Russia e Ucraina. 1960-1980
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Lotto 37 Jurij Nolev-Sobolev (1928 - 2002)
Senza titolo, 1964
Calcografia su carta
19,6 x 19,7 cm (lastra)
19,1 cm x 36,6 cm
Data: "64", a penna, al recto
Firma: Monogramma e firma "Sobolev", al recto, a penna
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 90% (poche piccole macchie)
Stato di conservazione supporto: 80% (smarginatura irregolare e danni ai margini)
Jurij Nolev-Sobolev è stato stato uno dei protagonisti dell'arte sovietica non ufficiale ed uno dei creatori dell'arte concettuale russa. Studente dell'Istituto Poligrafico di Mosca, nel 1956 fa amicizia con Ülo Sooster, un artista estone appena tornato da un campo di concentramento sovietico. Insieme creano il gruppo artistico Sobolev-Sooster, poi Sretenskij Bulvar ("Сретенский Бульвар"), che coinvolge altri artisti - in particolare Il'ja Kabakov, Ernst Neizvestnij, Vladimir Jankilevskij, Viktor Pivovarov - ed avvia un processo, nell'arte russa dell'epoca, soprattutto a Mosca, che poi sarà noto come Concettualismo Moscovita. Oltre a dedicarsi al surrealismo e al dadaismo disegnando immagini, gli amici organizzavano anche eventi stravaganti in un caffè di Mosca chiamato Artisticheskoye (Caffè degli artisti) nel tentativo di ricostruire l'atmosfera bohémien del Cabaret Voltaire. L'appartamento di Sobolev nel centro di Mosca vicino a piazza Kirovskiye Vorota (oggi chiamata piazza Myasnitskiye Vorota) divenne il sito della "Arca Nolev" (1960-1961).
Nel 1967-1968 assieme al regista Andrej Chržanovskij, al compositore Alfred Šnitke e a Ülo Sooster lavora come direttore artistico del cartone animato “L'armonica di vetro” ("Стеклянная гармоника"), che analizza il rapporto fra il potere, l'uomo e l'arte, di cui nel 1969 la censura sovietica vieta la proiezione. L'impegno nel cinema e nel teatro cresce, ampliandosi al restauro cinematografico (tra le altre pellicole, restaura "Que viva Mexico!", "Да здравствует Мексика!", di Ėjzenštejn) e alla rappresentazioni di classici occidentali e orientali, da Rabindranath Tagore, alla storia di Krishna nel Mahabharata, a Salinger. L'esperienza con la grafica, la cinematografia e il teatro consente a Sobolev di porre il linguaggio mulmediale come nuova soglia della produzione artistica, in maniera simile a come avevano fatto Sergei Eisenstein e Alexander Rotchenko. Un film realizzato come sequenza di diapositive multischermo di Sobolev, in collaborazione con il regista Yuri Reshetnikov, per il Congresso del 1975 dell'International Council of Societies of Industrial Design (ICSID) divenne un cult nei circoli che si interessavano ai cambiamenti nell'arte. L'opera, della durata di 40 minuti su 30 schermi, consisteva nel mettere a confronto opere d'arte occidentali di epoche diverse, con un effetto di dissonanza. Anche in questo caso la censura intervenne vietandone la diffusione.
Le sperimentazioni nel campo dei nuovi media avvenivano mentre l'artista dava forma al proprio linguaggio plastico. Durante il suo periodo nelle riviste "Dekorativnoye Iskusstvo" (Arte decorativa) e "Znaniye-Sila", Sobolev è stato uno dei primi artisti dell'URSS che ha iniziato a utilizzare una griglia modulare, ovvero la tecnica del design occidentale per organizzare una pagina di una rivista. Ha fatto buon uso della tecnica anche per quanto riguarda la sua arte: la griglia consente di organizzare diversi livelli/strati che consentono di rivelare le idee dell'artista nel loro collegarsi. Così utilizzata, la griglia a matita si è trasformata da mezzo tecnico universale a modulo/segno d'artista allo scopo di modellare un “microcosmo” in un foglio. Nel 1990, Sobolev fonda “Interstudio”, Studio Internazionale di Teatro di Sintesi e Animazione a Carskoe Selo vicino a San Pietroburgo, che avrà un ruolo fondamentale nel preparare le successive generazioni di artisti, performers e critici d'arte russi, in particolare il gruppo “Zapasnyj Vykhod”. Nel 2014 il Museo d'arte moderna di Mosca decica all'artista una importante mostra personale, "The islands of Yuri Sobolev" (MMOMA, 17 settembre - 9 novembre).
Sue opere sono conservate, a Mosca, presso il Museo d'Arte Moderna, la Galleria Tretyakov, il Museo del Cinema, il National Center for Contemporary Arts, la Kolodzei Art Foundation; ed inoltre presso il Museum Baviera di Zurigo e il Museo Statale di Stoccarda. -
Lotto 38 Anatolij Rafaylovitch Brusylowskij (1932 - )
Ritratto di Ernst Neizvestny, 1962
Xilografia su carta
22,7 x 25,7 cm
Data: "62", a matita, al recto
Firma: "A. Brusylowskij", a matita, al recto
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 95%
Stato di conservazione supporto: 90% (ondulature, piccoli danni ai margini)
L'opera ritrare un grande amico di Brusylowskij, l'artista e filosofo Ernst Iosifovich Neizvestny (1925–2016). Emigrato negli Stati Uniti nel 1976, a New York, il suo cognome in russo significa letteralmente "Sconosciuto". Il commediografo americano Arthur Miller descrisse Neizvestny come un "un'artista dell'Est" considerato rispettato dai russi "espressione del paese, della sua lingua, del suo spirito" e come un "profeta del futuro" che rappresenta "la coscienza filosofica del suo paese". Alexander Calder, l'artista americano, disse a Neizvestny: "In tutta la mia vita ho creato il mondo dei bambini, mentre tu hai creato il mondo dell'uomo adulto" (New York City Tribune, 29 marzo 1988).
Brusylowskyj è un pittore e fotografo ucraino-russo, particolarmente noto per l'apporto dato alla nuova figurazione russa nell'ambito del movimento non conformista. È membro dell'Unione Russa degli Artisti e dell'Unione Russa dei Giornalisti e Fotografi, ed ha insegnato alla San Diego State University. Terminati gli studi a Kharkov nel 1957, nel 1961 illustra il libro "Il ponte" di Manfred Gregor e nel 1964 "Il giovane Holden" di J. D. Salinger. In una serie fotografica molto celebre, "Studio", l'artista documenta i suoi colleghi artisti dell'underground russo: ogni singolo ritratto è stato preparato attraverso disegni compositivi, selezione di scenografie, accessori e illuminazione. Il servizio fotografico, per il quale si prendeva sempre un giorno, è stato avviato da lunghe conversazioni in cui sono stati scoperti e determinati l'umore caratteristico e le espressioni facciali, l'espressione degli occhi, la postura e i gesti della persona. In questo modo Brusylovskyj impone nella fotografia il modello di composizione multimediale che si afferma negli altri campi grazie al gruppo Sretenskij Bulvar diretto da Jurij Nolev-Sobolev. Nella pittura e nel disegno egualmente egli pone al centro l'interpretazione psicologica della figura.
Ha esposto in Germania, Polonia, Italia, Francia, Svizzera, Russia, Israele e Stati Uniti. È rappresentato dalle gallerie Sandmann a Berlino e Gmurzynska a Zurigo. -
Lotto 39 Anatolij Rafaylovitch Brusylowskij (1932 - )
Sebastiano, 1965
Xilografia su carta
34,5 x 40 cm
Data: "65", a matita, al recto
Firma: "A. Brusylowskij", a matita, al recto
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 90% (ingiallimento)
Stato di conservazione supporto: 90% (infiorescenze recenti e appena visibili)
Bibliografia: Duccio Trombadori, testo di, Erica Ravenna Fiorentini, a cura di, "URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70", Roma, 2009, p. 26 (ill.)
Esposizioni: URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Roma, Maggio 2009
Brusylowskyj è un pittore e fotografo ucraino-russo, particolarmente noto per l'apporto dato alla nuova figurazione russa nell'ambito del movimento non conformista. È membro dell'Unione Russa degli Artisti e dell'Unione Russa dei Giornalisti e Fotografi, ed ha insegnato alla San Diego State University. Terminati gli studi a Kharkov nel 1957, nel 1961 illustra il libro "Il ponte" di Manfred Gregor e nel 1964 "Il giovane Holden" di J. D. Salinger. In una serie fotografica molto celebre, "Studio", l'artista documenta i suoi colleghi artisti dell'underground russo: ogni singolo ritratto è stato preparato attraverso disegni compositivi, selezione di scenografie, accessori e illuminazione. Il servizio fotografico, per il quale si prendeva sempre un giorno, è stato avviato da lunghe conversazioni in cui sono stati scoperti e determinati l'umore caratteristico e le espressioni facciali, l'espressione degli occhi, la postura e i gesti della persona. In questo modo Brusylovskyj impone nella fotografia il modello di composizione multimediale che si afferma negli altri campi grazie al gruppo Sretenskij Bulvar diretto da Jurij Nolev-Sobolev. Nella pittura e nel disegno egualmente egli pone al centro l'interpretazione psicologica della figura.
Ha esposto in Germania, Polonia, Italia, Francia, Svizzera, Russia, Israele e Stati Uniti. È rappresentato dalle gallerie Sandmann a Berlino e Gmurzynska a Zurigo. -
Lotto 40 Anatolij Rafaylovitch Brusylowskij (1932 - )
Gioco, 1962
Xilografia su carta
34,6 x 42,3 cm
Data: "62", a matita, al recto
Firma: "A. Brusylowskij", a matita, al recto
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 95%
Stato di conservazione supporto: 95%
Brusylowskyj è un pittore e fotografo ucraino-russo, particolarmente noto per l'apporto dato alla nuova figurazione russa nell'ambito del movimento non conformista. È membro dell'Unione Russa degli Artisti e dell'Unione Russa dei Giornalisti e Fotografi, ed ha insegnato alla San Diego State University. Terminati gli studi a Kharkov nel 1957, nel 1961 illustra il libro "Il ponte" di Manfred Gregor e nel 1964 "Il giovane Holden" di J. D. Salinger. In una serie fotografica molto celebre, "Studio", l'artista documenta i suoi colleghi artisti dell'underground russo: ogni singolo ritratto è stato preparato attraverso disegni compositivi, selezione di scenografie, accessori e illuminazione. Il servizio fotografico, per il quale si prendeva sempre un giorno, è stato avviato da lunghe conversazioni in cui sono stati scoperti e determinati l'umore caratteristico e le espressioni facciali, l'espressione degli occhi, la postura e i gesti della persona. In questo modo Brusylovskyj impone nella fotografia il modello di composizione multimediale che si afferma negli altri campi grazie al gruppo Sretenskij Bulvar diretto da Jurij Nolev-Sobolev. Nella pittura e nel disegno egualmente egli pone al centro l'interpretazione psicologica della figura.
Ha esposto in Germania, Polonia, Italia, Francia, Svizzera, Russia, Israele e Stati Uniti. È rappresentato dalle gallerie Sandmann a Berlino e Gmurzynska a Zurigo. -
Lotto 41 Anatolij Rafaylovitch Brusylowskij (1932 - )
Una danza, 1964
Xilografia su carta applicata a foglio di supporto
43 x 34,3 cm
Data: "64", matita, al recto
Firma: Firma "A. Brusylowskij", a matita, al recto
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 90% (ingiallimento, poche macchie)
Stato di conservazione supporto: 90%
Bibliografia: Duccio Trombadori, testo di, Erica Ravenna Fiorentini, a cura di, "URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70", Roma, 2009, p. 26 (ill.)
Esposizioni: URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Roma, Maggio 2009
Brusylowskyj è un pittore e fotografo ucraino-russo, particolarmente noto per l'apporto dato alla nuova figurazione russa nell'ambito del movimento non conformista. È membro dell'Unione Russa degli Artisti e dell'Unione Russa dei Giornalisti e Fotografi, ed ha insegnato alla San Diego State University. Terminati gli studi a Kharkov nel 1957, nel 1961 illustra il libro "Il ponte" di Manfred Gregor e nel 1964 "Il giovane Holden" di J. D. Salinger. In una serie fotografica molto celebre, "Studio", l'artista documenta i suoi colleghi artisti dell'underground russo: ogni singolo ritratto è stato preparato attraverso disegni compositivi, selezione di scenografie, accessori e illuminazione. Il servizio fotografico, per il quale si prendeva sempre un giorno, è stato avviato da lunghe conversazioni in cui sono stati scoperti e determinati l'umore caratteristico e le espressioni facciali, l'espressione degli occhi, la postura e i gesti della persona. In questo modo Brusylovskyj impone nella fotografia il modello di composizione multimediale che si afferma negli altri campi grazie al gruppo Sretenskij Bulvar diretto da Jurij Nolev-Sobolev. Nella pittura e nel disegno egualmente egli pone al centro l'interpretazione psicologica della figura.
Ha esposto in Germania, Polonia, Italia, Francia, Svizzera, Russia, Israele e Stati Uniti. È rappresentato dalle gallerie Sandmann a Berlino e Gmurzynska a Zurigo. -
Lotto 42 Boris Iosifovich Zhutovsky (1932 - 2023)
"I fiori del male", per Baudelaire
Inchiostro a penna e acquerelli su carta applicato a foglio di supporto
43 x 30,5 cm
Data: "70", a penna, al recto
Firma: "B. Zhutovsky", a penna, al recto
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 80% (macchie)
Stato di conservazione supporto: 90% (leggere pieghe, fissaggio)
Bibliografia: Duccio Trombadori, testo di, Erica Ravenna Fiorentini, a cura di, "URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70", Roma, 2009, p. 42 (ill.)
Esposizioni: URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Roma, Maggio 2009
Laureato all'Istituto poligrafico di Mosca nel 1956 sotto la guida di A. Goncharov e I. Chekmazov, si è dunque trasferito negli Urali e a Sverdlovsk, in particolare sotto l'influenza del più anziano pittore e pedagogo Dmitry Ivanovich Arkhangelsky, per poi rientrare a Mosca e dedicarsi alla illustrazione editoriale. Dalla fine degli anni '50 fino al 1962, Zhutovsky frequentò lo studio di E. Belyutin. Dal 1959 ha iniziato a partecipare a mostre di pittura e arte grafica in URSS, nell'ambito dell'"arte non ufficiale", soprattutto attraverso invenzioni astratte e talvolta grottesche. Dopo la partecipazione dell'artista alla mostra "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio nel dicembre 1962, che venne aspramente criticata dal presidente dell'Unione Sovietica, Nikita Krusciov, Zhutovsky non ebbe più l'opportunità di esporre le sue opere in URSS. Per converso, la qualità delle sue invenzioni e la opposizione al regime sovietico, generarono grande interesse per lui nel mondo occidentale.
Anche al termine della vita Zhutovsky è rimasto un feroce oppositore dell'autoritarismo. Fece scalpore la sua intervista alla Novaya Gazeta (3 agosto 2009), durante il processo al bilionario antiputiniano Mihail Khodorkovsky (https://khodorkovsky.com/resources/zhutovsky-boris/): “Le rose sono molto belle. La squadra di difesa indossa fiori freschi ogni giorno. Sono ben vestiti, educati e implacabili”.
Zhutovsky univa alla opposizione politica una intensa attività in favore dell'ambiente e della salvaguardia della cultura russa. Citiamo alcuni passaggi dalle sue memorie.
Sui disastri degli oligarchi: “Mio padre, un comunista polacco, era un ingegnere, lavorava nello stabilimento di Aviapribor. Ora questo impianto non c'è più: Deripaska l'ha acquistato e sarà raso a terra. Ed era uno dei più grandi impianti di produzione di strumenti".
Sullo spionaggio: "A mio padre venne destinato un appartamento. Prima che potessimo trasferirci, mio padre fu mandato in America per rubare segreti industriali. Mia madre mi ha raccontato che prendevano appunti sui polsini della camicia. In precedenza, infatti, questa era la moda: indossi una maglietta per una settimana e i polsini sono indossati sopra, risvoltati, e vanno spesso cambiati. I polsini erano caldi e facili da scrivere".
Il vivere sovietico: "Di ritorno dall'America, mio padre rimase a casa per un anno e mezzo. Poi fu mandato nel nord, alla ricerca del pilota scomparso Levanevsky. Con i colleghi, andarono in spedizione all'isola del Principe Rodolfo. Fu una totale idiozia: volarono via alla fine di agosto e a settembre, quando ormai iniziava la notte polare! E così hanno passato tutto l'inverno sull'isola di Rudolf, non hanno cercato niente, credo; hanno scritto solo degli stupidi rapporti. Tornarono nel maggio 1938. Prima dell'ultima trasvolata Arkhangelsk-Mosca avvenne questo perfetto epilogo. I piloti Babushkin e Mashkovsky iniziarono a litigare su chi dovesse condurre l'aereo a Mosca, dove li attendeva il solenne rientro. Ma cozzarono contro la diga al decollo. Colpirono il serbatoio del gas contro l'acqua. Nello scompartimento posteriore - che si era bloccato - il meccanico di volo Gursky cercava di districarsi. Il dottor Rossels provava a tirarlo fuori di lì, e mio padre era a fianco del portellone. All'improvviso l'aereo è precipitato. Il pilota Babushkin è rimasto ucciso dallo sterzo, ed anche i due nello scompartimento. Invece di un incontro solenne, a Mosca di trovarono a portare un po' di bare. Dalla Piazza Rossa - la piazza degli Eroi dell'Unione Sovietica - una processione con accompagnamento di cavalli ha raggiunto il Convento di Novodevichy, ci sono stati discorsi... Ci hanno lasciato l'appartamento. E mi hanno dato una pensione fino all'età adulta: 300 rubli. Con questi soldi, per lo più siamo sopravvissuti alla guerra."
Avanguardia e potere: "Di ritorno dalla prossima estate plein air lungo il Volga, noi - lo studio di Belyutin - abbiamo organizzato una mostra di reportage nella palestra della casa del maestro, dove di solito si svolgevano le nostre lezioni. Devo ammetterlo, molti ospiti. Al mattino, il mondo è stato scosso dalla notizia: l'astrattismo si esibisce in URSS! Negli stessi giorni il Maneggio ha ospitato la mostra “30 Years of the Moscow Union of Artists”, organizzata dai soci anziani dell'Unione degli artisti dell'URSS per un accurato e rapido giro di vite sul giovane Museo d'arte di Mosca. "Stile curioso" è ora chiamato quel vecchio fenomeno. E siamo stati invitati, e abbiamo concordato, a partecipare all'esposizione, proprio alla vigilia della visita di Krusciov. (...) Quattro volte sono stato sorpreso "davanti agli occhi luminosi" (di Krusciov) e ho sentito indirizzate contro di me battute sul fatto di farmi fuori, di esiliarmi, o mandarmi nei campi o giudizi sul mio orientamento sessuale. Passando dal sussurro all'urlo, Nikita, nella sala accanto, è incappato nelle opere di Ernst Neizvestny, ed ha cancellato questi sei anni - solo sei ! - di speranza dopo il ventesimo congresso e la relazione "sul culto della personalità di Stalin. Con la sconfitta di questa mostra è iniziata un'altra repressione della cultura. Alla mostra, e poi nel rapporto "Alta ideologia e maestria artistica - la grande potenza della letteratura e dell'arte sovietiche" dell'8 marzo 1963, Krusciov ha parlato del mio problema in modo abbastanza definitivo: 'Recentemente, l'artista A.I. Laktionov ha realizzato un articolo sulla Pravda, in cui esprimeva il suo atteggiamento inconciliabile nei confronti dell'arte astratta. Confrontiamo due opere di pittura: l'autoritratto di A. Laktionov e l'autoritratto di B. Zhutovsky. Non importa come pensano gli altri e cosa ne dicono, ma per qualsiasi persona sana di mente con gusti incontaminati, è chiaro che l'immagine dell'artista Lactionov attrae con la sua umanità ed evoca rispetto per l'uomo. Lo guardi, lo ammiri e gioisci per una persona. E chi è stato interpretato da B. Zhutovsky? L'orrore! Guardando il suo autoritratto, ti spaventi. Come non vergognarsi di spendere le proprie forze in tanta bruttezza! Una persona diplomata in un istituto sovietico - grazie ai soldi della gente - mangia il pane della gente. E cosa restituisce alla gente, agli operai e ai contadini, per i soldi che hanno speso per la sua educazione, per i benefici che gli stanno dando ora? Un tale autoritratto, questo abominio e orrore? È disgustoso guardare una tale macchia sporca e disgustoso ascoltare coloro che la proteggono".
Dopo la rimozione di Krusciov, nel 1964, la vita di Boris Zhutovsky iniziò a migliorare. Nel 1969 fu ammesso all'Unione degli artisti dell'URSS come artista-illustratore di libri. Negli ultimi anni, l'artista ha creato una famosa serie di ritratti di persone eccezionali dell'URSS e della Russia "The Last People of the Empire".
Le opere sono state esposte a Helsinki; Toronto; Roma, Firenze, Venezia, L'Aquila; Praga, Bratislava, Danzica, Sopot, Poznań, Zielona Góra; Francoforte sul Meno, Stoccarda, Bochum; Barcellona; Lugano, Zurigo; Parigi, Montereau; Londra; Lipsia; New York, Los Angeles etc. -
Lotto 43 Boris Iosifovich Zhutovsky (1932 - 2023)
Senza titolo
Pennarello nero su carta, 1965
59,6 x 43,2 cm
Data: "65", a pennarello, al recto
Firma: "B. Zhutovsky", a pennarello, al recto
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 95%
Stato di conservazione supporto: 90%
Laureato all'Istituto poligrafico di Mosca nel 1956 sotto la guida di A. Goncharov e I. Chekmazov, si è dunque trasferito negli Urali e a Sverdlovsk, in particolare sotto l'influenza del più anziano pittore e pedagogo Dmitry Ivanovich Arkhangelsky, per poi rientrare a Mosca e dedicarsi alla illustrazione editoriale. Dalla fine degli anni '50 fino al 1962, Zhutovsky frequentò lo studio di E. Belyutin. Dal 1959 ha iniziato a partecipare a mostre di pittura e arte grafica in URSS, nell'ambito dell'"arte non ufficiale", soprattutto attraverso invenzioni astratte e talvolta grottesche. Dopo la partecipazione dell'artista alla mostra "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio nel dicembre 1962, che venne aspramente criticata dal presidente dell'Unione Sovietica, Nikita Krusciov, Zhutovsky non ebbe più l'opportunità di esporre le sue opere in URSS. Per converso, la qualità delle sue invenzioni e la opposizione al regime sovietico, generarono grande interesse per lui nel mondo occidentale.
Anche al termine della vita Zhutovsky è rimasto un feroce oppositore dell'autoritarismo. Fece scalpore la sua intervista alla Novaya Gazeta (3 agosto 2009), durante il processo al bilionario antiputiniano Mihail Khodorkovsky (https://khodorkovsky.com/resources/zhutovsky-boris/): “Le rose sono molto belle. La squadra di difesa indossa fiori freschi ogni giorno. Sono ben vestiti, educati e implacabili”.
Zhutovsky univa alla opposizione politica una intensa attività in favore dell'ambiente e della salvaguardia della cultura russa. Citiamo alcuni passaggi dalle sue memorie.
Sui disastri degli oligarchi: “Mio padre, un comunista polacco, era un ingegnere, lavorava nello stabilimento di Aviapribor. Ora questo impianto non c'è più: Deripaska l'ha acquistato e sarà raso a terra. Ed era uno dei più grandi impianti di produzione di strumenti".
Sullo spionaggio: "A mio padre venne destinato un appartamento. Prima che potessimo trasferirci, mio padre fu mandato in America per rubare segreti industriali. Mia madre mi ha raccontato che prendevano appunti sui polsini della camicia. In precedenza, infatti, questa era la moda: indossi una maglietta per una settimana e i polsini sono indossati sopra, risvoltati, e vanno spesso cambiati. I polsini erano caldi e facili da scrivere".
Il vivere sovietico: "Di ritorno dall'America, mio padre rimase a casa per un anno e mezzo. Poi fu mandato nel nord, alla ricerca del pilota scomparso Levanevsky. Con i colleghi, andarono in spedizione all'isola del Principe Rodolfo. Fu una totale idiozia: volarono via alla fine di agosto e a settembre, quando ormai iniziava la notte polare! E così hanno passato tutto l'inverno sull'isola di Rudolf, non hanno cercato niente, credo; hanno scritto solo degli stupidi rapporti. Tornarono nel maggio 1938. Prima dell'ultima trasvolata Arkhangelsk-Mosca avvenne questo perfetto epilogo. I piloti Babushkin e Mashkovsky iniziarono a litigare su chi dovesse condurre l'aereo a Mosca, dove li attendeva il solenne rientro. Ma cozzarono contro la diga al decollo. Colpirono il serbatoio del gas contro l'acqua. Nello scompartimento posteriore - che si era bloccato - il meccanico di volo Gursky cercava di districarsi. Il dottor Rossels provava a tirarlo fuori di lì, e mio padre era a fianco del portellone. All'improvviso l'aereo è precipitato. Il pilota Babushkin è rimasto ucciso dallo sterzo, ed anche i due nello scompartimento. Invece di un incontro solenne, a Mosca di trovarono a portare un po' di bare. Dalla Piazza Rossa - la piazza degli Eroi dell'Unione Sovietica - una processione con accompagnamento di cavalli ha raggiunto il Convento di Novodevichy, ci sono stati discorsi... Ci hanno lasciato l'appartamento. E mi hanno dato una pensione fino all'età adulta: 300 rubli. Con questi soldi, per lo più siamo sopravvissuti alla guerra."
Avanguardia e potere: "Di ritorno dalla prossima estate plein air lungo il Volga, noi - lo studio di Belyutin - abbiamo organizzato una mostra di reportage nella palestra della casa del maestro, dove di solito si svolgevano le nostre lezioni. Devo ammetterlo, molti ospiti. Al mattino, il mondo è stato scosso dalla notizia: l'astrattismo si esibisce in URSS! Negli stessi giorni il Maneggio ha ospitato la mostra “30 Years of the Moscow Union of Artists”, organizzata dai soci anziani dell'Unione degli artisti dell'URSS per un accurato e rapido giro di vite sul giovane Museo d'arte di Mosca. "Stile curioso" è ora chiamato quel vecchio fenomeno. E siamo stati invitati, e abbiamo concordato, a partecipare all'esposizione, proprio alla vigilia della visita di Krusciov. (...) Quattro volte sono stato sorpreso "davanti agli occhi luminosi" (di Krusciov) e ho sentito indirizzate contro di me battute sul fatto di farmi fuori, di esiliarmi, o mandarmi nei campi o giudizi sul mio orientamento sessuale. Passando dal sussurro all'urlo, Nikita, nella sala accanto, è incappato nelle opere di Ernst Neizvestny, ed ha cancellato questi sei anni - solo sei ! - di speranza dopo il ventesimo congresso e la relazione "sul culto della personalità di Stalin. Con la sconfitta di questa mostra è iniziata un'altra repressione della cultura. Alla mostra, e poi nel rapporto "Alta ideologia e maestria artistica - la grande potenza della letteratura e dell'arte sovietiche" dell'8 marzo 1963, Krusciov ha parlato del mio problema in modo abbastanza definitivo: 'Recentemente, l'artista A.I. Laktionov ha realizzato un articolo sulla Pravda, in cui esprimeva il suo atteggiamento inconciliabile nei confronti dell'arte astratta. Confrontiamo due opere di pittura: l'autoritratto di A. Laktionov e l'autoritratto di B. Zhutovsky. Non importa come pensano gli altri e cosa ne dicono, ma per qualsiasi persona sana di mente con gusti incontaminati, è chiaro che l'immagine dell'artista Lactionov attrae con la sua umanità ed evoca rispetto per l'uomo. Lo guardi, lo ammiri e gioisci per una persona. E chi è stato interpretato da B. Zhutovsky? L'orrore! Guardando il suo autoritratto, ti spaventi. Come non vergognarsi di spendere le proprie forze in tanta bruttezza! Una persona diplomata in un istituto sovietico - grazie ai soldi della gente - mangia il pane della gente. E cosa restituisce alla gente, agli operai e ai contadini, per i soldi che hanno speso per la sua educazione, per i benefici che gli stanno dando ora? Un tale autoritratto, questo abominio e orrore? È disgustoso guardare una tale macchia sporca e disgustoso ascoltare coloro che la proteggono".
Dopo la rimozione di Krusciov, nel 1964, la vita di Boris Zhutovsky iniziò a migliorare. Nel 1969 fu ammesso all'Unione degli artisti dell'URSS come artista-illustratore di libri. Negli ultimi anni, l'artista ha creato una famosa serie di ritratti di persone eccezionali dell'URSS e della Russia "The Last People of the Empire".
Le opere sono state esposte a Helsinki; Toronto; Roma, Firenze, Venezia, L'Aquila; Praga, Bratislava, Danzica, Sopot, Poznań, Zielona Góra; Francoforte sul Meno, Stoccarda, Bochum; Barcellona; Lugano, Zurigo; Parigi, Montereau; Londra; Lipsia; New York, Los Angeles etc. -
Lotto 44 Boris Iosifovich Zhutovsky (1932 - 2023)
Senza titolo
Pennarello e collage su carta
42,8 x 59,7 cm
Data:
Firma: "B. Zhutovsky", a matita, al recto su carta
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 90%
Stato di conservazione supporto: 90%
Laureato all'Istituto poligrafico di Mosca nel 1956 sotto la guida di A. Goncharov e I. Chekmazov, si è dunque trasferito negli Urali e a Sverdlovsk, in particolare sotto l'influenza del più anziano pittore e pedagogo Dmitry Ivanovich Arkhangelsky, per poi rientrare a Mosca e dedicarsi alla illustrazione editoriale. Dalla fine degli anni '50 fino al 1962, Zhutovsky frequentò lo studio di E. Belyutin. Dal 1959 ha iniziato a partecipare a mostre di pittura e arte grafica in URSS, nell'ambito dell'"arte non ufficiale", soprattutto attraverso invenzioni astratte e talvolta grottesche. Dopo la partecipazione dell'artista alla mostra "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio nel dicembre 1962, che venne aspramente criticata dal presidente dell'Unione Sovietica, Nikita Krusciov, Zhutovsky non ebbe più l'opportunità di esporre le sue opere in URSS. Per converso, la qualità delle sue invenzioni e la opposizione al regime sovietico, generarono grande interesse per lui nel mondo occidentale.
Anche al termine della vita Zhutovsky è rimasto un feroce oppositore dell'autoritarismo. Fece scalpore la sua intervista alla Novaya Gazeta (3 agosto 2009), durante il processo al bilionario antiputiniano Mihail Khodorkovsky (https://khodorkovsky.com/resources/zhutovsky-boris/): “Le rose sono molto belle. La squadra di difesa indossa fiori freschi ogni giorno. Sono ben vestiti, educati e implacabili”.
Zhutovsky univa alla opposizione politica una intensa attività in favore dell'ambiente e della salvaguardia della cultura russa. Citiamo alcuni passaggi dalle sue memorie.
Sui disastri degli oligarchi: “Mio padre, un comunista polacco, era un ingegnere, lavorava nello stabilimento di Aviapribor. Ora questo impianto non c'è più: Deripaska l'ha acquistato e sarà raso a terra. Ed era uno dei più grandi impianti di produzione di strumenti".
Sullo spionaggio: "A mio padre venne destinato un appartamento. Prima che potessimo trasferirci, mio padre fu mandato in America per rubare segreti industriali. Mia madre mi ha raccontato che prendevano appunti sui polsini della camicia. In precedenza, infatti, questa era la moda: indossi una maglietta per una settimana e i polsini sono indossati sopra, risvoltati, e vanno spesso cambiati. I polsini erano caldi e facili da scrivere".
Il vivere sovietico: "Di ritorno dall'America, mio padre rimase a casa per un anno e mezzo. Poi fu mandato nel nord, alla ricerca del pilota scomparso Levanevsky. Con i colleghi, andarono in spedizione all'isola del Principe Rodolfo. Fu una totale idiozia: volarono via alla fine di agosto e a settembre, quando ormai iniziava la notte polare! E così hanno passato tutto l'inverno sull'isola di Rudolf, non hanno cercato niente, credo; hanno scritto solo degli stupidi rapporti. Tornarono nel maggio 1938. Prima dell'ultima trasvolata Arkhangelsk-Mosca avvenne questo perfetto epilogo. I piloti Babushkin e Mashkovsky iniziarono a litigare su chi dovesse condurre l'aereo a Mosca, dove li attendeva il solenne rientro. Ma cozzarono contro la diga al decollo. Colpirono il serbatoio del gas contro l'acqua. Nello scompartimento posteriore - che si era bloccato - il meccanico di volo Gursky cercava di districarsi. Il dottor Rossels provava a tirarlo fuori di lì, e mio padre era a fianco del portellone. All'improvviso l'aereo è precipitato. Il pilota Babushkin è rimasto ucciso dallo sterzo, ed anche i due nello scompartimento. Invece di un incontro solenne, a Mosca di trovarono a portare un po' di bare. Dalla Piazza Rossa - la piazza degli Eroi dell'Unione Sovietica - una processione con accompagnamento di cavalli ha raggiunto il Convento di Novodevichy, ci sono stati discorsi... Ci hanno lasciato l'appartamento. E mi hanno dato una pensione fino all'età adulta: 300 rubli. Con questi soldi, per lo più siamo sopravvissuti alla guerra."
Avanguardia e potere: "Di ritorno dalla prossima estate plein air lungo il Volga, noi - lo studio di Belyutin - abbiamo organizzato una mostra di reportage nella palestra della casa del maestro, dove di solito si svolgevano le nostre lezioni. Devo ammetterlo, molti ospiti. Al mattino, il mondo è stato scosso dalla notizia: l'astrattismo si esibisce in URSS! Negli stessi giorni il Maneggio ha ospitato la mostra “30 Years of the Moscow Union of Artists”, organizzata dai soci anziani dell'Unione degli artisti dell'URSS per un accurato e rapido giro di vite sul giovane Museo d'arte di Mosca. "Stile curioso" è ora chiamato quel vecchio fenomeno. E siamo stati invitati, e abbiamo concordato, a partecipare all'esposizione, proprio alla vigilia della visita di Krusciov. (...) Quattro volte sono stato sorpreso "davanti agli occhi luminosi" (di Krusciov) e ho sentito indirizzate contro di me battute sul fatto di farmi fuori, di esiliarmi, o mandarmi nei campi o giudizi sul mio orientamento sessuale. Passando dal sussurro all'urlo, Nikita, nella sala accanto, è incappato nelle opere di Ernst Neizvestny, ed ha cancellato questi sei anni - solo sei ! - di speranza dopo il ventesimo congresso e la relazione "sul culto della personalità di Stalin. Con la sconfitta di questa mostra è iniziata un'altra repressione della cultura. Alla mostra, e poi nel rapporto "Alta ideologia e maestria artistica - la grande potenza della letteratura e dell'arte sovietiche" dell'8 marzo 1963, Krusciov ha parlato del mio problema in modo abbastanza definitivo: 'Recentemente, l'artista A.I. Laktionov ha realizzato un articolo sulla Pravda, in cui esprimeva il suo atteggiamento inconciliabile nei confronti dell'arte astratta. Confrontiamo due opere di pittura: l'autoritratto di A. Laktionov e l'autoritratto di B. Zhutovsky. Non importa come pensano gli altri e cosa ne dicono, ma per qualsiasi persona sana di mente con gusti incontaminati, è chiaro che l'immagine dell'artista Lactionov attrae con la sua umanità ed evoca rispetto per l'uomo. Lo guardi, lo ammiri e gioisci per una persona. E chi è stato interpretato da B. Zhutovsky? L'orrore! Guardando il suo autoritratto, ti spaventi. Come non vergognarsi di spendere le proprie forze in tanta bruttezza! Una persona diplomata in un istituto sovietico - grazie ai soldi della gente - mangia il pane della gente. E cosa restituisce alla gente, agli operai e ai contadini, per i soldi che hanno speso per la sua educazione, per i benefici che gli stanno dando ora? Un tale autoritratto, questo abominio e orrore? È disgustoso guardare una tale macchia sporca e disgustoso ascoltare coloro che la proteggono".
Dopo la rimozione di Krusciov, nel 1964, la vita di Boris Zhutovsky iniziò a migliorare. Nel 1969 fu ammesso all'Unione degli artisti dell'URSS come artista-illustratore di libri. Negli ultimi anni, l'artista ha creato una famosa serie di ritratti di persone eccezionali dell'URSS e della Russia "The Last People of the Empire".
Le opere sono state esposte a Helsinki; Toronto; Roma, Firenze, Venezia, L'Aquila; Praga, Bratislava, Danzica, Sopot, Poznań, Zielona Góra; Francoforte sul Meno, Stoccarda, Bochum; Barcellona; Lugano, Zurigo; Parigi, Montereau; Londra; Lipsia; New York, Los Angeles etc. -
Lotto 45 Boris Iosifovich Zhutovsky (1932 - 2023)
Senza titolo, 1965
Matita e pennarello nero su carta
29,4 x 38,6 cm
Data: "65", al recto
Firma: "B. Zhutovsky", a pennarello, al recto
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 90%
Stato di conservazione supporto: 90% (spelatura della carta in alto a sinistra, piccole pieghe)
Laureato all'Istituto poligrafico di Mosca nel 1956 sotto la guida di A. Goncharov e I. Chekmazov, si è dunque trasferito negli Urali e a Sverdlovsk, in particolare sotto l'influenza del più anziano pittore e pedagogo Dmitry Ivanovich Arkhangelsky, per poi rientrare a Mosca e dedicarsi alla illustrazione editoriale. Dalla fine degli anni '50 fino al 1962, Zhutovsky frequentò lo studio di E. Belyutin. Dal 1959 ha iniziato a partecipare a mostre di pittura e arte grafica in URSS, nell'ambito dell'"arte non ufficiale", soprattutto attraverso invenzioni astratte e talvolta grottesche. Dopo la partecipazione dell'artista alla mostra "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio nel dicembre 1962, che venne aspramente criticata dal presidente dell'Unione Sovietica, Nikita Krusciov, Zhutovsky non ebbe più l'opportunità di esporre le sue opere in URSS. Per converso, la qualità delle sue invenzioni e la opposizione al regime sovietico, generarono grande interesse per lui nel mondo occidentale.
Anche al termine della vita Zhutovsky è rimasto un feroce oppositore dell'autoritarismo. Fece scalpore la sua intervista alla Novaya Gazeta (3 agosto 2009), durante il processo al bilionario antiputiniano Mihail Khodorkovsky (https://khodorkovsky.com/resources/zhutovsky-boris/): “Le rose sono molto belle. La squadra di difesa indossa fiori freschi ogni giorno. Sono ben vestiti, educati e implacabili”.
Zhutovsky univa alla opposizione politica una intensa attività in favore dell'ambiente e della salvaguardia della cultura russa. Citiamo alcuni passaggi dalle sue memorie.
Sui disastri degli oligarchi: “Mio padre, un comunista polacco, era un ingegnere, lavorava nello stabilimento di Aviapribor. Ora questo impianto non c'è più: Deripaska l'ha acquistato e sarà raso a terra. Ed era uno dei più grandi impianti di produzione di strumenti".
Sullo spionaggio: "A mio padre venne destinato un appartamento. Prima che potessimo trasferirci, mio padre fu mandato in America per rubare segreti industriali. Mia madre mi ha raccontato che prendevano appunti sui polsini della camicia. In precedenza, infatti, questa era la moda: indossi una maglietta per una settimana e i polsini sono indossati sopra, risvoltati, e vanno spesso cambiati. I polsini erano caldi e facili da scrivere".
Il vivere sovietico: "Di ritorno dall'America, mio padre rimase a casa per un anno e mezzo. Poi fu mandato nel nord, alla ricerca del pilota scomparso Levanevsky. Con i colleghi, andarono in spedizione all'isola del Principe Rodolfo. Fu una totale idiozia: volarono via alla fine di agosto e a settembre, quando ormai iniziava la notte polare! E così hanno passato tutto l'inverno sull'isola di Rudolf, non hanno cercato niente, credo; hanno scritto solo degli stupidi rapporti. Tornarono nel maggio 1938. Prima dell'ultima trasvolata Arkhangelsk-Mosca avvenne questo perfetto epilogo. I piloti Babushkin e Mashkovsky iniziarono a litigare su chi dovesse condurre l'aereo a Mosca, dove li attendeva il solenne rientro. Ma cozzarono contro la diga al decollo. Colpirono il serbatoio del gas contro l'acqua. Nello scompartimento posteriore - che si era bloccato - il meccanico di volo Gursky cercava di districarsi. Il dottor Rossels provava a tirarlo fuori di lì, e mio padre era a fianco del portellone. All'improvviso l'aereo è precipitato. Il pilota Babushkin è rimasto ucciso dallo sterzo, ed anche i due nello scompartimento. Invece di un incontro solenne, a Mosca di trovarono a portare un po' di bare. Dalla Piazza Rossa - la piazza degli Eroi dell'Unione Sovietica - una processione con accompagnamento di cavalli ha raggiunto il Convento di Novodevichy, ci sono stati discorsi... Ci hanno lasciato l'appartamento. E mi hanno dato una pensione fino all'età adulta: 300 rubli. Con questi soldi, per lo più siamo sopravvissuti alla guerra."
Avanguardia e potere: "Di ritorno dalla prossima estate plein air lungo il Volga, noi - lo studio di Belyutin - abbiamo organizzato una mostra di reportage nella palestra della casa del maestro, dove di solito si svolgevano le nostre lezioni. Devo ammetterlo, molti ospiti. Al mattino, il mondo è stato scosso dalla notizia: l'astrattismo si esibisce in URSS! Negli stessi giorni il Maneggio ha ospitato la mostra “30 Years of the Moscow Union of Artists”, organizzata dai soci anziani dell'Unione degli artisti dell'URSS per un accurato e rapido giro di vite sul giovane Museo d'arte di Mosca. "Stile curioso" è ora chiamato quel vecchio fenomeno. E siamo stati invitati, e abbiamo concordato, a partecipare all'esposizione, proprio alla vigilia della visita di Krusciov. (...) Quattro volte sono stato sorpreso "davanti agli occhi luminosi" (di Krusciov) e ho sentito indirizzate contro di me battute sul fatto di farmi fuori, di esiliarmi, o mandarmi nei campi o giudizi sul mio orientamento sessuale. Passando dal sussurro all'urlo, Nikita, nella sala accanto, è incappato nelle opere di Ernst Neizvestny, ed ha cancellato questi sei anni - solo sei ! - di speranza dopo il ventesimo congresso e la relazione "sul culto della personalità di Stalin. Con la sconfitta di questa mostra è iniziata un'altra repressione della cultura. Alla mostra, e poi nel rapporto "Alta ideologia e maestria artistica - la grande potenza della letteratura e dell'arte sovietiche" dell'8 marzo 1963, Krusciov ha parlato del mio problema in modo abbastanza definitivo: 'Recentemente, l'artista A.I. Laktionov ha realizzato un articolo sulla Pravda, in cui esprimeva il suo atteggiamento inconciliabile nei confronti dell'arte astratta. Confrontiamo due opere di pittura: l'autoritratto di A. Laktionov e l'autoritratto di B. Zhutovsky. Non importa come pensano gli altri e cosa ne dicono, ma per qualsiasi persona sana di mente con gusti incontaminati, è chiaro che l'immagine dell'artista Lactionov attrae con la sua umanità ed evoca rispetto per l'uomo. Lo guardi, lo ammiri e gioisci per una persona. E chi è stato interpretato da B. Zhutovsky? L'orrore! Guardando il suo autoritratto, ti spaventi. Come non vergognarsi di spendere le proprie forze in tanta bruttezza! Una persona diplomata in un istituto sovietico - grazie ai soldi della gente - mangia il pane della gente. E cosa restituisce alla gente, agli operai e ai contadini, per i soldi che hanno speso per la sua educazione, per i benefici che gli stanno dando ora? Un tale autoritratto, questo abominio e orrore? È disgustoso guardare una tale macchia sporca e disgustoso ascoltare coloro che la proteggono".
Dopo la rimozione di Krusciov, nel 1964, la vita di Boris Zhutovsky iniziò a migliorare. Nel 1969 fu ammesso all'Unione degli artisti dell'URSS come artista-illustratore di libri. Negli ultimi anni, l'artista ha creato una famosa serie di ritratti di persone eccezionali dell'URSS e della Russia "The Last People of the Empire".
Le opere sono state esposte a Helsinki; Toronto; Roma, Firenze, Venezia, L'Aquila; Praga, Bratislava, Danzica, Sopot, Poznań, Zielona Góra; Francoforte sul Meno, Stoccarda, Bochum; Barcellona; Lugano, Zurigo; Parigi, Montereau; Londra; Lipsia; New York, Los Angeles etc. -
Lotto 46 Boris Iosifovich Zhutovsky (1932 - 2023)
Mani
Tecnica mista su carta aplicata su foglio di supporto
28,9 x 40,9 cm
Data: "1964", a matita, su passepartout
Firma: "B. Zhutovsky", a matita, su passepartout
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 90% (maculazione)
Stato di conservazione supporto: 90% (ondulatura, fissaggio a colla)
Laureato all'Istituto poligrafico di Mosca nel 1956 sotto la guida di A. Goncharov e I. Chekmazov, si è dunque trasferito negli Urali e a Sverdlovsk, in particolare sotto l'influenza del più anziano pittore e pedagogo Dmitry Ivanovich Arkhangelsky, per poi rientrare a Mosca e dedicarsi alla illustrazione editoriale. Dalla fine degli anni '50 fino al 1962, Zhutovsky frequentò lo studio di E. Belyutin. Dal 1959 ha iniziato a partecipare a mostre di pittura e arte grafica in URSS, nell'ambito dell'"arte non ufficiale", soprattutto attraverso invenzioni astratte e talvolta grottesche. Dopo la partecipazione dell'artista alla mostra "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio nel dicembre 1962, che venne aspramente criticata dal presidente dell'Unione Sovietica, Nikita Krusciov, Zhutovsky non ebbe più l'opportunità di esporre le sue opere in URSS. Per converso, la qualità delle sue invenzioni e la opposizione al regime sovietico, generarono grande interesse per lui nel mondo occidentale.
Anche al termine della vita Zhutovsky è rimasto un feroce oppositore dell'autoritarismo. Fece scalpore la sua intervista alla Novaya Gazeta (3 agosto 2009), durante il processo al bilionario antiputiniano Mihail Khodorkovsky (https://khodorkovsky.com/resources/zhutovsky-boris/): “Le rose sono molto belle. La squadra di difesa indossa fiori freschi ogni giorno. Sono ben vestiti, educati e implacabili”.
Zhutovsky univa alla opposizione politica una intensa attività in favore dell'ambiente e della salvaguardia della cultura russa. Citiamo alcuni passaggi dalle sue memorie.
Sui disastri degli oligarchi: “Mio padre, un comunista polacco, era un ingegnere, lavorava nello stabilimento di Aviapribor. Ora questo impianto non c'è più: Deripaska l'ha acquistato e sarà raso a terra. Ed era uno dei più grandi impianti di produzione di strumenti".
Sullo spionaggio: "A mio padre venne destinato un appartamento. Prima che potessimo trasferirci, mio padre fu mandato in America per rubare segreti industriali. Mia madre mi ha raccontato che prendevano appunti sui polsini della camicia. In precedenza, infatti, questa era la moda: indossi una maglietta per una settimana e i polsini sono indossati sopra, risvoltati, e vanno spesso cambiati. I polsini erano caldi e facili da scrivere".
Il vivere sovietico: "Di ritorno dall'America, mio padre rimase a casa per un anno e mezzo. Poi fu mandato nel nord, alla ricerca del pilota scomparso Levanevsky. Con i colleghi, andarono in spedizione all'isola del Principe Rodolfo. Fu una totale idiozia: volarono via alla fine di agosto e a settembre, quando ormai iniziava la notte polare! E così hanno passato tutto l'inverno sull'isola di Rudolf, non hanno cercato niente, credo; hanno scritto solo degli stupidi rapporti. Tornarono nel maggio 1938. Prima dell'ultima trasvolata Arkhangelsk-Mosca avvenne questo perfetto epilogo. I piloti Babushkin e Mashkovsky iniziarono a litigare su chi dovesse condurre l'aereo a Mosca, dove li attendeva il solenne rientro. Ma cozzarono contro la diga al decollo. Colpirono il serbatoio del gas contro l'acqua. Nello scompartimento posteriore - che si era bloccato - il meccanico di volo Gursky cercava di districarsi. Il dottor Rossels provava a tirarlo fuori di lì, e mio padre era a fianco del portellone. All'improvviso l'aereo è precipitato. Il pilota Babushkin è rimasto ucciso dallo sterzo, ed anche i due nello scompartimento. Invece di un incontro solenne, a Mosca di trovarono a portare un po' di bare. Dalla Piazza Rossa - la piazza degli Eroi dell'Unione Sovietica - una processione con accompagnamento di cavalli ha raggiunto il Convento di Novodevichy, ci sono stati discorsi... Ci hanno lasciato l'appartamento. E mi hanno dato una pensione fino all'età adulta: 300 rubli. Con questi soldi, per lo più siamo sopravvissuti alla guerra."
Avanguardia e potere: "Di ritorno dalla prossima estate plein air lungo il Volga, noi - lo studio di Belyutin - abbiamo organizzato una mostra di reportage nella palestra della casa del maestro, dove di solito si svolgevano le nostre lezioni. Devo ammetterlo, molti ospiti. Al mattino, il mondo è stato scosso dalla notizia: l'astrattismo si esibisce in URSS! Negli stessi giorni il Maneggio ha ospitato la mostra “30 Years of the Moscow Union of Artists”, organizzata dai soci anziani dell'Unione degli artisti dell'URSS per un accurato e rapido giro di vite sul giovane Museo d'arte di Mosca. "Stile curioso" è ora chiamato quel vecchio fenomeno. E siamo stati invitati, e abbiamo concordato, a partecipare all'esposizione, proprio alla vigilia della visita di Krusciov. (...) Quattro volte sono stato sorpreso "davanti agli occhi luminosi" (di Krusciov) e ho sentito indirizzate contro di me battute sul fatto di farmi fuori, di esiliarmi, o mandarmi nei campi o giudizi sul mio orientamento sessuale. Passando dal sussurro all'urlo, Nikita, nella sala accanto, è incappato nelle opere di Ernst Neizvestny, ed ha cancellato questi sei anni - solo sei ! - di speranza dopo il ventesimo congresso e la relazione "sul culto della personalità di Stalin. Con la sconfitta di questa mostra è iniziata un'altra repressione della cultura. Alla mostra, e poi nel rapporto "Alta ideologia e maestria artistica - la grande potenza della letteratura e dell'arte sovietiche" dell'8 marzo 1963, Krusciov ha parlato del mio problema in modo abbastanza definitivo: 'Recentemente, l'artista A.I. Laktionov ha realizzato un articolo sulla Pravda, in cui esprimeva il suo atteggiamento inconciliabile nei confronti dell'arte astratta. Confrontiamo due opere di pittura: l'autoritratto di A. Laktionov e l'autoritratto di B. Zhutovsky. Non importa come pensano gli altri e cosa ne dicono, ma per qualsiasi persona sana di mente con gusti incontaminati, è chiaro che l'immagine dell'artista Lactionov attrae con la sua umanità ed evoca rispetto per l'uomo. Lo guardi, lo ammiri e gioisci per una persona. E chi è stato interpretato da B. Zhutovsky? L'orrore! Guardando il suo autoritratto, ti spaventi. Come non vergognarsi di spendere le proprie forze in tanta bruttezza! Una persona diplomata in un istituto sovietico - grazie ai soldi della gente - mangia il pane della gente. E cosa restituisce alla gente, agli operai e ai contadini, per i soldi che hanno speso per la sua educazione, per i benefici che gli stanno dando ora? Un tale autoritratto, questo abominio e orrore? È disgustoso guardare una tale macchia sporca e disgustoso ascoltare coloro che la proteggono".
Dopo la rimozione di Krusciov, nel 1964, la vita di Boris Zhutovsky iniziò a migliorare. Nel 1969 fu ammesso all'Unione degli artisti dell'URSS come artista-illustratore di libri. Negli ultimi anni, l'artista ha creato una famosa serie di ritratti di persone eccezionali dell'URSS e della Russia "The Last People of the Empire".
Le opere sono state esposte a Helsinki; Toronto; Roma, Firenze, Venezia, L'Aquila; Praga, Bratislava, Danzica, Sopot, Poznań, Zielona Góra; Francoforte sul Meno, Stoccarda, Bochum; Barcellona; Lugano, Zurigo; Parigi, Montereau; Londra; Lipsia; New York, Los Angeles etc. -
Lotto 47 Boris Iosifovich Zhutovsky (1932 - 2023)
Ogni "per" è preceduto da un "contro", 1967
Calcografia su carta
37,1 x 52,1 cm
Data: "1967", in lastra
Firma: "B. Zhutovsky", in lastra; firma, a matita, al recto su carta
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 70% (diffusi residui paglierini da muffe non più attive)
Stato di conservazione supporto: 90% (piccoli strappi ai margini, leggere pieghe)
Laureato all'Istituto poligrafico di Mosca nel 1956 sotto la guida di A. Goncharov e I. Chekmazov, si è dunque trasferito negli Urali e a Sverdlovsk, in particolare sotto l'influenza del più anziano pittore e pedagogo Dmitry Ivanovich Arkhangelsky, per poi rientrare a Mosca e dedicarsi alla illustrazione editoriale. Dalla fine degli anni '50 fino al 1962, Zhutovsky frequentò lo studio di E. Belyutin. Dal 1959 ha iniziato a partecipare a mostre di pittura e arte grafica in URSS, nell'ambito dell'"arte non ufficiale", soprattutto attraverso invenzioni astratte e talvolta grottesche. Dopo la partecipazione dell'artista alla mostra "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio nel dicembre 1962, che venne aspramente criticata dal presidente dell'Unione Sovietica, Nikita Krusciov, Zhutovsky non ebbe più l'opportunità di esporre le sue opere in URSS. Per converso, la qualità delle sue invenzioni e la opposizione al regime sovietico, generarono grande interesse per lui nel mondo occidentale.
Anche al termine della vita Zhutovsky è rimasto un feroce oppositore dell'autoritarismo. Fece scalpore la sua intervista alla Novaya Gazeta (3 agosto 2009), durante il processo al bilionario antiputiniano Mihail Khodorkovsky (https://khodorkovsky.com/resources/zhutovsky-boris/): “Le rose sono molto belle. La squadra di difesa indossa fiori freschi ogni giorno. Sono ben vestiti, educati e implacabili”.
Zhutovsky univa alla opposizione politica una intensa attività in favore dell'ambiente e della salvaguardia della cultura russa. Citiamo alcuni passaggi dalle sue memorie.
Sui disastri degli oligarchi: “Mio padre, un comunista polacco, era un ingegnere, lavorava nello stabilimento di Aviapribor. Ora questo impianto non c'è più: Deripaska l'ha acquistato e sarà raso a terra. Ed era uno dei più grandi impianti di produzione di strumenti".
Sullo spionaggio: "A mio padre venne destinato un appartamento. Prima che potessimo trasferirci, mio padre fu mandato in America per rubare segreti industriali. Mia madre mi ha raccontato che prendevano appunti sui polsini della camicia. In precedenza, infatti, questa era la moda: indossi una maglietta per una settimana e i polsini sono indossati sopra, risvoltati, e vanno spesso cambiati. I polsini erano caldi e facili da scrivere".
Il vivere sovietico: "Di ritorno dall'America, mio padre rimase a casa per un anno e mezzo. Poi fu mandato nel nord, alla ricerca del pilota scomparso Levanevsky. Con i colleghi, andarono in spedizione all'isola del Principe Rodolfo. Fu una totale idiozia: volarono via alla fine di agosto e a settembre, quando ormai iniziava la notte polare! E così hanno passato tutto l'inverno sull'isola di Rudolf, non hanno cercato niente, credo; hanno scritto solo degli stupidi rapporti. Tornarono nel maggio 1938. Prima dell'ultima trasvolata Arkhangelsk-Mosca avvenne questo perfetto epilogo. I piloti Babushkin e Mashkovsky iniziarono a litigare su chi dovesse condurre l'aereo a Mosca, dove li attendeva il solenne rientro. Ma cozzarono contro la diga al decollo. Colpirono il serbatoio del gas contro l'acqua. Nello scompartimento posteriore - che si era bloccato - il meccanico di volo Gursky cercava di districarsi. Il dottor Rossels provava a tirarlo fuori di lì, e mio padre era a fianco del portellone. All'improvviso l'aereo è precipitato. Il pilota Babushkin è rimasto ucciso dallo sterzo, ed anche i due nello scompartimento. Invece di un incontro solenne, a Mosca di trovarono a portare un po' di bare. Dalla Piazza Rossa - la piazza degli Eroi dell'Unione Sovietica - una processione con accompagnamento di cavalli ha raggiunto il Convento di Novodevichy, ci sono stati discorsi... Ci hanno lasciato l'appartamento. E mi hanno dato una pensione fino all'età adulta: 300 rubli. Con questi soldi, per lo più siamo sopravvissuti alla guerra."
Avanguardia e potere: "Di ritorno dalla prossima estate plein air lungo il Volga, noi - lo studio di Belyutin - abbiamo organizzato una mostra di reportage nella palestra della casa del maestro, dove di solito si svolgevano le nostre lezioni. Devo ammetterlo, molti ospiti. Al mattino, il mondo è stato scosso dalla notizia: l'astrattismo si esibisce in URSS! Negli stessi giorni il Maneggio ha ospitato la mostra “30 Years of the Moscow Union of Artists”, organizzata dai soci anziani dell'Unione degli artisti dell'URSS per un accurato e rapido giro di vite sul giovane Museo d'arte di Mosca. "Stile curioso" è ora chiamato quel vecchio fenomeno. E siamo stati invitati, e abbiamo concordato, a partecipare all'esposizione, proprio alla vigilia della visita di Krusciov. (...) Quattro volte sono stato sorpreso "davanti agli occhi luminosi" (di Krusciov) e ho sentito indirizzate contro di me battute sul fatto di farmi fuori, di esiliarmi, o mandarmi nei campi o giudizi sul mio orientamento sessuale. Passando dal sussurro all'urlo, Nikita, nella sala accanto, è incappato nelle opere di Ernst Neizvestny, ed ha cancellato questi sei anni - solo sei ! - di speranza dopo il ventesimo congresso e la relazione "sul culto della personalità di Stalin. Con la sconfitta di questa mostra è iniziata un'altra repressione della cultura. Alla mostra, e poi nel rapporto "Alta ideologia e maestria artistica - la grande potenza della letteratura e dell'arte sovietiche" dell'8 marzo 1963, Krusciov ha parlato del mio problema in modo abbastanza definitivo: 'Recentemente, l'artista A.I. Laktionov ha realizzato un articolo sulla Pravda, in cui esprimeva il suo atteggiamento inconciliabile nei confronti dell'arte astratta. Confrontiamo due opere di pittura: l'autoritratto di A. Laktionov e l'autoritratto di B. Zhutovsky. Non importa come pensano gli altri e cosa ne dicono, ma per qualsiasi persona sana di mente con gusti incontaminati, è chiaro che l'immagine dell'artista Lactionov attrae con la sua umanità ed evoca rispetto per l'uomo. Lo guardi, lo ammiri e gioisci per una persona. E chi è stato interpretato da B. Zhutovsky? L'orrore! Guardando il suo autoritratto, ti spaventi. Come non vergognarsi di spendere le proprie forze in tanta bruttezza! Una persona diplomata in un istituto sovietico - grazie ai soldi della gente - mangia il pane della gente. E cosa restituisce alla gente, agli operai e ai contadini, per i soldi che hanno speso per la sua educazione, per i benefici che gli stanno dando ora? Un tale autoritratto, questo abominio e orrore? È disgustoso guardare una tale macchia sporca e disgustoso ascoltare coloro che la proteggono".
Dopo la rimozione di Krusciov, nel 1964, la vita di Boris Zhutovsky iniziò a migliorare. Nel 1969 fu ammesso all'Unione degli artisti dell'URSS come artista-illustratore di libri. Negli ultimi anni, l'artista ha creato una famosa serie di ritratti di persone eccezionali dell'URSS e della Russia "The Last People of the Empire".
Le opere sono state esposte a Helsinki; Toronto; Roma, Firenze, Venezia, L'Aquila; Praga, Bratislava, Danzica, Sopot, Poznań, Zielona Góra; Francoforte sul Meno, Stoccarda, Bochum; Barcellona; Lugano, Zurigo; Parigi, Montereau; Londra; Lipsia; New York, Los Angeles etc. -
Lotto 48 Boris Iosifovich Zhutovsky (1932 - 2023)
Destino, 1967
Maniera nera su carta
21,3 x 31 cm (lastra)
45,9 x 64,1 cm
Data: "67", in lastra
Firma: "B. Zhutovsky", in lastra; firma, a matita, al recto su carta
Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
Stato di conservazione superficie: 95%
Stato di conservazione supporto: 90% (leggere pieghe e danni ai margini)
Laureato all'Istituto poligrafico di Mosca nel 1956 sotto la guida di A. Goncharov e I. Chekmazov, si è dunque trasferito negli Urali e a Sverdlovsk, in particolare sotto l'influenza del più anziano pittore e pedagogo Dmitry Ivanovich Arkhangelsky, per poi rientrare a Mosca e dedicarsi alla illustrazione editoriale. Dalla fine degli anni '50 fino al 1962, Zhutovsky frequentò lo studio di E. Belyutin. Dal 1959 ha iniziato a partecipare a mostre di pittura e arte grafica in URSS, nell'ambito dell'"arte non ufficiale", soprattutto attraverso invenzioni astratte e talvolta grottesche. Dopo la partecipazione dell'artista alla mostra "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio nel dicembre 1962, che venne aspramente criticata dal presidente dell'Unione Sovietica, Nikita Krusciov, Zhutovsky non ebbe più l'opportunità di esporre le sue opere in URSS. Per converso, la qualità delle sue invenzioni e la opposizione al regime sovietico, generarono grande interesse per lui nel mondo occidentale.
Anche al termine della vita Zhutovsky è rimasto un feroce oppositore dell'autoritarismo. Fece scalpore la sua intervista alla Novaya Gazeta (3 agosto 2009), durante il processo al bilionario antiputiniano Mihail Khodorkovsky (https://khodorkovsky.com/resources/zhutovsky-boris/): “Le rose sono molto belle. La squadra di difesa indossa fiori freschi ogni giorno. Sono ben vestiti, educati e implacabili”.
Zhutovsky univa alla opposizione politica una intensa attività in favore dell'ambiente e della salvaguardia della cultura russa. Citiamo alcuni passaggi dalle sue memorie.
Sui disastri degli oligarchi: “Mio padre, un comunista polacco, era un ingegnere, lavorava nello stabilimento di Aviapribor. Ora questo impianto non c'è più: Deripaska l'ha acquistato e sarà raso a terra. Ed era uno dei più grandi impianti di produzione di strumenti".
Sullo spionaggio: "A mio padre venne destinato un appartamento. Prima che potessimo trasferirci, mio padre fu mandato in America per rubare segreti industriali. Mia madre mi ha raccontato che prendevano appunti sui polsini della camicia. In precedenza, infatti, questa era la moda: indossi una maglietta per una settimana e i polsini sono indossati sopra, risvoltati, e vanno spesso cambiati. I polsini erano caldi e facili da scrivere".
Il vivere sovietico: "Di ritorno dall'America, mio padre rimase a casa per un anno e mezzo. Poi fu mandato nel nord, alla ricerca del pilota scomparso Levanevsky. Con i colleghi, andarono in spedizione all'isola del Principe Rodolfo. Fu una totale idiozia: volarono via alla fine di agosto e a settembre, quando ormai iniziava la notte polare! E così hanno passato tutto l'inverno sull'isola di Rudolf, non hanno cercato niente, credo; hanno scritto solo degli stupidi rapporti. Tornarono nel maggio 1938. Prima dell'ultima trasvolata Arkhangelsk-Mosca avvenne questo perfetto epilogo. I piloti Babushkin e Mashkovsky iniziarono a litigare su chi dovesse condurre l'aereo a Mosca, dove li attendeva il solenne rientro. Ma cozzarono contro la diga al decollo. Colpirono il serbatoio del gas contro l'acqua. Nello scompartimento posteriore - che si era bloccato - il meccanico di volo Gursky cercava di districarsi. Il dottor Rossels provava a tirarlo fuori di lì, e mio padre era a fianco del portellone. All'improvviso l'aereo è precipitato. Il pilota Babushkin è rimasto ucciso dallo sterzo, ed anche i due nello scompartimento. Invece di un incontro solenne, a Mosca di trovarono a portare un po' di bare. Dalla Piazza Rossa - la piazza degli Eroi dell'Unione Sovietica - una processione con accompagnamento di cavalli ha raggiunto il Convento di Novodevichy, ci sono stati discorsi... Ci hanno lasciato l'appartamento. E mi hanno dato una pensione fino all'età adulta: 300 rubli. Con questi soldi, per lo più siamo sopravvissuti alla guerra."
Avanguardia e potere: "Di ritorno dalla prossima estate plein air lungo il Volga, noi - lo studio di Belyutin - abbiamo organizzato una mostra di reportage nella palestra della casa del maestro, dove di solito si svolgevano le nostre lezioni. Devo ammetterlo, molti ospiti. Al mattino, il mondo è stato scosso dalla notizia: l'astrattismo si esibisce in URSS! Negli stessi giorni il Maneggio ha ospitato la mostra “30 Years of the Moscow Union of Artists”, organizzata dai soci anziani dell'Unione degli artisti dell'URSS per un accurato e rapido giro di vite sul giovane Museo d'arte di Mosca. "Stile curioso" è ora chiamato quel vecchio fenomeno. E siamo stati invitati, e abbiamo concordato, a partecipare all'esposizione, proprio alla vigilia della visita di Krusciov. (...) Quattro volte sono stato sorpreso "davanti agli occhi luminosi" (di Krusciov) e ho sentito indirizzate contro di me battute sul fatto di farmi fuori, di esiliarmi, o mandarmi nei campi o giudizi sul mio orientamento sessuale. Passando dal sussurro all'urlo, Nikita, nella sala accanto, è incappato nelle opere di Ernst Neizvestny, ed ha cancellato questi sei anni - solo sei ! - di speranza dopo il ventesimo congresso e la relazione "sul culto della personalità di Stalin. Con la sconfitta di questa mostra è iniziata un'altra repressione della cultura. Alla mostra, e poi nel rapporto "Alta ideologia e maestria artistica - la grande potenza della letteratura e dell'arte sovietiche" dell'8 marzo 1963, Krusciov ha parlato del mio problema in modo abbastanza definitivo: 'Recentemente, l'artista A.I. Laktionov ha realizzato un articolo sulla Pravda, in cui esprimeva il suo atteggiamento inconciliabile nei confronti dell'arte astratta. Confrontiamo due opere di pittura: l'autoritratto di A. Laktionov e l'autoritratto di B. Zhutovsky. Non importa come pensano gli altri e cosa ne dicono, ma per qualsiasi persona sana di mente con gusti incontaminati, è chiaro che l'immagine dell'artista Lactionov attrae con la sua umanità ed evoca rispetto per l'uomo. Lo guardi, lo ammiri e gioisci per una persona. E chi è stato interpretato da B. Zhutovsky? L'orrore! Guardando il suo autoritratto, ti spaventi. Come non vergognarsi di spendere le proprie forze in tanta bruttezza! Una persona diplomata in un istituto sovietico - grazie ai soldi della gente - mangia il pane della gente. E cosa restituisce alla gente, agli operai e ai contadini, per i soldi che hanno speso per la sua educazione, per i benefici che gli stanno dando ora? Un tale autoritratto, questo abominio e orrore? È disgustoso guardare una tale macchia sporca e disgustoso ascoltare coloro che la proteggono".
Dopo la rimozione di Krusciov, nel 1964, la vita di Boris Zhutovsky iniziò a migliorare. Nel 1969 fu ammesso all'Unione degli artisti dell'URSS come artista-illustratore di libri. Negli ultimi anni, l'artista ha creato una famosa serie di ritratti di persone eccezionali dell'URSS e della Russia "The Last People of the Empire".
Le opere sono state esposte a Helsinki; Toronto; Roma, Firenze, Venezia, L'Aquila; Praga, Bratislava, Danzica, Sopot, Poznań, Zielona Góra; Francoforte sul Meno, Stoccarda, Bochum; Barcellona; Lugano, Zurigo; Parigi, Montereau; Londra; Lipsia; New York, Los Angeles etc.