DIPINTI ANTICHI, MODERNI E DEL XIX SECOLO

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  • Scuola del Centro Italia del XVII/XVIII secolo
    Lotto 49

    Scuola del Centro Italia del XVII/XVIII secolo


    Paesaggio lacustre


    Olio su tela


    100 x 150 cm



    Central Italian school of the 17th/18th century


    Lakeside Landscape


    Oil on canvas


    100 x 150 cm

  • Giacomo Guardi (Venezia 1764 - 1835)
    Lotto 50

    Giacomo Guardi (Venezia 1764 - 1835)

    Venezia, veduta di San Giorgio e punta della Giudecca

    Olio su tela

    30 x 40 cm



    Seguendo le orme del celeberrimo Francesco Guardi, il figlio Giacomo continuò a dipingere vedute veneziane. Se nella realizzazione delle opere ad olio imitò pedissequamente il padre, nelle opere a tempera su carta, Giacomo fece emergere un linguaggio del tutto personale, dimostrando di conoscere i grandi vedutisti della generazione precedente alla sua: Carlevarijs, Canaletto, Bellotto e Marieschi. Da questi artisti colse gli angoli prospettici, traducendo la loro pittura aulica in narrazione popolare. Con l'arte di Giacomo Guardi, Venezia si spoglia del suo splendore convenzionale, e appare vissuta da un popolo pigro e indolente nell’aurea secolare degli edifici che lo circonda.


    Giacomo Guardi (Venice 1764 - 1835)

    Venice, View of San Giorgio and the Tip of Giudecca

    Oil on canvas

    30 x 40 cm

  • Antonio Carneo (Concordia Sagittaria 1637 - Portogruaro 1692) e bottega
    Lotto 51

    Antonio Carneo (Concordia Sagittaria 1637 - Portogruaro 1692) e bottega

    Liriope interroga l'indovino Tiresia sulla sorte del figlio Narciso

    Olio su tela

    87 x 145 cm

    L'opera trova, con piccole varianti, precisa corrispondenza con il dipinto Adorazione dei pastori pubblicato a pag. 106, foto 13, in C. Furlan Antonio Carneo nella pittura veneziana del Seicento.

    Probabilmente l'opera va datata all'ultimo periodo dell'artista quando la sua pittura si compatta nelle stesure pittoriche e le figure assumono una solidità prima dissolta ed evanescente nella sua radicalizzazione naturalista e barocca. Le figure inoltre iniziano ad avere una compostezza ed un'eleganza che avvertono l'influenza della corrente neoveronesiana presente a Venezia guidata da Giovanni Antonio Fumiani, Federico Cervelli, Valentin Lefèvre e altri, tutti premonitori dello stile che imperverserà nel Settecento veneziano grazie a Sebastiano Ricci, Gaspare Diziani, Nicolò Bambini, Giovanni Battista Pittoni e Francesco Fontebasso.



    Noto anche come il Carniello, secondo il Guarienti, suo padre Giacomo, pittore di valore, fu il suo primo maestro. Successivamente, si perfezionò studiando i pittori veneziani del Cinquecento, in particolare Tintoretto, Veronese e soprattutto il Pordenone dal quale assunse la plasticità di Michelangelo e del manierismo romano. Oltre a queste suggestioni cinquecentesche ebbe modo di arricchire il suo bagaglio culturale studiando le opere di Palma il Giovane e Padovanino, presenti nel territorio. Inoltre, fu attento allo stile fiammingo e all’arte di Bernardo Strozzi e di Luca Giordano, riuscendo a sviluppare, malgrado il suo isolamento, un linguaggio articolato e colto, sicuramente originale e tutt’altro che provinciale.


    Antonio Carneo (Concordia Sagittaria 1637 - Portogruaro 1692) and workshop

    Liriope Consulting the Seer Tiresias on the Fate of her Son Narcissus

    Oil on canvas

    87 x 145 cm

    The present work finds a precise correspondence, with minor variations, to the painting Adoration of the Shepherds published on p. 106, fig. 13, in C. Furlan, Antonio Carneo nella pittura veneziana del Seicento.

    The painting can likely be dated to the artist’s late period, when his handling becomes more compact, and the figures acquire a solidity previously dissolved in a more evanescent, radically naturalistic and Baroque phase. At the same time, the figures begin to display a composure and elegance that reflect the influence of the Neo-Veronese current active in Venice, led by Giovanni Antonio Fumiani, Federico Cervelli, Valentin Lefèvre and others, figures who anticipated the style that would come to dominate the Venetian eighteenth century through artists such as Sebastiano Ricci, Gaspare Diziani, Nicolò Bambini, Giovanni Battista Pittoni and Francesco Fontebasso.

  • Pieter Claesz (Berchem 1597/1598 - Haarlem 1661) seguace di
    Lotto 52

    Pieter Claesz (Berchem 1597/1598 - Haarlem 1661) seguace di

    Natura monta con limone

    Olio su tavola

    48 x 64 cm



    Claesz, nato in Germania, fu attivo ad Haarlem a partire dal 1617, dove si specializzò in nature morte con frutti e vetri permeati da una luce aurea. Assieme a Willem Claesz Heda diede vita ad una prestigiosa tradizione di nature morte ad Haarlem. Suo figlio Nicolaes Berchem fu uno dei massimi esponenti tra i paesaggisti italianizzanti.


    Pieter Claesz (Berchem 1597/1598 - Haarlem 1661) follower of

    Still Life with Lemon

    Oil on panel

    48 x 64 cm

  • Nicolas Poussin (Les Andelys 1594 - Roma 1665) bottega/cerchia di
    Lotto 53

    Nicolas Poussin (Les Andelys 1594 - Roma 1665) bottega/cerchia di

    Morte di Germanico Giulio Cesare

    Olio su tela

    70 x 94 cm

    L'opera trova preciso riferimento con la tela conservata presso il Minneapolis Institute of Arts. Si veda: https://collections.artsmia.org/art/1348/the-death-of-germanicus-nicolas-poussin



    Di famiglia borghese, lasciò a diciotto anni la dimora familiare per imparare l'arte pittorica a Parigi. Dopo alcuni anni, nel 1624, giunse a Roma, dove grazie alla sua elevata cultura entrò velocemente nei circoli culturali più importanti. Dopo molte insistenze nel 1640 fece ritorno in patria, dove fu ricevuto con grandi onori da Luigi XIII e dal cardinale Richelieu, che gli offrirono la direzione dei lavori del Louvre e la nomina di primo pittore del re. A causa di varie congiure da parte degli artisti francesi di corte, nel 1642 decise di rientrare a Roma. All'Urbe ritrovò la pace della sua vita mesta e la possibilità di operare per oltre vent'anni costruendosi la fama di uno dei più importanti pittori di tutti i tempi. In Francia si formò una cerchia di importanti personalità artistiche influenzate dal suo stile, tra questi: Sébastien Bourdon, Nicolas Colombel, Laurent de La Hyre, Charles Le Brun, Eustache Le Sueur, Nicolas-Pierre Loir, Francisque Millet e Jacques Stella, Nicolas Chapron, Karel Philips Spierincks e Gerard de Lairesse.


    Nicolas Poussin (Les Andelys 1594 - Rome 1665) workshop/circle of

    The Death of Germanicus Julius Caesar

    Oil on canvas

    70 x 94 cm

    The work bears a clear resemblance to the painting held at the Minneapolis Institute of Arts. You should see: https://collections.artsmia.org/art/1348/the-death-of-germanicus-nicolas-poussin

  • Giuseppe Nogari (Venezia 1699 - 1763) attribuito
    Lotto 54

    Giuseppe Nogari (Venezia 1699 - 1763) attribuito

    Ritratto di anziana

    Pastelli su carta

    49 x 35,5 cm a vista

    L'opera riprende, con varianti nell'abbigliamento, il dipinto Una anziana donna con uno scialle a righe conservato al National Gallery di Washington. Evidentemente è strettamente legato al dipinto Vecchia con scaldino conservato a Dresda presso la Gemäldegalerie. Un disegno inerente all'opera è conservato presso i Musei Civici di Pavia.



    Si veda: https://www.nga.gov/artists/5853-giuseppe-nogari

    https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a230-0000308/

    https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/SWF01-00044/



    La formazione di Giuseppe Nogari avvenne presso Antonio Balestra e in seguito nella bottega di Giambattista Pittoni. Nel 1726 si registrò l’iscrizione di Nogari alla fraglia veneziana dei pittori, ed egli aprì la sua attività in proprio. Dopo essersi dedicato a soggetti religiosi per le chiese della regione, si affermò soprattutto come pittore di teste di carattere e di ritratti, ove si scorge la sua conoscenza sia di Piazzetta sia di Rembrandt. Dal 1740 fu attivo a Torino nella decorazione della residenza di Carlo Emanuele III di Savoia, per cui operò nella palazzina di caccia di Stupinigi. Tornato a Venezia nel 1743, operò per Augusto III di Sassonia, con una nuova straordinaria morbidezza dei tratti, a imitazione dell’effetto felpato del pastello, cercando di avvicinarsi allo stile aggraziato di Rosalba Carriera e Jacopo Amigoni, aprendogli le porte dei importanti collezionisti tedeschi. La sua fama internazionale si consacrò con la commissione del console inglese Joseph Smith a Venezia. Durante il tardo periodo della sua carriera fu maggiormente impegnato nella ritrattistica, nonché nella direzione dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, di cui fu uno dei fondatori.


    Giuseppe Nogari (Venice 1699 - 1763) attributed

    Portrait of an Elderly Woman

    Pastels on paper

    49 x 35,5 cm (visible measurements)

    The work echoes, with variations in the clothing, the painting An Elderly Woman with a Striped Shawl held at the National Gallery in Washington. It is evidently closely linked to the painting Old Woman with a Hot-water Bottle held in Dresden at the Gemäldegalerie. A drawing related to the work is held at the Civic Museums of Pavia.



    You should see: https://www.nga.gov/artists/5853-giuseppe-nogari

    https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a230-0000308/

    https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/SWF01-00044/

  • Maestro italiano neoclassico del XVIII secolo
    Lotto 55

    Maestro italiano neoclassico del XVIII secolo

    Allegoria dell'Aurora

    Olio su tela

    115 x 96,5 cm

    L'opera è corredata da uno studio della dottoressa Federica Spadotto, in fotocopia, in cui l'opera è descritta come proveniente da Collezione Borromeo e attribuita a Giuliano Traballesi.


    Italian Neoclassical master of the 18th century

    Allegory of Aurora

    Oil on canvas

    115 x 96,5 cm

    The work is accompanied by a study by Dr Federica Spadotto (photocopy), in which it is described as coming from the Borromeo Collection and attributed to Giuliano Traballesi.

  • Alessandro Tiarini (Bologna 1657 - 1668)
    Lotto 56

    Alessandro Tiarini (Bologna 1657 - 1668)

    Sacra famiglia

    Olio su tela

    106 x 150 cm

    Si ringrazia il professore Michele Danieli per aver studiato l'opera e confermato l'autografia ad Alessandro Tiarini

    L'opera è la seconda versione, con varianti nel paesaggio e nel Gesù bambino, di questo soggetto realizzato dal Tiarini. Una tela quasi identica, già in collezione dei conti di Shelbourne, è stata esitata da Christie's di Londra l'8 dicembre 1995, come riportato in D. Benati, Alessandro Tiarini, L'opera pittorica completa e i disegni, Vol. I pagg. 40 e 41, Vol. II scheda 30 alle pp. 29 e 30.



    La formazione di Alessandro Tiarini avvenne presso Prospero Fontana, successivamente influenzato da Bartolomeo Cesi. Tornato a Bologna dopo un soggiorno di lavoro a Firenze, inevitabilmente si accostò alla scuola dei Carracci, facendo proprie le loro istanze naturalistiche, avvicinandosi specialmente all'opera di Ludovico Carracci, di cui denunciò il forte e sofferto sentire religioso. Le sue opere si caratterizzano per come le sue figure s’impongono entro composizioni scure, di impressionante gravità, con chiaroscuri accentuati ed emotivamente impattanti. Di questo periodo il capolavoro esemplificativo è da ritenersi la Deposizione di Cristo nel sepolcro, opera realizzata per la chiesa di Sant'Antonio del Collegio Montalto, ora alla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Successivamente, entrò in contatto con gli ambienti pittorici di Parma, Venezia e Ferrara, dedicandosi alla riscoperta dell’opera del Correggio. In questa seconda fase schiarì la tavolozza, mentre le figure acquistarono monumentalità e persero la loro estremizzazione drammatica, godendo maggiore naturalezza.


    Alessandro Tiarini (Bologna 1657 - 1668)

    Holy Family

    Oil on canvas

    106 x 150 cm

    We thank Professor Michele Danieli for having studied the work and confirmed its attribution to Alessandro Tiarini

    The painting is the second version, with variations in the landscape and in the figure of the Christ Child, of this subject by Tiarini. A nearly identical canvas, formerly in the collection of the Earls of Shelburne, was sold at Christie’s London on 8 December 1995, as recorded in D. Benati, Alessandro Tiarini, L’opera pittorica completa e i disegni, Vol. I, pp. 40-41, Vol. II, catalogue entry 30, pp. 29-30.

  • Domenico Maria Canuti (Bologna 1626 - 1684) attribuito
    Lotto 57

    Domenico Maria Canuti (Bologna 1626 - 1684) attribuito

    La tentazione

    Olio su tela

    100 x 130 cm

    Federico Zeri conservava un'immagine del dipinto nella sua fototeca, assegnando l'opera a un artista emiliano del XVII secolo. Il professore Michele Danieli l'avvicina alla produzione di Domenico Maria Canuti.

    Si veda: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/59910/Anonimo%20emiliano%20sec.%20XVII%2C%20Tentazione%20di%20san%20Francesco%20d%27Assisi



    Canuti iniziò studiando disegno con Giovan Battista Bertusio, entrando successivamente negli atelier di Francesco Albani e Guido Reni. Alla morte di quest’ultimo, nel 1642, dopo un breve periodo presso il Guercino, entrò nella scuola di Giovanni Andrea Sirani. Tra il 1646 e il 1651 e più tardi nel 1672, fu attivo a Roma, dove collaborò con Francesco Cozza e Carlo Maratti. Negli anni successivi fu chiamato a operare prima a Modena e poi a Padova. Si formarono nella sua bottega Giuseppe Maria Crespi e Giovanni Antonio Burrini.


    Domenico Maria Canuti (Bologna 1626 - 1684) attributed

    The Temptation

    Oil on canvas

    100 × 130 cm

    Federico Zeri preserved a photograph of the painting in his photo archive, attributing the work to a 17th-century Emilian artist. Professor Michele Danieli has related it to the oeuvre of Domenico Maria Canuti.

    You should see: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/59910/Anonimo%20emiliano%20sec.%20XVII%2C%20Tentazione%20di%20san%20Francesco%20d%27Assisi

  • Scuola fiamminga del XVII secolo
    Lotto 58

    Scuola fiamminga del XVII secolo

    Pero e Cimone, Carità romana

    Olio su tela

    76 x 66 cm


    Flemish school of the 17th century

    Pero and Cimon, Roman Charity

    Oil on canvas

    76 × 66 cm

  • Giovan Francesco de Rosa, Pacecco de Rosa (Napoli 1607 - 1656)
    Lotto 59

    Giovan Francesco de Rosa, Pacecco de Rosa (Napoli 1607 - 1656)

    Martirio di San Biagio

    Olio su tela

    40 x 31,5 cm

    L'opera è corredata da un'expertise del prof. Spinosa disponibile su richiesta via email



    Giovan Francesco De Rosa si formò con Filippo Vitale, poi, molto probabilmente, presso Massimo Stanzione. Pertanto le prime opere, influenzate dal patrigno, mostrano l'influenza del Caravaggio. Sostanziale per la sua espressione artistica fu l’influenza verso il Domenichino, ovvero verso un certo purismo classicizzante. Pacecco fu uno dei più eminenti pittori cosiddetti stanzioneschi, al pari di Andrea Vaccaro, Bernardo Cavallino, Domenico Gargiulo, Giovanni Ricca, Antonio De Bellis, Agostino e Giuseppe Beltrano, Carlo Rosa, Andrea Malinconico, ovvero una delle massime espressioni della corrente classicista della prima metà del Seicento a Napoli.


    Giovan Francesco de Rosa, called Pacecco de Rosa (Naples 1607 - 1656)

    The Martyrdom of Saint Blaise

    Oil on canvas

    40 x 31,5 cm

    The work is accompanied by an expertise by Prof. Spinosa, available upon request via email

  • Scuola tedesca del XVIII secolo
    Lotto 60

    Scuola tedesca del XVIII secolo

    Bimbe che giocano

    Olio su tela

    73,5 x 94 cm


    German school of the 18th century

    Girls Playing

    Oil on canvas

    73,5 x 94 cm

  • Pierre Patel (Piccardia (?) 1605 circa - Parigi 1676)
    Lotto 61

    Pierre Patel (Piccardia (?) 1605 circa - Parigi 1676)

    Paesaggio con rovine, pastori arcadici e Colosseo sullo sfondo

    Olio su tela

    67 x 100 cm



    Pierre pare non sia mai stato in Italia anche se molti studiosi dubitano che si possa essere formato in Francia semplicemente osservando i dipinti di Claude Lorrain e Nicolas Poussin ivi presenti. Oltre all'influenza dei due maestri sopracitati, la sua arte mostra elementi di congruenza stilistica con Laurent de La Hyre e Herman van Swanevelt, con il quale fu talvolta confusa la sua prima produzione. Nel 1646/47 eseguì la decorazione dell'Hotel Lambert al fianco dei paesaggisti, giunti da Roma, Herman van Swanevelt e Jan Asselijn. La sua pittura paesaggistica si distingue per il costante richiamo al Lorrain e ai suoi paesaggi aperti sino all'orizzonte, alla sua luce permeante l'intera natura e all'elemento narrativo fiabesco. A differenza del collega Jean Lemarie, i suoi inserti d'architettura classica diruta non sono gli elementi predominanti bensì di corredo, utili ad impreziosire, in senso eroico, la visione della natura.


    Pierre Patel (Picardy (?) circa 1605 - Paris 1676)

    Landscape with Ruins, Arcadian shepherds, and the Colosseum in the Background

    Oil on canvas

    67 x 100 cm

  • Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Roma 1520) seguace lombardo del XVI secolo
    Lotto 62

    Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Roma 1520) seguace lombardo del XVI secolo

    Madonna del Velo con San Giuseppe

    Olio su tela

    130 x 102 cm

    L'opera si ispira a un'invenzione antica di Raffaello, oggi scomparsa. Con la presenza di San Giuseppe, il nostro dipinto risulta essere una variante dell'originale. La sua rappresentazione è atipica e probabilmente ritrae il committente della presente tela. Il naturalismo del suo volto fa propendere l'ipotesi che la tela sia di scuola lombarda, suffragata anche dalle tonalità scure e terrose che ricordano la lezione del Savoldo.

    Una copia è conservata all'Università di Palermo; si veda: https://musei.unipa.it/it/eventi-e-news/la-madonna-del-velo-presentazione-del-restauro

    Come specifica la nota dell'università siciliana sopracitata, non è conosciuta la storia del prototipo raffaellesco, non si sa quando e per chi fu realizzato e tantomeno a quando risale la sua scomparsa. L'esistenza di un prototipo antico è data dal cartone con il disegno preparatorio esposto, nel 1870 alla Galleria dell’Accademia di Firenze e nel 1895 alle Gallerie degli Uffizi. Disgraziatamente anche questo cartone è andato perduto durante la Seconda Guerra Mondiale. Vista la stretta affinità, non è escluso che la Madonna del Velo possa essere stata una prima elaborazione di Raffaello della celeberrima Madonna del Diadema Blu conservata nel Museo del Louvre.


    Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Rome 1520) Lombard follower of the 16th century

    Madonna of the Veil with Saint Joseph

    Oil on canvas

    130 × 102 cm

    The work is inspired by an early invention by Raphael, now lost. With the presence of Saint Joseph, our painting represents a variant of the original. His depiction is unusual and likely portrays the patron of the present canvas. The naturalism of his face suggests that the painting is of the Lombard school, a view also supported by the dark, earthy tones reminiscent of Savoldo’s influence.

    A copy is preserved at the University of Palermo; you should see: https://musei.unipa.it/it/eventi-e-news/la-madonna-del-velo-presentazione-del-restauro

    As stated in the aforementioned note from the Sicilian university, the history of the Raphaelesque prototype is unknown; it is not known when or for whom it was created, nor when it disappeared. The existence of an ancient prototype is evidenced by the cartoon with the preparatory drawing, exhibited in 1870 at the Galleria dell’Accademia in Florence and in 1895 at the Uffizi Galleries. Unfortunately, this cartoon was also lost during the Second World War. Given the close affinity, it is not excluded that the Madonna of the Veil may have been an early elaboration by Raphael of the famous Madonna of the Blue Diadem, now in the Louvre Museum.

  • Giovanni Battista Lampi, Il Vecchio (Romeno 1751 - Vienna 1830) cerchia di
    Lotto 63

    Giovanni Battista Lampi, Il Vecchio (Romeno 1751 - Vienna 1830) cerchia di

    Ritratto di musicista

    Olio su tela

    84 x 71,5 cm

    L'opera è conservata in un'importante cornice antica



    Figlio d’arte, Lampi ricevette le prime lezioni di pittura dal padre e dal cugino Pietro Antonio Lorenzini. In seguito fu a Verona presso il pittore tiepolesco Francesco Lorenzi. Dopo gli esordi in terra natia, si trasferì in Austria, entrando in contatto con l'arciduchessa Maria Elisabetta di Asburgo-Lorena, della quale eseguì un ritratto. Divenuto uno dei pittori più in vista della capitale asburgica, Giuseppe II lo nominò professore all'Accademia. La sua fama arrivò a coprire l’intera Europa e nel 1791 Lampi approdò a Pietroburgo, chiamato da Caterina II. Grazie alla protezione della zarina, da lui ritratta più volte, ottenne incarichi che lo impegnarono per più di sei anni. In questo periodo realizzò una serie di ritratti, caratterizzati dal realismo dei volti, dalla luminosità vitrea delle figure, dallo splendore degli abiti, dall’accurata ricercatezza dei più minuti dettagli e dalla morbidezza cromatica, tanto da essere considerati tra i capolavori della ritrattistica europea del XVIII secolo. Rientrato a Vienna, forte della sua fama, continuò la sua attività e fu nominato Cavaliere dell'Impero.


    Giovanni Battista Lampi the Elder (Romeno 1751 - Vienna 1830) circle of

    Portrait of a Musician

    Oil on canvas

    84 × 71,5 cm

    The work is housed in an important antique frame

  • Maestro Caravaggista del XVII secolo
    Lotto 64

    Maestro Caravaggista del XVII secolo

    San Francesco in meditazione

    Olio su tela

    62,5 x 42,5 cm



    Con il termine "caravaggeschi" si inquadra convenzionalmente un folto gruppo di pittori, italiani e non, che furono a contatto in modo più o meno diretto con Caravaggio o che furono influenzati dalle sue opere. Tra i moltissimi artisti, vanno citati: Bartolomeo Manfredi, Cecco del Caravaggio, Battistello Caracciolo, Giovanni Serodine, Mattia Preti, Giuseppe Vermiglio, Antiveduto Gramatica; gli spagnoli Jusepe de Ribera e Francisco Ribalta; i francesi Simon Vouet, Valentin de Boulogne e Nicolas Tournier.


    Caravaggesque master of the 17th century

    Saint Francis in Meditation

    Oil on canvas

    62,5 × 42,5 cm

  • Placido Costanzi (Roma 1702 - 1759) e pittore di fiori romano del XVIII secolo
    Lotto 65

    Placido Costanzi (Roma 1702 - 1759) e pittore di fiori romano del XVIII secolo

    Immacolata Concezione

    Olio su tela

    63,5 x 48 cm

    L'immagine mariana al centro della ghirlanda di fiori trova preciso riscontro nella tela che Placido Costanzi realizzò nel 1741 in occasione dell'ammissione all'Accademia di San Luca.



    Costanzi si formò in età giovanile presso le botteghe di Francesco Trevisani e di Benedetto Luti. Appena fu in grado di lavorare in proprio, dipinse a Siena e nel territorio grazie all’intercessione del cardinale Chigi Zondadari. Tornato a Roma negli anni '20, con il paesaggista Jan Frans van Bloemen, per il quale realizzava le figure. Nel 1736 il pittore, in sostituzione di Agostino Masucci, dipinse un episodio tratto dalla vita di Alessandro Magno, ovvero la Fondazione di Alessandria, oggi all’Escorial. Fu ammesso tra i Virtuosi del Pantheon, nel 1741 divenne membro dell’Accademia di San Luca.


    Placido Costanzi (Rome 1702 - 1759) and Roman flower painter of the 18th century

    Immaculate Conception

    Oil on canvas

    63,5 x 48 cm

    The Marian image at the centre of the floral garland finds a precise correspondence in the painting that Placido Costanzi executed in 1741 on the occasion of his admission to the Accademia di San Luca.

  • Giorgio Duranti (Brescia 1683 - Palazzolo sull’Oglio 1768)
    Lotto 66

    Giorgio Duranti (Brescia 1683 - Palazzolo sull’Oglio 1768)

    Interno di cucina con personaggio e grande natura morta

    Olio su tela

    158,5 x 253 cm

    L'opera è censita in Fototeca Zeri alla Scheda 86773.



    Personaggio colto, schivo e molto devoto, Giorgio Duranti fu un pittore e chierico attivo principalmente a Brescia. Studiò scienze e musica e fu un eccellente suonatore di violoncello. Si specializzò in nature morte e pittura di fiori. Operò per aiutare l'edificazione della parrocchia di Palazzolo sull'Oglio, e alcune sue opere furono acquisite dalla corte reale di Spagna. Suo fratello Faustino (1606 - 1766), che divenne a sua volta abate, fu anch’esso pittore di ritratti.


    Giorgio Duranti (Brescia 1683 - Palazzolo sull'Oglio 1768)

    Kitchen Interior with a Figure and Large Still Life

    Oil on canvas

    158,5 × 253 c

    The work is recorded in the Zeri Photographic Archive, record 86773.

  • Justus o Giusto Suttermans, Sustermans (Anversa 1597 - Firenze 1681) attribuito
    Lotto 67

    Justus o Giusto Sustermans (Anversa 1597 - Firenze 1681) attribuito

    Ritratto di Francesco Redi

    Olio su tela

    44 x 33 cm

    Antica etichetta sul retro

    La fisonomia dell'effigiato corrisponde al medico, naturista e poeta Francesco Redi. Vista l'importanza accademica assunta da Redi e la sua rilevanza presso la corte medicea, probabilmente fu raffigurato dal più importante ritrattista presente a Firenze nel XVII secolo, ovvero Justus Sustermans, come la qualità del dipinto conferma.



    Giusto ricevette la prima educazione artistica da Willem de Vos. In seguito fu a Parigi dove fu allievo di Frans Pourbus il Giovane. Nel 1620 giunse a Firenze e l'anno seguente andò a servizio dei Gonzaga a Mantova. Risalgono al 1622 i primi ritratti medicei dove esaltò le sue capacità ritrattistiche apprese a Parigi e affinate con l'influenza di Theodor Rombouts. Viaggiò prima a Vienna, chiamato dagli Asburgo, recandosi poi a Roma dove perfezionò il suo stile grazie all'osservazione dei dipinti di Tiziano. Tornò a Firenze dove lavorò diversi anni quale ritrattista di corte e dei più importanti casati sino al 1639, quando si recò a Piacenza e Parma presso i Farnese. Nel 1649 soggiornò in Liguria e a Modena, arricchendo il suo bagaglio artistico grazie alla possibilità di studiare da vicino le opere di Guercino, van Dyck, Velázquez e Rubens. La sua attività continuò ricca di commissioni sino agli anni Settanta inframmezzata da numerosi viaggi nei vari stati d'Italia.


    Justus or Giusto Sustermans (Antwerp 1597 - Florence 1681) attributed

    Portrait of Francesco Redi

    Oil on canvas

    44 x 33 cm

    Old label on the back

    The physiognomy of the sitter corresponds to the physician, naturalist, and poet Francesco Redi. Given Redi’s academic importance and his prominence at the Medici court, he was likely portrayed by the most important portraitist active in Florence in the 17th century, namely Justus Sustermans, as also confirmed by the quality of the painting.

  • Giuseppe Zola (Brescia 1672 - Ferrara 1743)
    Lotto 68

    Giuseppe Zola (Brescia 1672 - Ferrara 1743)

    Paesaggio con viandanti e ponte

    Olio su tela

    40 x 38 cm

    L'opera è da ritenersi un piccolo capolavoro dell'artista ferrarese, un dipinto che gli conferisce il giusto valore di pittore assolutamente non marginale e provinciale. In questo piccolo dipinto egli esprime tutta la sua qualità di paesaggista raggiungendo i suoi apici espressivi, tanto che ci permette di inserirlo tra i massimi esponenti del paesaggismo veneto, da cui evidentemente attinse, al pari di Marco Ricci, Giuseppe Zais, Giovanni Battista Cimaroli e Francesco Zuccarelli.



    Giuseppe apprese i primi insegnamenti della pittura presso Giuseppe Tortelli, poi si trasferì in giovane età a Ferrara. Qui iniziò un breve alunnato presso il pittore Giulio Cesare Avellino chiamato in città "il Messinese", pittore paesaggista. Molti studiosi, concordemente, ipotizzano un soggiorno di Zola a Venezia verso la fine del secolo. Questo giustifica i suoi chiari riferimenti a Marco Ricci, Antonio Maria Marini e Bartolomeo Pedon. La maniera di considerare il paesaggio dello Zola è piuttosto originale e frutto di una cultura composita. La sua esposizione, limpida e chiara, guarda il paesaggio come un luogo atemporale, riverberante di luminosità, usando colori terrosi e i verdi d’ombra, smorzati nell'impalpabile nebbiolina grigio-azzurra degli orizzonti montani. In lui si ritrovano, oltre ai citati ed evidenti influssi veneti, lo spirito paesaggistico dei primi pionieri: dalla tragicità di Salvator Rosa alle fantasie misteriose del paesaggio interpretato da Antonio Francesco Peruzzini, nonché il dinamismo scenico caro a Pieter Mulier detto il Tempesta.


    Giuseppe Zola (Brescia 1672 - Ferrara 1743)

    Landscape with Wayfarers and Bridge

    Oil on canvas

    40 × 38 cm

    The work can be considered a small masterpiece by the Ferrarese artist, a painting that grants him his proper recognition as a painter who is by no means marginal or provincial. In this small composition, he expresses all his qualities as a landscape painter, reaching his highest levels of expression, to the point that it allows us to place him among the leading exponents of Venetian landscape painting, from which he clearly draws inspiration alongside Marco Ricci, Giuseppe Zais, Giovanni Battista Cimaroli, and Francesco Zuccarelli.

  • Tommaso Porta (Brescia 1686 circa - Verona 1768)
    Lotto 69

    Tommaso Porta (Brescia 1686 circa - Verona 1768)

    Paesaggio con taglialegna e cacciatori

    Olio su tela

    75 x 103 cm



    Nato a Brescia tra il 1686 e il 1689, Tommaso Porta si formò in prima istanza con Pieter Mulier, detto il Tempesta. Oltre al tema del paesaggio, dal valente pittore nordico Tommaso apprese il senso atmosferico e i vari effetti della luce utili a creare, talvolta, un pathos drammatico oppure beatamente arcadico. La sua arte pittorica si arricchì nel tempo prima sotto l'influenza di Marco Ricci, ergo, di riflesso, di Salvator Rosa, in seguito all'espressione arcadica di Giuseppe Zais e Francesco Zuccarelli. Realizzò anche soggetti di caccia, scene campestri e allegoriche, che dalla metà del Settecento coinvolsero il figlio Andrea. Fu anche un importante decoratore, realizzò importanti cicli di affreschi, tra cui Villa Trissino Marzotto a Trissino, Villa Pompei Carlotti ad Illasi, Villa Pellegrini Marioni Pullè a Chievo e il Palazzo Serpini Salvetti Paletta Dai Pre a Verona.


    Tommaso Porta (Brescia 1686 - Verona 1768)

    Landscape with Woodcutters and Hunters

    Oil on canvas

    75 × 103 cm

  • Scuola marchigiana del XVIII secolo
    Lotto 70

    Scuola marchigiana del XVIII secolo

    Natura morta con zucca

    Olio su tela

    70 x 100 cm



    Capeggiato da Sebastiano Ceccarini nelle Marche della seconda metà del Settecento, agì un gruppo di artisti, definito "officina marchigiana" dalla studiosa Giulia Palloni. Oltre a Sebastiano erano attivi i figli Nicola e Giuseppe, il nipote Carlo Magini e Giuseppe Luzi. La loro produzione si divise in pittura devozionale, ritratti e, infine, a partire dagli anni '60 del Settecento, composizioni di natura morta.


    Marchigian school of the 18th century

    Still Life with Pumpkin

    Oil on canvas

    70 × 100 cm

  • Gillis Mostaert (Hulst 1528 - Anversa 1598) seguace del XVII secolo
    Lotto 71

    Gillis Mostaert (Hulst 1528 - Anversa 1598) seguace del XVII secolo

    Crocifissione

    Olio su rame

    35 x 25 cm



    Gillis, figlio d’arte, si trasferì in giovane età con il padre e assieme al gemello Frans, ad Anversa. Fu allievo di Jan Mandyn, ma ben presto venne riconosciuto maestro della gilda di San Luca. Fu assai versatile, dipinse sia soggetti religiosi, mitologici che storici, distinguendosi come paesaggista. Collaborò con Maarten van Cleef e Jacob Grimmer, Cornelis van Dalem e Hans Vredeman de Vries.


    Gillis Mostaert (Hulst 1528 - Antwerp 1598) follower of the 17th century

    Crucifixion

    Oil on copper

    35 x 25 cm

  • Louis de Caullery (Caullery 1580 circa - Anversa 1621) bottega di
    Lotto 72

    Louis de Caullery (Caullery 1580 circa - Anversa 1621) bottega di

    Festa in giardino tra le fontane

    Olio su tela

    81,5 x 118 cm



    Giovanissimo si trasferì ad Anversa per svolgere il suo alunnato nella bottega di Frans Francken II. In seguito si specializzò ulteriormente con Joos de Momper il Giovane, diventando nel 1602 maestro della Gilda di San Luca di Anversa. Soggiornò a lungo in Italia per motivi di studio, con tappe a Venezia, dove eseguì tra le prime vedute della città, e Firenze. A Roma ebbe modo di affinare gli aspetti del paesaggio con Adam Elsheimer e Annibale Carracci. Inoltre pare che abbia frequentato Caravaggio e Peter Paul Rubens. Collaborò anche con altri pittori, tra cui Abraham Govaerts e Frans Francken il Giovane.


    Louis de Caullery (Caullery circa 1580 - Antwerp 1621) workshop of

    A Garden Celebration Among the Fountains

    Oil on canvas

    81,5 x 118 cm

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DIPINTI ANTICHI, MODERNI E DEL XIX SECOLO


Sessioni

  • 26 maggio 2026 ore 14:30 DIPINTI ANTICHI, MODERNI E DEL XIX SECOLO (1 - 373)

Esposizione

Milano, via Nino Bixio 32


21 - 22 - 23 - 24 - 25 Maggio dalle 10:00 alle 13:00 e dalla 14:00 alle 18:00.

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