Pre-Asta ASTA 411 - LA COLLEZIONE ARCIVESCOVO LOZANO DI ANTICHE ICONE ORTODOSSE Asta benefica a sostegno della costruzione di un centro sociale giovanile
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Lotto 145 Icona da viaggio quadrittica (skladon) - XIX secolo
Champlevé
Altezza x larghezza: 17,5 x 40 cm
strettamente legata alla produzione delle comunità dei Vecchi Credenti (Staroobrjadcy). L'opera è realizzata in bronzo fuso a cera persa, finemente cesellato, dorato a fuoco e impreziosito dall'applicazione di smalti policromi stesi sul fondo ad alveolo, caratterizzati dalle tipiche tonalità del bianco e del blu. Dal punto di vista storico-culturale, questa specifica tipologia di manufatto rispondeva alle precise esigenze pratiche e spirituali dei Vecchi Credenti che, in seguito allo scisma (Raskol) del XVII secolo causato dalle riforme liturgiche del patriarca Nikone, scelsero il bronzo e l'ottone per le loro icone. Il metallo garantiva infatti l'incorruttibilità formale delle immagini sacre, resistendo ai frequenti spostamenti durante le fughe e i pellegrinaggi forzati. La finezza esecutiva di queste micro-fusioni, capaci di concentrare in pochi centimetri quadrati una straordinaria densità teologica attesta l'altissima perizia tecnica raggiunta dalle fonderie clandestine attive nelle regioni settentrionali del Pomor'e o nei laboratori specializzati di Guslitsy e Vetka. La struttura del polittico si sviluppa su quattro pannelli, ciascuno sormontato da una cuspide ogivale sagomata. All'interno di ogni pannello, le scene si leggono sequenzialmente da sinistra a destra e dall'alto verso il basso. La prima cuspide ospita la solenne scena della Crocifissione di Nostro Signore Gesù Cristo sul Calvario, mentre la seconda presenta la raffigurazione della Santa Trinità. La cuspide del terzo pannello mostra l'Esaltazione della Santa Croce, dove il Patriarca di Gerusalemme eleva la reliquia avendo alle spalle le tre cupole a cipolla della Basilica del Santo Sepolcro, circondato da due ali simmetriche di figure in preghiera tra le quali si distinguono, in vesti imperiali, Costantino e sua madre Elena. La quarta e ultima cuspide descrive visivamente l'inno liturgico dell'Akathistos, in cui tutto il creato e l'assemblea dei giusti glorificano Maria; al centro la Vergine siede su un alto trono circondata da un tralcio fiorito che richiama l'Albero di Jesse, affiancata dai profeti dell'Antico Testamento che stringono i rispettivi attributi profetici come il nido, la scala, il candelabro e la montagna. Il ciclo dei pannelli principali si apre con la prima anta, interamente dedicata al mistero dell'Incarnazione. Nel registro superiore, la narrazione comincia a sinistra con l'Annunciazione della Madre di Dio, affiancata a destra dalla Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, una formella dalla composizione densa e articolata che racchiude la Vergine distesa nella grotta, il Bambino nella mangiatoia vegliato dal bue e dall'asinello, San Giuseppe tormentato dai dubbi in basso a sinistra e la scena del primo bagno del neonato nell'angolo opposto. Nel registro inferiore, la lettura riprende da sinistra con la Natività della Madre di Dio, che mostra Sant'Anna adagiata sul letto del parto e le ancelle intente a curare la neonata Maria alla presenza di San Gioacchino, per poi chiudersi a destra con l'Ingresso al Tempio della Madre di Dio, in cui la Vergine bambina cammina verso il sommo sacerdote Zaccaria. Il secondo pannello illustra la manifestazione pubblica di Cristo e la rivelazione della sua natura divina. Il registro superiore si apre a sinistra con la Presentazione di Gesù al Tempio, dove il vecchio Simeone il Giusto accoglie il Bambino tra le braccia, seguita a destra dal Battesimo di Cristo nel fiume Giordano. Nel registro inferiore si incontra a sinistra la Trasfigurazione del Signore, con Cristo sfolgorante sul Monte Tabor tra i profeti Mosè ed Elia mentre i tre apostoli sono accecati dalla luce divina, e a destra l'Ingresso di Cristo a Gerusalemme accolto dalla folla. Il terzo pannello si concentra sulla nascita della Chiesa e sul trionfo sulla morte. Il registro superiore si apre a sinistra con l'Anastasis, la Discesa agli Inferi che per la teologia ortodossa rappresenta la Risurrezione stessa, dove Cristo, racchiuso in una mandorla radiosa, calpesta le porte spezzate dell'Ade e afferra per i polsi Adamo ed Eva per trarli fuori dai sepolcri; a destra segue l'Ascensione del Signore, con Gesù che sale al cielo in una gloria di luce sorretta da angeli. Nel registro inferiore dello stesso pannello si trova a sinistra la Pentecoste, con gli Apostoli disposti a semicerchio attorno alla figura centrale della Vergine Maria, e a destra la Dormizione della Madre di Dio, che illustra il corpo esanime di Maria sul letto funebre circondato dagli apostoli in pianto, mentre dietro di lei si erge Cristo che ne accoglie l'anima sotto le sembianze di un neonato in fasce. La quarta anta devia dal tradizionale ciclo delle feste liturgiche per dedicarsi interamente alla venerazione di quattro celebri Icone Miracolose della Madre di Dio, configurandosi come un profondo tributo alla devozione mariana russa. In alto a sinistra è raffigurata l'Icona della Madre di Dio di Tichvin; nella scena sottostante, davanti a un altare, due ali di Santi Padri, monaci e gerarchi della Chiesa sono inchinati in preghiera verso l'immagine miracolosa. In alto a destra si trova l'Icona della Madre di Dio di Vladimir; la composizione in basso mostra al centro la complessa struttura a più cupole e campanili della Cattedrale della Dormizione del Cremlino di Mosca, luogo storico di custodia dell'originale, affiancata dai grandi metropoliti e santi moscoviti come Pietro, Alessio, Giona e Filippo con i loro bastoni pastorali. In basso a sinistra è inserita l'Icona della Madre di Dio di Smolensk, abbinata inferiormente a una solenne processione o rito di supplica in cui fedeli e monaci circondano un bacino o una fonte sacra, dettaglio legato ai miracoli di guarigione della sorgente associati all'icona. Il polittico si conclude in basso a destra con l'Icona della Madre di Dio del Segno; la scena inferiore rappresenta la lode dei Santi taumaturghi russi, colti mentre si inchinano devotamente davanti alla visione del Segno che, secondo la tradizione storica, salvò la città di Novgorod dall'assedio. La copertina esterna del manufatto, visibile a opera chiusa, è dominata da una monumentale Croce del Golgota a otto bracci iscritta all'interno di un elaborato medaglione ovale. Sul fondo si stagliano le profilature stilizzate delle mura di Gerusalemme, affiancate dagli strumenti della Passione (la lancia e la spugna). Nella cavità inferiore del monte è inserito il teschio di Adamo. Il fulcro teologico della facciata è costituito dal medaglione ogivale posto nel registro superiore. All'interno del cartiglio compare un'iscrizione a rilievo eseguita in caratteri cirillici arcaici, secondo la fitta tecnica calligrafica ornamentale nota come Vjaz'. Testo (antico slavo ecclesiastico): «КРЕСТУ ТВОЕМУ ПОКЛОНЯЕМСЯ ВЛАДЫКО И СВЯТОЕ ВОСКРЕСЕНИЕ ТВОЕ СЛАВИМ».
Traduzione: «Adoriamo la Tua Croce, o Sovrano, e glorifichiamo la Tua Santa Risurrezione». La formula, desunta dal tropario della Domenica della Croce, assolveva a una funzione di introito devozionale: accoglieva lo sguardo del fedele prima dell'apertura dello skladon, disponendo lo spirito alla contemplazione del ciclo delle feste liturgiche e delle icone mariane custodite nei riquadri interni.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 146 Icona da viaggio quadrittica (skladon) - XIX secolo
Champlevé
Altezza x larghezza: 17,5 x 40,5 cm
strettamente legata alla produzione delle comunità dei Vecchi Credenti (Staroobrjadcy). L'opera è realizzata in bronzo fuso a cera persa, finemente cesellato, dorato a fuoco e impreziosito dall'applicazione di smalto blu. Dal punto di vista storico-culturale, questa specifica tipologia di manufatto rispondeva alle precise esigenze pratiche e spirituali dei Vecchi Credenti che, in seguito allo scisma (Raskol) del XVII secolo causato dalle riforme liturgiche del patriarca Nikone, scelsero il bronzo e l'ottone per le loro icone. Il metallo garantiva infatti l'incorruttibilità formale delle immagini sacre, resistendo ai frequenti spostamenti durante le fughe e i pellegrinaggi forzati. La finezza esecutiva di queste micro-fusioni, capaci di concentrare in pochi centimetri quadrati una straordinaria densità teologica attesta l'altissima perizia tecnica raggiunta dalle fonderie clandestine attive nelle regioni settentrionali del Pomor'e o nei laboratori specializzati di Guslitsy e Vetka. La struttura del polittico si sviluppa su quattro pannelli, ciascuno sormontato da una cuspide ogivale sagomata. All'interno di ogni pannello, le scene si leggono sequenzialmente da sinistra a destra e dall'alto verso il basso. La prima cuspide ospita la solenne scena della Crocifissione di Nostro Signore Gesù Cristo sul Calvario, mentre la seconda presenta la raffigurazione della Santa Trinità. La cuspide del terzo pannello mostra l'Esaltazione della Santa Croce, dove il Patriarca di Gerusalemme eleva la reliquia avendo alle spalle le tre cupole a cipolla della Basilica del Santo Sepolcro, circondato da due ali simmetriche di figure in preghiera tra le quali si distinguono, in vesti imperiali, Costantino e sua madre Elena. La quarta e ultima cuspide descrive visivamente l'inno liturgico dell'Akathistos, in cui tutto il creato e l'assemblea dei giusti glorificano Maria; al centro la Vergine siede su un alto trono circondata da un tralcio fiorito che richiama l'Albero di Jesse, affiancata dai profeti dell'Antico Testamento che stringono i rispettivi attributi profetici come il nido, la scala, il candelabro e la montagna. Il ciclo dei pannelli principali si apre con la prima anta, interamente dedicata al mistero dell'Incarnazione. Nel registro superiore, la narrazione comincia a sinistra con l'Annunciazione della Madre di Dio, affiancata a destra dalla Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, una formella dalla composizione densa e articolata che racchiude la Vergine distesa nella grotta, il Bambino nella mangiatoia vegliato dal bue e dall'asinello, San Giuseppe tormentato dai dubbi in basso a sinistra e la scena del primo bagno del neonato nell'angolo opposto. Nel registro inferiore, la lettura riprende da sinistra con la Natività della Madre di Dio, che mostra Sant'Anna adagiata sul letto del parto e le ancelle intente a curare la neonata Maria alla presenza di San Gioacchino, per poi chiudersi a destra con l'Ingresso al Tempio della Madre di Dio, in cui la Vergine bambina cammina verso il sommo sacerdote Zaccaria. Il secondo pannello illustra la manifestazione pubblica di Cristo e la rivelazione della sua natura divina. Il registro superiore si apre a sinistra con la Presentazione di Gesù al Tempio, dove il vecchio Simeone il Giusto accoglie il Bambino tra le braccia, seguita a destra dal Battesimo di Cristo nel fiume Giordano. Nel registro inferiore si incontra a sinistra la Trasfigurazione del Signore, con Cristo sfolgorante sul Monte Tabor tra i profeti Mosè ed Elia mentre i tre apostoli sono accecati dalla luce divina, e a destra l'Ingresso di Cristo a Gerusalemme accolto dalla folla. Il terzo pannello si concentra sulla nascita della Chiesa e sul trionfo sulla morte. Il registro superiore si apre a sinistra con l'Anastasis, la Discesa agli Inferi che per la teologia ortodossa rappresenta la Risurrezione stessa, dove Cristo, racchiuso in una mandorla radiosa, calpesta le porte spezzate dell'Ade e afferra per i polsi Adamo ed Eva per trarli fuori dai sepolcri; a destra segue l'Ascensione del Signore, con Gesù che sale al cielo in una gloria di luce sorretta da angeli. Nel registro inferiore dello stesso pannello si trova a sinistra la Pentecoste, con gli Apostoli disposti a semicerchio attorno alla figura centrale della Vergine Maria, e a destra la Dormizione della Madre di Dio, che illustra il corpo esanime di Maria sul letto funebre circondato dagli apostoli in pianto, mentre dietro di lei si erge Cristo che ne accoglie l'anima sotto le sembianze di un neonato in fasce. La quarta anta devia dal tradizionale ciclo delle feste liturgiche per dedicarsi interamente alla venerazione di quattro celebri Icone Miracolose della Madre di Dio, configurandosi come un profondo tributo alla devozione mariana russa. In alto a sinistra è raffigurata l'Icona della Madre di Dio di Tichvin; nella scena sottostante, davanti a un altare, due ali di Santi Padri, monaci e gerarchi della Chiesa sono inchinati in preghiera verso l'immagine miracolosa. In alto a destra si trova l'Icona della Madre di Dio di Vladimir; la composizione in basso mostra al centro la complessa struttura a più cupole e campanili della Cattedrale della Dormizione del Cremlino di Mosca, luogo storico di custodia dell'originale, affiancata dai grandi metropoliti e santi moscoviti come Pietro, Alessio, Giona e Filippo con i loro bastoni pastorali. In basso a sinistra è inserita l'Icona della Madre di Dio di Smolensk, abbinata inferiormente a una solenne processione o rito di supplica in cui fedeli e monaci circondano un bacino o una fonte sacra, dettaglio legato ai miracoli di guarigione della sorgente associati all'icona. Il polittico si conclude in basso a destra con l'Icona della Madre di Dio del Segno; la scena inferiore rappresenta la lode dei Santi taumaturghi russi, colti mentre si inchinano devotamente davanti alla visione del Segno che, secondo la tradizione storica, salvò la città di Novgorod dall'assedio. La copertina esterna del manufatto, visibile a opera chiusa, è dominata da una monumentale Croce del Golgota a otto bracci iscritta all'interno di un elaborato medaglione ovale. Sul fondo si stagliano le profilature stilizzate delle mura di Gerusalemme, affiancate dagli strumenti della Passione (la lancia e la spugna). Nella cavità inferiore del monte è inserito il teschio di Adamo. Il fulcro teologico della facciata è costituito dal medaglione ogivale posto nel registro superiore. All'interno del cartiglio compare un'iscrizione a rilievo eseguita in caratteri cirillici arcaici, secondo la fitta tecnica calligrafica ornamentale nota come Vjaz'. Testo (antico slavo ecclesiastico): «КРЕСТУ ТВОЕМУ ПОКЛОНЯЕМСЯ ВЛАДЫКО И СВЯТОЕ ВОСКРЕСЕНИЕ ТВОЕ СЛАВИМ».
Traduzione: «Adoriamo la Tua Croce, o Sovrano, e glorifichiamo la Tua Santa Risurrezione». La formula, desunta dal tropario della Domenica della Croce, assolveva a una funzione di introito devozionale: accoglieva lo sguardo del fedele prima dell'apertura dello skladon, disponendo lo spirito alla contemplazione del ciclo delle feste liturgiche e delle icone mariane custodite nei riquadri interni.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 147 Croce da kiot - XIX secolo
Fusione in bronzo dorato e smalti policromi
Altezza x larghezza: 35 x 25 cm
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. L’apparato decorativo si espande in una serie di pannelli che includono sia episodi della vita di Cristo sia raffigurazioni di carattere simbolico, integrando narrazione evangelica e contenuti allegorici. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 148 Icona da viaggio quadrittica (skladon) - XIX secolo
Champlevé
Altezza x larghezza: 18,5 x 41,5 cm
strettamente legata alla produzione delle comunità dei Vecchi Credenti (Staroobrjadcy). L'opera è realizzata in bronzo fuso a cera persa, finemente cesellato, dorato a fuoco e impreziosito dall'applicazione di smalto azzurro. Dal punto di vista storico-culturale, questa specifica tipologia di manufatto rispondeva alle precise esigenze pratiche e spirituali dei Vecchi Credenti che, in seguito allo scisma (Raskol) del XVII secolo causato dalle riforme liturgiche del patriarca Nikone, scelsero il bronzo e l'ottone per le loro icone. Il metallo garantiva infatti l'incorruttibilità formale delle immagini sacre, resistendo ai frequenti spostamenti durante le fughe e i pellegrinaggi forzati. La finezza esecutiva di queste micro-fusioni, capaci di concentrare in pochi centimetri quadrati una straordinaria densità teologica attesta l'altissima perizia tecnica raggiunta dalle fonderie clandestine attive nelle regioni settentrionali del Pomor'e o nei laboratori specializzati di Guslitsy e Vetka. La struttura del polittico si sviluppa su quattro pannelli, ciascuno sormontato da una cuspide ogivale sagomata. All'interno di ogni pannello, le scene si leggono sequenzialmente da sinistra a destra e dall'alto verso il basso. La prima cuspide ospita la solenne scena della Crocifissione di Nostro Signore Gesù Cristo sul Calvario, mentre la seconda presenta la raffigurazione della Santa Trinità. La cuspide del terzo pannello mostra l'Esaltazione della Santa Croce, dove il Patriarca di Gerusalemme eleva la reliquia avendo alle spalle le tre cupole a cipolla della Basilica del Santo Sepolcro, circondato da due ali simmetriche di figure in preghiera tra le quali si distinguono, in vesti imperiali, Costantino e sua madre Elena. La quarta e ultima cuspide descrive visivamente l'inno liturgico dell'Akathistos, in cui tutto il creato e l'assemblea dei giusti glorificano Maria; al centro la Vergine siede su un alto trono circondata da un tralcio fiorito che richiama l'Albero di Jesse, affiancata dai profeti dell'Antico Testamento che stringono i rispettivi attributi profetici come il nido, la scala, il candelabro e la montagna. Il ciclo dei pannelli principali si apre con la prima anta, interamente dedicata al mistero dell'Incarnazione. Nel registro superiore, la narrazione comincia a sinistra con l'Annunciazione della Madre di Dio, affiancata a destra dalla Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, una formella dalla composizione densa e articolata che racchiude la Vergine distesa nella grotta, il Bambino nella mangiatoia vegliato dal bue e dall'asinello, San Giuseppe tormentato dai dubbi in basso a sinistra e la scena del primo bagno del neonato nell'angolo opposto. Nel registro inferiore, la lettura riprende da sinistra con la Natività della Madre di Dio, che mostra Sant'Anna adagiata sul letto del parto e le ancelle intente a curare la neonata Maria alla presenza di San Gioacchino, per poi chiudersi a destra con l'Ingresso al Tempio della Madre di Dio, in cui la Vergine bambina cammina verso il sommo sacerdote Zaccaria. Il secondo pannello illustra la manifestazione pubblica di Cristo e la rivelazione della sua natura divina. Il registro superiore si apre a sinistra con la Presentazione di Gesù al Tempio, dove il vecchio Simeone il Giusto accoglie il Bambino tra le braccia, seguita a destra dal Battesimo di Cristo nel fiume Giordano. Nel registro inferiore si incontra a sinistra la Trasfigurazione del Signore, con Cristo sfolgorante sul Monte Tabor tra i profeti Mosè ed Elia mentre i tre apostoli sono accecati dalla luce divina, e a destra l'Ingresso di Cristo a Gerusalemme accolto dalla folla. Il terzo pannello si concentra sulla nascita della Chiesa e sul trionfo sulla morte. Il registro superiore si apre a sinistra con l'Anastasis, la Discesa agli Inferi che per la teologia ortodossa rappresenta la Risurrezione stessa, dove Cristo, racchiuso in una mandorla radiosa, calpesta le porte spezzate dell'Ade e afferra per i polsi Adamo ed Eva per trarli fuori dai sepolcri; a destra segue l'Ascensione del Signore, con Gesù che sale al cielo in una gloria di luce sorretta da angeli. Nel registro inferiore dello stesso pannello si trova a sinistra la Pentecoste, con gli Apostoli disposti a semicerchio attorno alla figura centrale della Vergine Maria, e a destra la Dormizione della Madre di Dio, che illustra il corpo esanime di Maria sul letto funebre circondato dagli apostoli in pianto, mentre dietro di lei si erge Cristo che ne accoglie l'anima sotto le sembianze di un neonato in fasce. La quarta anta devia dal tradizionale ciclo delle feste liturgiche per dedicarsi interamente alla venerazione di quattro celebri Icone Miracolose della Madre di Dio, configurandosi come un profondo tributo alla devozione mariana russa. In alto a sinistra è raffigurata l'Icona della Madre di Dio di Tichvin; nella scena sottostante, davanti a un altare, due ali di Santi Padri, monaci e gerarchi della Chiesa sono inchinati in preghiera verso l'immagine miracolosa. In alto a destra si trova l'Icona della Madre di Dio di Vladimir; la composizione in basso mostra al centro la complessa struttura a più cupole e campanili della Cattedrale della Dormizione del Cremlino di Mosca, luogo storico di custodia dell'originale, affiancata dai grandi metropoliti e santi moscoviti come Pietro, Alessio, Giona e Filippo con i loro bastoni pastorali. In basso a sinistra è inserita l'Icona della Madre di Dio di Smolensk, abbinata inferiormente a una solenne processione o rito di supplica in cui fedeli e monaci circondano un bacino o una fonte sacra, dettaglio legato ai miracoli di guarigione della sorgente associati all'icona. Il polittico si conclude in basso a destra con l'Icona della Madre di Dio del Segno; la scena inferiore rappresenta la lode dei Santi taumaturghi russi, colti mentre si inchinano devotamente davanti alla visione del Segno che, secondo la tradizione storica, salvò la città di Novgorod dall'assedio. La copertina esterna del manufatto, visibile a opera chiusa, è dominata da una monumentale Croce del Golgota a otto bracci iscritta all'interno di un elaborato medaglione ovale. Sul fondo si stagliano le profilature stilizzate delle mura di Gerusalemme, affiancate dagli strumenti della Passione (la lancia e la spugna). Nella cavità inferiore del monte è inserito il teschio di Adamo. Il fulcro teologico della facciata è costituito dal medaglione ogivale posto nel registro superiore. All'interno del cartiglio compare un'iscrizione a rilievo eseguita in caratteri cirillici arcaici, secondo la fitta tecnica calligrafica ornamentale nota come Vjaz'.
Testo (antico slavo ecclesiastico): «КРЕСТУ ТВОЕМУ ПОКЛОНЯЕМСЯ ВЛАДЫКО И СВЯТОЕ ВОСКРЕСЕНИЕ ТВОЕ СЛАВИМ».
Traduzione: «Adoriamo la Tua Croce, o Sovrano, e glorifichiamo la Tua Santa Risurrezione». La formula, desunta dal tropario della Domenica della Croce, assolveva a una funzione di introito devozionale: accoglieva lo sguardo del fedele prima dell'apertura dello skladon, disponendo lo spirito alla contemplazione del ciclo delle feste liturgiche e delle icone mariane custodite nei riquadri interni.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 149 Croce da kiot - XIX secolo
Fusione in bronzo
Altezza x larghezza: 34,5 x 17,5 cm
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione.Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 150 Croce da kiot - XIX secolo
Fusione in bronzo
Altezza x larghezza: 37 x 19,5 cm
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione.Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lotto 151 Croce da kiot - XIX secolo
Fusione in bronzo
Altezza x larghezza x profondità: 17,3 x 10,6 x 0,3 cm Peso: 286 gr
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. -
Lotto 152 Croce da kiot - XIX secolo
Fusione in bronzo
Altezza x larghezza: 19,5 x 11.5 cm Peso: 250.5 gr.
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione.Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. -
Lotto 153 Croce da kiot - XIX secolo
Fusione in bronzo e smalti policromi
Altezza x larghezza: 19 x 10 cm Peso: 201.5 gr.
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. -
Lotto 154 Croce da kiot - XIX secolo
Fusione in bronzo
Altezza x larghezza: 18 x 11 cm Peso: 300 gr.
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. -
Lotto 155 Lotto di 6 icone pettorali - XVIII-XIX secolo
Fusione in bronzo e smalti policromi
Altezza per larghezza: 7 x 6 cm Peso: 245.5 gr.
raffiguranti due di esse, San Nicola di Myra; il Mandylion di Edessa; i Santi Quirico e Giuditta e infine due di esse, la Theotokos. -
Lotto 156 Polittico da viaggio raffigurante le dodici feste ortodosse e quattro miracolose apparizioni della Vergine - XIX secolo
Fusione in bronzo
Altezza x larghezza: 16 x 37,5 cm
Il manufatto, pregevole esempio della produzione metallurgica dei Vecchi Credenti, si presenta come un polittico portatile in quattro valve. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. Le prime tre valve del polittico illustrano il ciclo delle Dodici Grandi Feste della Chiesa Ortodossa, asse portante dell'anno liturgico. Ciascuna anta è sormontata da una cimasa a forma di kokoshnik, le quali raffigurano, da sinistra a destra: la Crocifissione di Cristo, la Trinità del Nuovo Testamento e l’Esaltazione della Croce. La quarta valva si distacca tematicamente dalle precedenti, configurandosi come un'unitaria glorificazione della Theotokos. In essa sono riprodotte quattro tra le più venerate effigi mariane della tradizione russa: la Madre di Dio di Tikhvin; la Madre di Dio di Vladimir; la Madre di Dio di Smolensk; la Madre di Dio del Segno (Znamenie). La cimasa di quest'ultima anta è dedicata alla Lode alla Madre di Dio: la Vergine è assisa in trono al centro, circondata dai profeti dell'Antico Testamento. Nella parte superiore campeggia il Cristo Emanuele a mezzo busto, mentre nel registro inferiore è raffigurato il profeta mesopotamico Balaam. Quest'ultimo è colto in posizione genuflessa, con la mano tesa a indicare la stella, simbolo della sua celebre profezia messianica. Il piatto esterno presenta una cornice fitomorfa, composta da densi intrecci di elementi vegetali che si fondono armoniosamente con strutture architettoniche stilizzate. Al centro della composizione, entro una sobria riserva ovale, campeggia l'immagine della Croce del Golgota. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico di grande dettaglio, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la città santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa. -
Lotto 157 Trittico da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Fusione in bronzo
Altezza x larghezza: 11 x 15 cm Peso: 155 gr.
Il manufatto si presenta come un altarolo portatile a tre valve apribili in bronzo fuso, tipico della produzione metallurgica russa dei Vecchi Credenti. La valva centrale ospita l'iconografia della Madre di Dio della Consolazione, un culto la cui origine la tradizione fa risalire al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Nella parte superiore di questa scena centrale emerge Dio Padre dalle nubi, sovrastato da una schera di cherubini. Nelle valve laterali il programma iconografico si sviluppa attraverso quattro delle Grandi Feste dell’anno liturgico: l’Entrata a Gerusalemme e la Presentazione al Tempio, seguite dalle scene pasquali dell’Anastasis (la Discesa agli Inferi) e dell’Ascensione. Il ciclo si conclude nelle cimase delle ali laterali, dove è raffigurato il mistero dell’Annunciazione, rigidamente ripartito tra la figura dell’arcangelo Gabriele e quella della Vergine. Tali manufatti erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. -
Lotto 158 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Fusione in bronzo
Altezza x larghezza: 11.5 x 8 cm Peso: 135 gr.
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Inoltre, nella parte superiore della scena emerge Dio Padre dalle nubi, sovrastato da un schera di cherubini. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.