Asta 21 - Eclettica
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Lot 344 Buddha in giada bianca cm 18; buddha verde, cm 10; buddha verde, cm 8
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Lot 345 Vaso Satzuma. H cm 17
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Lot 346 Coppia di vasi in metallo con decorazione floreale, XX secolo. Con base in legno. H cm 24
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Lot 347 Vaso cinese, XX secolo. H cm 25
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Lot 348 Coppia di cani di Pho in giada verde. H complessiva cm 10, larghezza cm 10
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Lot 349 Statuetta raffigurante Buddha in occhio di tigre. H cm 5, larghezza cm 8
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Lot 350 Statuette raffiguranti ippopotamo ed elefante in malachite. Ippopotamo cm 5x12, elefante cm 4x6,5
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Lot 351 Coppia di dipinti su seta, Cina , inizi XX secolo. Cm 37x30, in cornice laccata 49x39.
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Lot 352 Orologio da tavolo azzurro made in China, metallo dorato e smalti. Sistema funzionante a batteria. H cm 20, base cm 14x8
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Lot 353 Mazzega Murano, centrotavola in vetro nei toni del glicine trasparente. Perfette condizioni. Anni 60. Cm 20 x26
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Lot 354 Mazzega, lampadario in vetro e catena ottone, anni '60. Larghezza coppa rotonda, diametro cm 40, h max cm 90.
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Lot 355 Gruppo composto da n. 6 piatti in ottone e n. 2 ciotole, Job Art, fatto a mano. Diametro piatti cm 25. Diametro ciotola grande cm 17, diametro ciotola piccola cm 12,3. Presenti macchie
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Lot 356 Gruppo di tre ciotole in ottone dorato, Cassetti. Diametro cm 20, Diametro cm 16
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Lot 357 Dipinto ad olio su tela raffigurante ritratto di fanciulla. Pittore italiano del XX secolo. Cm 68x48,5
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Lot 358 Dipinto ad olio su tavola raffigurante paesaggio con giovane pastorella. Pittore del XX secolo. Cm 32x19,5. Presenta cadute di colore
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Lot 359 Incisione ad acquaforte di Joannes Giovanni Volpato (1733-1803) raffigurante episodi della vita di Giuseppe. Mm 200x300, in cornice di legno cm 35x43. Tracce e buchi di tarme
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Lot 360 Incisione ad acquaforte di Joannes Giovanni Volpato (1733-1803) raffigurante episodi della vita di Giuseppe. Mm 200x300, in cornice di legno cm 35x43. Tracce e buchi di tarme
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Lot 361 Incisione ad acquaforte di Joannes Giovanni Volpato (1733-1803) raffigurante episodi della vita di Giuseppe. Mm 200x300, in cornice di legno cm 35x43. Tracce e buchi di tarme
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Lot 362 Dipinto ad olio su tavoletta raffigurante scogliera con mare agitato, firmato A. Radice. Cm 30x40
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Lot 363 Litografia raffigurante castello con cavallo e amazzoni, 188/195, firmato in basso a destra Dalì (Figueres 1904-1989). Cm 28x38, in cornice cm 54x64
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Lot 364 Dipinto ad olio su tela raffigurante “Bondeno”, firmato in alto a destra Carlo Tassi e datato ’78. Cm 40x60, in cornice 65x85
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Lot 365 Litografia ritoccata a mano raffigurante volto di giovane, firmato in basso a destra Manera e datata ’93. Cm 70x65, in cornice cm 87x85
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Lot 366 Dipinto ad olio su masonite raffigurante marina con barche e case. Firmato in basso a destra De Michelis. Cm 18x49, in cornice cm 41x72
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Lot 367 Dipinto ad olio su tela raffigurante torre con l'orologio di Taormina. Firmato in basso a sinistra Robel e datato ’83. Robel (1885-1948). Cm 50x70, in cornice cm 85x65
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Lot 368 Dipinto ad olio su tela raffigurante canale di Venezia. Firmato in basso a sinistra Liatti.. Cm 60x30, in cornice cm 80x50
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Lot 369 Dipinto ad olio su tela raffigurante canale di Venezia. Firmato in basso a sinistra Lietti. Pietro Virgilio Lietti (Monza 1928). Cm 60x30, in cornice cm 80x50
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Lot 370 Dipinto ad olio su tela raffigurante fiume con alberi e barca, XIX secolo. Cm 31 x41
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Lot 371 Dipinto ad olio su tela raffigurante paesaggio con casa, firmato in basso a destra E. Tuttobene. Cm 40x55
Emilia Tuttobene nasce a Catania nel 1915 e si affaccia al mondo artistico e culturale da autodidatta. Comincia a dipingere sul finire degli anni ‘40 del ‘900 e affianca alla sua carriera artistica qualla di gallerista. Infatti nel 1952 apre la galleria d’arte “La Botteghina” che chiuderà qualche anno dopo nel 1957. Inizialmente la sua produzione artistica è caratterizzata da un forte realismo e da una tragicità evidente principalmente nelle sei tele incentrate sulla mafia che le valsero il premio Ambrogino d’Oro nel 1971. Ma gli anni ‘70 segnano anche l’inizio della nuova fase artistica caratterizzata da una pittura che inserisce i propri soggetti all’interno di un’atmosfera trascendente ed evanescente.
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Lot 372 Dipinto ad olio su tela raffigurante scena d'interno con famiglia, firmato in basso a destra Cecconi. Cm 60x79, in cornice cm 83x120
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Lot 373 Dipinto ad olio su tela raffigurante marina con barche e case. Pittore del XX secolo. Cm 50x60, in cornice cm 72x83
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Lot 374 Dipinto olio su tela raffigurante Vesuvio e ruderi romani, XX secolo. Firmato in basso a destra Cesare Rossi (Cerreto Grue-Alessandria, 1942 – Bergamo, 1988). Cm 50x68. Dipinto sprovvisto di cornice.
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Lot 375 Dipinto ad olio su tela raffigurante natura morta di fiori e frutta, fine XIX secolo. Firmato in basso a sinistra H. Nernjupt. H cm 73x100. Privo di cornice
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Lot 376 Dipinto ad olio su tela raffigurante natura morta di fiori. Inizi XX secolo. Cm 60x90, in cornice cm 75x105
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Lot 377 Dipinto ad olio su tela raffigurante paesaggio con strada di campagna, firmato in basso al centro K. Burk. Inizi XX secolo. Cm 70x100, in cornice cm 85x115
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Lot 378 Dipinto ad olio su tela raffigurante fiume con cascata d'acqua, firmato in basso a sinistra R. Magena. Inizi XX secolo. Cm 70x80, in cornice cm 110x88
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Lot 379 Dipinto ad olio su tela raffigurante giovani amanti. Inizi XX secolo. Cm 80x60, in cornice cm 95x70
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Lot 380 Dipinto ad olio su cartone pressato raffigurante "Erbe e rosa n.2". Firmato in basso a sinistra G. Omiccioli. Giovanni Omiccioli (Roma 1901 – Roma 1975). Provenienza La Barcaccia Napoli e Munchener Olmalpappe. Cm 51x37, in cornice cm 52x48
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Lot 381 Dipinto ad olio su tela raffigurante paesaggio con ciminiera, firmato in basso a sinistra Faliero (1948). Cm 45x65, in cornice cm 70x90
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Lot 382 Silvio Parrello. La primavera. 40x60, olio su tela. Firmato in basso a destra. Sul retro datato 2013, autentica del pittore.
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Lot 383 Dipinto ad olio su tela raffigurante natura morta con cesto di vimini. Cm 59x119, in cornice cm 85x145
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Lot 384 Dipinto ad olio su tela raffigurante volto di donna, firmato D’Angelo (Catania). In cornice cm 86x76
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Lot 385 Wilhelm von Gloeden (1856-1931), foto al collodio raffigurante tre giovani in giardino con alberi di ulivo. Numerata 1096. Non presenta firma ma pubblicata a pag.10 del Libro Amore e Arte Wilhelm von Gloeden, ed. Avvenire 2000 Messina, autore Malambrì. Cm 11,8x16,5
"Wilhelm Von Gloeden fu un fotografo di origine tedesca che passò parte della sua vita in Sicilia, nello specifico a Taormina, città che scelse come seconda casa. Furono i problemi di salute giovanili a portarlo nella penisola. Nello specifico la scelta di Taormina è legata all'ideale onirico della Sicilia che il fotografo sprigiona nella sua foto attraverso la scelta di modelli abbigliati alla maniera classica.
Iniziò la sua carriera per hobby, ma ben presto le sue foto diventarono famose anche grazie alla pubblicazione a Londra nel 1893 di un suo scatto.
La sua opera è oggi riconosciuta a livello internazionale ed è legata principalmente alle foto di nudo caratterizzate da soggetti giovanili e in vesti che si rifanno all'antichità classica.
In realtà la sua produzione è ben più vasta e caratterizzata da una vasta gamma di foto dedicate alla cronaca, come quelle dedicate al terremoto che distrusse Messina nel 1908, al paesaggio Taorminese e alle sue vestigia antiche ma anche ai personaggi locali, come contadini, in vesti tradizionali. Furono queste foto, usate spesso come cartoline, ad accrescere il mito della città e il suo turismo. La Taormina di Von Gloeden è infatti alla fine dell’ottocento una città affascinante e misteriosa in grado di attirare intellettuali e artisti da tutta Europa, ma in realtà povera ed economicamente ancora poco sviluppata. Fu proprio questo il motivo che spesso spinse i giovani taorminesi ad accettare di posare nudi per l'obiettivo di Von Gloeden, che per questa sua vena erotica inizialmente non fu ben visto dalla popolazione locale e delle autorità ecclesiastiche.
Con il tempo il fotografo venne accettato dalla comunità locale e continuò la sua produzione fatta basata su foto di giovani taorminesi ritratti quali divinità, con ornamenti dal gusto classico. Questa produzione durò all'incirca fino alla prima guerra mondiale.
Oggi è riconosciuto unanimemente a livello internazionale non solo per le tematiche trattate ma soprattutto per le sue qualità tecniche. Le sue foto sono infatti sapientemente bilanciate e studiate grazie al’uso dell’illuminazione e alla posa dei soggetti. Inoltre la sua innovazione sta nella sperimentazione nell'ambito dei filtri fotografici e delle accortezze prese nei confronti dei suoi modelli. Basti pensare a una lozione che spesso veniva usata per annullare le imperfezioni della pelle dei suoi soggetti fotografici. Interessante vedere come nonostante le critiche mosse nei suoi confronti, la sua fotografia non sia mai sfociata realmente in intenti erotici spinti ed espliciti, rimanendo sempre fedele a una composizione orientata alla costruzione classica e mitologica." ASORstudio -
Lot 386 Wilhelm von Gloeden (1856-1931), foto all'albumina raffigurante nudo di ragazzo. Pubblicata a pag.14 del Libro Amore e Arte Wilhelm von Gloeden, ed. Avvenire 2000 Messina, autore Malambrì. Cm 11,4x15,8
"Wilhelm Von Gloeden fu un fotografo di origine tedesca che passò parte della sua vita in Sicilia, nello specifico a Taormina, città che scelse come seconda casa. Furono i problemi di salute giovanili a portarlo nella penisola. Nello specifico la scelta di Taormina è legata all'ideale onirico della Sicilia che il fotografo sprigiona nella sua foto attraverso la scelta di modelli abbigliati alla maniera classica.
Iniziò la sua carriera per hobby, ma ben presto le sue foto diventarono famose anche grazie alla pubblicazione a Londra nel 1893 di un suo scatto.
La sua opera è oggi riconosciuta a livello internazionale ed è legata principalmente alle foto di nudo caratterizzate da soggetti giovanili e in vesti che si rifanno all'antichità classica.
In realtà la sua produzione è ben più vasta e caratterizzata da una vasta gamma di foto dedicate alla cronaca, come quelle dedicate al terremoto che distrusse Messina nel 1908, al paesaggio Taorminese e alle sue vestigia antiche ma anche ai personaggi locali, come contadini, in vesti tradizionali. Furono queste foto, usate spesso come cartoline, ad accrescere il mito della città e il suo turismo. La Taormina di Von Gloeden è infatti alla fine dell’ottocento una città affascinante e misteriosa in grado di attirare intellettuali e artisti da tutta Europa, ma in realtà povera ed economicamente ancora poco sviluppata. Fu proprio questo il motivo che spesso spinse i giovani taorminesi ad accettare di posare nudi per l'obiettivo di Von Gloeden, che per questa sua vena erotica inizialmente non fu ben visto dalla popolazione locale e delle autorità ecclesiastiche.
Con il tempo il fotografo venne accettato dalla comunità locale e continuò la sua produzione fatta basata su foto di giovani taorminesi ritratti quali divinità, con ornamenti dal gusto classico. Questa produzione durò all’incirca fino alla prima guerra mondiale.
Oggi è riconosciuto unanimemente a livello internazionale non solo per le tematiche trattate ma soprattutto per le sue qualità tecniche. Le sue foto sono infatti sapientemente bilanciate e studiate grazie al’uso dell’illuminazione e alla posa dei soggetti. Inoltre la sua innovazione sta nella sperimentazione nell'ambito dei filtri fotografici e delle accortezze prese nei confronti dei suoi modelli. Basti pensare a una lozione che spesso veniva usata per annullare le imperfezioni della pelle dei suoi soggetti fotografici. Interessante vedere come nonostante le critiche mosse nei suoi confronti, la sua fotografia non sia mai sfociata realmente in intenti erotici spinti ed espliciti, rimanendo sempre fedele a una composizione orientata alla costruzione classica e mitologica" -
Lot 387 Wilhelm von Gloeden (1856-1931), foto raffigurante nudo di due ragazzi. Numerata sul retro 1117. Cm 20,9x15. Foto tarda su lastra originale di Von Gloeden
"Wilhelm Von Gloeden fu un fotografo di origine tedesca che passò parte della sua vita in Sicilia, nello specifico a Taormina, città che scelse come seconda casa. Furono i problemi di salute giovanili a portarlo nella penisola. Nello specifico la scelta di Taormina è legata all’ideale onirico della Sicilia che il fotografo sprigiona nella sua foto attraverso la scelta di modelli abbigliati alla maniera classica.
Iniziò la sua carriera per hobby, ma ben presto le sue foto diventarono famose anche grazie alla pubblicazione a Londra nel 1893 di un suo scatto.
La sua opera è oggi riconosciuta a livello internazionale ed è legata principalmente alle foto di nudo caratterizzate da soggetti giovanili e in vesti che si rifanno all’antichità classica.
In realtà la sua produzione è ben più vasta e caratterizzata da una vasta gamma di foto dedicate alla cronaca, come quelle dedicate al terremoto che distrusse Messina nel 1908, al paesaggio Taorminese e alle sue vestigia antiche ma anche ai personaggi locali, come contadini, in vesti tradizionali. Furono queste foto, usate spesso come cartoline, ad accrescere il mito della città e il suo turismo. La Taormina di Von Gloeden è infatti alla fine dell’ottocento una città affascinante e misteriosa in grado di attirare intellettuali e artisti da tutta Europa, ma in realtà povera ed economicamente ancora poco sviluppata. Fu proprio questo il motivo che spesso spinse i giovani taorminesi ad accettare di posare nudi per l’obiettivo di Von Gloeden, che per questa sua vena erotica inizialmente non fu ben visto dalla popolazione locale e delle autorità ecclesiastiche.
Con il tempo il fotografo venne accettato dalla comunità locale e continuò la sua produzione fatta basata su foto di giovani taorminesi ritratti quali divinità, con ornamenti dal gusto classico. Questa produzione durò all’incirca fino alla prima guerra mondiale.
Oggi è riconosciuto unanimemente a livello internazionale non solo per le tematiche trattate ma soprattutto per le sue qualità tecniche. Le sue foto sono infatti sapientemente bilanciate e studiate grazie al’uso dell’illuminazione e alla posa dei soggetti. Inoltre la sua innovazione sta nella sperimentazione nell’ambito dei filtri fotografici e delle accortezze prese nei confronti dei suoi modelli. Basti pensare a una lozione che spesso veniva usata per annullare le imperfezioni della pelle dei suoi soggetti fotografici. Interessante vedere come nonostante le critiche mosse nei suoi confronti, la sua fotografia non sia mai sfociata realmente in intenti erotici spinti ed espliciti, rimanendo sempre fedele a una composizione orientata alla costruzione classica e mitologica". ASORstudio -
Lot 388 Wilhelm von Gloeden (1856-1931), foto raffigurante nudo di ragazzo. Numerata sul retro 695. Cm 23,3x17. Foto tarda su lastra originale di Von Gloeden
"Wilhelm Von Gloeden fu un fotografo di origine tedesca che passò parte della sua vita in Sicilia, nello specifico a Taormina, città che scelse come seconda casa. Furono i problemi di salute giovanili a portarlo nella penisola. Nello specifico la scelta di Taormina è legata all’ideale onirico della Sicilia che il fotografo sprigiona nella sua foto attraverso la scelta di modelli abbigliati alla maniera classica.
Iniziò la sua carriera per hobby, ma ben presto le sue foto diventarono famose anche grazie alla pubblicazione a Londra nel 1893 di un suo scatto.
La sua opera è oggi riconosciuta a livello internazionale ed è legata principalmente alle foto di nudo caratterizzate da soggetti giovanili e in vesti che si rifanno all'antichità classica.
In realtà la sua produzione è ben più vasta e caratterizzata da una vasta gamma di foto dedicate alla cronaca, come quelle dedicate al terremoto che distrusse Messina nel 1908, al paesaggio Taorminese e alle sue vestigia antiche ma anche ai personaggi locali, come contadini, in vesti tradizionali. Furono queste foto, usate spesso come cartoline, ad accrescere il mito della città e il suo turismo. La Taormina di Von Gloeden è infatti alla fine dell’ottocento una città affascinante e misteriosa in grado di attirare intellettuali e artisti da tutta Europa, ma in realtà povera ed economicamente ancora poco sviluppata. Fu proprio questo il motivo che spesso spinse i giovani taorminesi ad accettare di posare nudi per l'obiettivo di Von Gloeden, che per questa sua vena erotica inizialmente non fu ben visto dalla popolazione locale e delle autorità ecclesiastiche.
Con il tempo il fotografo venne accettato dalla comunità locale e continuò la sua produzione fatta basata su foto di giovani taorminesi ritratti quali divinità, con ornamenti dal gusto classico. Questa produzione durò all'incirca fino alla prima guerra mondiale.
Oggi è riconosciuto unanimemente a livello internazionale non solo per le tematiche trattate ma soprattutto per le sue qualità tecniche. Le sue foto sono infatti sapientemente bilanciate e studiate grazie al’uso dell’illuminazione e alla posa dei soggetti. Inoltre la sua innovazione sta nella sperimentazione nell'ambito dei filtri fotografici e delle accortezze prese nei confronti dei suoi modelli. Basti pensare a una lozione che spesso veniva usata per annullare le imperfezioni della pelle dei suoi soggetti fotografici. Interessante vedere come nonostante le critiche mosse nei suoi confronti, la sua fotografia non sia mai sfociata realmente in intenti erotici spinti ed espliciti, rimanendo sempre fedele a una composizione orientata alla costruzione classica e mitologica". ASORstudio -
Lot 389 Wilhelm von Gloeden, foto all'albumina raffigurante vista di Monte Venere e Castelmola con personaggi. Numerata sul retro 2598. Strappo in alto. Cm 17x22
"Wilhelm Von Gloeden fu un fotografo di origine tedesca che passò parte della sua vita in Sicilia, nello specifico a Taormina, città che scelse come seconda casa. Furono i problemi di salute giovanili a portarlo nella penisola. Nello specifico la scelta di Taormina è legata all'ideale onirico della Sicilia che il fotografo sprigiona nella sua foto attraverso la scelta di modelli abbigliati alla maniera classica.
Iniziò la sua carriera per hobby, ma ben presto le sue foto diventarono famose anche grazie alla pubblicazione a Londra nel 1893 di un suo scatto.
La sua opera è oggi riconosciuta a livello internazionale ed è legata principalmente alle foto di nudo caratterizzate da soggetti giovanili e in vesti che si rifanno all'antichità classica.
In realtà la sua produzione è ben più vasta e caratterizzata da una vasta gamma di foto dedicate alla cronaca, come quelle dedicate al terremoto che distrusse Messina nel 1908, al paesaggio Taorminese e alle sue vestigia antiche ma anche ai personaggi locali, come contadini, in vesti tradizionali. Furono queste foto, usate spesso come cartoline, ad accrescere il mito della città e il suo turismo. La Taormina di Von Gloeden è infatti alla fine dell’ottocento una città affascinante e misteriosa in grado di attirare intellettuali e artisti da tutta Europa, ma in realtà povera ed economicamente ancora poco sviluppata. Fu proprio questo il motivo che spesso spinse i giovani taorminesi ad accettare di posare nudi per l'obiettivo di Von Gloeden, che per questa sua vena erotica inizialmente non fu ben visto dalla popolazione locale e delle autorità ecclesiastiche.
Con il tempo il fotografo venne accettato dalla comunità locale e continuò la sua produzione fatta basata su foto di giovani taorminesi ritratti quali divinità, con ornamenti dal gusto classico. Questa produzione durò all'incirca fino alla prima guerra mondiale.
Oggi è riconosciuto unanimemente a livello internazionale non solo per le tematiche trattate ma soprattutto per le sue qualità tecniche. Le sue foto sono infatti sapientemente bilanciate e studiate grazie al’uso dell’illuminazione e alla posa dei soggetti. Inoltre la sua innovazione sta nella sperimentazione nell'ambito dei filtri fotografici e delle accortezze prese nei confronti dei suoi modelli. Basti pensare a una lozione che spesso veniva usata per annullare le imperfezioni della pelle dei suoi soggetti fotografici. Interessante vedere come nonostante le critiche mosse nei suoi confronti, la sua fotografia non sia mai sfociata realmente in intenti erotici spinti ed espliciti, rimanendo sempre fedele a una composizione orientata alla costruzione classica e mitologica". ASORstudio -
Lot 390 Wilhelm von Gloeden (1856-1931), foto all'albumina raffigurante coppia di giovani. Numerata sul retro 876 e timbrata. Cm 17x22
"Wilhelm Von Gloeden fu un fotografo di origine tedesca che passò parte della sua vita in Sicilia, nello specifico a Taormina, città che scelse come seconda casa. Furono i problemi di salute giovanili a portarlo nella penisola. Nello specifico la scelta di Taormina è legata all'ideale onirico della Sicilia che il fotografo sprigiona nella sua foto attraverso la scelta di modelli abbigliati alla maniera classica.
Iniziò la sua carriera per hobby, ma ben presto le sue foto diventarono famose anche grazie alla pubblicazione a Londra nel 1893 di un suo scatto.
La sua opera è oggi riconosciuta a livello internazionale ed è legata principalmente alle foto di nudo caratterizzate da soggetti giovanili e in vesti che si rifanno all'antichità classica.
In realtà la sua produzione è ben più vasta e caratterizzata da una vasta gamma di foto dedicate alla cronaca, come quelle dedicate al terremoto che distrusse Messina nel 1908, al paesaggio Taorminese e alle sue vestigia antiche ma anche ai personaggi locali, come contadini, in vesti tradizionali. Furono queste foto, usate spesso come cartoline, ad accrescere il mito della città e il suo turismo. La Taormina di Von Gloeden è infatti alla fine dell’ottocento una città affascinante e misteriosa in grado di attirare intellettuali e artisti da tutta Europa, ma in realtà povera ed economicamente ancora poco sviluppata. Fu proprio questo il motivo che spesso spinse i giovani taorminesi ad accettare di posare nudi per l'obiettivo di Von Gloeden, che per questa sua vena erotica inizialmente non fu ben visto dalla popolazione locale e delle autorità ecclesiastiche.
Con il tempo il fotografo venne accettato dalla comunità locale e continuò la sua produzione fatta basata su foto di giovani taorminesi ritratti quali divinità, con ornamenti dal gusto classico. Questa produzione durò all'incirca fino alla prima guerra mondiale.
Oggi è riconosciuto unanimemente a livello internazionale non solo per le tematiche trattate ma soprattutto per le sue qualità tecniche. Le sue foto sono infatti sapientemente bilanciate e studiate grazie al’uso dell’illuminazione e alla posa dei soggetti. Inoltre la sua innovazione sta nella sperimentazione nell'ambito dei filtri fotografici e delle accortezze prese nei confronti dei suoi modelli. Basti pensare a una lozione che spesso veniva usata per annullare le imperfezioni della pelle dei suoi soggetti fotografici. Interessante vedere come nonostante le critiche mosse nei suoi confronti, la sua fotografia non sia mai sfociata realmente in intenti erotici spinti ed espliciti, rimanendo sempre fedele a una composizione orientata alla costruzione classica e mitologica". ASORstudio -
Lot 391 Wilhelm von Gloeden (1856-1931), foto all'albumina raffigurante teatro greco di Taormina. Numerata sul retro 2298 e timbrata. Cm 17x22
"Wilhelm Von Gloeden fu un fotografo di origine tedesca che passò parte della sua vita in Sicilia, nello specifico a Taormina, città che scelse come seconda casa. Furono i problemi di salute giovanili a portarlo nella penisola. Nello specifico la scelta di Taormina è legata all'ideale onirico della Sicilia che il fotografo sprigiona nella sua foto attraverso la scelta di modelli abbigliati alla maniera classica.
Iniziò la sua carriera per hobby, ma ben presto le sue foto diventarono famose anche grazie alla pubblicazione a Londra nel 1893 di un suo scatto.
La sua opera è oggi riconosciuta a livello internazionale ed è legata principalmente alle foto di nudo caratterizzate da soggetti giovanili e in vesti che si rifanno all'antichità classica.
In realtà la sua produzione è ben più vasta e caratterizzata da una vasta gamma di foto dedicate alla cronaca, come quelle dedicate al terremoto che distrusse Messina nel 1908, al paesaggio Taorminese e alle sue vestigia antiche ma anche ai personaggi locali, come contadini, in vesti tradizionali. Furono queste foto, usate spesso come cartoline, ad accrescere il mito della città e il suo turismo. La Taormina di Von Gloeden è infatti alla fine dell’ottocento una città affascinante e misteriosa in grado di attirare intellettuali e artisti da tutta Europa, ma in realtà povera ed economicamente ancora poco sviluppata. Fu proprio questo il motivo che spesso spinse i giovani taorminesi ad accettare di posare nudi per l'obiettivo di Von Gloeden, che per questa sua vena erotica inizialmente non fu ben visto dalla popolazione locale e delle autorità ecclesiastiche.
Con il tempo il fotografo venne accettato dalla comunità locale e continuò la sua produzione fatta basata su foto di giovani taorminesi ritratti quali divinità, con ornamenti dal gusto classico. Questa produzione durò all'incirca fino alla prima guerra mondiale.
Oggi è riconosciuto unanimemente a livello internazionale non solo per le tematiche trattate ma soprattutto per le sue qualità tecniche. Le sue foto sono infatti sapientemente bilanciate e studiate grazie al’uso dell’illuminazione e alla posa dei soggetti. Inoltre la sua innovazione sta nella sperimentazione nell'ambito dei filtri fotografici e delle accortezze prese nei confronti dei suoi modelli. Basti pensare a una lozione che spesso veniva usata per annullare le imperfezioni della pelle dei suoi soggetti fotografici. Interessante vedere come nonostante le critiche mosse nei suoi confronti, la sua fotografia non sia mai sfociata realmente in intenti erotici spinti ed espliciti, rimanendo sempre fedele a una composizione orientata alla costruzione classica e mitologica". ASORstudio