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  • Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino (Cento 1591 - Bologna 1666) bottega/cerchia di
    Lotto 35

    Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino (Cento 1591 - Bologna 1666) bottega/cerchia di

    Santa Veronica e il velo con il volto di Gesù

    Olio su tela

    66 x 63,5 cm

    L'opera trova preciso riferimento con la tela della Collezione CARIGE oggi gruppo BPER Banca. Si veda: https://www.lagalleriabper.it/en/collezione/-/tour/opere/La+Veronica



    La bottega bolognese di Guercino si basava sul sodalizio familiare fatto dal fratello Paolo Antonio e dal cognato Ercole Gennari con l’aggiunta del fratello di quest’ultimo, Bartolomeo. Per l’impresa familiare legata al Guercino furono anni di intensa produzione: oltre alle opere del maestro furono prodotte dalla bottega molte copie, che andavano a soddisfare l’ampia richiesta di mercato. Al nucleo primitivo della bottega, con gli anni si sono aggiunti i figli di Ercole Gennari, Cesare e Benedetto. Grazie a loro, la bottega del Guercino visse ben mezzo secolo dopo la sua morte, spegnendosi nel 1715 con la dipartita del talentuoso Benedetto.


    Giovanni Francesco Barbieri, also called Guercino (Cento 1591 - Bologna 1666) workshop/circle of

    Saint Veronica and the Veil with the Face of Jesus

    Oil on canvas

    66 x 63,5 cm

    The work corresponds precisely to the painting in the CARIGE Collection, now part of the BPER Banca group. You should see: https://www.lagalleriabper.it/en/collezione/-/tour/opere/La+Veronica

  • Carlo Preda (Milano 1651 o 1652 - 1729)
    Lotto 36

    Carlo Preda (Milano 1651 o 1652 - 1729)

    Sacra Famiglia

    Olio su tela

    65,5 x 50 cm



    Carlo Preda nacque, visse e operò a Milano per tutta la vita. Inizialmente il suo stile fu caratterizzato da un accentuato chiaroscuro. Successivamente, a partire dagli anni '80 del Seicento, aggraziò il suo stile compositivo e contemporaneamente schiarì la sua tavolozza. In questi anni si caratterizzò per uno stile addolcito e seducente, di matrice neo correggesca, aggraziato ulteriormente da tinte luminose e accostamenti cromatici calibrati di ricercata eleganza. A cavallo tra il XVII e il XVIII secolo si avvicinò, probabilmente grazie all’attività nel Monferrato, al tardo barocco genovese di Domenico Piola, Bartolomeo Guidobono e Gregorio De Ferrari. Preda fu un precursore del Barocchetto, con la sua pittura gentile e chiara. Fu molto apprezzato a Milano, dove ebbe importanti committenze sia ecclesiastiche che private.


    Carlo Preda (Milan 1651 or 1652 - 1729)

    The Holy Family

    Oil on canvas

    65,5 × 50 cm

  • Giovanni Grevenbroeck detto il Solfarolo (Paesi Bassi 1650 circa - Milano (?) post 1699)
    Lotto 37

    Giovanni Grevenbroeck detto il Solfarolo (Paesi Bassi 1650 circa - Milano (?) post 1699)

    Veduta notturna di una baia - Temporale notturno

    Olio su tela

    29 x 52,5 cm

    Si ringrazia il dottor Fabrizio Dassie, autore della recente monografia sui Grevenbroeck, per aver confermato l’attribuzione



    Giovanni Grevenbroeck fu il capostipite di una famiglia di pittori paesaggisti originaria dei Paesi Bassi, ma operosa in Italia, di cui furono membri Orazio Grevenbroeck, Alessandro Grevenbroeck e Carlo Leopoldo Grevenbroeck. Dopo l'apprendistato compiuto nelle Fiandre, Giovanni Grevenbroeck giunse in Italia, insediandosi a Roma, dove ricevette commissioni dalla famiglia Colonna. Nel 1672 si trasferì a Milano, città che divenne la sua residenza stabile, dipingendo paesaggi, spesso notturni o con incendi, particolare che gli procurò l’appellativo di Solfarolo. Le sue marine e i suoi paesaggi furono influenzati dagli esempi di Adriaen van der Cabel con inserzioni di elementi stilistici di Pieter Mulier il Giovane, detto Cavalier Tempesta e Salvator Rosa.


    Giovanni Grevenbroeck, also called Il Solfarolo (Netherlands, circa 1650 - Milan (?) after 1699)

    Night View of a Bay - Night Storm

    Oil on canvas

    29 x 52,5 cm

    We thank Dr Fabrizio Dassie, author of the recent monograph on the Grevenbroeck family, for confirming the attribution

  • Scuola veneta del XVIII secolo
    Lotto 38

    Scuola veneta del XVIII secolo


    Rio dei Mendicanti - Canal Grande con le chiese di San Simeone Piccolo e Santa Lucia


    Olio su tela


    40 x 64 cm



    Venetian school of the 18th century


    Rio dei Mendicanti - Grand Canal with the Churches of San Simeone Piccolo and Santa Lucia


    Oil on canvas


    40 x 64 cm

  • Jacob More (Edimburgo 1740 - Roma 1793) attribuito
    Lotto 39

    Jacob More (Edimburgo 1740 - Roma 1793) attribuito

    Paesaggio con Santa Maria Maddalena

    Olio su tela

    81 x 164 cm



    Jacob More, noto come "More di Roma", si formò con Robert Norie, in seguito la sua visione di paesaggista maturò grazie alla sua fascinazione per le opere di Claude-Joseph Vernet. Nel 1771 lasciò Edimburgo e dopo un breve soggiorno a Londra, si trasferì a Roma. Qui, dopo tre anni di studio dedicati ai paesaggisti del passato, come Claude Lorrain, Gaspard Dughet e Jan Frans van Bloemen, tornò a dipingere e in breve tempo divenne il principale paesaggista della numerosa colonia di artisti britannici. I suoi erano paesaggi senza tempo, magicamente sospesi in una quiete fiabesca, caratterizzati da toni brillanti e cristallini, effetti di luce, peculiarità che lo fecero definire da Reynolds "Painter of air". La sua attività fu un elemento fondamentale per il paesaggismo scozzese e non mancò di influenzare anche l’ambiente romano della sua epoca.


    Jacob More (Edinburgh 1740 - Rome 1793) attributed

    Landscape with Saint Mary Magdalene

    Oil on canvas

    81 × 164 cm

  • Benvenuto Tisi, il Garofalo (Garofalo di Canaro 1481 - Ferrara 1559)
    Lotto 40

    Benvenuto Tisi, il Garofalo (Garofalo di Canaro 1481 - Ferrara 1559)


    Madonna col Gesù Bambino


    Olio su tavola


    50 x 40 cm


    L'opera è corredata da un'attribuzione scritta del professore Roberto Longhi datata 7 dicembre 1961.


    L'opera è stata esaminata dal professor Michele Danieli (collaboratore in T. Kustodieva e M.Lucco, Garofalo-Pittore della Ferrara Estense, Ferrara Palazzo dei Diamanti 2008; co-autore in M. Danieli e V. Sgarbi "Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso", Ferrara Palazzo dei Diamanti 2024/25), il quale conferma verbalmente l'autografia dell'opera


    Il professore Daniele Benati conferma verbalmente l'attribuzione, dopo la visione di foto HD dell'opera




    Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, dal paese d'origine, fu uno dei protagonisti della pittura ferrarese nella prima metà del Cinquecento e del Rinascimento nel suo insieme. Allievo dapprima di Domenico Panetti, passò nel 1497 nella bottega di Boccaccio Boccaccino, giunto a Ferrara l'anno precedente come pittore di corte. In seguito si avvicinò ai modi di Giorgione con il quale, secondo il racconto di Vasari, era legato da amicizia personale. A partire dal 1512 la sua pittura conobbe una svolta netta e decisiva in direzione raffaellesca, forse a seguito di un viaggio a Roma. Da allora, Garofalo sarebbe stato impegnato in un serrato confronto con le novità raffaellesche, che avrebbe importato a Ferrara con partecipazione e aggiornamento. Il suo interesse per l'urbinate gli valse il soprannome di "Raffaello di Ferrara", un soprannome che in realtà appiattisce il suo continuo evolversi fino al 1550, quando una malattia agli occhi lo ridusse alla cecità.



    Benvenuto Tisi, also called Garofalo (Garofalo di Canaro 1481 - Ferrara 1559)


    Madonna with the Christ Child


    Oil on panel


    50 x 40 cm


    The work is accompanied by a written attribution by Professor Roberto Longhi dated 7 December 1961.


    The painting has been examined by Professor Michele Danieli (collaborator in T. Kustodieva and M. Lucco, Garofalo - Pittore della Ferrara Estense, Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 2008; co-author in M. Danieli and V. Sgarbi, Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso, Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 2024/25), who verbally confirms the autograph status of the work.


    Professor Daniele Benati also verbally confirms the attribution, following examination of high-resolution photographs of the work

  • Frederik van Valckenborch (Anversa 1566 - Norimberga 1623)
    Lotto 41

    Frederik van Valckenborch (Anversa 1566 - Norimberga 1623)

    Paesaggio boschivo con San Francesco

    Olio su rame

    17 x 22,8 cm

    L'opera ha la medesima impostazione paesaggistica del dipinto Paesaggio boschivo con il Buon Samaritano, si veda: https://rkd.nl/images/275189



    Frederik van Valckenborch probabilmente si formò nell’atelier di famiglia, anche se le due prime opere mostrano divergenze dallo stile di Marten, suo padre. Fu influenzato da Jacob de Backer, nonostante non si abbia certezza di un suo eventuale alunnato. Con la famiglia, per ragioni politiche o religiose, lasciò i Paesi Bassi e si stabilì a Francoforte sul Meno, nella più tollerante terra tedesca. Frederik e suo fratello Gillis viaggiarono in Italia, fermandosi a Venezia in particolare, dove frequentarono compatrioti residenti a Venezia come Pauwels Franck, detto Paolo Fiammingo, e Lodewijk Toeput, detto Pozzoserrato, oltre a studiare il Tintoretto. Dipinse secondo lo stile manierista, paesaggi di luoghi sperduti e boscosi, scene di vita con eleganti personaggi, infine scene dall’Antico Testamento caratterizzate da forti contrasti di luce, creati da fondali immersi nell’oscurità dove si agitavano figure spesso inquiete.


    Frederik van Valckenborch (Antwerp 1566 - Nuremberg 1623)

    Wooded landscape with Saint Francis

    Oil on copper

    17 × 22,8 cm

    The work shares the same landscape composition as the painting Wooded Landscape with the Good Samaritan, you should see: https://rkd.nl/images/275189

  • Scuola austriaca/tirolese del XVII secolo
    Lotto 42

    Scuola austriaca/tirolese del XVII secolo


    Madonna col Bambino dormiente


    Olio su tela


    45 x 39,3 cm


    L'opera prende spunto, con radicali varianti, dall'incisione di Guido Reni; si veda: https://www.calcografica.it/cerca.php?q=+guido+reni&cat=stampe&pag=3#&gid=1&pid=S-CL2230_3921




    Austrian/Tyrolean school of the 17th century


    Madonna with the Sleeping Child


    Oil on canvas


    45 × 39,3 cm


    The work draws inspiration, with significant variations, from an engraving by Guido Reni; you should see: https://www.calcografica.it/cerca.php?q=+guido+reni&cat=stampe&pag=3#&gid=1&pid=S-CL2230_3921



  • Ippolito Scarsella, Scarsellino (Ferrara 1550 o 1551 - 1620)
    Lotto 43

    Ippolito Scarsella, Scarsellino (Ferrara 1550 o 1551 - 1620)

    Resurrezione di Lazzaro

    Olio su tela

    101 x 85 cm

    L'opera trova riscontro con il dipinto pubblicato a pag. 280, scheda 281 pag. 329, di M. A. Novelli, Scarsellino, Skira Editore 2008. Ad un'osservazione attenta e puntuale l'opera della vecchia foto in bianco e nero, considerando la sua scarsa qualità e probabili sopraggiunti restauri alla tela, pare potersi sovrapporre al dipinto qui presentato. Inoltre, non si conoscono copie o repliche di questo dipinto di Scarsella, quindi, sino ad oggi, costituisce un unicum all'interno della sua produzione. Va precisato che vi sono divergenze nelle misure tra le due (101 x 85 cm opera qui presentata e 93,98 x 82,55 cm opera di asta Christie's 1961)



    Figlio del pittore Sigismondo Scarsella, Ippolito Scarsella lasciò Ferrara a 17 anni per visitare prima Bologna e poi Venezia, dove si recò presso la bottega del Veronese. Durante il periodo in laguna assimilò lo stile veneziano, facendo sua la forza espressiva del colore, il paesaggio incantato di Tiziano e l'ambientazione popolaresca di Jacopo Bassano, sapendoli amalgamare mirabilmente in uno stile tutto suo. Tornato a Ferrara, iniziò ad operare in proprio, aprendo una sua bottega, soddisfacendo molte commissioni sia chiesastiche che per la devozione privata.


    Ippolito Scarsella also called Scarsellino (Ferrara 1550 or 1551 - 1620)

    The Raising of Lazarus

    Oil on canvas

    101 x 85 cm

    The work finds correspondence with the painting published on page 280, catalogue entry 281, page 329, in M. A. Novelli, Scarsellino, Skira Editore, 2008. Upon careful and detailed observation, the work shown in the old black-and-white photograph, considering its poor quality and possible later restorations to the canvas, appears to be superimposable with the painting presented here. Furthermore, no copies or replicas of this painting by Scarsella are known; therefore, to date, it constitutes a unicum within his production. It should be noted that there are discrepancies in the measurements between the two works (101 × 85 cm for the present work and 93,98 × 82,55 cm for the Christie’s 1961 auction work).

  • Scuola francese del XVIII secolo
    Lotto 44

    Scuola francese del XVIII secolo

    Veduta di porto

    Olio su tela

    70 x 90 cm


    French school of the 18th century

    View of a Harbor

    Oil on canvas

    70 x 90 cm

  • Giuseppe Varotti (Bologna 1715 - 1780)  attribuito
    Lotto 45

    Giuseppe Varotti (Bologna 1715 - 1780) attribuito

    Madonna col Bambino

    Olio su tela

    43,5 x 32,5 cm



    Discepolo del padre, seguì tuttavia lo stile di Francesco Monti. Fu nominato membro dell'Accademia Clementina di Bologna nel 1751 e dell'Accademia di Parma nel 1758. Realizzò alcune opere importanti per le chiese bolognesi.


    Giuseppe Varotti (Bologna 1715 - 1780) attributed

    Madonna and Child

    Oil on canvas

    43,5 x 32,5 cm

  • Giovanni Stanchi (Roma 1608 - 1673 circa) bottega di
    Lotto 46

    Giovanni Stanchi (Roma 1608 - 1673 circa) bottega di

    Vaso di fiori

    Olio su tela

    90 x 71 cm



    Giovanni, assieme ai fratelli Niccolò e Angelo, formò una bottega di vincolo parentale che spesso nei pagamenti dell’epoca compare come "Famiglia Stanchi". Dei tre emerge la figura di Giovanni, il più dotato, il quale operò per i Barberini, i Chigi e i Colonna. Nel 1660 collaborò con Mario Nuzzi detto Mario dei Fiori e con Carlo Maratta, autore di putti, alla realizzazione degli specchi della galleria di Palazzo Colonna. La presenza degli Stanchi non si ferma solo a Roma, a Giovanni spettano le due ghirlande, oggi a Palazzo Pitti e Uffizi, mentre Niccolò, abile decoratore, affrescò nel senese e a Firenze per Flavio Chigi. La loro formazione non è ancora stata definita, ma essi si ricollegano a Giovanni Battista Crescenti e Pietro Paolo Bozzi detto Il Gobbo dei Carracci, mentre la luminosità dei fiori pare derivare dalle novità introdotte in Italia da Daniel Seghers.


    Giovanni Stanchi (Rome 1608 - circa 1673) workshop of

    Vase of Flowers

    Oil on canvas

    90 x 71 cm

  • Giuseppe Maria Crespi, lo Spagnoletto (Bologna 1665 - 1747)
    Lotto 47

    Giuseppe Maria Crespi, lo Spagnoletto (Bologna 1665 - 1747)

    Natura morta con uccelli e cesto di vimini

    Olio su tela

    68 x 49,5 cm

    Questa rarissima espressione di natura morta di G. M. Crespi trova riscontro nell'opera pubblicata sia in A. Emiliani, Giuseppe Maria Crespi, 1990, pp. 134 e 135.



    La sua prima formazione fu presso il misconosciuto Angelo Michele Toni, successivamente presso Domenico Maria Canuti, dove lavorò accanto a Giovanni Antonio Burrini. In seguito, studiò anche disegno presso Carlo Cignani. Soggiornò per motivi di formazione un periodo a Venezia, dove assorbì lo stile cittadino, in particolare di Tintoretto e dell’ultimo Tiziano. Successivamente fu a Parma, dove studiò il Correggio. In patria Crespi si ribellò all’eccessivo accademismo della locale scuola, virando per soluzioni più esacerbate, tormentate, fortemente barocche dall'accentuato chiaroscuro. Dai Carracci colse il naturalismo, soprattutto studiando le opere di Annibale. Ebbe ispirazione dai temi popolareschi dei Bamboccianti dai quali colse le sue scene di genere. Tra i suoi committenti più importanti citiamo Eugenio di Savoia e il principe Ferdinando de' Medici. Nella sua scuola si formarono molti artisti emiliani e veneti tra i quali Piazzetta.


    Giuseppe Maria Crespi also called Lo Spagnoletto (Bologna 1665 - 1747)

    Still Life with Birds and Wicker Basket

    Oil on canvas

    68 × 49,5 cm

    This very rare still life by G. M. Crespi finds comparison with the work published both in A. Emiliani, Giuseppe Maria Crespi, 1990, pp. 134-135.

  • Abraham Mignon (Francoforte sul Meno 1640 - Utrecht 1679) cerchia di
    Lotto 48

    Abraham Mignon (Francoforte sul Meno 1640 - Utrecht 1679) cerchia di

    Natura morta con conigli, ermellino e scoiattolo

    Olio su tela

    112 x 85 cm



    Nato in Germania, quando la famiglia di Abraham si trasferì a Wetzlar, nel 1649, Abraham fu affidato alle cure di Jacob Marrel. In seguito fu aiuto di bottega presso Jan Davidsz. de Heem. Nelle sue prime opere, inoltre fu influenzato da Otto Marseus van Schrieck. Restò sempre coerente alla sua arte e istruì più allievi tra cui Maria Sibylla Merian e Ernst Stuven.


    Abraham Mignon (Frankfurt am Main 1640 - Utrecht 1679) circle of

    Still Life with Rabbits, Ermine and Squirrel

    Oil on canvas

    112 x 85 cm

  • Scuola del Centro Italia del XVII/XVIII secolo
    Lotto 49

    Scuola del Centro Italia del XVII/XVIII secolo


    Paesaggio lacustre


    Olio su tela


    100 x 150 cm



    Central Italian school of the 17th/18th century


    Lakeside Landscape


    Oil on canvas


    100 x 150 cm

  • Giacomo Guardi (Venezia 1764 - 1835)
    Lotto 50

    Giacomo Guardi (Venezia 1764 - 1835)

    Venezia, veduta di San Giorgio e punta della Giudecca

    Olio su tela

    30 x 40 cm



    Seguendo le orme del celeberrimo Francesco Guardi, il figlio Giacomo continuò a dipingere vedute veneziane. Se nella realizzazione delle opere ad olio imitò pedissequamente il padre, nelle opere a tempera su carta, Giacomo fece emergere un linguaggio del tutto personale, dimostrando di conoscere i grandi vedutisti della generazione precedente alla sua: Carlevarijs, Canaletto, Bellotto e Marieschi. Da questi artisti colse gli angoli prospettici, traducendo la loro pittura aulica in narrazione popolare. Con l'arte di Giacomo Guardi, Venezia si spoglia del suo splendore convenzionale, e appare vissuta da un popolo pigro e indolente nell’aurea secolare degli edifici che lo circonda.


    Giacomo Guardi (Venice 1764 - 1835)

    Venice, View of San Giorgio and the Tip of Giudecca

    Oil on canvas

    30 x 40 cm

  • Antonio Carneo (Concordia Sagittaria 1637 - Portogruaro 1692) e bottega
    Lotto 51

    Antonio Carneo (Concordia Sagittaria 1637 - Portogruaro 1692) e bottega

    Liriope interroga l'indovino Tiresia sulla sorte del figlio Narciso

    Olio su tela

    87 x 145 cm

    L'opera trova, con piccole varianti, precisa corrispondenza con il dipinto Adorazione dei pastori pubblicato a pag. 106, foto 13, in C. Furlan Antonio Carneo nella pittura veneziana del Seicento.

    Probabilmente l'opera va datata all'ultimo periodo dell'artista quando la sua pittura si compatta nelle stesure pittoriche e le figure assumono una solidità prima dissolta ed evanescente nella sua radicalizzazione naturalista e barocca. Le figure inoltre iniziano ad avere una compostezza ed un'eleganza che avvertono l'influenza della corrente neoveronesiana presente a Venezia guidata da Giovanni Antonio Fumiani, Federico Cervelli, Valentin Lefèvre e altri, tutti premonitori dello stile che imperverserà nel Settecento veneziano grazie a Sebastiano Ricci, Gaspare Diziani, Nicolò Bambini, Giovanni Battista Pittoni e Francesco Fontebasso.



    Noto anche come il Carniello, secondo il Guarienti, suo padre Giacomo, pittore di valore, fu il suo primo maestro. Successivamente, si perfezionò studiando i pittori veneziani del Cinquecento, in particolare Tintoretto, Veronese e soprattutto il Pordenone dal quale assunse la plasticità di Michelangelo e del manierismo romano. Oltre a queste suggestioni cinquecentesche ebbe modo di arricchire il suo bagaglio culturale studiando le opere di Palma il Giovane e Padovanino, presenti nel territorio. Inoltre, fu attento allo stile fiammingo e all’arte di Bernardo Strozzi e di Luca Giordano, riuscendo a sviluppare, malgrado il suo isolamento, un linguaggio articolato e colto, sicuramente originale e tutt’altro che provinciale.


    Antonio Carneo (Concordia Sagittaria 1637 - Portogruaro 1692) and workshop

    Liriope Consulting the Seer Tiresias on the Fate of her Son Narcissus

    Oil on canvas

    87 x 145 cm

    The present work finds a precise correspondence, with minor variations, to the painting Adoration of the Shepherds published on p. 106, fig. 13, in C. Furlan, Antonio Carneo nella pittura veneziana del Seicento.

    The painting can likely be dated to the artist’s late period, when his handling becomes more compact, and the figures acquire a solidity previously dissolved in a more evanescent, radically naturalistic and Baroque phase. At the same time, the figures begin to display a composure and elegance that reflect the influence of the Neo-Veronese current active in Venice, led by Giovanni Antonio Fumiani, Federico Cervelli, Valentin Lefèvre and others, figures who anticipated the style that would come to dominate the Venetian eighteenth century through artists such as Sebastiano Ricci, Gaspare Diziani, Nicolò Bambini, Giovanni Battista Pittoni and Francesco Fontebasso.

  • Pieter Claesz (Berchem 1597/1598 - Haarlem 1661) seguace di
    Lotto 52

    Pieter Claesz (Berchem 1597/1598 - Haarlem 1661) seguace di

    Natura monta con limone

    Olio su tavola

    48 x 64 cm



    Claesz, nato in Germania, fu attivo ad Haarlem a partire dal 1617, dove si specializzò in nature morte con frutti e vetri permeati da una luce aurea. Assieme a Willem Claesz Heda diede vita ad una prestigiosa tradizione di nature morte ad Haarlem. Suo figlio Nicolaes Berchem fu uno dei massimi esponenti tra i paesaggisti italianizzanti.


    Pieter Claesz (Berchem 1597/1598 - Haarlem 1661) follower of

    Still Life with Lemon

    Oil on panel

    48 x 64 cm

  • Nicolas Poussin (Les Andelys 1594 - Roma 1665) bottega/cerchia di
    Lotto 53

    Nicolas Poussin (Les Andelys 1594 - Roma 1665) bottega/cerchia di

    Morte di Germanico Giulio Cesare

    Olio su tela

    70 x 94 cm

    L'opera trova preciso riferimento con la tela conservata presso il Minneapolis Institute of Arts. Si veda: https://collections.artsmia.org/art/1348/the-death-of-germanicus-nicolas-poussin



    Di famiglia borghese, lasciò a diciotto anni la dimora familiare per imparare l'arte pittorica a Parigi. Dopo alcuni anni, nel 1624, giunse a Roma, dove grazie alla sua elevata cultura entrò velocemente nei circoli culturali più importanti. Dopo molte insistenze nel 1640 fece ritorno in patria, dove fu ricevuto con grandi onori da Luigi XIII e dal cardinale Richelieu, che gli offrirono la direzione dei lavori del Louvre e la nomina di primo pittore del re. A causa di varie congiure da parte degli artisti francesi di corte, nel 1642 decise di rientrare a Roma. All'Urbe ritrovò la pace della sua vita mesta e la possibilità di operare per oltre vent'anni costruendosi la fama di uno dei più importanti pittori di tutti i tempi. In Francia si formò una cerchia di importanti personalità artistiche influenzate dal suo stile, tra questi: Sébastien Bourdon, Nicolas Colombel, Laurent de La Hyre, Charles Le Brun, Eustache Le Sueur, Nicolas-Pierre Loir, Francisque Millet e Jacques Stella, Nicolas Chapron, Karel Philips Spierincks e Gerard de Lairesse.


    Nicolas Poussin (Les Andelys 1594 - Rome 1665) workshop/circle of

    The Death of Germanicus Julius Caesar

    Oil on canvas

    70 x 94 cm

    The work bears a clear resemblance to the painting held at the Minneapolis Institute of Arts. You should see: https://collections.artsmia.org/art/1348/the-death-of-germanicus-nicolas-poussin

  • Giuseppe Nogari (Venezia 1699 - 1763) attribuito
    Lotto 54

    Giuseppe Nogari (Venezia 1699 - 1763) attribuito

    Ritratto di anziana

    Pastelli su carta

    49 x 35,5 cm a vista

    L'opera riprende, con varianti nell'abbigliamento, il dipinto Una anziana donna con uno scialle a righe conservato al National Gallery di Washington. Evidentemente è strettamente legato al dipinto Vecchia con scaldino conservato a Dresda presso la Gemäldegalerie. Un disegno inerente all'opera è conservato presso i Musei Civici di Pavia.



    Si veda: https://www.nga.gov/artists/5853-giuseppe-nogari

    https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a230-0000308/

    https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/SWF01-00044/



    La formazione di Giuseppe Nogari avvenne presso Antonio Balestra e in seguito nella bottega di Giambattista Pittoni. Nel 1726 si registrò l’iscrizione di Nogari alla fraglia veneziana dei pittori, ed egli aprì la sua attività in proprio. Dopo essersi dedicato a soggetti religiosi per le chiese della regione, si affermò soprattutto come pittore di teste di carattere e di ritratti, ove si scorge la sua conoscenza sia di Piazzetta sia di Rembrandt. Dal 1740 fu attivo a Torino nella decorazione della residenza di Carlo Emanuele III di Savoia, per cui operò nella palazzina di caccia di Stupinigi. Tornato a Venezia nel 1743, operò per Augusto III di Sassonia, con una nuova straordinaria morbidezza dei tratti, a imitazione dell’effetto felpato del pastello, cercando di avvicinarsi allo stile aggraziato di Rosalba Carriera e Jacopo Amigoni, aprendogli le porte dei importanti collezionisti tedeschi. La sua fama internazionale si consacrò con la commissione del console inglese Joseph Smith a Venezia. Durante il tardo periodo della sua carriera fu maggiormente impegnato nella ritrattistica, nonché nella direzione dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, di cui fu uno dei fondatori.


    Giuseppe Nogari (Venice 1699 - 1763) attributed

    Portrait of an Elderly Woman

    Pastels on paper

    49 x 35,5 cm (visible measurements)

    The work echoes, with variations in the clothing, the painting An Elderly Woman with a Striped Shawl held at the National Gallery in Washington. It is evidently closely linked to the painting Old Woman with a Hot-water Bottle held in Dresden at the Gemäldegalerie. A drawing related to the work is held at the Civic Museums of Pavia.



    You should see: https://www.nga.gov/artists/5853-giuseppe-nogari

    https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a230-0000308/

    https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/SWF01-00044/

  • Maestro italiano neoclassico del XVIII secolo
    Lotto 55

    Maestro italiano neoclassico del XVIII secolo

    Allegoria dell'Aurora

    Olio su tela

    115 x 96,5 cm

    L'opera è corredata da uno studio della dottoressa Federica Spadotto, in fotocopia, in cui l'opera è descritta come proveniente da Collezione Borromeo e attribuita a Giuliano Traballesi.


    Italian Neoclassical master of the 18th century

    Allegory of Aurora

    Oil on canvas

    115 x 96,5 cm

    The work is accompanied by a study by Dr Federica Spadotto (photocopy), in which it is described as coming from the Borromeo Collection and attributed to Giuliano Traballesi.

  • Alessandro Tiarini (Bologna 1657 - 1668)
    Lotto 56

    Alessandro Tiarini (Bologna 1657 - 1668)

    Sacra famiglia

    Olio su tela

    106 x 150 cm

    Si ringrazia il professore Michele Danieli per aver studiato l'opera e confermato l'autografia ad Alessandro Tiarini

    L'opera è la seconda versione, con varianti nel paesaggio e nel Gesù bambino, di questo soggetto realizzato dal Tiarini. Una tela quasi identica, già in collezione dei conti di Shelbourne, è stata esitata da Christie's di Londra l'8 dicembre 1995, come riportato in D. Benati, Alessandro Tiarini, L'opera pittorica completa e i disegni, Vol. I pagg. 40 e 41, Vol. II scheda 30 alle pp. 29 e 30.



    La formazione di Alessandro Tiarini avvenne presso Prospero Fontana, successivamente influenzato da Bartolomeo Cesi. Tornato a Bologna dopo un soggiorno di lavoro a Firenze, inevitabilmente si accostò alla scuola dei Carracci, facendo proprie le loro istanze naturalistiche, avvicinandosi specialmente all'opera di Ludovico Carracci, di cui denunciò il forte e sofferto sentire religioso. Le sue opere si caratterizzano per come le sue figure s’impongono entro composizioni scure, di impressionante gravità, con chiaroscuri accentuati ed emotivamente impattanti. Di questo periodo il capolavoro esemplificativo è da ritenersi la Deposizione di Cristo nel sepolcro, opera realizzata per la chiesa di Sant'Antonio del Collegio Montalto, ora alla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Successivamente, entrò in contatto con gli ambienti pittorici di Parma, Venezia e Ferrara, dedicandosi alla riscoperta dell’opera del Correggio. In questa seconda fase schiarì la tavolozza, mentre le figure acquistarono monumentalità e persero la loro estremizzazione drammatica, godendo maggiore naturalezza.


    Alessandro Tiarini (Bologna 1657 - 1668)

    Holy Family

    Oil on canvas

    106 x 150 cm

    We thank Professor Michele Danieli for having studied the work and confirmed its attribution to Alessandro Tiarini

    The painting is the second version, with variations in the landscape and in the figure of the Christ Child, of this subject by Tiarini. A nearly identical canvas, formerly in the collection of the Earls of Shelburne, was sold at Christie’s London on 8 December 1995, as recorded in D. Benati, Alessandro Tiarini, L’opera pittorica completa e i disegni, Vol. I, pp. 40-41, Vol. II, catalogue entry 30, pp. 29-30.

  • Domenico Maria Canuti (Bologna 1626 - 1684) attribuito
    Lotto 57

    Domenico Maria Canuti (Bologna 1626 - 1684) attribuito

    La tentazione

    Olio su tela

    100 x 130 cm

    Federico Zeri conservava un'immagine del dipinto nella sua fototeca, assegnando l'opera a un artista emiliano del XVII secolo. Il professore Michele Danieli l'avvicina alla produzione di Domenico Maria Canuti.

    Si veda: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/59910/Anonimo%20emiliano%20sec.%20XVII%2C%20Tentazione%20di%20san%20Francesco%20d%27Assisi



    Canuti iniziò studiando disegno con Giovan Battista Bertusio, entrando successivamente negli atelier di Francesco Albani e Guido Reni. Alla morte di quest’ultimo, nel 1642, dopo un breve periodo presso il Guercino, entrò nella scuola di Giovanni Andrea Sirani. Tra il 1646 e il 1651 e più tardi nel 1672, fu attivo a Roma, dove collaborò con Francesco Cozza e Carlo Maratti. Negli anni successivi fu chiamato a operare prima a Modena e poi a Padova. Si formarono nella sua bottega Giuseppe Maria Crespi e Giovanni Antonio Burrini.


    Domenico Maria Canuti (Bologna 1626 - 1684) attributed

    The Temptation

    Oil on canvas

    100 × 130 cm

    Federico Zeri preserved a photograph of the painting in his photo archive, attributing the work to a 17th-century Emilian artist. Professor Michele Danieli has related it to the oeuvre of Domenico Maria Canuti.

    You should see: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/59910/Anonimo%20emiliano%20sec.%20XVII%2C%20Tentazione%20di%20san%20Francesco%20d%27Assisi

  • Scuola fiamminga del XVII secolo
    Lotto 58

    Scuola fiamminga del XVII secolo

    Pero e Cimone, Carità romana

    Olio su tela

    76 x 66 cm


    Flemish school of the 17th century

    Pero and Cimon, Roman Charity

    Oil on canvas

    76 × 66 cm

Lotti dal 46873 al 46896 di 1319073
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