Pre-Asta ASTA 411 - LA COLLEZIONE ARCIVESCOVO LOZANO DI ANTICHE ICONE ORTODOSSE Asta benefica a sostegno della costruzione di un centro sociale giovanile
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Lotto 97 San Nicola di Myra (Taumaturgo) con il miracolo di Nicea e santi intercessori - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 35,5 x 30,5 cm
Questo pregevole dipinto su tavola, eseguito a tempera all'uovo, costituisce una splendida testimonianza della pittura sacra ortodossa della Russia Centrale, databile alla seconda metà del XIX secolo. L'opera si inserisce pienamente nella produzione devozionale legata ai laboratori artigianali russi di alta perizia miniaturistica, dove la solida fedeltà ai canoni arcaici tradizionali si sposa con una straordinaria eleganza esecutiva. Il dipinto presenta il tipico scasso centrale della tavola, la cosiddetta kovčeg (arca), concepita per delimitare lo spazio sacro della raffigurazione principale rispetto alla cornice esterna. La stesura cromatica calda, incentrata sulle tonalità profonde dei verdi e delle terre, è illuminata dal rosso brillante delle croci e impreziosita da finissimi lumeggiati dorati che accendono i volti e le vesti.La rigorosa impaginazione iconografica esibisce chiaramente in alto, ripartita sulla cornice superiore, la grande iscrizione dedicatoria in antico slavo ecclesiastico «СТЫИ НИКОЛА ЧУДОТВОРЕЦЪ» (Svjatyj Nikola Čudotvorec), la quale introduce la figura monumentale e ieratica di San Nicola Taumaturgo, ritratto a mezzo busto in posa frontale secondo i moduli classici della devozione russa. Il Santo si presenta con i suoi immancabili attributi vescovili: indossa l'oophorion, mentre con la mano destra compie il gesto solenne della benedizione e con la sinistra sorregge il libro dei Vangeli. Lo sguardo severo ma profondamente compassionevole, l'alta fronte stempiata e la barba corta e canuta ne esaltano l'autorevolezza di Padre della Chiesa e protettore dei fedeli. Ai lati si sviluppa il tradizionale miracolo di Nicea, la cosiddetta Deesis di San Nicola: all'interno di piccoli clipei si scorgono a sinistra il Salvatore Gesù Cristo che offre il Vangelo e a destra la Madre di Dio colta nell'atto solenne di indicare il Santo a suggello e testimonianza della legittimità del suo ruolo episcopale. Sulle cornici laterali esterne (i bordi della tavola) sono inserite le figure stanti di intercessori scelti, identificati dalle rispettive iscrizioni arcaiche contratte: sul bordo sinistro si distingue la figura alata dell'Angelo di Cristo («АНГЕЛЪ ХР» - Angel Christov), mentre sul bordo destro si riconosce la silhouette monastica di San Luca il Venerabile («ПРП. ЛУКА» - Prepodobnyj Luka), inseriti per vegliare simbolicamente sulla famiglia e proteggere il possessore dell'icona. L'intera superficie pittorica è protetta dalla tradizionale vernice a base di olio di lino (olifa), che ha conferito alla tavola una calda e ambrata patina d'invecchiamento, esaltando la densità dei pigmenti minerali originali.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 98 Icona russa multiquadro con San Nicola, la Decollazione di San Giovanni Battista, Santi Martiri di Edessa, Santa Eufemia e Mandylion di Edessa - XIX secolo
Tempera su tavola
Altezza x larghezza: 31 x 27 cm.
Interessante e complessa icona russa d'epoca ottocentesca, articolata in una struttura narrativa a più scomparti (multiriquadro), tradizionalmente legata a committenze familiari e alla devozione per i santi protettori del nucleo domestico. La superficie è ripartita in tre scomparti principali . La linea verticale mediana, che divide simmetricamente la parte superiore della tavola in due metà, è coronata sulla sommità da una riserva di forma irregolare contenente il Mandylion, ovvero il "Salvatore Non Dipinto da Mano Umana".
Il registro superiore sinistro mostra la figura ieratica di San Nicola Taumaturgo di Myra, raffigurato a mezzo busto con i paramenti vescovili (omoforion), mentre solleva la mano destra nel gesto della benedizione e regge con la sinistra il libro dei Vangeli chiuso. Il registro superiore destro propone la drammatica iconografia della Decollazione di San Giovanni Battista, con la testa del Precursore adagiata sul piatto sacrificale, simbolo del suo martirio. Infine il registro inferiore ospita i Santi Martiri di Edessa: San Samona, San Gurio, Sant'Abibo e Santa Eufemia, identificabili tramite le iscrizioni calligrafiche in caratteri cirillici sovrastanti i nimbi. L'opera mostra una fine stesura pittorica condotta secondo i canoni della tradizione antica, con una tavolozza cromatica calda dominata dai toni del bruno, del rosso mattone e dell'ocra. -
Lotto 99 Icona russa raffigurante i Santi Martiri di Edessa (Gurio, Samona e Abibo) con Santa Eufemia - XIX secolo
Tempera su tavola
Altezza x larghezza: 34,5 x 28 cm.
Si tratta di un'icona caratterizzata da un soggetto fortemente legato alla devozione familiare e alla protezione della casa. La composizione presenta in primo piano una teoria di quattro figure stanti, colte in posa di solenne preghiera e intercessione verso l'alto. Da sinistra a destra si riconoscono i tre Santi Martiri di Edessa: San Samona, San Gurio e Sant'Abibo, ritratti con le vesti tradizionali . Accanto a loro, sulla destra, chiude la linea dei protettori Santa Eufemia con il capo velato di bianco e il manto rosso, raffigurata con le mani sollevate nel gesto della supplica. I volti dei personaggi sacri, dipinti con tratti minuti e ieratici, risaltano sullo sfondo dorato. Nella parte superiore della tavola, entro una riserva ogivale rossa che simula l'apertura dei cieli e sorretta da una cortina di nubi scure, emerge a mezzo busto la figura di Dio Padre che stende le mani per benedire i santi e l'ideale devoto. L'opera si distingue per una fitta e suggestiva craquelure della preparazione (levkas) e del colore, unita a una patina d'epoca calda e uniforme che ne esalta il fascino collezionistico. -
Lotto 100 Madre di Dio di Smolensk (Smolenskaya) - XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31 x 25,5 cm
L’opera costituisce un solenne ed eccellente esempio di pittura sacra ortodossa, fedelmente impostato sul celebre modello iconografico bizantino e russo della Madre di Dio Odigitria, specificamente identificata dall'iscrizione in caratteri cirillici slavo-ecclesiastici sulla sinistra come la Vergine di Smolensk (Smolenskaya). La composizione presenta la Vergine Maria raffigurata a mezzo busto in una maestosa e austera frontalità, con il capo lievemente reclinato verso il Divino Infante. Con la mano destra sollevata al petto, la Vergine compie il tradizionale gesto di intercessione, indicando solennemente Gesù come la "Via" per la salvezza dell'umanità. Il Bambino è effigiato seduto sul braccio sinistro della Madre, in una postura regale ed eretta che ne anticipa l'età adulta; con la mano destra accenna un gesto benedicente rivolto verso l'osservatore, mentre nella sinistra stringe un rotolo di pergamena sigillato, simbolo delle Sacre Scritture e del Verbo incarnato. Il volto della Madre di Dio, dai tratti allungati ed estremamente spiritualizzati secondo i rigidi dettami stilistici tradizionali, esprime una severa e contenuta malinconia, enfatizzata dai grandi occhi castani e dalle labbra serrate. La Vergine indossa il classico maphorion di una profonda tonalità bruno-violacea, finemente profilato da galloni dorati e decorato sulle spalle e sulla fronte con le tradizionali stelle dorate a otto punte, simbolo della sua perpetua verginità. Il Bambino Gesù veste una tunica ocra-dorata sormontata da un manto aranciato dalle ricche sfumature geometriche. Le due figure sacre, i cui capi sono cinti da ampie aureole incise a rilievo circolare, si stagliano monumentali su un fondo interamente dorato e luminoso, delimitato da un'ampia bordura perimetrale bruna che funge da solenne inquadratura architettonica per l'intera raffigurazione sacra.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 101 Madre di Dio di Kazan' (Kazanskaya) - XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 22,5 x 18 cm
un’intensa e solenne testimonianza della pittura sacra ortodossa, fedelmente impostata su uno dei prototipi mariani più venerati della tradizione russa. La composizione presenta un'impostazione iconografica ravvicinata e monumentale, caratterizzata dalla raffigurazione a busto stretto della Vergine Maria con il capo marcatamente reclinato verso il Divino Infante. Gesù Bambino è effigiato sulla destra, ritratto in posizione eretta e frontale fino alla vita, colto nell'atto di compiere il solenne gesto di benedizione con la mano destra rivolta verso l'osservatore, mentre la sinistra rimane idealmente celata dai panneggi delle sue vesti composte da una tunica blucca e un ampio manto rosso carminio. Il volto della Vergine, dai tratti allungati ed evocativi della più pura tradizione bizantina, esprime una profonda e severa melanconia spirituale, accentuata dai grandi occhi castani sormontati da arcate sopraccigliari sottili e dalle labbra serrate in un'espressione di dolente dignità. Maria indossa il classico maphorion di una ricca tonalità rosso-bruna, impreziosito lungo i bordi da una fitta profilatura dorata geometrica arricchita da perlinature bianche.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 102 Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 17,5 x 15 cm
una delle iconografie mariane più amate e diffuse nella tradizione ortodossa. La complessa struttura compositiva si organizza in modo simmetrico e gerarchico attorno alla figura monumentale della Vergine, che si erge al centro della tavola a figura intera sopra una pedana circolare o una nuvola stilizzata. Maria indossa i tradizionali paramenti rigati d'oro, tra cui il tipico maphorion scuro, ed è colta in un gesto di regale e materna intercessione, con la mano destra alzata a indicare la fonte della grazia e il capo dolcemente reclinato. Ai suoi lati si dispiegano, ordinati su due ali simmetriche, gruppi di fedeli, malati, storpi e indigenti – gli "afflitti" a cui fa riferimento il titolo dell'icona – i quali protendono le mani in cerca di conforto e guarigione. Tra di essi si muovono figure angeliche inviate dalla Vergine, riconoscibili dalle ali e dalle vesti classicheggianti, che fungono da intermediari consolatori recando cartigli bianchi recanti scritte in antico slavo ecclesiastico, contenenti invocazioni e promesse di sollievo liturgico. Nelle sezioni laterali della tavola, inseriti entro specifiche edicole verticali che fungono da ali protettive, sono dipinti due santi stanti a figura intera (tra cui un angelo custode o un santo patrono a sinistra e una santa monaca o martire a destra), una soluzione compositiva frequente nelle icone destinate alla devozione privata e familiare per proteggere i membri del nucleo domestico. La porzione superiore della composizione introduce lo spettatore alla dimensione strettamente celeste e trinitaria. Al di sopra della Vergine si staglia la figura benedicente di Gesù Cristo Pantocratore, inserito in un nimbo radioso tra le nubi e affiancato da iscrizioni sacre in caratteri cirillici, intento a sorreggere il Vangelo e a vegliare sull'intercessione della Madre. Dal punto di vista prettamente formale e stilistico, l'opera manifesta i tratti peculiari delle scuole pittoriche russe dell'Ottocento, orientate verso una minuziosa resa grafica e una spiccata sensibilità decorativa: i panneggi delle vesti sono solcati da lumeggiature filiformi dorate che ne accentuano la natura spirituale, mentre la tavolozza cromatica predilige l'accostamento di caldi toni ocra, rossi e bruni contrastati dal candore delle ali degli angeli e dei cartigli. Nel suo insieme, l'icona si distingue per un ottimo equilibrio tra la solennità del dogma teologico e l'intima partecipazione emotiva dei supplici, offrendo una testimonianza significativa della produzione artistica devozionale della Russia imperiale.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 103 Icona tripartita con la Madre di Dio "Sguardo di Fuoco", la Madre di Dio delle Tre Mani e santi intercessori - XIX secolo
Tempera all’uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31,5 x 26,5 cm
caratterizzata da un luminoso fondo interamente dorato a foglia che isola le figure sacre in una dimensione atemporale, secondo i canoni della pittura devozionale russa tardo-ottocentesca. La superficie pittorica è divisa orizzontalmente in due registri principali che separano le monumentali iconografie mariane superiori dalla schiera di santi inferiori. Nel quadrante superiore sinistro campeggia la rara e potente immagine della Madre di Dio "Sguardo di Fuoco" (Ognevidnaja), identificabile per il tipico volto dipinto con tonalità accese e per il maphorion rosso scarlatto che la avvolge interamente, simbolo del fuoco divino e dello Spirito Santo. Nel quadrante superiore destro è invece raffigurata la celebre Madre di Dio delle Tre Mani (Troeručica), legata al miracolo di San Giovanni Damasceno, in cui si nota chiaramente la terza mano metallica dipinta in basso a sinistra, mentre regge il Bambino Gesù benedicente in posa ieratica. Il registro inferiore ospita invece una solenne sinassi di otto santi intercessori stanti a figura intera, allineati simmetricamente su una banda di terreno verde; tra questi si riconoscono figure di regnanti con corone e ricche vesti cerimoniali a sinistra, vescovi e asceti eremiti con lunghe barbe al centro, e sante martiri a destra, molti dei quali stringono tra le mani cartigli srotolati con preghiere liturgiche in antico slavo ecclesiastico. Sotto il profilo strettamente formale e stilistico, la tavola denota l'eccellente perizia delle botteghe artigiane della Russia centrale, capaci di coniugare una rigorosa fedeltà ai modelli teologici antichi con una finezza esecutiva di stampo quasi miniaturistico. I volti delle due Vergini presentano un modellato morbido ma dai tratti grafici ben definiti, con sguardi grandi e penetranti rivolti verso il fedele. Nel suo complesso, la compresenza di queste specifiche iconografie protettive e della schiera di santi patroni in caldi toni di rosso, blu e ocra suggerisce che l'icona sia stata realizzata su commissione per la devozione domestica di una ricca famiglia, concepita come una potente ed elegante arca di protezione spirituale per le pareti di casa.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 104 Icona quadripartita - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 35,5 x 30,5 cm
incentrata interamente sulle più struggenti e intime iconografie mariane della tradizione ortodossa. Il dipinto si sviluppa entro una spessa bordatura scura ed è contraddistinto da ampi fondi dorati che definiscono l'immutabilità dello spazio sacro, sormontati da iscrizioni e titolazioni in caratteri cirillici e antico slavo ecclesiastico lungo i margini superiori e inferiori. La ripartizione interna si organizza rigidamente in quattro quadranti simmetrici che propongono una complessa e colta antologia della preghiera e del conforto mariano. Nel quadrante superiore sinistro si individua l'iconografia della Madre di Dio "in cerca dei perduti", identificabile dalla raffigurazione di un peccatore inginocchiato in preghiera ai piedi della Vergine col Bambino, un soggetto fortemente legato ai temi del perdono e del pentimento spirituale. Nel riquadro superiore destro è rappresentata la Madre di Dio "Consola la mia pena" dove Maria è effigiata mentre regge il Bambino e accosta delicatamente la mano sinistra al proprio volto reclinato, in un gesto di profonda partecipazione emotiva e materna malinconia per i dolori dell'umanità. Nel quadrante inferiore sinistro trova posto la Madre di Dio "Feodorovskaya" o una variante regale della Theotokos incoronata, in cui la Vergine reca sul capo una sontuosa corona gemmata e stringe a sé il Bambino in un tenero abbraccio di affettuosa intimità e divina maestà. Infine, il quadrante inferiore destro accoglie l'intensa immagine della Madre di Dio delle "Sette Spade" o "Addolcimento dei cuori malvagi", in cui Maria è raffigurata a mezzo busto e senza il Bambino, con le mani giunte sul petto e il cuore simbolicamente trafitto da sette lame tese a evocare la profezia di Simeone e le sofferenze sopportate per la passione del Figlio. Ad arricchire ulteriormente l'apparato devozionale della tavola, i due stretti margini laterali ospitano due figure di santi eremiti intercessori o monaci asceti dipinti a figura intera su uno sfondo verde scuro, inseriti per proteggere il nucleo familiare del committente.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 105 Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - Fine XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 36 x 28 cm
L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 106 Madre di Dio "Gioia Inaspettata" (Nečajannaja Radost') - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31,5 x 26,5 cm
come confermato dal testo in antico slavo ecclesiastico riportato nel cartiglio alla base dello scomparto interno. L'iconografia illustra una celebre parabola spirituale tratta dal testo Il Vello di Gedeone di San Demetrio di Rostov: sul lato sinistro, in un interno architettonico finemente delineato con un arco neogotico/bizantino e un tendaggio scostato, è raffigurato un peccatore in ginocchio con le mani protese in preghiera, il quale sperimenta la conversione profonda davanti all'immagine miracolosa della Vergine. L'icona nell'icona mostra la Madre di Dio con il Bambino sorretto sul braccio sinistro (secondo lo schema dell'Odigitria), i cui dettagli – come le ferite sanguinanti sulle mani e sui piedi del Divino Infante e la veste lacerata – rimandano visivamente alle colpe dei peccatori che rinnovano i dolori della Passione. Dal punto di vista cromatico e stilistico, l'opera rivela una superba perizia esecutiva e una stesura miniaturistica di alta scuola: il maphorion della Vergine si distingue per una tonalità bruno-porpora profonda, arricchita da una fittissima e splendida lumeggiatura geometrica in oro (assist) che impreziosisce i panneggi delle vesti sia della Madre che del Bambino, quest'ultimo abbigliato con una tunica ocra-dorata luminosa. Lo sfondo interno e le grandi aureole sono interamente realizzati in foglia d'oro brunita, creando un forte e suggestivo contrasto con i toni scuri delle architetture e la veste verde del peccatore. L'ampia bordura esterna color arancio-minio incornicia rigorosamente la scena ed è sormontata in alto dai tradizionali monogrammi sacri tracciati con eleganti caratteri calligrafici in antico slavo.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 107 Santo Volto di Novgorod - Fine XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31,5 x 26,5 cm
celebre variante russa del Mandylion (Spas Nerukotvornyj - Il Salvatore non dipinto da mani umane). La composizione mette rigorosamente a fuoco il volto ieratico di Cristo Salvatore, impresso miracolosamente sul sacro panno (ubrus), qui teso e sorretto in alto da due arcangeli adoranti finemente miniati negli angoli superiori. Il volto di Gesù, caratterizzato da grandi e penetranti occhi simmetrici spalancati e fissi verso lo spettatore, presenta la tipica barba spartita in due punte e i capelli lunghi divisi centralmente che ricadono in ciocche stilizzate ondulate sui lati. La testa è inscritta in un grande nimbo cruciforme dorato, decorato con le tradizionali lettere greche indicanti l'attributo divino di Colui che È ("Ὁ Ѡ Н"). Al di sotto del mento, sul bordo del tessuto sapientemente panneggiato, si staglia un cartiglio rosso recante l'iscrizione calligrafica identificativa in antico slavo ecclesiastico. Dal punto di vista stilistico, l'opera mostra una stesura pittorica d'alta scuola devozionale, fedele ai canoni dell'antica tradizione russa: gli incarnati sono stesi con passaggi sfumati e ombreggiature profonde che conferiscono volume e maestosità al viso. Un'ampia e sobria bordura perimetrale color ocra-arancio definisce rigorosamente lo spazio sacro dell'icona.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 108 San Antipa di Pergamo (Svjaščennomučenik Antipa) - Inizi XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31 x 26 cm
vescovo e martire della prima cristianità particolarmente invocato nella tradizione russa come taumaturgo e guaritore dei mali fisici (in particolare del mal di denti). Il santo gerarca è ritratto frontalmente in posizione ieratica, identificato esplicitamente dalla monumentale iscrizione calligrafica ai lati del capo ("СТЫЙ ОНТИПIЙ"). Egli indossa i solenni paramenti episcopali, costituiti da un ampio omophorion scuro decorato da grandi croci greche profilate in oro e da una veste liturgica dai profondi toni rossi e bruni. Con la mano sinistra sorregge un libro dei Vangeli aperto, le cui pagine recano un testo finemente miniato in antico slavo ecclesiastico, mentre solleva la mano destra in un intimo gesto di benedizione e preghiera intercessoria. Lo sguardo del martire, severo e penetrante, esprime la fermezza ascetica tipica della tradizione pittorica orientale. La composizione è arricchita da un piccolo medaglione circolare clipeato alla destra del santo, entro cui è raffigurato Gesù Cristo Salvatore, e da tre dettagliati riquadri sui margini laterali (kovčeg) che ospitano figure intere di santi patroni e protettori familiari della committenza: sul lato sinistro si distinguono l'Angelo Custode (Angel Chranitel') in alto e un Santo Martire Guerriero in basso, mentre sul lato destro si staglia la figura stante di una Santa Martire. Dal punto di vista ornamentale e materico, l'opera si distingue per lo straordinario e sfarzoso fondo in oro. con motivi che imitano le preziose rize metalliche coeve. Lo stile pittorico fonde magnificamente la severità del canone antico con il fine naturalismo dei volti e degli incarnati scuri tipico delle migliori botteghe tardo-ottocentesche.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 109 Madre di Dio di Vladimir (Vladimirskaja) - Inizi XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31,5 x 26 cm
come esplicitato chiaramente dall'iscrizione calligrafica in antico slavo ecclesiastico tracciata a caratteri scuri sul fondo a destra della Vergine ("Владимирская Престла Бцы"). La composizione si conforma con assoluta fedeltà e straordinario vigore espressivo al veneratissimo archetipo bizantino della Vergine della Tenerezza (Eleusa): Maria è ritratta a mezzo busto con il capo dolcemente reclinato verso il Divino Infante, che è sorretto sul braccio sinistro della Madre e si stringe teneramente a Lei, premendo la propria guancia contro quella di Maria in un'intima e struggente comunione d'affetto che prefigura profeticamente i dolori della Passione. Il Bambino cinge con il braccio sinistro il collo della Vergine, mentre rivolge verso di Lei uno sguardo colmo di assoluta e filiale devozione. Dal punto di vista cromatico e decorativo, l'opera si distingue per una maestosa stesura pittorica d'alta scuola: il maphorion della Vergine, che ne avvolge interamente il capo e le spalle, è dipinto in un profondo e solenne marrone-porpora profilato da ricchi galloni dorati, impreziosito sulla fronte e sulla spalla sinistra dalle caratteristiche stelle d'oro, simbolo dogmatico della sua perpetua verginità. Una magnifica e fittissima rete di lumeggiature geometriche in oro (assist) irradia e modella le vesti del Bambino Gesù, conferendo alle sue stoffe una luce spirituale, calda e vibrante, quasi increata. Lo sfondo originale in foglia d'oro, finemente conservato attorno al grande nimbo circolare che corona i sacri volti, reca i tradizionali monogrammi sacri abbreviati in caratteri cirillici ("МР ѲУ"). Gli incarnati (sankir) mantengono l'austera e ieratica definizione del canone antico, arricchiti da passaggi sfumati che esaltano la profonda e malinconica dolcezza degli occhi a mandorla della Vergine, volti a guardare oltre lo spettatore.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 110 Icona quadripartita - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 28,5 x 24 cm
raffigurante nel quadrante superiore sinistro la solenne e complessa scena del Pokrov (la Protezione della Madre di Dio), ambientata nella chiesa delle Blacherne a Costantinopoli: in alto la Vergine si eleva sulle nubi sorreggendo il sacro velo (omophorion) assistita dalle schiere celesti, mentre nel registro inferiore, davanti all'iconostasi, si staglia il diacono San Romano il Melode affiancato da Andrea il Folle in Cristo che indica la visione al discepolo Epifanio. Nel quadrante superiore destro emerge con regale ieraticità la figura a mezzo busto di San Nicola di Myra (Nikola Čudotvorec), ritratto con i solenni paramenti episcopali decorati da croci, mentre solleva la mano destra in un gesto benedicente e stringe al petto un prezioso libro dei Vangeli chiuso e gemmato. Il registro inferiore sinistro ospita la densa e toccante iconografia della Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" (Vseh Skorbjaščih Radost'), dove la Vergine col Bambino si erge a figura intera entro una mandorla radiosa circondata da figure angeliche che recano conforto e guarigione spirituale a schiere piramidali di malati, storpi e indigenti disposti ai suoi piedi. Infine, nel quadrante inferiore destro si staglia un'intima composizione di santi patroni intercessori a figura intera: al centro domina la candida e alata figura dell'Angelo Custode (Angel Chranitel') recante la croce astile, affiancata simmetricamente da due santi protettori scelti dalla committenza familiare, tra cui si riconoscono un santo martire a sinistra e una santa martire a destra avvolta in un maphorion purpureo. Dal punto di vista stilistico e tecnico, l'opera manifesta una superba perizia esecutiva tipica delle migliori botteghe devozionali dell'Ottocento, evidente nella magistrale stesura dei fondi in foglia d'oro lucida e nella nitida definizione anatomica delle numerosissime micro-figure. La tavolozza cromatica accosta sapientemente i toni squillanti del rosso cinabro e del verde brillante alle ocre calde degli sfondi rocciosi e architettonici.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 111 San Nicola di Myra (Nikola Čudotvorec) - Fine XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 18 x 14,3 cm
qui ritratto nella sua tradizionale e maestosa veste di Taumaturgo e Arcivescovo. La figura monumentale del santo emerge a mezzo busto al centro della composizione, caratterizzata dalla tipica fronte alta e spaziosa – simbolo di profonda sapienza teologica – e da una barba canuta finemente accennata. San Nicola indossa i solenni paramenti liturgici episcopali, tra cui spicca l'ampio omophorion verde smeraldo decorato da vistose croci greche nere profilate d'oro, sovrapposto a un felonio ocra-dorato riccamente lumeggiato da fitti filamenti in oro (assist). Con la mano sinistra sorregge un monumentale libro dei Vangeli chiuso, impreziosito da una finta legatura gemmata dipinta nei toni del rosso e dell'oro, mentre la mano destra è levata in un solenne gesto di benedizione secondo il rito ortodosso. Ai lati del grande nimbo dorato, entro due medaglioni circolari clipeati, si compie il miracolo di Nicea: a sinistra Cristo Salvatore offre a Nicola il libro dei Vangeli, mentre a destra la Madre di Dio gli porge l'omophorion, legittimando la sua dignità episcopale dopo la temporanea deposizione conciliare.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 112 Icona russa raffigurante Cristo Pantocratore - XIX secolo
Tempera su tavola
Altezza x larghezza: 47 x 38 cm.
secondo la tradizione iconografica della Chiesa ortodossa. La figura di Cristo è rappresentata a mezzo busto in posizione frontale, secondo uno schema di derivazione bizantina che ne sottolinea la dimensione divina e la funzione di giudice universale. Il volto è solenne e ieratico, lo sguardo diretto verso l’osservatore in un rapporto di immediata intercessione e autorità spirituale. Cristo è raffigurato nell’atto di benedire con la mano destra, mentre nella sinistra sostiene il Vangelo aperto o chiuso, simbolo della Parola divina e della Legge. L’insieme è impostato secondo una rigorosa simmetria compositiva, propria dell’iconografia del Pantocratore, in cui la rappresentazione non ha intento naturalistico ma teologico, esprimendo la natura divina e la sovranità cosmica di Cristo. L’opera si inserisce nella tradizione post-bizantina delle icone devozionali, destinate sia alla venerazione liturgica sia alla devozione privata, e rappresenta una delle tipologie più diffuse e significative dell’arte sacra ortodossa. -
Lotto 113 Santi protettori (San Teodoro lo Stratilate, l'Angelo Custode, Sergio di Radonež, San Macario il Grande, San Onofrio il Grande) - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 37 x 31 cm
Iconograficamente, la tavola raffigura un gruppo di santi scelti a figura intera, sormontati nella parte superiore dal busto di Gesù Cristo Salvatore che emerge benedicente da una gloria di nuvole arricciate di sapore barocco, reggendo tra le mani il Libro dei Vangeli aperto. Al di sotto della dimensione celeste, si sviluppa una solenne teoria di cinque figure sacre, i cui nomi in caratteri antico-slavi ecclesiastici (cirillico liturgico) sono tracciati in prossimità dei singoli nimbi. Partendo da sinistra si incontra San Teodoro lo Stratilate, il celebre grande martire e santo guerriero, rappresentato con la raffinata armatura dorata sbalzata di foggia romana, i calzari alti e la lancia militare tenuta nella mano destra. Accanto a lui si staglia la figura alata dell'Angelo Custode, colto con ali piumate spiegate, mentre indossa un maphorion arancione sopra una tunica verde smeraldo e stringe la spada eretta, simbolo della protezione attiva contro il male. Al centro domina la composizione la maestosa figura del Venerabile Sergio di Radonež, il più importante santo monastico e patrono spirituale della Russia; indossa gli austeri paramenti del grande abito monastico (skhima) decorati con croci del Golgota e calvari, mentre stringe tra le mani un rotolo pergamenaceo srotolato recante scritte di ammonimento ascetico. Alla sua sinistra si trova San Macario il Grande, il celebre eremita e padre del deserto egiziano, ritratto in abiti monastici bruni e con un mantello dorato avvolto attorno alle spalle, colto in atteggiamento di umile preghiera. Infine, sul margine destro chiude la composizione un altro importante asceta, molto probabilmente San Onofrio il Grande, caratterizzato dal corpo emaciato, la lunga barba e lo sguardo rivolto verso l'alto. Dal punto di vista stilistico, l'opera mostra una notevole cura esecutiva lineare, tipica degli atelier tradizionali ottocenteschi della Russia Centrale o legati alle influenze stilistiche dei laboratori di Palekh. Il netto contrasto tra la brillantezza del fondo oro e l'accesa policromia dei manti conferisce un forte impatto devozionale alla visione.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 114 Icona tonda russa raffigurante San Giovanni Evangelista - fine XIX secolo
tempera su tavola
Diametro: 21 cm
Piccola icona su tavola circolare raffigurante San Giovanni Evangelista, uno dei Dodici Apostoli, autore del quarto Vangelo e figura centrale della tradizione cristiana orientale.
Il santo è rappresentato a mezzo busto, con il volto leggermente inclinato e lo sguardo assorto, secondo una tipologia iconografica che sottolinea il suo carattere contemplativo e la profondità della sua ispirazione teologica. La mano destra è portata al petto in gesto di meditazione, mentre la sinistra sostiene il libro del Vangelo, simbolo della sua missione evangelizzatrice e della rivelazione del Verbo divino.
L'Evangelista è raffigurato come un uomo anziano, con ampia fronte, lunga barba bianca e capelli radi, secondo il tradizionale modello iconografico bizantino e russo. Indossa una tunica verde, parzialmente ricoperta da un ampio mantello rosso, modellato mediante morbide lumeggiature che conferiscono profondità plastica ai panneggi senza alterare il rigoroso linguaggio della pittura iconica.
Lo sfondo è interamente rivestito in foglia d'oro, mentre l'aureola è finemente decorata mediante una ricca punzonatura e incisione a motivi concentrici, composta da raggi sottili e file di piccoli cerchi impressi, soluzione ornamentale tipica delle migliori produzioni russe della seconda metà del XIX secolo. Un'ampia fascia perimetrale dorata incornicia la figura, accentuandone la monumentalità pur nelle ridotte dimensioni dell'opera.
Tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi anni del Novecento le principali botteghe della Russia centrale, in particolare quelle di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj, produssero numerose icone di piccolo formato caratterizzate da un raffinato equilibrio tra il recupero dei modelli della scuola moscovita del XVII secolo e un linguaggio pittorico più naturalistico e accademico sviluppatosi durante il periodo imperiale.
L'icona è oggi conservata entro una cornice lignea esagonale con fondo rivestito in velluto rosso, realizzata probabilmente nel corso del XX secolo con finalità espositive o devozionali. -
Lotto 115 San Nicola di Myra - XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 22 x 17 cm
Il santo è raffigurato a mezzo busto, in posizione frontale e ieratica, abbigliato con i fastosi paramenti liturgici legati al suo magistero episcopale. Sul capo reca una sontuosa mitria di tipo imperiale, riccamente decorata da gemme e piccole placche dipinte con sacre effigi. Con la mano destra sollevata compie il tradizionale gesto di benedizione secondo l'uso orientale, mentre sul petto risaltano il grande medaglione pettorale (panagia) e l'ampio omoforion candido ornato da una monumentale croce dorata. Con la mano sinistra sostiene il Libro dei Vangeli aperto ed esposto verso il fedele. Ai lati del capo del Santo si sviluppa la canonica teofania del cosiddetto "Miracolo di Nicea": entro due sfolgoranti mandorle di luce adagiate su nubi, compaiono a sinistra la figura di Gesù Cristo benedicente con il Vangelo e a destra la Madre di Dio che porge l'omoforion, a sanzione e legittimazione divina della dignità episcopale di Nicola. I volti e gli incarnati sono trattati con una stesura pittorica straordinariamente morbida e sfumata di chiara matrice accademica, capace di infondere una profonda espressività psicologica e un nobile patetismo allo sguardo del Santo. La scena sacra si staglia su un sontuoso fondo interamente dorato, finemente inciso a bulino e punzone con una fitta trama di arabeschi, volute geometriche e viticci vegetali che simulano la texture di un prezioso tessuto broccato. La composizione è racchiusa superiormente da un arco lobato sormontato da infiorescenze policrome su fondo azzurro e delimitata lateralmente da due elaborate bordure perimetrali verticali decorate a smalti geometrici concentrici nei toni dell'azzurro, del verde e del bianco.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 116 Madre di Dio di Fëdorov (Feodorovskaya) - Inizi XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 36,5 x 30 cm
storicamente legato alla dinastia Romanov, come attestato formalmente dall'iscrizione in caratteri cirillici posta sullo sfondo (Феодоровскія Пресвятыя Богородицы). La Vergine Maria è raffigurata a mezzo busto con il capo fortemente inclinato verso il Bambino Gesù, il quale si stringe a lei sul lato sinistro in un abbraccio intimo. Maria indossa un maphorion color bruno-scuro dalle pieghe fitte e schematiche. Il Cristo Bambino, avvolto in un chitone arancione e in un manto che lascia parzialmente scoperta la gamba sinistra fino al ginocchio nudo, cinge il collo della Madre con il braccio destro teso, mentre con la sinistra le tocca il petto. I volti delle sacre figure, dai tratti marcati e dall'espressione severa e malinconica, risaltano sullo sfondo e sulle nimbature dorate, che presentano una patina calda e brunita dal tempo. Sui margini laterali marroni della tavola (polja), che mostrano evidenti cadute di colore e scrostature dello strato preparatorio soprattutto nell'angolo superiore destro, sono inseriti entro due piccoli riquadri verticali i santi protettori a figura intera: nel comparto sinistro compare il consueto Angelo Custode in vesti bianche e candido manto, mentre nel comparto destro è raffigurata Santa Marta (Святая Марфа) in abiti monastici scuri, colta in atteggiamento di preghiera e intercessione verso la scena centrale.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 117 Madre di Dio di Kazan' (Kazanskaja) - XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 30,5 x 26 cm
una delle immagini mariane più venerate dell'ortodossia russa e protettrice storica della nazione. La Vergine è raffigurata a mezzo busto, quasi a spalle strette, con il capo fortemente inclinato in senso protettivo ed elegiaco verso il Gesù Bambino, il quale si erge sul lato destro in posizione frontale e rigorosamente verticale. Maria indossa il tipico maphorion color bruno-porpora dalle pieghe accentuate e lumeggiate in oro, ornato sulle spalle da una stella a raggiera punzonata, simbolo di perpetua verginità. Il Cristo Bambino è rappresentato in posizione stante (in piedi) fino al ginocchio; con la mano destra sollevata compie il gesto della benedizione, mentre la mano sinistra e il resto del corpo rimangono coperti dai panneggi dorati del chitone e dell'himation. I volti delle sacre figure mostrano un'accurata resa pittorica sfumata, con carnagioni ambrate e sguardi intensi rivolti direttamente verso lo spettatore.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 118 Madonna Gruzinskaja (o della Georgia) - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31 x 25,5 cm
come esplicitato chiaramente dall'iscrizione in antico slavo ecclesiastico tracciata sul margine inferiore. La composizione si distingue come una raffinata variante della tradizionale tipologia dell'Odigitria ("Colei che mostra la Via"): la Vergine è ritratta a mezzo busto con il capo leggermente reclinato verso il Bambino, sorretto sul braccio sinistro, mentre la mano destra è levata in un gesto di intercessione e preghiera che indirizza lo sguardo del fedele verso il Divino Infante. Cristo Salvatore, raffigurato con sembianze da piccolo adulto anziché da neonato per sottolinearne la sapienza divina (il Logos), siede eretto stringendo nella mano sinistra un rotolo sigillato delle Scritture – simbolo della Rivelazione e del compimento delle profezie – mentre solleva la mano destra in un chiaro gesto benedicente. Dal punto di vista cromatico, l'opera manifesta una straordinaria intensità espressiva, fedele ai canoni della pittura sacra ortodossa: il maphorion della Vergine, che ne ammanta il capo e le spalle, è dipinto in un profondo rosso porpora – simbolo della regalità e della Passione – finemente profilato da galloni dorati e impreziosito dalle caratteristiche tre stelle d'oro (qui visibili sulla fronte e sulla spalla destra), emblema dogmatico della sua perpetua verginità. Al di sotto del manto emerge la tunica di una tonalità verde-blu scuro che crea un forte contrasto con la veste del Bambino, rischiarata da caldi toni ocra, aranciati e lumeggiature dorate che richiamano la luce divina. Gli incarnati (il sankir) presentano una stesura accurata e geometrica, con lumeggiature sottili (ozivki) che conferiscono volume e austerità ai volti, i quali mantengono la tipica fissità ieratica e lo sguardo rivolto oltre lo spettatore, verso l'infinito. Lo sfondo d'oro, graffiato dal tempo e parzialmente consumato, simboleggia la luce increata del Paradiso e reca in alto i tradizionali monogrammi sacri in caratteri greci e cirillici: "MP ΘY" (Madre di Dio) ai lati del nimbo della Vergine e "IΣ XΣ" (Gesù Cristo) a destra del Salvatore.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 119 Madre di Dio di Kazan' (Kazanskaja) - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31,5 x 26 cm
una delle immagini mariane più venerate dell'ortodossia russa e protettrice storica della nazione. La Vergine è raffigurata a mezzo busto, quasi a spalle strette, con il capo fortemente inclinato in senso protettivo ed elegiaco verso il Gesù Bambino, il quale si erge sul lato destro in posizione frontale e rigorosamente verticale. Maria indossa il maphorion azzurro dalle pieghe accentuate e lumeggiate in oro. Il Cristo Bambino è rappresentato in posizione stante (in piedi) fino al ginocchio; con la mano destra sollevata compie il gesto della benedizione, mentre la mano sinistra e il resto del corpo rimangono coperti dai panneggi dorati del chitone e dell'himation. I volti delle sacre figure mostrano un'accurata resa pittorica sfumata, con carnagioni ambrate e sguardi intensi rivolti direttamente verso lo spettatore.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 120 Anastasis (la Discesa agli Inferi) - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola con rivestimento in tessuto ricamato
Altezza x larghezza: 30 x 25 cm
Questa rarissima e straordinaria icona russa, databile alla seconda metà del XIX secolo, unisce una densa iconografia teologica a una raffinata e preziosa manifattura tessile, essendo interamente rivestita da una copertura ricamata a perline di vetro multicolore e cannettine (biser), celebre tecnica artistica d'alta scuola eseguita nei laboratori dei monasteri femminili dell'Impero Russo. Al centro della composizione, entro una mandorla ogivale radiosa eseguita con perline argentee e dorate che riflettono la luce divina, si staglia la figura trionfante di Cristo Salvatore. Egli calpesta vittorioso le porte spezzate dell'Ade (qui modellate geometricamente da perline scure in basso) e, con un gesto dinamico e salvifico, afferra per le mani i progenitori Adamo ed Eva per trarli fuori dai rispettivi sepolcri, simboleggiando la redenzione dell'umanità intera. Ai lati della mandorla si dispongono, rigidamente gerarchizzate e raggruppate in due ali simmetriche, le schiere dei giusti, dei re e dei profeti dell'Antico Testamento, le cui aureole sono finemente delineate da filettature scure. Dal punto di vista esecutivo, l'abilità delle ricamatrici si manifesta nella calibrata stesura delle perline, capaci di dare volume ai panneggi delle vesti attraverso passaggi cromatici che accostano toni caldi di terra e ocra a tocchi di azzurro, verde e bordeaux, creando un effetto musivo tridimensionale. Come impone la tradizione di questi manufatti, le parti anatomiche visibili – i volti e le mani – sono dipinte a tempera su supporto sottostante ed emergono con ieratica delicatezza dalle fessure del ricamo.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.