Pre-Asta Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA
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Lotto 1704 CASSA IN LEGNO INTAGLIATO, ITALIA SETTENTRIONALE, XVIII SECOLO, piano apribile incernierato, decoro inciso a girali, greche e elementi stilizzati; lievi usure.118x63 cm, h 74.
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Lotto 1705 COPPIA DI PICCOLI TAVOLI A LIRA, XVIII SECOLO, in noce con sostegni sagomati; difetti, usure e restauri.104x52 cm, h 78.
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Lotto 1706 SPECCHIERA IN LEGNO INTAGLIATO E DORATO, PIEMONTE, XVIII SECOLO, cimasa a volute contrapposte e fiori.150x107 cm
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Lotto 1707 CREDENZA IN NOCE, XVII SECOLO, fronte a un'anta e cassetto, decori applicati a mascheroni e festoni vegetali; lievi usure.99x48 cm, h 114.
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Lotto 1708 FRANCESCO SOLIMENA(seguace di)Adorazione dei pastoriOlio su tela, 78x65 cm
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Lotto 1709 GIOVANNI BATTISTA LAMASacra famiglia con sant'Anna e angeliOlio su tela, 81,5x65 cmGiovanni Battista Lama è stato un pittore italiano attivo principalmente a Napoli.Fu uno degli allievi più talentuosi di Luca Giordano e pittore di fiducia della famiglia Brancaccio.Molte le chiese partenopee che contengono sue opere. Alcune sue tele si trovano anche in monasteri e chiese di importanti centri del Meridione, come Lecce, Bari, Aversa e Sorrento. Presso la chiesa di Sant'Agostino a Chieti si conserva una sua tela del Transito di san Giuseppe.Spesso viene confuso con Giovanni Bernardo Lama, pittore napoletano anch'esso.
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Lotto 1710 PITTORE DEL XVII SECOLOLa Vergine bambina e sant'AnnaOlio su tela, 70x57 cm; entro cornice antica in legno intagliato a volute.
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Lotto 1711 PITTORE DEL XVIII SECOLOMartirio di San LorenzoOlio su tela,33x41 cm
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Lotto 1712 LUCA SALTARELLOSan Pietro guarisce il paraliticoOlio su tela, 170x220 cm; opera priva di cornice.San Pietro guarisce il paralitico (noto anche come San Pietro risana lo storpio o San Pietro guarisce il discepolo Enea) è un importante olio su tela storicamente attribuito al pittore barocco genovese Luca Saltarello. Il dipinto raffigura la scena biblica dei santi Pietro e Giovanni che risanano uno zoppo alla porta del Tempio (Atti degli Apostoli, 3), ed è realizzato nello stile della pittura barocca del XVII secolo La composizione mostra in primo piano l'uomo infermo disteso che viene preso per mano da un apostolo anziano barbuto (san Pietro) che compie il gesto del miracolo, mentre l'altro apostolo (san Giovanni) assiste vestito di rosso sulla sinistra. La scena è caratterizzata da forti contrasti di luce e ombra e da una folla di spettatori sullo sfondo architettonico classico. Il confronto preciso è con un dipinto del Saltarello di analogo soggetto che si trova presso la Pinacoteca dell'Accademia Ligustica di Genova. Saltarello si formò nella bottega di Domenico Fiasella per poi trasferirsi a Roma, dove presumibilmente morì nel 1655; verosimile anche un suo alunnato con Andrea Ansaldo.
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Lotto 1713 SCIPIONE COMPAGNOAdorazione del vitello d'oroOlio su tela, 107x162 cmIl dipinto si lega bene ad altri del pittore molto simili sia come composizione che come soggetto, come ad esempio il Mosè che fa scaturire l'acqua in collezione privata milanese e il Martirio di Sant'Orsola a Vienna, Kunsthistorisches Museum, nei quali ritroviamo le stesse moltitudini di figure in movimento e gli stessi fondi di paesaggio che si perdono lontano, tra singolari sagome di monti.L'opera ha una sua particolare vivacità narrativa, realizzata con grande immaginazione, e costituisce un'importante aggiunta al catalogo del pittore.Segnalato e commentato anche da Achille della Ragione che nota "la fitta folla di figurine la cui massa indistinta vive in paesaggi e vedute definiti da alcuni elementi architettonici e strutturali ricorrenti, sempre giocati con una tavolozza dove predominano colori bruni e marroni." (100 inediti di pittura napoletana, di Achille della Ragione, Edizioni Napoli arte, Napoli 2014 anche online http://www.guidecampania.com/dellaragione/articolo14a/3.htm)Opera corredata da expertise del prof. Egidio Martini.
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Lotto 1714 FRANCESCO SOLIMENAMaddalena penitente, 1725 circa.Olio su tela, 76x63 cmInedito e in ottimo stato di conservazione, il dipinto raffigura la Maddalena in veste da eremita e con un teschio tra le mani, e si colloca nella fase di piena maturità dell'artista.Per evidenti affinità stilistiche, il dipinto è vicino ad alcune opere note di Solimena - "Maddalena penitente" su tela ovale in collezione privata; "l'Addolorata" della Galleria Nazionale di Dresda; il tondo con "La Madonna con il Bambino" di Palazzo Barberini a Roma - che documentano il progressivo passaggio dell'artista dalla fase segnata dall'influenza del barocco "tenebrista" di Mattia Preti, a Napoli, sul finire del '600, agli anni della produzione in chiave più classicheggiante e "purista" vicina ai modelli romani del Maratta, negli anni tra il 1720 e il 1730-32.Sulla base di confronti stilistici con opere degli stessi anni possiamo ricondurre la Maddalena in esame a questa fase, con una datazione più precisa intorno agli anni tra il 1725 e il 1728.L'opera è corredata da un'expertise del Professor Nicola Spinosa, qui in parte ripresa, e da attestato di libera circolazione.
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Lotto 1715 GRANDE CARTAGLORIA IN LEGNO DORATO A MECCA, XVIII SECOLO, sagomata con rilievo a Vergine immacolata e santi vescovi ai lati; usure.73x85 cm
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Lotto 1716 ALTAROLO IN OSSO INTAGLIATO, XIX SECOLO, centrato da crocefissione; entro antica teca sagomata.h 34 cm
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Lotto 1717 QUATTRO APPLIQUES IN LEGNO DORATO A MECCA, PIEMONTE, XVIII SECOLO, sagomate a voluta con braccio in lamierino; usure e difetti.64x44 cm
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Lotto 1718 PLACCA IN AVORIO SCOLPITA AD ALTORILIEVO, XIX SECOLO, raffigurante Sant'Antonio inginocchiato ai piedi di Cristo; opera corredata da certificato cites.14,2x9,5 cm
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Lotto 1719 PITTORE DEL XIX SECOLOMadonna del latteOlio su tavola, 65,5x45,5 cm; entro importante cornice rinascimentale ad edicola con iscrizione e stemmi, dim. totale 109,5x86
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Lotto 1720 KAZAK (CAUCASO)Di antica manifattura. 255x160 cm, 4,08 m².Trama, ordito e vello in lana.
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Lotto 1721 COPPIA DI CONSOLE IN NOCE, XVIII SECOLO, piani sagomati e sostegni a lira, unibili a tavolo con piano ottagonale; restauri, lievi usure e difetti.124x62 cm, h 85.
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Lotto 1722 DODICI SEDIE IN NOCE, XVII SECOLO, sostegni raccordati, schienale e seduta imbottiti; difetti e usure.45x40,5 cm, h 108,5.
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Lotto 1723 ANGELO REGGILUME IN LEGNO DIPINTO E IN PARTE DORATO, XVIII SECOLO, montato a lampada in epoca successiva; difetti e usure.h 65 cm
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Lotto 1724 SCULTORE DEL XVIII SECOLOVergine Immacolata e santiRilievo in marmo bianco ovale, 59x50 cm
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Lotto 1725 PIANO IN SCAGLIOLA POLICROMO CON STEMMA ARALDICO NALDI, EMILIA, XVII SECOLO, SCAGLIOLISTA DELL'AMBITO DI FRA FELICE GIANELLI, decori a volute fitomorfe e riserva centrale figurata con San Giovanni Battista; sostegno moderno in legno ebanizzato; difetti, crepe e restauri.240x100 cm, h 80.La scagliola policroma con al centro san Giovanni Battista è attribuibile a Fra Felice Gianelli (attivo fra 1687 e 1684).Lo stemma appartiene alla famiglia faentina dei Naldi. All'archiginnasio di Bologna si conserva uno stemma molto simile di fine Seicento di Pietro Damiano Naldi. I Naldi, di origine ungherese, riportano nello stemma il tricolore ungherese e una mano ferrata che tiene in pugno degli arbusti ("vecce").
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Lotto 1726 TAVOLO A LIRA IN LEGNO DI NOCE, XVII SECOLO, fascia a due cassetti frontali e sostegni sagomati; usure e difetti.147x70 cm, h 80.
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Lotto 1727 UBALDO GANDOLFITesta di vecchio pensosoOlio su carta applicata su tela, 37x25 cm; opera priva di cornice.L'opera, inedita e di alta qualità, appartiene al catalogo di Ubaldo Gandolfi, uno tra i maggiori interpreti nell'indagine della psicologia dell'uomo in pittura.Protagonista della pittura bolognese dagli anni sessanta sino all'aprirsi del nono decennio del secolo, Gandolfi si forma sullo studio dei predecessori della scuola, vale a dire i Carracci, Guido Reni, il Guercino, Cavedoni, Albani, Domenichino: tra i più grandi artisti del Seicento italiano. In questo, viene incentivato dagli insegnamenti dell'Accademia Clementina di Pittura e Scultura e Architettura dell'Istituto delle Scienze, dove era perseguito il rispetto della tradizione ma nel contempo era possibile conoscere quanto di nuovo veniva discusso in ambito internazionale. Ubaldo Gandolfi arriva così a una pittura fondata sul doppio registro dei modelli della grande scuola locale e dell'attenzione rivolta alle innovazioni in atto nella cultura internazionale.Tra le opere che compongono il corpus di Ubaldo Gandolfi si contano tante e bellissime teste di carattere, o arie di testa - come il secolo le chiamava - molte delle quali realizzate per l'amico e mecenate conte Gregorio Casali Bentivoglio Paleotti. Queste opere sono il risultato non solo di una maniera pittorica eccellente, ma anche della riflessione dell'artista sul destino dei suoi simili.Diversamente dai pittori del contemporaneo, ad esempio il Rotari o lo stesso Greuze, le cui teste di carattere sono nella più parte affabili e intriganti figure per sedurre, Gandolfi rifugge da giovinette agghindate, allusioni sessuali e facili concessioni al gusto lezioso: i suoi studi dal naturale rispondono, piuttosto, all'esigenza di restituire al vero la forza espressiva e lo spessore della grande pittura, riaffermando il valore di un'arte consapevole del proprio ruolo nella civiltà moderna.È il caso di questa immagine di un vecchio con lo sguardo volto al basso e le rughe che gli segnano il volto: l'espressione è prova purissima della capacità di Ubaldo di lasciare testimonianza della profondità della vita.Si conoscono alcuni altri studi dal naturale realizzati ad olio su carta prossimi a questo, a testimonianza della inclinazione dell'artista per questa tecnica.Opera corredata da studio della Professoressa Donatella Biagi Maino, qui in parte ripresa.