SAVERIO TERRUSO
1939-2003
Uliveto
Olio su masonite
cm. 20x30
Firma al fronte
Certificato a cura di Meeting Art, Vercelli
PROVENIENZA
Collezione privata, Modena
SAVERIO TERRUSO
1939-2003
Uliveto
Olio su masonite
cm. 20x30
Firma al fronte
Certificato a cura di Meeting Art, Vercelli
PROVENIENZA
Collezione privata, Modena
ALDO SPINELLI
1948
Looping 6, 1975/1977
Acrilico e collage su tavola
cm. 90x135
(6 opere cm. 45x45)
Firma al retro
Autentica dell'artista su fotografia
ESPOSIZIONI
Lancester Polytechnic, Coventry, 1978
PROVENIENZA
Collezione privata, Varese
UGO LA PIETRA
1938
Cactus (Erotic collection), 1985
Ceramica
cm. 28x15x15
Firma alla base
PUBBLICAZIONI
"Ugo La Pietra-sinestesia delle arti 1960-2000"
Ed. Mazzotta
PROVENIENZA
Collezione privata, Varese
UGO LA PIETRA
1938
Cactus (Erotic collection), 1985
Ceramica
cm. 33x16x16
Firma alla base
PUBBLICAZIONI
"Ugo La Pietra-sinestesia delle arti 1960-2000"
Ed. Mazzotta
PROVENIENZA
Collezione privata, Varese
Coppia di leoni guardiani in porcellana smaltata nei toni del blu, verde e rosso, tardo periodo Qing / primissima Repubblica cinese L'immagine del leone compare in Cina già durante il periodo Zhou, ma non essendo un animale della fauna cinese, la sua effige era una rielaborazione di quella che arrivava da occidente. Solo più tardi, con la diffusione del buddismo in Cina, la sua simbologia fu pienamente assorbita. In particolare il leone veniva posto, in coppia, simbolicamente a protezione dei palazzi imperiali e delle sale dei templi. Il "leoncino cinese", in giapponese "karashishi", è definito in Europa cane di Fo (Fo: Buddha), o Foo (Fu: fortuna), per la somiglianza al cane pechinese che gli veniva nel raffigurarlo. cm 11x16x8
B.G. - Raphael Custos (attribuito a) - Regum Neapolitanorum vitae et effigies, 1605
Augustae Vindelicor : typis Iohan. Praetorii : sumtib. Dominici Custodis, 1605. In 2°. Frontespizio finemente istoriato con figure allegoriche, stemma reale di Spagna e vedute delle città di Messina e Reggio, con 6 tavole di alberi genealogici, testatine e lettere figurate, 25 effigi protette da velina, tabella cronologica riepilogativa, vignetta al colophon, piccolo foro a D1, fioriture marginali, rimontato su legatura coeva in pelle, piatto inquadrato da cornice dorata, fregi al frontespizio, lievi segni di usura. Ex libris cartaceo al contropiatto.
NOTE SPECIALISTICHE
Rarissima prima edizione di quest'opera iconografica di eccezionale valore per la finezza delle incisioni e lo stato di conservazione dedicata ai sovrani del Regno di Napoli. Tutt'ora oggetto di dibattito l'esatta attribuzione dell'opera, da taluni attribuita ad Errico Bacco. In fine compare la marca tipografica di Dominicus Custos, padre di Raphael.
Piccolo ginger jar in porcellana policroma, Cina, dinastia Qing, XIX secolo corpo globulare con coperchio a cupolino, decorato a smalti policromi secondo il repertorio della famiglia verde, a raffigurare una scena figurata continua con personaggi di corte e dignitari in ambiente architettonico, resa con segno nitido e vivace cromia dominata da verdi, rossi ferrosi e gialli. Fasce geometriche e floreali delimitano la composizione; il coperchio riprende il medesimo impianto decorativo. Esemplare riconducibile alla produzione cinese destinata all’esportazione per il mercato occidentale. altezza cm 20,5
Antoine Alexandre Joseph Cardon - Raccolta di vedute del Golfo di Napoli, 1765
Napoli, 1765. Raccolta di incisioni su rame composta come segue: 6 tavole su doppia pagina che raffigurano il Golfo di Napoli e i Campi Flegrei, 8 tavole su doppia pagina che compongono 4 vedute cm 44x43(x2); 42x43(x2); 52x43(x2); 52x43(x2) intitolate "Veduta di Chiaia da Levante","Veduta di Ponte Novo", "Veduta di Chiaia da Ponente", "Veduta di Napoli", 15 tavole ciascuna composta da due incisioni per un totale di 30 vedute, tutte protette da velina, qualche piccola macchia marginale alle ultime carte, legatura coeva in mezza pelle e carta d'epoca, incisione del titolo in oro entro tassello al dorso, spellature ai piatti e alcuni difetti al dorso, custodia di epoca successiva in tela marrone. Ex libris cartacei al contropiatto.
NOTE SPECIALISTICHE
Raccolta magnifica e rarissima di tavole incise dal pittore e incisore belga Antoine Cardon dedicate a Napoli ed al suo Golfo. Di particolare eccezionalità la riunione in unico volume delle prime quattro tavole, che offrono una testimonianza preziosissima di topografia antiquaria dell'area flegrea con una attenzione particolare all'antica viabilità. Presenti inoltre le celebri vedute intitolate "Veduta di Chiaia da Levante","Veduta di Ponte Novo", "Veduta di Chiaia da Ponente", "Veduta di Napoli" derivate da quadri di Gabriele Ricciardelli e che sono dedicate ad importanti personaggi stranieri tra cui Hamilton.
Coppia di cani di Pho porta incenso realizzati in gres a smalti Sancai, Cina, dinastia Qing, epoca Kangxi, XVIII secolo rispettivamente maschio e femmina, su basi poliedriche marezzate sulla parte anteriore e bassi piedistalli sagomati in legno. Occhi mancanti cm 17x13,5x7 compresa la base in legno
Etienne Giraud - Le Grand Golfe de Naples ou Recueil des plus Beaux Palais de la ditte ville, 1771
[s.l., s.e.], 1771. In folio imperiale. Frontespizio e 27 tavole incise all'acquaforte a pieni margini montate entro passepartout (di cui 2 sciolte), annotazione di mano antica al margine superiore di alcune tavole, piccola macchia di inchiostro al frontespizio, rilegatura in cartoncino rigido con lacci in cuoio, conservata la legatura coeva in piena pelle, vuota, con piatti inquadrati cornice ed al centro armi, titolo in oro al dorso. Entro custodia con coperchio in cartoncino marrone.
NOTE SPECIALISTICHE
Magnifica e pittoresca raccolta di incisioni che descrivono vedute del Golfo di Napoli e delle antichità esistenti sulla costa di Pozzuoli, Baia e Cuma, ispirate al gusto di Piranesi. Dell'autore, il francese Etienne Giraud, si hanno pochissime notizie se non che era un architetto, disegnatore e incisore attivo a Napoli e dintorni tra il 1767 e 1771: indubbiamente affascinato dai luoghi, ha dato vita ad una tra le più sontuose raccolte di vedutistica dedicata al golfo partenopeo. Rarissimo.
Le tavole presenti:
Vue de la Grotte qui est pres de S.te Marie Chapelle Vieille
Vue du Sepulcre de Virgile qui existe au dessus de la grotte de Posilipe
Grotte pres des bains de Tritoli ordinairement ditte de Neron
Vue d'une fabrique ancienne apelle l'Ecole de Virgile
Vue du Pont Neuf ou est la deputation de la Sante
Vue de l'Amphitheatre qui est a la place du St. Esprit
Vue du Golphe de Naples prise du cote de la Darce
Vue du Golphe de Naples prise du cote de l'Eglise de la Victoire
Vue du Sepulcre de Campana tel qu'on le voit sur la cote de Poussole
Vue de l'interieur de l'Amphiteatre de Poussol
Vue d'un Temple de forme octogone que l'on croit etre de Venus
Vue du Palais du Roy de Naples Architecture du celebre Dominique Fontaine
Vue du Palais du duc de Casa Calenda vis a vis St. Dominique le Grand
L'interieur de la Grotte de Posilipe
Vue du Palais Gracina Architecture du celebre Gabriel d'Agnolo
Vue du Golfe de Naples prise du Palais du Prince de la Rocella a Posillipe
Vue du Palais Marotti pre du chateau de l'Oeuf
Vue de l'interieur du Vesuve ou l'on voit la grosseur des pierres allume qui en sortent.
Vue du Golphe de Naples prise du Palais de Don Anna a Posilip
Vue du fameux Temple de Mercure qui est pres du Chateau de Baya
Vue des anciens Aqueducs qui existent pres de Capo de China
Vue de Posilipe commencant depuis Marochiano jusques a l'Ecole de Virgile.
Vue du Palais du Prince de la Riccia dessous l'Eglise de St. Blaise Des Libraires
Vue de l'Eglise cidevant du Jesus qui est vis a vis du couvent de St. Claire
Plan et description du Territoire de la ville de Poussole rendu a la derniere perfection par le Sieur Ettienne Giraud Architecte
Vue generale de la ville de Naples qui commence de la pointe de Posilipe jusque au Pont de La Madelaine (foglio sciolto)
Vue de la ville de Naples du cote de Chiaja comencant depuis le Tombeau de Virgile jusqu'au chateau de l'Oeuf (foglio sciolto)
Coppia di cani di Pho in porcellana bianca, Cina, dinastia Qing, XIX secolo entrambe di genere maschile, ritratti per essere disposti "vis à vis" con sfera rispettivamente sotto la zampa anteriore destra e sinistra su alti piedistalli rettangolari. Recano contenitori cilindrici porta incensi danneggiati. Lievi difetti, rotture e mancanze cm 14x9x6
William Hamilton - Campi Phlegraei. Observations on the Volcanos of the Two Sicilies as they have been communicated to the Royal Society of London, 1776
Napoli, [Pietro Fabris], 1776. In 2°. 3 parti in 2 volumi. Un volume di tavole e commento testuale, con antiporta incisa in rame con vedute marine in coloritura coeva, frontespizio stampato, una carta geografica a doppia pagina del Golfo di Napoli incisa da Giuseppe Guerra, 54 tavole a piena pagina con COLORITURA D'EPOCA entro cornice nera e margine grigio incise da Pietro Fabris. Legato con Supplement to the Campi Phlegraei, Napoli, [Pietro Fabris], 1779. Con 5 tavole a piena pagina in coloritura d'epoca entro cornice nera e margine grigio incise da Pietro Fabris. Qualche lievissima arrossatura, legatura in marocchino verde a grana lunga inizio secolo XIX, piatti inquadrati da fregi in oro ai piatti e al dorso, dentelle dorate, titolo in oro al dorso, tagli dorati, lievissimi difetti. Un volume esclusivamente testuale (90,(2) pp.) con l'introduzione all'opera stampata su 2 colonne in inglese e in francese, qualche lievissima arrossatura marginale, legatura in pelle da amatore posteriore con fregi in oro ai piatti e al dorso, dentelle e scritte in oro, tagli dorati, lievissimi difetti. Cofanetto posteriore in marocchino verde e carta marmorizzata.
NOTE SPECIALISTICHE
Sontuoso esemplare della prima edizione completa di una delle opere più celebri e affascinanti del Settecento europeo, dedicata allo studio dei vulcani dell’Italia meridionale e unanimemente considerata un capolavoro tanto editoriale quanto scientifico.
I Campi Phlegraei rappresentano il punto più alto dell’attività vulcanologica di Sir William Hamilton (1730–1803), diplomatico, geologo e raffinato uomo di cultura, che fu ambasciatore britannico presso il Regno di Napoli dal 1764 al 1800.
Stabilitosi a Napoli, Hamilton rimase profondamente colpito dalla potenza e dalla spettacolarità del Vesuvio, al quale dedicò anni di osservazioni dirette, ascensioni rischiose e una documentazione sistematica senza precedenti. Tra il 1766 e il 1779 inviò numerose lettere alla Royal Society di Londra, di cui era membro, nelle quali registrò con rigore scientifico le eruzioni, le trasformazioni del paesaggio e i fenomeni vulcanici dell’area napoletana. Da questo materiale nacque l’opera, concepita non solo come resoconto scientifico, ma anche come tentativo di trasmettere al pubblico l’esperienza diretta del vulcano e della sua forza primigenia. Il titolo Campi Phlegraei, si riferisce all’ampia regione vulcanica che comprende Napoli e i suoi dintorni, ma l’indagine di Hamilton si estende anche ad altri importanti complessi vulcanici del Sud Italia, come le isole Eolie e l’Etna, conferendo all’opera un respiro geografico e scientifico più ampio. Il metodo adottato da Hamilton, fondato sull’osservazione diretta e sulla descrizione accurata dei fenomeni naturali, segnò una svolta decisiva nella storia della vulcanologia, offrendo una spiegazione chiara e innovativa del ruolo dei vulcani nella formazione e nel modellamento della superficie terrestre.
Straordinario è l’apparato iconografico, composto da 59 tavole incise e finemente colorate a mano all’epoca, realizzate su disegni di Pietro Fabris, artista scelto personalmente da Hamilton e da lui ritenuto insuperabile nel coniugare precisione scientifica e qualità estetica. Fabris accompagnò Hamilton nelle sue escursioni e lavorò sotto la sua costante supervisione; i due compaiono spesso nelle vedute intenti a osservare e misurare i fenomeni naturali, riconoscibili dai caratteristici cappotti, rosso per Hamilton e blu per Fabris. Le immagini raffigurano crateri, colate laviche, sezioni geologiche, campioni di rocce, panorami del Golfo di Napoli, Pozzuoli, la Solfatara, Ischia, Stromboli, l’Etna, nonché spettacolari eruzioni diurne e notturne del Vesuvio, culminanti nelle celebri tavole del Supplemento, dedicate all’eruzione del 1779.
Ogni tavola è accompagnata da un testo esplicativo che ne illustra con esattezza scientifica il contenuto e lo scopo dimostrativo, rendendo l’opera un perfetto equilibrio tra immagine e parola. L’impatto visivo delle tavole, permeate dal gusto del sublime, contribuì in modo decisivo a fissare nell’immaginario europeo il mito romantico del Vesuvio e a consacrarlo come tappa imprescindibile del Grand Tour.
Opera di eccezionale importanza storica e culturale, i Campi Phlegraei sono considerati uno dei libri illustrati più belli del XVIII secolo e una pietra miliare nello sviluppo della geofisica e vulcanologia.
Due figure di Guanyin in porcellana blanc de Chine, Dehua, dinastia Qing, epoca Kangxi, XVIII secolo raffigurate in piedi, i capelli raccolti trattenuti in chignons impreziositi da fermagli minuziosamente resi, abbigliate con lunga tunica drappeggiata ed ampie maniche a cascata a coprire le mani; nella destra entrambe trattengono uno scettro ruyi. Lievi difetti di cottura e piccole mancanze altezza cm 44 e cm 45
Filippo Morghen - Le Antichita di Pozzuoli, Baja, e Cuma, 1769
Napoli, 1769. Folio oblungo, frontespizio, foglio di dedica alla “Società delle belle arti, manifatture e Commercio di Londra, ritratto di Ferdinando IV, 40 tavole incise all'acquaforte e firmate su lastra raffiguranti belle ed artistiche vedute dei Campi Flegrei, con 6 tavole dedicate a Pestum. La prima incisione, raffigurante una carta topografica dei Campi Flegrei contiene anche l'elenco delle tavole, alla carta di guardia incollato un tassello con il catalogo delle opere di Morghen, qualche lieve arrossatura, legatura in mezza pergamena e cartone, diversi difetti. Astuccio posteriore in in tela marrone.
NOTE SPECIALISTICHE
Rarissima edizione originale completa delle 6 tavole su Pestum di quest'opera che costituisce insieme all'Hamilton una delle prime rappresentazioni artistiche dei Campi Flegrei, fino ad allora oggetto di attenzioni prevalentemente storiche. Tutte le tavole sono a firma Morghen, le ultime 5 anche da Antonio Jolli come pittore.
Vaso da zenzero in porcellana bianca e blu, Cina, XVIII secolo, montato in bronzo dorato, Francia, XIX secolo corpo sferico interamente decorato a fiori su fondo blu interrotto da due riserve sagomate con ideogramma sormontato da un airone. Mancante di coperchio, reca orlo superiore in bronzo dorato con breve collo traforato ad onde e poggia su una base cilindrica sostenuta da tre piedi a mensola terminante a ricciolo, sottolineata da rilievo fogliaceo altezza cm 29
Georg Balthasar Probst - Neapolis, 1730
Amburgo, F.B.Werner [c.ca 1720]. Incisione in rame con veduta prospettica della città di Napoli dal mare (cm 35 x 102), in calce i luoghi più notabili della città, entro cornice.
NOTE SPECIALISTICHE
Rarissima veduta di Napoli dal mare eseguita dal cartografo tedesco Probst durante il breve periodo di occupazione asburgica di Napoli. L'influenza della cultura mitteleuropea è evidente nella verticalizzazione degli edifici e dei monumenti che trasfigurano la città partenopea in una nordica in stile gotico.
Vaso da zenzero in porcellana bianca e blu, Cina, XVIII secolo, montato in bronzo dorato, Francia, XIX secolo corpo panciuto decorato a fiori su fondo blu, caratterizzato da una riserva quadrilobata ad includere oggetti simbolici della tradizione orientale. Mancante di coperchio, reca orlo superiore in bronzo dorato con breve collo traforato ad onde e poggia su una base cilindrica sostenuta da tre piedi a mensola terminante a ricciolo, sottolineata da rilievo fogliaceo altezza cm 30
Rizzi Zannoni, Giovanni Antonio - Pianta della città di Napoli come esiste nel presente anno 1790, 1790
Napoli, G. Guerra, 1790. Insieme: Topografia dell'Agro Napoletano con le sue Adjacenze [Napoli, G. Guerra, 1792]. Entrambe le carte intelate, tassello in marocchino rosso con la scritta in oro "Zannoni / Agro/ Napoletano / 1793" e l'altro "Zannoni/ pianta di/ Napoli".
NOTE SPECIALISTICHE
Rizzi Zannone è considerato come il più importante cartografo dai tempi di Giuseppe Magini. Fu attivo in Francia e in particolare a Napoli dal 1781 al 1814, nel periodo borbonico si potè fregiare del titolo di "Cartografo dei Re".
Fiasca in porcellana bianca e blu, Cina, dinastia Qing, XIX secolo corpo rettangolare appiattito, con spigoli superiori arrotondati sormontati da anse zoomorfe e collo cilindrico breve. La superficie è interamente decorata in blu sotto vetrina con una ricca composizione a motivi vegetali e nuvole stilizzate secondo un repertorio iconografico tipico della produzione decorativa ottocentesca, in cui spicca un qílín colto in movimento e nella parte superiore una fenice in volo cm 30x26x8
Carel Allard - L'art de batir les vaisseaux et d'en perfectionner la construcion de le carni de leur apparaux [...], 1718
Amsterdam, Mortier, 1719. In 4°. 2 parti in un volume, ciascuna con proprio frontespizio in inchiostro rosso e nero e vignetta. Con 35 tavole nel testo e 18 tavole fuori testo (di cui alcune ripiegate) che raffigurano velieri, utensili, operazioni di calafataggio, in fine alla seconda parte 90 tavole che rappresentano le bandiere delle marine, qualche lievissima fioritura, legatura coeva in piena pergamena rigida, tagli rossi, titolo in oro al dorso, lievissimi difetti.
NOTE SPECIALISTICHE
Rarissima prima edizione francese che raccoglie e rielabora i più celebri scritti di autori olandesi in tema di architettura navale. L'opera ha un ricchissimo apparato iconografico che descrive vascelli, utensili, operazioni di calafataggio, nonchè le bandiere delle marine, tra cui alla tavola 37 anche i "Pavillon de Naples"e "Pavillon des deux Siciles".
Vaso in porcellana bianca e blu, Cina, dinastia Qing, XIX secolo corpo a balaustro a pianta ottagonale sormontato da breve versatoio cilindrico, caratterizzato da figure di fenici in volo e composizioni floreali entro pannelli sagomati; tutt'intorno esili steli incurvati con estremità a ricciolo altezza cm 45
William Hamilton - Observations on Mount Vesuvius, Mount Etna, and other volcanos, 1774
Londra,T. Cadell in the Strand, 1774. In 8°. Con 5 tavole a piena pagina incise in rame ed in fine volume grande carta geografica ripiegata del Golfo di Napoli, brunitura leggera, qualche lieve fioritura, legatura coeva in piena pelle, cornice in oro ai piatti, titolo in oro al dorso, piatto anteriore allentato, restauri e segni del tempo. Ex libris al contropiatto con le armi di Joshua Smith.
NOTE SPECIALISTICHE
Prima ed unica edizione.
Coppia di potiches in porcellana Famiglia Verde, Cina dinastia Qing, epoca Guangxu, fine del XVIII/inizi del XIX secolo caratterizzati da fitta decorazione a motivi floreali nei toni della Famiglia Verde in cui emergono riquadri sagomati con scene animate da personaggi su zattere in acque agitate e composizioni floreali dipinti in modo specchiato per porre i due vasi "vis à vis". Coperchio a cupolino sormontato da una sfera. Marchio doppio cerchio in blu sotto la base altezza cm 46
Raccolta di costumi di Napoli, 1840
[Napoli, Litografia Migliorato, c.ca 1840/50]. In 4°. Raccolta di 20 litografie acquarellate a mano coevamente ciascuna cm 16,5 x 12,5 posta entro passepartout, poche tavole con lievi bruniture e fioriture, pregiata legatura moderna d'amatore in pieno marocchino rosso, eleganti incisioni in oro ai piatti, titolo e fregi al dorso.
NOTE SPECIALISTICHE
Venti stupende tavole di costumi con marchio a secco della Litografia Migliorato, rarissime perchè parte della ultima produzione della litografia napoletana prima che si trasformasse in studio fotografico.