ASTA 411 - LA COLLEZIONE ARCIVESCOVO LOZANO DI ANTICHE ICONE ORTODOSSE Asta benefica a sostegno della costruzione di un centro sociale giovanile

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venerdì 18 dicembre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
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  •  Crocifissione di Nostro Signore Gesù Cristo attorniata da scene della Passione e santi - Inizi XX secolo
    Lotto 25

    Crocifissione di Nostro Signore Gesù Cristo attorniata da scene della Passione e santi - Inizi XX secolo
    Tempera all'uovo su tavola e fusione in bronzo
    Altezza x larghezza: 35,5 x 31 cm
    Il dipinto si configura come una tipica composizione da devozione domestica, dove la pittura sacra si fonde armoniosamente con l'arte della fusione metallica russa dell'epoca. Il fulcro visivo e teologico della composizione è costituito dal crocifisso bronzeo a tre traverse incassato nel legno. Sul corpo della croce metallica è raffigurato il Cristo disteso, sormontato dal Mandylion (il Santo Volto) nella traversa superiore, mentre ai piedi della croce, entro una cavità rocciosa stilizzata sulla tavola, si scorge il teschio di Adamo bagnato dal sangue redentore. Ai lati del grande crocifisso, la superficie pittorica ospita le tradizionali figure dei dolenti stanti a figura intera: sulla sinistra si stagliano le Pie Donne guidate da Maria Vergine, avvolta nel suo maphorion rosso, mentre sulla destra sono effigiati San Giovanni Evangelista, colto in un gesto di sgomento, e il centurione Longino in abiti militari romani. Ai quattro angoli esterni della composizione principale, il maestro iconografo ha inserito ulteriori registri narrativi e devozionali di straordinario dettaglio: nei due riquadri superiori sono dipinte le scene della Deposizione dalla Croce e del Seppellimento di Cristo, mentre nelle due bande verticali laterali trovano posto quattro santi intercessori disposti su registri sovrapposti, tra cui San Nicola di Myra, un santo guerriero e due sante monache. La complessa interazione tra il rilievo plastico e dorato del metallo centrale e la bidimensionalità della pittura perimetrale conferisce all'opera un forte impatto scenografico, qualificandola come un manufatto di pregio devozionale e artistico, capace di riassumere l'intero ciclo pasquale in un'unica e potente sintesi visiva.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  San Giorgio che uccide il drago (Svjatyj Georgij Pobedonosec) - Inizi XX secolo
    Lotto 26

    San Giorgio che uccide il drago (Svjatyj Georgij Pobedonosec) - Inizi XX secolo
    Tela su tavola
    Altezza x larghezza: 53,5 x 43 cm
    La composizione si sviluppa secondo un impianto narrativo completo e di straordinaria ricchezza teologica e simbolica, che va ben oltre la semplice raffigurazione del duello cavalleresco. Al centro della scena si staglia la figura monumentale di San Giorgio, ritratto come un giovane cavaliere cinto da un'aureola dorata e rivestito di una splendida armatura militare piumata, con un ampio manto rosso cinabro che si gonfia dinamicamente alle sue spalle a simboleggiare l'impeto dello Spirito Santo. In sella a un vigoroso cavallo grigio dalle bardature dorate, il santo trafigge con precisione millimetrica le fauci infuocate del drago alato che giace sconfitto ai suoi piedi, immerso in una gora d'acqua blu scuro, emblema delle forze del caos e del male. Sopra il cavaliere, un angelo fluttuante si sporge dalle nubi per posare sul suo capo una corona d'oro, suggellando il suo trionfo spirituale e il suo martirio. A dominare l'intera teofania dall'alto, entro una mandorla semicircolare di nubi scure digradanti, emerge la figura benedicente di Cristo Salvatore (il Pantocratore) che reca tra le mani il libro delle Scritture aperto. Sul lato destro della tavola la narrazione si arricchisce dei dettagli storici della leggenda: in primo piano si erge la figura stante e ieratica della principessa Elisabetta (o Alessandra), abbigliata con paramenti regali e un maphorion purpureo con il capo coronato, colta nell'atto di guardare il suo salvatore; alle sue spalle si innalza una sfarzosa e complessa architettura cittadina turrita di gusto neobizantino e fortificato, dalle cui finestre si affacciano i sovrani (i genitori della principessa) insieme alla corte imperiale per assistere al miracolo e alla successiva conversione. Lo sfondo è scandito sul lato sinistro dalle tipiche e geometriche montagne rocciose spezzate, finemente lumeggiate a piccoli tratti bianchi, che esaltano la verticalità della scena. Dal punto di vista stilistico, l'opera manifesta una stesura pittorica d'alta scuola devozionale, evidente nella finezza miniaturistica con cui sono trattati i volti della corte e i dettagli dell'armatura, esaltati dalle ampie e sfarzose campiture in foglia d'oro lucida che rivestono i cieli e i dettagli ornamentali. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Lotto 27

    Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 53,5 x 42 cm
    L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Icona russa quadripartita raffigurante il Pokrov, la Madre di Dio "Calma i miei dolori", la Madre di Dio delle Tre Mani e la Madre di Dio del Segno - XIX secolo
    Lotto 28

    Icona russa quadripartita raffigurante il Pokrov, la Madre di Dio "Calma i miei dolori", la Madre di Dio delle Tre Mani e la Madre di Dio del Segno - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola e foglia d'oro
    Altezza x larghezza: 54 x 42 cm
    sormontati da iscrizioni calligrafiche in antico slavo ecclesiastico tracciate in rosso sui margini superiori. Nel quadrante superiore sinistro si dispiega la complessa e solenne composizione del Pokrov (la Protezione della Madre di Dio), ambientata nella chiesa delle Blacherne a Costantinopoli: in alto la Vergine si eleva sulle nubi sorreggendo il sacro velo protettivo assistita dalle schiere celesti, mentre nel registro inferiore, davanti alle porte regali dell'iconostasi, si staglia il diacono San Romano il Melode affiancato da Andrea il Folle in Cristo che indica la visione teofanica al discepolo Epifanio. Il quadrante superiore destro ospita la lirica e toccante iconografia della Madre di Dio "Calma i miei dolori" (Utoli moja pečali), come esplicitato chiaramente dall'iscrizione sovrastante ("ОУТОЛИ МОЯ БОЛЭЗНИ" / Calma i miei dolori/malattie); la Vergine è ritratta a mezzo busto con il volto doloroso reclinato e accarezzato dalla propria mano destra, mentre sorregge con la sinistra il Divino Infante Emmanuel che tiene srotolato un lungo testo delle Scritture. Nel registro inferiore sinistro emerge con sfarzosa regalità la Madre di Dio delle Tre Mani (Troeručica), in cui la Vergine Maria e il Bambino Gesù sono effigiati con imponenti corone sovrane gemmate e ricchi abiti scarlatti lumeggiati; sul petto della Vergine spicca un pendente circolare, mentre in basso a sinistra si scorge la caratteristica terza mano ex-voto, legata al miracolo di San Giovanni Damasceno. Infine, il quadrante inferiore destro è occupato dalla dogmatica raffigurazione della Madre di Dio del Segno (Znamenie), qui interpretata nella solenne variante in cui la Vergine, a mezzo busto e con le mani alzate in posa rigidamente orante, reca sul petto una mandorla radiosa di luce dorata contenente il Cristo Emmanuel benedicente, affiancata in alto dai tradizionali monogrammi cherubici e serafici recanti i volti alati degli angeli. 

    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Lotto 29

    Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 54,5 x 43,5 cm
    L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Anastasis Pasquale (tra la Madre di Dio, San Nicola Taumaturgo, Santi Monastici e Principi Anargyroi, con Deesis) - XIX secolo
    Lotto 30

    Anastasis Pasquale (tra la Madre di Dio, San Nicola Taumaturgo, Santi Monastici e Principi Anargyroi, con Deesis) - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 45 x 38,5 cm
    Questo raffinato manufatto d'eccellenza per la devozione privata, costituisce un'elaborata sintesi teologica, liturgica e agiografica ortodossa. Lo spazio pittorico è orchestrato attorno a un grande asse verticale centrale dedicato al cuore della liturgia orientale, il Mistero Pasquale: la sezione è sormontata nella parte altissima dalla Trinità del Nuovo Testamento (Otečestvo) immersa tra cori angelici e nubi mistiche, e si sviluppa verso il basso unendo la Risurrezione di Cristo dal Sepolcro (con il Salvatore entro una mandorla di luce) alla monumentale Discesa agli Inferi (Anastasis), dove il Cristo risorto calpesta le porte spezzate dell'Ade per trarre in salvo Adamo ed Eva, mentre sulla destra i giusti e i redenti sono guidati dal buon ladrone Disma verso le porte del Paradiso. Nei quattro angoli e negli scomparti laterali si dispone una studiata corte di intercessori e protettori celesti: in alto a sinistra compare la figura a mezzo busto della Madre di Dio; in alto a destra fa da preciso contrappunto la figura di San Nicola di Myra in sontuosi paramenti episcopali e con i Vangeli aperti. I registri intermedi ospitano, sul lato sinistro, un gruppo di quattro santi asceti e monaci (tra cui si riconoscono i venerati padri monastici russi in posizioni oranti e contemplative), mentre sul lato destro si stagliano altri quattro santi di cui due santi in vesti regali, corone e manti bordati d'ermellino, identificabili iconograficamente con i Santi Principi Boris e Gleb, primi martiri della terra russa. Il registro inferiore è interamente occupato da una maestosa Deesis monumentale strutturata in tre scomparti attigui di uguali dimensioni: a sinistra la Vergine Maria intercede protendendo un cartiglio srotolato; al centro siede Cristo Re dei Re e Grande Sommo Sacerdote nell'atto di benedire con il libro aperto; a destra San Giovanni Battista Precursore mostra un rotolo spiegato recante l'invito alla penitenza. Dal punto di vista stilistico, la tavola si distingue per una straordinaria maestria nella calligrafia pittorica e nella minuzia esecutiva tardo-imperiale, capace di gestire l'altissima densità di figure miniaturizzate senza perdere in nitidezza drammatica; le anatomie slanciate, la raffinata modulazione delle sfumature dei volti e la complessa sovrapposizione dei piani dimostrano una ricezione sofisticata dell'arte accademica occidentale pur all'interno di un assoluto rispetto dei canoni iconografici d'Oriente. La tavolozza cromatica è eccezionalmente ricca e vibrante, dominata dall'oro dello sfondo che esalta per contrasto le tonalità profonde dei manti della Deesis e i tocchi brillanti di rosso cinabro, azzurro e verde malachite delle scene centrali.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - Inizi XX secolo
    Lotto 31

    Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - Inizi XX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 45 x 38 cm
    L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Protezione della Madre di Dio (Pokrov) - Inizi XX secolo
    Lotto 32

    Protezione della Madre di Dio (Pokrov) - Inizi XX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 53,5 x 43 cm
    una delle feste più amate e teologicamente significative della tradizione ortodossa russa, il Pokrov (Protezione o Velo della Vergine), celebrato il primo di ottobre a memoria del miracolo avvenuto nel X secolo nella chiesa delle Blacherne a Costantinopoli. Dal punto di vista iconografico, la composizione si articola su due registri sovrapposti all'interno di una monumentale cornice architettonica che riproduce lla basilica bizantina con cupole e absidi finemente delineate. Nel registro superiore, la Madre di Dio appare fluttuante tra le nuvole, in preghiera per l'umanità, affiancata da angeli, apostoli, profeti e santi; tra le mani, o sorretto dagli angeli a seconda delle varianti, ella reca il velo luminoso (lo omophorion), simbolo visibile di protezione e intercessione divina. Nel registro inferiore si sviluppa la dimensione terrena del miracolo: al centro, sul pulpito, si staglia la figura slanciata di San Romano il Melode, patrono dei cantori sacri, con in mano un rotolo recante l'inno natalizio da lui composto. Alla sua destra (sinistra per l'osservatore) si riconoscono l'imperatore Leone il Saggio, l'imperatrice e il patriarca di Costantinopoli, mentre sul lato opposto spicca la figura di San Andrea, il "folle in Cristo" (jurodivyj), che indica estatico la visione celeste al suo giovane discepolo Epifanio. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Lotto 33

    Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Tempera all'uovo e foglia d'oro su tavola
    Altezza x larghezza: 53,5 x 47,5 cm
    L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). Dal punto di vista stilistico, l'icona mostra una pregevole esecuzione pittorica miniaturistica nei dettagli anatomici e nei panneggi geometrici, tipica della produzione devozionale tardo-settecentesca o del primo Ottocento destinata al collezionismo privato o a piccoli arredi liturgici. La superficie è impreziosita da una basma perimetrale in foglia d'oro che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre. 


    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Adorazione del Cristo deposto dalla Croce  - Fine XVII secolo
    Lotto 34

    Adorazione del Cristo deposto dalla Croce - Fine XVII secolo
    Tempera grassa su legno
    Altezza x larghezza: 39 x 49 cm
    frequentemente accostata nell'iconografia occidentale al Compianto sul Cristo morto o alla Pietà.  L'opera  si inserisce in una fase storico-artistica di grande transizione, in cui i canoni pittorici tradizionali della Russia zarista accolgono accenni espressivi e dinamici di derivazione occidentale, pur mantenendo intatta la solennità teologica orientale. La composizione è racchiusa entro un'elegante bordatura scura arricchita da elaborate iscrizioni in antico slavo ecclesiastico (caratteri cirillici). La scena descrive il momento immediatamente successivo alla Deposizione, focalizzandosi sul corpo esanime di Gesù, sorretto con devota cura mediante il candido lenzuolo funebre. Attorno alla figura centrale del Salvatore si articola il drammatico fulcro dei dolenti: la Vergine Maria, avvolta in un drappeggio rosso cupo, si protende verso il Figlio in un gesto di straziante e dignitoso dolore, affiancata da Maria Maddalena, da San Giovanni Evangelista e dalle figure di Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, che sorreggono la salma. Sullo sfondo emerge la monumentale presenza della Croce lignea, asse teologico e visivo del martirio, recante l'iscrizione sacra e i simboli della Passione. Dal punto di vista stilistico e cromatico, il dipinto si distingue per una stesura pittorica minuziosa e di grande impatto visivo. La tavolozza gioca su un contrasto cromatico profondo, dominato dalle tonalità calde dell'ocra e della terra d'Ombra, interrotte dalle accensioni purpuree e dalle vibranti lumeggiature dorate che ridefiniscono le pieghe geometriche delle vesti. Le fisionomie dei personaggi e i dettagli anatomici del Cristo sono resi con estrema precisione e delicatezza miniaturistica, utilizzando sfumature progressive stese sopra la tradizionale base scura del sankir, conferendo ai volti una straordinaria intensità interiore e spirituale.
    Il retro del supporto ligneo, reca un'importante testimonianza documentale che ne accresce il valore e la tracciabilità collezionistica. Vi è infatti applicata la Relazione Tecnica originale di restauro datata aprile 1982. Il documento certifica lo stato di autenticità del dipinto, evidenziandone il caratteristico craquelure profondo formatosi naturalmente nel corso dei secoli a causa dei movimenti del supporto in legno. La perizia d'epoca attesta l'esecuzione di un rigoroso intervento conservativo che ha compreso la disinfestazione e il consolidamento del legno a caldo, il fissaggio degli strati di colore instabile all'imprimitura di gesso e una pulitura chimica estremamente controllata con solventi volatili per rimuovere le vernici ossidate protettive. Le lacune della pellicola pittorica sono state integrate con un restauro rigorosamente reversibile ad acquerello e pigmenti naturali, preservando la texture materica e la leggibilità generale dell'opera. L'icona si presenta oggi strutturalmente stabile e ottimamente conservata, protetta da una leggera vernice finale, configurandosi come un lotto di indubbio interesse e rarità per il collezionismo internazionale di arte sacra russa.

  •  Madre di Dio di Kazan' (Kazanskaya) - XIX secolo
    Lotto 35

    Madre di Dio di Kazan' (Kazanskaya) - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 43,5 x 37 cm
    un’intensa e solenne testimonianza della pittura sacra ortodossa, fedelmente impostata su uno dei prototipi mariani più venerati della tradizione russa. La composizione presenta un'impostazione iconografica ravvicinata e monumentale, caratterizzata dalla raffigurazione a busto stretto della Vergine Maria con il capo marcatamente reclinato verso il Divino Infante. Gesù Bambino è effigiato sulla destra, ritratto in posizione eretta e frontale fino alla vita, colto nell'atto di compiere il solenne gesto di benedizione con la mano destra rivolta verso l'osservatore, mentre la sinistra rimane idealmente celata dai panneggi delle sue vesti composte da una tunica blucca e un ampio manto rosso carminio. Il volto della Vergine, dai tratti allungati ed evocativi della più pura tradizione bizantina, esprime una profonda e severa melanconia spirituale, accentuata dai grandi occhi castani sormontati da arcate sopraccigliari sottili e dalle labbra serrate in un'espressione di dolente dignità. Maria indossa il classico maphorion di una ricca tonalità rosso-bruna, impreziosito lungo i bordi da una fitta profilatura dorata geometrica, arricchita da perlinature bianche e dalle tradizionali stelle a otto punte sulla fronte e sulla spalla, simbolo dogmatico della sua perpetua verginità. I volti e l'incarnato sono trattati con una stesura pittorica calda e stratificata, dove le marcate lumeggiature chiare conferiscono una forte plasticità volumetrica alle figure sacre. Queste ultime si stagliano su un fondo dorato che mostra i segni del tempo, circondato da ampie aureole incise a raggiera e da un bordo perimetrale ligneo scuro che racchiude l'intera e suggestiva composizione sacra.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Koimesis (o transito di Maria) - Fine XVII secolo
    Lotto 36

    Koimesis (o transito di Maria) - Fine XVII secolo
    Tempera grassa su legno
    Altezza x larghezza: 41 x 30 cm
    ascrivibile all'ambito iconografico ortodosso dell'area balcanico-russa. La composizione riproduce fedelmente una delle immagini dogmatiche più profonde e codificate della tradizione bizantina, che non descrive una morte fisica biologica, ma un passaggio pacifico alla dimensione celeste attraverso una potente dialettica corporea e spirituale. La Vergine è stesa orizzontalmente sul catafalco funebre, avvolta nel tradizionale maphorion, a simboleggiare la sua natura terrena e mortale. Esattamente al centro, lungo un asse verticale, si erge la figura monumentale del Cristo glorioso, racchiuso all'interno di una mandorla mistica di luce. Sul braccio sinistro Egli regge una piccola figura avvolta in fasce bianche: si tratta dell'animula, ovvero l'anima pura di Maria appena nata alla vita eterna, un paradosso teologico rovesciato di straordinaria intensità in cui colui che da neonato fu nutrito e fasciato da Maria, ora stringe a sé l'anima di Sua madre per accoglierla in cielo. Attorno al feretro si stringe la gerarchia dei dolenti. Sullo sfondo, dietro gli Apostoli, compaiono le figure aureolate dei Vescovi e dei Padri della Chiesa tra cui tradizionalmente si riconoscono Dionigi l’Areopagita e Giacomo il fratello del Signore, inseriti davanti a quinte di architetture idealizzate tipiche della pittura post-bizantina. L'iscrizione superiore, parzialmente leggibile in caratteri antico-slavi e cirillici, conferma l'origine culturale dell'opera. Dal punto di vista stilistico, l'opera riflette la maestria dell'iconografo inteso come teologo visivo. Sebbene l'impianto rimanga fortemente radicato nella tradizione medievale per l'assenza di prospettiva geometrica occidentale e per la bidimensionalità dello sfondo, la tavolozza rivela una notevole vivacità cromatica secentesca. Il contrasto è dominato dal rosso cinabro profondo della coperta del feretro che dialoga con le calde tonalità ocra e dorate dei drappeggi e delle strutture architettoniche.

    Il valore storico e collezionistico del dipinto è ulteriormente impreziosito da una straordinaria e rara stratificazione documentale conservata intatta sul retro della tavoletta.
    La presenza di un timbro cartaceo circolare del Gouvernement du Grand-Duché de Luxembourg (Ministero delle Arti o Dogana del Lussemburgo), testimoniando il confluire di questo patrimonio d'arte orientale nei canali diplomatici o collezionistici occidentali. Sotto i timbri è applicata la Relazione Tecnica originale di restauro datata 1° giugno 1982, la quale attesta un delicato intervento conservativo mirato alla disinfestazione e al consolidamento del supporto ligneo tramite tasselli, a una pulitura chimica controllata della pellicola pittorica con solventi volatili e al fissaggio del colore instabile. In tale occasione, la fitta rete di screpolature superficiali della materia (un craquelure quadrangolare e profondo che costituisce la vera testimonianza biologica e l'impronta digitale dell'invecchiamento secolare del gesso e della tempera) è stata preservata eseguendo l'integrazione pittorica delle sole lacune mediante tratteggio cromatico tonale ad acquerello. L'opera si presenta oggi in ottimo stato di leggibilità, protetta da una vernice finale leggera, configurandosi come un'opportunità di assoluto rilievo per cultori di arte sacra antica.



  •  Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - Inizi XX secolo
    Lotto 37

    Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - Inizi XX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 32,5 x 26 cm
    L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Santo Volto di Gesù Cristo - Fine XIX secolo
    Lotto 38

    Santo Volto di Gesù Cristo - Fine XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 37 x 30 cm
    noto nella tradizione bizantino-ortodossa come Mandylion o Acheiropoietos ("non dipinto da mano umana"). La potente struttura iconografica si concentra sul primo piano monumentale del volto del Salvatore, che si staglia ieratico sopra il sudario o velo bianco, i cui lembi superiori sono sorretti e dispiegati simmetricamente da due arcangeli fluttuanti dipinti nei due angoli superiori. Il velo è finemente decorato nella porzione inferiore con eleganti motivi floreali a fioroni stilizzati virati sui toni dell'oro e dell'ocra, che richiamano i tessuti damascati e i repertori ornamentali tipici dell'artigianato artistico russo tardo-ottocentesco. Il volto di Cristo presenta i tratti inconfondibili di questa iconografia: la simmetria geometrica dei lineamenti, la barba biforcuta che termina a punta, i lunghi capelli castani spartiti al centro che ricadono ordinati sulle spalle e, soprattutto, i grandi occhi sbarrati dallo sguardo penetrante e atemporale, volti a scrutare l'intimo del fedele. Alle spalle della testa si espande il grande nimbo circolare dorato, entro il quale è inscritta la tradizionale croce con le lettere greche indicanti il nome divino "Colui che è". Ad arricchire ulteriormente l'apparato intercessore della tavola, i due ampi margini laterali ospitano quattro santi patroni ed eponimi dipinti a figura intera su registri sovrapposti entro nicchie scure, inseriti su esplicita richiesta del committente per proteggere i membri del nucleo familiare. Sotto il profilo strettamente formale e stilistico, la tavola manifesta la straordinaria perizia esecutiva e miniaturistica delle botteghe della Russia centrale dell'Ottocento. Il modellato del volto è condotto con passaggi chiaroscurali estremamente morbidi e sfumati, memori della pittura russa colta influenzata dal gusto accademico occidentale, pur mantenendo intatta la rigorosa bidimensionalità e la fissità dogmatica richiesta dalla tradizione sacra. La tavolozza cromatica gioca sapientemente sul forte contrasto visivo tra il fondo blu scuro della tavola, il candore luminoso del velo e i caldi toni bruni e dorati che avvolgono il volto di Cristo, creando un manufatto di eccezionale impatto scenografico e profonda intensità devozionale, concepito come una vera e propria reliquia visiva per l'angolo delle icone della casa.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Vergine Odigitria - Fine XIX secolo
    Lotto 39

    Vergine Odigitria - Fine XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola e foglia d'oro
    Altezza x larghezza: 35,5 x 31 cm
    "Colei che indica la via" secondo la tradizione bizantina. La Madonna è raffigurata a mezzo busto con il volto serio e lo sguardo malinconico rivolto verso lo spettatore, mentre il capo si inclina leggermente verso il Bambino Gesù, sostenuto sul braccio sinistro. Con la mano destra, Maria compie il gesto rituale di indicare il Figlio, offrendolo all'umanità come via della Salvezza. Il Cristo Bambino è rappresentato in posizione eretta con indosso una tunica verde azzurra e un manto interamente dorato che ne avvolge la figura fino alle gambe. Con la mano destra sollevata il Bambino impartisce la benedizione, mentre con la sinistra stringe un rotolo di pergamena arrotolato, simbolo della Parola divina. Lo sfondo d'oro, riccamente decorato, accoglie sul lato sinistro il cartiglio con l'iscrizione in caratteri cirillici che identifica la figura mariana, affiancata dai tradizionali monogrammi sacri posti nei pressi delle nimbature per l'identificazione delle divine figure.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Madre di Dio di Kazan' (Kazanskaja) - Fine XIX secolo
    Lotto 40

    Madre di Dio di Kazan' (Kazanskaja) - Fine XIX secolo
    Tempera all'uovo e foglia d'oro su tavola
    Altezza x larghezza: 31,5 x 26,5 cm
    una delle immagini mariane più venerate dell'ortodossia russa e protettrice storica della nazione. La Vergine è raffigurata a mezzo busto, quasi a spalle strette, con il capo fortemente inclinato in senso protettivo ed elegiaco verso il Gesù Bambino, il quale si erge sul lato destro in posizione frontale e rigorosamente verticale. Maria indossa il tipico maphorion color bruno-porpora dalle pieghe accentuate e lumeggiate in oro, ornato sulle spalle da una stella a raggiera punzonata, simbolo di perpetua verginità. Il Cristo Bambino è rappresentato in posizione stante (in piedi) fino al ginocchio; con la mano destra sollevata compie il gesto della benedizione, mentre la mano sinistra e il resto del corpo rimangono coperti dai panneggi dorati del chitone e dell'himation. I volti delle sacre figure mostrano un'accurata resa pittorica sfumata, con carnagioni ambrate e sguardi intensi rivolti direttamente verso lo spettatore. Lo sfondo è dominato da una lussuosa ornamentazione in rilievo a finto rivestimento metallico (riza o oklad), arricchita da elaborate decorazioni a smalto policromo nei toni dell'azzurro, del blu e del bianco che impreziosiscono la bordura della nimbatura e i monogrammi sacri della Vergine disposti negli angoli superiori. Ai lati della composizione principale, entro due nicchie arcuate ricavate sui margini sinistro e destro della bordura dorata, sono raffigurate a figura intera due importanti personalità devozionali: un Arcangelo custode vestito di bianco sulla sinistra e una Santa monaca o asceta in abiti scuri sulla destra. Nella parte inferiore della scena mariana, un cartiglio a smalto blu reca chiaramente l'iscrizione identificativa in caratteri cirillici che autentica il titolo dell'icona.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Madre di Dio di Smolensk (Smolenskaya) - Fine XIX secolo
    Lotto 41

    Madre di Dio di Smolensk (Smolenskaya) - Fine XIX secolo
    Tempera all'uovo e foglia d'oro su tavola
    Altezza x larghezza: 35,5 x 30,5 cm
    caposaldo teologico del tipo bizantino della Vergine Odigitria, ovvero "Colei che indica la via". La Vergine Maria è raffigurata a mezzo busto, in una maestosa postura rigidamente frontale che le conferisce un'aura di solenne regalità, accentuata dallo sguardo ieratico e profondo che fissa direttamente lo spettatore. Indossa un sontuoso maphorion color bruno-porpora dalle pieghe fitte e geometriche, riccamente ornato e impreziosito dalle canoniche stelle di verginità a raggiera punzonata. Sul braccio sinistro siede il Cristo Bambino, rappresentato in posizione eretta con le sembianze di un giovane sapiente (Emanuele); indossa una tunica verde-azzurra e un manto interamente tessuto da finissimi filamenti d'oro (assist), mentre con la mano destra sollevata impartisce la benedizione e con la sinistra stringe il rotolo sigillato delle Scritture. I volti delle sacre figure mostrano un'elevata qualità pittorica, caratterizzata da caldi incarnati ambrati dai passaggi sfumati che risaltano sullo sfondo e sulle nimbature rivestite in foglia d'oro. La composizione è racchiusa entro una sontuosa cornice interna finemente miniata a rilievo con girali vegetali e motivi fitomorfi a punzone che riproducono l'estetica dei metalli preziosi sbalzati. Sullo sfondo oro, ai lati del volto mariano, spiccano i monogrammi sacri inseriti entro clipei rossi e l'iscrizione identificativa in caratteri cirillici che autentica formalmente il titolo dell'icona (Одигитрія Смоленская Пресвятая Богородица letteralmente "La Santissima Madre di Dios (Theotokos) Odigitria di Smolensk"). Sui margini laterali marroni della tavola (polja), disposti entro due eleganti scomparti cuspidati, compaiono a figura intera i santi protettori scelti dalla committenza familiare: a sinistra l'Angelo Custode (Ангел Хранитель) in candide vesti con la spada sguainata, e a destra una Santa Martire, che stringe al petto la croce del martirio e un reliquiario o vaso d'unguento, completando questo raffinato esempio di devozione tardo-imperiale.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - Inizi XX secolo
    Lotto 42

    Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - Inizi XX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 25,5 x 22 cm
    Il fulcro della composizione è interamente dominato dalla sfolgorante scena centrale della Resurrezione di Cristo: il Salvatore si eleva monumentale entro una sfolgorante mandorla radiante di luce dorata, avvolto in un vibrante manto azzurro, mentre ai suoi piedi due angeli ne venerano il trionfo sulla morte. Attorno a questo fulcro teologico si articola una serrata narrazione geometrica composta da dodici riquadri perimetrali, ciascuno sormontato da titolazioni in slavo ecclesiastico. Questo ciclo descrive con minuzia miniaturistica gli episodi cruciali del Dodekaorton, legati alla vita di Gesù e della Vergine: dalle scene d'infanzia e mariane della fascia superiore, passando per i misteri pubblici di Cristo sui lati, fino a concludersi nei riquadri inferiori con le tappe gloriose dell'Ascensione, della Pentecoste, della Dormizione di Maria e dell'Esaltazione della Santa Croce. L’intera superficie è racchiusa entro un sontuoso bordo perimetrale riccamente miniato a motivi fitomorfi e racemi fioriti policromi su fondo oro, che incornicia le scene esaltando la vivacità cromatica delle vesti e le sottili lumeggiature dorate che conferiscono all'opera una straordinaria luminosità e una profonda tensione spirituale.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Trinità del Nuovo Testamento (Novozavetnaja Troica) - XIX secolo
    Lotto 43

    Trinità del Nuovo Testamento (Novozavetnaja Troica) - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 35,5 x 30,5 cm
    Il fulcro teologico e visivo si organizza all'interno della grande mandorla circolare scura, simbolo del mistero divino e del cosmo, che racchiude la manifestazione delle tre Persone divine secondo la visione del Nuovo Testamento: a sinistra siede Gesù Cristo, il Figlio, avvolto in manti regali e recante i segni della Passione; a destra siede Dio Padre, l'Antico dei Giorni, effigiato con vesti bianche immacolate e una tiara regale, mentre al centro, racchiuso in una corona di luce o sopra l'altare del trono, si libra la colomba dello Spirito Santo. Intorno a questa teofania centrale si dispone una fitta sinassi celeste e terrena ordinata su più registri speculari: nella porzione superiore, disposti ad arco sopra la mandorla, si affollano schiere di arcangeli e serafini in adorazione, mentre ai lati della sfera si stagliano profeti e santi veterotestamentari che sorreggono cartigli spiegati con le profezie legate all'incarnazione del Logos. Nel registro inferiore, ai piedi del trono divino, si ergono quattro imponenti figure angeliche e protettive stanti a figura intera, tra cui spicca a sinistra un arcangelo in veste militare affine a San Michele, affiancate da piccole figure di devoti o fanciulli che guardano verso l'osservatore come testimoni della liturgia celeste; al centro esatto della base, racchiuso entro un medaglione ovale dorato, spicca un lungo cartiglio descrittivo finemente miniato in caratteri cirillici che funge da sigillo teologico ed esplicativo dell'intera opera.
    Sotto il profilo strettamente formale e stilistico, la tavola manifesta l'altissima perizia esecutiva delle rinomate scuole pittoriche della Russia centrale del tardo Ottocento, fortemente legate alla tradizione miniaturistica. I volti dei personaggi presentano un modellato molto fine dai toni scuri dell'incarnato (sankir), rischiarati da impercettibili tratti di luce grafica, mentre la stesura cromatica predilige il contrasto tra i rossi accesi delle vesti angeliche, i verdi profondi e il candore abbagliante del manto del Padre, interamente percorsi e impreziositi da lumeggiature filiformi in oro (assist). La straordinaria densità di figure e la precisione geometrica dei cerchi concentrici qualificano l'opera come un manufatto di raffinato spessore intellettuale e devozionale, destinato originariamente a una committenza colta capace di decodificare l'articolata simbologia della gloria trinitaria.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Lotto 44

    Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 36 x 30.5 cm
    L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Lotto 45

    Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 38 x 30,5 cm
    L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XX secolo
    Lotto 46

    Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 31 x 26,5 cm
    L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  San Giovanni Battista come "Angelo del Deserto" - XIX secolo
    Lotto 47

    San Giovanni Battista come "Angelo del Deserto" - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 36 x 30,5 cm
    Il titolo, derivato dalla radice greca angelos (messaggero), celebra il Battista non solo come asceta, ma come divino araldo inviato a preparare la via del Messia. Al centro dello spazio sacro, il Santo si staglia a mezza figura, caratterizzato da lunghi capelli fluenti e dalla tipica veste in vello di cammello, parzialmente coperta da un himation verde finemente panneggiato. Con la mano sinistra sorregge un calice liturgico (poteiron) all'interno del quale è adagiato il Cristo-Emmanuel Bambino, raffigurato nudo in un esplicito richiamo al mistero dell'Incarnazione e alla prefigurazione del sacrificio eucaristico dell'Agnello di Dio. Sotto il calice si snoda un cartiglio srotolato, recante l'incipit della sua predicazione nel deserto. La composizione è racchiusa da una ricca bordura geometrica a intreccio di sapore neobizantino. Nei margini laterali (kovčeg), secondo la consuetudine delle committenze familiari russe, sono inseriti due santi intercessori stanti: a sinistra un santo monaco asceta e a destra una santa martire (o la Vergine orante in abiti monacali), volti a invocare la protezione divina sui fedeli. L'elemento di massimo pregio formale è costituito dallo sfondo interamente lavorato a punzone su foglia d'oro, che crea un raffinato motivo a damascatura geometrica. Questa tecnica, particolarmente in voga nei laboratori russi dell'Ottocento, è finalizzata a far vibrare la luce naturale, trasformando la superficie metallica in uno specchio di splendore divino. L'opera si presenta in un eccellente stato di conservazione, preservando la vibrante intensità dei pigmenti originali e l'elegante patina del tempo. Un lotto di indubbio interesse per i collezionisti di icone e d'arte sacra orientale.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Lotto 48

    Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 35,5 x 30,5 cm
    L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

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ASTA 411 - LA COLLEZIONE ARCIVESCOVO LOZANO DI ANTICHE ICONE ORTODOSSE Asta benefica a sostegno della costruzione di un centro sociale giovanile

INFORMAZIONI SULL’ASTA 411


L’asta sarà battuta il 18 dicembre 2026 a partire dalle ore 15:00 CET presso la sede di Bertolami Fine Art S.r.l. in Piazza Lovatelli, 1 – Roma


1. Modalità di partecipazione

Sono previste le seguenti modalità di partecipazione: di persona presso i locali in cui l’asta sarà battuta; telefonica; online previa registrazione sul nostro sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner (vedi elenco sotto riportato); tramite offerta scritta fatta pervenire entro le 12:30 CET di venerdì 18 dicembre.


a.     Partecipazione in sala

I clienti non conosciuti e che non si fossero già registrati dovranno essere provvisti di un valido documento di identità.

 

b.     Partecipazione telefonica

É possibile fare le proprie offerte durante l’asta tramite telefono guidati da un nostro operatore. Per accedere a questa modalità di partecipazione sarà necessario prenotarsi entro le 12,30 CET di venerdì 18 dicembre specificando i lotti per i quali si intende entrare in gara e un recapito telefonico. I clienti così prenotati saranno chiamati al numero di telefono da loro indicato alcuni lotti prima di quelli per cui avranno manifestato interesse

La prenotazione per la partecipazione telefonica ha il valore di un’offerta scritta alla base d’asta indicata in catalogo.

Per prenotare la partecipazione telefonica compilare l’apposito modulo di offerta (Per info: T +39 06.32609795 - +39 06.3218464 - info@bertolamifineart.com)

 

c.     Partecipazione online attraverso il nostro sito o i portali partner

È possibile fare le proprie offerte durante l’asta registrandosi sul nostro sito www.bertolamifineart.com oppure sui seguenti portali partner:

 

Arsvalue (www.arsvalue.com)

Bidspirit (www.bidspirit.com)

Drouot (www.drouot.com)

Invaluable (www.invaluable.com)

Bidinside (www.bidinside.com)

OneBid (www.onebid.com)

 

L’iter di registrazione sul sito www.bertolamifineart.com richiede l’inserimento delle copie dei documenti d’identità così come richiesto dal sistema operativo e può ritenersi completato solo dopo aver ricevuto una e-mail di convalida da parte della casa d’aste.

 

Richiesta assistenza

In caso di difficoltà nel portare a termine il processo di registrazione oppure in caso di mancata ricezione del messaggio mail di convalida, richiedere assistenza ai seguenti recapiti:

info@bertolamifineart.com - +39 06 32609795

 

d.     Partecipazione tramite offerta scritta

È infine possibile formulare le proprie offerte per iscritto compilando l’apposito modulo di offerta per procura o anche tramite testo libero. Le offerte scritte dovranno essere ricevute da Bertolami Fine Art entro le 12,30 CEST di venerdì 18 dicembre e potranno essere trasmesse tramite e-mail (info@bertolamifineart.com), per posta o consegnate presso i nostri uffici di Piazza Lovatelli 1 – 00186 Roma. L’offerta scritta ha il valore di autorizzazione al banditore ad effettuare offerte per conto del firmatario.

 

2. Visione dei lotti

 

9 – 18 dicembre 2026

 

Orari:

dal lunedì al venerdì

10,30-13,30 /15,30-18,30 CEST

 

Sabato e domenica chiuso

Ingresso libero

 

Per informazioni:

f.moroni@bertolamifineart.com

c.cipriani@bertolamifineart.com

 

3. Offerte pre asta

Dalla data di pubblicazione del catalogo online sino alle 12,30 CET di venerdì 18 dicembre sarà possibile:

- cominciare a effettuare offerte sul sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner come elencati al punto c del paragrafo 1

- inviare le offerte scritte di cui al punto d del paragrafo 1

Nel caso di:

- unica offerta pre asta su un lotto

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato alla base d’asta anche ove l’unica offerta pervenuta fosse di importo superiore (l’importo dell’offerta pre asta indica infatti l’offerta massima che l’offerente è disposto ad effettuare)

Esempio: base d’asta € 1.000 – Unica offerta pre-asta € 1.500 – Aggiudicazione a € 1.000

 

 - offerte pre asta multiple dello stesso importo su uno stesso lotto

 in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta con data anteriore.

- offerte pre asta multiple dello stesso importo su uno stesso lotto effettuate su portali diversi

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, se le offerte dello stesso importo sono state effettuate su portali diversi, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta pervenuta sul sito www.bertolamifineart.com anche se tale offerta fosse stata effettuata in data posteriore alle offerte effettuate sul portale partner Bidinside.

 - offerte pre asta multiple di importi diversi su un medesimo lotto

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta più alta a un prezzo di aggiudicazione calcolato aggiungendo all’importo dell’offerta immediatamente inferiore un incremento prestabilito nella tabella pubblicata in calce (Tabella A)

Esempio: offerta cliente A €1.270, offerta cliente B € 1800. Vince il cliente B non al prezzo di aggiudicazione di € 1.800 ma di € 1.370. Viene cioè applicato all’importo dell’offerta immediatamente inferiore l’incremento automatico di € 100 previsto dalla tabella quando le offerte sono comprese nello scaglione € 1.000-1.999.

 

4. Modalità e tempi di pagamento

Gli acquirenti dei lotti vincenti potranno scegliere tra le seguenti modalità di pagamento:

- carta di credito (Visa, MasterCard e American Express);

- Paypal

- Bonifico bancario a favore di Bertolami Fine Art S.r.l.

(nel caso di pagamenti effettuati tramite bonifico extra-europeo aggiungere €10 all’importo della fattura)

- contanti (entro il limite legalmente consentito);

- solo per i clienti conosciuti:

 assegno bancario non trasferibile o assegno circolare intestato a Bertolami Fine Art s.r.l.

- assegno bancario non trasferibile o circolare intestato a Bertolami Fine Art s.r.l. 

 (nel caso di pagamenti  effettuati tramite assegni esteri aggiungere € 10 all’importo della fattura);

 

Il pagamento dei lotti acquistati dovrà essere effettuato entro 5 giorni dalla ricezione della fattura.

In caso di ritardato pagamento, dal trentunesimo giorno dalla data dell’aggiudicazione sarà applicata una penale pari all’1%/mese sull'importo della fattura non pagata.

 

Nota bene:

le fatture pagate tramite assegno, contanti o bonifico bancario sono esenti dal pagamento delle tasse amministrative applicate invece sui pagamenti effettuati tramite carta di credito (+1,5%) o Paypal (+3,5%)

 

5. Diritti d’asta

 

L’acquirente corrisponderà a Bertolami Fine Art una commissione calcolata in percentuale sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto. Tale commissione viene così calcolata:

quanto al 28% per la parte di prezzo sino a € 10.000;

quanto al 26% per la parte di prezzo da € 10.001 a € 400.000;

quanto al 24% per la parte di prezzo da € 400.001 in su.

 

Sui lotti acquistati tramite partecipazione on line sul sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner si applicherà un’ulteriore commissione così quantificata:

 

Arsvalue + 0 % del prezzo di aggiudicazione

BidInside + 2,5 % del prezzo di aggiudicazione

Bidspirit + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione

Drouot + 3 % del prezzo di aggiudicazione

Invaluable + 5 % del prezzo di aggiudicazione

OneBid + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione


6. Costi ulteriori

I costi di spedizione, eventuali costi doganali, nonché i costi relativi alle pratiche da istruire per il rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di qualsiasi autorizzazione ministeriale preventiva richiesta per l’esportazione dei lotti aggiudicati sono a carico del compratore.

Nel caso in cui, per contestazioni ingiustificate, i beni dovessero essere restituiti a Bertolami Fine Art, le spese doganali e di spedizione sono a carico del cliente.

 

7. Descrizione dei lotti

Agendo in qualità di mandataria del venditore, Bertolami Fine Art s.r.l. è esente da qualsiasi responsabilità in ordine alla provenienza e alle descrizioni e valutazioni dei lotti nel catalogo, nei condition report e in qualsiasi altro materiale illustrativo. Tali descrizioni hanno valore puramente indicativo e vanno intese come parere personale dei nostri esperti.

8. Rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di altra autorizzazione ministeriale necessaria per l’esportazione dei beni aggiudicati

 

La consegna dei lotti al di fuori dei confini italiani potrebbe essere soggetta alle norme stabilite dal Codice dei Beni Culturali (Dlgs. 42/2004 e ss.mm.ii.) in materia di esportazione dei beni di interesse culturale. Pertanto, nel caso in cui il bene acquistato presentasse caratteristiche tali da richiedere per la sua uscita definitiva dal territorio della Repubblica Italiana una qualsiasi forma di autorizzazione ministeriale, i tempi di rilascio di tale autorizzazione saranno regolati dall’Ufficio Esportazione oggetti d’antichità e d’arte del Ministero della Cultura.

Tali tempi di rilascio vanno mediamente calcolati nell’ordine di 60/90 giorni dal giorno dell’apertura della pratica per un Attestato di Libera Circolazione (art.68 del Codice dei Beni Culturali) e di 30 giorni per un’Autocertificazione. La casa d’aste declina ogni responsabilità per eventuali ritardi nella chiusura della pratica, ritardi addebitabili soltanto alle autorità ministeriali competenti. La pratica viene aperta solo all’avvenuto pagamento del bene e dietro esplicita autorizzazione dell’acquirente.

 

9. Condizioni di vendita

Le condizioni di vendita che regolano il rapporto tra Bertolami Fine Art e la gentile clientela che prenderà parte alle aste sono pubblicate in ogni catalogo. Poiché esse si intendono automaticamente accettate dal momento della partecipazione all’asta, si prega di leggerle con attenzione

In caso di discordanza tra la versione delle condizioni di vendita pubblicata su catalogo cartaceo e quella pubblicata su catalogo online, prevale la versione online. 

 

10. Pubblicazione dei risultati d’asta

L’elenco delle aggiudicazioni sarà pubblicato da Bertolami Fine Art sul proprio sito, www.bertolamifineart.com, a soli fini informativi, entro dieci giorni dalla chiusura dell’asta.

 

11. Consegna dei lotti aggiudicati

I lotti aggiudicati entrano in consegna dal momento del pagamento dell’intero prezzo.

Le modalità di consegna vanno concordate con la responsabile dell’Ufficio Logistica: a.tabacco@bertolamifineart.com

 

Ritiro in sede

Il ritiro in sede è possibile solo su appuntamento da concordare con la responsabile dell’Ufficio Logistica: Alessandra Tabacco (a.tabacco@bertolamifineart.com).

Gli appuntamenti vengono fissati nei giorni e negli orari lavorativi. Sono pertanto esclusi il sabato, la domenica e i giorni festivi.

 

Si precisa che Bertolami Fine Art non dispone di un autonomo servizio di spedizione dei lotti.

È però in grado di assistere l’acquirente mettendolo in contatto con corrieri specializzati, già sperimentati dalla casa d’aste con risultati soddisfacenti, a cui l’acquirente potrà richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.

L’acquirente è comunque libero di affidare la spedizione a corrieri di sua fiducia.

Bertolami Fine Art non risponde dell’operato del corriere.

Sessioni

  • 18 dicembre 2026 ore 15:00 Sessione unica (1 - 158)

Esposizione

Visione dei lotti

 

9 – 18 settembre 2026

 

Orari:

dal lunedì al venerdì

10,30-13,30 /15,30-18,30 CEST

 

Sabato e domenica chiuso

Ingresso libero

 

Per informazioni:

f.moroni@bertolamifineart.com

c.cipriani@bertolamifineart.com

 

Pagamenti e Spedizioni

Consegna dei lotti aggiudicati

 

I lotti aggiudicati entrano in consegna dal momento del pagamento dell’intero prezzo.

Le modalità di consegna vanno concordate con la responsabile dell’Ufficio Logistica: a.tabacco@bertolamifineart.com

 

Ritiro in sede

Il ritiro in sede è possibile solo su appuntamento da concordare con la responsabile dell’Ufficio Logistica: Alessandra Tabacco (a.tabacco@bertolamifineart.com).

Gli appuntamenti vengono fissati nei giorni e negli orari lavorativi. Sono pertanto esclusi il sabato, la domenica e i giorni festivi.

 

Si precisa che Bertolami Fine Art non dispone di un autonomo servizio di spedizione dei lotti.

È però in grado di assistere l’acquirente mettendolo in contatto con corrieri specializzati, già sperimentati dalla casa d’aste con risultati soddisfacenti, a cui l’acquirente potrà richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.

L’acquirente è comunque libero di affidare la spedizione a corrieri di sua fiducia.

Bertolami Fine Art non risponde dell’operato del corriere.

Condizioni di vendita

Scarica il documento di Condizioni di Vendita

Rilanci

  • da 0 a 100 rilancio di 5
  • da 100 a 200 rilancio di 10
  • da 200 a 500 rilancio di 20
  • da 500 a 1000 rilancio di 50
  • da 1000 a 2000 rilancio di 100
  • da 2000 a 5000 rilancio di 200
  • da 5000 a 10000 rilancio di 500
  • da 10000 a 20000 rilancio di 1000
  • da 20000 a 50000 rilancio di 2000
  • da 50000 in avanti rilancio di 5000