Pre-Asta Libri e Manoscritti Sessione unica
giovedì 25 giugno 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
Giuseppe Ungaretti - Lettera a Marthe Roux, 1959
Giuseppe Ungaretti - Lettera a Marthe Roux, 1959
A Parigi, di ritorno dalla guerra, il poeta ama Marthe Roux, l'enfant frêle amata anche dal suo fraterno amico, il poeta d'avanguardia Guillaume Apollinaire. Apollinaire aveva a suo tempo promesso a Ungaretti di tradurre in francese il suo primo libro, Il Porto Sepolto, stampato in trincea dall'amico Ettore Serra, a Udine, nel pieno della Grande Guerra. Ma era morto prima di poter mantenere la promessa. Ungaretti allora traduce da sé parte delle sue poesie, per offrirle in dono e farle leggere a Marthe. Una bellissima storia di amore e d'amicizia, di guerra e morte. Ma Marthe rimane nel cuore di Ungaretti. Nel 1958, morta dopo lungo travaglio Jeanne (il poeta scrive, nell'occasione, una delle poesie più belle di questi suoi ultimi anni, Per sempre: confluirà nel Taccuino del vecchio), Ungaretti scrive la presente, lunga lettera all'amore di un tempo (due pagine in 4° in inchiostro verde, in francese, Le 29/XI/1958). Non è molto personale: si vede che la lunga interruzione dei rapporti lascia esitante, il poeta, sul tono da tenere; eppure quando si sfiora il lutto recente, Ungaretti lascia vibrare la corda luttuosa del Dolore... ("Veuillez aussi me pardonner mon attitude, involontaire, envers vous. Je suis terrassé par le deuil, la partie la plus solide de ma vie est dans un tombeau, je n'arrive pas à dormir, je me lève la nuit et vais cherchant dans la maison comme un aliéné, un retour impossible. (...) J'ai vos photos. Quelle merveilleuse illusion ce fut pour moi.(...) Je suis las de tout. J'ai des manuscrits à mettre en ordre, et il faut que ce soit fait. (...) Je suis en homme quelconque qui à essayé de faire son devoir d'aprés sa vocation. (...)" A Parigi, di ritorno dalla guerra, il poeta ama Marthe Roux, l'enfant frêle amata anche dal suo fraterno amico, il poeta d'avanguardia Guillaume Apollinaire. Apollinaire aveva a suo tempo promesso a Ungaretti di tradurre in francese il suo primo libro, Il Porto Sepolto, stampato in trincea dall'amico Ettore Serra, a Udine, nel pieno della Grande Guerra. Ma era morto prima di poter mantenere la promessa. Ungaretti allora traduce da sé parte delle sue poesie, per offrirle in dono e farle leggere a Marthe. Una bellissima storia di amore e d'amicizia, di guerra e morte. Ma Marthe rimane nel cuore di Ungaretti. Nel 1958, morta dopo lungo travaglio Jeanne (il poeta scrive, nell'occasione, una delle poesie più belle di questi suoi ultimi anni, Per sempre: confluirà nel Taccuino del vecchio), Ungaretti scrive la presente, lunga lettera all'amore di un tempo (due pagine in 4° in inchiostro verde, in francese, Le 29/XI/1958). Non è molto personale: si vede che la lunga interruzione dei rapporti lascia esitante, il poeta, sul tono da tenere; eppure quando si sfiora il lutto recente, Ungaretti lascia vibrare la corda luttuosa del Dolore... ("Veuillez aussi me pardonner mon attitude, involontaire, envers vous. Je suis terrassé par le deuil, la partie la plus solide de ma vie est dans un tombeau, je n'arrive pas à dormir, je me lève la nuit et vais cherchant dans la maison comme un aliéné, un retour impossible. (...) J'ai vos photos. Quelle merveilleuse illusion ce fut pour moi.(...) Je suis las de tout. J'ai des manuscrits à mettre en ordre, et il faut que ce soit fait. (...) Je suis en homme quelconque qui à essayé de faire son devoir d'aprés sa vocation. (...)"


