Risultati

Lotti dal 94225 al 94272 di 1343720
Mostra
  • CARLO SCARPA, Conchiglia in vetro
    Lotto 115

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini, Italia 1940 ca.
    Conchiglia in vetro con superficie fortemente iridata. Firma all’acido: Venini Murano Made in Italy.
    cm 16 x 9 h. 2,5.

    Bibliografia: Carlo Scarpa: Venini 1932-1947, Barovier, ppg. 452, 460 per la serie delle conchiglie.

    A POCKET EMPTIER BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Lotto di 5 lettere autografe di Lucio Battisti, foglietti con appunti vari, testi di canzoni, disegni, schizzi vari , 1960s
    Lotto 115

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Lotto di 5 lettere autografe di Lucio Battisti, foglietti con appunti vari, testi di canzoni, disegni, schizzi vari , 1960s


    Notevole lotto composto da cinque lettere, vergate ed autografe di Lucio Battisti, alcuni foglietti con appunti vari, testi di canzoni, disegni, schizzi vari 


    - lettera autografa di Lucio Battisti, senza busta, su foglio a quadretti, indirizzata alla mamma. "Cavi di Lavagna 25 / 6 / 64 - Cara mamma sarò a Roma il giorno 31. Non posso precisare a che ora ...  il mare mi ha fatto bene, sono abbastanza abbronzato (qui non si diventa neri come a Ostia perchè la sabbia è diversa) ... Lucio"  (firma con volto sulla O)

    - lettera autografa di Lucio Battisti , con busta viaggiata indirizzata alla mamma "Cavi di Lavagna 14-7-64 Cara mamma sto facendo veramente il signore. La sera si lavora in un meraviglioso locale frequentato da bella gente ... In pensione stò molto bene. Ho una bella stanza con letto grande ...Ti dò l'indirizzo della pensione "pensione Europa fli ulivi ... un saluto a Gino e Albarita e fatemi sapere come state e che cosa fate. Lucio" (firma con volto sulla O)


    - lettera autografa di Lucio Battisti, su carta bianca, un foglio con busta viaggiata, indirizzata alla mamma , Luglio 1964 "Cara mamma sono stato veramente contento che mi hai mandato la fotografia di Andrea. E' proprio bello, chissà come vi terrà occupati tutto il giorno. Io sto bene ... forse è il caso che io ti dia conferma che andiamo in Olanda ... intanto alla Ricordi mi hanno inciso una canzone che uscirà a Settembre ... il pezzo mio è quello intitolato SE RIMANI CON ME ... Ciao a tutti , LUCIO"   (firma con volto sulla O)

    - lettera autografa di Lucio Battisti, con busta viaggiata, indirizzata alla mamma "Milano 10/5/65 , Cara mamma come già ti ho detto per telefono ho deciso di restare ancora qualche giorno per curare quelle cose che ho qui a Milano ... Proprio oggi ho un appuntamento alle Messaggerie Musicali per parlare con una persona importante. ... Alla fine di questa settimana o all'inizio dell'altra cominceranno ad uscire i dischi che abbiamo inciso a Marzo. ... Ciao a tutti. Lucio"

    - lettera autografa di Lucio Battisti , con busta viaggiata indirizzata alla mamma "Varazze 23/7/65 - Cara mamma non c'è più la necessità che tu venga a trovarmi. ... andremo in Olanda solo il mese di Ottobre ... Mi farò sentire per telefono da Diano Marina i primi di Agosto ...  Mi dispiace per zio Pompilio, speriamo che si rimetta presto ... Ciao a tutti - Lucio - P.S. Per la SIAE non c'è fretta , di a papà che facesse tutto con comodo"  (firma con volto sulla O)


    - gruppo di foglietti autografi di Lucio Battisti, schizzi grafici, testi di canzoni con correzioni ("Amore amor piango di gioia perchè mi dici che anche tu da tanto tempo mi pensavi ma non parlavi mai ..." , "se uscissi qualche volta se cercassi un pò qualcuno non saresti più sola potresti esser felice ..." etc) su fogli di carta recuperati da riviste,  un telegramma


    Uno straordinario spaccato di vita, che ci fa conoscere gli inizi artistici di Lucio. Notevole lotto composto da cinque lettere, vergate ed autografe di Lucio Battisti, alcuni foglietti con appunti vari, testi di canzoni, disegni, schizzi vari 


    - lettera autografa di Lucio Battisti, senza busta, su foglio a quadretti, indirizzata alla mamma. "Cavi di Lavagna 25 / 6 / 64 - Cara mamma sarò a Roma il giorno 31. Non posso precisare a che ora ...  il mare mi ha fatto bene, sono abbastanza abbronzato (qui non si diventa neri come a Ostia perchè la sabbia è diversa) ... Lucio"  (firma con volto sulla O)

    - lettera autografa di Lucio Battisti , con busta viaggiata indirizzata alla mamma "Cavi di Lavagna 14-7-64 Cara mamma sto facendo veramente il signore. La sera si lavora in un meraviglioso locale frequentato da bella gente ... In pensione stò molto bene. Ho una bella stanza con letto grande ...Ti dò l'indirizzo della pensione "pensione Europa fli ulivi ... un saluto a Gino e Albarita e fatemi sapere come state e che cosa fate. Lucio" (firma con volto sulla O)


    - lettera autografa di Lucio Battisti, su carta bianca, un foglio con busta viaggiata, indirizzata alla mamma , Luglio 1964 "Cara mamma sono stato veramente contento che mi hai mandato la fotografia di Andrea. E' proprio bello, chissà come vi terrà occupati tutto il giorno. Io sto bene ... forse è il caso che io ti dia conferma che andiamo in Olanda ... intanto alla Ricordi mi hanno inciso una canzone che uscirà a Settembre ... il pezzo mio è quello intitolato SE RIMANI CON ME ... Ciao a tutti , LUCIO"   (firma con volto sulla O)

    - lettera autografa di Lucio Battisti, con busta viaggiata, indirizzata alla mamma "Milano 10/5/65 , Cara mamma come già ti ho detto per telefono ho deciso di restare ancora qualche giorno per curare quelle cose che ho qui a Milano ... Proprio oggi ho un appuntamento alle Messaggerie Musicali per parlare con una persona importante. ... Alla fine di questa settimana o all'inizio dell'altra cominceranno ad uscire i dischi che abbiamo inciso a Marzo. ... Ciao a tutti. Lucio"

    - lettera autografa di Lucio Battisti , con busta viaggiata indirizzata alla mamma "Varazze 23/7/65 - Cara mamma non c'è più la necessità che tu venga a trovarmi. ... andremo in Olanda solo il mese di Ottobre ... Mi farò sentire per telefono da Diano Marina i primi di Agosto ...  Mi dispiace per zio Pompilio, speriamo che si rimetta presto ... Ciao a tutti - Lucio - P.S. Per la SIAE non c'è fretta , di a papà che facesse tutto con comodo"  (firma con volto sulla O)


    - gruppo di foglietti autografi di Lucio Battisti, schizzi grafici, testi di canzoni con correzioni ("Amore amor piango di gioia perchè mi dici che anche tu da tanto tempo mi pensavi ma non parlavi mai ..." , "se uscissi qualche volta se cercassi un pò qualcuno non saresti più sola potresti esser felice ..." etc) su fogli di carta recuperati da riviste,  un telegramma


    Uno straordinario spaccato di vita, che ci fa conoscere gli inizi artistici di Lucio. 

  • CARLO SCARPA E PAOLO VENINI, Vaso della serie "Diamante"
    Lotto 116

    CARLO SCARPA E PAOLO VENINI
    Produzione Venini, Italia 1939 ca.
    Vaso della serie "Diamante" in vetro a doppio torciglione, corpo ovalizzato con bocca circolare piana. Firma all’acido Murano Venini Made in Italy.
    cm h. 12.

    Bibliografia: M. Barovier, C. Sonego, a cura di, Paolo Venini e la sua fornace, Catalogo della mostra (Isola di San Giorgio Maggiore, 9 Settembre 2016 - 8 Gennaio 2017), Milano 2016, pp. 93-111.
    Catalogo "Venini" a cura di F. Deboni, Allemandi Editore Torino, fig. 62 (serie)

    A "DIAMANTE" SERIES GLASS VASE BY CARLO SCARPA AND PAOLO VENINI.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Lotto di 5 lettere, da e per Lucio Battisti, 1960s
    Lotto 116

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Lotto di 5 lettere, da e per Lucio Battisti, 1960s


    Lotto composto da cinque lettere, da e per Lucio Battisti

    - lettera autografa di Lucio Battisti, con busta viaggiata, indirizzata alla mamma "Milano 6 Maggio 1964, Cara mamma l'altro ieri che è venuto papà mi ha parlato della questione di Albarita. Che debbo dire ? Non c'è da rimanere sorpresi per la cosa in se, perchè il mondo va così e noi facciamo parte del mondo, solo che in questi casi ci si stupisce al pensiero di quante cose e abitudini debbano cambiare ..." autografo finale Lucio


    - una lettera autografa di Lucio Battisti, vergata su carta bianca, un foglio, senza busta, indirizzata il 23 Luglio 1965 da Varazze a tale CHRISTINE ... ti mando il disco che mi avevi chiesto. Qui al mare il tempo è pessimo e l'umore anche. C'è speranza per il pezzo per S.Remo, sto entrando in crisi ... Ciao - Lucio" autografo con "volto triste" sulla "O" finale di LUCIO 

    - una lettera autografa di Lucio Battisti, senza busta, indirizzata alla mamma. Due fogli, scritta su tre facciate. "Diano Marina 6 Giu 66 - Cara mamma il tempo è bellissimo e qui si sta bene ... Io e Paolo siamo andati a S.Remo (che è a 30km da Diano Marina) per prendere un appartamento ... "  In fondo alla lettera l'autografo è abbellito dalla caratterizzazione del "volto" sulla "O" finale di LUCIO , come per un "emoticon" moderno.


    - due lettere di amici/conscenti/ammiratori per Lucio


    Uno straordinario spaccato di vita, che ci fa conoscere gli inizi artistici di Lucio. Lotto composto da cinque lettere, da e per Lucio Battisti

    - lettera autografa di Lucio Battisti, con busta viaggiata, indirizzata alla mamma "Milano 6 Maggio 1964, Cara mamma l'altro ieri che è venuto papà mi ha parlato della questione di Albarita. Che debbo dire ? Non c'è da rimanere sorpresi per la cosa in se, perchè il mondo va così e noi facciamo parte del mondo, solo che in questi casi ci si stupisce al pensiero di quante cose e abitudini debbano cambiare ..." autografo finale Lucio


    - una lettera autografa di Lucio Battisti, vergata su carta bianca, un foglio, senza busta, indirizzata il 23 Luglio 1965 da Varazze a tale CHRISTINE ... ti mando il disco che mi avevi chiesto. Qui al mare il tempo è pessimo e l'umore anche. C'è speranza per il pezzo per S.Remo, sto entrando in crisi ... Ciao - Lucio" autografo con "volto triste" sulla "O" finale di LUCIO 

    - una lettera autografa di Lucio Battisti, senza busta, indirizzata alla mamma. Due fogli, scritta su tre facciate. "Diano Marina 6 Giu 66 - Cara mamma il tempo è bellissimo e qui si sta bene ... Io e Paolo siamo andati a S.Remo (che è a 30km da Diano Marina) per prendere un appartamento ... "  In fondo alla lettera l'autografo è abbellito dalla caratterizzazione del "volto" sulla "O" finale di LUCIO , come per un "emoticon" moderno.


    - due lettere di amici/conscenti/ammiratori per Lucio


    Uno straordinario spaccato di vita, che ci fa conoscere gli inizi artistici di Lucio. 

  • CARLO SCARPA, Coppa della serie “Diamante o Brillantati”
    Lotto 117

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini, Italia 1936 ca.
    Coppa della serie “Diamante o Brillantati” in vetro soffiato incolore di grosso spessore con lavorazione a caldo. Firma all'acido sotto la base: Venini Murano.
    cm Ø 9 h. 5,5.

    Bibliografia: M. Barovier, Carla Sonego, Paolo Venini e la sua fornace, Skira Editore, 2016, p. 93.

    A GLASS BOWL BY CARLO SCARPA.

  • Disco in vinile 33 giri dal titolo "La Batteria, Il Contrabasso, Eccetera" con firme autografe di Lucio Battisti e Mogol, 70s
    Lotto 117

    Disco in vinile 33 giri dal titolo "La Batteria, Il Contrabasso, Eccetera" con firme autografe di Lucio Battisti e Mogol, 70s


    Disco in vinile 33 giri dal titolo "La Batteria, Il Contrabasso, Eccetera" con le firme autografe ad inchiostro blu sulla copertina del cantautore Lucio Battisti (firma Lucio in verticale lungo il bordo frontale destro) e del paroliere Mogol (in basso all'angolo destro della stessa copertina)

    Disco in vinile in ottime condizioni, copertina con segni d'uso

    Un cimelio che vale per le firma del binomio Battisti-Mogol

     Disco in vinile 33 giri dal titolo "La Batteria, Il Contrabasso, Eccetera" con le firme autografe ad inchiostro blu sulla copertina del cantautore Lucio Battisti (firma Lucio in verticale lungo il bordo frontale destro) e del paroliere Mogol (in basso all'angolo destro della stessa copertina)

    Disco in vinile in ottime condizioni, copertina con segni d'uso

    Un cimelio che vale per le firma del binomio Battisti-Mogol

     

  • CARLO SCARPA, Due piatti ovali in vetro
    Lotto 118

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini & C, Italia 1936 ca.
    Due piatti ovali in vetro blu, uno con finitura corrosa, uno iridato. Marchio ad acido "Venini Italia" in un piatto.
    cm 18 x 14 h. 2,5 - cm 16 x 12 h. 2,5.

    Bibliografia: Marino Barovier, Carlo Scarpa, Venini 1932-
    1947, Skira ed. 2012, pagina 213. (Serie)

    TWO GLASS PLATES BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tela intitolato "UNA", 1971
    Lotto 118

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tela intitolato "UNA", 1971

    45x40 cm
    olio su tela
    Olio su tela, misure 45x40 cm, realizzato nel 1971 da Lucio Battisti, dal titolo UNA


    Dipinto dedicato ad una donna, forse una ragazza, la madre, la donna agognata, la sorella. Si nota l'ombra della figura femminile, che sembra retrocedere impaurita di fronte alle difficoltà del mondo esterno. Una sorta di ossessione che in teoria potrebbe attanagliare tutti noi. 

    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.



    Due piccole porzioni di tela rinforzate al retro, in cornice, senza firma.

    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • CARLO SCARPA, Cornice porta ritratti in vetro
    Lotto 119

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini, Italia 1940 ca.
    Cornice porta ritratti in vetro incolore e decorato a reticello lattimo, struttura in ottone. Marchio incusso.
    cm 28 x 28.

    Bibliografia: Anna Venini Diaz de Santillana, Venini Catalogue Raisonné 1921-1986, Milan, 2000, p. 24 (esempio simile)
    Franco Deboni, Venini Glass: Its History, Artists and Techniques, Volume 1, Turin, 2007, pl. 43 (esempio simile)

    A PICTURE FRAME BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tavola per "RESPIRANDO", 1976
    Lotto 119

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tavola per "RESPIRANDO", 1976

    55x55 cm
    olio su tavola
    Olio su tavola, misure 55x55 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo RESPIRANDO

    Un improbabile tetto malandato, con un comignolo, in una probabile giornata invernale. Il tempo passato ad aspettare il trascorrere delle ore lente, nelle giornate fredde, a giocare, passeggiare, ma anche riunirsi intorno al camino il punto di ritrovo della famiglia, un valore molto importante per Lucio Battisti.

    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, senza firma.


    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • CARLO SCARPA, Portacandela in vetro
    Lotto 120

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini, Italia 1930 ca.
    Portacandela in vetro sommerso rosato trasparente ed iridato, corpo sagomato con cavità circolare. Firma all'acido.
    cm Ø 10 h. 9,5.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A CANDLEHOLDER BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tela dal titolo "DUE MONDI", 1971
    Lotto 120

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tela dal titolo "DUE MONDI", 1971

    50x45 cm
    Olio su tela
    Olio su tela, misure 50x45 cm, realizzato nel 1971 da Lucio Battisti, dal titolo DUE MONDI

    Due immagini stilizzate che si fronteggiano (scontro tra bene e male, ripreso anche in "Gente per Bene , Gente per Male") - Due figure capovolte e contrapposte, una rosa (calda) ed una blu (fredda) come due guerrieri


    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, firmato al retro LUCIO BATTISTI 5/71.



    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • CARLO SCARPA, Coppa in vetro "Diamante"
    Lotto 121

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini & C, Italia 1935 ca.
    Coppa in vetro "Diamante" a sezione polilobata colore rosato, bocca circolare. Marca ad acido “Venini murano”.
    cm Ø 10,5 Alt, 5,5.

    Bibliografia: Marino Barovier Carla Sonego Paolo Venini e la sua fornace Skira Milano 2016 p. 101. (Modello simile)

    A GLASS BOWL BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, con firma autografa, 1950s
    Lotto 121

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, con firma autografa, 1950s


    Chitarra realizzata agli inizi degli anni '50 dal liutaio Stefano Caponnetto, questa è una delle chitarre appartenute ed usate dal giovanissimo Lucio Battisti regalatagli dal padre, Alfiero Battisti, ed è considerata la "numero uno".
    Restaurata in maniera conservativa, la chitarra venne poi autografata da Lucio Battisti nella parte restaurata (vedi porzione ovale in colori lievemente differenti)

    Come da notizie riportate dallo stesso Alfiero in un'intervista al quotidiano "Il Tirreno":
    "Mi ricordo quando gli regalai la prima chitarra. Era in quinta elementare, aveva 11 anni. Già a 16 anni Lucio chiedeva di andarsene. Venivano da me i direttori delle orchestre che facevano serate in giro. Lucio suonava la chitarra molto bene e loro volevano portarlo via. Ma io mi opponevo. A un certo punto, la chitarra gliel'ho anche spaccata sulla testa. Intendiamoci, senza fargli male. Lucio non ha detto niente, mi ha guardato e basta. Il giorno dopo è venuto da me in ufficio, io lavoravo al dazio, siamo andati insieme in un negozio e gli ho comprato un'altra chitarra" (fonte IL TIRRENO quotidiano)Chitarra realizzata agli inizi degli anni '50 dal liutaio Stefano Caponnetto, questa è una delle chitarre appartenute ed usate dal giovanissimo Lucio Battisti regalatagli dal padre, Alfiero Battisti, ed è considerata la "numero uno".
    Restaurata in maniera conservativa, la chitarra venne poi autografata da Lucio Battisti nella parte restaurata (vedi porzione ovale in colori lievemente differenti)

    Come da notizie riportate dallo stesso Alfiero in un'intervista al quotidiano "Il Tirreno":
    "Mi ricordo quando gli regalai la prima chitarra. Era in quinta elementare, aveva 11 anni. Già a 16 anni Lucio chiedeva di andarsene. Venivano da me i direttori delle orchestre che facevano serate in giro. Lucio suonava la chitarra molto bene e loro volevano portarlo via. Ma io mi opponevo. A un certo punto, la chitarra gliel'ho anche spaccata sulla testa. Intendiamoci, senza fargli male. Lucio non ha detto niente, mi ha guardato e basta. Il giorno dopo è venuto da me in ufficio, io lavoravo al dazio, siamo andati insieme in un negozio e gli ho comprato un'altra chitarra" (fonte IL TIRRENO quotidiano)

  • CARLO SCARPA, Timbro o ferma carte in vetro
    Lotto 122

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini 1940 ca.
    Timbro o ferma carte in vetro bullicante incolore con sommersione blu, corpo sagomato a goccia con base circolare. Firma all'acido.
    cm h. 8,5.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A SEAL STAMP BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, 1970s
    Lotto 122

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, 1970s


    Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, della liuteria CARMELO CATANIA 
    Chitarra appartenuta a Lucio Battisti, regalatagli dal padre negli anni della sua adolescenza durante la quale intraprendeva la carriera musicale con altri artisti, anche in giro per l'Italia, come testimoniato dalle lettere personali (che troviamo in catalogo in questa sessione di vendita)


    Costruita in legno di acero, con inserti in legno di mogano per le sfumature al rosso al retro. Manico in legno scuro con tastiera, paletta e meccaniche originali, battipenna a rappresentare un sole raggiante, tendicorde in metallo.
    Internamente alla cassa armonica è applicato il cartiglio recante i dati costruttivi della chitarra , MOD. n. 3,  e numero di matricola, esattamente il "modello 3" così come riportato a pagina 12 del catalogo del 1957 della ditta Carmelo Catania.


    Nello schienale inferiore è presente un distacco dalla fascia di legno del bordo, in generale la chitarra è in buone  condizioni

    Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, della liuteria CARMELO CATANIA 
    Chitarra appartenuta a Lucio Battisti, regalatagli dal padre negli anni della sua adolescenza durante la quale intraprendeva la carriera musicale con altri artisti, anche in giro per l'Italia, come testimoniato dalle lettere personali (che troviamo in catalogo in questa sessione di vendita)


    Costruita in legno di acero, con inserti in legno di mogano per le sfumature al rosso al retro. Manico in legno scuro con tastiera, paletta e meccaniche originali, battipenna a rappresentare un sole raggiante, tendicorde in metallo.
    Internamente alla cassa armonica è applicato il cartiglio recante i dati costruttivi della chitarra , MOD. n. 3,  e numero di matricola, esattamente il "modello 3" così come riportato a pagina 12 del catalogo del 1957 della ditta Carmelo Catania.


    Nello schienale inferiore è presente un distacco dalla fascia di legno del bordo, in generale la chitarra è in buone  condizioni


  • CARLO SCARPA, Lampada a sospensione modello “5258”
    Lotto 123

    CARLO SCARPA
    Produzione Venini, Italia 1940 ca.
    Lampada a sospensione ad una luce modello “5258”, struttura in alluminio, diffusore sferico in vetro reticello incolore e lattimo.
    cm h. 90.

    Bibliografia: Franco Deboni, Vetri Venini, Storia, Artisti e Tecniche, Volume 1, Catalogo Blu, Torino, 2007, pg. 142.

    A “5258” MODEL SUSPENSION LAMP BY CARLO SCARPA.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Dipinto olio su tavolo dal titola "APPARENZA", 1970-1980
    Lotto 123

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Dipinto olio su tavolo dal titola "APPARENZA", 1970-1980

    55x55 cm
    olio su tavola
    Olio su tavola, misure 55x55 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo APPARENZA

    Enigmatico, imperscrutabile rappresentazione della bellezza, l'oscillazione tra sogno e realtà, un "ballo magico" con una figura onirica e inafferrabile. L'apparenza come centro invisibile di suoni, parole ed esperienze. 


    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, senza firma.


    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • BAROVIER E TOSO, Lampada soffitto modello “Fuoco d’artificio”
    Lotto 124

    BAROVIER E TOSO
    Produzione Murano, Italia 1970 ca.
    Lampada da soffitto a sei luci modello “Fuoco d’artificio” struttura in ottone, bracci in vetro verde, giallo e rosa, coppa in vetro soffiato avorio con inclusione di foglia .
    cm Ø 80 h. 15.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A “FUOCO D’ARTIFICIO” MODEL CEILING LAMP BY BAROVIER AND TOSO.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tela dal titolo "SOGNANDO E RISOGNANDO", 1971
    Lotto 124

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tela dal titolo "SOGNANDO E RISOGNANDO", 1971

    72x83 cm
    olio su tela
    Olio su tela, misure 72x83 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo SOGNANDO E RISOGNANDO


    Questo dipinto è sempre rimasto appeso nella camera di Albarita, la sorella di Lucio. Un quadro a cui Albarita era particolarmente affezionata. Astrattismo con l'alternarsi di colori chiari, poi scuri, poi accesi ed ancora più tenui, a rappresentare il carattere poliedrico della sorella del cantautore, nella quale lei ci si riconosceva appieno.


    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, al retro piccolo rattoppo alla tela, firmato al retro LUCIO BATTISTI 6/71


    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • BAROVIER E TOSO, 3 lampade parete modello “Fuoco d’artificio”
    Lotto 125

    BAROVIER E TOSO
    Produzione Murano, Italia 1970 ca.
    Tre lampade da parete a cinque luci modello “Fuoco d’artificio” struttura in ottone, bracci in vetro soffiato avorio con inclusione di foglia .
    cm 44 x 24 h. 60.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    THREE “FUOCO D’ARTIFICIO” MODEL WALL LAMPS BY BAROVIER AND TOSO.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tavola per "PRIGIONIERO DEL MONDO", 1968
    Lotto 125

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tavola per "PRIGIONIERO DEL MONDO", 1968

    92x82 cm
    Olio su tavola
    Olio su tavola di legno, misure 92x82 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo PRIGIONIERO DEL MONDO (1968)

    Una immaginaria voragine creata dalle paure dell'uomo stesso, con le sue debolezze, le illusioni. Una galleria scavata da una scavatrice che tira su di tutto: la terra, l'oro, l'acqua, le pietre.


    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, firmato in basso a destra BATTISTI



    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • SALVIATI (Attr.), Parte di servizio in vetro
    Lotto 126

    SALVIATI (Attr.)
    Produzione Murano, Italia 1950 ca.
    Parte di servizio in vetro soffiato rosato ed iridato composto da otto bicchieri acqua, otto bicchieri vino rosso, otto bicchieri vino bianco, sei coppe champagne, sei bicchieri vino da meditazione, due bottiglie con tappo.
    cm h. 26,5 (bottiglie).

    Bibliografia: catalogo altre cada d’aste.

    A PARTIAL GLASS SERVICE ATTRIBUTABLE TO SALVIATI.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Dipinto su tela per "LA CANZONE DELLA TERRA", 1971
    Lotto 126

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Dipinto su tela per "LA CANZONE DELLA TERRA", 1971

    195x95 cm
    Olio su tela
    Olio su tela, retro di un arazzo, misure 195x95 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo LA CANZONE DELLA TERRA

    Sembra raffigurare una cartina geografica, una vista dall'alto di un territorio delimitato da terra, acqua, cielo, uniti insieme da una miriade di puntini. Visione panteistica, ipotetico abbraccio della natura. Per anni rimasto appeso in casa dei genitori del cantautore, simbolicamente l'amore per il creato.
     
    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.

    In cornice, firmato in basso a sinistra BATTISTI 71


    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • MORETTI, Parte di servizio di bicchieri in vetro
    Lotto 127

    MORETTI
    Produzione Murano, Italia 1980 ca.
    Parte di servizio di bicchieri in vetro composto da dieci flutes, undici bicchieri da acqua e dodici bicchieri da vino. Firma a graffio.
    cm h. 18, h. 11,5, h. 10,5.

    Bibliografia: catalogo Moretti.

    A PARTIAL GLASS SERVICE BY MORETTI.

  • Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)  - Olio su tela per "LA MACCHINA DEL TEMPO", 1974
    Lotto 127

    Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tela per "LA MACCHINA DEL TEMPO", 1974

    95x105cm
    olio su tavola
    Olio su tavola di legno, misure 95x105 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo LA MACCHINA DEL TEMPO


    Dipinto su cassette della frutta, fatte a pezzi e poi riassemblate, con al centro un meccanismo arrugginito di un vecchio orologio, le ore in numeri romani e arabi a scandire l'eternità. " ... macchina del tempo, tu perdi i pezzi e non lo sai ... "


    Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
    Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.


    In cornice, firmato in basso a destra BATTISTI 31.12.74 (?)



    ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
    Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
    Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
    E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
    Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)

  • CARLO NASON, Lampada a sospensione modello “Flower”
    Lotto 128

    CARLO NASON
    Produzione Mazzega, Italia 1970 ca.
    Lampada a sospensione ad una luce modello “Flower”, diffusore in vetro corteccia parzialmente incolore e violetto, petali sagomati, sfera globulare in vetro pulegoso, cavo a molla.
    cm Ø 53 h. 40, (cm h. 120 con filo).

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A “FLOWER” MODEL SUSPENSION LAMP BY CARLO NASON.

  • Rolling Stones - Biglietti del concerto dei ROLLING STONES tenutosi a Roma nel 1967, 1967
    Lotto 128

    Rolling Stones - Biglietti del concerto dei ROLLING STONES tenutosi a Roma nel 1967, 1967

    110x110mm
    carta
    Coppia di matrici di biglietti del concerto dei ROLLING STONES tenutosi al PALAZZO DELLO SPORT dell' E.U.R. di Roma il 6 Aprile 1967, in diurna ore 16. Ingresso dai cancelli B,F,P,T al costo di 1500 Lire, numerati sequenziali 164,165.
    Stampati da Zanolla (Milano)

    Biglietti in buone condizioni.
    Misura circa 110x110mm ciascuno


  • VEART, Due bottiglie in vetro
    Lotto 129

    VEART
    Produzione Murano, Italia 1983 ca.
    Due bottiglie in vetro “Filigrana” prugna, corpo a cono, bocca circolare piana ed estroflessa, tappo circolare. Firma a graffio e data, etichetta di produzione.
    cm h. 34.

    Bibliografia: catalogo altra casa d’aste.

    TWO GLASS BOTTLES BY VEART.

  • Puccini, Giacomo - Puccini, Giacomo (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924) , 1900s
    Lotto 129

    Puccini, Giacomo - Puccini, Giacomo (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924) , 1900s

    300mm
    gesso
    Statuetta caricaturale raffigurante GIACOMO PUCCINI, realizzata in gesso dipinto a mano, firmata alla base Rizzi


    Originale d'epoca, misura circa 300mm in altezza, in ottime condizioni

    Giacomo Puccini, autore di capolavori assoluti del melodramma mondiale quali "La Bohème" (1896), "Tosca" (1900), "Madama Butterfly" (1904) e "Turandot" (postuma, 1926)

  • ROBERTO PAMIO E RENATO TOSO, Lampada sospensione mod. “Tokio”
    Lotto 130

    ROBERTO PAMIO E RENATO TOSO
    Produzione Leucos, Italia 1968 ca.
    Lampada a sospensione ad una luce modello “Tokio”, struttura in metallo verniciato con diffusore a campana in vetro parzialmente trasparente e decorato con rigature lattime e grande murrina lattima.
    cm h. 47.

    Bibliografia: rivista Arredamento, n° 137 (May 1966) on p. 25.

    A “TOKIO” MODEL SUSPENSION LAMP BY ROBERTO PAMIO AND RENATO TOSO.

  • Dina Galli (Milano  1877 - Roma 1951)  - Galli, Dina (Milano, 16 dicembre 1877 – Roma, 4 marzo 1951), 1900s
    Lotto 130

    Dina Galli (Milano 1877 - Roma 1951) - Galli, Dina (Milano, 16 dicembre 1877 – Roma, 4 marzo 1951), 1900s

    240mm
    gesso
    Statuetta caricaturale in gesso dipinto a mano, raffigurante DINA GALLI (Milano 1877 – Roma 1951), attrice comica e di prosa del teatro italiano, firmata alla base Rizzi 

    Originale d'epoca, misura circa 240mm in altezza, in ottime condizioni

  • TOMMASO BARBI, Vaso in vetro
    Lotto 131

    TOMMASO BARBI
    Produzione Murano, Italia 1980 ca.
    Vaso in vetro lattimo decorato con rigature diagonali, corpo a balaustra, collo a svasare, bocca piana circolare, base circolare in ottone. Etichetta di produzione.
    cm h. 35.

    Bibliografia: catalogo altra casa d’aste

    A GLASS VASE BY TOMMASO BARBI.

  • Gabriele D'Annunzio - Luisa Baccara - Adolfo De Carolis - Dannunziana - Luisa Baccara, 1920
    Lotto 131

    Gabriele D'Annunzio - Luisa Baccara - Adolfo De Carolis - Dannunziana - Luisa Baccara, 1920


    Lotto cartaceo relativo a LUISA BACCARA (Venezia 1892 – Milano 1985), pianista veneziana e compagna di vita di Gabriele d'Annunzio


    Manifestino del "QUINTO CONCERTO FIUMANO di LUISA BACCARA – Mercoledì 21 Aprile 1920 – NATALE DI ROMA" 
    (il 21 aprile, anniversario della fondazione di Roma) con musiche di Haendel, Bach, Chopin, Martucci, Debussy, Albeni
    misura circa 170x230mm


    Volume "ADOLFO DE CAROLIS e GABRIELE D'ANNUNZIO – RITRATTO DI LUISA BACCARA – PRESSO LA FIONDA IN ROMA – MCMXX (1920)" in 8° oblungo, con Ex-libris di D'Annunzio in seconda di copertina, xilografie originali di De Carolis, ritratto della Baccara in sanguigna, prima edizione, 16mo (140x210 mm) pp.44

    In buone condizioni



    Lotto cartaceo relativo a LUISA BACCARA (Venezia 1892 – Milano 1985), pianista veneziana e compagna di vita di Gabriele d'Annunzio


    Manifestino del "QUINTO CONCERTO FIUMANO di LUISA BACCARA – Mercoledì 21 Aprile 1920 – NATALE DI ROMA" 
    (il 21 aprile, anniversario della fondazione di Roma) con musiche di Haendel, Bach, Chopin, Martucci, Debussy, Albeni
    misura circa 170x230mm


    Volume "ADOLFO DE CAROLIS e GABRIELE D'ANNUNZIO – RITRATTO DI LUISA BACCARA – PRESSO LA FIONDA IN ROMA – MCMXX (1920)" in 8° oblungo, con Ex-libris di D'Annunzio in seconda di copertina, xilografie originali di De Carolis, ritratto della Baccara in sanguigna, prima edizione, 16mo (140x210 mm) pp.44

    In buone condizioni




  • MAZZEGA, Lampada a sospensione modello “Cascade”
    Lotto 132

    MAZZEGA
    Produzione Murano 1970 ca.
    Lampada a sospensione a due luci modello “Cascade”, struttura in metallo verniciato bianco, diffusore composto da nastri di vetro incolore effetto ghiaccio sostenuti da catenelle.
    cm Ø 50 h. 100.

    Bibliografia: catalogo altra casa d’aste.

    A “CASCADE” MODEL SUSPENSION LAMP BY MAZZEGA.

  • Gabriele D'Annunzio - IL CAPOBANDA - volume cartonato in fac-simile, 1891
    Lotto 132

    Gabriele D'Annunzio - IL CAPOBANDA - volume cartonato in fac-simile, 1891

    280x220mm
    Volume cartonato, IL CAPOBANDA
    In 4° (280x220mm), legatura editoriale pelle marrone e cofanetto, pp.(2) cc.numerate 15 vergate al solo recto in facsimile di autografo.  Invettiva di Gabriele d'Annunzio contro Pietro Mascagni, scritta nel periodo napoletano (1891-1892) 
    In ottime condizioni, ottimo esemplare

    Volume cartonato, IL CAPOBANDA
    In 4° (280x220mm), legatura editoriale pelle marrone e cofanetto, pp.(2) cc.numerate 15 vergate al solo recto in facsimile di autografo.  Invettiva di Gabriele d'Annunzio contro Pietro Mascagni, scritta nel periodo napoletano (1891-1892) 
    In ottime condizioni, ottimo esemplare


  • LICIO ZANETTI, Figura di volatile in vetro
    Lotto 133

    LICIO ZANETTI
    Produzione Murano, Italia 1970 ca.
    Figura di volatile in vetro soffiato incolore trasparente, inclusione di canne bianche, vetro nero e oro, zampe in metallo dorato. Firma a graffio, etichetta di produzione.
    cm 44 x 21 h. 50.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A SCULPTURE BY LICIO ZANETTI.

  • Gabriele D'Annunzio - Foto del Vate in uniforme da Ardito con dedica e firma autografe, 1929
    Lotto 133

    Gabriele D'Annunzio - Foto del Vate in uniforme da Ardito con dedica e firma autografe, 1929

    300x420mm
    Foto in bianco e nero di Gabriele d'Annunzio in uniforme da Ardito, e medaglia in bronzo commemorativa.

    Dedica e firma autografe "A Carlo Ghezzi lo scrittore che, avendo ripreso nella man destra la penna, minaccia l'azione della mano sinistra - Gabriele d'Annunzio" - Medaglia commemorativa e nominativa, incisa "GARA BENEFICA GRUPPO FASCISTA D'ANNUNZIO - OMAGGIO A CARLO GHEZZI - 10.1.929 VII"


    Fotografia montata su cartoncino, in cornice con passepartout, misura circa 300x420 mm , la medaglia circa 50mm di diametro.

    Foto in bianco e nero di Gabriele d'Annunzio in uniforme da Ardito, e medaglia in bronzo commemorativa.

    Dedica e firma autografe "A Carlo Ghezzi lo scrittore che, avendo ripreso nella man destra la penna, minaccia l'azione della mano sinistra - Gabriele d'Annunzio" - Medaglia commemorativa e nominativa, incisa "GARA BENEFICA GRUPPO FASCISTA D'ANNUNZIO - OMAGGIO A CARLO GHEZZI - 10.1.929 VII"


    Fotografia montata su cartoncino, in cornice con passepartout, misura circa 300x420 mm , la medaglia circa 50mm di diametro.


  • VISTOSI, Lampada a sospensione
    Lotto 134

    VISTOSI
    Produzione Murano, Italia 1970 ca.
    Lampada a sospensione ad una luce, corpo a campana in vetro l’attimo, minuterie in metallo cromato.
    cm h. 123.

    Bibliografia: catalogo altra casa d’aste.

    A SUSPENSION LAMP BY VISTOSI.

  • Gabriele D'Annunzio - Adolfo De Carolis - Attestati per la Marcia di Ronchi dei Legionari (Fiume) e per la Marcia su Roma, 1920-1922
    Lotto 134

    Gabriele D'Annunzio - Adolfo De Carolis - Attestati per la Marcia di Ronchi dei Legionari (Fiume) e per la Marcia su Roma, 1920-1922

    330x470mm
    Lotto di due attestati della stessa persona, come legionario fiumano partecipante alla Marcia di Ronchi o MARCIA SU FIUME e per la Marcia su Roma


    Numerato in alto a sinistra 2187, si compone del testo 

    LA MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA MARCIA DI RONCHI E' CONCESSA AL LEGIONARIO  Altea Giuliano CHE HA BEN SERVITO LA CAUSA E BEN MERITATO DELLA PATRIA / VT VEHEMENTIUS ARDEAT / UT TUTIUS VINCAT / MCMXIX / MCMXX .

    In basso il timbro circolare della REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO - IL COMANDANTE seguito dalla firma autografa in originale (inchiostro nero) di Gabriele d'Annunzio

    Impianto grafico ad opera di Adolfo De Carolis, come risulta evidente dalla sigla a stampa A.D.C. posta in angolo basso a destra, sotto il signum romano.

    Incluso un attestato dello stesso milite per la MARCIA SU ROMA, timbrato a secco e firmato (a stampa) da Benito Mussolini e dai quadrumviri De Bono, Bianchi, Balbo, De Vecchi


    Insieme in ottime condizioni, l'attestato di Fiume misura 330x470 mm circa.Lotto di due attestati della stessa persona, come legionario fiumano partecipante alla Marcia di Ronchi o MARCIA SU FIUME e per la Marcia su Roma


    Numerato in alto a sinistra 2187, si compone del testo 

    LA MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA MARCIA DI RONCHI E' CONCESSA AL LEGIONARIO  Altea Giuliano CHE HA BEN SERVITO LA CAUSA E BEN MERITATO DELLA PATRIA / VT VEHEMENTIUS ARDEAT / UT TUTIUS VINCAT / MCMXIX / MCMXX .

    In basso il timbro circolare della REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO - IL COMANDANTE seguito dalla firma autografa in originale (inchiostro nero) di Gabriele d'Annunzio

    Impianto grafico ad opera di Adolfo De Carolis, come risulta evidente dalla sigla a stampa A.D.C. posta in angolo basso a destra, sotto il signum romano.

    Incluso un attestato dello stesso milite per la MARCIA SU ROMA, timbrato a secco e firmato (a stampa) da Benito Mussolini e dai quadrumviri De Bono, Bianchi, Balbo, De Vecchi


    Insieme in ottime condizioni, l'attestato di Fiume misura 330x470 mm circa.

  • ROBERTO PAMIO, Lampada da tavolo
    Lotto 135

    ROBERTO PAMIO
    Produzione Leucos, Italia 1970 ca.
    Lampada da tavolo ad una luce, struttura in metallo cromato, diffusore in vetro incolore e parzialmente lattimo, corpo sagomato con cono concavo.
    cm h. 32.

    Bibliografia: catalogo altra casa d’aste.

    A TABLE LAMP BY ROBERTO PAMIO.

  • Gabriele D'Annunzio - Lettera autografa, 1921
    Lotto 135

    Gabriele D'Annunzio - Lettera autografa, 1921

    210x285mm
    Lettera autografa firmata di pugno da Gabriele d'Annunzio, datata 14 aprile 1921.


    Un foglio , una pagina , il testo autografo in corsivo recita integralmente:
    "Mio caro Signore, / La ringrazio del / dono prezioso, che ha fatto / ripalpitare il mio cuore / d'Abruzzo. Questa Amazzone / rustica cavalca verso me /  dal fondo della mia più re- / mota infanzia. / Vedrò molto volentieri / le altre cose. Italo la con- / durrà all'eremo. / Saluti cordiali. / 14 aprile 1921  Gabriele d'Annunzio"

    Misura circa 210x285mm, piega centrale, macchie, segni d'uso

    Lettera autografa firmata di pugno da Gabriele d'Annunzio, datata 14 aprile 1921.


    Un foglio , una pagina , il testo autografo in corsivo recita integralmente:
    "Mio caro Signore, / La ringrazio del / dono prezioso, che ha fatto / ripalpitare il mio cuore / d'Abruzzo. Questa Amazzone / rustica cavalca verso me /  dal fondo della mia più re- / mota infanzia. / Vedrò molto volentieri / le altre cose. Italo la con- / durrà all'eremo. / Saluti cordiali. / 14 aprile 1921  Gabriele d'Annunzio"

    Misura circa 210x285mm, piega centrale, macchie, segni d'uso


  • PRIMA LUCE, Lampada da tavolo modello “Mushroom”
    Lotto 136

    PRIMA LUCE
    Produzione Murano, Italia 1970 ca.
    Lampada da tavolo ad una luce modello “Mushroom” in vetro incolore e parzialmente lattimo.
    cm h. 50.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A “MUSHROOM” MODEL TABLE LAMP BY PRIMA LUCE.

  • Gabriele D'Annunzio - Gemelli da polso con levrieri, 1900s
    Lotto 136

    Gabriele D'Annunzio - Gemelli da polso con levrieri, 1900s


    Eccezionale coppia di gemelli da polso in argento, con decorazione centrale raffigurante una testa di levriero dipinta a mano su smalto, conservati nel loro astuccio originale in cuoio o similpelle.


    All'interno dell'astuccio, è presente una dedica autografa manoscritta ad inchiostro nero, che dice "A Giacomo Durini / Gabriele d'Annunzio"


    La scatolina misura circa 90x60 mm, con lieve mancanza di pelle sul fondo; ogni elemento ovale dei gemelli misura circa 25x15 mm. Punzone argento 800 sui gemelli, In ottime condizioni, smalti perfetti.


    Il levriero era l'animale simbolo per eccellenza di d'Annunzio: il poeta-vate era appassionato di questi cani da corsa eleganti e veloci, che associava ai valori di nobiltà, velocità e bellezza che permeano tutta la sua opera, ne ebbe a decine, anche durante la guerra e l'epopea dell'impresa di Fiume. Molti di loro sono sepolti nei giardini del Vittoriale degli Italiani, e d'Annunzio li celebra nel componimento "Qui giacciono i miei cani"


    Qui giacciono i miei cani
    gli inutili miei cani,
    stupidi ed impudichi,
    novi sempre et antichi,
    fedeli et infedeli
    all’Ozio lor signore,
    non a me uom da nulla.
    Rosicchiano sotterra
    nel buio senza fine
    rodon gli ossi i lor ossi,
    non cessano di rodere i lor ossi
    vuotati di medulla
    et io potrei farne
    la fistola di Pan
    come di sette canne
    i’ potrei senza cera e senza lino
    farne il flauto di Pan
    se Pan è il tutto e
    se la morte è il tutto.
    Ogni uomo nella culla
    succia e sbava il suo dito,
    ogni uomo seppellito
    è il cane del suo nulla.
    31 ottobre 1935

    Gabriele D'Annunzio fu amico e assiduo frequentatore della Società Milanese per la Caccia a Cavallo, presieduta dal Conte Giacomo Durini tra il 1909 e il 1910. Il poeta lo soprannominò affettuosamente e con grande stima il "Sapiente Re della Brughiera"Eccezionale coppia di gemelli da polso in argento, con decorazione centrale raffigurante una testa di levriero dipinta a mano su smalto, conservati nel loro astuccio originale in cuoio o similpelle.


    All'interno dell'astuccio, è presente una dedica autografa manoscritta ad inchiostro nero, che dice "A Giacomo Durini / Gabriele d'Annunzio"


    La scatolina misura circa 90x60 mm, con lieve mancanza di pelle sul fondo; ogni elemento ovale dei gemelli misura circa 25x15 mm. Punzone argento 800 sui gemelli, In ottime condizioni, smalti perfetti.


    Il levriero era l'animale simbolo per eccellenza di d'Annunzio: il poeta-vate era appassionato di questi cani da corsa eleganti e veloci, che associava ai valori di nobiltà, velocità e bellezza che permeano tutta la sua opera, ne ebbe a decine, anche durante la guerra e l'epopea dell'impresa di Fiume. Molti di loro sono sepolti nei giardini del Vittoriale degli Italiani, e d'Annunzio li celebra nel componimento "Qui giacciono i miei cani"


    Qui giacciono i miei cani
    gli inutili miei cani,
    stupidi ed impudichi,
    novi sempre et antichi,
    fedeli et infedeli
    all’Ozio lor signore,
    non a me uom da nulla.
    Rosicchiano sotterra
    nel buio senza fine
    rodon gli ossi i lor ossi,
    non cessano di rodere i lor ossi
    vuotati di medulla
    et io potrei farne
    la fistola di Pan
    come di sette canne
    i’ potrei senza cera e senza lino
    farne il flauto di Pan
    se Pan è il tutto e
    se la morte è il tutto.
    Ogni uomo nella culla
    succia e sbava il suo dito,
    ogni uomo seppellito
    è il cane del suo nulla.
    31 ottobre 1935

    Gabriele D'Annunzio fu amico e assiduo frequentatore della Società Milanese per la Caccia a Cavallo, presieduta dal Conte Giacomo Durini tra il 1909 e il 1910. Il poeta lo soprannominò affettuosamente e con grande stima il "Sapiente Re della Brughiera"

  • MAESTRI MURANESI, Lampada da tavolo modello “Mushroom”
    Lotto 137

    MAESTRI MURANESI
    Produzione Murano, Italia 1970 ca.
    Lampada da tavolo ad una luce modello “Mushroom” in vetro lattimo e parzialmente incolore.
    cm h. 36.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A “MUSHROOM” MODEL TABLE LAMP BY MAESTRI MURANESI.

  • Gabriele D'Annunzio - Rarissimo spillone da cravatta, 1920s
    Lotto 137

    Gabriele D'Annunzio - Rarissimo spillone da cravatta, 1920s

    65mm
    Importante ed elegante spillone da cravatta in oro ed argento, con smeraldo verde dal taglio esagonale incastonato, conservato nel suo astuccio originale in legno rivestito in carta simil pelle, con chiusura metalliche.


    Sul coperchio dell'astuccio , all'interno troviamo un cartiglio con impresso il motto latino:
    "HIC MANEBIMUS OPTIME" - (Qui rimarremo ottimamente/Qui staremo benissimo) , celebre locuzione latina tratta da Tito Livio. Gabriele d'Annunzio la rese il motto ufficiale dell'Impresa di Fiume (1919). Il Comandante la utilizzò per dichiarare la sua ferma intenzione di non abbandonare la città quarnerina, nonostante gli ultimatum del governo italiano.


    La scatolina misura circa 90x35x35mm , lo spillone circa 65 mm di lunghezza, e lo smeraldo circa 5x5,5 mm
    Probabilmente uno dei gioielli che il Vate commissionava a Renato Brozzi, per omaggiare i suoi ospiti al Vittoriale (anelli “aquilini”, scatole portasigarette, ciondoli ed altri oggetti di oreficeria a motivi animalier)


    Lo spillone fu un dono di Gabriele d'Annunzio ad Amedeo Pomilio (1882–1961), suo compaesano, noto imprenditore e pioniere industriale abruzzese. La sua figura è storicamente legata a Gabriele d'Annunzio per due motivi principali: il legame di parentela e la creazione dell'Aurum, il famoso liquore all'arancia.
    Negli anni '920, D'Annunzio suggerì ad Amedeo Pomilio il nome del suo celebre liquore. Il Vate unì le parole latine aurum (oro) e aurantium (arancia), per esaltare il colore e il gusto del distillato abruzzese. Per il marchio, sulla bottiglia, D'Annunzio e Pomilio scelsero la caratteristica forma ad "anfora pompeiana". Il Vate pioniere nelle prime operazioni di commercializzazione di un prodotto, nel marketing.

    Non sono presenti bolli o punzonature sullo spilloneImportante ed elegante spillone da cravatta in oro ed argento, con smeraldo verde dal taglio esagonale incastonato, conservato nel suo astuccio originale in legno rivestito in carta simil pelle, con chiusura metalliche.


    Sul coperchio dell'astuccio , all'interno troviamo un cartiglio con impresso il motto latino:
    "HIC MANEBIMUS OPTIME" - (Qui rimarremo ottimamente/Qui staremo benissimo) , celebre locuzione latina tratta da Tito Livio. Gabriele d'Annunzio la rese il motto ufficiale dell'Impresa di Fiume (1919). Il Comandante la utilizzò per dichiarare la sua ferma intenzione di non abbandonare la città quarnerina, nonostante gli ultimatum del governo italiano.


    La scatolina misura circa 90x35x35mm , lo spillone circa 65 mm di lunghezza, e lo smeraldo circa 5x5,5 mm
    Probabilmente uno dei gioielli che il Vate commissionava a Renato Brozzi, per omaggiare i suoi ospiti al Vittoriale (anelli “aquilini”, scatole portasigarette, ciondoli ed altri oggetti di oreficeria a motivi animalier)


    Lo spillone fu un dono di Gabriele d'Annunzio ad Amedeo Pomilio (1882–1961), suo compaesano, noto imprenditore e pioniere industriale abruzzese. La sua figura è storicamente legata a Gabriele d'Annunzio per due motivi principali: il legame di parentela e la creazione dell'Aurum, il famoso liquore all'arancia.
    Negli anni '920, D'Annunzio suggerì ad Amedeo Pomilio il nome del suo celebre liquore. Il Vate unì le parole latine aurum (oro) e aurantium (arancia), per esaltare il colore e il gusto del distillato abruzzese. Per il marchio, sulla bottiglia, D'Annunzio e Pomilio scelsero la caratteristica forma ad "anfora pompeiana". Il Vate pioniere nelle prime operazioni di commercializzazione di un prodotto, nel marketing.

    Non sono presenti bolli o punzonature sullo spillone

  • VISTOSI, Lampada da tavolo modello "Pinguino"
    Lotto 138

    VISTOSI
    Produzione Murano, Italia 1970 ca.
    Lampada da tavolo ad una luce modello "Pinguino" in vetro lattimo e vetro nero con inclusioni argento.
    cm h. 52.

    Bibliografia: Catalogo altra casa d’aste.

    A "PINGUINO" MODEL TABLE LAMP BY VISTOSI.

  • Gabriele D'Annunzio - Adolfo De Carolis - Attestato per la Marcia di Ronchi dei Legionari (Fiume), 1920s
    Lotto 138

    Gabriele D'Annunzio - Adolfo De Carolis - Attestato per la Marcia di Ronchi dei Legionari (Fiume), 1920s

    330x470mm
    Attestato per legionario fiumano partecipante alla Marcia di Ronchi o MARCIA SU FIUME 


    Numerato in alto a sinistra, nominativo del legionario vergato ad inchiostro Tripalo Alfonso, in basso timbro circolare della REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO - IL COMANDANTE seguito dalla firma a tampone di Gabriele d'Annunzio
    Incluso un attestato dello stesso milite per Croce al Merito di Guerra.


    Insieme in in buonee condizioni, presenti lievi macchie/aloni, mancanza al passepartout in alto a destra. Misura 330x470 mm circa.Attestato per legionario fiumano partecipante alla Marcia di Ronchi o MARCIA SU FIUME 


    Numerato in alto a sinistra, nominativo del legionario vergato ad inchiostro Tripalo Alfonso, in basso timbro circolare della REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO - IL COMANDANTE seguito dalla firma a tampone di Gabriele d'Annunzio
    Incluso un attestato dello stesso milite per Croce al Merito di Guerra.


    Insieme in in buonee condizioni, presenti lievi macchie/aloni, mancanza al passepartout in alto a destra. Misura 330x470 mm circa.

Lotti dal 94225 al 94272 di 1343720
Mostra