Asta 65 - Dipinti di di pregio XIX e XX secolo.

Pre-Asta Asta 65 - Dipinti di di pregio XIX e XX secolo.

sabato 21 febbraio 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
9g 18h Asta
in Diretta
Accedi per offrire
Lotti dal 25 al 40 di 40
Mostra
Cancella
  • Arnaldo Nussi - "Rustici a Poffabro "
    Lotto 25

    Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977

    "Rustici a Poffabro "
    Olio su tavola cm 35x49,5 firmato in basso a dx A.Nussi

    - Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte. Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

  • Giuseppe Guindani - "Ritratto di Brumana Fortunato da Parma 1913"
    Lotto 26

    Giuseppe Guindani
    Mantova 1886 - Mantova 1946

    "Ritratto di Brumana Fortunato da Parma 1913"
    Olio su cartone cm 47x34 firmato in basso a sx G.Guindani

    - Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia. Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946Giuseppe Guindani nacque a Mantova il 29 marzo 1886 e trascorse gran parte della sua vita nella città natale, dedicandosi con passione alla pittura. Dopo aver iniziato gli studi tecnici voluti dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ebbe come maestri Cesare Tallone, Giuseppe Mentessi ed Enrico Buti, stringendo legami con artisti come Carrà, Funi e Nebbia. Successivamente approfondì la sua formazione alla Scuola libera di nudo dell’Istituto di Belle Arti di Venezia, confrontandosi con le nuove tendenze artistiche legate alla Secessione e al linguaggio europeo contemporaneo.Tornato a Mantova nel 1911, Guindani cercò di distaccarsi dalla tradizione naturalista lombarda, sviluppando un linguaggio personale che univa attenzione al colore e alla luce con una forte tensione verso la realtà emotiva dei soggetti. Partecipò attivamente alla vita espositiva italiana tra le due guerre, presentando opere in manifestazioni come la Mostra Artistica Mantovana dedicata ai mutilati e orfani di guerra, la Permanente di Milano e la Biennale di Venezia, dove il suo stile già distintivo emergeva per la sintesi tra linea, colore e immagine.La sua produzione spaziò tra ritratti intensi, nature morte, scene di vita quotidiana e paesaggi della campagna e del lago di Garda, opere in cui la luce e la composizione dialogavano armoniosamente con i soggetti. Tra i dipinti più noti si ricordano Mantova dalla finestra dello studio, Il cieco all’osteria e Le amiche, che testimoniano la sua capacità di unire realismo e sensibilità poetica. Negli anni Trenta e Quaranta continuò a esporre regolarmente e, al termine della Seconda guerra mondiale, fu nominato commissario dell’Associazione Artisti Mantovani dal Comitato di Liberazione, a testimonianza del rispetto e della stima di cui godeva tra i colleghi.Giuseppe Guindani morì improvvisamente a Mantova il 17 dicembre 1946.

  • Romano Valori - "Come le foglie 1913"
    Lotto 27

    Romano Valori
    Milano 1886 - Povolaro (VI) 1918

    "Come le foglie 1913"
    Olio su tavola cm 24,5x35 firmato in alto a dx Valori

    - Romano Valori nacque a Milano il 28 giugno 1886 e mostrò fin da giovane un talento naturale per la pittura, che lo portò a iscriversi all’Accademia di Brera, dove fu allievo del celebre ritrattista Cesare Tallone. Durante gli anni di studio sviluppò una solida formazione tecnica e un’attenzione particolare alla figura umana, avvicinandosi anche alle ricerche luministiche e tonali della tradizione divisionista e della scapigliatura lombarda.Giovanissimo, Valori si distinse nel panorama artistico italiano: nel 1907 vinse il prestigioso saggio per il Pensionato Francesco Hayez con il suo autoritratto, ottenendo il riconoscimento della sua opera da parte dell’Accademia di Brera. Partecipò regolarmente a mostre ufficiali, tra cui quelle dell’Accademia e de La Permanente di Milano, e ricevette il sostegno di collezionisti privati, tra cui l’imprenditore francese Fernand du Chène de Vère. Nel 1912 fu eletto socio onorario dell’Accademia di Brera, a testimonianza della stima di cui godeva tra colleghi e critici.La produzione di Valori comprendeva ritratti intensi, paesaggi e scene di vita quotidiana, opere in cui la precisione del disegno si univa a una sensibilità luministica e compositiva notevole. I suoi ritratti sono apprezzati per la capacità di cogliere la psicologia dei soggetti, mentre i paesaggi e le vedute cittadine rivelano uno sguardo attento alla realtà osservata e alle atmosfere dei luoghi. Diverse sue opere sono oggi conservate nelle collezioni della Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano e nelle Gallerie d’Arte Moderna di Milano e Novara.La carriera di Romano Valori, promettente e in crescita, fu tragicamente interrotta dalla Prima guerra mondiale. Chiamato alle armi, morì il 24 ottobre 1918 all’ospedale militare di Povolaro, vicino a Vicenza, a causa delle ferite riportate al fronte.

  • Bruto Mazzolani - "Scena biblica"
    Lotto 28

    Bruto Mazzolani
    Ferrara 1880 - Milano 1949

    "Scena biblica"
    Olio su tela cm 44x44 firmato in basso a dx Mazzolani

    - Bruto Mazzolani nacque a Ferrara nel 1880 in una famiglia già legata al mondo dell’arte: il padre era pittore e restauratore, e fu lui il primo vero maestro del giovane Bruto. Cresciuto in un ambiente in cui il disegno e il colore erano parte della vita quotidiana, si formò presto un gusto per la pittura che lo portò a proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Domenico Ferri. Dopo questo periodo di formazione accademica si trasferì a Milano, città più dinamica e stimolante, dove iniziò a costruire una carriera autonoma.La sua produzione si orientò fin dagli esordi verso due ambiti principali: la figura e il paesaggio. Nei ritratti e nei nudi femminili emergono un’attenzione marcata ai volumi, alle variazioni della luce sulla pelle e ai giochi di chiaroscuro che modellano le forme. Le pennellate, con il tempo sempre più libere e materiche, rivelano un progressivo distacco dai rigori accademici e una vicinanza alle ricerche più moderne del suo tempo.Parallelamente si dedicò con costanza al paesaggio, prediligendo ambienti lacustri e vedute serene. Il Lago di Como, le sue sponde e piccoli borghi come Lierna furono tra i soggetti più amati. In queste opere Mazzolani interpretò la natura con sensibilità luminosa, cercando il riflesso dell’acqua, la quiete dei cieli, le tonalità delicate che cambiano con le stagioni. Sono dipinti che uniscono realismo e poesia, costruiti su una tavolozza morbida, fatta di passaggi cromatici sfumati.Espose in diverse città italiane e trovò un pubblico attento soprattutto nella borghesia milanese, che apprezzava sia i suoi interni intimi sia le vedute paesaggistiche ricche di atmosfera. Mantenne per tutta la vita una produzione costante e coerente, capace di evolvere senza perdere il legame con le sue radici figurative.Bruto Mazzolani morì a Milano nel 1949.

  • Carlo Bonafedi - "Camogli estate 1953"
    Lotto 29

    Carlo Bonafedi
    Firenze 1891 -

    "Camogli estate 1953"
    Olio su tavola cm 94x75 firmato in basso a dx C.Bonafedi

    - Carlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibileCarlo Bonafedi nacque a Firenze nel 1891 e si formò artisticamente nel clima vivace della scena pittorica toscana, dove entrò in contatto con le opere di Telemaco Signorini e approfondì lo studio della figura e del paesaggio. Fin da giovane sviluppò una pittura figurativa personale, caratterizzata da una tavolozza ricca e da una pennellata attenta all’equilibrio tra colore e forma, capace di rendere con sensibilità sia i paesaggi naturali sia le scene di vita quotidiana.Nel corso della sua carriera si dedicò anche all’arte sacra, realizzando affreschi per la chiesa di San Francesco a Fiesole tra il 1909 e il 1910, raffigurando santi, angeli e motivi decorativi, in collaborazione con l’architetto Giuseppe Castellucci. La sua produzione si distingue per la capacità di coniugare osservazione realistica e composizione armonica, sia nei dipinti paesaggistici che nelle opere di figura, come testimoniano lavori quali Ingresso di levante a Terma (Apuania) e Maldicenza nera.Bonafedi partecipò regolarmente alle mostre ufficiali italiane del primo Novecento, inserendosi nella tradizione dei pittori figurativi che, pur confrontandosi con le tendenze artistiche contemporanee, mantennero una profonda attenzione alla realtà osservata e alla resa poetica dei soggetti. Nonostante i dettagli sulla sua vita successiva siano frammentari e l’anno della sua morte non sia noto con certezza, le sue opere continuano a testimoniare una carriera coerente e sensibile.

  • Giovanni Melarangelo - "Vecchio cascinale"
    Lotto 30

    Giovanni Melarangelo
    Teramo 1903 - Teramo 1978

    "Vecchio cascinale"
    Olio su cartone cm 36x45,5 firmato in basso a sx G.Melarangelo

    - Giovanni Melarangelo nacque a Teramo nel 1903 e si affermò come uno dei protagonisti della pittura abruzzese del Novecento. Fin da giovane si avvicinò all’arte come disegnatore e caricaturista, collaborando con giornali e riviste satiriche, e già negli anni Venti partecipava a mostre locali, sviluppando una formazione solida e una sensibilità particolare per la figura umana e la vita quotidiana.Negli anni successivi Melarangelo approfondì il suo linguaggio pittorico, combinando la tradizione figurativa italiana con aperture verso sperimentazioni stilistiche e influenze del verismo umanitario e della modernità europea. La sua produzione abbracciò ritratti, scene di vita rurale, paesaggi e, con grande attenzione ai dettagli e alla psicologia dei soggetti, il mondo del circo e del teatro di strada, che seppe raccontare con empatia e vitalità.Parallelamente all’attività artistica, Melarangelo dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, lavorando presso l’Istituto d’Arte di Lanciano e il Liceo Artistico di Pescara, contribuendo alla formazione di giovani artisti e mantenendo stretti legami con gli ambienti culturali abruzzesi. Negli anni Cinquanta partecipò regolarmente a premi e mostre nazionali, mentre negli anni Sessanta fondò a Teramo la galleria Il Polittico, spazio di promozione culturale e di dialogo tra artisti, che testimoniò la sua attenzione alla comunità artistica e alla diffusione dell’arte contemporanea.Malgrado i problemi di salute degli ultimi anni, Melarangelo continuò a esporre e a essere celebrato nella sua città, dove morì nel 1978.

  • Giovanni Cappa Legora - "Giornata di sole 1945"
    Lotto 31

    Giovanni Cappa Legora
    Giovanni Cappa Legora Torino 1887 - Stresa 198

    "Giornata di sole 1945"
    Olio su cartone cm 35x45 firmato in basso a dx G.Legora

    - Giovanni Cappa Legora nacque a Torino nel 1826 e si spense nella stessa città nel 1892. Figlio del pittore Luigi Cappa, fu avviato fin da giovane alla carriera artistica, studiando all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove si distinse per il suo talento e la sua dedizione.La sua formazione fu influenzata dalle correnti artistiche del suo tempo, in particolare dal Romanticismo, ma Cappa Legora sviluppò uno stile personale caratterizzato da una raffinata tecnica pittorica e da una spiccata attenzione ai dettagli. Le sue opere spaziano tra vari generi, tra cui il ritratto, la pittura storica e la scena di genere, sempre con un'attenzione particolare alla resa emotiva e psicologica dei soggetti rappresentati.Durante la sua carriera, Cappa Legora partecipò a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti per la qualità delle sue opere. La sua produzione artistica contribuì significativamente al panorama culturale torinese dell'Ottocento, consolidando la sua reputazione come uno dei pittori più apprezzati della sua generazione.

  • Attilio Achille Bozzato - "Nell'estuario"
    Lotto 32

    Attilio Achille Bozzato
    Chioggia 1886 - Cremona 1954

    "Nell'estuario"
    Olio su tavola cm 30x39,5 firmato in basso a dx A.Bozzato

    - Attilio Achille Bozzato (1886-1954) è stato un pittore italiano noto per le sue rappresentazioni vivide e dettagliate di Chioggia e Venezia. Nato a Chioggia, Bozzato ha dedicato gran parte della sua carriera artistica a immortalare scorci caratteristici della sua città natale e della laguna veneta.Le sue opere si distinguono per l'accuratezza nella rappresentazione dei paesaggi urbani e marini, spesso arricchite da scene di vita quotidiana che conferiscono un'atmosfera autentica e suggestiva. Tra i suoi soggetti preferiti vi erano i canali di Chioggia, le piazze di Venezia e le attività dei pescatori.Bozzato ha partecipato a numerose esposizioni, ottenendo riconoscimenti per la sua abilità nel catturare la luce e l'atmosfera dei luoghi rappresentati. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private, testimoniando l'importanza del suo contributo all'arte paesaggistica italiana.

  • Fioravante Seibezzi - "Venezia"
    Lotto 33

    Fioravante Seibezzi
    Venezia 1906-1974

    "Venezia"
    Olio su tela cm 45,5x35 firmato in basso a dx F.Seibezzi

    - Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974Fioravante Seibezzi nacque a Venezia nel 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, affermandosi come una figura di rilievo nella pittura italiana del Novecento. Autodidatta, fin da giovane si dedicò con passione alla pittura e si avvicinò alla seconda generazione della Scuola di Burano, un gruppo di artisti veneziani che rinnovarono la pittura del paesaggio lagunare con una sensibilità luminosa e un uso libero del colore.Seibezzi partecipò per la prima volta alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1926, ricevendo un premio che segnò l’inizio di una presenza costante alla manifestazione per dodici edizioni. Nel corso della sua carriera espose anche alla Quadriennale di Roma e in numerose mostre in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. La sua pittura si caratterizzò per la capacità di cogliere la luce e i colori della laguna veneziana, interpretando vedute urbane, paesaggi lacustri e scorci di città con pennellate rapide e un linguaggio personale che univa osservazione diretta e partecipazione emotiva.Le opere di Seibezzi testimoniano un equilibrio tra tradizione e modernità e sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Morì nella sua città natale nel 1974.

  • Alfredo Beisone - "La Grande Roche"
    Lotto 34

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "La Grande Roche"
    Olio su tavola cm 27x37,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Alfredo Beisone - "Nevicata"
    Lotto 35

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "Nevicata"
    Olio su tavola cm 27,5x37 firmato in basso a sx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Vittorio Gussoni - "La passeggiata"
    Lotto 36

    Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968

    "La passeggiata"
    Olio su tavola cm 16x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    - Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati. Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.

  • Vittorio Gussoni - "Il broncio "
    Lotto 37

    Vittorio Gussoni
    Milano 1893 - San Remo 1968

    "Il broncio "
    Olio su tavola cm 14,5x12 firmato in basso a sx V.Gussoni

    - Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati. Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile.

  • Vespasiano Quarenghi - "Mattina d'inverno "
    Lotto 38

    Vespasiano Quarenghi
    Milano 1888-1955

    "Mattina d'inverno "
    Olio su tavola cm 70x60 firmato in basso a dx V.Quarenghi

    - Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.Morì a Milano nel 1955Vespasiano Quarenghi nacque a Milano nel 1888 e dedicò gran parte della sua vita alla pittura, affermandosi come figura rappresentativa della tradizione figurativa lombarda del Novecento. Formatosi in un periodo di grandi fermenti artistici, sviluppò uno stile personale caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, un uso armonioso del colore e una sensibilità particolare per la luce e le atmosfere paesaggistiche.La sua produzione comprende prevalentemente paesaggi, vedute urbane e scene che riflettono la vita e l’ambiente della sua città natale, Milano, e dei dintorni. Quarenghi partecipò attivamente alla vita artistica locale, esponendo le sue opere e consolidando una coerenza stilistica che testimonia il suo impegno nel mantenere vivo il dialogo tra tradizione e modernità nella pittura italiana del suo tempo.Morì a Milano nel 1955.

  • Giuseppe Buscaglione - "All'imbrunire"
    Lotto 39

    Giuseppe Buscaglione
    Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928

    "All'imbrunire"
    Olio su tavola cm 31,5x44,5 firmato in basso a dx G.Buscaglione

    - Giuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli TorineseGiuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli Torinese.

  • Ottorino Campagnari - "Paesaggio Alpino"
    Lotto 40

    Ottorino Campagnari
    Mestre 1910 - Torino 1982

    "Paesaggio Alpino"
    Olio su tavola cm 50x40 firmato in basso a dx O.Campagnari

    - Ottorino Campagnari è stato un illustre artista paesaggista dello stile tardo ottocentesco, la cui carriera artistica ha inizio fin da giovane. Si specializzò nell'affresco di scene montane e nelle vibranti rappresentazioni delle mareggiate lungo la costa ligure, in particolare nelle vicinanze di Varigotti, dove spesso soggiornava per trarre ispirazione.La sua presenza artistica è stata notevole, partecipando a numerose mostre nazionali, tra cui spicca la sua partecipazione alla Promotrice di belle arti di Torino nel 1942. Campagnari ha tenuto sia mostre personali che ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e all'estero.Le sue composizioni si caratterizzano per la loro piacevolezza e per la capacità espressiva dell'artista. Questa capacità espressiva è indubbiamente degna di interesse, paragonabile ai suoi paesaggi. È sostenuta da una solida e attenta preparazione artistica, che gli ha permesso in molti casi di catturare in modo straordinario la bellezza e l'autenticità di un paesaggio, spesso accompagnato da figure umane, e il mondo circostante. Questa impostazione artistica è rimasta costante nel tempo, mantenendo la sua struttura e la sua suggestiva adesione alle montagne che erano care ad altri grandi maestri dell'arte come Maggi, Musso, Rolla e Angelo Abrate.È evidente che Campagnari ha mantenuto intatto il suo dialogo con la natura, preservando la genuinità delle sue immagini, la fedeltà all'ambiente e la coerenza nella testimonianza di un dipingere che ha conquistato il pubblico per il suo costante amore per l'antica "veduta" e per il suo sincero intento rappresentativo. La sua raffigurazione è sempre piacevole, pronta a catturare il profondo significato di una tradizione paesaggistica che sembra resistere a ogni cambiamento estetico. Questa tradizione è indissolubilmente legata alla cultura figurativa piemontese dell'Ottocento e del Primo Novecento.Campagnari ha sviluppato una linea espressiva distintiva e inconfondibile, dimostrando una notevole abilità nel rendere con leggerezza e delicatezza il candido manto della neve e nel catturare gli ultimi dettagli di un paesaggio in continua trasformazione con il passare delle stagioni. La sua opera è un tributo duraturo alla bellezza della natura e alla ricca tradizione artistica dell'Ottocento e del primo Novecento, che continua a influenzare e a ispirare gli amanti di un genere pittorico che, pur in un mondo in continua evoluzione, resta un richiamo sentito e rassicurante nelle giornate agitate della nostra esistenza.

Lotti dal 25 al 40 di 40
Mostra
×

Asta 65 - Dipinti di di pregio XIX e XX secolo.

Gentili amici e appassionati d’arte,

Siamo lieti di informarvi che è disponibile online il catalogo dell' Asta 65, in programma sabato 21 febbraio 2026 alle ore 15:00, con diretta video.

Sessioni

  • 21 febbraio 2026 ore 15:00 Sabato 21 febbraio, inizio ore 15:00 (1 - 40)

Esposizione

MOSTRA ASTA


La visione delle opere, presso la sede di Brescia, Via Fratelli Cairoli 26, è su appuntamento, via telefono o whatsapp +39 351 3351 356.

Pagamenti e Spedizioni

Contanti fino a 4.999 euro,

assegno circolare,

bonifico bancario,

carta di credito (Potrebbero applicarsi commissioni)


Per ricevere preventivi dettagliati riguardanti le spedizioni, vi invitiamo gentilmente a inviarci una email all'indirizzo aste@galleriasantagiualia.com. Il costo medio delle spedizioni varia solitamente da 40 a 100 euro, a seconda della tecnica e delle dimensioni del dipinto.

Condizioni di vendita

Scarica il documento di Condizioni di Vendita

Commissioni

25% sul prezzo di aggiudicazione.

Rilanci

  • da 0 a 500 rilancio di 25
  • da 500 a 1000 rilancio di 50
  • da 1000 a 5000 rilancio di 100
  • da 5000 a 10000 rilancio di 200
  • da 10000 in avanti rilancio di 500