500 ANNI DI AUTOGRAFI - PARTE SECONDA
-
Lotto 160 Renato Ricci (Carrara 1896 - Roma 1956)
Figli della Lupa - Balilla
Autografo su fotografia
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Autografo su fotografia del politico e militare italiano Renato Ricci, rappresentato con alcuni figli della lupa e balilla. Ministro delle corporazioni durante il Regno d'Italia dal 31 ottobre 1939 al 5 febbraio 1943, precedentemente Presidente dell'Opera Nazionale Balilla dal 1926 al 1937, Ricci, con l'avvento della Repubblica Sociale Italiana, fu Comandante della Guardia Nazionale Repubblicana fino al 1944. Dopo il diploma di ragioneria si arruolò volontario nel 1915 nei bersaglieri con il grado di tenente nella prima guerra mondiale, partecipando a tutta la guerra e meritandosi due Medaglie al Valore ed una Croce al merito di guerra. Squadrista convinto, aderì al Partito Nazionale Fascista (PNF) nel maggio del 1921 ed un mese dopo fondò il Fascio della sua Carrara. La sua rapida scalata politica gli fece conseguire la nomina di Commissario per l'Ente Portuale di Carrara e la sovraintendenza all'attività dell'estrazione e del commercio dei marmi. Nel dicembre 1925 Mussolini diede a Ricci la guida del movimento giovanile del PNF (l'Avanguardia giovanile fascista). Poco dopo fu presidente dell'Opera nazionale balilla (ONB) fondata nel 1926. Nei programmi di Benito Mussolini la figura di Renato Ricci occupava una posizione di rilievo per l'attuazione di un vasto programma di coordinamento, formazione e controllo della gioventù italiana. Mussolini, che riteneva fondamentale la formazione politica e fisica del "cittadino-soldato", concepì a questo scopo l'Opera nazionale balilla (ONB), inquadrandovi ragazzi, anche giovanissimi, nel tentativo di ostacolare altre influenti organizzazioni giovanili in espansione come l'Azione Cattolica e gli scout. Sotto la supervisione di Ricci, i balilla e gli avanguardisti furono sottoposti al più ampio esperimento di educazione di Stato e di irreggimentazione che l'Italia abbia conosciuto. Questo esperimento portò nel giro di un decennio alla costruzione di centinaia di Case del balilla, investendo l'intero territorio nazionale ed arrivando a contare oltre tre milioni di giovani iscritti. -
Lotto 161 Pompeo Gherardo Molmenti (Venezia 1852 - Roma 1928)
La bancarotta del positivismo
Tre lettere autografe firmate
Sei pagine
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 3
Pompeo Gherardo Molmenti iniziò a scrivere i primi romanzi già a quattordici anni, quando pubblicò 'Il Castello di Zumelle' (1866), a tema storico, cui seguirono 'Impressioni letterarie' (edito due volte nel 1873 e nel 1879) e 'Clara' (1875). Nel 1889 ottenne la libera docenza in Storia della Repubblica di Venezia ma abbandonò la carriera accademica l'anno successivo, quando fu eletto al Parlamento. La sua lunga attività politica culminò nel 1909 quando venne nominato senatore del Regno. Tre lettere autografe firmate, risalenti all'ultima decade del sec. XIX, su questioni editoriali e bibliografiche. Riportiamo un passo a titolo di esempio: "Sicuro, Ella potrebbe essermi molto utile, scrivendo sul Cittadino, col suo stimato nome, un articolo che mi facesse meglio conoscere ai credenti bresciani. Un articolo, beninteso, non elettorale, e, se permette, gliene dò io l'argomento: l'articolo potrebbe intitolarsi La bancarotta della scienza. Ella può dire come nell'arte, nella famiglia, nelle lettere, nella musica, l'animo, stanco di quest'orgia di gretto positivismo che minaccia affogarci, si rivolga ad un pensiero che non è di questa terra, all'ideale, a Dio...". Per un totale di sei pagine in vario formato. -
Lotto 162 Ugo Pesci (Firenze 1846 - Bologna 1908)
Rinuncia alla direzione della Gazzetta dell'Emilia
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Bologna 3 ottobre 1896
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Bologna 3 ottobre 1896' del giornalista e patriota, noto studioso di Casa Savoia (avendo avuto l'occasione di frequentare la corte di Vittorio Emanuele II a Roma), direttore della 'Gazzetta dell'Emilia' dal 1888 al 1901.
Dopo gli studi a Firenze, ove era nato nel 1846, frequentò l'Accademia militare di Modena conseguendo nel 1865 il grado di sottotenente. Nella terza guerra d'indipendenza, ufficiale dei granatieri, prese parte alla battaglia di Custoza. Terminata la carriera militare, intraprese quella giornalistica, lavorando nella redazione fiorentina del Fanfulla. Nel 1870, come inviato del medesimo quotidiano, assistette alla breccia di Porta Pia. Diretta ad un collega, nella quale rettifica una notizia sul suo conto apparsa sul 'Resto del Carlino': "..per dire che non ho "abbandonato" la direzione della Gazzetta, ma ne sono stato messo fuori dopo sette anni e quattro mesi, senza alcun preavviso. Né può esser vero che tale inaspettato congedo sia stato conseguenza di divergenze politiche fra me e i capi del partito quale la Gazzetta era l'organo, perché anche a loro è giunta improvvisa la notizia e non pur essi sanno la ragione...". Due pagine in-8, su bifolio, con alcune cassature e correzioni autografe al testo. Sulla “Gazzetta” intervenne più volte Giosuè Carducci, soprattutto durante il governo Crispi, da lui sostenuto con entusiasmo. La sua collaborazione cessò nel 1901, dopo che Ugo Pesci ebbe lasciato la direzione.
Il 5 febbraio 1909 La Gazzetta dell'Emilia fu il primo giornale a pubblicare il Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti. -
Lotto 163 Maria Pezzé Pascolato (Venezia 1869 - 1933)
Fracassetti - storia della assistenza sociale in Italia
Lettera autografa firmata su cartolina postale viaggiata
Una pagina
Firma/data: Venezia 26
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata su cartolina postale viaggiata datata 'Venezia 26', è stato aggiunto successivamente e da altra mano 'marzo 1900', dell'illustre pedagogista, letterata e traduttrice veneziana (tradusse per prima in italiano le fiabe di Hans Christian Andersen, ricevendo per questo l'elogio del Carducci) Maria Pezzé Pascolato. Maria è molto attiva anche nell'assistenza dei più bisognosi, ammalati, alcolisti e presta particolare attenzione ai più piccoli. Nel 1927 diviene delegata provinciale dei fasci femminili e, sempre nello stesso anno assunse la direzione provinciale dell'Opera nazionale per la protezione della maternità e dell'infanzia e continua l'attività della madre nella Croce Rossa. Sempre a lei si deve l'organizzazione del primo trasposto su barche per gli ammalati veneziani. Il Comune di Venezia le affida negli anni diversi incarichi come la direzione del servizio ispettivo delle scuole, l'organizzazione dei corsi nell'Istituto professionale femminile comunale "Vendramin Corner" (1898). Nel 1923 Giovanni Gentile la vuole come membro della Commissione governativa incaricata di selezionare i libri da adottare nelle scuole elementari. Nel 1926 fonda a Venezia la prima biblioteca per ragazzi italiana. La missiva è indirizzata alla collega Francy Fracassetti, circa una missiva spedita (e mai arrivata) da parte del marito di quest'ultima: "Una lettera del Prof. Fracassetti deve essere stata respinta a Roma: così io non so le ultime notizie, ma spero bene che la mia gentile amica non vorrà mancare al trionfo di suo marito. E spero che vorranno tenerci compagnia approfittando della nostra modesta casa...". -
Lotto 164 Antonio Salvetti (Colle Val d'Elsa 1854 - ivi 1931)
Circolo degli Artisti di Firenze - storia del socialismo
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Colle Val d'Elsa 1 gennaio 1906
Stato di conservazione: buono (lievissimi fori, strappo alla piega centrale)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Colle Val d'Elsa 1 gennaio 1906', del pittore macchiaiolo, architetto e uomo politico socialista, amico e collaboratore di Niccolò Cannicci, Telemaco Signorini e Giovanni Fattori, diretta al Presidente del Circolo degli Artisti di Firenze, al quale comunica di: "dover dare le dimissioni da socio di codesto onorevole sodalizio del quale fui tra i fondatori..." "Costretto dagli affari ad assentarmi per molto tempo da Firenze". Una pagina in-8, su carta intestata. Di idee socialiste, il 7 marzo 1897 Salvetti divenne sindaco di Colle di Val d'Elsa, divenendo uno dei primi sindaci socialisti d'Italia ed il primo in Toscana. Colle di Val d'Elsa era, in quel periodo una delle città più industriose della Toscana e notevoli erano i fermenti sociali e culturali, portati avanti anche attraverso la stampa politica, come il periodico socialista La Martinella. Nelle elezioni del 1897 il partito socialista ottenne un eclatante risultato elettorale, riuscendo ad eleggere 14 consiglieri su 20 al Consiglio comunale e dando subito luogo ad una serie di riforme in favore della popolazione meno abbiente: furono aumentate le tasse per i possidenti ed i commercianti più facoltosi, migliorando, nel contempo, le condizioni di vita degli operai; anche le finanze comunali ne risentirono positivamente e si poté dar luogo a contributi per i ricoveri ospedalieri e per l'acquisto dei testi scolastici per le categorie meno abbienti. -
Lotto 165 David Ruben Segré (Torino 1836 - Roma 1920)
Gazzetta Toscana
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: li 4 agosto 1871
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata 'li 4 agosto 1871' del giornalista, collaboratore del settimanale umoristico 'La Lente' diretta al Signor Bencini di Firenze. "Assumo ben di buon grado la redazione in capo della Gazzetta Toscana, obbligandomi a dirigere il giornale, a fare un articolo un giorno sì e un giorno no, un'appendice firmata per settimana, lo spoglio di notizie italiane ed estere, ed ultime notizie quando ce ne sono...". Due pagine in-8. -
Lotto 166 Rosalia Crispi (Saint-Jorioz, 12 gennaio 1823 – Roma, 10 novembre 1904)
Saluti affettuosi allo zio
Bigliettino
Firma/data: 8 maggio 1903
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Rosalia Crispi, nativa della Savoia, allora parte del Regno di Sardegna, fu moglie di Francesco Crispi ed è celebre quale unica partecipante femminile alla spedizione dei Mille, anche se in territorio siciliano i garibaldini ebbero tra le proprie file anche altre donne, come la veneta Antonia Masanello, la romana "Marzia" (mai pienamente identificata), la palermitana Lia, compagna di Narciso Cozzo, e l'anglo-italiana Jessie White-Mario, secondo quanto ricordato dallo stesso Garibaldi nel suo racconto "I Mille". Moglie dello statista Francesco Crispi fino al 1874, saluta affettuosamente uno zio avvocato. -
Lotto 167 Raffaele Volpe (n. Napoli 1843)
Bolivia, diplomazia internazionale, Cristoforo Negri, Accademia Pontaniana di Napoli
Due lettere autografe firmate
Otto pagine in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe firmate, datate rispettivamente al 1870 e 1872 di Raffaele Volpe, Capitano di Vascello della Regia Marina Italiana, al comando dell'ariete torpediniere Giovanni Bausan, dirette al geografo Cristoforo Negri, circa il progetto di stipulare un trattato commerciale con la Bolivia: "Il Console di Bolivia propone di annodare con la Repubblica Boliviana un trattato commerciale e postale. E' sembra che sia il solo stato di America col quale l'Italia non abbia un qualsiasi trattato. Certamente noi saremmo assai lieti, se, a similitudine di quanto già fecero i Comandanti della Magenta e della Clotilde potesse il nostro Comandante avere anch'egli la occasione di trattare. Nella circostanza attuale, il Signor Narducci e Lei, Signor Commendatore, potrebbero, io penso, preparare l'autorizzazione necessaria, il primo avvalendosi delle sue relazioni personali col Presidente della Bolivia, ed Ella avvalendosi del credito che gode presso il Ministero nostro degli Affari Esteri...". Per un totale di otto pagine in-8. -
Lotto 168 Cassone Della Torre (Milano 1270 ca. - Firenze 1318)
Redazione delle Costituzioni del Concilio Provinciale
Documento manoscritto
Registro di 51 fogli, di cui 48 utilizzati per la scrittura coperta in cartone grezzo
Firma/data: Prima metà del ‘500
Stato di conservazione: discreto (foro)
Numero componenti del lotto: 1
Documento manoscritto di grande importanza storica contenente la redazione delle Costituzioni del Concilio Provinciale, promulgate dall'Arcivescovo di Milano Cassone della Torre il 5 luglio 1311. Sono presenti 34 rubriche con altrettante prescrizioni, quali: 'Rubrica de armis non portando et ludis vitando et aliis non damnificando'; 'Rubrica de mulieribus et filiis illegiptimis non retinendo secum'; Rubrica quod nullus beneficium ammumat sine canonica institutione'; 'De usuris errogando pauperis'. Registro di 51 fogli, di cui 48 utilizzati per la scrittura coperta in cartone grezzo. Carta con inchiostro bruno. Scrittura umanistica corsiva. Cassone (citato nei documenti anche come Casso, Castonus, Cassono, Castone, Gastone) Della Torre, nipote di Napoleone signore di Milano, lasciò Milano insieme con altri esponenti della sua famiglia dopo la sconfitta di Desio del 21 gennaio 1277 e si rifugiò in Friuli ove fu nominato canonico di Cividale. Rientrò a Milano nel 1302, dopo la cacciata dalla città di Matteo Visconti e di suo figlio Galeazzo, fu canonico della cattedrale fino al 1308. Fu poi eletto Arcivescovo il 12 febbraio 1308 dai canonici, che approfittarono della debolezza del potere pontificio seguita al trasferimento ad Avignone, per impedire che il Pontefice scavalcasse il Capitolo e imponesse, tramite una nomina diretta, un Arcivescovo di suo gradimento. Il 5 luglio 1311 il Della Torre si trovava in esilio a Bergamo, in seguito all'attacco ai suoi beni e alla sua famiglia perpetrato dai Visconti, a dispetto della protezione imperiale (Cassone aveva incoronato Enrico VII re d'Italia in S.Ambrogio il 6 gennaio 1311). A Bergamo dunque convocò il sinodo provinciale, le cui sessioni si svolsero tra il 5 e il 9 luglio nella chiesa di S.Vincenzo Martire. Si tratta dell'ultimo concilio provinciale pretridentino, che, sebbene convocato per motivi politici, fu buona occasione per ribadire e chiarire norme disciplinari. Tra gli altri problemi affrontati, fu definito l'abito dei sacerdoti, fu stabilita la dipendenza del clero regolare dal Papa anziché dall'autorità diocesana, fu condannato e bollato come infamia l'esercizio dell'usura, precisati alcuni peccati, che per la loro gravità avrebbero potuto essere assolti soltanto dai vescovi. Tali deliberazioni vennero ordinate in trentaquattro capitoli, preceduti da un'introduzione e seguiti da una chiusa, e successivamente diffuse nelle diocesi. Il manoscritto è databile alla prima metà del ‘500. -
Lotto 169 André Lebon (Dieppe 1859 - Parigi 1938)
Partito Repubblicano - Colonie francesi
Lettera autografa firmata
Una pagina e mezza in-8
Firma/data: Paris le 22 octobre 1885
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata Paris le 22 octobre 1885 dell'uomo politico, docente e uomo d'affari noto anche con il nom de plume di André Daniel, nella quale comunica al corrispondente le proprie preoccupazioni circa la situazione del loro partito. "Mais le succès partiel, notre majorité numerique dans la chambre, ne mì émpechent pas de voir sombre. Notre parti est irrémédiablement divisé: les radicaux sont maitres de la Chambre...". Una pagina e mezza in-8, su carta intestata 'Sénat - Présidence'.
Lebon ebbe un ruolo importante nella costruzione della repubblica francese come sistema liberale moderno. Voleva che la repubblica fosse aperta a tutti e, pur rispettando la libertà della chiesa, voleva che non avesse alcuna influenza sulla legislazione. Lebon fu segretario della Camera dei deputati fino al 1895. Fu responsabile delle commissioni Lavoro e Bilancio per l'esercizio finanziario 1897, Ministro del Commercio, dell'Industria e delle Poste e Telegrafi nel 1895 e delle colonie dal 1896 al 1898. Lebon è stato il primo ministro delle colonie ad avervi svolto una visita ufficiale, in Senegal. È stato criticato per aver preso misure inutilmente dure contro Alfred Dreyfus durante la sua prigionia a Devil's Island. Lebon si dedicò poi agli affari divevendo un pilastro della finanza internazionale: fu censore del Crédit Foncier de France, presidente del consiglio di amministrazione del Crédit Foncier d'Algerie, della compagnia di navigazione Messageries Maritimes e di diverse società finanziarie e industriali. Divenne primo presidente del Comité central des armateurs de France (CCAF: Comitato centrale degli armatori francesi). -
Lotto 170 [Félix Pyat (Vierzon 1810 - Saint Gratien 1889)]
Biografia di Félix Pyat
Documento manoscritto
Una pagina
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Biografia del drammaturgo, giornalista e uomo politico, figura di spicco della Comune di Parigi (1871) Félix Pyat. Lavorò in diversi giornali quali 'Le Figaro', 'Charivari'e 'Revue démocratique'. Dal 1832 al 1847 scrisse diversi drammi teatrali alcuni dei quali interpretati da un famoso attore dell'epoca, Frédérick Lemaître. Durante la Rivoluzione del 1848 venne eletto deputato della Sinistra all'Assemblea Costituente e a quella Legislativa nel 1849. Compromesso con la manifestazione del 13 giugno – una protesta contro la spedizione delle truppe francesi a Roma – fuggì in Svizzera, poi passò a Bruxelles e infine a Londra. Qui si unì ai rivoluzionari francesi in esilio, aderenti a La Commune révolutionnaire, e scrisse molti opuscoli politici. Nel 1864 aderì alla Prima Internazionale sperando d'imporsi ai vertici grazie alla sua oratoria, ma Marx si oppose: 'contrario a che l'Internazionale servisse ai suoi effetti teatrali'. Tornato a Parigi alla proclamazione della Repubblica, fondò il giornale 'Le Combat' e nel 1871 fu eletto all'Assemblea Nazionale, ma si dimise il 3 marzo per protesta contro l'approvazione dei preliminari di pace con la Germania. Fondò il nuovo giornale 'Le Vengeur' e prese parte alla Comune, venendo eletto al Consiglio il 26 marzo 1871. Quando, il 22 maggio, le truppe di Versailles entrarono a Parigi, chiamò dal suo giornale la resistenza e si nascose. Riapparve in giugno a Londra, mentre la corte militare lo condannava a morte in contumacia. Tornò in Francia con l'amnistia del 1880 e fu eletto deputato nel 1888. Scheda biografica di Pyat per 'Extrait du Dictionnaire Général de Biographie Contemporaine par Adolphe Bitard et du Dictionnaire Universel des Contemporains'. Il primo dizionario, realizzato da Adolphe Bitard, fu edito a Parigi nel 1878, il secondo da Louis Gustave Vapereau nel 1858. In alto a destra è impresso un timbro: 'La traduction et reproduction en langue italienne d'auteurs francais. 5 feb. 03. Augusto Cagliani. Meina - Lac Majeur'. 4 cc. vergate recto/verso con numerose correzioni e cassature. -
Lotto 171 Zaid Al-Rifai (Amman 1936)
Primo Ministro Giordania
Firma autografa su biglietto da visita
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Firma autografa su biglietto da visita del primo ministro di Giordania dal 1985 al 1989. Acclusa busta indirizzata a Rolando Sensini, noto collezionista di Macerata. Zaid Al-Rifai è stato Primo Ministro della Giordania e ha formato quattro diversi governi, l'ultimo dei quali è stato il governo giordano più longevo nella storia del regno. -
Lotto 172 (Gastronomia) Pasticceria e liquori - Padova 1870 - 1914
Ricette di cucina
Venti documenti
53 pagine
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2020
Insieme di circa 20 ricette di cucina inviate da Padova in uno scambio epistolare famigliare. Tra le ricette presenti: poncino, zabaione di cioccolato, vov, frittelle, rosolio di latte, pinza di quaresima etc. "Sciroppo di marene: 1/2 litro di vino buono rosso, 1/2 kg di zucchero, e il succo di quattro limoni. Si fa bollire tutto per circa 1/4 d'ora...". Per un totale di 53 pagine in vario formato. -
Lotto 173 (Gastronomia) Cucina italiana - Padova 1870 - 1914
Gastronomia
Insieme di circa 15 ricette di cucina
34 pagine
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1717
Insieme di circa 15 ricette di cucina inviate da Padova in uno scambio epistolare famigliare. Tra le ricette: riso con carciofi, minestrone di patate, cappelletti etc. "1/2 Kg di riso, 4 carciofi, 1 cipolla, sedano, prezzemolo, due cucchiai d'olio...". Per un totale di 34 pagine in vario formato. Sono accluse 2 ricette per fare il sapone ed il bucato. -
Lotto 174 Giovanni Corsi (Verona 1822 - Monza 1890)
Pianoforti - Conti Suman
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: 2.7bre.51
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Corsi nacque a Verona nell'anno 1822 da Giuseppe e da Teresa Ferranti. Iniziò gli studi musicali imparando a suonare il violoncello, il flauto e il pianoforte, poi, laureatosi in legge a Padova, preferì dedicarsi al teatro. Debuttò come baritono al teatro alla Canobbiana di Milano nel 1844 nella 'Cenerentola' di G. Rossini. L'anno successivo si produsse nello stesso teatro ne L'elisir d'amore (Belcore) di G. Donizetti, nella Beatrice di Tenda (Filippo) di V. Bellini e nella Lucia di Lammermoor di Donizetti, dove riscosse i maggiori consensi. Nell'agosto dello stesso anno venne scritturato al teatro alla Scala di Milano per la parte del governatore Gessler nel Guglielmo Tell di Rossini. Fu poi alla Scala quasi tutti gli anni fino al 1860.
All'estero fu a Costantinopoli (1850-51: Lucia di Lammermoor, Attila, Puritani) e a Parigi, dove, scritturato al Théâtre Italien negli anni 1856-1858, ebbe forse i maggiori successi della carriera: interprete qui di Beatrice di Tenda, I due Foscari, Barbiere di Siviglia, Lucrezia Borgia, Gazza ladra, Maria di Rohan, Traviata, Cenerentola, Don Pasquale, Linda di Chamounix, Don Desiderio di G. Poniatowski, Otello di Rossini, Trovatore e Rigoletto. In quest'ultima fu giudicato almeno pari, se non superiore, ai più famosi protagonisti dell'opera.
Nella lettera in asta Corsi interviene in favore del Conte Suman, "bravissimo dilettante di pianoforte", per ottenere l'interessamento del pianista Adolfo Fumagalli rispetto ad alcuni strumenti. -
Lotto 175 Nicola De Pirro (Nocara 1898 - Roma 1979)
Cinema e teatro
Biglietto con righi autografi e firmato
Un biglietto
Firma/data: Roma, 27 dic. 1947
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Biglietto con righi autografi e firmato dal dirigente pubblico e dirigente italiano fondatore della “Associazione Nazionale della Federazione degli Industriali dello Spettacolo” e amico di Giuseppe Bottai, tanto da far parte del sottosegretariato alla stampa e alla cultura che nel 1935 divenne il MINCULPOP (Ministero della cultura popolare). Nel 1932 fondò insieme a Silvio D'Amico la rivista "Scenario", che diresse fino alla chiusura nel 1943. -
Lotto 176 Senatore Sparapani (Roma 1847- Firenze 1926)
Baritono
Autografo su ritratto fotografico
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Autografo su ritratto fotografico del noto baritono e compositore, Senatore Sparapani scattata presso lo Stabilimento Fotografico Montabone di C. Marcozzi. Sparapani debuttò a Vercelli nel 1867 in 'Un Ballo in maschera'. Sostenne il ruolo di Ulmo in 'Edmea' di Alfredo Catalani in occasione del debutto di Arturo Toscanini al Teatro Carignano di Torino il 4 novembre 1886. -
Lotto 177 Augusto Genina (Roma 1892- Roma 1957)
Anna Monica Mazzarelli
Lettera firmata
Una pagina fronte-recto
Firma/data: 25 giugno 1943
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera firmata, datata '25 giugno 1943', del regista cinematografico Augusto Genina. Dal 1911 fu autore di commedie e critico drammatico per la rivista 'Il Mondo'. Su consiglio di Aldo De Benedetti, Genina passò al cinema come soggettista per la società 'Film d'Arte Italiana'. In seguito passò alla 'Cines'. Da ricordare il film 'Lo scaldino' (1920), tratto dall'omonima novella di Pirandello. Dopo quasi un decennio passato all'estero, Genina fece ritorno definitivo in Italia alla fine degli anni trenta. Nel 1936 diresse nel deserto libico il film bellico 'Lo squadrone bianco', che vinse la Coppa Mussolini al miglior film italiano al Festival di Venezia. La missiva è diretta ad Adriano Lualdi, al quale chiede se può conoscere e sentire sua nipote Anna Monica Mazzarelli, cantante e interprete a cui erano state affidate diverse parti liriche tra cui Violetta, nella 'Traviata' presso il Teatro dell’Opera di Roma: "Vi scrivo per per chiederVi un favore, ma anche per farVi conoscere una giovane cantante che ha una voce bellissima e un talento musicale veramente singolare. Si tratta di mia nipote la signorina Anna Monica Mazzerelli". "... la teneste presente per qualche incisione importante." Una pagina fronte-recto. -
Lotto 179 Alessandro Bonsanti (Firenze 1904 - ivi 1984)
Martino Lorè
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: 2 Aprile 1965
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '2 Aprile 1965' dello scrittore e uomo politico, direttore del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux (dal 1941) e sindaco di Firenze nel 1983. "Il M. Loré del Conservatorio di musica di Bologna, mi prega di sottoporle questo promemoria. In particolar modo, sono importanti, dato il tipo particolare di questi istituti, i punti segnati in rosso. Adempio con molto piacere l'incarico, e la ringrazio fin d'ora, a nome degli amici del sindacato...". Martino Lorè fu un celebre oboista, docente al Conservatorio di Bologna. Due pagine in-8. -
Lotto 180 Giovanni Battista Dall'Olio (Sesso 1739 - Modena 1823)
Terme porretane - amicizia
Lettera autografa firmata
Tre pagine in-4
Firma/data: Modena 12 Gennaio 1808
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata di Giovanni Battista Dall'Olio, musicologo, liutaio, organista e letterato, maestro compositore presso l'Accademia Filarmonica di Bologna (1812), curatore del fondo musicale della Biblioteca Estense e autore di saggi critici e scientifici. Studiò filosofia e musica e fu allievo del celebre padre Giovanni Battista Martini. Dal 1764 fu maestro di scuola e organista a Rubiera, dove rimase fino al 1784, quando il duca Francesco III d'Este lo nominò Ragioniere ducale e, dopo tre anni, Maestro generale di canto, carica che mantenne fino al 1814.
La missiva tratta delle Terme porretane, a partire da alcune carte "di Castiglioni". Alcuni passaggi divertenti: "memoria d'un uomo estinto, sebbene non sia stato d'una amicizia pienamente candida e sentimentale. I veri amici sono pochissimi; questa considerazione ci deve guidare a non pretendere di rinvenire dei tesori d'una somma rarità". Tre pagine in-4. -
Lotto 181 Gemma Ferruggia (Livorno 1867 - Milano 1930)
Carteggio a Aida e Vittorio Gnecchi
Carteggio costituito da quattro lettere autografe firmate
Quattro pagine in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 5
Gemma Ferrugia rinomata scrittrice e drammaturga, amica di Eleonora Duse, ebbe un'intensa attività di conferenziera, e scrisse anche articoli per riviste (tra cui una rubrica fissa per il quindicinale 'Io Donna') ed alcune opere teatrali. Tra le sue opere più note vi furono il romanzo 'Follie muliebri' e 'Nostra Signora del mar dolce', ispirato da un suo viaggio in Brasile. Durante la prima guerra mondiale collaborò con il giornale 'Il fronte interno' come corrispondente di guerra. Carteggio costituito da quattro lettere autografe firmate, risalenti al 1921, tre delle quali dirette ad Aida Gnecchi-Chiesa e una diretta al compositore Vittorio Gnecchi. Un passo a titolo di esempio: "Ma...chiedo una grazia. il Maestro Giovanni Re (l'eroico mutilato che a simiglianza di Gèza Zichy suona con una mano sola) devotissimo a suo marito, si è offerto di...sostituire la mia Voce...". Quattro pagine in-8 (biglietto postale). E' unito biglietto autografo. -
Lotto 183 Vincenzo Gerace (Cittanova 1876 - Roma 1930)
Estetica - musica - Benedetti Croce - Adriano Lualdi
Due lettere autografe firmate (una su cartolina postale viaggiata)
Tre pagine
Firma/data: 1929 e 1930
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe firmate (una su cartolina postale viaggiata) datate al 1929 e al 1930, dello scrittore e giornalista, Vincenzo Gerace, intimo di Benedetto Croce, entrambe dirette al musicista Adriano Lualdi, su questioni editoriali: "Le mando queste Bozze (non avendone ancora gli estratti) d'un mio Dialogo ove è accennata l'ipotesi di filosofia estetica che il sentimento musicale sia esso il primordiale fonte onde promanano tutte le Arti...". Tre pagine in diverso formato. -
Lotto 184 Leopoldo Pullé (Verona 1835 - Milano 1917)
Aldo Noseda - Filodrammatica di Milano
Lettera autografa firmata
Una pagina in-16
Firma/data: mercoledì 7 maggio 1879
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'mercoledì 7 maggio 1879' dello scrittore, drammaturgo, patriota e uomo politico, nominato senatore del Regno d'Italia nel 1905 Leopoldo Pullé, consigliere comunale a Milano sotto la prima amministrazione Belinzaghi. La missiva è diretta ad Aldo Noseda (1853-1916), fra i più influenti editorialisti musicali dell'epoca, nella quale prende accordi per un incontro: "Ti prego di non mancare stasera alle 8 1/2 in via Righi N. 11, ove ha luogo una seduta della commissione filodr(ammatica)...". Una pagina in-16, carta intestata. -
Lotto 185 Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842 - ivi 1911)
Caffè Florian Venezia
Lettera autografa firmata
Due pagine in-16
Firma/data: Vicenza 12.12.1897
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Vicenza 12.12.1897' dell'illustre scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, diretta ad un amico, con il quale prende accordi per un incontro al celebre Caffè Florian di Venezia: "Domenica 26 corr. c'è seduta all'Istituto. Non ripartirò da Venezia che con l'ultima corsa per la speranza di passare un'ora con te e, se possibile, con Selvatico. Andrò a pranzo verso le 7, al Firenze, e poi verrò da Florian. Dobbiamo anche parlare degli Olimpici che ti sospirano...". Citati il commediografo Riccardo Selvatico e i membri della Accademia Olimpica di Vicenza, l'istituto fondato nel 1555 l'accesso al quale era ottenuto non con la nobilità del sangue ma della mente. Due pagine in-16 obl. -
Lotto 186 Gaetano Negri (Milano 1838 - Varazze 1902)
Militare, storico e uomo politico
Due lettere autografe (una firmata) vergate su biglietti da visita
Quattro pagine in-16
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe (una firmata) vergate su biglietti da visita, s.d., del militare, geologo, storico e uomo politico, sindaco di Milano dal 1884 al 1889. "Io mi farò premura di trasmettere la raccomandazione al Preside dell'Accad. Scient. Letteraria al quale spetta la nomina del custode...". Quattro pagine in-16.
Dal 1891 al 1902, Negri fu Senatore del Regno, titolo riportato in capo al cartocino. Nel 1891, per la Hoepli, Negri effettuò una nuova traduzione in italiano della favola "Pierino Porcospino" ("Der Struwwelpeter") di Heinrich Hoffmann, che riscosse particolare successo, curandone poi, nel 1898, una sorta di continuazione, sotto il titolo "Pierino porcospino" vivente, caratterizzata da otto «figure mobili». Collaborò attivamente con alcuni importanti periodici, fra cui «La Perseveranza» e «Nuova Antologia». Scrisse diverse opere di divulgazione storica (specie di storia antica e moderna) e letteraria, più volte riedite, in particolare con la curatela del genero Michele Scherillo. Tra le prime, oltre al saggio su Bismarck, si segnala la fortunata biografia di Giuliano l'Apostata; tra le seconde si annoverano soprattutto i suoi lavori su George Eliot e Anatole France. -
Lotto 187 Giambattista Spallanzani (Scandiano 1772 - Reggio Emilia 1824)
Satira
Componimento autografo firmato
Due pagine in-8
Firma/data: Reggio 6 Xbre 1818
Stato di conservazione: discreto (piegature; fori dovuti all'acidità dell'inchiostro ferrogallico ledono parte del ductus)
Numero componenti del lotto: 1
Componimento autografo firmato datato 'Reggio 6 Xbre 1818' del dottore, nipote del celebre scienziato Lazzaro Spallanzani. Di professione medico, ma anche poeta, fu famoso per lo scontro con il letterato Luigi Cagnoli. I due letterati si colpivano con satire e canzonature: il Cagnoli diceva nei caffè che lo Spallanzani era poeta quando trattava di medicina ed era medico quando scriveva di poesia. Il componimento è un'opera di satira in versi, nella quale vengono nominati alcuni personaggi della Reggio Emilia dell’epoca. Alcuni passi: "Ma dove mai la Musa mia saltella: oh Conti mio perdona io vo’ temprando con le rime il dolor che mi flagella…". Due pagine in-8. -
Lotto 188 Francesco Algarotti (Venezia 1712 - Pisa 1764)
Saggio sopra l'accademia di Francia ch'è in Roma
Documento autografo
Due pagine in-8
Stato di conservazione: discreto (lacuna al margine inferiore)
Numero componenti del lotto: 1
L'educazione letteraria e scientifica di Algarotti è legata soprattutto agli anni trascorsi a Bologna, dove impostò, nelle sue linee fondamentali, il celebre 'Newtonianismo per le dame'; trasferitosi a Parigi, nel 1733, s'impose a quella società con il suo vivissimo ingegno e qui condusse a termine la sua opera di cui mutò il titolo in 'Dialoghi sopra l'ottica newtoniana'; dalla Francia passò a Londra e poi in Italia; più tardi dall'Inghilterra, dove era tornato nel 1738, si trasferì a Pietroburgo (e di questo viaggio lasciò vivace ricordo nei suoi 'Viaggi di Russia', in forma di lettere); di qui passò in Germania vivendo per due anni (dal 1740 al 1742) a fianco di Federico II che lo fece conte. Francesco Algarotti rappresenta la vastità d'interessi, la prontezza ad assimilare le più vive conquiste del pensiero, soprattutto l'ansia di divulgazione educativa che caratterizzano la civiltà illuministica. Furono di grande rilevanza il suo 'Saggio sopra l'opera in musica' (1762) e le 'Lettere sulla pittura', ricca fonte d'informazioni e di buoni giudizi. Ottimo conoscitore d'arte, ebbe da Augusto III di Sassonia l'incarico di fare acquisti in Italia per la galleria di Dresda, e fu egli stesso disegnatore e incisore. Documento autografo firmato, titolo 'Saggio sopra l'accademia di Francia ch'è in Roma'. Appunti bibliografici ed excursus sull'arte, da Tiziano all'Aretino, sa Salviati, Cigoli, Begarelli, Varotari, Tintoretto, Paolo Veronese, Sebastiano Ricci etc. Due pagine in-8, in lingua italiana (colonna di sinistra) e in lingua francese (colonna di destra). Le presenti pagine costituiscono parte di una bozza di lavoro per il "Saggio sopra la pittura" edito a Livorno nel 1763 per i tipi di Marco Coltellini. -
Lotto 189 Guglielmo Anastasi (Milano 1874 - Genova 1929)
"Il Ministro", "La Scelta" e il giornale "La Perseveranza"
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: Genova 4.XII.1900
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Genova 4.XII.1900' del narratore e autore drammatico, direttore della sede genovese dell''Italcable', su questioni letterarie: "Le ho inviato il mio nuovo romanzo 'Il Ministro'. Non dispero di avere pure su quest'opera, più vasta e complessa, il suo acuto e sommo giudizio. 'Il Ministro' darà ai nervi forse a qualche liberalone, a qualche demagogo parolaio e solenne...". Cita "una commedia La Scelta, in tre atti che presto sarà rappresentata. Le sarei anzi graditissimo... la cortesia di annunciarla, nel notiziario d'arte della Perseveranza." Due pagine in-8. -
Lotto 190 Antonio Barolini (Vicenza 1910 - Roma 1971)
Lev Tolstoj
Manoscritto autografo
Una pagina
Firma/data: Roma 17 dic. 1966
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Manoscritto autografo dello scrittore, poeta e giornalista, corrispondente dagli Stati Uniti per 'La Stampa', Antonio Barolini. Esordì come poeta nel 1930 con un volume pubblicato a sue spese 'Cinque canti'; nel 1938 uscì 'La gaia gioventù', permeato da un'aura religiosa che si approfondì nelle successive raccolte in versi. Accanto all'attività di poeta Antonio Barolini svolse quella di giornalista e di narratore. Nell’ultima fase della sua vita, diresse la più importante trasmissione letteraria della Rai degli anni Sessanta, 'L'approdo'. Nella missiva si legge: "Un tagliacarte e una logora cartella di cuoio, ecco quanto possiede ancora (...) Albertini, nipote di Tolstoi, dell'eredità del grande avo...". "l'eredità di Tolstoi è un'indivisibile e (...) patrimonio del mondo e di ogni singola creatura umana animata da concreta volontà, vera sincera buona volontà di pace...". E’ unita una lettera autografa firmata, 'datata 17 dic. 1966' relativa al suddetto articolo, 'pensieri di Lev Tolstoi sulla pace'. Una pagina in-4, carta intestata 'La fiera letteraria'. -
Lotto 191 Raffaello Barbiera (Venezia 1851 - Milano 1934)
Milelli - Carducci - Musset - Heine - poesia giovane - Corriere della Sera
Lettera autografa firmata
Tre pagine in-8, su bifolio
Firma/data: il 25 del 1894, Venezia
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Scrittore e giornalista, nel gennaio 1876 Eugenio Torelli Violler (che allora dirigeva il quotidiano 'La Lombardia') lo chiamò a Milano a far parte della costituenda redazione del nuovo quotidiano, 'Il Corriere della Sera', che stava fondando; vi rimase come redattore dal primo numero (5 marzo 1876) fino al 1882, e continuò poi per più anni la collaborazione letteraria. Bella lettera giovanile autografa firmata, datata 'il 25 del 1894, Venezia', diretta al poeta e garibaldino Domenico Milelli (come riporta nota a matita blu di altra mano). "Grazie infinite pel prezioso ricambio. Io già conoscevo i suoi versi, ma non erano fra' miei libri. Nella sua limpida onda veggo riflesse le iridi del Musset e dell'Heine, che sono i poeti di noi giovani, ma l'onda è sua; e freme armoniosa, limpida e cara. Io non le fo' formale promessa di parlar pubblicamente de' suoi versi, perché non so se la potrei mantenere. La letteratura non è l'anima delle occupazioni della mia vita: non è la stoffa che mi copre: è piuttosto un sorriso fra le noje di cure amministrative, è frangia che mi adorna. L'amico Costanzo ha aspettato per ben quattro mesi una mia breve recensione sulle sue ottime poesie nella Gazzetta di Venezia; l'illustre Massarani ne ha aspettati cinque: aspetta ancora un mio giudizio il Carducci. Nulladimeno, darò a leggere i suoi versi a' miei amici (alle amiche no, perché potrebbero storcere il nasino a qualche poesia un po' troppo realista) e sono sicuro che i suoi bei versi piaceranno...". Tre pagine in-8, su bifolio. -
Lotto 193 Giovanni Bertacchi (Chiavenna 1869 - Milano 1942)
Articoli
Due lettere autografe firmate
Entrambe una pagina in-4
Firma/data: Chiavenna 8.10.1931
Milano 26.I.1932
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe firmate del poeta e critico letterario autore del 'Canzoniere delle Alpi' (1895) docente all'università di Padova dal 1916 al 1938. Nella prima missiva, datata 'Chiavenna 8.10.1931', Bertacchi fornisce indicazioni all'editore su come approntare il suo nuovo articolo: "Mi pregio inviare le bozze del mio articoletto, al cui proposito faccio notare quanto segue: 1. Credo che i portali riprodotti superino il numero di quelli dei quali è fatto cenno nel testo. Ciò è bene, anche perché 2. ciascuna fotografia riprodurrà in calce la relativa dicitura latina e la data, che riusciranno così facilmente interpretabili all'occhio...". Una pagina in-4. Nella seconda missiva, datata 'Milano 26.I.1932', Bertacchi scrive: "Le mando l'articolo 'Pastorizie'..." e si firma "Giovanni Bertacchi in arcadia Archita Miceneo", forse in riferimento ad una loggia alla quale può darsi sia appartenuto. Una pagina in-4. -
Lotto 194 Enzo Biagi (Lizzano in Belvedere 1920 - Milano 2007)
Corriere della Sera, Giorgio Pillon
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina in-4
Firma/data: Milano, 8 aprile 1965
Stato di conservazione: buono (piegature ai margini)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera datiloscritta firmata, 'Milano, 8 aprile 1965' del giornalista emiliano Enzo Biagi. L'idea di diventare giornalista gli nacque dopo aver letto 'Martin Eden' di Jack London.
Il 1º ottobre 1961 divenne direttore del Telegiornale. Realizzò una memorabile intervista a Salvatore Gallo, l'ergastolano ingiustamente rinchiuso a Ventotene, la cui vicenda porterà in seguito il Parlamento ad approvare la revisione dei processi anche dopo la sentenza di cassazione. Nel 1963 divenne inviato e collaboratore dei quotidiani Corriere della Sera e La Stampa. Nel 1981, dopo lo scandalo della P2 di Licio Gelli, lasciò il Corriere della Sera, dichiarando di non essere disposto a lavorare in un giornale controllato dalla massoneria, come sembrava emergere dalle inchieste della magistratura. Come lui stesso ha rivelato, Gelli, il leader della P2, aveva chiesto all'allora direttore del quotidiano, Franco Di Bella di cacciare Biagi o di mandarlo in Argentina. Nei primi anni 2000 continuò a criticare aspramente il governo Berlusconi, dalle colonne del Corriere della Sera. La missiva è diretta al collega Giorgio Pillon che aveva proposto una dispensa per il Corriere della Sera di cui Biagi era redattore: "La ringrazio del gentile ricordo e della cortese proposta, devo farle però presente che in questo momento la situazione delle dispense è tutt’altro che favorevole. Se ci sarà in futuro la possibilità di realizzare qualcosa del genere, stia certo che mi avvarrò della sua collaborazione. Molti amichevoli saluti". Una pagina in-4, su carta intestata "Enzo Biagi - Milano - Via Vigoni, 10". -
Lotto 195 Giuseppe Biamonti (San Biagio della Cima 1762 - Milano 1824)
Orlando Furioso
Noterelle autografe
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Torino 8 Aprile 1818
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Noterelle autografe e, inedite, all'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto del poeta, tragediografo ed erudito, professore di eloquenza all'università di Bologna e di Torino, Giuseppe Biamonti. 9 colonne in totale. Ogni colonna è suddivisa in due colonne di testo. Riportiamo un passo a titolo di esempio: "Ma il lamento d'Orlando nelle stanze 126, 127, 128 è tale ch'è impossibile ad imitarlo e tale che chi non sentirà intenerirsi non avrà cuore, chi non piangerà sarà senz'occhi...". Presente inoltre una bella lettera autografa firmata, una pagina in-8, datata 'Torino 8 Aprile 1818' di ringraziamento per l'invio del volume sulla casa di Orazio che trova “piena di bellissime cose, non senza un certo dispiacere che un francese descriva a noi così bene la parte più famosa dell’antica nostra Italia, e che anche in questo caso noi non abbiamo un’opera simile, e per nostra maggior vergogna è stampata a Roma in lingua francese (...)”. Di sapiente barocchismo la chiusa: “Tutte le altre cose che avrei a dirle su quest’opera (...) finché ambedue avessimo votato il sacco, il che non potrebbe avvenir mai finché durassero ambedue i nostri sacchi che sempre si riempiono, e il mio si empirebbe sempre, se il suo fosse vicino stabilmente al mio...”. Il riferimento è a: Bertrand Capmartin de Chaupy "Découverte de la maison de campagne d'Horace" pubblicato a Roma nel 1769. -
Lotto 196 Stanislao Bianciardi (Montegiovi 1811 - Firenze 1868)
All'editore Barbèra
Due lettere autografe firmate
Quattro pagine
Firma/data: 20 luglio 1864
24 giugno 1864
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe firmate, datate '20 luglio 1864' e '24 giugno 1864', del letterato, pedagogista e docente, intimo di Niccolò Tommaseo, Pietro Thouar ed Enrico Mayer, fondatore nel 1864 del periodico 'L'esaminatore', entrambe dirette all'editore Barbèra di Firenze, su questioni editoriali: "Mi mancano i fogli 9, 10, 11, 12, 13 mentre ho gli antecedenti, e i susseguenti a quelli. La modificazione proposta della lettera mi è piaciuta, e per se stessa, e perché prova lungo e coscienzioso amore dell'autrice per l'opera sua...". Quattro pagine in vario formato. -
Lotto 197 Giorgio Bocca (Cuneo 1920 - Milano 2011)
Giovanni Pieraccini
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Milano, 14-9-1965
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata 'Milano, 14-9-1965' dello scrittore e giornalista Giorgio Bocca. Giorgio Bocca incominciò a scrivere fin da adolescente, nella seconda metà degli anni trenta, su periodici a diffusione locale. Negli anni sessanta al 'Giorno' di Milano si affermò come inviato speciale, sia all'estero, sia con inchieste sulla vita italiana. Nel 1975 sostenne che l'esistenza delle Brigate Rosse fosse in realtà una favola raccontata agli italiani dagli inquirenti e dai servizi segreti, anche se qualche anno più tardi rivide pubblicamente le sue posizioni. Nel 1976 fu, insieme con Eugenio Scalfari, tra i fondatori del quotidiano 'la Repubblica', con cui da allora collaborò ininterrottamente. Tenne ininterrottamente sul settimanale L'Espresso la rubrica 'L'antitaliano' che sospese solo un mese prima di morire a seguito del peggioramento della malattia che lo affliggeva. Si interessò anche di aspetti relativi al divario geografico dell'economia e del sociale in Italia, affrontando la questione meridionale e l'avvento del fenomeno leghista all'inizio degli anni novanta.
La missiva diretta al giornalista Giovanni Pieraccini: "Grazie per l’invito a entrare nel suo Pantheon. Non so se come scrittore o come giornalista. Ma forse è una distinzione superata...". Una pagina in-8, inchiostro blu. Acclusa busta con indirizzo autografo. -
Lotto 198 Luigi Filippo Bolaffio (Venezia 1846 - Milano 1901)
Il Caffè' - Guasco - polemiche letterarie
Due lettere autografe firmate
Una pagina in-8
Quattro pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Milano 18 aprile 1884
Milano li 8 ottobre 1885
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Scrittore e giornalista, fondò numerose riviste, tra le quali si ricordano 'La Favilla', 'Rinnovamento', 'Il Caffè' e 'Gazzetta nazionale', oltre alla casa editrice Verri di Milano. Due lettere autografe firmate. Nella prima, datata 'Milano 18 aprile 1884', propone al corrispondente di collaborare ad una nuova rivista culturale che a breve inizierà le pubblicazioni: "Ne sono cooperativi per la parte materiale uomini superiori ad ogni eccezione. Volete essere il sovrano assoluto della parte musicale?...". Una pagina in-8, carta intestata. Nella seconda, datata 'Milano li 8 ottobre 1885', risponde alle lamentele di uno scrittore per una critica apparsa sulla rivista 'Il Caffè': "Ma io vi dico che per un critico severissimo com'è Guasco e come i lettori del Caffè sono avvezzi a trovarlo, mi pareva che questa non fosse critica severa. Se vedeste tutto ciò che ho tagliato, non mi avreste così atrocemente punito dicendomi che ho tagliato il bene ed ho lasciato il male...". Quattro pagine in-8, su bifolio, carta intestata. -
Lotto 199 Vittore Branca (Savona 1913 - Venezia 2004)
Cultura popolare veneta - "vita mutatur non tollitur"
Due lettere autografe firmate
Entrambe, due pagine in-8
Firma/data: 28.I.1967
24.XI.1993
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe firmate dal filologo, critico letterario e italianista Vittore Branca. E' noto per essere stato uno dei maggiori specialisti di Giovanni Boccaccio, delle cui opere studiò la tradizione manoscritta, identificando anche l'autografo del Decameron nel celebre codice Hamilton 90, della Staatsbibliothek di Berlino. Nel 1937 è a Firenze per collaborare con l'Accademia della Crusca all'edizione nazionale delle opere di Boccaccio. Del 1998 invece è la scoperta di un idiografo, sempre del Decameron, però concepito a metà degli anni cinquanta del 1300 e materialmente redatto verso il 1360. Nella prima lettera, datata '28.I.1967' consola un amico colpito da un lutto: "La notizia del lutto che così gravemente ti ha colpito nel più sacro degli affetti mi ha fatto venire vicino a te con tutta la mia più intensa amicizia! Sono dolori che provano la nostra umanità tanto più gravemente quanto più avanziamo nella vita. E soltanto la fede nel 'vita mutatur non tollitur' può darci forza e consolazione...". Due pagine in-8, carta intestata. La seconda, datata '24.XI.1993', verte su questioni editoriali: "Escirà finalmente fra poco la ristampa anastatica del volume Bertanza-Della Santa, Maestri, Scuole ecc. nella collana 'Cultura Popolare Veneta' della Regione, con un volumetto introduttivo...". Due pagine in-8, carta intestata "Fondazione Giorgio Cini". Nel 1953 Branca entra nel comitato direttivo della Fondazione Giorgio Cini, di Venezia, dal 1972 al 1995 ne è vice presidente per poi diventarne presidente dal 1995 al 1996. -
Lotto 200 Paolo Buzzi (Milano 1874 - ivi 1956)
A Severina Javelli
Lettera autografa firmata
Quattro pagine in-8, su bifolio
Firma/data: I.V.1920
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'I.V.1920', di Paolo Buzzi, poeta e scrittore futurista fondatore del giornale 'Testa di ferro' (1920), diretta alla cantante lirica Severina Javelli: "Le mando la dedica. Debbo avvertirla, con rammarico, causa l'incalzante questione del patto colonico, dovrò assentarmi la settimana ventura per portare spiegazioni in Provincia. Impossibile quindi venire all'Istituto Editoriale. Oggi telefono al M. Torvi...". Quattro pagine in-8, su bifolio, carta intestata. Buzzi firmò tra i primi il Manifesto del movimento futurista, che uscì a Parigi nel 1909, sottoscrisse il ripudio di Venezia passatista nel marinettiano Uccidiamo il chiaro di luna. 'Aeroplani' sarà la sua prima opera di versi di stampo futurista e verrà pubblicata a Milano da Edizioni di "Poesia" nel 1909. Nel 1912, nell'antologia 'I poeti futuristi', il poeta pubblicò molte sue poesie oltre ad un saggio sul verso libero. Seguirà, nel 1915, il romanzo 'L'ellisse e la spirale. Film + parole in libertà', dai contenuti fantascientifici e dalle tecniche sperimentali (l'ultima sezione del testo è costituita da tavole parolibere, per la prima volta usate all'interno di un romanzo). Negli anni successivi Buzzi compose 'Conflagrazione' (Epopea parolibera, 1915-1918), un vero e proprio diario della prima guerra mondiale in parole in libertà, con un uso frequente di collages. -
Lotto 201 Carlo Arrivabene Valenti Gonzaga (Mantova 1820 - ivi 1874)
Morte Ippolito Nievo
Lettera autografa firmata
Due pagine. in-8, su bifolio
Firma/data: Napoli 12 Aprile 1861
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata Napoli 12 Aprile 1861 del patriota, uomo politico e giornalista, professore di lingua e letteratura italiana all'università di Londra (1854-55) e collaboratore di diversi giornali britannici, diretta ad un "Egregio Signor Avvocato", nella quale esprime il proprio dolore per la morte del rinomato scrittore e patriota garibaldino Ippolito Nievo. "Saprà già che il povero Nievo annegò nelle acque di Ischia. Il suo cadavere fu rinvenuto da alcuni pescatori pochi giorni sono. Che disgrazia. Nino era uno dei più egregi giovani che avesse l'Italia...". Due pagine in-8, su bifolio. -
Lotto 202 Giuseppe Aurelio Costanzo (Melilli 1843 - Roma 1913)
Arnaldo De Mohr, questioni editoriali
Carteggio costituito da cinque lettere autografe firmate
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 5
Carteggio costituito da cinque lettere autografe e firmate dal letterato e poeta italiano Giuseppe Aurelio Costanzo. Nel 1869 fu chiamato dal Ministero della Pubblica Istruzione all'insegnamento delle lettere italiane al Liceo di Cosenza. Partecipò insieme ad altri, ad un volume commemorativo sullo Zola, pochi mesi dopo la morte ('Per Emile Zola', numero unico a cura di Salvatore Rago, Avellino, Tip, Pergola, 7 dicembre 1902). Costanzo fu anche Segretario particolare dei ministri Correnti (1872) e Perez (1879); fu iniziato in Massoneria nella loggia romana Propaganda massonica del Grande Oriente d'Italia nel 1889. Le missive datate tra il 1907 e il 1902 vertono su questioni editoriali, riportiamo un passo: "Mi affretto a rendee a Lei e all.. Sig. Arnaldo De Mohr... le più vive grazie, per aver accolto benevolmente la mia preghiera..." "...la carta.. il formato siano degni della nuova casa editrice De Mohr..". -
Lotto 203 Francesco Cusani (Milano 1802 - Carate Brianza 1879)
Guerra di Sicilia tra Carlo d'Angiò e Pietro d'Aragona
Ordine Agostiniano
Due carte di lavoro autografe
Quattro pagine
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due carte di lavoro autografe dello storico, noto traduttore di Walter Scott, Francesco Cusani, contenenti note esplicative ad alcuni documenti pubblicati sull’opera “La Sicilia cenni geografico-storici per l’intelligenza della guerra attuale” del 1860. La prima è una "Nota al documento N° XXX Vol I", circa la guerra di Sicilia tra Carlo d'Angiò e Pietro d'Aragona. La seconda, recante il titolo di "Nota al N° XXXIV Vol. I", è relativa alla storia dell'ordine agostiniano. Per un totale di quattro pagine in vario formato (senza indicazione di data, 1860 ca.), dense di cassature e rifacimenti. -
Lotto 204 Pier Angelo Fiorentino (Napoli 1811 - Parigi 1864)
Appuntamento
Lettera autografa firmata
Due pagine in-16
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, senza datazione, di Pier Angelo Fiorentino. Drammaturgo, giornalista, poeta, scrittore e traduttore. Per la sua attività letteraria riscosse particolare successo in Francia, dove collaborò come critico musicale e teatrale e si rese interprete della miglior traduzione in francese della 'Divina Commedia' di Dante Alighieri. Collaboratore di Alexandre Dumas, secondo una diffusa tradizione sarebbe stato il vero autore di alcune opere firmate dallo scrittore francese, fra le quali 'Il conte di Montecristo'. Nella missiva Fiorentino prende accordi per un incontro. "Le mardi, vous me trouverez toute la journée...".Due pagine in-16. -
Lotto 205 Ugo Fleres (Messina 1857 - Roma 1939)
"Non pensare all'ippopotamo"
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Roma 17.10.1922
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Roma 17.10.1922' del poeta, pittore, giornalista e critico letterario, direttore della Galleria d'arte moderna di Roma, Ugo Fleres. Nel 1880 entrò nella redazione del giornale 'Capitan Fracassa'. Tra il 1881 e il 1883, con una serie di tavole, illustrò le puntate de 'Le avventure di Pinocchio' di Carlo Collodi sul 'Giornale per i bambini'. Nel 1908 fu chiamato a dirigere la Galleria d'arte moderna di Roma. Nella missiva: "Vuol rimandarmi quel manoscrittuccio che le spedii tre mesi or sono, intitolato 'Non pensare all'ippopotamo?...". Due pagine in-8, su bifolio, carta intestata. -
Lotto 206 Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842 - ivi 1911)
Piccolo mondo antico
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Vicenza 16 novembre 1893
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Bella lettera autografa firmata da Antonio Fogazzaro nella quale è ellitticamente citato il suo capolavoro 'Piccolo mondo antico', datata 'Vicenza 16 novembre 1893'. La missiva è diretta allo scrittore e uomo politico Antonio Fradeletto, promotore e segretario generale della Biennale d'arte di Venezia. Nella missiva Fogazzaro informa Fradeletto di non poter preparare una "lettura" poiché impegnatissimo nella stesura del suo nuovo romanzo, che intende terminare "dentro il 1894": "Se tu sapessi a che punto sono e quanto tempo ho impiegato ad arrivare fin là capiresti in quali cattive acque mi trovo... mi impegnerò per il 1895". Due pagine in-8, su bifolio. Si riferisce, con tutta evidenza, al suo capolavoro 'Piccolo mondo antico', romanzo pubblicato per i tipi della Casa editrice Galli (Milano, 1895), testo al quale Fogazzaro stava lavorando fin dal 1889. -
Lotto 207 Francesco Galvani (Modena 1806 - 1873)
Eugène Sue e l'Italia
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Firenze 31 Xbre 1852
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata 'Firenze 31 Xbre 1852' del Conte, letterato e storiografo, Francesco Galvani, diretta agli editori milanesi Borroni e Scotti, nella quale propone di pubblicare alcune opere del rinomato romanziere Eugène Sue che sta traducendo dal francese: "Avendo ultimata la traduz. del Colon. di Surville di Sue a cui potrei far precedere una lettera dell'A. a me diretta, e cominciata la versione di Gilberto e Gilberta dello stesso A. che dal 23 corr. vede la luce nello Siècel, io ve ne propongo l'acquisto a quel prezzo che vi piacerà, ed a quelle condiz. che stabilirete, chiamandomene fin d'ora contento. Le molte Op. da me pubblicate ponno farvi fede della mia diligenza: volendo maggiori notizie sul conto mio, rivolgetevi a I. Cantù, G. Barbieri, Resnati, e tant'altri amicissimi miei e che onorano non Milano soltanto ma l'Italia intera...". Non sono state identificate traduzioni di Galvani delle opere di Sue. Una pagina in-8. -
Lotto 208 Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842 - ivi 1911)
Antonio Fradeletto - Piero Giacosa - Hotel della Minerva - 'Piccolo Mondo Moderno'
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: 12.12.1900
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '12.12.1900', un mese dopo la conclusione del manoscritto del romanzo 'Piccolo mondo moderno'. La missiva è indirizzata ad Antonio Fradeletto, segretario generale della Biennale d'arte di Venezia: "Non ricevetti finora né il quadro né un invito qualsiasi a farlo ritirare. Vuoi dirmene qualche cosa?...". Fogazzaro invita Fradeletto all'Hotel della Minerva (in Piazza della Minerva, a Roma) a pranzo sperando "di avere anche Piero Giacosa" Una pagina in-8 obl., su carta intestata 'Senato del Regno'. -
Lotto 209 Domenico Gnoli (Roma 1838 - ivi 1915)
Vino di Castelli - Testaccio
Lettera autografa firmata
Una pagina in-16
Firma/data: 1878
Stato di conservazione: buono (lieve macchia di umidità)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata al '1878', dell'illustre poeta, storico dell'arte e bibliotecario, prefetto della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Domenico Gnoli, diretta ad un collega: "Il prof. B. Fontana dovrà trovarsi Giov. 1° Ag. alle ore 5 1/2 pom., al Caffè d'angolo sulla piazza del Gesù, per procedere poi all'Esame Orale di un vino delli Castelli sotto Monte Testaccio...".Una pagina in-16. -
Lotto 210 Clarice Gouzy Tartufari (Roma 1868 - Bagnore 1933)
Marchesa Teresa Venuti
Lettera autografa firmata
Quattro pagine in-16
Firma/data: Roma 24 9bre (18)95
Stato di conservazione: buono (lievissime macchie di umidità; fori di archiviazione ledono parte del testo)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Roma 24 9bre (18)95' della rinomata scrittrice e poetessa autrice di 'Roveto Ardente' (1901), Clarice Gouzy Tartufari. Nella missiva, elogiando la Marchesa Teresa Venuti per la traduzione dell'opera di Boezio 'De consolatione philosophiae' (in italiano, La consolazione della filosofia), prega il corrispondente di pubblicarne una nuova edizione: "L'opera , pubblicata in un'edizione fuori commercio di soli 50 esemplari ha riscosso le lodi austere dei più insigni latinisti, compreso il Sen: Vallauri e della critica oculata, tanto che il ministro dell'I.P. ne proporrà lo studio nelle scuole secondarie del regno. La traduttrice vorrebbe, servendosi della sua casa, tradurre dunque a proprie spese una edizione di 400 esemplari...". Quattro pagine in-16.