Lotto 78 | MASCHERA JIPAE

Bertolami Fine Art - Piazza Lovatelli 1, 00186 Roma
Web Auction 98 - An Eclectic Collection: Oddities, Curiosities &Wonders sessione unica
giovedì 22 aprile 2021 ore 16:30 (UTC +01:00)

MASCHERA JIPAE

MASCHERA JIPAE

Rara e superba maschera della cultura Asmat, Papua Nuova Guinea.
In ottime condizioni è realizzata con corda fum, fibre di sago, bamboo, piume e conchiglie
1930
h. 180 cm
Provenienza: Nusantara Museum, Delft (Netherlands); Berend Hoekstra Collection. Referenze: Quai Branly Museum (Paris), Metropolitan Museum (New York), British Museum (London). La maschera Jipae, proveniente dalla tribù Asmat Papua Nuova Guinea, viene indossata durante la festa Jipae dove il defunto compie il suo passaggio dalla sfera terrena a quella degli spiriti. La persona che indossa la maschera Jipae rappresenta il fantasma del defunto, il quale viene cacciato dal villaggio dai bambini della tribù. Gli Asmat sono un popolo della Melanesia che vive nella provincia indonesiana di Irian Jaya, i quali, oltre ad essere conosciuti per la qualità e la bellezza dei loro manufatti, sono anche noti come cacciatori di teste e per la pratica del cannibalismo. Si teme, infatti, che la scomparsa del figlio 23enne dell’ex governatore di New York Nelson Rockefeller, (che si trovava in quell’area alla ricerca di opere d’arte), avvenuta nel 1961, sia collegata proprio a queste pratiche. Il primo contatto che gli Asmat ebbero con gli europei avvenne con gli olandesi nel 1623, tuttavia a causa della loro temibile reputazione i visitatori esterni furono per molti anni assai pochi. Gli olandesi cominciarono a stabilirsi nella zona Asmat nel 1920 portando i primi missionari cattolici; i contatti con l’Occidente furono via via sempre più presenti, pertanto le violente pratiche cannibali vennero gradualmente abbandonate. Prima che fosse introdotto il Cristianesimo da parte dei missionari, gli Asmat praticavano prevalentemente una religione natia che contemplava il culto degli spiriti e il terrore dei fantasmi della morte. Era credenza comune, infatti, che la maggior parte delle morti fosse deliberatamente causata da forze maligne e, per fare in modo che queste morti cessassero, gli spiriti degli antenati pretendevano che un nemico fosse ucciso, decapitato e che i resti del corpo fossero in seguito offerti alla comunità per il consumo cannibale. All’interno di una cultura in cui il culto degli spiriti è fortemente presente, nonché influente sulla vita dei singoli individui, una maschera Jipae svolge un ruolo fondamentale. Secondo la tradizione, con cadenza regolare, viene organizzata la festa Jipae, durante la quale i più importanti ed amati defunti vengono rievocati e ritornano a fare visita al villaggio per poi, a conclusione della festa, lasciare definitivamente la comunità. Non appena la celebrazione è conlcusa, i successori (ovvero coloro che durante la cerimonia indossano la maschera), si insediano ufficialmente prendendo il posto del defunto, anche come tutori e responsabili di eventuali bambini lasciati orfani. La festa Jipae è un rituale estremamente importante che si articola nell’arco di molti mesi, la maggior parte dei quali vengono impiegati per la costruzione delle maschere stesse.