Pre-Asta ASTA 801: ARREDI E DIPINTI ANTICHI
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Lotto 449 Giuseppe Maria Bonzanigo (Asti 1745 - Torino 1820)
Papier machè composto da quattordici miniature in avorio scolpito, inciso e traforato con composizioni floreali, colombe di Plinio e trionfi di strumenti musicali (cm 20x13) Entro custodia sagomata recante etichetta cartacea iscritta "Bonzanigo scultore di Torino ..." (difetti e mancanze)
Il presente lotto è accompagnato da documentazione CITES IT/CE/2026/VE/00038
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Papier-mâché comprising fourteen miniatures in carved, engraved and openwork ivory depicting floral compositions, Pliny’s doves and triumphs of musical instruments (20x13 cm). Set in a moulded case bearing a paper label inscribed ‘Bonzanigo, sculptor of Turin …’ (defects and losses) -
Lotto 450 Arazzo tessuto a mano in lana e seta. Fiandre, secolo XVI-XVII. Complesso decoro con scena di lotta per una preda tra creatura fantastiche, un drago ed un grifone. L'ambientazione è un bosco ricco di rappresentazioni animali, allegoriche, motivi vegetali e personaggi in abiti d'epoca, sullo sfondo una rocca ed un giardino curato. Bordura con figure umane, trionfi di frutta e fiori (cm 350x310) (difetti e restauri)
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Handwoven wool and silk tapestry. Flanders, 16th–17th century.
Elaborate decoration depicting a struggle over prey between fantastic creatures, a dragon and a griffin. The setting is a woodland rich in animal imagery, allegorical figures, vegetal motifs and figures dressed in period attire. In the background, a fortified castle and a manicured garden.
Border decorated with human figures and fruit and flower garlands.
Dimensions: 350 × 310 cm.
(Defects and restorations.) -
Lotto 451 Specchiera in legno intagliato, dipinto e laccato a chinoiserie con sfondo rosso a girali di foglie e fiori, intarsi in madreperla, cornici interne in legno dorato. Venezia, secolo XVIII (cm 92x80) (cm specchio 48,5x61) (difetti)
Bibliografia di riferimento:
Alvar Gonzalez Palacios - Il Tempio del Gusto. La Toscana e l'Italia Settentrionale, Milano 1986, vol. II, p. 335, pl. 714;
C. Aberici, Il mobile veneto, Milano, p. 159, fig. 218; C. Santini, Le lacche dei veneziani, Modena 2003, p. 23, fig. 15;
G. Chiled, World Mirrors, London 1990, p. 261, figg. 545, 546
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Carved, painted and lacquered wooden mirror in the chinoiserie style, with a red background featuring swirling leaves and flowers, mother-of-pearl inlays, and gilded wooden inner frames. Venice, 18th century (92 x 80 cm) (mirror dimensions: 48.5 x 61 cm) (defects)
Bibliography:
Alvar Gonzalez Palacios – Il Tempio del Gusto. La Toscana e l'Italia Settentrionale, Milan 1986, vol. II, p. 335, pl. 714;
C. Aberici, Venetian Furniture, Milan, p. 159, fig. 218; C. Santini, Venetian Lacquerware, Modena 2003, p. 23, fig. 15;
G. Chiled, World Mirrors, London 1990, p. 261, figs. 545, 546 -
Lotto 452 Jacob Philipp Hackert (Prenzlau 1737 - San Pietro di Careggi 1807)
"Cavallo sellato"
olio su tavola (cm 26,8x35,8)
datato al margine inferiore "1785"; iscrizione al verso "Ph. Hackert f."
in cornice dorata
(difetti e restauri)
Provenienza
Bassenge, Berlino, 25 novembre 2011, Lotto 6072
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"Saddled horse"
oil on panel (26.8x35.8 cm.)
dated on the lower margin "1785"; inscribed on the verso "Ph. Hackert f."
in a gilt frame
(defects and restorations)
Provenance
Bassenge, Berlin, November 25, 2011, Lot 6072 -
Lotto 453 Antonio Aguatti (1790-1846) (attr.) Micromosaico circolare raffigurante una gallina con pulcini montato su una scatola in tartaruga incernierata e rivestita internamente in oro. Roma, inizio secolo XIX (micromosaico d. cm 5; scatola d. cm 8, h. cm 2) (lievi difetti)
Accompagnato da certificato di autenticità rilasciato da CESAR - Centro Studi Archeometrici. Rif. CERT 2023 - 122 - 16/01/2023
Per confronto con un micromosaico simile attribuito all'Aguatti si veda Lotto 37 - Asta 14226 di Christie's, Londra, 6 giugno 2017 - Le finissime tessere utilizzate in questo esempio suggeriscono che l'artista possa essere Antonio Aguatti, considerato uno dei più illustri artisti di micromosaico della sua epoca. Al suo studio, situato al numero 96 di Piazza di Spagna, si attribuisce anche l'invenzione della tecnica di fusione di diversi colori di micromosaico, che conferiva all'opera una qualità più pittorica. Nel 1810 le sue opere furono esposte alla Mostra Capitolina delle 'Opere d'arte e industria romane', tenutasi al Campidoglio, e dal 1832 fino alla sua morte nel 1846 fu professore di mosaico presso i laboratori vaticani dove, tra gli altri, formò il celebre mosaicista Michelangelo Barberi (1783-1857).
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Antonio Aguatti (1790–1846) (attributed) Circular micromosaic depicting a hen with chicks, mounted on a hinged tortoiseshell box lined with gold on the inside. Rome, early 19th century (micromosaic: diameter 5 cm; box: diameter 8 cm, height 2 cm) (minor flaws)
For a comparison with a similar micromosaic attributed to Aguatti, see Lot 37 – Christie’s Auction 14226, London, 6 June 2017 – The extremely fine tesserae used in this example suggest that the artist may be Antonio Aguatti, considered one of the most distinguished micromosaic artists of his time. His studio, located at number 96 Piazza di Spagna, is also credited with inventing the technique of fusing different colours of micromosaic, which gave the work a more painterly quality. In 1810, his works were exhibited at the Capitoline Exhibition of ‘Roman Works of Art and Industry’, held at the Capitoline Hill, and from 1832 until his death in 1846 he was professor of mosaic at the Vatican workshops, where, amongst others, he trained the famous mosaicist Michelangelo Barberi (1783–1857) -
Lotto 454 * Grande vaso in marmo di Chio detto Portasanta di forma ovoidale, parte inferiore scanalata, su base squadrata, presa del coperchio a tuttotondo. Roma, prima metà secolo XIX (h. cm 109) (difetti e rotture)
Il Marmo di Chio, noto nell’antichità come Marmor chium, è una pregiata pietra ornamentale proveniente dalle cave dell’isola di Chio, nel Mar Egeo. Oggi è più comunemente conosciuto come Portasanta, denominazione derivata dal suo celebre impiego negli stipiti della Porta Santa della Basilica di San Pietro e, per estensione, delle Porte Sante delle quattro basiliche maggiori di Roma: San Pietro, San Paolo fuori le Mura, Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano
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* Large, ovoid-shaped Portasanta marble vase, with a fluted lower section, on a square base, and a lid with a rounded handle. Rome, first half of the 19th century (h.109 cm) (damage and cracks) -
Lotto 455 Seguace di Carlo Maratta e Gaspard Dughet del secolo XVIII
"Diana e Atteone"
olio su tela (cm 198x144,5)
in cornice dorata
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Follower of Carlo Maratta and Gaspard Dughet of the 18th century
"Diana and Actaeon"
oil on canvas (198x144.5 cm.)
in a gilt frame -
Lotto 456 Artista romano del secolo XVII. Figura di giovane servitore moro in legno intagliato ed ebanizzato a tutto tondo raffigurato inginocchiato che regge portavaso sagomato con drappo in legno dorato, base rocciosa (cm 62x99x40) (lievi difetti e restauri)
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17th-century Roman artist. A carved and ebonised wooden figure in the round of a young Moorish servant, depicted kneeling and holding a sculpted flowerpot stand with a gilded wooden drape, set on a rocky base (62 x 99 x 40 cm) (minor flaws and restorations) -
Lotto 457 Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 - Firenze 1788)
"Scena pastorale"
olio su tela (cm 51,5x68)
in cornice in legno dorato
(difetti)
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"Pastoral scene"
oil on canvas (51.5x68 cm.)
in a giltwood frame
(defects) -
Lotto 458 Giuseppe Maria Bonzanigo (Asti 1745 - Torino 1820)
Snuff box di forma circolare raffigurante il monumento di Madame Élisabeth, figlia di Francia, circondata dalle virtù teologali.
Scatola in bosso e radica, coperchio con vetro bombato e metallo dorato decorato con microsculture in legni di varie essenze, interno in tartaruga. Sul cartiglio, iscritto ''M. Elisabeth, fille de France''. Ghiere in bronzo dorato. Torino, inizio secolo XIX (d. cm 9, h. cm 4) (difetti)
Accompagnato da certificato di autenticità rilasciato da CESAR - Centro Studi Archeometrici. Rif. CERT 2023 - 137 - 27/01/2023
Per confronto con un modello simile riferito a Maria Elisabetta di Borbone Francia si veda: Bertolotto C., Villani V., Giuseppe Maria Bonzanigo. Intaglio minuto e grande decorazione, catalogo della mostra (Asti, 1989-1990), Torino 1989, pag. 199, n. 13
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A circular snuff box depicting the monument to Madame Élisabeth, Daughters of France, surrounded by the theological virtues.
Box made of boxwood and burl, lid with domed glass and gilded metal decorated with micro-carvings in various types of wood, interior in tortoiseshell. On the cartouche, inscribed ‘M. Elisabeth, fille de France’. Gilded bronze rings.
Turin, early 19th century (d. 9 cm, h. 4 cm) (imperfections)
Accompanied by a certificate of authenticity issued by CESAR - Centre for Archaeometric Studies. Ref. CERT 2023 - 137 - 27/01/2023
For a comparison with a similar piece attributed to Marie-Élisabeth of Bourbon-France, see:
Bertolotto C., Villani V., Giuseppe Maria Bonzanigo. Intaglio minuto e grande decorazione, exhibition catalogue (Asti, 1989-1990), Turin 1989, p. 199, no. 13 -
Lotto 459 Domenico Corvi (Viterbo 1721 - Roma 1803)
"Salomè riceve la testa del Battista"
olio su tela (cm 63,8x49,2)
in basso a sinistra antico numero d'inventario ''199.''
in cornice dorata
Provenienza
Pandolfini, Firenze, 16 aprile 2014, Lotto 92
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"Salome receives the head of the Baptist"
oil on canvas (63.8x49.2 cm.)
bottom left old inventory number ''199.''
in a gilt frame
Provenance
Pandolfini, Florence, April 16, 2014, Lot 92 -
Lotto 460 Commode di forma mossa e bombata lastronata in radica di noce e filettata in bois de rose, piano profilato in legno dorato, due cassetti sul fronte, montanti con applicazioni di foglie e fiori, grembiale centrato da conghiglia in legno dorato. Nord-Europa secolo XVIII (cm 110x81x55) (difetti e restauri)
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A chest of drawers with a curved, rounded shape, veneered in walnut burl and edged with rosewood; a moulded top in gilded wood; two drawers on the front; side panels with leaf and flower motifs; and a central apron featuring a gilded wooden shell. Northern Europe 18th century (110x81x55 cm) (defects and restorations) -
Lotto 461 Bottega di Valerio Castello, secolo XVII
"Sacra Famiglia con san Giovannino"
olio su tela (cm 105,5x96)
in cornice dorata
Una versione di dimensioni leggermente superiori (cm 122x90) è conservata presso una collezione privata (v. C. Manzitti, Valerio Castello, 2004, n. 178, p. 174).
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Valerio Castello's workshop, 17th century
"Holy Family with the Infant Saint John"
oil on canvas (105.5x96 cm.)
in a gilt frame
A slightly larger version (122x90 cm.) is held in a private collection (see C. Manzitti, Valerio Castello, 2004, no. 178, p. 174). -
Lotto 462 Giovan Francesco Tura detto Tura mantovano, già Orombelli Master
(documentato a Mantova 1525 - 1542)
"Natività"
olio su tavola (cm 76x58,5)
vecchie etichette al verso
in cornice
(restauri)
Pittore padano ispirato dai lavori mantovani di Lorenzo Costa il Giovane, di Dosso Dossi e del Correggio, Tura mantovano rappresenta il perfetto esempio di crogiolo di correnti e stili diversi fusi armoniosamente insieme come le acque dei tre laghi che circondano l'antica capitale gonzaghesca.
Come sottolinea il Professor Lucco (comunicazione orale), la nostra tavola è vicina all'Adorazione dei pastori del Museo Horne a Firenze ed è databile al secondo decennio del Cinquecento, probabilmente fra il 1515 ed il 1520. Molte opere dell'artista si trovano nelle chiese di Mantova e provincia.
Si ringrazia vivamente il Professor Mauro Lucco per l'attribuzione di questa rara tavola sulla base della fotografia digitale in alta definizione.
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Giovan Francesco Tura, known as Tura Mantovano, formerly Orombelli Master
(documented in Mantua 1525-1542)
"Nativity"
oil on panel (76x58.5 cm.)
old labels on the back
framed
(restorations)
A Padan painter inspired by the works produced in Mantua by Lorenzo Costa the Younger, Dosso Dossi and Correggio, Tura Mantovano represents a perfect example of a harmonious synthesis of different artistic currents and styles, fused together like the waters of the three lakes surrounding the ancient Gonzaga capital.
As Professor Lucco notes (oral communication), our panel is closely related to the Adoration of the Shepherds in the Horne Museum, Florence, and can be dated to the second decade of the sixteenth century, probably between 1515 and 1520. Many works by the artist are preserved in churches in Mantua and throughout the surrounding province.
We are most grateful to Professor Mauro Lucco for the attribution of this rare panel, made on the basis of a high-resolution digital photograph. -
Lotto 463 Coppia di console a mezzaluna con piani in marmo Giallo di Siena e ciglio in Verde Alpi (cm 135x 91x66,5) e specchiere in legno intagliato, laccato, dorato e argentato decorate a volute, foglie e fiori, gambe rastremate (cm 129x202). Napoli, secolo XVIII (difetti)
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A pair of consoles with tops in Giallo di Siena marble and a border in Verde Alpi (135x91x66.5 cm) and mirrors in carved, lacquered, gilded and silvered wood, decorated with scrolls, leaves and flowers, tapering legs (129x202 cm). Naples, 18th century (defects) -
Lotto 464 Girolamo Marchesi (Cotignola 1480 - Roma 1550)
"Sposalizio mistico di santa Caterina"
olio su tavola (cm 65x56,5)
al verso etichette del restauratore Zappettini, Milano, 1971
in cornice dorata
(restauri)
Si ringrazia il Professor Michele Danieli per aver confermato l'attribuzione sulla base della fotografia digitale in alta definizione.
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"Mystical Marriage of Saint Catherine"
oil on panel (65x56.5 cm.)
on the back labels by the restorer Zappettini, Milan, 1971
in a gilt frame
(restorations)
We thank Professor Michele Danieli for confirming the attribution on the basis of a high-resolution digital photograph. -
Lotto 465 Andrea Locatelli (Roma 1695 - 1741)
"Paesaggio laziale nella Valle del Tevere"
olio su tela (cm 125x175)
in cornice dorata
Provenienza
Francesca Antonacci, Roma, 2011
Bibliografia
A. Busiri Vici, Andrea Locatelli, Roma 1976, p. 166, cat. 257
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"Lazio landscape in the Tiber Valley"
oil on canvas (125x175 cm.)
in a gilt frame
Provenance
Francesca Antonacci, Rome, 2011
Literature
A. Busiri Vici, Andrea Locatelli, Roma 1976, p. 166, cat. 257 -
Lotto 466 Trumeau lastronato in noce e filettato in legni chiari con riserve in radica di noce, parte superiore due ante specchiate e tra sportelli e ante convesse, tablette estraibili e cimasa a timpano spezzato, parte inferiore a tre cassetti e calatoia sagomata che rivela quattro tiretti e vano a giorno, due sportelli convessi ai lati. Secolo XVIII. Firmato, locato e datato "1772 M [...] Gio Battista [...]" nella fascia di un tiretto interno (cm 179,5x252x62) (difetti, piccoli restauri e uno specchio con rottura)
Provenienza:
Collezione privata, Milano
Antichità Gentilini, via Tornabuoni 11, Firenze, etichette all'interno
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Trumeau cabinet with a walnut veneer and light-coloured wood inlay, featuring inlays of walnut burl; the upper section comprises two mirrored doors and, between the doors and the convex panels, pull-out shelves and a broken-pediment cornice; the lower section features three drawers and a moulded drop-down panel revealing four pull-outs and an open compartment, with two convex doors on either side. 18th century. Inscribed, dated and located "1772 M [...] Gio Battista [...] " on the band of an internal pull-out drawer (179.5 x 252 x 62 cm) (defects, minor restoration and one cracked mirror)
Provenance:
Private collection, Milan
Antichità Gentilini, Via Tornabuoni 11, Florence, labels inside -
Lotto 467 Bicci di Lorenzo (Firenze 1373 - 1452)
(attr.)
"Madonna con Bambino circondata da san Pietro, santa Caterina, san Paolo, santa martire, san Francesco, san Giovanni Battista, sant'Antonio Abate (?), san Lorenzo e nella cimasa Cristo benedicente"
tempera e oro su tavola (dimensioni massime cm 119x64,5)
etichetta al verso
(difetti e restauri)
Nota
Fototeca Zeri n. 3575 (Foto INVN 6708, verso: nota a penna: "Lorenzo di Niccolò"; nota autografa di F. Zeri a matita: "Ambrogio di Baldese / già De Clemente / M. di S. Verdiana". Foto INVN 6709, verso: nota autografa di F. Zeri a matita: "Ambrogio di Baldese")
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(attr.)
"Madonna and Child surrounded by Saint Peter, Saint Catherine, Saint Paul, a Female Martyr Saint, Saint Francis, Saint John the Baptist, Saint Anthony Abbot (?), Saint Lawrence, and, in the upper section, Christ Blessing"
tempera and gold on panel (maximum dimensions 119x64.5 cm.)
label on the back
(defects and restorations)
Note
Fototeca Zeri, no. 3575 (Photo INVN 6708, verso: handwritten note in pen: ''Lorenzo di Niccolò''; handwritten note by F. Zeri in pencil: ''Ambrogio di Baldese / già De Clemente / M. di S. Verdiana''. Photo INVN 6709, verso: handwritten note by F. Zeri in pencil: ''Ambrogio di Baldese''.) -
Lotto 468 Antonio Joli�� (Modena 1700 - Napoli 1777)
"Veduta del Campo Vaccino"
olio su tela (cm 117x154)
in cornice dorata
Provenienza
Siegfried Sassoon di Heytesbury House, Wiltshire
Quindi per eredità, Heytesbury
Collezione privata, United States
Hall & Knight (USA) LTD
Sotheby's, Londra, 16 dicembre 1999, Lotto 83
Bibliografia
Ralph Toledano, Antonio Joli, Artemisia, 2006, scheda e tav. R.I.3, p. 129
Mario Manzelli, Antonio Joli, opera pittorica, 1999, scheda R. 25, p. 94, Tav. XXX
La nostra superba tela rappresenta una delle più caratteristiche vedute di quello che in antico si chiamava Campo Vaccino, ossia una parte del Foro romano. Sono riconoscibili, da destra a sinistra, le colonne del Tempio di Saturno, le tre colonne del Tempio di Castore e Polluce, l'antica chiesa di Santa Maria Liberatrice (ricostruita all'inizio del Seicento poi distrutta alla fine dell'Ottocento), il colle del Palatino con i Giardini Farnese creati da papa Paolo III, l'Arco di Tito, il Colosseo, la Basilica di Massenzio, il Tempio di Antonino e Faustina e, all'estrema sinistra, parte dell'Arco di Settimio Severo.
La veduta del Campo Vaccino fu uno dei cavalli di battaglia del modenese Joli, segno del grande successo presso collezionisti italiani e stranieri. Debitore del suo maestro Gian Paolo Panini nella maestria del genere della veduta, Joli creò uno stile tutto suo e riconoscibilissimo, basato sulla fusione tra la sensibilità rigorosa dei vedutisti e la grandiosità teatrale dei Bibiena. In questo caso, la veduta si fonde con la scena di genere, per quella carrozza gentilizia che s'impone al centro dell'immagine e che attraversa realtà più popolari.
Il fascino delle rovine, ancora non dissepolte come nel Campo Vaccino, alimentava i desideri e la poesia di colti intellettuali e nobili soprattutto stranieri in un momento unico della storia occidentale ove la rovina romana (o greca) era percepita come soggetto autonomo ad alto potenziale educativo. Roma si trasformava evidentemente in un centro unico di temi ed assemblaggi particolari, in parte immaginari e in parte corrispondenti alla realtà topografica della città, come nel nostro caso. D'invenzione o storica, la rovina restava comunque il vero protagonista del nuovo genere pittorico, ove la presenza umana diveniva insignificante o semplicemente decorativa, utile per indicare la scala e diffondere un'idea di vita nella solitudine di un mondo glorioso ormai lontano.
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"View of the Campo Vaccino"
oil on canvas (117x154 cm.)
in a gilt frame
Provenance
Siegfried Sassoon of Heytesbury House, Wiltshire
Then by inheritance, Heytesbury
Private Collection, United States
Hall & Knight (USA) LTD
Sotheby's, London, December 16, 1999, Lot 83
Literature
Ralph Toledano, Antonio Joli, Artemisia, 2006, scheda e tav. R.I.3, p. 129
Mario Manzelli, Antonio Joli, opera pittorica, 1999, scheda R. 25, p. 94, Tav. XXX
Our superb canvas depicts one of the most characteristic views of what was formerly known as the Campo Vaccino, namely part of the Roman Forum. From right to left, the following landmarks can be identified: the columns of the Temple of Saturn; the three columns of the Temple of Castor and Pollux; the former church of Santa Maria Liberatrice (rebuilt in the early seventeenth century and subsequently demolished in the late nineteenth century); the Palatine Hill with the Farnese Gardens, created by Pope Paul III; the Arch of Titus; the Colosseum; the Basilica of Maxentius; the Temple of Antoninus and Faustina; and, at the far left, part of the Arch of Septimius Severus.
The view of the Campo Vaccino was one of the Modenese painter Joli's signature subjects, testament to its great success among Italian and foreign collectors. A pupil of Gian Paolo Panini, from whom he inherited a mastery of the veduta genre, Joli developed a highly distinctive and immediately recognisable style, combining the rigorous sensibility of the vedutisti with the theatrical grandeur of the Bibiena family. Here, the veduta merges with genre painting, as the elegant carriage that dominates the centre of the composition passes through a scene populated by figures from more humble social spheres.
The fascination with ruins, still largely unexcavated in the Campo Vaccino, fuelled the imagination and poetic sensibilities of learned intellectuals and, above all, foreign aristocrats, at a unique moment in Western history when Roman (and Greek) ruins came to be perceived as subjects in their own right, endowed with considerable educational potential. Rome thus became a unique centre for the creation of unusual combinations of themes and motifs, partly imaginary and partly corresponding to the city's actual topography, as in the present work. Whether invented or historically accurate, the ruin nevertheless remained the true protagonist of this new pictorial genre, in which the human presence became insignificant or merely decorative, serving to indicate scale and to convey a sense of life amid the solitude of a once-glorious world now lost. -
Lotto 469 OTTAVIANO MONFORT (1646 - 1696)
Coppia di dipinti a tempera su pergamena raffiguranti "Piatto con castagne, pere, cedri e tulipano" e "Piatto con cedro, melagrana e narciso giallo"
(rispettivamente cm 23,7x38,2 e cm 23,8x38,3)
in cornici in legno dorato
Si ringrazia la Dottoressa Arabella Cifani per aver confermato l'attribuzione sulla base delle fotografie digitali in alta definizione.
Opere dichiarate di interesse culturale con Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del 25 luglio 2005.
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Pair of tempera paintings on parchment depicting "Plate with chestnuts, pears, citrons and a tulip" and "Plate with citron, pomegranate and yellow narcissus"
(respectively 23.7x38.2 cm. and 23.8x38.3 cm.)
in giltwood frames
We thank Dr Arabella Cifani for confirming the attribution based on high-resolution digital photographs.
Works declared to be of cultural interest pursuant to a Decree of the Ministry for Cultural Heritage and Activities dated 25 July 2005.
Therefore, the lot cannot leave the Italian territory. -
Lotto 470 OTTAVIANO MONFORT (1646 - 1696)
Coppia di dipinti a tempera su pergamena raffiguranti "Piatto con nespole, ciliegie, pere e una farfalla" e "Piatto con castagna, cedri, fiori e una conchiglia"
(rispettivamente cm 25x33,5 e cm 23x33)
in cornici laccate a finto marmo
Si ringrazia la Dottoressa Arabella Cifani per aver confermato l'attribuzione sulla base delle fotografie digitali in alta definizione.
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Pair of tempera paintings on parchment depicting "Plate with medlars, cherries, pears and a butterfly" and "Plate with chestnuts, citrons, flowers and a shell"
(respectively 25x33.5 cm. and 23x33 cm.)
in faux-marble lacquered frames
We thank Dr Arabella Cifani for confirming the attribution based on high-resolution digital photographs. -
Lotto 471 Scuola veneta della fine del secolo XVI
"Ritratto di dama con gorgiera, guanti e cestino da cucito"
olio su tela (cm 110x88,5)
al verso etichetta della Collezione Lazzaroni, Roma
in cornice del secolo XIX in legno intagliato, dorato e bulinato
(restauri)
-EN
Venetian school of the late 16th century
"Portrait of a lady with a ruff, gloves and a sewing basket"
oil on canvas (110x88.5 cm.)
label of the Lazzaroni Collection, Rome, on the reverse
in a 19th-century carved, gilt and tooled wood frame
(restorations) -
Lotto 472 Da un modello di Andrea del Verrocchio (fine del secolo XVII- inizio secolo XVIII)
Putto disteso
Scultura in terracotta su base sagomata
(cm 50x30) (difetti e restauri)
Nel 1490, a due anni dalla scomparsa di Andrea del Verrocchio, il fratello Tommaso redasse un inventario dei beni rivendicati di sua proprietà, tra i quali figuravano quattro putti in terracotta, tre dei quali descritti come "abbozzati". Sebbene privi di dettagli specifici, si ritiene che tra queste sculture vi fosse anche il prototipo del bambino reclinato da cui derivano l'esemplare qui presentato e altre versioni note.
L'invenzione originale ha dato vita a diverse varianti storiche, tra cui una coppia in terracotta – l'uno speculare all'altro – un tempo conservata al Kaiser-Friedrich-Museum di Berlino e andata distrutta durante la seconda guerra mondiale; le riproduzioni fotografiche d'epoca mostrano tuttavia una fattura troppo levigata per consentirne l'attribuzione diretta alla mano del maestro. Un altro esemplare in marmo, analogo al nostro tipo e oggi custodito presso i Fine Arts Museums di San Francisco, si presenta qualitativamente superiore alle versioni in bronzo conosciute, ma appare fortemente deteriorata e caratterizzata da un'esecuzione probabilmente troppo timida per essere ricondotta a Verrocchio o al suo collaboratore Francesco di Simone Ferrucci.
Per confronto si veda:
D. Allen, Italian Renaissance and Baroque Bronzes in The Metropolitan Museum of Art, New York, The Metropolitan Museum of Art, 2022.
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After a model by Andrea del Verrocchio (17th-18th centuries)
Putto reclined
Terracotta sculpture on a moulded plinth
(50×30 cm)
(defects and restorations)
In 1490, two years after Andrea del Verrocchio’s death, his brother Tommaso drew up an inventory of the assets claimed as his property, which included four terracotta putti, three of which were described as ‘roughly modelled’. Although no specific details are given, it is believed that these sculptures also included the prototype of the reclining child from which the example presented here and other known versions are derived.
The original design gave rise to several historical variants, including a pair of terracotta sculptures – one mirroring the other – once housed at the Kaiser-Friedrich-Museum in Berlin and destroyed during the Second World War; however, period photographic reproductions show a finish that is too smooth to allow for direct attribution to the master’s hand. Another marble example, similar to our type and now housed at the Fine Arts Museums of San Francisco, is of a higher quality than the known bronze versions, but appears severely deteriorated and characterised by a style that is probably too timid to be attributed to Verrocchio or his collaborator Francesco di Simone Ferrucci
For comparison, see:
D. Allen, Italian Renaissance and Baroque Bronzes in The Metropolitan Museum of Art, New York, The Metropolitan Museum of Art, 2022.