Pre-Asta ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
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Lotto 49 Icona russa raffigurante la Madre di Dio di Kazan con riza - Fine XIX secolo
Altezza x larghezza: 31,5 x 26,5 cm.
Tempera su tavola con riza
L'icona raffigura la celeberrima Madre di Dio di Kazan (Kazanskaja), una delle immagini mariane più venerate e replicate dell'ortodossia russa, tradizionalmente considerata la protettrice della nazione e della famiglia. Dal punto di vista tipologico, questa iconografia si distingue come una variante peculiare della tesi dell'Odigitria (colei che mostra la via), ma condensata in un taglio ravvicinato ed essenziale: la Vergine è infatti ritratta non a mezzo busto, bensì a "mezzo petto" (più corta rispetto ad altre varianti), focalizzando tutta la tensione spirituale sul volto. La composizione mostra la Vergine con il capo teneramente inclinato verso il Bambino Gesù, in un gesto che ammorbidisce la tradizionale severità bizantina. Il Cristo è raffigurato in posizione stante e rigorosamente frontale, con la mano destra sollevata nel gesto della benedizione e la sinistra nascosta dai paramenti sacri rivestiti dalla lamina. A differenza di altre icone mariane, il Bambino è qui dipinto eretto, a figura intera fino alle ginocchia, apparendo quasi sospeso davanti alla Madre, mentre le mani di Maria restano interamente celate sotto le vesti, lasciando che il Figlio sia l'unico fulcro visibile dell'azione salvifica. I volti, caratterizzati da uno sguardo intenso e ieratico, emergono con nitidezza dalle aperture sagomate del rivestimento. L'opera è interamente rivestita da una fastosa riza metallica a due toni (argentato e dorato). I capi della Vergine e del Bambino sono incorniciati da due maestosi nimbi raggiati a raggiera solare (solnečnyj) con doratura brillante, un motivo ornamentale tipico della metallurgia russa più sfarzosa. Gli angoli superiori sono decorati con ricche volute barocche e motivi floreali a rilievo. L'icona si presenta in un buono stato di conservazione complessivo, mantenendo un forte impatto devozionale e decorativo.
L'opera presenta una riza in rame argentato, sbalzato e cesellato.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura, leggere abrasioni superficiali, modeste deformazioni lungo alcuni margini e piccoli sollevamenti e minime usure localizzate.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 50 Icona russa raffigurante San Giorgio che uccide il drago con riza - seconda metà del XIX secolo (circa 1860–1890)
Altezza x larghezza: 23,5 x 18 cm
tempera su tavola con riza dorata
L'icona su tavola raffigurante San Giorgio il Megalomartire nell'episodio della vittoria sul drago, una delle iconografie più diffuse e venerate della tradizione ortodossa.
Il santo è rappresentato a cavallo, lanciato al galoppo mentre trafigge il drago con una lunga lancia. Il cavallo bianco, raffigurato in movimento, accentua il dinamismo della composizione, mentre il mantello del santo si apre alle sue spalle con un elegante andamento ondulato. Sullo sfondo compare una torre fortificata dalla quale, secondo la tradizione agiografica, assiste la principessa destinata al sacrificio.
L'opera è rivestita da una riza in ottone dorato, interamente sbalzata e cesellata con un fitto motivo ornamentale a racemi vegetali che ricopre quasi integralmente la superficie. Rimangono a vista esclusivamente il volto del santo e parte del paesaggio, secondo una tipologia molto diffusa nella produzione russa ottocentesca destinata alla devozione privata.
L'intaglio della riza presenta una decorazione ricca e continua, caratterizzata da un fondo punzonato con volute fitomorfe e da una cornice perimetrale ornata da motivi vegetali stilizzati. La resa plastica del cavallo, dell'armatura del santo e del drago dimostra una buona qualità esecutiva.
La composizione deriva dall'iconografia tradizionale di San Giorgio che uccide il drago, diffusasi in Russia a partire dal XVI secolo e rimasta sostanzialmente invariata fino al XIX secolo.
Le caratteristiche della riza — realizzata in ottone dorato con decorazione continua a racemi, priva di punzonature di titolo visibili e con lavorazione seriale ma accurata — risultano pienamente compatibili con la produzione delle botteghe russe della seconda metà del XIX secolo. La resa pittorica del volto, ancora visibile attraverso l'apertura della copertura metallica, presenta i caratteri tipici della pittura devozionale russa dell'epoca.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza si presenta in buono stato conservativo, con fisiologiche usure della doratura, leggere ossidazioni superficiali e piccoli schiacciamenti lungo il margine perimetrale, compatibili con l'età e con l'utilizzo devozionale dell'opera.
La superficie pittorica visibile appare ben conservata. Il supporto ligneo risulta stabile e mostra sul verso i normali segni del tempo e dell'uso, con lievi abrasioni superficiali, tracce di antiche applicazioni per la sospensione e una vecchia etichetta inventariale. -
Lotto 51 Icona russa raffigurante la Madonna di Kazan con riza in argento - Mosca, 1893
Altezza x larghezza: 28.5 x 24 cm Peso: 1331 gr.
Tempera su tavola con riza in argento
La composizione iconografica, tra le più venerate della tradizione ortodossa russa, mostra la Vergine raffigurata a mezzo busto con il capo leggermente reclinato verso il Bambino Gesù. Quest'ultimo è ritratto in posizione eretta, frontalmente, con la mano destra alzata in atto di benedire, mentre la figura della Vergine funge da solido sfondo spirituale. La tavola lignea dipinta a tempera è quasi interamente coperta da una preziosa veste metallica (riza o oklad) in argento, finemente lavorata a sbalzo, incisione e cesello. Il rivestimento argenteo lascia scoperti unicamente i volti e le mani dei personaggi (lik), secondo la tipica tecnica della pittura "a finestra".
L'opera presenta una riza in argento, con una ricca decorazione geometrica e geometrico-floreale che riveste uniformemente il fondo e si intensifica sulle due aureole, caratteristica tipica delle manifatture orafe russe di epoca tardo-imperiale. La medesima è punzonata con la serie completa di marchi per l'argento al titolo di 84 zolotniks (875/1000) in uso a Mosca nel 1893, assaggiatore Anatoly Apollonovich Artsybashev, e con il marchio di un argentiere non identificato.
L'icona è custodita in una teca sagomata in legno con cornice interna dorata, provvista di uno sportello frontale con vetro e cerniere metalliche laterali che ne permettevano la chiusura durante gli spostamenti.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura, leggere abrasioni superficiali, modeste deformazioni lungo alcuni margini e piccoli sollevamenti e minime usure localizzate.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 52 Icona russa raffigurante Madre di Dio "Degna è veramente" con scene della vita di Cristo e della Vergine - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
Altezza x larghezza: 32 x 26,5 cm
Tempera su tavola lignea con riza in ottone argentato
Icona su tavola raffigurante la Madre di Dio "Degna è veramente" (Dostojno Est', o Axion Estin), una delle più celebri immagini mariane della tradizione ortodossa, particolarmente venerata nel mondo russo e strettamente legata al culto sviluppatosi sul Monte Athos.
La superficie pittorica è quasi interamente rivestita da una riza in metallo argentato, finemente sbalzata e cesellata, che lascia visibili esclusivamente i volti e le mani della Vergine e del Bambino. La Madre di Dio è raffigurata stante, con il Bambino Gesù seduto sul braccio sinistro, secondo un'impostazione solenne che richiama le grandi icone processionali bizantine. Il Cristo Bambino è rappresentato nell'atto di benedire mentre regge il rotolo delle Sacre Scritture, simbolo della sua natura di Verbo incarnato.
Le aureole della Vergine e del Bambino sono caratterizzate da una ricca decorazione raggiata ottenuta mediante profonde nervature radiali e sottili incisioni, mentre il raffinato lavoro di sbalzo conferisce notevole plasticità ai panneggi e alle pieghe delle vesti.
Attorno all'immagine centrale si sviluppa un articolato ciclo figurativo composto da quattro scene in rilievo, ciascuna accompagnata da iscrizioni slavoniche identificative.
Nel registro superiore sinistro è raffigurata la Discesa agli Inferi (Anastasis), con Cristo vittorioso che libera Adamo ed Eva dal regno della morte. Nel registro superiore destro compare l'Annunciazione, con l'Arcangelo Gabriele nell'atto di annunciare alla Vergine il mistero dell'Incarnazione.
Nel registro inferiore sinistro è rappresentata la Natività della Madre di Dio, con Sant'Anna distesa sul letto dopo il parto e le ancelle impegnate nella cura della neonata Maria.Nel registro inferiore destro è raffigurata la Presentazione della Vergine al Tempio, con la giovane Maria accolta dal Sommo Sacerdote davanti al santuario di Gerusalemme.
Le iscrizioni slavoniche riportano il titolo liturgico dell'immagine centrale "È veramente degno", tratto dall'antichissimo inno mariano della liturgia bizantina, mentre un'ampia bordura decorata con eleganti motivi vegetali e floreali incisi delimita l'intera composizione.
L'iconografia della Madre di Dio "Degna è veramente" trae origine dal celebre miracolo avvenuto sul Monte Athos, quando, secondo la tradizione, l'Arcangelo Gabriele rivelò il testo dell'inno Axion Estin, destinato a divenire una delle principali preghiere mariane della liturgia ortodossa.
Nel corso del XIX secolo questa iconografia conobbe una larghissima diffusione nella Russia imperiale, soprattutto nelle produzioni destinate alla devozione privata. Le officine della Russia centrale, in particolare quelle di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj, realizzarono numerose icone rivestite da preziose rize metalliche, spesso arricchite da scene della vita di Cristo e della Vergine, secondo un programma iconografico volto a sintetizzare i principali momenti della storia della salvezza.
Classificazione dello stato di conservazione: *** discreto.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La riza conserva integralmente la propria struttura originale e presenta una naturale ossidazione della superficie metallica, con leggere abrasioni e modesti segni d'uso compatibili con l'età del manufatto. I volti e le mani, lasciati scoperti dalla copertura metallica, conservano una buona leggibilità della pittura originale.Il supporto ligneo appare stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale. Sul verso sono visibili naturali segni del tempo e dell'utilizzo, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. L'insieme si presenta in buono stato generale di conservazione, conservando integralmente le proprie caratteristiche storico-artistiche. -
Lotto 53 Icona russa raffigurante la Madre di Dio di Iver con riza in argento - San Pietroburgo, 1836
Altezza x larghezza: 19 x 14,5 cm
tempera su tavola con riza in argento
Icona su tavola raffigura la Madre di Dio di Iver (Iverskaya), una delle più celebri immagini miracolose della tradizione ortodossa russa, derivata dall'antica icona custodita nel monastero di Iviron sul Monte Athos.
La Vergine è rappresentata a mezzo busto mentre sostiene il Bambino Gesù sul braccio sinistro. Cristo benedice con la mano destra e tiene nella sinistra un rotolo delle Sacre Scritture. Il volto della Madre è leggermente inclinato verso il Figlio, secondo la tradizionale impostazione iconografica che sottolinea il rapporto di intima partecipazione tra la Vergine e Cristo.
L'opera è rivestita da una raffinata riza in argento, sbalzata e cesellata con un elegante repertorio ornamentale composto da motivi floreali, piccoli tralci vegetali e decorazioni punzonate. Restano visibili esclusivamente i volti e la mano destra della Vergine, oltre al volto del Bambino, secondo una tipologia tipica della produzione russa del XIX secolo.
Particolare rilievo assume la ricca aureola raggiata applicata ai due personaggi e la corona imperiale posta sul capo della Vergine, elementi che enfatizzano il carattere regale della Madre di Dio.
La fascia inferiore reca l'iscrizione cirillica identificativa dell'immagine: "Изображение Пресвятыя Богородицы Иверския" ("Raffigurazione della Santissima Madre di Dio di Iver").
La riza è punzonata con la serie completa di marchi per l'argento al titolo di 84 zolotniks (875/1000) in uso a San Pietroburgo nel 1856, assaggiatore Mikhail Mikhailovich Karpinsky e con il marchio di un argentiere non identificato.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza si presenta in buono stato conservativo, con naturale ossidazione superficiale dell'argento, leggere usure compatibili con l'età e minime deformazioni lungo alcuni margini. Le decorazioni a sbalzo risultano ben conservate e i punzoni sono chiaramente leggibili.
La superficie pittorica visibile presenta lievi craquelure, modeste abrasioni e piccoli ritocchi localizzati, compatibili con l'età dell'opera. Il supporto ligneo appare strutturalmente stabile e conserva le due traverse posteriori originali (šponki) inserite a incastro. Sul verso sono presenti i normali segni del tempo e dell'utilizzo devozionale. -
Lotto 54 Icona russa raffigurante la Madre di Dio di Kazan con riza - XIX secolo
Altezza x larghezza x profondità: 43,5 x 38,5 x 9 cm.
Tempera su tavola con riza
L'icona raffigura la celeberrima Madre di Dio di Kazan (Kazanskaja), una delle immagini mariane più venerate e replicate dell'ortodossia russa, tradizionalmente considerata la protettrice della nazione e della famiglia. Dal punto di vista tipologico, questa iconografia si distingue come una variante peculiare della tesi dell'Odigitria (colei che mostra la via), ma condensata in un taglio ravvicinato ed essenziale: la Vergine è infatti ritratta non a mezzo busto, bensì a "mezzo petto" (più corta rispetto ad altre varianti), focalizzando tutta la tensione spirituale sul volto. La composizione mostra la Vergine con il capo teneramente inclinato verso il Bambino Gesù, in un gesto che ammorbidisce la tradizionale severità bizantina. Il Cristo è raffigurato in posizione stante e rigorosamente frontale, con la mano destra sollevata nel gesto della benedizione e la sinistra nascosta dai paramenti sacri rivestiti dalla lamina. A differenza di altre icone mariane, il Bambino è qui dipinto eretto, a figura intera fino alle ginocchia, apparendo quasi sospeso davanti alla Madre, mentre le mani di Maria restano interamente celate sotto le vesti, lasciando che il Figlio sia l'unico fulcro visibile dell'azione salvifica. I volti, caratterizzati da uno sguardo intenso e ieratico, emergono con nitidezza dalle aperture sagomate del rivestimento. L'opera è interamente rivestita da una riza metallica. I capi della Vergine e del Bambino sono incorniciati da due maestosi nimbi raggiati a raggiera solare (solnečnyj), un motivo ornamentale tipico della metallurgia russa più sfarzosa.
L'opera presenta una riza in argento a basso titolo, non punzonata, sbalzato e cesellato.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 55 MIKH. ZORIN
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Icona russa quadripartita delle "Quattro madri di Dio" con riza in argento - Mosca, 1908-1926
Altezza x larghezza: 31,5 x 26 cm Peso: 1916 gr.
Tempera su tavola con riza in argento e smalti policromi
Questa specifica tipologia compositiva, storicamente destinata alla committenza privata e alla devozione domestica, presenta la superficie ripartita simmetricamente in quattro quadranti. Ognuno dei pannelli ospita una differente iconografia miracolosa della Theotokos: nel quadrante superiore sinistro la Madre di Dio di Kazan' con il Bambino Gesù benedicente; a destra la Madre di Dio "Lenisci i miei dolori", raffigurata nell'atto di sorreggere la guancia in segno di ascolto; nel quadrante inferiore sinistro la Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti"; a destra la Madre di Dio "Cerca dei dispersi", invocata per la salvezza delle anime nei momenti di estrema disperazione. La riza, finemente lavorata con motivi decorativi a rilievo, incornicia armoniosamente le quattro immagini mariane, conferendo all'insieme un notevole effetto di preziosità e solennità liturgica.
L'opera presenta una riza in argento, punzonata con la serie completa di marchi per l'argento al titolo di 84 zolotniks (875/1000) in uso a Mosca dal 1908 al 1926, e con il marchio dell'argentiere Zorin Mikh.
Ref. Postnikova-Loseva "Gold and silver manufacture in Russia XV-XX century", pag. 220 n. 2646.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura e leggere abrasioni superficiali.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 56 Icona russa raffigurante San Nicola Taumaturgo con riza - fine XIX secolo (1880–1900 circa)
Dimensioni 41 x 31 cm
tempera su tavola
icona su tavola raffigurante San Nicola Taumaturgo, uno dei santi più venerati della tradizione ortodossa, rappresentato frontalmente secondo il consolidato schema iconografico bizantino.
Il santo compare a mezzo busto, con il volto severo ma profondamente benevolo, caratterizzato dalla fronte ampia, dagli occhi grandi e meditativi, dal naso sottile e dalla lunga barba biforcuta resa attraverso sottilissime lumeggiature bianche. La mano destra è sollevata nel tradizionale gesto della benedizione ortodossa, mentre con la sinistra sostiene il Vangelo aperto, sul quale è inciso in caratteri slavonici un passo evangelico.
Il dipinto è quasi interamente rivestito da una ricca riza in ottone argentato, lasciando visibili solamente il volto, la mano benedicente, parte della mano sinistra e piccoli dettagli delle figure angeliche.
L'aureola presenta un elegante motivo traforato e punzonato disposto radialmente, impreziosito da una fascia dorata.
Ai lati superiori compaiono le tradizionali figure di Cristo e della Madre di Dio, raffigurati mentre consegnano rispettivamente il Vangelo e l'omophorion, episodio iconografico che richiama il miracolo della riabilitazione episcopale di San Nicola dopo il Concilio di Nicea.
L'esecuzione della riza in metallo appare accurata ma destinata ad una produzione seriale di buona qualità, tipica delle officine moscovite e provinciali dell'ultimo quarto del XIX secolo.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura, leggere abrasioni superficiali, modeste deformazioni lungo alcuni margini e piccoli sollevamenti e minime usure localizzate.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 57 VASILIEVICH ZAKHROVIVAN
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Icona russa raffigurante San Nicola Taumaturgo con riza in argento - Mosca, 1853
Altezza x larghezza x profondità: 21,5 x 18,5 x 2,5 cm. Peso complessivo: 562 gr peso senza riza: 381 gr.
tempera su tavola con riza in argento
L'icona raffigura a mezzo busto San Nicola Taumaturgo in posizione frontale, secondo i canoni della tradizione sacra russa. Il Santo indossa i paramenti vescovili, tra cui spicca l'omoforion decorato con grandi croci scure; con la mano sinistra regge il libro dei Vangeli chiuso, mentre solleva la destra nel gesto della benedizione. Ai lati del volto, all'interno di due clipei, compaiono le figure in miniatura di Gesù Cristo a sinistra, che porge il Vangelo, e della Vergine Maria a destra, che offre l'omoforion stesso. Questo dettaglio iconografico rievoca il miracolo del Concilio di Nicea, durante il quale Cristo e la Madre di Dio reintegrarono San Nicola nella dignità episcopale.
L'opera presenta una riza in argento finemente sbalzata e cesellata, caratterizzata da una ricca cornice perimetrale a motivi vegetali e floreali di gusto barocco, da un'ampia aureola raggiata e traforata intorno al capo del Santo e da iscrizioni identificative in caratteri cirillici slavo.
La medesima è punzonata con la serie completa di marchi per l'argento al titolo di 84 zolotniks (875/1000) in uso a Mosca nel 1853, assaggiatore Viktor Vasilyevich Savinsky e con il marchio dell'argentiere Zakhrovivan Vasilievich.
Ref. Postnikova-Loseva "Gold and silver manufacture in Russia XV-XX century", pag. 218 n. 2555
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo; cadute di colore e restauri sull'icona. Riza in buone condizioni con qualche lieve ammaccatura.
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Lotto 58 ALEXANDER PANFILOV
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Icona russa raffigurante il Cristo Pantocratore con riza in argento - Mosca, 1843
Altezza x larghezza x profondità: 31 x 26,5 x 3 cm Peso: 1322 gr.
Tempera su tavola con riza in argento
L'opera raffigura il Cristo Pantocratore secondo l'iconografia della tradizione bizantina e post-bizantina. Cristo è rappresentato frontalmente, a mezzo busto, con il volto solenne e lo sguardo diretto verso l'osservatore, elementi che sottolineano la sua natura di giudice e sovrano dell'universo. La mano destra è sollevata nel gesto della benedizione, mentre la sinistra sostiene il Vangelo, simbolo della Parola divina e della sapienza eterna. La tavola è rivestita da una riza in argento, realizzata mediante lavorazione a sbalzo e cesello. La copertura metallica lascia scoperti il volto e le mani del Cristo, secondo una consuetudine diffusa nella produzione iconica ortodossa, proteggendo al contempo la superficie pittorica e conferendo maggiore solennità all'immagine sacra.
L'opera presenta una riza in argento punzonata con la serie completa di marchi per l'argento al titolo di 84 zolotniks (875/1000) in uso a Mosca nel 1843, assaggiatore Andrey Antonovich Kovalsky e con il marchio dell'argentiere Panfilov Alexander.
Ref. Postnikova-Loseva "Gold and silver manufacture in Russia XV-XX century", pag. 208 n. 2228.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La riza conserva integralmente la propria struttura originale mostrando fisiologica ossidazione dell'argentatura eleggere abrasioni superficiali.
Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 59 Icona russa raffigurante la Madre di Dio del Roveto Ardente con riza - seconda metà del XIX secolo
Altezza x larghezza: 43 x 34,5 cm
Tempera su tavola con riza in metallo argentato
Importante icona su tavola raffigurante la Madre di Dio del Roveto Ardente (Neopalimaja Kupina), una delle più articolate e simbolicamente complesse iconografie mariane della tradizione ortodossa russa, nella quale la Vergine è celebrata quale prefigurazione dell'Incarnazione e potente protettrice contro il fuoco, le calamità e ogni forma di pericolo.
L'intera superficie è quasi completamente rivestita da una riza in metallo argentato, finemente sbalzata e cesellata, che lascia scoperti esclusivamente i volti e le mani delle figure principali, secondo una tipologia largamente diffusa nella produzione russa ottocentesca.
La composizione è organizzata attorno alla caratteristica stella a otto punte, ottenuta dall'intersezione di due rombi sovrapposti, simbolo della duplice natura di Cristo e della Vergine quale Roveto Ardente che accolse il fuoco della divinità senza esserne consumata.
Al centro è raffigurata la Madre di Dio con il Bambino Gesù, inscritta entro una mandorla circolare e circondata da una corona di angeli. Le punte della stella ospitano figure angeliche e i simboli dei quattro Evangelisti, derivati dalla visione del profeta Ezechiele e dall'Apocalisse di San Giovanni, secondo la tradizione iconografica bizantina e russa.
Attorno alla stella sono disposti otto grandi medaglioni contenenti santi, apostoli ed evangelisti, rappresentati a mezzo busto con iscrizioni identificative, mentre numerose figure angeliche si distribuiscono lungo l'intera composizione, contribuendo alla complessità simbolica dell'immagine.
Nel registro superiore compare la raffigurazione del Roveto Ardente con il profeta Mosè, episodio veterotestamentario che costituisce il fondamento teologico dell'intera iconografia mariana. Nei registri inferiori e laterali sono inoltre rappresentati episodi simbolici e numerosi profeti dell'Antico Testamento, raffigurati entro nicchie architettoniche mentre sostengono cartigli con iscrizioni slavoniche contenenti le rispettive profezie messianiche riferite alla Vergine e all'Incarnazione.
Lo sfondo è impreziosito da lunghe iscrizioni slavoniche incise sulla riza e da raffinati elementi architettonici e ornamentali ottenuti mediante un accurato lavoro di sbalzo e cesello, che conferiscono all'insieme un notevole effetto plastico e decorativo.
L'iconografia della Madre di Dio del Roveto Ardente si sviluppò in Russia a partire dal XVI secolo, raggiungendo la massima diffusione tra il XVIII e il XIX secolo. Essa rappresenta una delle più sofisticate elaborazioni simboliche della teologia mariana ortodossa, riunendo in un'unica immagine le principali profezie veterotestamentarie, le visioni apocalittiche e il mistero dell'Incarnazione.
Nel corso del XIX secolo le principali botteghe della Russia centrale, in particolare quelle di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj, realizzarono numerose icone di questo soggetto, spesso rivestite da elaborate rize metalliche e caratterizzate da programmi iconografici di straordinaria ricchezza figurativa, destinati alla devozione privata e alla protezione delle abitazioni.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La riza conserva integralmente la propria struttura originale e presenta una naturale patina di ossidazione della superficie metallica, accompagnata da leggere abrasioni e modesti segni d'uso compatibili con l'età del manufatto. I volti e le mani, lasciati scoperti dalla copertura metallica, conservano una buona leggibilità della pittura originale. Il supporto ligneo appare stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale. Sul verso sono visibili i normali segni del tempo e dell'utilizzo, unitamente a un'etichetta commerciale moderna applicata in epoca successiva, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lotto 60 Icona raffigurante la Dormizione della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza: 29 x 24 cm Peso: 2509 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro della scena, Maria è distesa su un alto catafalco, Dietro il letto funebre campeggia il Cristo, che regge tra le braccia una piccola figura in fasce bianche, che rappresenta l'anima pura della Vergine, nata a nuova vita in cielo. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 61 Icona da viaggio raffigurante il Cristo Pantocratore - XIX secolo
Altezza x larghezza: 18,5 x 15 cm Peso: 526 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
raffigurato a mezzo busto secondo i canoni della tradizione russa più arcaica. Il Salvatore, con lo sguardo fisso e severo rivolto all’osservatore, solleva la mano destra nel gesto della benedizione (spesso caratterizzata dal dvuperstie, le due dita congiunte tipiche dei Vecchi Credenti), mentre con la sinistra sostiene il Vangelo aperto, simbolo della Legge divina. A impreziosire il manufatto è il contrasto cromatico dello sfondo, campito con smalti opachi nei toni del blu e del bianco. La scena è incorniciata da una bordura a motivi vegetali stilizzati che corre lungo tutto il perimetro. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 62 Icona da viaggio raffigurante la Dormizione della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza: 29 x 24 cm Peso: 2170 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro della scena, Maria è distesa su un alto catafalco, Dietro il letto funebre campeggia il Cristo, che regge tra le braccia una piccola figura in fasce bianche, che rappresenta l'anima pura della Vergine, nata a nuova vita in cielo. Attorno al letto si stringono i dodici apostoli, divisi in due gruppi. In primo piano si distinguono solitamente Pietro (che incensa il corpo) e Paolo (chinato in segno di profonda venerazione). In basso, davanti al catafalco, è presente la scena del fanatico ebreo che tentò di rovesciare il letto funebre e le cui mani furono mozzate dalla spada dell'Arcangelo Michele. In secondo piano, alle spalle del collegio apostolico, si stagliano Padri della Chiesa e Arcangeli in atteggiamento di venerazione al transito della Vergine. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 63 Icona da viaggio raffigurante la Dormizione della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza : 29 x 24,5 cm Peso: 2215,3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro della scena, Maria è distesa su un alto catafalco, Dietro il letto funebre campeggia il Cristo, che regge tra le braccia una piccola figura in fasce bianche, che rappresenta l'anima pura della Vergine, nata a nuova vita in cielo. Attorno al letto si stringono i dodici apostoli, divisi in due gruppi. In primo piano si distinguono solitamente Pietro (che incensa il corpo) e Paolo (chinato in segno di profonda venerazione). In basso, davanti al catafalco, è presente la scena del fanatico ebreo che tentò di rovesciare il letto funebre e le cui mani furono mozzate dalla spada dell'Arcangelo Michele. In secondo piano, alle spalle del collegio apostolico, si stagliano Padri della Chiesa e Arcangeli in atteggiamento di venerazione al transito della Vergine. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 64 Icona raffigurante la Dormizione della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza: 28 x 24 cm Peso: 2257 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro della scena, Maria è distesa su un alto catafalco, Dietro il letto funebre campeggia il Cristo, che regge tra le braccia una piccola figura in fasce bianche, che rappresenta l'anima pura della Vergine, nata a nuova vita in cielo. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 65 Icona raffigurante la Madonna di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 27 x 24,5 cm Peso: 2219.5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
un'immagine di Maria, che prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. A differenza delle più comuni icone metalliche di piccole dimensioni destinate alla devozione privata e al viaggio, questo esemplare appartiene a una tipologia leggermente più grande, concepita per un uso devozionale più stabile e per la collocazione nell’angolo sacro domestico o in spazi di preghiera comunitaria. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, pur mantenendo una certa portabilità, erano meno “da viaggio” e più adatti a una venerazione continuativa e visibile.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 66 Madonna di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 18 x 15,5 cm Peso: 639.9 gr
Fusione in bronzo
un'immagine di Maria, che prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. A differenza delle più comuni icone metalliche di piccole dimensioni destinate alla devozione privata e al viaggio, questo esemplare appartiene a una tipologia leggermente più grande, concepita per un uso devozionale più stabile e per la collocazione nell’angolo sacro domestico o in spazi di preghiera comunitaria. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, pur mantenendo una certa portabilità, erano meno “da viaggio” e più adatti a una venerazione continuativa e visibile.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 67 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 27 x 24 cm Peso: 1650,9 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina. La figura del Santo è incorniciata da una serie di clipei: nel registro superiore, sopra il capo di San Nicola, è raffigurata la Deesis con il Pantocratore affiancato dalla Vergine e dal Battista, seguiti da due Arcangeli.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 68 Icona da viaggio raffigurante la Madonna di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 26.5 x 23,5 cm Peso: 1820,3 gr
Fusione in bronzo e smalti policromi
un'immagine di Maria, che prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. A differenza delle più comuni icone metalliche di piccole dimensioni destinate alla devozione privata e al viaggio, questo esemplare appartiene a una tipologia leggermente più grande, concepita per un uso devozionale più stabile e per la collocazione nell’angolo sacro domestico o in spazi di preghiera comunitaria. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, pur mantenendo una certa portabilità, erano meno “da viaggio” e più adatti a una venerazione continuativa e visibile.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 69 Icona da viaggio raffigurante l'allegoria della Trinità - XIX secolo
Altezza x larghezza: 18 x 14 cm Peso: 1058 gr.
Fusione in bronzo e smalto
La scena, su fondo blu, è incorniciata da un fitto tralcio di vite che accoglie numerosi clipei: in posizione apicale è raffigurata la Deesis, con il Cristo affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Battista, mentre i medaglioni sottostanti ospitano una serie di santi che compongono una gerarchia celeste protettiva. Questa icona, dal peso considerevole, appartiene pienamente al contesto dei Vecchi Credenti, la comunità che nel XVII secolo rifiutò le riforme dello zar e del patriarca Nikon. Costretti a una condizione di perenne esilio e fuga, questi religiosi prediligevano icone metalliche proprio per la loro estrema resistenza: pur essendo pesanti, erano le uniche capaci di affrontare trasporti precari e interramenti senza subire danni. La solidità del bronzo garantiva che l'oggetto sacro rimanesse intatto, fungendo da altare stabile ovunque i fedeli trovassero rifugio.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 70 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 15 x 9.5 cm Peso: 192,9 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina. Nella parte superiore è presente il Mandylion di Edessa, affiancato da due arcangeli e da una schiera di serafini, che completano la composizione celeste e sottolineano la dimensione ieratica e liturgica dell’insieme.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 71 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 27,5 x 24,5 cm Peso: 2104,6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lotto 72 Icona da viaggio raffigurante la Deesis allargata - XIX secolo
Altezza x larghezza: 13,5 x 11 cm Peso: 358,3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro troneggia il Cristo Pantocratore, seduto sul trono regale, mentre tiene il Vangelo aperto e solleva la mano nel gesto della benedizione. Ai suoi lati, la Vergine Maria e San Giovanni Battista sono raffigurati in piedi, leggermente chinati verso di Lui in segno di preghiera per l'umanità. Completano il corteo di intercessione altre figure di Santi. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.