Asta Giudiziaria del 18/12/2013 - I. Dipinti e Disegni, Incisioni et alia, Sculture

Asta Giudiziaria del 18/12/2013 - I. Dipinti e Disegni, Incisioni et alia, Sculture

mercoledì 18 dicembre 2013 ore 18:00 (UTC +01:00)
Lotti dal 1 al 48 di 57
Mostra
Cancella
  • 1. TIZIANO VECELLIO (1480/1485 1576). AMBITO DI PIETRO DELLA VECCHIA (1603...
    Lotto 1

    1. TIZIANO VECELLIO (1480/1485 1576). AMBITO DI
    PIETRO DELLA VECCHIA (1603 1678)
    Ritratto di gentiluomo
    Olio su tela, 93,5x73,4 cm.
    Provenienza: Arnold Seligmann, Rey & Co., New York
    Semenzato, Venezia, 31.10.1998, l. 118
    (€ 456.438, come Tiziano)

    Esposizioni: Masterpieces. Exhibition at the New York World’s Fair Maggio-ottobre 1940 (come Tiziano); Seven Centuries of Painting M. H. de Young Memorial Museum San Francisco (come Tiziano) (etichetta danneggiata al verso); California Palace of the Legion of Honor (come Tiziano) (etichetta danneggiata al verso)
    Bibliografia: W. Pach, a cura di, Masterpieces of Art, New York World’s Fair, New York, 1940, pp. 1920, ill. 21 (p. 19); H. Wethey, Titian. The Portraits, Londra, 1971, pp. 168169, n. X57 (attribuzione a Tiziano non accettata); G. M. Pilo, in "Arte Documento" 15, 2001, pp. 106109 (come Tiziano); Egidio Martini, in "Arte Documento" 25, 2009 (come Tiziano), riprodotto in Egidio Martini, Studi sulla pittura veneta dal XV al XVIII secolo, Verona 2010, pp. 47 e 48 (come Tiziano)

    Elementi distintivi
    Etichette recanti i numeri “31183”, “6456”, “23”
    Etichetta recante la scritta “Chenue” (danneggiata)

    Stato di conservazione
    Segno: 50% (superficie pittorica schiacciata a seguito di rintelo; gran parte della pittura originale è consunta sino alla preparazione; ampie integrazioni maldestre, ad esempio nel telo rosso, nella mano, sul guanto e sul cappello; una vernice opacizzante maschera quasi tutto il quadro; alla luce di Wood risulta integrato in gran parte anche il margine basso, non trattato a vernice opacizzante)
    Supporto: 70% (presenza di diverse tele antiche; telaio sostituito, rintelo)

    Il dipinto è stato presentato presso la Casa d’Aste Semenzato, a Venezia, nel 1998, come proprietà di un antiquario veneziano, accompagnato da un expertise di Egidio Martini (19192011), oggi disperso ma ampiamente citato nel catalogo d’asta. Il celebre connoisseur, alla collezione del quale è oggi dedicata la omonima Pinacoteca a Cà Rezzonico, qualifica il pezzo come opera tipica ed evidente di Tiziano, con datazione intorno al 1545, sulla base di un paragone con il ritratto di Andrea Barbato, oggi al Prado. Lo studioso attira la attenzione dell’osservatore tra l’altro sul guanto, che definisce “quasi la firma del pittore”, citando l’analogo dettaglio nel Ritratto di un giovane del Museo Fesch di Ajaccio, nel Ritratto di Vincenzo Mosti della Galleria Pitti e nell’Uomo del guanto del Louvre. L’opera è stata in seguito pubblicata sia da Giuseppe Maria Pilo sia dallo stesso Martini come di mano del Maestro.
    In realtà, il dipinto presenta una struttura stilistica e materiale complessa, che possiamo indagare a partire dal centro della composizione, la bella testa di patrizio veneto.
    Come chiarisce Mario Lucco, che ha recentemente esaminato l’opera dal vero, il volto d’uomo è dipinto su una tela rettangolare, smussata ai quattro angoli, innestata forse ad inizio novecento su una tela tardo cinquecentesca a grana più spessa. Questa a sua volta presenta un livello pittorico cinquecentesco, cui appartiene la tenda rossa a sinistra piuttosto abrasa, ripreso nel Seicento da una mano molto abile nello stile tizianesco, cui risalgono il busto, col vistoso ‘pentimento’ sulla destra, e le belle mani. Mario Lucco riporta la testa all’orizzonte tintorettescopalmesco e scorge negli interventi seicenteschi lo stile, o direttamente la mano, di Pietro della Vecchia (1603 – 1678). Anche Enrico Maria dal Pozzolo, che vide l’opera dal vero presso Semenzato, vi riconosce un lavoro di Pietro della Vecchia con innesti cinquecenteschi.

  • FILIPPO VITALE (1585 CA.-1650) Caino e Abele Olio su tela, 217x164 cm....
    Lotto 2

    FILIPPO VITALE (1585 CA.-1650)
    Caino e Abele
    Olio su tela, 217x164 cm.
    Esposizioni: Battistello Caracciolo e il primo naturalismo a Napoli, Napoli Castel Sant’Elmo, 19911992 (etichetta al verso)
    Bibliografia: F. Bologna, a cura di, Battistello Caracciolo e il primo naturalismo a Napoli, Napoli, 1991, p. 278, n. 2.28
    Una immagine dell’opera riprodotta qui a fianco è conservata nella fototeca della Fondazione Zeri (inv. 51256, fasc. XI Filippo Vitale)

    Provenienza: Semenzato, Venezia, 22.2.1998, l. 145 (€ 44.410)

    Stato di conservazione
    Segno: 75% (al centro della base, violenta aggressione di muffa tutt’ora in corso; pellicola pittorica con numerose carenze e integrazioni sull’incarnato di Abele viso e spalle comprese e sull’incarnato di Caino, per esempio la gamba sinistra, la parte alta del busto e il volto. Sul bordo destro, ampia integrazione)
    Supporto: 40% (Telaio sostituito e rintelo; notevoli danni conseguenti a muffa)
    Note: Notevoli pentimenti, per esempio al piede destro di Abele. La targa riprodotta a fianco è stata decurtata della parte superiore dopo la ripresa dello scatto fotografico

  • JUSEPE DE RIBERA (1588-1652) San Pietro, 1626-1630 ca. Olio su tela,...
    Lotto 3

    JUSEPE DE RIBERA (1588-1652)
    San Pietro, 1626-1630 ca.
    Olio su tela, 125,5x95,5 cm.
    Provenienza: Maison d’Art Piero Corsini, Montecarlo (?)
    Esposizioni: Jusepe de Ribera el Españoleto, Museo de San Carlos, Citta del Messico, 2003, n. 31 (?)
    Bibliografia: A. PérrezSanchez e N. Spinosa, a cura di Jusepe de Ribera el Españoleto, Barcellona,
    2003, n. 31, pp. 144-145 (?)

    Elementi distintivi
    Cornice riadattata. La cornice originale era più stretta di 2 cm. sul lato destro e di 3 cm. sugli altri lati

    Stato di conservazione
    Segno: 90% (integrazioni, per esempio sul braccio alzato, a metà del busto, sul fondo nero sopra la testa, sul margine sinistro)
    Supporto: 70% (telaio sostituito e rintelo)

    Come confermato da Nicola Spinosa, a seguito di recente esame dal vero, il dipinto è una replica autografa del San Pietro firmato da Ribera e conservato presso l’Art Institute di Chicago (Spinosa 2006, A80, p. 292; riprodotto qui a fianco). Il prof. Spinosa ha suggerito “anche per le dimensioni identiche” la possibile identificazione dell’opera con una tela analoga già presso la Maisoin d’Art di Piero Corsini a Montecarlo ed “esposta nel 2003 alla mostra, presentata presso il Museo de San Carlos a Città del Messico, a cura di A. Pérez Sanchez e N. Spinosa, Jusepe Ribera el Españoleto, n. 31, pp. 144145”. “Resta, in ogni caso, che l’opera esaminata ... è sicuramente autografa del maestro spagnolo”, “con una datazione” “successiva al 1626 e di poco precedente il 1630”. Altri quattro esperti hanno autonomamente esaminato, su base fotografica, il dipinto sollecitando la maggior parte di essi la opinione del Prof. Spinosa. Craig Felton, che conosce anch’egli dal vero la versione di Chicago, ha evidenziato la similitudine del trattamento della testa di San Pietro con i tipi standard di Ribera e la estrema vicinanza della pennelata a quella del maestro. Anche Gabriele Finaldi è d’accordo sulla attribuibilità dell’opera a Ribera. Justus Lange e William B. Jordan segnalano la possibilità che si tratti di un’opera non autografa, comunque in relazione con il dipinto di Chicago, che mantiene la propria posizione di prima versione rispetto a tutte le altre tele note con lo stesso
    soggetto. Sono state richieste ulteriori opinioni, su base fotografica, a Matías Díaz Padrón, JeanPierre
    Couzin, Arnauld Brejon de Lavergnée, Riccardo Lattuada, Vincenzo Pacelli.
    Ringraziamo gli specialisti menzionati e in particolare il Prof. Spinosa per il prezioso supporto nella schedatura dell’opera. L’opera è accompagnata da nota critica a firma del Prof. Nicola Spinosa.

  • MATTIA PRETI (1613-1699) E BOTTEGA O GREGORIO PRETI (1603 1672) Cristo...
    Lotto 5

    MATTIA PRETI (1613-1699) E BOTTEGA
    O GREGORIO PRETI (1603 1672)
    Cristo deriso, 1655-1670 ca.
    Olio su tela, 98,7x151 cm.
    Provenienza: Semenzato, Venezia, 31.10.1998, l. 117 (€ 61.681), come Mattia Preti; Semenzato, Venezia, 16.3.1998, l. 81; Pescara, Collezione Privata; Finarte 55, 1968, l. 26

    Bibliografia: J. T. Spike, Mattia Preti. Catalogo Ragionato dei Dipinti, Firenze, 1999, p. 404

    Elementi distintivi
    La cornice non è originale: si identificano i segni di battuta precedenti.

    Stato di conservazione
    Segno: 80% (danni e integrazioni soprattutto sulla parte sinistra, anche sull’incarnato del Cristo)
    Supporto: 60% (telaio sostituito, maldestro rintelo recente e conseguente schiacciamento della pellicola pittorica)

    La tela è stata attribuita a Mattia Preti per primi da Giuliano Briganti e Ferdinando Bologna, che la avvicina all’Ecce Homo del Museo di Chantilly e propone di datarla 16561660 (comunicazioni citate in catalogo Semenzato 31.10.1998).
    John Thomas Spike, nel Catalogo Ragionato dell’artista, identifica l’opera con quella citata in Palazzo Lattanzi, a Ripa Fagnano, L’Aquila, nel 1902.
    Keith Sciberras, che ha recentemente verificato l’opera dal vero, ritiene che si tratti di un lavoro eseguito da Mattia con l’assistenza della propria bottega verso la metà della carriera, e segnala la difficoltà di giudizio dovuta alle integrazioni nei toni dell’incarnato della figura di Cristo.
    Altri due specialisti hanno autonomamente esaminato, su base fotografica, il dipinto. La attribuzione a Mattia Preti è condivisa da Stefano Causa, mentre Claudio Strinati riporta la tela “al fratello Gregorio Preti nella fase tarda della sua attività, comunque posteriore ai lavori di affresca tura nella chiesa di s. Carlo ai Catinari che vide i due fratelli, Gregorio e Mattia, documentatamente fianco a fianco. Sembra efficace il confronto tra questo dipinto e l’ affresco di Gregorio Preti in s. Carlo ai Catinari con la rappresentazione di s. Carlo Borromeo che istruisce i padri barnabiti in partenza per le missioni. Interessante è anche il confronto tra il nostro dipinto è un’ opera documentata di Gregorio Preti tardo, cioè la pala d’altare del s. Antonio di Padova nella chiesa di s. Rocco a Roma, del 1663, data che può competere anche al Cristo deriso”.
    Ringraziamo gli specialisti menzionati per il prezioso supporto nella schedatura dell’opera.
    L’opera è accompagnata da expertise di Keith Sciberras e parere di Claudio Strinati.

  • GREGORIO PRETI (1603-1672) Cristo e l’adultera, 1650 ca. Olio su tela,...
    Lotto 6

    GREGORIO PRETI (1603-1672)

    Cristo e l’adultera, 1650 ca.
    Olio su tela, 110,3x143,6 cm.
    Provenienza: Semenzato, Venezia, 14.2.1999, l. 93 (€ 92.521), come Mattia Preti

    Stato di conservazione
    Segno: 50% (cadute e integrazioni grossolane, per esempio sulla schiena della adultera, sul viso e sul manto blu di Cristo; circa il 40% del collo dell’adultera risulta integrato; ampio intervento anche sullo sbuffo della manica in primo piano)
    Supporto: 75%(telaio sostituito, rintelo; amplissimo attacco da muffe con danni agli angoli bassi e alti della cornice e diffusione sulla intera superficie pittorica e sul rintelo)

    La tela è stata attribuita a Mattia Preti da Claudio Strinati in sede d’asta (cfr. catalogo Semenzato), con riferimento all’attività giovanile dell’artista e alla influenza di Caravaggio e Guercino. Lo studioso ha recententemente riesaminato il dipinto, venendo alla convinzione che sia opera certa di Gregorio “nel momento della sua piena maturità che dal punto di vista della pura cronologia coincide, in effetti, con il momento giovanile del più giovane e geniale fratello Mattia” e in stretto rapporto con il “Cristo che predica ai dottori conservato nella sacrestia della chiesa romana della SS. Trinità di via Condotti, ... databile intorno
    alla metà del Seicento”. Stefano Causa, su base fotografica, concorda con l’attribuzione a Gregorio. Tale attribuzione è accolta anche da Keith Sciberras, che ha recentemente verificato l’opera dal vero, e che evidenzia come sia la struttura compositiva, sia il modellato delle figure, sia il tonalismo, sia la pennellata siano tipici di Gregorio. Sciberras data il dipinto ad una fase precedente della carriera dell’artista, verso il 1630-1640. Ringraziamo gli specialisti menzionati per il prezioso supporto nella schedatura dell’opera.
    L’opera è accompagnata da expertise di Keith Sciberras e parere di Claudio Strinati.

  • MATTIA PRETI (16131699) L’anima di fronte ai vizi o Allegoria della...
    Lotto 8

    MATTIA PRETI (16131699)
    L’anima di fronte ai vizi o Allegoria della educazione di un giovane cavaliere, 1635-1640
    Olio su tela, 171,2x138,5 cm.
    Motto autografo: “SUADENT ILLAE EGO GENIUS TRAHO”
    Provenienza: Semenzato, Venezia, 7.12.1997, l. 75 (€ 90.707); Collezione privata, Bari; Collezione Crespi, Italia; Chaucer Fine Arts & Galleri Gasparrini, Londra
    Bibliografia: M. Marini in, Strinati, Marini, Ippoliti, Mattia Preti Disegno e colore, Catanzaro, 1999, p. 38
    J. T. Spike, Mattia Preti. Catalogo Ragionato dei Dipinti, Firenze, 1999, p. 378

    Elementi distintivi
    Una targa metallica recita “Mattia Preti”
    Stato di conservazione
    Segno: 60% (consunzione della piccola pittorica a seguito di pulitura; integrazioni, per esempio sul petto della figura femminile a destra e sulla parte alta del vestito della figura femminile a sinistra; sporchi; presenza di vernice che maschera parzialmente i restauri)
    Supporto: 60% (telaio sostituito, rintelo maldestro e conseguente schiacciamento della
    pellicola pittorica)

    La tela è stata pubblicata da Maurizio Marini nel 1999 e dunque inserita da John Thomas Spike nel Catalogo Ragionato dell’artista.
    L’autografia è stata confermata su base fotografica da Claudio Strinati, con datazione alla fase giovanile “fortemente caravaggesca e debitrice anche all’influsso del caravaggismo francese e della pittura bolognese di ambito carraccesco”. Strinati la considera un “Autentico capolavoro, concettoso (la chiave di lettura è nel motto iscritto nel cartiglio SUADENT ILLAE EGO GENIUS TRAHO)” raffrontandola con “alcune delle opere cruciali della giovinezza di Mattia tra le più note e sicure come il grandioso Concerto nella collezione Doria Pamphilj a Roma”.
    L’invenzione pretiana della composizione è accettata da Stefano Causa, mentre la autografia dell’opera è stata confermata da Keith Sciberras, a seguito di recente esame dal vero.
    Sciberras posticipa leggermente la datazione dell’opera, rispetto a Strinati, “al periodo 1635-1640, precisamente quando il pittore iniziava ad allontanarsi dalla sua prima maniera caravaggesca e a cercare altre fonti”.
    Ringraziamo gli specialisti menzionati per il prezioso supporto nella schedatura dell’opera.
    L’opera è accompagnata da expertise di Keith Sciberras e parere di Claudio Strinati.

  • LUCA GIORDANO (1632/34-1705) Lucrezia Olio su tela, 127,6x103,6 cm. La...
    Lotto 10

    LUCA GIORDANO (1632/34-1705)
    Lucrezia
    Olio su tela, 127,6x103,6 cm.
    La cornice è, probabilmente, originale.
    Stato di conservazione
    Segno: 40% (superficie pittorica molto danneggiata, ampie cadute e integrazioni approssimative per esempio sopra la testa, sulle braccia, sotto la mano cadente di Lucrezia, sul volto dell’uomo in primo piano e sul bordo inferiore a sinistra)
    Supporto: 70% (telaio sostituito, reintelo)

    La ascrizione dell’invenzione a Luca Giordano è accolta da Stefano Causa su base fotografica. Nicola Spinosa, a seguito di recente esame dell’opera dal vero, ne ha verbalmente confermato la autografia. Il Professor Spinosa è disponibile a realizzare uno studio sull’opera.
    Ringraziamo gli specialisti menzionati per il prezioso supporto nella schedatura dell’opera.

  • JOHANN HEINRICH SCHÖNFELD (1609 1682). ATTRIBUITO A Martirio di sant’Arcadio...
    Lotto 12

    JOHANN HEINRICH SCHÖNFELD (1609 1682). ATTRIBUITO A
    Martirio di sant’Arcadio (?)
    Olio su tela, 97,5x134 cm.
    Provenienza: Semenzato, Venezia, 31.10.1998, l. 113 (€ 52.429), come Johann Heinrich Schönfeld

    Elementi distintivi
    Vecchia etichetta d’asta o di esposizione recante il n. 82
    Porzione di etichetta ‘S.V.’
    Annotazione dei codici “02334313” e “ST64605436”

    Stato di conservazione
    Segno: 67% (pellicola pittorica sporca e consumata, a tratti fino alla preparazione; integrazione rilevanti)
    Supporto: 70% (telaio sostituito, rintelo forse ottocentesco)

    L’attribuzione a Schönfeld è stata avanzata per la prima volta nella vendita Semenzato. Numerosi esperti hanno recentemente esaminato l’opera su base fotografica. Cécile Anne Michaud, curatrice del Catalogo Ragionato di Schönfeld, non conferma la attribuzione. “Alcuni elementi, come i profili greci delle figure e lo spettro cromatico dominato dal marrone” la inducono a pensare ad un altro autore, nella Napoli della metà del Seicento, Gargiulo o la sua Cerchia, nonostante “sia le posizioni, sia i movimenti, sia le proporzioni e numerose altre caratteristiche siano molto vicine a Schönfeld”. David Marshall non riconosce nell’opera né la mano di Schönfeld né quella di Gargiulo, per ragioni stilistiche: colloca nondimeno anch’egli la tela in ambiente napoletano, vicino a Scipione Compagno e a François de Nomé. Marshall suggerisce che il dipinto possa rappresentare il martirio di sant’Arcadio, a cui nel 302 d.C., probabilmente a Cesarea, vennero tagliati gli arti uno a uno. Alberto Cottino attribuisce l’opera ad un “pittore minore di difficile identificazione”. Le assonanze individuate da Michaud e Marshall trovano riscontro nella presentazione Semenzato che “attribuisce (l’opera) al periodo di produzione dello Schönfeld caratterizzat(o) dalla profonda simpatia per gli artisti napoletani suoi contemporanei quali Domenico Gargiulo, Aniello Falcone, Scipione Compagno”. Consultato per la profonda conoscenza del Seicento Napoletano, Nicola Spinosa, a seguito di un recente esame dal vero dell’opera, la ha convintamente assegnata a Schönfeld ed è disponibile a realizzare uno studio sul dipinto.
    Ringraziamo gli specialisti menzionati per il prezioso supporto nella schedatura dell’opera.

  • LUCA CARLEVARIJS (1663 1730) O AMBITO DI Porto di mare con bucintoro, navi e...
    Lotto 17

    LUCA CARLEVARIJS (1663 1730) O AMBITO DI
    Porto di mare con bucintoro, navi e f igure
    Olio su tela, 96,5x129,5 cm.
    Provenienza: Semenzato, Venezia, 31.10.1998, l. 54 (€ 138.782). Come Luca Carlevarijs

    Stato di conservazione
    Segno: 75% (pellicola abrasa durante la pulitura, talvolta fino alla preparazione, e ciò nonostante ancora sporca; la sporcizia si è più fortemente unita alla pittura durante il rintelo; piccole integrazioni, per esempio nelle nuvole)
    Supporto: 70% (telaio sostituito, rintelo maldestro che ha schiacciato la pellicola pittorica)

    La attribuzione a Carlevarijs, avanzata da Semenzato, è oggi da riconsiderare nel complesso contesto formativo dell’artista veneziano, che coinvolge numerosi artisti locali e nordici, come sottolineato dopo recente esame su base fotografica dagli specialisti di riferimento.
    Tra essi, Dario Succi non ritiene plausibile la mano diretta di Carlevarijs, così come Isabella Reale.
    Quest’ultima, rilevando la grande qualità della tela, ipotizza che l’autore sia un pittore italiano o nordico, analogo a Johann Anton Eisemann (1613 ca.1698), Johann Richter (16651745) e Antonio Stom (1688 ca.1734), ma nessuno di questi.
    Charles Beddington segnala “impressionante qualità del dipinto, vicino allo stile dei primi lavori noti di Carlevarijs”. “Sebbene si sappia sorprendentemente poco del lavoro di Carlevarijs prima del 1700 circa” egli ritiene “che sia un lavoro particolarmente raffinato di un pittore attivo in Veneto alla fine del Seicento, quel tipo di artisti che hanno influenzato gli inizi di Carlevarijs, forse Ernesto Daret”.
    Alberto Craievich, invece, non esclude di principio che possa trattarsi di una tela giovanile
    di Carlevarijs, ipotesi da appurare in confronto diretto con opere potenzialmente analoghe conservate a Venezia pur sottolineando che “potrebbero essere molte le soluzioni, compresa quella ipotizzata da Beddington”.
    Paola Betti, a seguito di un recente esame dal vero dell’opera, identifica l’autore in Johann Anton Eismann “austriaco di nascita ma a lungo residente e attivo a Venezia. A sostegno di tale paternità, convincenti confronti stilistici e tipologici possono istituirsi con la Veduta di porto (Rimini, Mario Mussoni), recante la sigla JAE sull’imbarcazione principale, per il modo analogo di descrivere la costa resa con larghe pennellate a suggerirne le stratificazioni rocciose, mentre nella rappresentazione dei velieri in lontananza il tratto diventa estremamente sottile. Altre significative somiglianze si riscontrano con il Capriccio con ponte rotto (Kromĕřìž, Repubblica Cieca, Arcivescovato), per il trattamento delle macchiette che, indaffarate, animano il molo, costruite con rapidi colpi di pennello, dalle fisionomie grossolane, per niente idealizzate né nelle espressioni, né nei lineamenti fisionomici. Altri paragoni utili sono da stabilire con i due porti di mare di mano dell’austriaco, l’uno già a Roma in Collezione Morandotti e l’altro già a Rimini presso l’Antichità Luigi Diciotto caratterizzati dallo spiccato senso atmosferico che impronta le vedute”.

    Ringraziamo gli specialisti menzionati per il prezioso supporto nella schedatura dell’opera.

  • GIOVANNI BOLDINI (1842 1931) Barconi nel Porto di Venezia, 1895 ca. Olio su...
    Lotto 19

    GIOVANNI BOLDINI (1842 1931)
    Barconi nel Porto di Venezia, 1895 ca.
    Olio su tela, 39x45 cm.
    Firma al recto: “Boldini”
    Provenienza: Madame Frédéric Megret (etichetta al verso); Paul Cailleux (?), Parigi (etichetta al verso); Galerie Charpentier, Parigi (etichetta al verso); Christie’s Londra, 9.12.1998, l. 182a (€ 81.969); Bottegantica, Bologna (timbro al verso)
    Esposizioni: Musée JacquemartAndré, Parigi, 1963 (?) (etichetta al verso)
    Bibliografia: E. Camesasca, L'opera completa di Boldini, Milano 1970, 264c; T. Panconi, a cura di, Giovanni Boldini, L’opera completa, Firenze, 2002, p. 356; Pietro Dini e Francesca Dini, a cura di, Giovanni Boldini 1842-1931; Catalogo ragionato, Torino, 2002, n. 660, pp. 354-355

    Elementi distintivi
    Annotazione d’asta MBK64
    Presenza di altri timbri non identificati

    Stato di conservazione
    Segno: 80% (consunzione della superficie pittorica)
    Supporto: 85% (qualche danno al telaio)

    Il dipinto si colloca nel periodo della maturità artistica di Boldini, quando, in parallelo ai ritratti, si produsse nella ripresa dal vero della città lagunare, rappresentando l’incanto delle antiche architetture sospese fra mare e cielo. Le rapide pennellate impresse sulla superficie offrono una speciale visione di Venezia, non più città solenne e pacata testimonianza di una gloriosa storia millenaria ma invece meta vivacissima di scambi commerciali e fermenti intellettuali. Le fitte cortine di fumo delle ciminiere delle navi si mischiano alle nubi cariche di pioggia, riflesse fra le onde della laguna, mentre il volo placido a pelo d’acqua dei gabbiani accentua la sensazione di intimità trasmessa da quell’ambiente riparato e protetto, inquadrato in una scatola ottica circoscritta. I viaggi, come quelli ripetuti nel corso della vita a Venezia, furono per Boldini motivo di continue sollecitazioni visive e emotive e i luoghi che frequentò costituirono spesso il crogiuolo dei suoi affetti e delle amicizie che coltivava fra gli artisti come fra i personaggi più in vista della società, alla costante ricerca di un soggetto da ritrarre e sempre e comunque in funzione dell’attività di artista che fu davvero la sua più profonda ragione di vita.
    L’opera è riprodotta in una immagine originale in bianco e nero conservata presso l’Archivio Panconi, pervenuta per discendenza da Emilia Cardona Boldini, vedova dell’artista.
    L’opera è stata visionata su base fotografica autonomamente da Francesca Dini, che ne ha confermato la piena autografia, e da Tiziano Panconi, che ci ha supportato nella redazione della presente scheda e che richiede, per la emissione del certificato di autenticità, la verifica diretta dell’opera.

  • ARDENGO SOFFICI (1879-1964) Il Bagno, 1905 Olio su tela, 199x400 cm. Firma e...
    Lotto 26

    ARDENGO SOFFICI (1879-1964)
    Il Bagno, 1905
    Olio su tela, 199x400 cm.
    Firma e data al recto: “A. Soffici 1905”

    Provenienza: Hôtel delle Terme, Roncegno; Centro Tornabuoni, Firenze; Galleria Dante Vecchiato, Padova; Raccolta privata, Firenze; Brerarte, Milano, 13.3.1990, l. 221; Semenzato, Milano, 16.12.1998, l. 239 (€ 302.236)
    Esposizioni: Maestri della pittura moderna, opere scelte, 1989/90, Centro Tornabuoni, Firenze, dal 16.12.1989, p. 82; Maestri contemporanei, antologia scelta, 1991/92, Centro Tornabuoni, Firenze dal 9 novembre 1991, pp. 100-102; Ardengo Soff ici, a cura di L. Cavallo, con un saggio di G. Barberi Squarotti, Liceo Saracco, Acqui Terme, 4.7-13.9 1992, e Permanente, Milano, 18.9-18.10 1992, n. 3. (etichetta al verso)
    Bibliografia: G. Raimondi e L. Cavallo, Ardengo Soffici, Firenze, 1967, n. 42 (con misure cm. 220x400); L. Cavallo, Soff ici immagini e documenti (1879-1964), Firenze, 1986, p. 63; S. Lemoine, a cura di, Da Puvis de Chavannes a Matisse e Picasso. Verso l’Arte, Moderna, Palazzo Grassi, Venezia, da gennaio 2002, riprodotto pp. 210, 216-217; L. Cavallo, Ardengo Soff ici, Museo Soff ici e del ’900 italiano, Comune di Poggio a Caiano, maggio 2011, riprodotto p. 24.

    Elementi distintivi
    Etichetta danneggiata della società di trasporti Rossi

    Stato di conservazione
    Segno: 95%
    Supporto: 100%

    Il dipinto rappresenta una scena di bagnanti su di una riva fiorita. L’opera, conosciuta come «pannello decorativo per l’Hôtel delle Terme di Roncegno», era data per distrutta. La riproduzione pubblicata nelle due monografie di Soffici, 1967 e 1986 cit., veniva tratta da una vecchia fotografia originale dell’Archivio Soffici, sulla quale era apposto dall’autore il titolo con autografo a penna. Nel settembre 1905 Soffici, che in quel tempo risiedeva a Parigi, si era recato a Roncegno, nelle Alpi Trentine, per lavorare ai pannelli decorativi di un salone da ballo del Grand Hôtel des Bains, commissionati per interessamento dei suoi amici parigini Hélène d’OEttingen e Serge Jastrebzoff Ferat, abituali clienti della località termale.

    Che quest’opera sia stata la sola superstite del ciclo di Roncegno abbiamo conferma in una lettera intestata «Società Esercizio / Terme di Roncegno / (Alpi Trentine) / L’Amministratore» del 18 agosto 1957 inviata a «Prof. Ardengo Soffici / presso il “Corriere della Sera” / Ufficio Redazione / Milano / Via Solferino»: «Egregio Professore, Penso che il nome di “Roncegno” non sia cancellato dalla Sua memoria ma sia ben presente negli anni della Sua gioventù. Ogni qualvolta, e da tempo, che leggo i Suoi articoli sul “Corriere della Sera” mi riprometto di scriverLe, ed oggi finalmente mi sono deciso ed è per dirLe che presso l’Albergo Palazzo delle Terme che io gestisco da un trentennio, vi è sempre un Suo quadro, unico rimasto, della decorazione della sala da ballo che Lei ha fatto assieme ad un altro pittore nel lontano 1907 [sic]! Ed ho sempre pensato che a Lei farebbe forse piacere rivedere questo quadro e se così fosse La invito a venire a passare qualche giorno qui a Roncegno prima del 15 settembre e nel momento che Le farà più comodo. Sarà mio graditissimo ospite. Mi scusi questa libertà e con la speranza di vederLa qui distintamente La saluto / A. Froner».

    Luigi Cavallo

    Ringraziamo Luigi Cavallo per aver identificato l’opera su base fotografica ed averci trasmesso la scheda conservata nel Suo archivio.

    Al fine del rilascio di una perizia sarà necessario sottoporre l’opera dal vero al Professor Cavallo.

  • MARIO SIRONI (1885-1961) Montagne o Montagne del Trentino, metà degli anni...
    Lotto 32

    MARIO SIRONI (1885-1961)
    Montagne o Montagne del Trentino, metà degli anni Cinquanta
    Olio su tela, 50,5x60 cm.
    Firma al recto: “Sironi”
    Titolo al recto probabilmente apocrifo: “Trentino”
    Iscrizione e titolo al verso: “Sironi Trentino .....”
    Sigla per autentica di Willy Macchiati al verso

    Provenienza: Finarte, Milano, 20.6.1991, l. 487 (€ 36.466); Finarte, Milano, 19.4.2007, l. 538 (€ 58.000)
    Galleria Tega, Milano (cfr. etichetta Gondrand al verso)

    Stato di conservazione
    Segno: 90% (qualche crepatura della superficie pittorica)
    Supporto: 90%

    Ringraziamo Andrea SironiStraußwald per aver visionato l’opera dal vero. Il Dr. Sironi-Straußwald ritiene l’opera autentica. Essa è pertanto stata archiviata dall’Associazione per il patrocinio e la promozione della figura e dell’opera di Mario Sironi tra le opere autentiche, con il numero 107/13 RF.

  • MICHELE CASCELLA (1892 1989) Pescara, 1939 Olio su tela, 67,4x90,5 cm. Firma...
    Lotto 34

    MICHELE CASCELLA (1892 1989)
    Pescara, 1939
    Olio su tela, 67,4x90,5 cm.
    Firma al recto: “Michele Cascella”
    Titolo, data e firma al verso: “Pescara 1939 Michele Cascella”
    Stato di conservazione
    Segno: 40%
    Supporto: 60%
    Note: La superficie pittorica si sta sgretolando

  • MICHELE CASCELLA (1892 1989) Paesaggio Olio su tela, 59,5x80 cm. Firma e data...
    Lotto 35

    MICHELE CASCELLA (1892 1989)
    Paesaggio
    Olio su tela, 59,5x80 cm.
    Firma e data al recto: “Michele Cascella 1931”

    Stato di conservazione
    Segno: 80% (diffuse crettature nella parte del cielo e nel centro. Visibile la battitura del telaio, larga 4,5 cm.)
    Supporto: 90%

    Nota Bene Durante il furto avvenuto presso il deposito giudiziario in Chieti l’opera è stata separata dalla cornice e danneggiata: presenta ora, tra l’altro, tagli e strappi ai margini. Tali danni non sono evidenziati nelle percentuali alla soprastante voce “Stato di conservazione” né nelle foto nelle pagine seguenti, informazioni tutte relative alle condizioni dell’opera nel 2012. Per una prima idea, visionare i dettagli qui a fianco.

  • MICHELE CASCELLA (1892-1989) Collina con golfo sullo sfondo Pastelli, gesso e...
    Lotto 36

    MICHELE CASCELLA (1892-1989)
    Collina con golfo sullo sfondo
    Pastelli, gesso e guazzo su carta, 50x70 cm.
    Firma al recto: “Michele Cascella”

    Stato di conservazione
    Segno: 95%
    Supporto: 90% (pesciolini d’argento e carta ondulata)

  • MICHELE CASCELLA (1892 1989). ATTRIBUITO A Natura morta con sfondo di...
    Lotto 37

    MICHELE CASCELLA (1892 1989). ATTRIBUITO A
    Natura morta con sfondo di paesaggio
    Olio su tela, 60,5x80 cm.
    Firma al recto: “Michele Cascella”

    Stato di conservazione
    Segno: 100 %
    Supporto: 100 %

    Note: La tela sembra piuttosto recente

    Nota Bene Durante il furto avvenuto presso il deposito giudiziario in Chieti l’opera è stata separata dalla cornice e in parte dal telaio: la cornice non è più utilizzabile. Tali danni non sono evidenziati nelle percentuali alla soprastante voce “Stato di conservazione” né nelle foto nelle pagine seguenti, informazioni tutte relative alle condizioni dell’opera nel 2012.

  • CARLO CARRÀ (18811966) Nudo di donna, 1918 Matita morbida su carta marroncina...
    Lotto 38

    CARLO CARRÀ (18811966)
    Nudo di donna, 1918
    Matita morbida su carta marroncina incollata su cartoncino
    21,5x11,5 cm.
    Firma al recto: “C. Carrà 918”

    Provenienza: Collezione Manzù, Ardea; Collezione privata, Torino

    Stato di conservazione
    Segno: 80%
    Supporto: 80% (foxing)

  • GIORGIO DE CHIRICO (1888 1978) Modella, febbraio 1931 circa Olio su tavola,...
    Lotto 39

    GIORGIO DE CHIRICO (1888 1978)
    Modella, febbraio 1931 circa
    Olio su tavola, 48x38,3 cm.
    Firma al recto: “G. de Chirico”
    Annotazione di Antonio Russo, La Gradiva, al verso: “Opera originale di Giorgio de Chirico dipinta nel 1932 in fede Antonio Russo”

    Provenienza: Galleria Milano, Asta, 1932; La Barcaccia, Roma (timbro e firma ); Galleria La Gradiva, Roma
    (timbro al verso); Collezione Tamai, Vicenza

    Esposizioni: Galleria Milano, Milanofebbraio 1932 (n. 40) (etichetta al verso)

    Certificati: L’opera è archiviata presso la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma

    Elementi distintivi
    Al verso, numero di inventario “42” in rosso

    Stato di conservazione
    Segno: 90% (sporchi, alcune macchie di colla e accumuli di vernice protettiva)
    Supporto: 100%

    Ringraziamo la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, ed in particolare il Presidente Prof. Paolo Picozza e il Cavalier Antonio Vastano, per aver confermato l’autenticità dell’opera ed averci supportato nella schedatura.

  • MARC CHAGALL (1887 1985) Le pont en bleu, 1968 Olio su cartone telato,...
    Lotto 41

    MARC CHAGALL (1887 1985)
    Le pont en bleu, 1968
    Olio su cartone telato, 22,2x32,6 cm.
    Firma al recto: “Marc Chagall”
    Al verso un disegno a pastello blu

    Elementi distintivi
    Etichetta al verso con tecnica e dimensioni
    Etichetta al verso con autore, titolo e data (“1978”)
    Timbro al verso: “CL LAVRUT”

    Stato di conservazione
    Segno: 100%
    Supporto: 95% (cartone leggermente imbarcato)

    L’opera è stata confermata autentica dal Comitato Marc Chagall dopo esame dal vero avvenuto il 10.12.2013 L’opera è accompagnata da certificato n. 2013137 del Comité Marc Chagall, Parigi

  • MARC CHAGALL (18871985) Les amoureux sur le fond jaune, 196o Olio e gouache...
    Lotto 42

    MARC CHAGALL (18871985)
    Les amoureux sur le fond jaune, 196o
    Olio e gouache su carta intelata, 60x50 cm.
    Firma al recto: “Marc Chagall”

    Elementi distintivi
    Due etichette con dati tecnici, titolo e data “1960”

    Stato di conservazione
    Segno: 100%
    Supporto: 100 %

    L’opera è stata confermata autentica dal Comitato Marc Chagall dopo esame dal vero avvenuto il 10.12.2013. L’opera è accompagnata da certificato n. 2013136 del Comité Marc Chagall, Parigi

  • FELICE CASORATI (1883-1963) Nudo di donna sdraiata Matita e pastelli colorati...
    Lotto 47

    FELICE CASORATI (1883-1963)
    Nudo di donna sdraiata
    Matita e pastelli colorati su carta, 32,7x47 cm.
    Firma al recto: “F. Casorati”

    Elementi distintivi
    Al verso, riferimento data d’asta: “n. 14 6/8/98”

    Stato di conservazione
    Segno: 90% (perdita di definizione a causa di sfregamento)
    Supporto: 85% (macchie di ruggine per contatto con graffette, pieghe, tenue macchia di liquido oleoso, strappo all’angolo alto a sinistra)

    Ringraziamo Luigi Cavallo per aver visionato l’opera in riproduzione fotografica e averci segnalato di ritenere che sia stata eseguita da Felice Casorati. Al fine del rilascio della perizia sarà necessario sottoporre l’opera dal vero al Professor Cavallo.

  • FELICE CASORATI (1883-1963) Nudo grande, 1936-1938 ca. Olio su tela...
    Lotto 48

    FELICE CASORATI (1883-1963)
    Nudo grande, 1936-1938 ca.
    Olio su tela cartonata, 55,5x46,5 cm.
    Firma al recto: “F. Casorati”
    Dedica a penna al verso: “Alla cara Signora Santoretti, con stima, d’Alessandria, 3/III/58” (autografa?)
    Provenienza: Galleria del Secolo, Roma (inv. 12/4) (etichetta al verso); Giuseppina e Teresa Santoretti Laudisi, 1958 (annotazione al verso); Galleria Russo, Roma (3 timbri e firma di Fabrizio Russo); Finarte, Roma, 12.4.2006, l. 324 (€ 90.000)

    Certificati: G. Bertasso, Torino, sottoscritta da Francesco Casorati, 21.9.2005 (non disponibile)

    Elementi distintivi
    Stampigliatura al verso: “0039”

    Stato di conservazione
    Segno: 95%
    Supporto: 90% (cartone leggermente imbarcato, tracce di umidità, molte perforazioni da chiodi)

    Ringraziamo Luigi Cavallo per averci supportato nella schedatura dell’opera. Al fine del rilascio della perizia sarà necessario sottoporre l’opera dal vero al Professor Cavallo.

  • FRANCO GENTILINI (1909 1981) Testa di bambino, 1932 Olio su tavola, 34,5x30...
    Lotto 52

    FRANCO GENTILINI (1909 1981)
    Testa di bambino, 1932
    Olio su tavola, 34,5x30 cm.
    Firma e data al recto: “Gentilini 32”
    Firma e data al verso: “Franco Gentilini 1932”

    Provenienza: M. Argnani, Roma; N. Scarchilli, Roma; A. Pallesi, Roma; Finarte, Roma, 20.5.1986, p. 85, n. 224; Finarte, Roma, 12.4.2006, l. 310, (€ 10.500)

    Bibliografia: Gentilini. Catalogo Generale dei Dipinti. 1923-1981, Roma, 2000, p. 145, n. e tav. 93

    Elementi distintivi
    Annotazione: “L. 1000”
    Tracce di una etichetta asportata

    Stato di conservazione
    Segno: 80%
    Supporto: 80%

    Note: Crepe nella pittura dovute alla fessurazione della tavola. Un capello è incluso nella pittura

    Ringraziamo l’Archivio Gentilini, e in particolare Luciana Gentilini e Laura Turco Liveri, per aver confermato l’autenticità dell’opera ed averci supportato nella schedatura.

  • GIORGIO MORANDI (1890 1964) Natura morta, 1962 Matita su carta, 21,7x15,9 cm....
    Lotto 54

    GIORGIO MORANDI (1890 1964)
    Natura morta, 1962
    Matita su carta, 21,7x15,9 cm.
    Firma e data al recto: “Morandi 1962”
    Tracce di un disegno al verso

    Elementi distintivi
    Al verso, riferimento d’asta: “n. 13 6/8/98”

    Stato di conservazione
    Segno: 85%
    Supporto: 85% (leggere pieghe della carta; il foglio è incollato al passepartout con adesivo)

    Il Centro Studi Giorgio Morandi, Bologna, ha confermato che l’opera verrà pubblicata nel Catalogo Generale di Giorgio Morandi. Seconda Appendice. Opere catalogate tra il 2000 e il 2013, in corso di redazione e la cui pubblicazione è prevista per la tarda primavera 2014 per i tipi de Gli Ori di Pistoia.

  • GIORGIO MORANDI (1890-1964) Caffettiera China acquarellata su carta, 22x22...
    Lotto 55

    GIORGIO MORANDI (1890-1964)

    Caffettiera
    China acquarellata su carta, 22x22 cm.
    Firma al recto: “Morandi”

    Provenienza: Galleria del Milione, Milano, inv. 7686/1 (timbro al verso)

    Stato di conservazione
    Segno: 100%
    Supporto: 100%

    Il Centro Studi Giorgio Morandi, Bologna, ritiene che l’opera non presenti i caratteri di qualità sufficienti all’inserimento nel Catalogo dell’Opera di Giorgio Morandi.

  • MARIO TOZZI (1895 1979) Il pittore colla modella, 1961 Olio e tempera su tela...
    Lotto 59

    MARIO TOZZI (1895 1979)
    Il pittore colla modella, 1961
    Olio e tempera su tela applicata su tela, 160,5x100,1 cm.
    Firma e data al verso: “Mario Tozzi 961”

    Provenienza: Galleria il Sagittario, Bologna (timbro al verso)

    Esposizioni: Mario Tozzi. Mostra antologica Civica Galleria d’Arte Moderna; Gallarate, 1978 (etichetta al verso); Palazzo Strozzi, Firenze, 1978 (scritta al verso); Galleria Niccoli, Pescara, 1978; Casa di Raffaello, Urbino, 1978; Galleria Nuova Aminta, Siena, 1978; Galleria Niccoli, Parma, 1979; Pinacoteca di Macerata, 1980

    Bibliografia: Autoritratti Celebri, “Italia artistica”, 1974; F. Calocci, “Corriere Adriatico, 1978; Panorama, Milano, 1978; R. Giungi, Corriere Adriatico, 1979; Lambertini, “Moderna Classicità”, 1980; M. Pasquali, a cura di, Mario Tozzi,; Catalogo Ragionato Generale dei Dipinti, vol. II, n. 61/1, p. 61

    Certificati: Certificato Archivio Tozzi, 130A/13, 2.10.2013

    Elementi distintivi
    Etichetta originale con i dati dell’opera e l’indicazione di “non verniciare”. Timbro del Comune di Macerata del 16.2.1980. Tre timbri della Galleria Civica di Gallarate
    Annotazione al verso “Cat. 314 cancellato 67”

    Stato di conservazione
    Segno: 95% (qualche sporco, crettatura e ondulatura)
    Supporto: 100%

    Nel corso del tempo, il dipinto è stato modificato in alcuni particolari dall’artista.
    Ringraziamo l’Archivio Mario Tozzi per il supporto dato alla schedatura dell’opera e la conferma che è archiviata al numero 67.

  • RENZO VESPIGNANI (1924 2001) I giuochi dell’alba, 1968 Matita, olio, acrilico...
    Lotto 70

    RENZO VESPIGNANI (1924 2001)
    I giuochi dell’alba, 1968
    Matita, olio, acrilico su tela, 191,2x196 cm.
    Firma e data al recto: “Vespignani 68”
    Esposizioni: Società Promotrice di Belle Arti, Torino (etichetta al verso)

    Elementi distintivi
    Il telaio reca più timbri “1942”
    Annotazione di passaggio d’asta “n. 25 6/8/98”

    Stato di conservazione
    Segno: 85% (screpolature; abrasioni);
    Supporto: 80% (un taglio con rifodero ben visibile al verso)

  • MARIO SCHIFANO (1934-1998) Vulcano Smalto e acrilico su tela, 30x40 cm. Firma...
    Lotto 73

    MARIO SCHIFANO (1934-1998)
    Vulcano
    Smalto e acrilico su tela, 30x40 cm.
    Firma al verso: “Schif ano x TE”

    Elementi distintivi
    Timbro su telaio: “Ditta G. Poggi”

    Stato di conservazione
    Segno: 95% (leggere abrasioni)
    Supporto: 100%

  • MARIO SCHIFANO (1934-1998) Casa solitaria Smalto e acrilico su tela, 50x50...
    Lotto 77

    MARIO SCHIFANO (1934-1998)
    Casa solitaria
    Smalto e acrilico su tela, 50x50 cm.
    Firma al verso: “Schifano x TE”

    Provenienza: Cesare Manzo, Pescara (etichetta al verso)

    Elementi distintivi
    Timbro su telaio: “Ditta G. Poggi”

    Stato di conservazione
    Segno: 85% (crettatura prodotta da un urto al verso in area centrale)
    Supporto: 95%

  • MARIO SCHIFANO (1934-1998) Casa di Boetti Smalto e acrilico su tela, 50x50...
    Lotto 78

    MARIO SCHIFANO (1934-1998)
    Casa di Boetti
    Smalto e acrilico su tela, 50x50 cm.
    Firma al verso: “Schifano x TE”

    Provenienza: Cesare Manzo, Pescara (etichetta al verso)

    Elementi distintivi
    Timbro su telaio: “Ditta G. Poggi”

    Stato di conservazione
    Segno: 95% (leggere abrasioni)
    Supporto: 100%

  • MARIO SCHIFANO (1934 - 1998) Casa solitaria Smalto e acrilico su tela, 40x50...
    Lotto 79

    MARIO SCHIFANO (1934 - 1998) Casa solitaria Smalto e acrilico su tela, 40x50 cm. Firma al verso: “Schifano” Provenienza: Cesare Manzo, Pescara (etichetta al verso) Elementi distintivi Timbro su telaio: “Ditta G. Poggi” Stato di conservazione Segno: 100% Supporto: 95%

  • MARIO SCHIFANO (1934-1998) Casa bianca sul mare Smalto su tela, 50x50 cm....
    Lotto 80

    MARIO SCHIFANO (1934-1998)
    Casa bianca sul mare
    Smalto su tela, 50x50 cm.
    Firma al verso: “Schifano”

    Elementi distintivi
    Timbro su telaio: “Ditta G. Poggi”

    Stato di conservazione
    Segno: 90% (sporchi sulle aree bianche perimetrali)
    Supporto: 100%

  • MARIO SCHIFANO (1934 1998) Crociera, 1985 Smalto e acrilico su tela,...
    Lotto 81

    MARIO SCHIFANO (1934 1998)
    Crociera, 1985
    Smalto e acrilico su tela, 200x149,5 cm.
    Titolo, data e firma al verso: “Crociera 85 Schifano”
    Bibliografia: Gérard Georges Lemaire, a cura di, Mario Schifano. Inventario con anima e senz’anima, Centre d’Art Contemporain de Saint Priest, 1993

    Esposizioni: Mario Schifano. Inventario con anima e senz’anima, Centre d’Art Contemporain de Saint Priest,
    11.12.1992-7.2.1993

    Stato di conservazione
    Segno: 95% (leggeri sfregamenti delle eminenze)
    Supporto: 100 %

    Note: Danni alla cornice

    La Commissione dell’Archivio Mario Schifano ha espresso parere favorevole all’inserimento dell’opera nell’Archivio Generale dell’Opera di Mario Schifano.

  • MARIO SCHIFANO (1934-1998) Paesaggio anemico Smalto e acrilico su tela,...
    Lotto 82

    MARIO SCHIFANO (1934-1998)
    Paesaggio anemico
    Smalto e acrilico su tela, 98,5x132,5 cm.

    Provenienza: Cesare Manzo, Pescara (etichetta al verso)

    Stato di conservazione
    Segno: 85% (aree bianche piuttosto sporche)
    Supporto: 100%

  • MARIO SCHIFANO (1934-1998) Paesaggio con casa Smalto e acrilico su tela,...
    Lotto 83

    MARIO SCHIFANO (1934-1998)
    Paesaggio con casa
    Smalto e acrilico su tela, 94,5x196 cm.
    Firma al verso: “Schifano”

    Provenienza: Cesare Manzo, Pescara (etichetta al verso)

    Stato di conservazione
    Segno: 98% (leggeri sporchi sulle aree bianche)
    Supporto: 100%

    Note: Macchie di colore al verso

  • MARIO SCHIFANO (1934-1998) Paesaggio con alberi Smalto e acrilico su tela,...
    Lotto 84

    MARIO SCHIFANO (1934-1998)
    Paesaggio con alberi
    Smalto e acrilico su tela, 119,6x149,7 cm.
    Firma al verso: “Schifano”

    Provenienza: Cesare Manzo, Pescara (etichetta al verso)

    Stato di conservazione
    Segno: 95% (leggeri sporchi nelle aree bianche)
    Supporto: 100%

    Note: Macchie di colore al verso

  • MARIO SCHIFANO (1934-1998) Altoforni Smalto e acrilico su tela, 129,6x150,8...
    Lotto 85

    MARIO SCHIFANO (1934-1998)
    Altoforni
    Smalto e acrilico su tela, 129,6x150,8 cm.
    Firma al verso: “Schifano”

    Provenienza: Cesare Manzo, Pescara (etichetta al verso)

    Elementi distintivi
    Al verso, indicazione del lato alto

    Stato di conservazione
    Segno: 95% (abrasione delle eminenze)
    Supporto: 100 %

  • MARIO SCHIFANO (1934-1998) Baia Acrilico su tela, 100x159,6 cm. Firma al...
    Lotto 86

    MARIO SCHIFANO (1934-1998)
    Baia
    Acrilico su tela, 100x159,6 cm.
    Firma al verso: “Schifano”

    Provenienza: Cesare Manzo, Pescara (etichetta al verso)

    Stato di conservazione
    Segno: 95%
    Supporto: 100%

  • LUCIANO PRIMAVERA (1935) Chiara e Federica Angelini Acrilico su tela, 98,5x80...
    Lotto 90

    LUCIANO PRIMAVERA (1935)
    Chiara e Federica Angelini
    Acrilico su tela, 98,5x80 cm.
    Firma al recto: “L. Primavera”
    Firma e data al verso: “L. Primavera Chieti 1989”

    Stato di conservazione
    Segno: 95% (qualche sporco)
    Supporto: 100%

  • ALBRECHT DÜRER (1471 1528) Il figlio prodigo Data della tiratura originale:...
    Lotto 93

    ALBRECHT DÜRER (1471 1528)
    Il figlio prodigo
    Data della tiratura originale: 1496 ca.
    Bulino su carta, 23,8x18,8 cm.
    Dettagli in lastra

    Provenienza: Galleria Salamon, Milano (etichetta al verso)

    Bibliografia di confronto: Bartsch 28; B. u. Boon/Scheller 28Meder 28 v (h);

    Stato di conservazione
    Segno: 95%
    Supporto: 75% (piegature originali; carta ondulata; 3 cuciture di cui una di almeno 5 cm.; muffe)

    Note: Verso non esaminato

    Record d’asta per lo stesso soggetto, Christie’s Londra,
    4.12.2007, l. 8 (€ 84.336)

  • ALBRECHT DÜRER (1471-1528) Adamo ed Eva, 1504 Bulino su carta, 24,4x18,8 cm....
    Lotto 95

    ALBRECHT DÜRER (1471-1528)
    Adamo ed Eva, 1504
    Bulino su carta, 24,4x18,8 cm.
    Firma e data nello targa: “Albert Durer Noricus Faciebat ... 1504”
    Provenienza: Galleria Salamon, Milano (etichetta al verso)

    Elementi distintivi
    Riferimento d’asta al verso: “N. 5 06/08/98”
    Bibliografia di confronto: Hollstein 1

    Stato di conservazione
    Segno: 75%
    Supporto: 65% (piegatura al centro; recente smarginatura; ingiallimento carta; inchiostri piuttosto chiusi)

    Note: Verso non esaminato

    Record d’asta per lo stesso soggetto, Christie’s New York, 29.1.2013, l. 25 (€ 408.870)

  • REMBRANDT HARMENSZOON VAN RIJN (1606 1669) Paesaggio con casa contadina e...
    Lotto 99

    REMBRANDT HARMENSZOON VAN RIJN (1606 1669)
    Paesaggio con casa contadina e grande albero, 1641
    Acquaforte su carta, 12,4x31,6 cm.
    Firma al centro, nella vegetazione bassa, “Rembrandt f”

    Provenienza: Galleria Salamon, Milano (etichetta al verso)

    Bibliografia di confronto: Bartsch 233; Hollstein 178; Biörklund 41 B

    Elementi distintivi
    Riferimento d’asta al verso: “N. 19 6/8/98”

    Stato di conservazione
    Segno: 95%
    Supporto: 80% (leggermente smarginata nell’inciso; ondulature; leggeri arrossamenti della carta; piega verticale nella metà)

    Note: Verso non esaminato

    Record d’asta per lo stesso soggetto in esemplare non smarginato: Sotheby’s, New York, 13.5.1993, l. 66 (€ 96.424)

  • BERNARDO BELLOTTO (1721-1780) DETTO IL CANALETTO Veduta esterna della Porta...
    Lotto 100

    BERNARDO BELLOTTO (1721-1780) DETTO IL CANALETTO
    Veduta esterna della Porta d’Italia e delle fortificazioni di Dresda,1750
    Acquaforte su carta
    Foglio: 56x84 cm.
    Incisione: 46,4x81,7 cm.
    Dettagli in lastra
    Non necessariamente la prima tiratura

    Provenienza: Galleria Salamon, Milano (etichetta al verso della cornice)

    Elementi distintivi
    Riferimento d’asta: “n. 6 06/08/98”

    Stato di conservazione
    Segno: 90% (sfregamenti; graffi; segni di pressione con punta arrotondata; battitura debole; qualche perdita negli inchiostri; qualche sporco della lastra; )
    Supporto: 70% (almeno 3 strappi ai margini; foxing)

    Note: Verso non esaminato

  • BERNARDO BELLOTTO (1721-1780) DETTO IL CANALETTO Le rovine della Torre della...
    Lotto 101

    BERNARDO BELLOTTO (1721-1780) DETTO IL CANALETTO
    Le rovine della Torre della Santa Croce crollata il 22 giugno per i danni subiti nel bombardamento di Dresda del 1760
    Giugno 1765
    Acquaforte su carta
    Foglio: 63x53 cm.
    Incisione: 63x46,6 cm.

    Dettagli in lastra
    Provenienza: Galleria Salamon, Milano (etichetta al verso della cornice)

    L’opera deriva da un dipinto nel Cabinet del Sovraintendente Ecclesiastico Ende

    Stato di conservazione
    Segno: 90% (sporchi di stampa e pieghe nella carta che risalgono al momento della stampa: sfregamento verticale di oltre 20 cm.; danni da umidità soprattutto nella fascia bassa)
    Supporto: 80% (foglio smarginato)

    Note: Verso non esaminato

  • GIOVAN DOMENICO TIEPOLO (1727-1804) Assunzione al cielo di un condottiero...
    Lotto 102

    GIOVAN DOMENICO TIEPOLO (1727-1804)
    Assunzione al cielo di un condottiero
    Acquaforte su carta
    Foglio: 70x52,3 cm.
    Incisione: 65,8x50,8 cm.
    Dettagli in lastra
    Provenienza: Galleria Salamon, Milano (etichetta al verso)

    Elementi distintivi
    Tavola 40
    Riferimento ad un passaggio d’asta “n. 6 6/8/98”

    Stato di conservazione
    Segno: 70% (battuta non para; inchiostri a destra scarichi; diffuso foxing; danni da abrasione per tutto il lato destro, specialmente ai margini; qualche danno ai margini anche sugli altri lati)
    Supporto: 80%

    Note: Verso non esaminato

  • COPPIA DI ALARI SUL TEMA DELLA SFINGE IN STILE II IMPERO Bronzo dorato, metà...
    Lotto 120

    COPPIA DI ALARI SUL TEMA DELLA SFINGE IN STILE II IMPERO
    Bronzo dorato, metà del XIX secolo
    I esemplare: 30,5x38,5x26,5 cm.
    II esemplare: 31x38,5x28

    Stato di conservazione
    Superficie: 90% (verderame nel II esemplare)
    Struttura: 90% (interventi di restauro con viti moderne)

  • COPPIA DI ALARI DI TEMA CAMPESTRE IN STILE II IMPERO Produzione industriale...
    Lotto 121

    COPPIA DI ALARI DI TEMA CAMPESTRE IN STILE II IMPERO
    Produzione industriale ispirata al disegno francese di tema campestre del XVII secolo, per esempio Jean-Baptiste Pillement (1728 – 1808)
    Bronzo dorato
    Alare con contadino: 31,4x25,5x15,5 cm.
    Alare con contadina: 30,8x27x16 cm.

    Stato di conservazione
    Superficie: 90%
    Struttura: 95%

    Note: Personaggi e basamenti in fusioni distinte

  • COPPIA DI ALARI CON PUTTI MUSICANTI Francia, II metà del XIX secolo...
    Lotto 122

    COPPIA DI ALARI CON PUTTI MUSICANTI
    Francia, II metà del XIX secolo
    Produzione industriale
    39x35x59 cm.

    Stato di conservazione
    Superficie: 100%
    Struttura: 100%

Lotti dal 1 al 48 di 57
Mostra
×

Asta Giudiziaria del 18/12/2013 - I. Dipinti e Disegni, Incisioni et alia, Sculture

PROCEDURA DI LIQUIDAZIONE FALLIMENTARE DELLE OPERE D’ARTE E DEGLI ARREDI DAL PATRIMONIO PERSONALE DI VINCENZO MARIA ANGELINI

NB: Fino a tutto il 12 settembre 2013 l’Offerta minima presentabile dovrà avere un valore almeno doppio della stima minima.
Dal 13 settembre alle previste scadenze del 18 e del 25 ottobre 2013 (rispettivamente per i beni di cui al catalogo I e al catalogo II) per i lotti residui dalla fase precedente, base d'asta al 150% della stima minima.
Dal 26 ottobre al 18 novembre 2013 per i lotti residui, base d'asta al 100% della stima minima.
Dal 19 novembre al 18 dicembre 2013 per i lotti residui, base d'asta al 75% della stima minima.

Sessioni

  • 18 dicembre 2013 ore 18:00 Sessione Unica - dal lotto 1 al lotto 137 (1 - 137)