Tavolo in legno con piano quadrato, bordi modanati e fregio sopra supporti sagomati con traverse. Poggia su quattro piedi quadrati a forma si picca.
Collezione privata di Mario Prodan (Istanbul 1911-Roma 1992)
Tavolo in legno con piano quadrato, bordi modanati e fregio sopra supporti sagomati con traverse. Poggia su quattro piedi quadrati a forma si picca.
Collezione privata di Mario Prodan (Istanbul 1911-Roma 1992)
Panchetta intagliata con la stella rossa, uno dei più rappresentativi simboli dell’iconografia maoista del periodo. Cina, Mongolia interna, periodo della Rivoluzione Culturale.
Tavolo rettangolare con elegante traverse.
Piccolo tavolo Kang in legno.
Collezione privata di Mario Prodan (Istanbul 1911-Roma 1992)
Una rara libreria aperta della Provincia dello Jiangsu in legno di Jumu disproporzioni rimarchevoli. La parte frontale degli elementi strutturali è arricchita da una semplice modanatura sullo spigolo che crea una forma distinta sul profilo. I pannelli degli scaffali sono anch'essi in Jumu e lo scaffale centrale incorpora due cassetti con maniglie pendente. La superficie conserva una buona patina ed un ricco colore dei toni del miele associati ad un Jumu di qualità.La parte superiore ha grembiuli e profili, ma il pezzo è scevro da inutile barra lasciando solo linee aperte che sono più gradevoli all'occhio.
Un elegante tavolo per dipinti della provincia dello Shanxi in legno di olmo "Yu Mu".
Tavolo con struttura antica con piano in bambù pressato moderno.
Rara coppia di mobili di design cinesi con decori di monumenti e pagode della Cina imperiale con insolita raffigurazione di numerosi simboli dell’iconografia maoista. Due guardie rosse affacciate al balcone della pagoda stringono tra le mani il libretto rosso circondati dai raggi del sole rosso che “illumina il popolo”, il progresso industriale viene rappresentato con le macchine e gli autobus sfreccianti su i ponti ed una nave a vapore nell’ acqua. La campagna politica di questa epoca guidata da Mao Zedong mirava a trasformare la “vecchia cultura” per affermare quella nuova. Questo ha avuto un forte impatto sulla produzione di oggetti d’arte, come in questo caso sui mobili.
Elegante porta pennelli (bitong) in legno scuro, con tre piedini di appoggio e tappo in legno per il foro al centro della base.
Coppia di elementi ornamentali in legno per mobilio decorati con figure a leggero rilievo e dipinti: sul retro, timbro in cera jianding e vecchia etichetta scritta in cinese.
Negli anni '80 e ’90 gli oggetti antichi esportati dalla Cina erano soggetti a un timbro o sigillo da parte delle autorità cinesi. Questo timbro, noto come jianding检定, era un sigillo di ispezione che indicava che l'oggetto era stato approvato per l'esportazione ed era uscito legalmente dalla Cina. Questa pratica era parte degli sforzi del governo cinese per controllare l'esportazione del patrimonio culturale e tutelare le opere di valore.
Dipinto policromo su vetro eseguito con la tecnica della “pittura inversa” e raffigurante due personaggi, uno a cavallo, entro cornice di legno originale.
Dipinto su vetro rovesciato con cornice raffigurante figure in un paesaggio tradizionale.
Bel paravento pieghevole a quattro pannelli in lacca Coromandel decorati su entrambi lati con scene di personaggi impegnati in varie attività all'interno di contesto paesaggistico e scene di corte.
GU JIANLONG, attribuito
(1606-1687)
Scena di corte
Inchiostro e colori su seta, 156,5 x 505 cm
Firmato nell'angolo inferiore sinistro.
Provenienza: collezione privata italiana.
Il monumentale dipinto consiste di dodici pannelli separati, ognuno con cornice in metallo sui lati superiore e inferiore, e vetri protettivo.
Descrive una scena ambientata all'interno del cortile di un palazzo aristocratico, affollata di numerosi personaggi, tra dame, aristocratici, militari e divinità.
Tra i padiglioni si distingue quello al centro della composizione, per la presenza dell'imperatore e l'imperatrice.
Nato nell'attuale provincia dello Jiangsu, Gu Jianlong dipinse nello stile di Qui Ying (circa 1495-1552), realizzando opere con figure e di tema storico. Noto per la sua abilità nel copiare i maestri del passato, fu attivo come pittore di corte per l'imperatore Kangxi.
Si tratta probabilmente della consorte di Xu Guangqi. Xu Guangqi è il discepolo e amico di Matteo Ricci, uomo di cultura e dai molteplici interessi, funzionario imperiale giunto fino ai più alti gradi della carriera, fedele fervente.
Si tratta probabilmente di Xu Guangqi (1562-1633). Xu Guangqi è il discepolo e amico di Matteo Ricci, uomo di cultura e dai molteplici interessi, funzionario imperiale giunto fino ai più alti gradi della carriera, fedele fervente. Egli è considerato la "maggiore colonna" della nascente comunità cristiana nella Cina alla fine dell'epoca Ming.
Coppia di pannelli dipinti su seta con scene di famiglia in una cornice naturalistica fatta di paesaggi con fiumi, alberi e piante fioriti. Inchiostro, china ed acquarello su seta su carta di riso.
閻羅王, Yánluó Wáng Yen-lo-wang, lett. "il re Yanluo" è un dio cinese d'origine buddista.
La sua origine è probabilmente una derivazione della divinità induista Yama, citata per la prima volta nei Veda Dio della morte che regna sia sul paradiso che sull'inferno, chiamato Nakara e situato sottoterra a Sud del nostro mondo.
Dipinto ad inchiostro e colore su carta raffigurante uomo con consorti.
Coppia di dipinti ad inchiostro e colore su carta raffiguranti un funzionario cinese di alto rango e consorte.
Dipinto raffigurante alto dignitario con membri della famiglia.
Il dipinto rappresenta la virtù filiale, valore importante nella visione piramidale confuciana cinese. Il figlio della famiglia è al centro del dipinto, inginocchiato davanti all'altare ad onorare il culto degli antenati legato alla cerimonia di nuovo anno cinese. Possiamo vedere al centro, l’immagine del cane che indica l’anno zodiacale a cui corrisponde il periodo. In basso, la porta centrale della ricca ed importante casa familiare si apre sulla scena tradizionale di festività di nuovo anno.
Thanka su tela raffigurante Guru Nyima Ozer, una dalle otto manifestazione di Guru Rinpoche.
Thanka su seta raffigurante Mandala.