Pre-Asta Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA
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Lotto 1680 NICOLA VISOAdorazione dei MagiOlio su tela, 62x100,5 cm, firmato in basso
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Lotto 1681 GRANDE PLACCA IN ARGENTO, ARGENTO DORATO, BRONZO DORATO E LAPISLAZZULI, XIX SECOLO, raffigurante Vergine con il Bambino entro cornice rocaille in lamina di argento dorato con cimasa a putti.48x36,5 cm
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Lotto 1682 GIACOMO ANTONIO CERUTI DETTO IL PITOCCHETTOSant'AgostinoOlio su tela, 101x76 cm; entro cornice veneziana in legno intagliato e dorato; studio critico del prof. Giuseppe Sava allegato.La temperatura stilistica e l'originale "milieu" culturale di questo brano pittorico rispondono alla fisionomia di Giacomo Ceruti, l'artista milanese di nascita ma bresciano di origini e adozione, il cui nome è celeberrimo in relazione al filone "pauperistico".Egli rappresenta la voce più alta e intensa di un genere che mise al centro gli ultimi, i miserabili, i pitocchi: un genere con il quale la tradizionale vocazione "al vero" della cultura lombarda toccò forse il vertice. Ad un simile ruolo lo hanno consacrato le intuizioni del Longhi, la grande mostra del 1953 I pittori della realtà in Lombardia, gli studi di Gianni Testori e la fondamentale monografia di Mina Gregori (1982).Opera corredata da scheda critica del prof. Giuseppe Sava.
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Lotto 1683 ANTON MARIA MARAGLIANOCristo crocefissoLegno intagliato e dipinto, h 170 cmLo straordinario Crocefisso scolpito con sensibilità epidermica e aspirazione sentimentale, impreziosito da una policromia naturalistica, ancora perfettamente integra, che conferisce all'incarnato un toccante effetto porcellanato, è riconducibile alla consistente produzione di Crocifissi monumentali in legno policromo riferibile all'ambito di Anton Maria Maragliano tra il secondo e il quarto decennio del Settecento.Principale esponente del Barocco genovese nel campo della statuaria lignea, il Maragliano crebbe artisticamente nelle botteghe di Giuseppe Arata e in seguito in quella dello zio Giovan Battista Agnesi, con un periodo di formazione presso Giovanni Andrea Torre, aggiornandosi sui modi di un altro importante maestro, Giambattista Bissone.L'opera, per le strette affinità stilistiche, tipologiche e iconografiche, registrabili nella definizione delle artificiose capigliature, nella distintiva modulazione e nell'estrosa articolazione sintattica dei Cristi in potenti scorci diagonali sulla Croce, si inserisce perfettamente nella scia di importanti Crocefissi licenziati tra il 1710 e il 1739 dalla mano di Anton Maria Maragliano e dalla bottega dove operavano i suoi più stretti collaboratori.Opera corradata da scheda critica di David Lucidi qui in parte ripresa.Bibliografia:D.Sanguineti, Maragliano, Anton Maria, in "Dizionario biografico degli Italiani", 2007, ad vocemD.Sanguineti, Anton Maria Maragliano, "Insignis sculptor Genue", Genova, 2013
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Lotto 1684 PITTORE DEL XVII SECOLOAccampamento militare con assedio a un castelloOlio su tela, 70x89 cm
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Lotto 1685 PITTORE DEL XVII SECOLOScena di porto con fortificazione turrita e galeone nello sfondoOlio su tela, 70x89 cm
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Lotto 1686 PITTORE DEL XVIII SECOLOMarina con antica fortezza e velieriOlio su tela, 69,5x98 cm; entro cornice antica in legno dipinto e dorato.
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Lotto 1687 THOMAS WIJCK(attribuito a)Paesaggio romano con veduta di ponte Milvio e figureOlio su tela, 59,5x90 cm
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Lotto 1688 CHRISTIAN BERENTZ(attribuito a)con la collaborazione di ANTONIO MERCURIO AMOROSI (1660-1738)Allegoria dell'autunnoOlio su tela, cm 70x92.
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Lotto 1689 FRANCESCO FONTEBASSOVisione di San Francesco da PaolaOlio su tela, 58x44 cm
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Lotto 1690 GIUSEPPE CESARI DETTO CAVALIER D'ARPINORiposo durante la fuga in EgittoOlio su tela, 140x179 cmGiuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino, nacque ad Arpino nel 1568 e si trasferì a Roma nel 1582, dove si formò artisticamente sotto la guida di Cesare Nebbia e Girolamo Muziano. In questo periodo partecipò alla decorazione delle Logge Vaticane e di altri ambienti del palazzo apostolico, mettendo in luce le proprie capacità pittoriche. Iscritto all'Accademia di San Luca già nel 1583, ne ricoprì la carica di principe nel 1599, nel 1615 e nel 1629. Nel corso della sua carriera fu maestro di artisti destinati a lasciare un segno profondo nella pittura del Seicento, come Guido Reni e Caravaggio. Ricevette importanti commissioni papali e reali, lavorando a Roma, Napoli e in altre città italiane e frequentò le più alte cariche ecclesiastiche e politiche del tempo.Cesari fu uno dei principali esponenti del tardo manierismo romano, con uno stile caratterizzato dall'eleganza delle forme, dalla brillantezza cromatica e da un notevole virtuosismo tecnico, espresso tanto nelle grandi decorazioni ad affresco quanto nei dipinti di piccolo formato. La sua pittura si distingue per un gusto prezioso e raffinato, nel quale si riconoscono influenze di Raffaellino da Reggio e Francesco Vanni, insieme a una particolare predilezione per gli effetti illusionistici e luministici. L'artista partecipò a importanti imprese decorative, tra cui quelle di San Luigi dei Francesi e di San Giovanni in Laterano a Roma, oltre a quella della certosa di San Martino a Napoli. Tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, la sua bottega fu una delle più rinomate della capitale, costituendo un importante punto di riferimento nel passaggio dalla cultura manierista alle nuove istanze barocche.Il dipinto in esame si distingue per le notevoli dimensioni e l'elevata qualità esecutiva. Trova confronti con l'Adorazione dei pastori e l'Adorazione dei Magi della cappella Aldobrandini in Santa Maria in Via a Roma, realizzate dall'artista intorno alla metà degli anni Novanta del Cinquecento. In entrambe le opere si riscontrano affinità nella sensibilità cromatica, nelle fisionomie dei personaggi e nella particolare attenzione riservata agli elementi di natura morta.Il marcato interesse per il paesaggio e per la resa naturalistica, riscontrabile anche nel dipinto in esame, può essere messo in relazione con i documentati rapporti tra il Cavalier d'Arpino e il pittore fiammingo Paul Brill (Anversa, 1554 - Roma, 1626), attestato a Roma fin dagli anni Settanta del Cinquecento e protagonista di un rinnovamento nella concezione del paesaggio.Anche Cesari propone una rappresentazione della natura caratterizzata da una particolare preziosità cromatica, nella quale il fogliame, l'acqua e il cielo restituiscono la vitalità del creato. È tuttavia importante sottolineare come, in nessun'altra sua opera, l'artista abbia riservato al paesaggio uno spazio così ampio. L'elevata qualità del risultato conferma il livello raggiunto dal Cavalier d'Arpino alla fine del Cinquecento, quando la sua posizione nel panorama artistico romano era ormai consolidata.Bibliografia:S. Bolzoni, The drawings of Cavalier Giuseppe Cesari d'Arpino: A Supplement, in Master Drawings, Vol. 61, Number 3, 2023, pp. 331-356; p. 335, fig. 12.
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Lotto 1691 GRANDE PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES, FINE XVII SECOLO, decorato a lustri metallici a motivi fogliacei e stemma coronato; sbeccature, una rincollatura e lievi fessure.Diam. 37 cm
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Lotto 1692 GRANDE PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES, XVII SECOLO, decorato a lustri metallici a motivi fogliacei; sbeccature e lievi difetti.Diam. 36,5 cm
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Lotto 1693 CINQUE MORTAI IN BRONZO, XVI-XVII SECOLO, alcuni con motivi a rilievo.h massima 10 cm
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Lotto 1694 COPPIA DI CANDELIERI IN BRONZO, XVII SECOLO, a rocchetto.h 35 cm
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Lotto 1695 DUE BACILI IN RAME, XVII SECOLO, circolari baccellati; lievi ammaccatture.Diam massimo 48 cm
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Lotto 1696 GRANDE PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES, XVII SECOLO, decorato a lustri metallici a motivi fogliacei e animale; sbeccature, usure.Diam. 34 cm
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Lotto 1697 PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES, XVII SECOLO, decorato a lustri metallici a motivi fogliacei; sbeccature, lievi difetti.Diam. 25,5 cm
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Lotto 1698 TRE CANDELIERI IN BRONZO, XVII SECOLO, a rocchetto.h massima 55 cm
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Lotto 1699 CONTENITORE PER ELEMOSINA, XVIII SECOLO, cilindrico con coperchio incernierato e manico in metallo patinato; lievi usure.h 20,5 cm
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Lotto 1700 DUE ACQUASANTIERE IN MARMO E PIETRA, XVIII-XIX SECOLO, una ovale scanalata e una baccellata.Larg massima 55 cm
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Lotto 1701 CULLA VALSESIANA IN LEGNO INTAGLIATO, ITALIA SETTENTRIONALE, XVIII SECOLO, decori incisi a greche ed elementi stilizzati.82x40 cm, h 70.
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Lotto 1702 COPPIA DI SGABELLI CON SCHIENALE AD ASSO DI COPPE IN NOCE, XVII SECOLO, schienale e seduta sagomati, sostegni torniti raccordati da fasce; usure.27x38 cm, h 103.
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Lotto 1703 KARABAGH (CAUCASO)Di antica manifattura. 335x99 cm, 3,31 m².Trama e ordito in cotone, vello in lana.