Lotto 4 | Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" (Vseh Skorbjaščih Radost') - XIX secolo

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venerdì 18 dicembre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)

Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" (Vseh Skorbjaščih Radost') - XIX secolo

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Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" (Vseh Skorbjaščih Radost') - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola e foglia d'oro
Altezza x larghezza: 62,5 x 52 cm
La composizione si articola come un monumentale e densissimo racconto teologico incentrato sul ruolo della Vergine quale suprema mediatrice e consolatrice dell'umanità sofferente. Al centro esatto della scena, inscritta entro una grande mandorla ellittica radiosa di luce dorata, si staglia la figura a corpo intero della Madre di Dio con il capo cinto da un'imponente corona regale, vestita con un maphorion dai caldi toni bruno-porpora e una tunica chiara, mentre sorregge sul braccio sinistro il Divino Infante. Ai suoi piedi si dispiegano dense schiere piramidali di fedeli divisi in sei gruppi principali, che rappresentano le diverse categorie di afflitti (malati, storpi, vedove, orfani, affamati e pellegrini). Ciascun gruppo è guidato e confortato da figure angeliche alate inviate dalla Vergine stessa, le quali recano cartigli srotolati e strisce calligrafiche bianche fluttuanti che riportano in antico slavo ecclesiastico le suppliche dei fedeli e le promesse di sollievo spirituale e materiale. Nella porzione superiore, a dominare e legittimare la visione celeste, emerge entro un clipeo circolare di nubi la Nuova Trinità o Trinità del Nuovo Testamento (il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo in forma di colomba), affiancata da due angeli fluttuanti in preghiera. Ai due angoli superiori estremi, tra dense nubi scure, sono accennati il sole e la luna, a simboleggiare la dimensione cosmica dell'intercessione mariana. La straordinaria particolarità esecutiva di questo lotto si concentra nella porzione inferiore, dove due maestosi angeli dalle vesti rosse iridescenti e grandi ali dorate sorreggono al centro un sontuoso cartiglio a scudo rococò interamente dorato. Come visibile nel dettaglio ravvicinato, l'interno dello scudo ospita una fittissima e microscopica iscrizione calligrafica in antico slavo ecclesiastico, un elemento documentario e liturgico di eccezionale rarità che funge da preghiera dedicatoria e sigillo teologico dell'intera tavola. Dal punto di vista ornamentale, l'intera scena è incorniciata da un'ampia e sfarzosa bordura perimetrale in foglia d'oro, interamente lavorata a punzone e bulino con un fitto motivo a tralci vegetali e girali floreali a rilievo di gusto neobizantino. Lo stile pittorico rivela la mano di un miniaturista d'alto livello, formatosi verosimilmente nei celebri centri d'eccellenza di Palech o Mstera, evidente nella capacità di gestire decine di micro-figure con una nitidezza anatomica e un'espressività drammatica straordinarie.


S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.