Pre-Asta DIPINTI ANTICHI, MODERNI E DEL XIX SECOLO
-
Lotto 49 Scuola del Centro Italia del XVII/XVIII secolo
Paesaggio lacustre
Olio su tela
100 x 150 cm
Central Italian school of the 17th/18th century
Lakeside Landscape
Oil on canvas
100 x 150 cm
-
Lotto 50 Giacomo Guardi (Venezia 1764 - 1835)
Venezia, veduta di San Giorgio e punta della Giudecca
Olio su tela
30 x 40 cm
Seguendo le orme del celeberrimo Francesco Guardi, il figlio Giacomo continuò a dipingere vedute veneziane. Se nella realizzazione delle opere ad olio imitò pedissequamente il padre, nelle opere a tempera su carta, Giacomo fece emergere un linguaggio del tutto personale, dimostrando di conoscere i grandi vedutisti della generazione precedente alla sua: Carlevarijs, Canaletto, Bellotto e Marieschi. Da questi artisti colse gli angoli prospettici, traducendo la loro pittura aulica in narrazione popolare. Con l'arte di Giacomo Guardi, Venezia si spoglia del suo splendore convenzionale, e appare vissuta da un popolo pigro e indolente nell’aurea secolare degli edifici che lo circonda.
Giacomo Guardi (Venice 1764 - 1835)
Venice, View of San Giorgio and the Tip of Giudecca
Oil on canvas
30 x 40 cm -
Lotto 51 Antonio Carneo (Concordia Sagittaria 1637 - Portogruaro 1692) e bottega
Liriope interroga l'indovino Tiresia sulla sorte del figlio Narciso
Olio su tela
87 x 145 cm
L'opera trova, con piccole varianti, precisa corrispondenza con il dipinto Adorazione dei pastori pubblicato a pag. 106, foto 13, in C. Furlan Antonio Carneo nella pittura veneziana del Seicento.
Probabilmente l'opera va datata all'ultimo periodo dell'artista quando la sua pittura si compatta nelle stesure pittoriche e le figure assumono una solidità prima dissolta ed evanescente nella sua radicalizzazione naturalista e barocca. Le figure inoltre iniziano ad avere una compostezza ed un'eleganza che avvertono l'influenza della corrente neoveronesiana presente a Venezia guidata da Giovanni Antonio Fumiani, Federico Cervelli, Valentin Lefèvre e altri, tutti premonitori dello stile che imperverserà nel Settecento veneziano grazie a Sebastiano Ricci, Gaspare Diziani, Nicolò Bambini, Giovanni Battista Pittoni e Francesco Fontebasso.
Noto anche come il Carniello, secondo il Guarienti, suo padre Giacomo, pittore di valore, fu il suo primo maestro. Successivamente, si perfezionò studiando i pittori veneziani del Cinquecento, in particolare Tintoretto, Veronese e soprattutto il Pordenone dal quale assunse la plasticità di Michelangelo e del manierismo romano. Oltre a queste suggestioni cinquecentesche ebbe modo di arricchire il suo bagaglio culturale studiando le opere di Palma il Giovane e Padovanino, presenti nel territorio. Inoltre, fu attento allo stile fiammingo e all’arte di Bernardo Strozzi e di Luca Giordano, riuscendo a sviluppare, malgrado il suo isolamento, un linguaggio articolato e colto, sicuramente originale e tutt’altro che provinciale.
Antonio Carneo (Concordia Sagittaria 1637 - Portogruaro 1692) and workshop
Liriope Consulting the Seer Tiresias on the Fate of her Son Narcissus
Oil on canvas
87 x 145 cm
The present work finds a precise correspondence, with minor variations, to the painting Adoration of the Shepherds published on p. 106, fig. 13, in C. Furlan, Antonio Carneo nella pittura veneziana del Seicento.
The painting can likely be dated to the artist’s late period, when his handling becomes more compact, and the figures acquire a solidity previously dissolved in a more evanescent, radically naturalistic and Baroque phase. At the same time, the figures begin to display a composure and elegance that reflect the influence of the Neo-Veronese current active in Venice, led by Giovanni Antonio Fumiani, Federico Cervelli, Valentin Lefèvre and others, figures who anticipated the style that would come to dominate the Venetian eighteenth century through artists such as Sebastiano Ricci, Gaspare Diziani, Nicolò Bambini, Giovanni Battista Pittoni and Francesco Fontebasso. -
Lotto 52 Pieter Claesz (Berchem 1597/1598 - Haarlem 1661) seguace di
Natura monta con limone
Olio su tavola
48 x 64 cm
Claesz, nato in Germania, fu attivo ad Haarlem a partire dal 1617, dove si specializzò in nature morte con frutti e vetri permeati da una luce aurea. Assieme a Willem Claesz Heda diede vita ad una prestigiosa tradizione di nature morte ad Haarlem. Suo figlio Nicolaes Berchem fu uno dei massimi esponenti tra i paesaggisti italianizzanti.
Pieter Claesz (Berchem 1597/1598 - Haarlem 1661) follower of
Still Life with Lemon
Oil on panel
48 x 64 cm -
Lotto 53 Nicolas Poussin (Les Andelys 1594 - Roma 1665) bottega/cerchia di
Morte di Germanico Giulio Cesare
Olio su tela
70 x 94 cm
L'opera trova preciso riferimento con la tela conservata presso il Minneapolis Institute of Arts. Si veda: https://collections.artsmia.org/art/1348/the-death-of-germanicus-nicolas-poussin
Di famiglia borghese, lasciò a diciotto anni la dimora familiare per imparare l'arte pittorica a Parigi. Dopo alcuni anni, nel 1624, giunse a Roma, dove grazie alla sua elevata cultura entrò velocemente nei circoli culturali più importanti. Dopo molte insistenze nel 1640 fece ritorno in patria, dove fu ricevuto con grandi onori da Luigi XIII e dal cardinale Richelieu, che gli offrirono la direzione dei lavori del Louvre e la nomina di primo pittore del re. A causa di varie congiure da parte degli artisti francesi di corte, nel 1642 decise di rientrare a Roma. All'Urbe ritrovò la pace della sua vita mesta e la possibilità di operare per oltre vent'anni costruendosi la fama di uno dei più importanti pittori di tutti i tempi. In Francia si formò una cerchia di importanti personalità artistiche influenzate dal suo stile, tra questi: Sébastien Bourdon, Nicolas Colombel, Laurent de La Hyre, Charles Le Brun, Eustache Le Sueur, Nicolas-Pierre Loir, Francisque Millet e Jacques Stella, Nicolas Chapron, Karel Philips Spierincks e Gerard de Lairesse.
Nicolas Poussin (Les Andelys 1594 - Rome 1665) workshop/circle of
The Death of Germanicus Julius Caesar
Oil on canvas
70 x 94 cm
The work bears a clear resemblance to the painting held at the Minneapolis Institute of Arts. You should see: https://collections.artsmia.org/art/1348/the-death-of-germanicus-nicolas-poussin -
Lotto 54 Giuseppe Nogari (Venezia 1699 - 1763) attribuito
Ritratto di anziana
Pastelli su carta
49 x 35,5 cm a vista
L'opera riprende, con varianti nell'abbigliamento, il dipinto Una anziana donna con uno scialle a righe conservato al National Gallery di Washington. Evidentemente è strettamente legato al dipinto Vecchia con scaldino conservato a Dresda presso la Gemäldegalerie. Un disegno inerente all'opera è conservato presso i Musei Civici di Pavia.
Si veda: https://www.nga.gov/artists/5853-giuseppe-nogari
https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a230-0000308/
https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/SWF01-00044/
La formazione di Giuseppe Nogari avvenne presso Antonio Balestra e in seguito nella bottega di Giambattista Pittoni. Nel 1726 si registrò l’iscrizione di Nogari alla fraglia veneziana dei pittori, ed egli aprì la sua attività in proprio. Dopo essersi dedicato a soggetti religiosi per le chiese della regione, si affermò soprattutto come pittore di teste di carattere e di ritratti, ove si scorge la sua conoscenza sia di Piazzetta sia di Rembrandt. Dal 1740 fu attivo a Torino nella decorazione della residenza di Carlo Emanuele III di Savoia, per cui operò nella palazzina di caccia di Stupinigi. Tornato a Venezia nel 1743, operò per Augusto III di Sassonia, con una nuova straordinaria morbidezza dei tratti, a imitazione dell’effetto felpato del pastello, cercando di avvicinarsi allo stile aggraziato di Rosalba Carriera e Jacopo Amigoni, aprendogli le porte dei importanti collezionisti tedeschi. La sua fama internazionale si consacrò con la commissione del console inglese Joseph Smith a Venezia. Durante il tardo periodo della sua carriera fu maggiormente impegnato nella ritrattistica, nonché nella direzione dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, di cui fu uno dei fondatori.
Giuseppe Nogari (Venice 1699 - 1763) attributed
Portrait of an Elderly Woman
Pastels on paper
49 x 35,5 cm (visible measurements)
The work echoes, with variations in the clothing, the painting An Elderly Woman with a Striped Shawl held at the National Gallery in Washington. It is evidently closely linked to the painting Old Woman with a Hot-water Bottle held in Dresden at the Gemäldegalerie. A drawing related to the work is held at the Civic Museums of Pavia.
You should see: https://www.nga.gov/artists/5853-giuseppe-nogari
https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a230-0000308/
https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/SWF01-00044/ -
Lotto 55 Maestro italiano neoclassico del XVIII secolo
Allegoria dell'Aurora
Olio su tela
115 x 96,5 cm
L'opera è corredata da uno studio della dottoressa Federica Spadotto, in fotocopia, in cui l'opera è descritta come proveniente da Collezione Borromeo e attribuita a Giuliano Traballesi.
Italian Neoclassical master of the 18th century
Allegory of Aurora
Oil on canvas
115 x 96,5 cm
The work is accompanied by a study by Dr Federica Spadotto (photocopy), in which it is described as coming from the Borromeo Collection and attributed to Giuliano Traballesi. -
Lotto 56 Alessandro Tiarini (Bologna 1657 - 1668)
Sacra famiglia
Olio su tela
106 x 150 cm
Si ringrazia il professore Michele Danieli per aver studiato l'opera e confermato l'autografia ad Alessandro Tiarini
L'opera è la seconda versione, con varianti nel paesaggio e nel Gesù bambino, di questo soggetto realizzato dal Tiarini. Una tela quasi identica, già in collezione dei conti di Shelbourne, è stata esitata da Christie's di Londra l'8 dicembre 1995, come riportato in D. Benati, Alessandro Tiarini, L'opera pittorica completa e i disegni, Vol. I pagg. 40 e 41, Vol. II scheda 30 alle pp. 29 e 30.
La formazione di Alessandro Tiarini avvenne presso Prospero Fontana, successivamente influenzato da Bartolomeo Cesi. Tornato a Bologna dopo un soggiorno di lavoro a Firenze, inevitabilmente si accostò alla scuola dei Carracci, facendo proprie le loro istanze naturalistiche, avvicinandosi specialmente all'opera di Ludovico Carracci, di cui denunciò il forte e sofferto sentire religioso. Le sue opere si caratterizzano per come le sue figure s’impongono entro composizioni scure, di impressionante gravità, con chiaroscuri accentuati ed emotivamente impattanti. Di questo periodo il capolavoro esemplificativo è da ritenersi la Deposizione di Cristo nel sepolcro, opera realizzata per la chiesa di Sant'Antonio del Collegio Montalto, ora alla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Successivamente, entrò in contatto con gli ambienti pittorici di Parma, Venezia e Ferrara, dedicandosi alla riscoperta dell’opera del Correggio. In questa seconda fase schiarì la tavolozza, mentre le figure acquistarono monumentalità e persero la loro estremizzazione drammatica, godendo maggiore naturalezza.
Alessandro Tiarini (Bologna 1657 - 1668)
Holy Family
Oil on canvas
106 x 150 cm
We thank Professor Michele Danieli for having studied the work and confirmed its attribution to Alessandro Tiarini
The painting is the second version, with variations in the landscape and in the figure of the Christ Child, of this subject by Tiarini. A nearly identical canvas, formerly in the collection of the Earls of Shelburne, was sold at Christie’s London on 8 December 1995, as recorded in D. Benati, Alessandro Tiarini, L’opera pittorica completa e i disegni, Vol. I, pp. 40-41, Vol. II, catalogue entry 30, pp. 29-30. -
Lotto 57 Domenico Maria Canuti (Bologna 1626 - 1684) attribuito
La tentazione
Olio su tela
100 x 130 cm
Federico Zeri conservava un'immagine del dipinto nella sua fototeca, assegnando l'opera a un artista emiliano del XVII secolo. Il professore Michele Danieli l'avvicina alla produzione di Domenico Maria Canuti.
Si veda: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/59910/Anonimo%20emiliano%20sec.%20XVII%2C%20Tentazione%20di%20san%20Francesco%20d%27Assisi
Canuti iniziò studiando disegno con Giovan Battista Bertusio, entrando successivamente negli atelier di Francesco Albani e Guido Reni. Alla morte di quest’ultimo, nel 1642, dopo un breve periodo presso il Guercino, entrò nella scuola di Giovanni Andrea Sirani. Tra il 1646 e il 1651 e più tardi nel 1672, fu attivo a Roma, dove collaborò con Francesco Cozza e Carlo Maratti. Negli anni successivi fu chiamato a operare prima a Modena e poi a Padova. Si formarono nella sua bottega Giuseppe Maria Crespi e Giovanni Antonio Burrini.
Domenico Maria Canuti (Bologna 1626 - 1684) attributed
The Temptation
Oil on canvas
100 × 130 cm
Federico Zeri preserved a photograph of the painting in his photo archive, attributing the work to a 17th-century Emilian artist. Professor Michele Danieli has related it to the oeuvre of Domenico Maria Canuti.
You should see: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/59910/Anonimo%20emiliano%20sec.%20XVII%2C%20Tentazione%20di%20san%20Francesco%20d%27Assisi -
Lotto 58 Scuola fiamminga del XVII secolo
Pero e Cimone, Carità romana
Olio su tela
76 x 66 cm
Flemish school of the 17th century
Pero and Cimon, Roman Charity
Oil on canvas
76 × 66 cm -
Lotto 59 Giovan Francesco de Rosa, Pacecco de Rosa (Napoli 1607 - 1656)
Martirio di San Biagio
Olio su tela
40 x 31,5 cm
L'opera è corredata da un'expertise del prof. Spinosa disponibile su richiesta via email
Giovan Francesco De Rosa si formò con Filippo Vitale, poi, molto probabilmente, presso Massimo Stanzione. Pertanto le prime opere, influenzate dal patrigno, mostrano l'influenza del Caravaggio. Sostanziale per la sua espressione artistica fu l’influenza verso il Domenichino, ovvero verso un certo purismo classicizzante. Pacecco fu uno dei più eminenti pittori cosiddetti stanzioneschi, al pari di Andrea Vaccaro, Bernardo Cavallino, Domenico Gargiulo, Giovanni Ricca, Antonio De Bellis, Agostino e Giuseppe Beltrano, Carlo Rosa, Andrea Malinconico, ovvero una delle massime espressioni della corrente classicista della prima metà del Seicento a Napoli.
Giovan Francesco de Rosa, called Pacecco de Rosa (Naples 1607 - 1656)
The Martyrdom of Saint Blaise
Oil on canvas
40 x 31,5 cm
The work is accompanied by an expertise by Prof. Spinosa, available upon request via email -
Lotto 60 Scuola tedesca del XVIII secolo
Bimbe che giocano
Olio su tela
73,5 x 94 cm
German school of the 18th century
Girls Playing
Oil on canvas
73,5 x 94 cm -
Lotto 61 Pierre Patel (Piccardia (?) 1605 circa - Parigi 1676)
Paesaggio con rovine, pastori arcadici e Colosseo sullo sfondo
Olio su tela
67 x 100 cm
Pierre pare non sia mai stato in Italia anche se molti studiosi dubitano che si possa essere formato in Francia semplicemente osservando i dipinti di Claude Lorrain e Nicolas Poussin ivi presenti. Oltre all'influenza dei due maestri sopracitati, la sua arte mostra elementi di congruenza stilistica con Laurent de La Hyre e Herman van Swanevelt, con il quale fu talvolta confusa la sua prima produzione. Nel 1646/47 eseguì la decorazione dell'Hotel Lambert al fianco dei paesaggisti, giunti da Roma, Herman van Swanevelt e Jan Asselijn. La sua pittura paesaggistica si distingue per il costante richiamo al Lorrain e ai suoi paesaggi aperti sino all'orizzonte, alla sua luce permeante l'intera natura e all'elemento narrativo fiabesco. A differenza del collega Jean Lemarie, i suoi inserti d'architettura classica diruta non sono gli elementi predominanti bensì di corredo, utili ad impreziosire, in senso eroico, la visione della natura.
Pierre Patel (Picardy (?) circa 1605 - Paris 1676)
Landscape with Ruins, Arcadian shepherds, and the Colosseum in the Background
Oil on canvas
67 x 100 cm -
Lotto 62 Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Roma 1520) seguace lombardo del XVI secolo
Madonna del Velo con San Giuseppe
Olio su tela
130 x 102 cm
L'opera si ispira a un'invenzione antica di Raffaello, oggi scomparsa. Con la presenza di San Giuseppe, il nostro dipinto risulta essere una variante dell'originale. La sua rappresentazione è atipica e probabilmente ritrae il committente della presente tela. Il naturalismo del suo volto fa propendere l'ipotesi che la tela sia di scuola lombarda, suffragata anche dalle tonalità scure e terrose che ricordano la lezione del Savoldo.
Una copia è conservata all'Università di Palermo; si veda: https://musei.unipa.it/it/eventi-e-news/la-madonna-del-velo-presentazione-del-restauro
Come specifica la nota dell'università siciliana sopracitata, non è conosciuta la storia del prototipo raffaellesco, non si sa quando e per chi fu realizzato e tantomeno a quando risale la sua scomparsa. L'esistenza di un prototipo antico è data dal cartone con il disegno preparatorio esposto, nel 1870 alla Galleria dell’Accademia di Firenze e nel 1895 alle Gallerie degli Uffizi. Disgraziatamente anche questo cartone è andato perduto durante la Seconda Guerra Mondiale. Vista la stretta affinità, non è escluso che la Madonna del Velo possa essere stata una prima elaborazione di Raffaello della celeberrima Madonna del Diadema Blu conservata nel Museo del Louvre.
Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Rome 1520) Lombard follower of the 16th century
Madonna of the Veil with Saint Joseph
Oil on canvas
130 × 102 cm
The work is inspired by an early invention by Raphael, now lost. With the presence of Saint Joseph, our painting represents a variant of the original. His depiction is unusual and likely portrays the patron of the present canvas. The naturalism of his face suggests that the painting is of the Lombard school, a view also supported by the dark, earthy tones reminiscent of Savoldo’s influence.
A copy is preserved at the University of Palermo; you should see: https://musei.unipa.it/it/eventi-e-news/la-madonna-del-velo-presentazione-del-restauro
As stated in the aforementioned note from the Sicilian university, the history of the Raphaelesque prototype is unknown; it is not known when or for whom it was created, nor when it disappeared. The existence of an ancient prototype is evidenced by the cartoon with the preparatory drawing, exhibited in 1870 at the Galleria dell’Accademia in Florence and in 1895 at the Uffizi Galleries. Unfortunately, this cartoon was also lost during the Second World War. Given the close affinity, it is not excluded that the Madonna of the Veil may have been an early elaboration by Raphael of the famous Madonna of the Blue Diadem, now in the Louvre Museum. -
Lotto 63 Giovanni Battista Lampi, Il Vecchio (Romeno 1751 - Vienna 1830) cerchia di
Ritratto di musicista
Olio su tela
84 x 71,5 cm
L'opera è conservata in un'importante cornice antica
Figlio d’arte, Lampi ricevette le prime lezioni di pittura dal padre e dal cugino Pietro Antonio Lorenzini. In seguito fu a Verona presso il pittore tiepolesco Francesco Lorenzi. Dopo gli esordi in terra natia, si trasferì in Austria, entrando in contatto con l'arciduchessa Maria Elisabetta di Asburgo-Lorena, della quale eseguì un ritratto. Divenuto uno dei pittori più in vista della capitale asburgica, Giuseppe II lo nominò professore all'Accademia. La sua fama arrivò a coprire l’intera Europa e nel 1791 Lampi approdò a Pietroburgo, chiamato da Caterina II. Grazie alla protezione della zarina, da lui ritratta più volte, ottenne incarichi che lo impegnarono per più di sei anni. In questo periodo realizzò una serie di ritratti, caratterizzati dal realismo dei volti, dalla luminosità vitrea delle figure, dallo splendore degli abiti, dall’accurata ricercatezza dei più minuti dettagli e dalla morbidezza cromatica, tanto da essere considerati tra i capolavori della ritrattistica europea del XVIII secolo. Rientrato a Vienna, forte della sua fama, continuò la sua attività e fu nominato Cavaliere dell'Impero.
Giovanni Battista Lampi the Elder (Romeno 1751 - Vienna 1830) circle of
Portrait of a Musician
Oil on canvas
84 × 71,5 cm
The work is housed in an important antique frame -
Lotto 64 Maestro Caravaggista del XVII secolo
San Francesco in meditazione
Olio su tela
62,5 x 42,5 cm
Con il termine "caravaggeschi" si inquadra convenzionalmente un folto gruppo di pittori, italiani e non, che furono a contatto in modo più o meno diretto con Caravaggio o che furono influenzati dalle sue opere. Tra i moltissimi artisti, vanno citati: Bartolomeo Manfredi, Cecco del Caravaggio, Battistello Caracciolo, Giovanni Serodine, Mattia Preti, Giuseppe Vermiglio, Antiveduto Gramatica; gli spagnoli Jusepe de Ribera e Francisco Ribalta; i francesi Simon Vouet, Valentin de Boulogne e Nicolas Tournier.
Caravaggesque master of the 17th century
Saint Francis in Meditation
Oil on canvas
62,5 × 42,5 cm -
Lotto 65 Placido Costanzi (Roma 1702 - 1759) e pittore di fiori romano del XVIII secolo
Immacolata Concezione
Olio su tela
63,5 x 48 cm
L'immagine mariana al centro della ghirlanda di fiori trova preciso riscontro nella tela che Placido Costanzi realizzò nel 1741 in occasione dell'ammissione all'Accademia di San Luca.
Costanzi si formò in età giovanile presso le botteghe di Francesco Trevisani e di Benedetto Luti. Appena fu in grado di lavorare in proprio, dipinse a Siena e nel territorio grazie all’intercessione del cardinale Chigi Zondadari. Tornato a Roma negli anni '20, con il paesaggista Jan Frans van Bloemen, per il quale realizzava le figure. Nel 1736 il pittore, in sostituzione di Agostino Masucci, dipinse un episodio tratto dalla vita di Alessandro Magno, ovvero la Fondazione di Alessandria, oggi all’Escorial. Fu ammesso tra i Virtuosi del Pantheon, nel 1741 divenne membro dell’Accademia di San Luca.
Placido Costanzi (Rome 1702 - 1759) and Roman flower painter of the 18th century
Immaculate Conception
Oil on canvas
63,5 x 48 cm
The Marian image at the centre of the floral garland finds a precise correspondence in the painting that Placido Costanzi executed in 1741 on the occasion of his admission to the Accademia di San Luca. -
Lotto 66 Giorgio Duranti (Brescia 1683 - Palazzolo sull’Oglio 1768)
Interno di cucina con personaggio e grande natura morta
Olio su tela
158,5 x 253 cm
L'opera è censita in Fototeca Zeri alla Scheda 86773.
Personaggio colto, schivo e molto devoto, Giorgio Duranti fu un pittore e chierico attivo principalmente a Brescia. Studiò scienze e musica e fu un eccellente suonatore di violoncello. Si specializzò in nature morte e pittura di fiori. Operò per aiutare l'edificazione della parrocchia di Palazzolo sull'Oglio, e alcune sue opere furono acquisite dalla corte reale di Spagna. Suo fratello Faustino (1606 - 1766), che divenne a sua volta abate, fu anch’esso pittore di ritratti.
Giorgio Duranti (Brescia 1683 - Palazzolo sull'Oglio 1768)
Kitchen Interior with a Figure and Large Still Life
Oil on canvas
158,5 × 253 c
The work is recorded in the Zeri Photographic Archive, record 86773. -
Lotto 67 Justus o Giusto Sustermans (Anversa 1597 - Firenze 1681) attribuito
Ritratto di Francesco Redi
Olio su tela
44 x 33 cm
Antica etichetta sul retro
La fisonomia dell'effigiato corrisponde al medico, naturista e poeta Francesco Redi. Vista l'importanza accademica assunta da Redi e la sua rilevanza presso la corte medicea, probabilmente fu raffigurato dal più importante ritrattista presente a Firenze nel XVII secolo, ovvero Justus Sustermans, come la qualità del dipinto conferma.
Giusto ricevette la prima educazione artistica da Willem de Vos. In seguito fu a Parigi dove fu allievo di Frans Pourbus il Giovane. Nel 1620 giunse a Firenze e l'anno seguente andò a servizio dei Gonzaga a Mantova. Risalgono al 1622 i primi ritratti medicei dove esaltò le sue capacità ritrattistiche apprese a Parigi e affinate con l'influenza di Theodor Rombouts. Viaggiò prima a Vienna, chiamato dagli Asburgo, recandosi poi a Roma dove perfezionò il suo stile grazie all'osservazione dei dipinti di Tiziano. Tornò a Firenze dove lavorò diversi anni quale ritrattista di corte e dei più importanti casati sino al 1639, quando si recò a Piacenza e Parma presso i Farnese. Nel 1649 soggiornò in Liguria e a Modena, arricchendo il suo bagaglio artistico grazie alla possibilità di studiare da vicino le opere di Guercino, van Dyck, Velázquez e Rubens. La sua attività continuò ricca di commissioni sino agli anni Settanta inframmezzata da numerosi viaggi nei vari stati d'Italia.
Justus or Giusto Sustermans (Antwerp 1597 - Florence 1681) attributed
Portrait of Francesco Redi
Oil on canvas
44 x 33 cm
Old label on the back
The physiognomy of the sitter corresponds to the physician, naturalist, and poet Francesco Redi. Given Redi’s academic importance and his prominence at the Medici court, he was likely portrayed by the most important portraitist active in Florence in the 17th century, namely Justus Sustermans, as also confirmed by the quality of the painting. -
Lotto 68 Giuseppe Zola (Brescia 1672 - Ferrara 1743)
Paesaggio con viandanti e ponte
Olio su tela
40 x 38 cm
L'opera è da ritenersi un piccolo capolavoro dell'artista ferrarese, un dipinto che gli conferisce il giusto valore di pittore assolutamente non marginale e provinciale. In questo piccolo dipinto egli esprime tutta la sua qualità di paesaggista raggiungendo i suoi apici espressivi, tanto che ci permette di inserirlo tra i massimi esponenti del paesaggismo veneto, da cui evidentemente attinse, al pari di Marco Ricci, Giuseppe Zais, Giovanni Battista Cimaroli e Francesco Zuccarelli.
Giuseppe apprese i primi insegnamenti della pittura presso Giuseppe Tortelli, poi si trasferì in giovane età a Ferrara. Qui iniziò un breve alunnato presso il pittore Giulio Cesare Avellino chiamato in città "il Messinese", pittore paesaggista. Molti studiosi, concordemente, ipotizzano un soggiorno di Zola a Venezia verso la fine del secolo. Questo giustifica i suoi chiari riferimenti a Marco Ricci, Antonio Maria Marini e Bartolomeo Pedon. La maniera di considerare il paesaggio dello Zola è piuttosto originale e frutto di una cultura composita. La sua esposizione, limpida e chiara, guarda il paesaggio come un luogo atemporale, riverberante di luminosità, usando colori terrosi e i verdi d’ombra, smorzati nell'impalpabile nebbiolina grigio-azzurra degli orizzonti montani. In lui si ritrovano, oltre ai citati ed evidenti influssi veneti, lo spirito paesaggistico dei primi pionieri: dalla tragicità di Salvator Rosa alle fantasie misteriose del paesaggio interpretato da Antonio Francesco Peruzzini, nonché il dinamismo scenico caro a Pieter Mulier detto il Tempesta.
Giuseppe Zola (Brescia 1672 - Ferrara 1743)
Landscape with Wayfarers and Bridge
Oil on canvas
40 × 38 cm
The work can be considered a small masterpiece by the Ferrarese artist, a painting that grants him his proper recognition as a painter who is by no means marginal or provincial. In this small composition, he expresses all his qualities as a landscape painter, reaching his highest levels of expression, to the point that it allows us to place him among the leading exponents of Venetian landscape painting, from which he clearly draws inspiration alongside Marco Ricci, Giuseppe Zais, Giovanni Battista Cimaroli, and Francesco Zuccarelli. -
Lotto 69 Tommaso Porta (Brescia 1686 circa - Verona 1768)
Paesaggio con taglialegna e cacciatori
Olio su tela
75 x 103 cm
Nato a Brescia tra il 1686 e il 1689, Tommaso Porta si formò in prima istanza con Pieter Mulier, detto il Tempesta. Oltre al tema del paesaggio, dal valente pittore nordico Tommaso apprese il senso atmosferico e i vari effetti della luce utili a creare, talvolta, un pathos drammatico oppure beatamente arcadico. La sua arte pittorica si arricchì nel tempo prima sotto l'influenza di Marco Ricci, ergo, di riflesso, di Salvator Rosa, in seguito all'espressione arcadica di Giuseppe Zais e Francesco Zuccarelli. Realizzò anche soggetti di caccia, scene campestri e allegoriche, che dalla metà del Settecento coinvolsero il figlio Andrea. Fu anche un importante decoratore, realizzò importanti cicli di affreschi, tra cui Villa Trissino Marzotto a Trissino, Villa Pompei Carlotti ad Illasi, Villa Pellegrini Marioni Pullè a Chievo e il Palazzo Serpini Salvetti Paletta Dai Pre a Verona.
Tommaso Porta (Brescia 1686 - Verona 1768)
Landscape with Woodcutters and Hunters
Oil on canvas
75 × 103 cm -
Lotto 70 Scuola marchigiana del XVIII secolo
Natura morta con zucca
Olio su tela
70 x 100 cm
Capeggiato da Sebastiano Ceccarini nelle Marche della seconda metà del Settecento, agì un gruppo di artisti, definito "officina marchigiana" dalla studiosa Giulia Palloni. Oltre a Sebastiano erano attivi i figli Nicola e Giuseppe, il nipote Carlo Magini e Giuseppe Luzi. La loro produzione si divise in pittura devozionale, ritratti e, infine, a partire dagli anni '60 del Settecento, composizioni di natura morta.
Marchigian school of the 18th century
Still Life with Pumpkin
Oil on canvas
70 × 100 cm -
Lotto 71 Gillis Mostaert (Hulst 1528 - Anversa 1598) seguace del XVII secolo
Crocifissione
Olio su rame
35 x 25 cm
Gillis, figlio d’arte, si trasferì in giovane età con il padre e assieme al gemello Frans, ad Anversa. Fu allievo di Jan Mandyn, ma ben presto venne riconosciuto maestro della gilda di San Luca. Fu assai versatile, dipinse sia soggetti religiosi, mitologici che storici, distinguendosi come paesaggista. Collaborò con Maarten van Cleef e Jacob Grimmer, Cornelis van Dalem e Hans Vredeman de Vries.
Gillis Mostaert (Hulst 1528 - Antwerp 1598) follower of the 17th century
Crucifixion
Oil on copper
35 x 25 cm -
Lotto 72 Louis de Caullery (Caullery 1580 circa - Anversa 1621) bottega di
Festa in giardino tra le fontane
Olio su tela
81,5 x 118 cm
Giovanissimo si trasferì ad Anversa per svolgere il suo alunnato nella bottega di Frans Francken II. In seguito si specializzò ulteriormente con Joos de Momper il Giovane, diventando nel 1602 maestro della Gilda di San Luca di Anversa. Soggiornò a lungo in Italia per motivi di studio, con tappe a Venezia, dove eseguì tra le prime vedute della città, e Firenze. A Roma ebbe modo di affinare gli aspetti del paesaggio con Adam Elsheimer e Annibale Carracci. Inoltre pare che abbia frequentato Caravaggio e Peter Paul Rubens. Collaborò anche con altri pittori, tra cui Abraham Govaerts e Frans Francken il Giovane.
Louis de Caullery (Caullery circa 1580 - Antwerp 1621) workshop of
A Garden Celebration Among the Fountains
Oil on canvas
81,5 x 118 cm