Lotto 31 | Emilio Sommariva - "Il ghiacciaio di Fellaria 1938"

Casa d'aste Santa Giulia - Via Fratelli Cairoli 26, 25122 Brescia
Pre-Asta Asta 70 - Dipinti di selezionati XIX e XX secolo. Sabato, ore 15:00
sabato 26 settembre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)

Emilio Sommariva - "Il ghiacciaio di Fellaria 1938"

Prezzo di partenza
200,00 €

Emilio Sommariva
Lodi 1883 - Milano 1956

"Il ghiacciaio di Fellaria 1938"
olio cm 23,5x30 firmato in basso a dx E.Sommariva

- Emilio Sommariva è stato un fotografo e pittore italiano nato a Lodi l’8 dicembre 1883 e morto a Milano il 12 settembre 1956. È noto soprattutto come uno dei più importanti fotografi ritrattisti italiani della prima metà del Novecento, ma affiancò a questa attività una produzione pittorica continuativa, dedicata in particolare al paesaggio alpino.Figlio di un pittore e fotografo dilettante, si trasferì da bambino a Milano con la famiglia e a quattordici anni entrò alla scuola di decorazione dell’Accademia di Brera, che dovette però abbandonare nel 1899 per difficoltà economiche. Iniziò allora a lavorare come fotografo, prima presso un’impresa industriale e poi in uno studio professionale, apprendendo il mestiere sul campo.Nel 1902 aprì un proprio studio a Milano, che divenne in pochi anni uno dei più frequentati della città. Si affermò come ritrattista e come documentatore del lavoro di altri artisti, fotografando le opere di numerosi protagonisti della scena milanese, e si specializzò inoltre nella fotografia industriale, architettonica e di paesaggio, ottenendo riconoscimenti internazionali.A partire dagli anni Venti iniziò a presentarsi anche come pittore, partecipando alle rassegne di Brera e alla Biennale di Venezia. La sua pittura si concentra sul paesaggio di montagna, affrontato con una sensibilità attenta alla luce e alla struttura del rilievo, in cui si riconosce l’occhio educato dal lavoro fotografico.Nel 1938 gli fu ritirata la licenza professionale per aver rifiutato l’iscrizione al partito, e la sua attività subì una battuta d’arresto; durante i bombardamenti del 1943 la sua abitazione fu danneggiata, ma la parte più consistente del suo archivio si salvò. Nel dopoguerra riprese a esporre come pittore, con una retrospettiva milanese nel 1950.Morì a Milano nel 1956, lasciando un archivio di eccezionale ampiezza, oggi riconosciuto come una delle fonti più importanti per la storia visiva della Milano del primo Novecento.