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  • CARLO SCARPA, Conchiglia in vetro
    Lotto 115

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini, Italia 1940 ca.
    Conchiglia in vetro con superficie fortemente iridata. Firma all’acido: Venini Murano Made in Italy.
    cm 16 x 9 h. 2,5.

    Bibliografia: Carlo Scarpa: Venini 1932-1947, Barovier, ppg. 452, 460 per la serie delle conchiglie.

    A POCKET EMPTIER BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Lotto di 5 lettere autografe di Lucio Battisti, foglietti con appunti vari, testi di canzoni, disegni, schizzi vari , 1960s
    Lotto 115

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Lotto di 5 lettere autografe di Lucio Battisti, foglietti con appunti vari, testi di canzoni, disegni, schizzi vari , 1960s


    Notevole lotto composto da cinque lettere, vergate ed autografe di Lucio Battisti, alcuni foglietti con appunti vari, testi di canzoni, disegni, schizzi vari 


    - lettera autografa di Lucio Battisti, senza busta, su foglio a quadretti, indirizzata alla mamma. "Cavi di Lavagna 25 / 6 / 64 - Cara mamma sarò a Roma il giorno 31. Non posso precisare a che ora ...  il mare mi ha fatto bene, sono abbastanza abbronzato (qui non si diventa neri come a Ostia perchè la sabbia è diversa) ... Lucio"  (firma con volto sulla O)

    - lettera autografa di Lucio Battisti , con busta viaggiata indirizzata alla mamma "Cavi di Lavagna 14-7-64 Cara mamma sto facendo veramente il signore. La sera si lavora in un meraviglioso locale frequentato da bella gente ... In pensione stò molto bene. Ho una bella stanza con letto grande ...Ti dò l'indirizzo della pensione "pensione Europa fli ulivi ... un saluto a Gino e Albarita e fatemi sapere come state e che cosa fate. Lucio" (firma con volto sulla O)


    - lettera autografa di Lucio Battisti, su carta bianca, un foglio con busta viaggiata, indirizzata alla mamma , Luglio 1964 "Cara mamma sono stato veramente contento che mi hai mandato la fotografia di Andrea. E' proprio bello, chissà come vi terrà occupati tutto il giorno. Io sto bene ... forse è il caso che io ti dia conferma che andiamo in Olanda ... intanto alla Ricordi mi hanno inciso una canzone che uscirà a Settembre ... il pezzo mio è quello intitolato SE RIMANI CON ME ... Ciao a tutti , LUCIO"   (firma con volto sulla O)

    - lettera autografa di Lucio Battisti, con busta viaggiata, indirizzata alla mamma "Milano 10/5/65 , Cara mamma come già ti ho detto per telefono ho deciso di restare ancora qualche giorno per curare quelle cose che ho qui a Milano ... Proprio oggi ho un appuntamento alle Messaggerie Musicali per parlare con una persona importante. ... Alla fine di questa settimana o all'inizio dell'altra cominceranno ad uscire i dischi che abbiamo inciso a Marzo. ... Ciao a tutti. Lucio"

    - lettera autografa di Lucio Battisti , con busta viaggiata indirizzata alla mamma "Varazze 23/7/65 - Cara mamma non c'è più la necessità che tu venga a trovarmi. ... andremo in Olanda solo il mese di Ottobre ... Mi farò sentire per telefono da Diano Marina i primi di Agosto ...  Mi dispiace per zio Pompilio, speriamo che si rimetta presto ... Ciao a tutti - Lucio - P.S. Per la SIAE non c'è fretta , di a papà che facesse tutto con comodo"  (firma con volto sulla O)


    - gruppo di foglietti autografi di Lucio Battisti, schizzi grafici, testi di canzoni con correzioni ("Amore amor piango di gioia perchè mi dici che anche tu da tanto tempo mi pensavi ma non parlavi mai ..." , "se uscissi qualche volta se cercassi un pò qualcuno non saresti più sola potresti esser felice ..." etc) su fogli di carta recuperati da riviste,  un telegramma


    Uno straordinario spaccato di vita, che ci fa conoscere gli inizi artistici di Lucio. Notevole lotto composto da cinque lettere, vergate ed autografe di Lucio Battisti, alcuni foglietti con appunti vari, testi di canzoni, disegni, schizzi vari 


    - lettera autografa di Lucio Battisti, senza busta, su foglio a quadretti, indirizzata alla mamma. "Cavi di Lavagna 25 / 6 / 64 - Cara mamma sarò a Roma il giorno 31. Non posso precisare a che ora ...  il mare mi ha fatto bene, sono abbastanza abbronzato (qui non si diventa neri come a Ostia perchè la sabbia è diversa) ... Lucio"  (firma con volto sulla O)

    - lettera autografa di Lucio Battisti , con busta viaggiata indirizzata alla mamma "Cavi di Lavagna 14-7-64 Cara mamma sto facendo veramente il signore. La sera si lavora in un meraviglioso locale frequentato da bella gente ... In pensione stò molto bene. Ho una bella stanza con letto grande ...Ti dò l'indirizzo della pensione "pensione Europa fli ulivi ... un saluto a Gino e Albarita e fatemi sapere come state e che cosa fate. Lucio" (firma con volto sulla O)


    - lettera autografa di Lucio Battisti, su carta bianca, un foglio con busta viaggiata, indirizzata alla mamma , Luglio 1964 "Cara mamma sono stato veramente contento che mi hai mandato la fotografia di Andrea. E' proprio bello, chissà come vi terrà occupati tutto il giorno. Io sto bene ... forse è il caso che io ti dia conferma che andiamo in Olanda ... intanto alla Ricordi mi hanno inciso una canzone che uscirà a Settembre ... il pezzo mio è quello intitolato SE RIMANI CON ME ... Ciao a tutti , LUCIO"   (firma con volto sulla O)

    - lettera autografa di Lucio Battisti, con busta viaggiata, indirizzata alla mamma "Milano 10/5/65 , Cara mamma come già ti ho detto per telefono ho deciso di restare ancora qualche giorno per curare quelle cose che ho qui a Milano ... Proprio oggi ho un appuntamento alle Messaggerie Musicali per parlare con una persona importante. ... Alla fine di questa settimana o all'inizio dell'altra cominceranno ad uscire i dischi che abbiamo inciso a Marzo. ... Ciao a tutti. Lucio"

    - lettera autografa di Lucio Battisti , con busta viaggiata indirizzata alla mamma "Varazze 23/7/65 - Cara mamma non c'è più la necessità che tu venga a trovarmi. ... andremo in Olanda solo il mese di Ottobre ... Mi farò sentire per telefono da Diano Marina i primi di Agosto ...  Mi dispiace per zio Pompilio, speriamo che si rimetta presto ... Ciao a tutti - Lucio - P.S. Per la SIAE non c'è fretta , di a papà che facesse tutto con comodo"  (firma con volto sulla O)


    - gruppo di foglietti autografi di Lucio Battisti, schizzi grafici, testi di canzoni con correzioni ("Amore amor piango di gioia perchè mi dici che anche tu da tanto tempo mi pensavi ma non parlavi mai ..." , "se uscissi qualche volta se cercassi un pò qualcuno non saresti più sola potresti esser felice ..." etc) su fogli di carta recuperati da riviste,  un telegramma


    Uno straordinario spaccato di vita, che ci fa conoscere gli inizi artistici di Lucio. 

  • CARLO SCARPA E PAOLO VENINI, Vaso della serie "Diamante"
    Lotto 116

    CARLO SCARPA E PAOLO VENINI
    Produzione Venini, Italia 1939 ca.
    Vaso della serie "Diamante" in vetro a doppio torciglione, corpo ovalizzato con bocca circolare piana. Firma all’acido Murano Venini Made in Italy.
    cm h. 12.

    Bibliografia: M. Barovier, C. Sonego, a cura di, Paolo Venini e la sua fornace, Catalogo della mostra (Isola di San Giorgio Maggiore, 9 Settembre 2016 - 8 Gennaio 2017), Milano 2016, pp. 93-111.
    Catalogo "Venini" a cura di F. Deboni, Allemandi Editore Torino, fig. 62 (serie)

    A "DIAMANTE" SERIES GLASS VASE BY CARLO SCARPA AND PAOLO VENINI.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Lotto di 5 lettere, da e per Lucio Battisti, 1960s
    Lotto 116

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Lotto di 5 lettere, da e per Lucio Battisti, 1960s


    Lotto composto da cinque lettere, da e per Lucio Battisti

    - lettera autografa di Lucio Battisti, con busta viaggiata, indirizzata alla mamma "Milano 6 Maggio 1964, Cara mamma l'altro ieri che è venuto papà mi ha parlato della questione di Albarita. Che debbo dire ? Non c'è da rimanere sorpresi per la cosa in se, perchè il mondo va così e noi facciamo parte del mondo, solo che in questi casi ci si stupisce al pensiero di quante cose e abitudini debbano cambiare ..." autografo finale Lucio


    - una lettera autografa di Lucio Battisti, vergata su carta bianca, un foglio, senza busta, indirizzata il 23 Luglio 1965 da Varazze a tale CHRISTINE ... ti mando il disco che mi avevi chiesto. Qui al mare il tempo è pessimo e l'umore anche. C'è speranza per il pezzo per S.Remo, sto entrando in crisi ... Ciao - Lucio" autografo con "volto triste" sulla "O" finale di LUCIO 

    - una lettera autografa di Lucio Battisti, senza busta, indirizzata alla mamma. Due fogli, scritta su tre facciate. "Diano Marina 6 Giu 66 - Cara mamma il tempo è bellissimo e qui si sta bene ... Io e Paolo siamo andati a S.Remo (che è a 30km da Diano Marina) per prendere un appartamento ... "  In fondo alla lettera l'autografo è abbellito dalla caratterizzazione del "volto" sulla "O" finale di LUCIO , come per un "emoticon" moderno.


    - due lettere di amici/conscenti/ammiratori per Lucio


    Uno straordinario spaccato di vita, che ci fa conoscere gli inizi artistici di Lucio. Lotto composto da cinque lettere, da e per Lucio Battisti

    - lettera autografa di Lucio Battisti, con busta viaggiata, indirizzata alla mamma "Milano 6 Maggio 1964, Cara mamma l'altro ieri che è venuto papà mi ha parlato della questione di Albarita. Che debbo dire ? Non c'è da rimanere sorpresi per la cosa in se, perchè il mondo va così e noi facciamo parte del mondo, solo che in questi casi ci si stupisce al pensiero di quante cose e abitudini debbano cambiare ..." autografo finale Lucio


    - una lettera autografa di Lucio Battisti, vergata su carta bianca, un foglio, senza busta, indirizzata il 23 Luglio 1965 da Varazze a tale CHRISTINE ... ti mando il disco che mi avevi chiesto. Qui al mare il tempo è pessimo e l'umore anche. C'è speranza per il pezzo per S.Remo, sto entrando in crisi ... Ciao - Lucio" autografo con "volto triste" sulla "O" finale di LUCIO 

    - una lettera autografa di Lucio Battisti, senza busta, indirizzata alla mamma. Due fogli, scritta su tre facciate. "Diano Marina 6 Giu 66 - Cara mamma il tempo è bellissimo e qui si sta bene ... Io e Paolo siamo andati a S.Remo (che è a 30km da Diano Marina) per prendere un appartamento ... "  In fondo alla lettera l'autografo è abbellito dalla caratterizzazione del "volto" sulla "O" finale di LUCIO , come per un "emoticon" moderno.


    - due lettere di amici/conscenti/ammiratori per Lucio


    Uno straordinario spaccato di vita, che ci fa conoscere gli inizi artistici di Lucio. 

  • CARLO SCARPA, Coppa della serie “Diamante o Brillantati”
    Lotto 117

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini, Italia 1936 ca.
    Coppa della serie “Diamante o Brillantati” in vetro soffiato incolore di grosso spessore con lavorazione a caldo. Firma all'acido sotto la base: Venini Murano.
    cm Ø 9 h. 5,5.

    Bibliografia: M. Barovier, Carla Sonego, Paolo Venini e la sua fornace, Skira Editore, 2016, p. 93.

    A GLASS BOWL BY CARLO SCARPA.

  • Disco in vinile 33 giri dal titolo "La Batteria, Il Contrabasso, Eccetera" con firme autografe di Lucio Battisti e Mogol, 70s
    Lotto 117

    Disco in vinile 33 giri dal titolo "La Batteria, Il Contrabasso, Eccetera" con firme autografe di Lucio Battisti e Mogol, 70s


    Disco in vinile 33 giri dal titolo "La Batteria, Il Contrabasso, Eccetera" con le firme autografe ad inchiostro blu sulla copertina del cantautore Lucio Battisti (firma Lucio in verticale lungo il bordo frontale destro) e del paroliere Mogol (in basso all'angolo destro della stessa copertina)

    Disco in vinile in ottime condizioni, copertina con segni d'uso

    Un cimelio che vale per le firma del binomio Battisti-Mogol

     Disco in vinile 33 giri dal titolo "La Batteria, Il Contrabasso, Eccetera" con le firme autografe ad inchiostro blu sulla copertina del cantautore Lucio Battisti (firma Lucio in verticale lungo il bordo frontale destro) e del paroliere Mogol (in basso all'angolo destro della stessa copertina)

    Disco in vinile in ottime condizioni, copertina con segni d'uso

    Un cimelio che vale per le firma del binomio Battisti-Mogol

     

  • CARLO SCARPA, Due piatti ovali in vetro
    Lotto 118

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini & C, Italia 1936 ca.
    Due piatti ovali in vetro blu, uno con finitura corrosa, uno iridato. Marchio ad acido "Venini Italia" in un piatto.
    cm 18 x 14 h. 2,5 - cm 16 x 12 h. 2,5.

    Bibliografia: Marino Barovier, Carlo Scarpa, Venini 1932-
    1947, Skira ed. 2012, pagina 213. (Serie)

    TWO GLASS PLATES BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tela intitolato "UNA", 1971
    Lotto 118

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tela intitolato "UNA", 1971

    45x40 cm
    olio su tela
    Olio su tela, misure 45x40 cm, realizzato nel 1971 da Lucio Battisti, dal titolo UNA


    Dipinto dedicato ad una donna, forse una ragazza, la madre, la donna agognata, la sorella. Si nota l'ombra della figura femminile, che sembra retrocedere impaurita di fronte alle difficoltà del mondo esterno. Una sorta di ossessione che in teoria potrebbe attanagliare tutti noi. 

    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.



    Due piccole porzioni di tela rinforzate al retro, in cornice, senza firma.

    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • CARLO SCARPA, Cornice porta ritratti in vetro
    Lotto 119

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini, Italia 1940 ca.
    Cornice porta ritratti in vetro incolore e decorato a reticello lattimo, struttura in ottone. Marchio incusso.
    cm 28 x 28.

    Bibliografia: Anna Venini Diaz de Santillana, Venini Catalogue Raisonné 1921-1986, Milan, 2000, p. 24 (esempio simile)
    Franco Deboni, Venini Glass: Its History, Artists and Techniques, Volume 1, Turin, 2007, pl. 43 (esempio simile)

    A PICTURE FRAME BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tavola per "RESPIRANDO", 1976
    Lotto 119

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tavola per "RESPIRANDO", 1976

    55x55 cm
    olio su tavola
    Olio su tavola, misure 55x55 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo RESPIRANDO

    Un improbabile tetto malandato, con un comignolo, in una probabile giornata invernale. Il tempo passato ad aspettare il trascorrere delle ore lente, nelle giornate fredde, a giocare, passeggiare, ma anche riunirsi intorno al camino il punto di ritrovo della famiglia, un valore molto importante per Lucio Battisti.

    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, senza firma.


    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • CARLO SCARPA, Portacandela in vetro
    Lotto 120

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini, Italia 1930 ca.
    Portacandela in vetro sommerso rosato trasparente ed iridato, corpo sagomato con cavità circolare. Firma all'acido.
    cm Ø 10 h. 9,5.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A CANDLEHOLDER BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tela dal titolo "DUE MONDI", 1971
    Lotto 120

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tela dal titolo "DUE MONDI", 1971

    50x45 cm
    Olio su tela
    Olio su tela, misure 50x45 cm, realizzato nel 1971 da Lucio Battisti, dal titolo DUE MONDI

    Due immagini stilizzate che si fronteggiano (scontro tra bene e male, ripreso anche in "Gente per Bene , Gente per Male") - Due figure capovolte e contrapposte, una rosa (calda) ed una blu (fredda) come due guerrieri


    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, firmato al retro LUCIO BATTISTI 5/71.



    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • CARLO SCARPA, Coppa in vetro "Diamante"
    Lotto 121

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini & C, Italia 1935 ca.
    Coppa in vetro "Diamante" a sezione polilobata colore rosato, bocca circolare. Marca ad acido “Venini murano”.
    cm Ø 10,5 Alt, 5,5.

    Bibliografia: Marino Barovier Carla Sonego Paolo Venini e la sua fornace Skira Milano 2016 p. 101. (Modello simile)

    A GLASS BOWL BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, con firma autografa, 1950s
    Lotto 121

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, con firma autografa, 1950s


    Chitarra realizzata agli inizi degli anni '50 dal liutaio Stefano Caponnetto, questa è una delle chitarre appartenute ed usate dal giovanissimo Lucio Battisti regalatagli dal padre, Alfiero Battisti, ed è considerata la "numero uno".
    Restaurata in maniera conservativa, la chitarra venne poi autografata da Lucio Battisti nella parte restaurata (vedi porzione ovale in colori lievemente differenti)

    Come da notizie riportate dallo stesso Alfiero in un'intervista al quotidiano "Il Tirreno":
    "Mi ricordo quando gli regalai la prima chitarra. Era in quinta elementare, aveva 11 anni. Già a 16 anni Lucio chiedeva di andarsene. Venivano da me i direttori delle orchestre che facevano serate in giro. Lucio suonava la chitarra molto bene e loro volevano portarlo via. Ma io mi opponevo. A un certo punto, la chitarra gliel'ho anche spaccata sulla testa. Intendiamoci, senza fargli male. Lucio non ha detto niente, mi ha guardato e basta. Il giorno dopo è venuto da me in ufficio, io lavoravo al dazio, siamo andati insieme in un negozio e gli ho comprato un'altra chitarra" (fonte IL TIRRENO quotidiano)Chitarra realizzata agli inizi degli anni '50 dal liutaio Stefano Caponnetto, questa è una delle chitarre appartenute ed usate dal giovanissimo Lucio Battisti regalatagli dal padre, Alfiero Battisti, ed è considerata la "numero uno".
    Restaurata in maniera conservativa, la chitarra venne poi autografata da Lucio Battisti nella parte restaurata (vedi porzione ovale in colori lievemente differenti)

    Come da notizie riportate dallo stesso Alfiero in un'intervista al quotidiano "Il Tirreno":
    "Mi ricordo quando gli regalai la prima chitarra. Era in quinta elementare, aveva 11 anni. Già a 16 anni Lucio chiedeva di andarsene. Venivano da me i direttori delle orchestre che facevano serate in giro. Lucio suonava la chitarra molto bene e loro volevano portarlo via. Ma io mi opponevo. A un certo punto, la chitarra gliel'ho anche spaccata sulla testa. Intendiamoci, senza fargli male. Lucio non ha detto niente, mi ha guardato e basta. Il giorno dopo è venuto da me in ufficio, io lavoravo al dazio, siamo andati insieme in un negozio e gli ho comprato un'altra chitarra" (fonte IL TIRRENO quotidiano)

  • CARLO SCARPA, Timbro o ferma carte in vetro
    Lotto 122

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini 1940 ca.
    Timbro o ferma carte in vetro bullicante incolore con sommersione blu, corpo sagomato a goccia con base circolare. Firma all'acido.
    cm h. 8,5.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A SEAL STAMP BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, 1970s
    Lotto 122

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, 1970s


    Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, della liuteria CARMELO CATANIA 
    Chitarra appartenuta a Lucio Battisti, regalatagli dal padre negli anni della sua adolescenza durante la quale intraprendeva la carriera musicale con altri artisti, anche in giro per l'Italia, come testimoniato dalle lettere personali (che troviamo in catalogo in questa sessione di vendita)


    Costruita in legno di acero, con inserti in legno di mogano per le sfumature al rosso al retro. Manico in legno scuro con tastiera, paletta e meccaniche originali, battipenna a rappresentare un sole raggiante, tendicorde in metallo.
    Internamente alla cassa armonica è applicato il cartiglio recante i dati costruttivi della chitarra , MOD. n. 3,  e numero di matricola, esattamente il "modello 3" così come riportato a pagina 12 del catalogo del 1957 della ditta Carmelo Catania.


    Nello schienale inferiore è presente un distacco dalla fascia di legno del bordo, in generale la chitarra è in buone  condizioni

    Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, della liuteria CARMELO CATANIA 
    Chitarra appartenuta a Lucio Battisti, regalatagli dal padre negli anni della sua adolescenza durante la quale intraprendeva la carriera musicale con altri artisti, anche in giro per l'Italia, come testimoniato dalle lettere personali (che troviamo in catalogo in questa sessione di vendita)


    Costruita in legno di acero, con inserti in legno di mogano per le sfumature al rosso al retro. Manico in legno scuro con tastiera, paletta e meccaniche originali, battipenna a rappresentare un sole raggiante, tendicorde in metallo.
    Internamente alla cassa armonica è applicato il cartiglio recante i dati costruttivi della chitarra , MOD. n. 3,  e numero di matricola, esattamente il "modello 3" così come riportato a pagina 12 del catalogo del 1957 della ditta Carmelo Catania.


    Nello schienale inferiore è presente un distacco dalla fascia di legno del bordo, in generale la chitarra è in buone  condizioni


  • CARLO SCARPA, Lampada a sospensione modello “5258”
    Lotto 123

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini, Italia 1940 ca.
    Lampada a sospensione ad una luce modello “5258”, struttura in alluminio, diffusore sferico in vetro reticello incolore e lattimo.
    cm h. 90.

    Bibliografia: Franco Deboni, Vetri Venini, Storia, Artisti e Tecniche, Volume 1, Catalogo Blu, Torino, 2007, pg. 142.

    A “5258” MODEL SUSPENSION LAMP BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Dipinto olio su tavolo dal titola "APPARENZA", 1970-1980
    Lotto 123

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Dipinto olio su tavolo dal titola "APPARENZA", 1970-1980

    55x55 cm
    olio su tavola
    Olio su tavola, misure 55x55 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo APPARENZA

    Enigmatico, imperscrutabile rappresentazione della bellezza, l'oscillazione tra sogno e realtà, un "ballo magico" con una figura onirica e inafferrabile. L'apparenza come centro invisibile di suoni, parole ed esperienze. 


    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, senza firma.


    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • BAROVIER E TOSO, Lampada soffitto modello “Fuoco d’artificio”
    Lotto 124

    BAROVIER E TOSO
    Produzione Murano, Italia 1970 ca.
    Lampada da soffitto a sei luci modello “Fuoco d’artificio” struttura in ottone, bracci in vetro verde, giallo e rosa, coppa in vetro soffiato avorio con inclusione di foglia .
    cm Ø 80 h. 15.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A “FUOCO D’ARTIFICIO” MODEL CEILING LAMP BY BAROVIER AND TOSO.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tela dal titolo "SOGNANDO E RISOGNANDO", 1971
    Lotto 124

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tela dal titolo "SOGNANDO E RISOGNANDO", 1971

    72x83 cm
    olio su tela
    Olio su tela, misure 72x83 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo SOGNANDO E RISOGNANDO


    Questo dipinto è sempre rimasto appeso nella camera di Albarita, la sorella di Lucio. Un quadro a cui Albarita era particolarmente affezionata. Astrattismo con l'alternarsi di colori chiari, poi scuri, poi accesi ed ancora più tenui, a rappresentare il carattere poliedrico della sorella del cantautore, nella quale lei ci si riconosceva appieno.


    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, al retro piccolo rattoppo alla tela, firmato al retro LUCIO BATTISTI 6/71


    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • BAROVIER E TOSO, 3 lampade parete modello “Fuoco d’artificio”
    Lotto 125

    BAROVIER E TOSO
    Produzione Murano, Italia 1970 ca.
    Tre lampade da parete a cinque luci modello “Fuoco d’artificio” struttura in ottone, bracci in vetro soffiato avorio con inclusione di foglia .
    cm 44 x 24 h. 60.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    THREE “FUOCO D’ARTIFICIO” MODEL WALL LAMPS BY BAROVIER AND TOSO.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tavola per "PRIGIONIERO DEL MONDO", 1968
    Lotto 125

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tavola per "PRIGIONIERO DEL MONDO", 1968

    92x82 cm
    Olio su tavola
    Olio su tavola di legno, misure 92x82 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo PRIGIONIERO DEL MONDO (1968)

    Una immaginaria voragine creata dalle paure dell'uomo stesso, con le sue debolezze, le illusioni. Una galleria scavata da una scavatrice che tira su di tutto: la terra, l'oro, l'acqua, le pietre.


    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, firmato in basso a destra BATTISTI



    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • SALVIATI (Attr.), Parte di servizio in vetro
    Lotto 126

    SALVIATI (Attr.)
    Produzione Murano, Italia 1950 ca.
    Parte di servizio in vetro soffiato rosato ed iridato composto da otto bicchieri acqua, otto bicchieri vino rosso, otto bicchieri vino bianco, sei coppe champagne, sei bicchieri vino da meditazione, due bottiglie con tappo.
    cm h. 26,5 (bottiglie).

    Bibliografia: catalogo altre cada d’aste.

    A PARTIAL GLASS SERVICE ATTRIBUTABLE TO SALVIATI.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Dipinto su tela per "LA CANZONE DELLA TERRA", 1971
    Lotto 126

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Dipinto su tela per "LA CANZONE DELLA TERRA", 1971

    195x95 cm
    Olio su tela
    Olio su tela, retro di un arazzo, misure 195x95 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo LA CANZONE DELLA TERRA

    Sembra raffigurare una cartina geografica, una vista dall'alto di un territorio delimitato da terra, acqua, cielo, uniti insieme da una miriade di puntini. Visione panteistica, ipotetico abbraccio della natura. Per anni rimasto appeso in casa dei genitori del cantautore, simbolicamente l'amore per il creato.
     
    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.

    In cornice, firmato in basso a sinistra BATTISTI 71


    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

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