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  • Eugenio Spreafico - "Lungo il sentiero "
    Lotto 32

    Eugenio Spreafico
    Monza 1856 - Magreglio 1919

    "Lungo il sentiero "
    Olio su tavola cm 18,5x36,5 firmato in basso a dx Spreafico

    - Eugenio Spreafico è stato un pittore italiano nato a Monza nel 1856 e morto a Magreglio nel 1919. È considerato uno dei principali interpreti del verismo lombardo, con una produzione incentrata soprattutto sul paesaggio e sulla rappresentazione della vita rurale della Brianza e della campagna lombarda.Si formò all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò sotto la guida di importanti maestri dell’epoca e acquisì una solida preparazione tecnica. Fin dagli esordi si orientò verso la pittura dal vero, sviluppando un linguaggio fortemente legato all’osservazione diretta della natura e alla resa immediata delle condizioni atmosferiche.A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane, distinguendosi come pittore di paesaggio e di scene di genere. Le sue opere rappresentano spesso contadini, lavoratrici dei campi e momenti di vita quotidiana, con un taglio realistico ma attento anche alla componente emotiva e narrativa delle scene.Stabilitosi nella zona del lago di Como, trovò nel paesaggio lombardo la sua principale fonte di ispirazione. In questa fase la sua pittura si arricchisce di una maggiore sensibilità luministica e atmosferica, pur mantenendo una forte aderenza alla realtà e una costante attenzione al mondo popolare.Continuò a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita, rimanendo fedele a una visione della pittura legata al vero e alla tradizione verista. Morì nel 1919 a MagreglioEugenio Spreafico è stato un pittore italiano nato a Monza nel 1856 e morto a Magreglio nel 1919. È considerato uno dei principali interpreti del verismo lombardo, con una produzione incentrata soprattutto sul paesaggio e sulla rappresentazione della vita rurale della Brianza e della campagna lombarda.Si formò all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò sotto la guida di importanti maestri dell’epoca e acquisì una solida preparazione tecnica. Fin dagli esordi si orientò verso la pittura dal vero, sviluppando un linguaggio fortemente legato all’osservazione diretta della natura e alla resa immediata delle condizioni atmosferiche.A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento partecipò con regolarità alle principali esposizioni italiane, distinguendosi come pittore di paesaggio e di scene di genere. Le sue opere rappresentano spesso contadini, lavoratrici dei campi e momenti di vita quotidiana, con un taglio realistico ma attento anche alla componente emotiva e narrativa delle scene.Stabilitosi nella zona del lago di Como, trovò nel paesaggio lombardo la sua principale fonte di ispirazione. In questa fase la sua pittura si arricchisce di una maggiore sensibilità luministica e atmosferica, pur mantenendo una forte aderenza alla realtà e una costante attenzione al mondo popolare.Continuò a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita, rimanendo fedele a una visione della pittura legata al vero e alla tradizione verista. Morì nel 1919 a Magreglio.

  • Ambrogio Preda - "Lugano da Cureggia"
    Lotto 33

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906

    "Lugano da Cureggia"
    Olio su tela cm 23x42 firmato in basso a dx A.Preda

    - Ambrogio Preda (Milano, 1839 - Davesco, 1906) nacque a Milano. Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma si sa che partecipò alla campagna del 1859 insieme allo zio Angelo Trezzini. Frequentò l'Accademia di Brera dal 1853 al 1858. Dal 1866 si stabilì a Davesco, spostandosi raramente, il che limitò forse la sua carriera artistica. Tuttavia, partecipò a diverse mostre in Italia, ricevendo riconoscimenti come una medaglia all'Esposizione artistico industriale di Asti nel 1869 e il premio Mylius nel 1875.Preda era principalmente un pittore di paesaggi, definito "pittore monogamo quasi senza infedeltà" da Adriano Soldini. Nonostante i problemi economici, vendeva le sue opere ai turisti tedeschi. Dipinse raramente ritratti o scene di genere. I suoi paesaggi, spesso vedute precise del lago di Lugano e dintorni, erano popolati da figure umane come contadine, lavandaie e signore con ombrellini, e talvolta animali come mucche, capre e asini.Pur dipingendo dal vero, Preda evitava un verismo banale e mantenne l'interesse nei suoi lavori nonostante la ripetizione dei soggetti. Occasionalmente, si spingeva a Campione, sul lago Maggiore, in Engadina e in Liguria, ma mai sul lago di Como. Sebbene alcuni suoi dipinti raffigurino paesaggi olandesi, probabilmente non visitò mai l'Olanda e potrebbe averli eseguiti da fotografie.Era profondamente amico del ticinese Luigi Monteverde, con il quale trascorse un'estate del 1888 sul Monte Boglia. Monteverde, in un'intervista del 1894, ricordò la loro armoniosa convivenza, affermando che la pittura non li aveva mai divisi.

  • Ambrogio Preda - "Fuori dalla stalla"
    Lotto 34

    Ambrogio Preda
    Milano 1839 - Davesco ( Lugano ) 1906

    "Fuori dalla stalla"
    Olio su tela cm 22x40 firmato in basso a dx A.Preda

    - Ambrogio Preda (Milano, 1839 - Davesco, 1906) nacque a Milano. Le informazioni sulla sua giovinezza sono scarse, ma si sa che partecipò alla campagna del 1859 insieme allo zio Angelo Trezzini. Frequentò l'Accademia di Brera dal 1853 al 1858. Dal 1866 si stabilì a Davesco, spostandosi raramente, il che limitò forse la sua carriera artistica. Tuttavia, partecipò a diverse mostre in Italia, ricevendo riconoscimenti come una medaglia all'Esposizione artistico industriale di Asti nel 1869 e il premio Mylius nel 1875.Preda era principalmente un pittore di paesaggi, definito "pittore monogamo quasi senza infedeltà" da Adriano Soldini. Nonostante i problemi economici, vendeva le sue opere ai turisti tedeschi. Dipinse raramente ritratti o scene di genere. I suoi paesaggi, spesso vedute precise del lago di Lugano e dintorni, erano popolati da figure umane come contadine, lavandaie e signore con ombrellini, e talvolta animali come mucche, capre e asini.Pur dipingendo dal vero, Preda evitava un verismo banale e mantenne l'interesse nei suoi lavori nonostante la ripetizione dei soggetti. Occasionalmente, si spingeva a Campione, sul lago Maggiore, in Engadina e in Liguria, ma mai sul lago di Como. Sebbene alcuni suoi dipinti raffigurino paesaggi olandesi, probabilmente non visitò mai l'Olanda e potrebbe averli eseguiti da fotografie.Era profondamente amico del ticinese Luigi Monteverde, con il quale trascorse un'estate del 1888 sul Monte Boglia. Monteverde, in un'intervista del 1894, ricordò la loro armoniosa convivenza, affermando che la pittura non li aveva mai divisi.

  • Paolo Sala - "Veduta di lago "
    Lotto 35

    Paolo Sala
    Milano 1859 - 1924

    "Veduta di lago "
    Olio su tavola cm 35,5x49,5 firmato in basso a sx Paolo Sala

    - Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924Paolo Sala nacque a Milano il 24 gennaio 1859 in una famiglia di origine brianzola e fin da giovane dimostrò una spiccata inclinazione per le arti. Inizialmente studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Brera per volere del padre, ma ben presto la sua passione per la pittura prese il sopravvento e lo portò a dedicarsi completamente a questa disciplina sotto la guida di Camillo Boito. Sala si affermò rapidamente come uno dei protagonisti della pittura paesaggistica italiana del suo tempo, distinguendosi per la capacità di ritrarre vedute, scene di genere e scorci urbani con eleganza e sensibilità.Il suo debutto espositivo avvenne alla Promotrice di Napoli nel 1880, dove presentò un’opera a olio che attirò l’attenzione della critica. Nei decenni successivi partecipò con regolarità a rassegne artistiche in tutta Italia, da Milano a Venezia, da Roma a Torino, consolidando la sua reputazione in ambito nazionale. Sala amava dipingere dal vero, all’aperto, cercando di cogliere la luce e l’atmosfera dei luoghi che visitava, e questo suo approccio lo avvicinò alle istanze più vitali della ricerca visiva dell’epoca.Artista dal respiro internazionale, Sala viaggiò molto, spingendosi oltre i confini italiani per visitare città e paesi in Francia, Inghilterra, Olanda, Sudamerica e Russia. In particolare in Russia ottenne incarichi prestigiosi, tra cui decorazioni per edifici importanti come il Palazzo d’Inverno e il conservatorio imperiale di San Pietroburgo, e ricoprì la cattedra di pittura presso l’Accademia di Mosca. Questi spostamenti arricchirono il suo linguaggio visivo e incrementarono la sua fama, tanto da rendere le sue opere apprezzate da collezionisti e nobiltà europee.Sala fu anche un abile organizzatore e promotore dell’arte: nel 1911 fondò a Milano la Società degli Acquarellisti Lombardi, di cui fu presidente, dando impulso alla diffusione dell’acquarello come tecnica di rilievo tra gli artisti della sua generazione. Predilesse particolarmente questa tecnica, con cui realizzò molte vedute cittadine, paesaggi naturali e scene di vita quotidiana, ma lavorò con uguale maestria anche a olio e a pastello.La sua pittura, spesso caratterizzata da una pennellata vivace e da un’attenzione raffinata alla luce e all’atmosfera, testimoniò un profondo amore per la natura e per i luoghi che incontrò lungo il suo percorso. Paolo Sala morì a Milano il 13 giugno 1924.

  • Leonardo Bazzaro - "Pescatori a Chioggia"
    Lotto 36

    Leonardo Bazzaro
    Milano 1853 - 1937

    "Pescatori a Chioggia"
    Olio su tavola cm 41x60,5 firmato in basso a dx L.Bazzaro

    - Leonardo Bazzaro fu un pittore italiano attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, noto soprattutto per i suoi paesaggi, i ritratti e le scene di vita quotidiana. La sua formazione artistica ebbe inizio in un periodo di fermento culturale, in cui le correnti del realismo e del verismo esercitarono una notevole influenza sui giovani artisti italiani. Durante la sua carriera, Bazzaro si distinse per la capacità di catturare la luce e l'atmosfera, elementi che rendono le sue opere particolarmente evocative e ricche di dettagli naturalistici .Il percorso espositivo del pittore lo vide protagonista in numerose mostre sia in Italia che all’estero, contribuendo così a diffondere il suo stile personale e a consolidare la sua reputazione nell’ambito della pittura di genere e del paesaggio. Pur rimanendo ancorato ai canoni del realismo, Bazzaro sperimentò progressivamente nuove tecniche e linguaggi pittorici, integrando elementi modernisti che evidenziarono la sua capacità di interpretare in chiave personale la realtà circostante .Oggi, le opere di Leonardo Bazzaro sono apprezzate non solo per la loro bellezza formale, ma anche per il valore storico e culturale che rappresentano, testimonianza di un’epoca di importanti trasformazioni artistiche e sociali in Italia. Molte delle sue creazioni sono custodite in collezioni museali e private, continuando a suscitare interesse e ammirazione tra collezionisti e studiosi d’arte.Questa breve biografia intende offrire una panoramica della vita e dell’opera di un artista che, pur essendo stato apprezzato nel suo tempo, oggi rappresenta un importante capitolo della storia della pittura italiana.

  • Federico Sartori - "Le tre vergini 1925"
    Lotto 37

    Federico Sartori
    Milano 1865 - Milano 1938

    "Le tre vergini 1925"
    Olio su tela cm 72x134 firmato in basso a dx Federico Sartori

    - Federico Sartori è stato un pittore italiano nato a Milano il 19 ottobre 1865 e morto nella stessa città il 22 febbraio 1938. La sua figura si colloca tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in un percorso artistico che lo porta a svilupparsi tra Italia e Argentina, dove trascorse una parte fondamentale della sua carriera.Cresciuto in una famiglia di origini modeste, si avvicinò fin da giovane al disegno, iniziando come apprendista incisore. Successivamente entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove seguì i corsi di Raffaele Casnedi e venne a contatto con l’ambiente artistico milanese dell’epoca, segnato da figure come Bertini, Previati e Morbelli. Questa formazione gli fornì una solida base tecnica e lo introdusse ai principali fermenti della pittura lombarda di fine secolo.Spinto anche da necessità economiche, lasciò l’Italia in giovane età e si trasferì in Argentina, dove iniziò a lavorare presso il Museo de La Plata come disegnatore e pittore. In questo contesto si dedicò a illustrazioni scientifiche e lavori grafici, collaborando anche con istituzioni culturali e partecipando alla vita artistica locale. Successivamente si spostò a Buenos Aires, dove completò la sua formazione e si inserì nell’ambiente accademico e artistico della capitale, diventando insegnante all’Accademia Nazionale di Belle Arti e partecipando a diverse esposizioni di rilievo.Durante la sua permanenza sudamericana sviluppò una pittura caratterizzata inizialmente da influenze divisioniste e simboliste, con una particolare attenzione alla luce e alla resa atmosferica. Espose in importanti rassegne, tra cui l’Esposizione del Centenario di Buenos Aires del 1910, ottenendo riconoscimenti e medaglie, e consolidando la propria posizione nel panorama artistico argentino.Rientrato in Italia nel 1920, si stabilì inizialmente tra Lombardia e Liguria, per poi trasferirsi in Toscana, in particolare a Viareggio, dove entrò in contatto con un vivace ambiente culturale e artistico. Qui proseguì la sua attività pittorica, partecipando a esposizioni e realizzando opere legate anche alla memoria della guerra e alla figura umana, oltre a interventi decorativi e affreschi.Negli anni Venti partecipò nuovamente alla Biennale di Venezia, confermando la continuità della sua ricerca artistica. La sua produzione matura si caratterizza per una sintesi tra esperienza accademica, sensibilità simbolista e attenzione alla rappresentazione del reale, maturata anche grazie all’esperienza internazionale.Federico Sartori morì a Milano nel 1938Federico Sartori è stato un pittore italiano nato a Milano il 19 ottobre 1865 e morto nella stessa città il 22 febbraio 1938. La sua figura si colloca tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in un percorso artistico che lo porta a svilupparsi tra Italia e Argentina, dove trascorse una parte fondamentale della sua carriera.Cresciuto in una famiglia di origini modeste, si avvicinò fin da giovane al disegno, iniziando come apprendista incisore. Successivamente entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove seguì i corsi di Raffaele Casnedi e venne a contatto con l’ambiente artistico milanese dell’epoca, segnato da figure come Bertini, Previati e Morbelli. Questa formazione gli fornì una solida base tecnica e lo introdusse ai principali fermenti della pittura lombarda di fine secolo.Spinto anche da necessità economiche, lasciò l’Italia in giovane età e si trasferì in Argentina, dove iniziò a lavorare presso il Museo de La Plata come disegnatore e pittore. In questo contesto si dedicò a illustrazioni scientifiche e lavori grafici, collaborando anche con istituzioni culturali e partecipando alla vita artistica locale. Successivamente si spostò a Buenos Aires, dove completò la sua formazione e si inserì nell’ambiente accademico e artistico della capitale, diventando insegnante all’Accademia Nazionale di Belle Arti e partecipando a diverse esposizioni di rilievo.Durante la sua permanenza sudamericana sviluppò una pittura caratterizzata inizialmente da influenze divisioniste e simboliste, con una particolare attenzione alla luce e alla resa atmosferica. Espose in importanti rassegne, tra cui l’Esposizione del Centenario di Buenos Aires del 1910, ottenendo riconoscimenti e medaglie, e consolidando la propria posizione nel panorama artistico argentino.Rientrato in Italia nel 1920, si stabilì inizialmente tra Lombardia e Liguria, per poi trasferirsi in Toscana, in particolare a Viareggio, dove entrò in contatto con un vivace ambiente culturale e artistico. Qui proseguì la sua attività pittorica, partecipando a esposizioni e realizzando opere legate anche alla memoria della guerra e alla figura umana, oltre a interventi decorativi e affreschi.Negli anni Venti partecipò nuovamente alla Biennale di Venezia, confermando la continuità della sua ricerca artistica. La sua produzione matura si caratterizza per una sintesi tra esperienza accademica, sensibilità simbolista e attenzione alla rappresentazione del reale, maturata anche grazie all’esperienza internazionale.Federico Sartori morì a Milano nel 1938.

  • Marco Calderini - "Antica strada Romana a Rapallo 1893"
    Lotto 38

    Marco Calderini
    Torino 1850 - 1941

    "Antica strada Romana a Rapallo 1893"
    Olio su tela cm 69x96,5 firmato in basso a sx M.Calderini

    - Marco Calderini è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 22 luglio 1850, da Michelangelo Calderini, corriere delle Regie Poste, e da Virginia Pernaud, di nazionalità francese, Calderini completò gli studi classici e si iscrisse alla facoltà di lettere presso l'università di Torino. Si diplomò inoltre insegnante di lingua francese nel 1867 e di storia e geografia per le scuole secondarie nel 1869. Indirizzato all'arte da alcuni amici, si iscrisse all'Accademia Albertina di Torino, dove dal 1867 al 1873 frequentò le lezioni di Enrico Gamba, Andrea Gastaldi e del romanticista Antonio Fontanesi, ottenendo una medaglia d'oro nel 1872 a conclusione del corso di paesaggio. Viene presto avviato alla riproduzione di soggetti dal vero dallo stesso Fontanesi, che lo accompagna a dipingere nelle campagne torinesi; a conclusione degli studi accademici, Calderini aprì uno studio con l'amico e collega Francesco Mosso.Si presentò alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Torino quasi ininterrottamente dal 1870, quando esordì con "Le rive del Po a Torino" e "Le statue solitarie", al 1898: nel 1871 "Sul giardino dei ripari" venne venduto al Principe di Savoia Carignano, nel 1873 "Giardino reale" venne acquistato dalla stessa Società Promotrice. All'Esposizione del 1880 presentò nove tele e si aggiudicò il premio della giuria per "Mattino di luglio", l'anno seguente venne premiato con una medaglia in bronzo all'Esposizione Colombiana di Genova. Nel 1883 ripresentò all'Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma "Le statue solitarie", che venne acquistato dal Governo per la neonata Galleria d'Arte Moderna e partecipò alla mostra di Nizza. L'anno successivo fu all'Esposizione Generale Italiana di Torino (nella quale fu membro del comitato di accettazione e allestimento) con diverse opere, fra le quali "Tristezza invernale", acquistata dal Governo e presentata anche all'Italian Exhibition di Earls Court del 1888, anno nel quale partecipò all'Esposizione Internazionale di Barcellona (ripetuta nel 1907, quando si aggiudicò un riconoscimento). La stessa opera venne premiata nel 1893 al Salon de Paris. Nel 1888 venne premiato con una medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Barcellona, nel 1889 fu presidente della sezione di pittura del circolo degli artisti di Torino, consigliere della Società Promotrice di Torino e venne premiato con diploma d'onore e stella d'oro all'Esposizione Internazionale di Colonia. Nel 1891 venne scelto dal ministro Pasquale Villari come membro della Commissione permanente di Belle Arti. Nel 1898 partecipò all'Esposizione di Torino con decine di opere, tra le quali "Piogge di Marzo", "Caduta delle foglie" e "Il giardino del palazzo Principe a Genova".Nel contempo, si dedicò con assiduità alla scrittura e alla critica d'arte, collaborando per numerose riviste come "L'Illustrazione Italiana", "La Rassegna nazionale" e la "Gazzetta letteraria di Torino"; nel 1884 pubblicò le "Memorie postume di F. Mosso, pittore", in seguito le monografie dedicate ad artisti contemporanei, come il maestro Antonio Fontanesi (1925), Giovanni Battista Quadrone, Alberto Pasini, lo scultore Vincenzo Vela e Carlo Marochetti (1928). Collaborò alla pubblicazione di tre volumi su Leonardo da Vinci, finanziata dal mecenate russo Fëdor Vasil'evič Sabašnikov, suo grande estimatore che lo volle come compagno per una serie di viaggi in Scozia e Irlanda e operò come consulente di importanti famiglie per l'allestimento delle proprie raccolte d'arte (Collezione Guagno Poma di Biella, Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dove non a caso è presente una ricca raccolta delle opere del maestro Fontanesi).Nel 1902 la Società Promotrice di Torino gli dedicò una mostra personale, l'anno dopo espose a Venezia "Estate di San Martino", presentata anche in due occasioni al Salon di Parigi. Sempre nel 1903 partecipò a Brera con "Sole e nebbie in montagna" (Valle d’Aosta) e "Pascoli abbandonati sotto il ghiacciaio del Ruitor", nel 1906 con "Boschetti in autunno", "Dopo la pioggia in montagna" e "Giornata chiara di novembre. Giardino Reale di Torino", nel 1907 con "Autunno in Val di Susa" e "Villa del 1700", nel 1911 con "Sera di novembre sul Po" e "Strada del Piccolo San Bernardo". Nel 1912 venne insignito del premio principe Umberto per il dipinto "Nell'alto Canavese. Prealpi di Piemonte", l'anno successivo fu all'Esposizione Belle Arti di Roma con "Sera di autunno" acquistata dal Comune di Roma, nel 1914 espose a Brera "Alpi e Morene di Valchiusella", l'anno successivo "Il monte Rosa veduto dalle basi del Gran Paradiso", nel 1918 "In Valtournanche" e "Dopo la pioggia. Lago Maggiore".Tra i suoi allievi, il figlio Luigi, nato dal matrimonio con Jeanne Bourgeois (come il primogenito Marco) e Camillo Cabutti.Morì a Torino il 26 febbraio 1941.

  • Ottavio Steffenini - "L'amore di una madre"
    Lotto 39

    Ottavio Steffenini
    Cuneo 1889 - Milano 1971

    "L'amore di una madre"
    Olio su tela cm 83x73 firmato in basso a sx Steffenini

    - Ottavio Steffenini è stato un pittore italiano nato a Cuneo l’8 agosto 1889 e morto a Milano nel 1971. La sua figura si inserisce nel panorama artistico del primo e medio Novecento italiano, con una produzione legata alla pittura figurativa e alla partecipazione attiva alle principali rassegne artistiche del suo tempo.Dopo aver interrotto gli studi classici, si avvicinò alla pittura frequentando l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove fu allievo prima di Gaudenzi e successivamente del pittore spagnolo Bermejo, nel cui studio completò parte della sua formazione. Questa esperienza romana fu fondamentale per consolidare le sue competenze tecniche e indirizzarlo verso una pittura di impianto solido, attenta alla figura e alla costruzione compositiva.Terminati gli studi, lasciò l’Italia ancora giovane e si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico internazionale. Nel 1912 si spostò in Spagna, dove ebbe modo di conoscere Sorolla, artista che influenzò la sua sensibilità luministica. Successivamente viaggiò tra Martinica e Venezuela, arricchendo ulteriormente la sua esperienza con contatti e suggestioni provenienti da contesti culturali diversi.Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno in Italia e si stabilì a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica matura. Qui iniziò a partecipare con regolarità alle principali esposizioni nazionali, ottenendo riconoscimenti e affermandosi nell’ambiente artistico milanese. Nel 1922 vinse il Premio Canonica alla Biennale di Venezia, segno del suo crescente prestigio.In questo periodo entrò anche in contatto con l’ambiente culturale milanese, diventando insegnante all’Accademia di Brera e contribuendo alla formazione di nuovi artisti. Sempre a Milano fu tra i fondatori del Premio Bagutta insieme a Riccardo Bacchelli, segno del suo coinvolgimento non solo nella pittura ma anche nella vita culturale della città.La sua produzione pittorica si caratterizza per una forte attenzione alla figura umana e per una ricerca che attraversa diverse fasi, influenzata dalle esperienze internazionali e dal confronto con le correnti del Novecento italiano. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui le Gallerie d’Arte Moderna di Milano.Ottavio Steffenini morì a Milano nel 1971Ottavio Steffenini è stato un pittore italiano nato a Cuneo l’8 agosto 1889 e morto a Milano nel 1971. La sua figura si inserisce nel panorama artistico del primo e medio Novecento italiano, con una produzione legata alla pittura figurativa e alla partecipazione attiva alle principali rassegne artistiche del suo tempo.Dopo aver interrotto gli studi classici, si avvicinò alla pittura frequentando l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove fu allievo prima di Gaudenzi e successivamente del pittore spagnolo Bermejo, nel cui studio completò parte della sua formazione. Questa esperienza romana fu fondamentale per consolidare le sue competenze tecniche e indirizzarlo verso una pittura di impianto solido, attenta alla figura e alla costruzione compositiva.Terminati gli studi, lasciò l’Italia ancora giovane e si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico internazionale. Nel 1912 si spostò in Spagna, dove ebbe modo di conoscere Sorolla, artista che influenzò la sua sensibilità luministica. Successivamente viaggiò tra Martinica e Venezuela, arricchendo ulteriormente la sua esperienza con contatti e suggestioni provenienti da contesti culturali diversi.Dopo la Prima guerra mondiale fece ritorno in Italia e si stabilì a Milano, città che divenne il centro della sua attività artistica matura. Qui iniziò a partecipare con regolarità alle principali esposizioni nazionali, ottenendo riconoscimenti e affermandosi nell’ambiente artistico milanese. Nel 1922 vinse il Premio Canonica alla Biennale di Venezia, segno del suo crescente prestigio.In questo periodo entrò anche in contatto con l’ambiente culturale milanese, diventando insegnante all’Accademia di Brera e contribuendo alla formazione di nuovi artisti. Sempre a Milano fu tra i fondatori del Premio Bagutta insieme a Riccardo Bacchelli, segno del suo coinvolgimento non solo nella pittura ma anche nella vita culturale della città.La sua produzione pittorica si caratterizza per una forte attenzione alla figura umana e per una ricerca che attraversa diverse fasi, influenzata dalle esperienze internazionali e dal confronto con le correnti del Novecento italiano. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui le Gallerie d’Arte Moderna di Milano.Ottavio Steffenini morì a Milano nel 1971.

  • Alessandro Lupo - "La piccola gressonara"
    Lotto 40

    Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953

    "La piccola gressonara"
    Olio su tavola cm 35x35 firmato in basso a dx A.Lupo

    - Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

  • Alessandro Lupo - "Tramonto a Plateau Rosa"
    Lotto 41

    Alessandro Lupo
    Torino 1876 - 1953

    "Tramonto a Plateau Rosa"
    Olio su cartone cm 30x35 firmato in basso a sx A.Lupo

    - Alessandro Lupo è stato un noto esponente del naturalismo piemontese durante la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La sua formazione artistica è stata influenzata in modo significativo dalla guida di Vittorio Cavalleri, un maestro di grande rilievo nell'ambito artistico dell'epoca.Il suo debutto ufficiale avviene nel 1901 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, presentando tre studi condotti dal vero. Questo evento segna l'inizio della sua costante partecipazione alle principali mostre d'arte a livello nazionale. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera, Lupo è spesso criticato per ciò che alcuni considerano un'eccessiva aderenza ai modelli insegnatigli dal suo maestro, Vittorio Cavalleri.Nonostante le prime opere siano state incentrate principalmente su paesaggi realizzati en plein air, nel corso degli anni Lupo inizia a diversificare i suoi soggetti artistici, fino a specializzarsi come animalista e autore di scene di mercato a partire dagli anni Venti.Un momento significativo nella carriera di Alessandro Lupo è stato nel 1921, quando ha allestito una mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano. Questo evento ha segnato l'inizio di una crescente attenzione critica ed espositiva nei confronti dell'artista. Tuttavia, questa fase positiva è stata bruscamente interrotta dall'esclusione di Lupo dalla Biennale di Venezia nel 1928.Nonostante le critiche sul suo stile artistico, la piacevolezza dei soggetti da lui rappresentati e il suo gusto che sembrava attardato nei confronti dei canoni artistici ottocenteschi gli hanno garantito un successo costante sul mercato dell'arte. La sua opera ha continuato ad essere apprezzata e ricercata dai collezionisti nel corso degli anni, contribuendo così a preservare il suo lascito artistico nel panorama artistico italiano.

  • Gennaro Villani - "Il pittore"
    Lotto 42

    Gennaro Villani
    Napoli 1885 - Milano 1948

    "Il pittore"
    Olio su cartone cm 33x35,5 firmato in basso a dx G.Villani

    - Gennaro Villani è stato un pittore italiano nato a Napoli il 4 ottobre 1885 e morto nella stessa città il 25 dicembre 1948. È considerato una delle figure più significative del Novecento napoletano, interprete di una pittura capace di coniugare osservazione del vero, sensibilità luministica e intensa partecipazione emotiva alla realtà rappresentata.Si formò all’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Michele Cammarano, maestro che gli trasmise una solida impostazione disegnativa e un rigoroso studio del vero, fondato su un impianto chiaroscurale di forte struttura. In ambito accademico entrò inoltre in contatto con Gaetano Esposito e altri artisti della scena napoletana, sviluppando una sensibilità pittorica attenta sia alla costruzione formale sia alla resa atmosferica.Fin dagli esordi partecipò alle principali esposizioni artistiche, esordendo nel 1904 alle Promotrici napoletane e proseguendo poi con una presenza costante nelle rassegne italiane e internazionali. La sua carriera si sviluppò tra Italia e Francia, con un soggiorno parigino tra il 1912 e il 1914 che ebbe un ruolo decisivo nella sua evoluzione stilistica. In questo periodo entrò in contatto con le esperienze dell’impressionismo e delle avanguardie francesi, che contribuirono ad ampliare la sua tavolozza e a rendere più libera la sua espressione cromatica.Nella fase iniziale della sua attività la pittura di Villani è caratterizzata da toni più scuri e da una forte attenzione al dato sociale e umano, mentre l’esperienza francese segna una progressiva apertura verso una maggiore luminosità e una rappresentazione più lirica del paesaggio e della vita quotidiana. Nei suoi dipinti ricorrono spesso scene marine, vedute della costa e momenti di vita popolare, resi con una sensibilità poetica e una particolare attenzione agli effetti della luce.Nel corso degli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, consolidando la sua reputazione artistica e ottenendo riconoscimenti in diverse sedi europee e americane. Insegnò inoltre presso accademie di belle arti, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti e mantenendo un ruolo attivo nella vita culturale del suo tempo.Negli anni Trenta la sua pittura subì un’ulteriore evoluzione, avvicinandosi alle ricerche del Novecento italiano e a una maggiore solidità formale, pur senza abbandonare la sua originaria sensibilità luministica. Negli ultimi anni tornò a una maggiore libertà cromatica, chiudendo un percorso artistico coerente ma ricco di trasformazioni.Gennaro Villani morì a Napoli nel 1948Gennaro Villani è stato un pittore italiano nato a Napoli il 4 ottobre 1885 e morto nella stessa città il 25 dicembre 1948. È considerato una delle figure più significative del Novecento napoletano, interprete di una pittura capace di coniugare osservazione del vero, sensibilità luministica e intensa partecipazione emotiva alla realtà rappresentata.Si formò all’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Michele Cammarano, maestro che gli trasmise una solida impostazione disegnativa e un rigoroso studio del vero, fondato su un impianto chiaroscurale di forte struttura. In ambito accademico entrò inoltre in contatto con Gaetano Esposito e altri artisti della scena napoletana, sviluppando una sensibilità pittorica attenta sia alla costruzione formale sia alla resa atmosferica.Fin dagli esordi partecipò alle principali esposizioni artistiche, esordendo nel 1904 alle Promotrici napoletane e proseguendo poi con una presenza costante nelle rassegne italiane e internazionali. La sua carriera si sviluppò tra Italia e Francia, con un soggiorno parigino tra il 1912 e il 1914 che ebbe un ruolo decisivo nella sua evoluzione stilistica. In questo periodo entrò in contatto con le esperienze dell’impressionismo e delle avanguardie francesi, che contribuirono ad ampliare la sua tavolozza e a rendere più libera la sua espressione cromatica.Nella fase iniziale della sua attività la pittura di Villani è caratterizzata da toni più scuri e da una forte attenzione al dato sociale e umano, mentre l’esperienza francese segna una progressiva apertura verso una maggiore luminosità e una rappresentazione più lirica del paesaggio e della vita quotidiana. Nei suoi dipinti ricorrono spesso scene marine, vedute della costa e momenti di vita popolare, resi con una sensibilità poetica e una particolare attenzione agli effetti della luce.Nel corso degli anni successivi partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, consolidando la sua reputazione artistica e ottenendo riconoscimenti in diverse sedi europee e americane. Insegnò inoltre presso accademie di belle arti, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti e mantenendo un ruolo attivo nella vita culturale del suo tempo.Negli anni Trenta la sua pittura subì un’ulteriore evoluzione, avvicinandosi alle ricerche del Novecento italiano e a una maggiore solidità formale, pur senza abbandonare la sua originaria sensibilità luministica. Negli ultimi anni tornò a una maggiore libertà cromatica, chiudendo un percorso artistico coerente ma ricco di trasformazioni.Gennaro Villani morì a Napoli nel 1948.

  • Augusto Rey - "Lungo la sponda"
    Lotto 43

    Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898

    "Lungo la sponda"
    Olio su tavola cm 21x31 firmato in basso a dx A.Rey

    - Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti. Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.Museo Civico Giovanni Fattori - LivornoAugusto Rey morì nel 1898.

  • Augusto Rey - "Bassa marea"
    Lotto 44

    Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898

    "Bassa marea"
    Olio su tavola cm 20x32 firmato in basso a sx A.Rey

    - Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti. Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.Museo Civico Giovanni Fattori - LivornoAugusto Rey morì nel 1898.

  • Augusto Rey - "Sotto i cipressi"
    Lotto 45

    Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898

    "Sotto i cipressi"
    Olio su tavola cm 31x22 firmato in basso a dx A.Rey

    - Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti. Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.Museo Civico Giovanni Fattori - LivornoAugusto Rey morì nel 1898.

  • Ziggurat
    Lotto 154

    JOE TILSON (Londra, 1928 - 2023, )
    Ziggurat 1975
    opera multipla lito-serigrafica + tecnica mista es. 71/100 cm. 90x63x4,8
    firma e tiratura su etichetta Prearo editore al retro



  • Green in the sky
    Lotto 155

    MAURIZIO GALIMBERTI (Meda, 1956 - )
    Green in the sky (2010)
    stampa lamba sotto plexiglass es. 1/5 cm. 100x83

    autentica dell'Autore su certificato di autenticità a cura dell'Archivio Nordest Seregno con relativo nr. di rep. su foto e etichetta al retro 


    W. Guadagnini, "Maurizio Galimberti Berlino" Silvana Editoriale 2011 pag. 218

  • Pitagora
    Lotto 156

    EMILIO ISGRO' (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937 - )
    Pitagora 2007
    multiplo (intervento su libro) entro teca in plexiglass es. 15/30 cm. 52x41
    firma e tiratura al retro su etichetta edizioni Seri-Arte
    certificato di autenticità a cura delle edizioni Seri-Arte Bergamo

    Telemarket Roncadelle
    collezione privata

  • Cromo-vibrazione-luce:nero-bianco
    Lotto 157

    ENNIO FINZI (Venezia, 1931 - 2024)
    Cromo-vibrazione-luce:nero-bianco 1975
    acrilici su tela cm. 65x65
    firma data e titolo al retro
    acquisito dall'attuale proprietario direttamente dall'Artista

  • Teatrino
    Lotto 158

    BEN ORMENESE (Pordenone 1931, - )
    Teatrino 2005
    acrilici, tecnica mista e plastiche su tavola cm. 95x89
    certificato di autenticità a cura dell'Archivio Ben Ormenese con relativo nr. di rep. su foto
    Milano, Palazzo del Senato gennaio/febbraio 2006 con relativa pubblicazione sul catalogo "Teatrini e......altre apparizioni" a cura di G. Barbero e L. Conti, Verso l'Arte edizioni pag. 87 
    Roma, "Musei di San Salvatore in Lauro giugno/luglio 2006 con relativa pubblicazione sul catalogo "Ben Ormenese opere 1960-2006" a cura di G. Granzotto edizioni il Cigno GG pag. 87 
    Sacile, Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia maggio/settembre 2009 con relativa pubblicazione sul catalogo "Ben Ormenese per un instabile equilibrio" a cura di G. Granzotto e L. Conti, Verso l'Arte edizioni pag. 86


  • Passaggio
    Lotto 159

    MAURO CAPPELLETTI (Trento, 1948 - )
    Passaggio
    olio su tela cm. 100x60
    firma lungo il bordo, titolo e timbro dell'Archivio Cappelletti al retro 



  • Invito al viaggio
    Lotto 160

    UMBERTO BUSCIONI (Pistoia, 1931 - Pistoia, 2019)
    Invito al viaggio 1971
    tecnica mista su tela cm. 85x65
    firma data e titolo al retro
    Firenze, Galleria Flori - timbro al retro

  • senza titolo
    Lotto 161

    CARLO CIUSSI (Udine, 1930 - 2012)
    senza titolo (anni '70)
    olio su tavola cm. 50x50
    dedica ad personam al retro



  • La visione
    Lotto 162

    MASUDA HIROMI (Kanagawa (Giappone), 1942 - )
    La visione 1973
    acrilici su tela cm. 100x100
    firma data e titolo al retro
    Galleria d'Arte Fumagalli Bergamo - etichetta e timbro al retro
    collezione privata

  • I versi del colore
    Lotto 163

    ENNIO FINZI (Venezia, 1931 - 2024)
    I versi del colore 1997
    olio su cartoncino cm. 70x50
    firma in basso a destra
    Luca Massimo Barbero "Ennio Finzi, i versi del colore" edizioni Fidesarte 1997 tav. 40

Lotti dal 356305 al 356328 di 1313009
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