thomas

    Oil on panel

    57 x 44,5 cm

  • Abraham Brueghel (Anversa 1631 - Napoli 1697) bottega di
    Lot 16

    Abraham Brueghel (Anversa 1631 - Napoli 1697) bottega di

    Natura morta con frutta, frammento architettonico e vecchio (Allegoria dell'Autunno)

    Olio su tela

    130 x 94 cm

    L'opera è pubblicata in A. Cottino "Abraham Brueghel 1631 - 1697 un maestro della Natura Morta fra Anversa, Roma e Napoli", foto 45b a pag. 98.

    Nella scheda relativa Alberto Cottino scrive: "Non escludo che si possa tentare di identificare l'autore nel fratello Jan Baptist".



    Abraham fu membro della celebre dinastia dei Brueghel: figlio di Jan il Giovane e nipote di Jan Brueghel dei Velluti, il bisnonno fu il celebre Pieter Bruegel detto il Vecchio. Abraham giunse in Italia nel 1649, dove dimorò tutta la vita. Abile e apprezzato fiorista, soggiornò a Roma, facendosi coadiuvare per le figure umane da Giacinto Brandi, Carlo Maratta, Giovan Battista Gaulli detto Baciccio, Nicola Vaccaro e altri. Negli ultimi anni, Abraham soggiornò anche a Napoli.


    Abraham Brueghel (Antwerp 1631 - Naples 1697) workshop of

    Still Life with Fruit, Architectural Fragment and Old Man (The Allegory of Autumn)

    Oil on canvas

    130 x 94 cm

    The work is published in A. Cottino, "Abraham Brueghel 1631 - 1697 un maestro della Natura Morta fra Anversa, Roma e Napoli", photo 45b on p. 98.

    In the relevant entry, Alberto Cottino writes: "I do not rule out the possibility that the author could be identified as his brother Jan Baptist".

  • Scuola francese del XVIII secolo
    Lot 17

    Scuola francese del XVIII secolo

    Ritratto di nobildonna nelle vesti di Flora

    Olio su tela

    100 x 81 cm


    French school of the 18th century

    Portrait of a Noblewoman Dressed as Flora

    Oil on canvas

    100 x 81 cm

  • Scuola romana del XVII secolo
    Lot 18

    Scuola romana del XVII secolo

    Allegoria della Fede

    Olio su tela

    90 x 69,5 cm


    Roman school of the 17th century

    The Allegory of Faith

    Oil on canvas

    90 x 69,5 cm

  • Scuola fiamminga del XVI secolo
    Lot 19

    Scuola fiamminga del XVI secolo

    Ritratto del principe Filippo III di Spagna

    Olio su tela

    64 x 50 cm


    Flemish school of the 16th century

    Portrait of Prince Philip III of Spain

    Oil on canvas

    64 x 50 cm

  • Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 - Firenze 1659)
    Lot 20

    Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 - Firenze 1659)

    Artemisia

    Olio su tela

    55 x 44,5 cm

    Si ringrazia il professore Michele Danieli per aver studiato l'opera e fornito l'attribuzione.

    L'opera trova preciso riferimento con il dipinto del Musée d'Art et d'Histoire Genève, nel tempo attribuito a Guido Reni, Onorio Marinari e alla cerchia di Francesco Furini.



    Giovanni Martinelli partì per Firenze in giovane età per studiare disegno e pittura nella bottega di Jacopo Ligozzi. A ventidue anni ricevette un importante incarico da parte del commendatore dell'Ordine di Malta Fra' Francesco dell'Antella, già committente del Caravaggio. Invischiato in problematiche legali riferite al suo maestro Ligozzi, pur essendo un pittore di talento, fu inviso alla nobiltà fiorentina e isolato nell’ambiente artistico di Firenze. Pertanto, fu costretto a cercare committenti nei territori granducali. Intorno agli anni '20 a Roma si avvicinò ai modi dei Caravaggeschi, anche se molto probabilmente questa virata stilistica, più che al soggiorno all’Urbe, fu dovuta allo studio di alcuni esempi artistici cittadini come Cigoli, Tarchiani e Fontebuoni. Nella sua produzione tarda egli alternò composizioni elementari ad altre estremamente complesse, toccando soluzioni care a Cecco Bravo e Livio Mehus.


    Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 - Florence 1659)

    Artemisia

    Oil on canvas

    55 x 44,5 cm

    We would like to thank Professor Michele Danieli for studying the work and providing the attribution.

    The work can be clearly linked to the painting in the Musée d'Art et d'Histoire Genève, which has been attributed over time to Guido Reni, Onorio Marinari and the circle of Francesco Furini.

  • Scuola romana del XVIII secolo
    Lot 21

    Scuola romana del XVIII secolo

    Madonna di Bonavia, San Giuseppe e San Francesco Saverio

    Olio su rame ovale

    17,2 x 21,7 cm


    Roman school of the 18th century

    Madonna of Bonavia, Saint Joseph and Saint Francis Xavier

    Oil on oval copper plate

    17,2 x 21,7 cm

  • Giovanni Balducci, il Cosci (Firenze 1560 - Napoli post 1631)
    Lot 22

    Giovanni Balducci, il Cosci (Firenze 1560 - Napoli post 1631)

    Assunzione della Vergine

    Olio su tavola

    97 x 169 cm

    Si ringrazia il professore Michele Danieli per aver studiato l'opera e fornito l'attribuzione.



    Giovanni Balducci si formò nella bottega di Giovanni Battista Naldini, istruito di riflesso della lezione di Giorgio Vasari e del tardo manierismo fiorentino. Collaborò dal 1575 al 1579 con Federico Zuccari al completamento degli affreschi del Giudizio Universale in Santa Maria del Fiore a Firenze. Dopo un triennio a Roma, dal 1577 al 1580, ove realizzò col suo maestro la decorazione della Cappella Altoviti nella Chiesa della Trinità dei Monti, si ristabilì a Firenze, dove prese parte al cantiere capeggiato da Alessandro Allori per la decorazione dei soffitti dei corridoi all'ultimo piano degli Uffizi. Dal 1588 al 1590, su commissione del cardinale Alessandro de' Medici, dipinse varie scene della Vita del Cristo nell'Oratorio dei Pretoni, conosciuto anche come oratorio di Gesù Pellegrino. Si trasferì a Napoli all'inizio del Seicento e fu molto attivo, subendo influenze caravaggesche e spagnoleggianti.


    Giovanni Balducci, il Cosci (Florence 1560 - Naples after 1631)

    The Assumption of the Virgin

    Oil on panel

    97 x 169 cm

    Thanks to Professor Michele Danieli for studying the work and providing the attribution.

  • Ermanno Stroiffi (Padova 1616 - Venezia 1693)
    Lot 23

    Ermanno Stroiffi (Padova 1616 - Venezia 1693)

    Madonna col Bambino e San Giovanni Battista

    Olio su tela

    160 x 118,5 cm



    Non si sa molto sulla formazione di Stroiffi, figlio di un pittore fiammingo attivo a Padova. Fu accolto nella bottega di Bernardo Strozzi, attivo a Venezia. Col tempo, dopo aver lavorato a fianco di Strozzi in molte opere, diventò stretto collaboratore del maestro. Tra il 1645 e il 1654, Stroiffi viaggiò in varie città del Centro e Nord Italia, in particolare soggiornò a Mantova, dove ebbe modo di lavorare presso la corte ducale dei Gonzaga. Diventato pittore indipendente, operò a Venezia affrontando diversi temi pittorici, anche se i soggetti religiosi costituivano la maggior parte delle sue opere. Purtroppo, vista la forte influenza di Magnasco nelle sue opere, ancora oggi il numero di dipinti attribuiti all'artista è limitato, confusi con quelli del maestro genovese e della sua bottega.


    Ermanno Stroiffi (Padua 1616 - Venice 1693)

    Madonna and Child with Saint John the Baptist

    Oil on canvas

    160 x 118,5 cm

  • Francesco Simonini (Parma 1686 - Venezia o Firenze 1755 o 1753)
    Lot 24

    Francesco Simonini (Parma 1686 - Venezia o Firenze 1755 o 1753)

    Cavallieri all'assalto

    Olio su tela

    43,5 x 36 cm

    Già attribuita a Giuseppe Zais, con cui è spesso confuso, l'opera va assegnata a Francesco Simonini per l'essenzialità peculiare di paesaggio. Inoltre l'opera è molto prossima al Cavaliere con spada sguainata pubblicata in G. Sestieri, Pittori di battaglie, pag. 466 foto 21.



    Francesco Monti, detto il Bresciano o il Brescianino delle battaglie, e Ilario Spolverini, furono gli artefici della formazione di Francesco Simonini: egli lavorò a Firenze, presso i signori di Casa Piccolomini, ove ebbe la felice possibilità di studiare le opere del Borgognone, eseguendo la copia di ventiquattro quadri e accrescendo così la sua conoscenza e affinando al contempo le sue capacità. In seguito si trasferì a Roma, ove oltre a far propria la lezione di Salvator Rosa, dipinse per le famiglie nobili e il clero romano. Lasciata la capitale, operò a Bologna, ove lavorò per il Cardinal Ruffo, ambasciatore del papa, dirigendo la sua bottega. Successivamente, lo ritroviamo a Venezia, dove il suo stile, caratterizzato da pennellate rapide e dall'uso di colori vivaci, trovò facile successo. Inoltre egli studiò Marco Ricci, Luca Carlevarijs, Canaletto e Francesco Zuccarelli, ampliando il suo bagaglio in materia, ergo inserendo elementi paesaggistici più articolati nei suoi fondali. Con Giuseppe Zais deve aver avuto un rapporto di reciproca influenza: il veneziano deve molto al parmense nel tema delle battaglie; viceversa Francesco deve a Giuseppe l’approfondimento del tema paesaggistico.


    Francesco Simonini (Parma 1686 - Venice or Florence 1755 or 1753)

    Charging Knights

    Oil on canvas

    43,5 x 36 cm

    Previously attributed to Giuseppe Zais, with whom it is often confused, the work should be attributed to Francesco Simonini due to the distinctive simplicity of the landscape. Furthermore, the work is very similar to Cavaliere con spada sguainata, published in G. Sestieri, Pittori di battaglie, p. 466, photo 21.

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DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO

DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO

Sessions

  • 17 February 2026 hours 14:30 DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO (1 - 534)

Exhibition

13 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

14 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

15 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

16 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

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