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  • Luigi Serena (1855 - 1911)
La madre del pittore, 1903
    Lotto 133

    Luigi Serena (1855 - 1911)
    La madre del pittore, 1903
    Olio su tela
    115 x 74,5 cm

    Firma: “L Serena” al recto
    Data: “1903” al recto
    Altre iscrizioni: “Treviso” al recto

    Provenienza: Franco Semenzato, Venezia (11.05.2002, l.252, € 2.550 ca); Veneto Banca SpA in LCA

    Bibliografia: O. Stefani, a cura di, "Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, p. 124, ill. 88

    Stato di conservazione. Supporto: 95% (telaio non originale)
    Stato di conservazione. Superficie: 90% (cadute di colore alle estremità)

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    Luigi Serena, pittore d'elezione della borghesia trevigiana a cavallo tra '800 e '900, non ebbe allievi diretti, ma fu ammirato dagli artisti più giovani per il suo spirito bohémien e antiborghese, anche quale riferimento morale, diventando una pietra miliare nell'orizzonte artistico della Marca. Saranno proprio gli artisti dell'avanguardia, in testa Arturo Martini, a promuovere la mostra postuma di Serena poco dopo la sua morte nel 1911. Pur operando prevalentemente in provincia, l'artista partecipò con successo alle più importanti esposizioni del tempo: a Venezia (1881), Milano (1883), Torino (1884), Firenze (1886), Parigi (1888) e Monaco (1890). Fu tra gli invitati alla Biennale veneziana del 1897 (Eugenio Manzato, "Treviso", in "La Pittura in Italia. L'Ottocento", Milano, 1990, p. 213).
    L'opera, in tela originale, è data in bibliografia al 1879 (O. Stefani, a cura di, "Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, p. 124, ill. 88), ma è datata dall'artista "1903".

  • Salvador Dalí (1904 - 1989)
Dahlia Rapax
    Lotto 135

    Salvador Dalí (1904 - 1989)
    Dahlia Rapax
    Litografia goffrata su carta
    74,5 x 53,5 cm (luce)

    Firma: “Dalí” a matita al recto
    Altre iscrizioni: tiratura “138/350” a matita al recto; “Dahlia rapax” in lastra
    Elementi distintivi: al recto, timbro Edizioni Eldec Roma; sul verso, etichetta anonima con dati dell'opera; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


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  • Paolo da San Lorenzo (1935)
Fiori, 1993
    Lotto 137

    Paolo da San Lorenzo (1935)
    Fiori, 1993
    Olio su carta
    76 x 56 cm

    Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
    Elementi distintivi: etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimento di inventario e altra etichetta anonima; inoltre etichetta di corniceria

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista con titolo e data

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 90%


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  • Helidon Xhixha (1970)
Bagnanti in tre colori
    Lotto 138

    Helidon Xhixha (1970)
    Bagnanti in tre colori
    scultura
    117,7 x 117,7 x 26 cm

    Firma: “ilirjan” a pennarello su campo rosso
    Data: “10” a pennarello su campo rosso

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 90% (danni minori da urto e da sfregamento)

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    È possibile che l'opera sia stata elaborata da Helidon Xhixha su disegno o in collaborazione con il fratello Ilirjan (1964), anch'egli artista di fama.

  • Ivo Pannaggi (1901 - 1981)
Scomposizione di bottiglia
    Lotto 139

    Ivo Pannaggi (1901 - 1981)
    Scomposizione di bottiglia
    Litografia su carta
    56,4 x 42 cm (luce)

    Firma: al recto, “Ivo Pannaggi”
    Altre iscrizioni: tiratura “26/100” a matita al recto
    Elementi distintivi: etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; etichetta anonima con dati dell'opera

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: Stato di conservazione. Supporto:95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


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  • Paolo da San Lorenzo (1935)
Informale, 1993
    Lotto 141

    Paolo da San Lorenzo (1935)
    Informale, 1993
    Olio e tempera su carta
    56,2 x 75,2 cm (luce)

    Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista con titolo e data

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


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  • Luigi Rincicotti (1941 - 2024)
Finestra sul mondo
    Lotto 142

    Luigi Rincicotti (1941 - 2024)
    Finestra sul mondo
    Tempera, acrilico e olio su cartone, 1984
    69 x 48,7 cm

    Firma: al recto, “L. Rincicotti”
    Data: al recto, “1984”
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta anonima con dati dell'opera; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    Luigi Rincicotti, nativo di Fano, si trasferisce a Venezia nel 1959 e dunque a Musestre, nel Trevigiano, nel 1973. De Chirico, Carena, Guidi, Saetti, Scanavino sono gli artisti con i quali maggiormente si confronta nel suo periodo formativo, fino a intraprendere una autonoma via tra attenzione, anche cruda, al dettaglio e composizione surreale. Per un approfondimento bibliografico: Silvio Castro, a cura di, "Rincicotti", Colognola ai Colli, 1983, con contributi di Maurizio Calvesi, Enzo Carli, Giorgio Di Genova, Carlo Munari, Mario Penelope, Franco Solmi e Marcello Venturoli.

  • Josè Guevara (1926 - 2010)
Natura morta, 1990
    Lotto 143

    Josè Guevara (1926 - 2010)
    Natura morta, 1990
    Olio su masonite
    80 x 100 cm

    Firma: “Guevara” al recto e al verso
    Data: sul verso, “1990”
    Altre iscrizioni: sul verso, autentica dell'artista con dati relativi all'opera
    Elementi distintivi: etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; etichetta anonima con dati dell'opera; etichette con numeri 37 e 38

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

  • Bruno Cassinari (1912 - 1992)
Composizione, 1963
    Lotto 144

    Bruno Cassinari (1912 - 1992)
    Composizione, 1963
    Olio su tela
    65,5 x 100,3 cm

    Firma: "Cassinari" al recto e al verso
    Data: "63" al verso
    Altre iscrizioni: firme apposte su tre timbri per garanzia della autenticità
    Elementi distintivi: sul verso, lacerto di etichetta di esposizione o provenienza e tre timbri non leggibili di analogo significato; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; tre etichette analoghe anonime; una etichetta con dati dell'opera.

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 90%
    Stato di conservazione. Superficie: 90%


    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

  • Elio Ciol (1929), da
Alla sera in un pioppeto, San Vito al Tagliamento, giugno 2001
    Lotto 145

    Elio Ciol (1929), da
    Alla sera in un pioppeto, San Vito al Tagliamento, giugno 2001
    Stampa offset su carta
    35 x 50,8 cm (luce)

    Altre iscrizioni: titolo in lastra al recto

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    Foglio da un calendario realizzato da Veneto Banca per celebrare l’opera fotografica di Ciol. Bibliografia di riferimento: Aa. Vv., "Elio Ciol. Ascoltare la luce / Listen to the light", Sottomarina di Chioggia - Venezia, 2003

  • Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Paesaggio lungo ai Murazzi. Malamocco, 1974
    Lotto 146

    Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
    Paesaggio lungo ai Murazzi. Malamocco, 1974
    Acquaforte su carta
    19 x 39 cm (lastra)

    Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita e in lastra
    Data: “1974” in lastra
    Altre iscrizioni: “VI/XX p. d’a.”, “Paesaggio lungo i Muracci in Malamocco” al recto a matita; “Paesaggio lungo ai Murazzi. Malamocco” in lastra

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

  • Ottorino Stefani (1928 - 2016)
Paesaggio con case, 1987
    Lotto 147

    Ottorino Stefani (1928 - 2016)
    Paesaggio con case, 1987
    Affresco su tavola
    211 x 251,5 cm

    Firma: “Stefani” al recto
    Data: “‘87” al recto

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    Nativo di Volpago del Montello, Stefani ha vissuto gran parte della sua vita a Montebelluna. Legato a personalità della cultura locale come Orazio Celeghin e Manlio Dazzi, frequentò l’Accademia di Belle Arti e la Facoltà di Architettura di Venezia, avvicinandosi alla lezione di Bruno Zevi e Carlo Scarpa. Si laureò nel 1978 con una tesi su Antonio Canova, autore cui dedicò importanti studi, così come a Noè Bordignon, Luigi Serena, Luigi Bianchi Barriviera e Renzo Biasion. Per trent’anni insegnò disegno e storia dell’arte presso l’Istituto Magistrale di Montebelluna, dedicandosi costantemente alla pittura. A Ottorino Stefani si devono anche numerose raccolte poetiche ed il saggio "Itinerari autobiografici". Bibliografia di confronto: Marco Goldin e Alberico Sala, a cura di, "Ottorino Stefani", Cornuda, 1989.

  • Paolo da San Lorenzo (1935)
Landscape, 2005
    Lotto 148

    Paolo da San Lorenzo (1935)
    Landscape, 2005
    Olio su tela
    60 x 80 cm

    Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
    Elementi distintivi: etichetta anonima con riferimento inventariale al verso

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Certificati: certificato dell’artista con titolo e data

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Livio Ceschin (1962)
Estate in pineta
    Lotto 149

    Livio Ceschin (1962)
    Estate in pineta
    Acquaforte e puntasecca su carta
    27 x 72 cm (lastra)

    Firma: illeggibile al recto a matita
    Data: “97” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “43/60”, “Estate in pineta” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta di Veneto Banca con riferimenti di inventario

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


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  • Francesco Sartorelli (1856 - 1939)
Il Piave
    Lotto 150

    Francesco Sartorelli (1856 - 1939)
    Il Piave
    Olio su tela
    120 x 180 cm

    Firma: "F. Sartorelli" al recto
    Data: "1911" (?) al recto

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 80% (reintelo)
    Stato di conservazione. Superficie: 85%


    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

  • Raul Bartoli (1910 - 1994)
Paesaggio
    Lotto 151

    Raul Bartoli (1910 - 1994)
    Paesaggio
    Olio su masonite
    38,5 x 48 cm (luce)

    Firma: “R. Bartoli” al recto

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

  • Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Notturno, 1967
    Lotto 152

    Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
    Notturno, 1967
    Sanguigna su carta nera
    49 x 66,5 cm

    Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto
    Data: “16 agosto 1967” al recto

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


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  • Anna Laurenzi (XX secolo)
Paesaggio marchigiano
    Lotto 153

    Anna Laurenzi (XX secolo)
    Paesaggio marchigiano
    Olio su carta applicata su tela applicata su tavola
    87,7 x 87,5 cm

    Firma: al recto, “Anna Laurenzi”
    Altre iscrizioni: sul verso, nome e indirizzo dell’artista; “titolo ‘Paesaggio marchigiano”
    Elementi distintivi: sul verso, timbro “XX Concorso pittura estemporanea Gentile da Fabriano"

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Esposizioni: XX Concorso pittura estemporanea Gentile da Fabriano, 1993

    Stato di conservazione. Supporto: 90%
    Stato di conservazione. Superficie: 90%


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  • Claude Gellée, detto le Lorrain (1600 - 1682), da
Scena pastorale, 1774
    Lotto 154

    Claude Gellée, detto le Lorrain (1600 - 1682), da
    Scena pastorale, 1774
    Mezzotinto in seppia su carta
    21,9 x 26,8 cm (luce)

    Altre iscrizioni: "Claude Le Lorrain" (disegnatore); "R. Earlom" (incisore) con indicazione della serie, in lastra
    Elementi distintivi: al verso etichetta anonima con riferimento inventariale

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 80% (ondulature)
    Stato di conservazione. Superficie: 70% (fioriture)

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    Pubblicato il 1 novembre 1774 dal celebre editore John Boydell (1720-1804), Cheapside, fu inciso da Richard Earlom (1743-1822) da uno schizzo dall'esemplare del 'Liber Veritatis' di Claude Lorrain conservato nella collezione del Duca di Devonshire a Chatsworth. Claude, prolifico e apprezzato paesaggista, subì falsificazioni delle sue opere già in vita, che fronteggiò realizzando sei album di schizzi acquarellati dei suoi lavori, indicando per ogni opera il nome del proprietario sul verso dello schizzo. Il 'Liber Veritatis' fu poi distribuito in Europa in modo da consentire l'autenticazione dei suoi dipinti genuini. L'esemplare di Chatsworth del 'Liber Veritatis' contiene 200 disegni, inclusi il ritratto di Claude in frontespizio e cinque disegni non relazionati ad opere. Su commissione di John Boydell, Richard Earlom incise l'intero album tra il 1774 il 1777. L'opera venne pubblicata in due volumi, ognuno contenente 100 stampe, con numerazione 1-200. Un terzo volume, anch'esso di 100 stampe, fu pubblicato da Boydell nel 1819, con una numerazione apposita, con mezzotinti che Earlom trasse da disegni di Claude in varie collezioni.
    Il foglio in esame è il numero 52 del primo volume.

  • Otello Rosa (1920 - 2007)
Montebelluna nostalgia, 2000
    Lotto 155

    Otello Rosa (1920 - 2007)
    Montebelluna nostalgia, 2000
    Acquerello, matita, inchiostro su carta
    47,8 x 68,5 cm (luce)

    Firma: “O. Rosa” al recto; “Otello Rosa” sul verso
    Data: “2000” al recto e sul verso
    Altre iscrizioni: “Montebelluna nostalgia”, “n. 897” e indirizzo dell’artista sul verso
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Veneto Banca con riferimenti di inventario; timbro della Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna

    Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

  • Paolo da San Lorenzo (1935)
Lui e lei (landscape), 2006
    Lotto 157

    Paolo da San Lorenzo (1935)
    Lui e lei (landscape), 2006
    Olio su tela
    70,4 x 49,5 cm

    Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
    Elementi distintivi: una etichetta anonima con numero di inventario ed una seconda etichetta con riferimento alla corniceria

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista con titolo e data

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

  • Mikail Ciomakov (1900 - 1999)
Donna che suona, 1991
    Lotto 160

    Mikail Ciomakov (1900 - 1999)
    Donna che suona, 1991
    Olio su masonite
    58,2 x 49 cm (luce)

    Firma: al recto e sul verso, “М Чомаков”
    Data: al recto, “1991”
    Altre iscrizioni: titolo dell'opera in caratteri cirillici, al verso
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta anonima con dati dell'opera; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    Pittore, e oggi accademico, bulgaro, Mikail Chomakov (in cirillico, Михаил Чомаков) emigrò in Italia nei primi anni '90, divenendo un autore di punta della Galleria Sterling, con attività prima a Roma e poi ad Ancona, per rientrare in Bulgaria alla fine del decennio ed interessarsi prevalentemente a problematiche teoriche, come l'origine e le caratteristiche della creatività.

  • Ibrahim Kodra (1918 - 2006)
Battaglia
    Lotto 161

    Ibrahim Kodra (1918 - 2006)
    Battaglia
    Matita, tempera, carboncino e pastelli su carta
    69 x 99 cm (luce)

    Firma: al recto, “Ibrahim Kodra”
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta anonima con dati dell'opera; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

  • Willem van Herp (1614 ca. - 1677), bottega di
Allegoria dei Cinque Sensi
    Lotto 162

    Willem van Herp (1614 ca. - 1677), bottega di
    Allegoria dei Cinque Sensi
    Olio su tela
    120 x 169 x 5 cm

    Elementi distintivi: al verso, sul telaio, scritta a gessetto scuro "4081" e etichetta recente "WILLEM VAN HERP", con dati dell'opera e valore "€ 85.000"; altre tre etichette recenti, di cui due con riferimenti di inventario; residui di colla di una ulteriore etichetta

    Provenienza: collezione privata; Semenzato, Venezia, 02.12.2001, l. 25 (con stima Lire 220.000.000-260.000.000); Finarte, Roma, 27.10.2004, l. 149 (con stima: € 70.000-80.000)

    Bibliografia: Jahel Sanzsalazar, "Dissertation on Willem van Herp", s.d. (come copia n. 2 dal dipinto conservato presso il Franz Mayer Museum, Città del Messico)
    Certificati: scheda critica di Mario Scippa del 16 dicembre 2024 (come attribuito a van Herp), in copia digitale

    Stato di conservazione. Supporto: 80% (reintelo e telaio sostituito)
    Stato di conservazione. Superficie: 60% (cadute di colore, integrazioni e presenza di vernice opacizzante)

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    Willem van Herp, prolifico pittore barocco fiammingo, si distinse per le sue scene religiose, mitologiche e di genere, non di rado realizzate su rame e su tavola e destinate al mercato internazionale. Formatosi tra il 1625 e il 1629 con Damiaan Wortelmans II e Hans Biermans, è registrato come artista indipendente nella Gilda di San Luca di Anversa all’inizio del 1637. Pur non essendo stato allievo di Rubens, Van Herp riprese molti motivi rubensiani e fu impiegato da Matthijs Musson per ritoccare copie commissionate da Rubens, contribuendo alla diffusione dello stile barocco fiammingo. La sua produzione è molto ampia, quasi industriale, con numerose repliche autografe o di bottega, destinate principalmente alla Spagna. Tra esse, le opere in rame, predilette per la loro durata e brillantezza, ebbero grande successo anche nei territori spagnoli d’oltreoceano.
    Lo stile di Van Herp è caratterizzato da una figurazione espressiva e manierata, spesso influenzata non solo da Rubens ma anche da Anthony van Dyck, Jacob Jordaens, Gerard Seghers, Jan Boeckhorst, Hendrick van Balen, Erasmus Quellinus il Giovane, Gaspar de Crayer and Artus Wolffort, nonché da maestri italiani come Raffaello e Guido Reni, di cui eseguiva copie e pastiches.
    La tela in esame raffigura uno dei suoi soggetti più fortunati, la “Allegoria dei cinque sensi”, qui tradotta in una vivace scena di osteria. Ogni personaggio, o gruppo di figure, incarna uno dei sensi: gli scambi di sguardi alludono alla vista; l’uomo che tira la veste alla cameriera e la coppia sullo sfondo al tatto; il cane a sinistra all’olfatto; i commensali alla tavola al gusto; il bambino che richiama l’attenzione dell’adulto all’udito. La composizione, estremamente riuscita nel suo impianto teatrale, si inserisce nella tradizione secentesca dell’ambientazione in interno, testimoniata, ad esempio, anche da Gregorio e Mattia Preti nella tela di analogo soggetto conservata a Palazzo Barberini, e da Pietro Paolini nella tela conservata al Walters Art Museum, di Baltimora.
    Di questo soggetto, nella produzione di Van Herp, in bibliografia sono, pur in modo non unanime, ritenuti autografi: la grande tela conservata presso il Museo Nazionale di Varsavia (176x229,5 cm, inv. no. M.Ob.569), datata gli anni sessanta del Seicento; il rame, 80x113 cm, già nella collezione dello Earl of Bute (insieme ad un pendant, con cui è stato riprodotto in incisione con il titolo “A Flemish Entertainment”: vedi i paragoni fotografici); la tela conservata nella collezione Wemyss, a Gosford House, in Scozia (89 x 117 cm, iscritta "La Harpe" in basso a sinistra). Autografo anche un disegno preparatorio apparso in asta a Dusseldorf nel 1962.
    Sono note, poi, numerose repliche di bottega e copie. Tra le repliche si segnalano: una tela, dipendente da quella in collezione Bute, oggi conservata al Franz Mayer Museum di Città del Messico; una composizione con presenza minima di edera sul muro, registrata presso Agnew’s, Londra, nel 1929 (montatura della Witt Library, Courtauld Institute); un esemplare, 87,5 × 115,5 cm, venduto alla XLV Asta dello Ernst Museum di Budapest, nel 1930 (lot 162); un'altra versione venduta a Bonhams, Londra, il 13 aprile 1972 (lotto 224); una replica – o forse un bozzetto – offerta come autografa presso BÁV ART Auction House, a Budapest, il 17 maggio 2017 (lotto 282) e nuovamente nell'autunno 2024; una composizione, 62×78 cm, con differenze nel gruppo di figure, venduta all'asta del Four Seasons Hotel George V, a Parigi, il 19 dicembre 2001 (lotto 52), riapparsa successivamente a Dorotheum, Vienna il 23 ottobre 2018 (lotto 179) ed il 22 ottobre 2019 (lotto 247); una composizione, venduta da Bernaerts Auctioneers, ad Anversa, il 21 febbraio 2001 (lotto 191). Tra le copie si segnalano: un esemplare, 79 × 117 cm, apparso a Bonhams, Londra, il 13 dicembre 1990 (tela già registrata nel castello di Berkeley nel 1946 e dal 1963 nella collezione di H. Parkin Smith, a Bath); una copia accreditata ad un anonimo seguace di Van Herp apparsa da Sotheby’s, Londra, il 30 aprile 2014 (lotto 764); una copia genericamente indicata come "Scuola fiamminga del XVII secolo" apparsa presso Cambi, Genova, il 13 dicembre 2019 (lotto 143); una copia antica, modesta, 66,5 x 80,5 cm, conservata presso la Gemäldegalerie di Dresda (inv. 53/93); ed infine, una copia dipinta dal paesaggista Henry Brokmann-Knudsen (1868–1933).
    In questo complesso panorama di opere autografe, repliche con e senza varianti, copie, sulla base di foto ad alta definizione la dr.ssa Jahel Sanzsalazar – specialista di riferimento per Van Herp – colloca la nostra tela, già passata in asta nel 2001 e nel 2004 con stime di rilievo (rispettivamente Lire 220.000.000-260.000.000 e € 70.000-80.000), piuttosto vicina all’artista, considerandola una replica di bottega della versione Wemyss ("dependent from the Wemyss version and could be classified as a studio repetition", comunicazione del 21 maggio 2025).
    All’esame visivo diretto, svolto dalla casa d’aste, il livello qualitativo dell’opera, appare elevato: al punto da aver indotto in passato a ritenerla ascrivibile direttamente a Willem van Herp, da ultimo nella approfondita scheda di Mario Scippa (con valutazione di € 20.000-25.000). La pittura di Van Herp, soprattutto negli anni Sessanta, è in genere più pastosa, in emulazione dello stile di Rembrandt, mentre nel dipinto in esame, la stesura appare in generale più liquida. Inoltre, le anatomie sono semplificate, attraverso una riduzione della volumetria (forse accentuata dalla spulitura delle sfumature) e dei dettagli (volti, arti, mani) mentre la composizione si concentra sulla scena centrale, accentuando l’ombreggiatura delle zone marginali fino a rendere quasi non riconoscibili i rilevanti elementi – per esempio, la sedia a sinistra, il personaggio accosto al muro a destra, che sono invece perfettamente visibili nella incisione della tela ex Bute. Vi sono tuttavia dettagli come la testa del cane di sinistra, o alcuni dettagli dei vasi in ceramica e dei vetri che mostrano uno stacco di stile rispetto alle figure e confermano l’intervento di più mani, di diversa abilità, confermando l’ipotesi di una opera eseguita nella struttura collaborativa della bottega.

    Si ringrazia la dr.ssa Jahel Sanzsalazar per il prezioso contributo alla catalogazione dell’opera.

Lotti dal 265 al 288 di 1272004
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