Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA

Pre-Asta Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA

sabato 14 novembre 2026 ore 14:00 (UTC +01:00)
14g 4h Asta
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  • NICOLA VISO -
    Lotto 1680

    NICOLA VISO
    Adorazione dei Magi
    Olio su tela, 62x100,5 cm, firmato in basso

  • GRANDE PLACCA IN ARGENTO, ARGENTO DORATO, BRONZO D
    Lotto 1681

    GRANDE PLACCA IN ARGENTO, ARGENTO DORATO, BRONZO DORATO E LAPISLAZZULI, XIX SECOLO, raffigurante Vergine con il Bambino entro cornice rocaille in lamina di argento dorato con cimasa a putti.
    48x36,5 cm

  • GIACOMO ANTONIO CERUTI DETTO IL PITOCCHETTO - Sant'Agostino
    Lotto 1682

    GIACOMO ANTONIO CERUTI DETTO IL PITOCCHETTO
    Sant'Agostino
    Olio su tela, 101x76 cm; entro cornice veneziana in legno intagliato e dorato; studio critico del prof. Giuseppe Sava allegato.
    La temperatura stilistica e l'originale "milieu" culturale di questo brano pittorico rispondono alla fisionomia di Giacomo Ceruti, l'artista milanese di nascita ma bresciano di origini e adozione, il cui nome è celeberrimo in relazione al filone "pauperistico".
    Egli rappresenta la voce più alta e intensa di un genere che mise al centro gli ultimi, i miserabili, i pitocchi: un genere con il quale la tradizionale vocazione "al vero" della cultura lombarda toccò forse il vertice. Ad un simile ruolo lo hanno consacrato le intuizioni del Longhi, la grande mostra del 1953 I pittori della realtà in Lombardia, gli studi di Gianni Testori e la fondamentale monografia di Mina Gregori (1982).

    Opera corredata da scheda critica del prof. Giuseppe Sava.

  • ANTON MARIA MARAGLIANO -
    Lotto 1683

    ANTON MARIA MARAGLIANO
    Cristo crocefisso
    Legno intagliato e dipinto, h 170 cm
    Lo straordinario Crocefisso scolpito con sensibilità epidermica e aspirazione sentimentale, impreziosito da una policromia naturalistica, ancora perfettamente integra, che conferisce all'incarnato un toccante effetto porcellanato, è riconducibile alla consistente produzione di Crocifissi monumentali in legno policromo riferibile all'ambito di Anton Maria Maragliano tra il secondo e il quarto decennio del Settecento.
    Principale esponente del Barocco genovese nel campo della statuaria lignea, il Maragliano crebbe artisticamente nelle botteghe di Giuseppe Arata e in seguito in quella dello zio Giovan Battista Agnesi, con un periodo di formazione presso Giovanni Andrea Torre, aggiornandosi sui modi di un altro importante maestro, Giambattista Bissone.
    L'opera, per le strette affinità stilistiche, tipologiche e iconografiche, registrabili nella definizione delle artificiose capigliature, nella distintiva modulazione e nell'estrosa articolazione sintattica dei Cristi in potenti scorci diagonali sulla Croce, si inserisce perfettamente nella scia di importanti Crocefissi licenziati tra il 1710 e il 1739 dalla mano di Anton Maria Maragliano e dalla bottega dove operavano i suoi più stretti collaboratori.
    Opera corradata da scheda critica di David Lucidi qui in parte ripresa.

    Bibliografia:
    D.Sanguineti, Maragliano, Anton Maria, in "Dizionario biografico degli Italiani", 2007, ad vocem
    D.Sanguineti, Anton Maria Maragliano, "Insignis sculptor Genue", Genova, 2013

  • PITTORE DEL XVII SECOLO -
    Lotto 1684

    PITTORE DEL XVII SECOLO
    Accampamento militare con assedio a un castello
    Olio su tela, 70x89 cm

  • PITTORE DEL XVII SECOLO -
    Lotto 1685

    PITTORE DEL XVII SECOLO
    Scena di porto con fortificazione turrita e galeone nello sfondo
    Olio su tela, 70x89 cm

  • PITTORE DEL XVIII SECOLO - Marina con antica fortezza e velieri
    Lotto 1686

    PITTORE DEL XVIII SECOLO
    Marina con antica fortezza e velieri
    Olio su tela, 69,5x98 cm; entro cornice antica in legno dipinto e dorato.

  • THOMAS WIJCK -
    Lotto 1687

    THOMAS WIJCK
    (attribuito a)
    Paesaggio romano con veduta di ponte Milvio e figure
    Olio su tela, 59,5x90 cm

  • CHRISTIAN BERENTZ - (attribuito a)
    Lotto 1688

    CHRISTIAN BERENTZ
    (attribuito a)
    con la collaborazione di ANTONIO MERCURIO AMOROSI (1660-1738)
    Allegoria dell'autunno
    Olio su tela, cm 70x92.

  • FRANCESCO FONTEBASSO -
    Lotto 1689

    FRANCESCO FONTEBASSO
    Visione di San Francesco da Paola
    Olio su tela, 58x44 cm

  • GIUSEPPE CESARI DETTO CAVALIER D'ARPINO -
    Lotto 1690

    GIUSEPPE CESARI DETTO CAVALIER D'ARPINO
    Riposo durante la fuga in Egitto
    Olio su tela, 140x179 cm
    Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino, nacque ad Arpino nel 1568 e si trasferì a Roma nel 1582, dove si formò artisticamente sotto la guida di Cesare Nebbia e Girolamo Muziano. In questo periodo partecipò alla decorazione delle Logge Vaticane e di altri ambienti del palazzo apostolico, mettendo in luce le proprie capacità pittoriche. Iscritto all'Accademia di San Luca già nel 1583, ne ricoprì la carica di principe nel 1599, nel 1615 e nel 1629. Nel corso della sua carriera fu maestro di artisti destinati a lasciare un segno profondo nella pittura del Seicento, come Guido Reni e Caravaggio. Ricevette importanti commissioni papali e reali, lavorando a Roma, Napoli e in altre città italiane e frequentò le più alte cariche ecclesiastiche e politiche del tempo.

    Cesari fu uno dei principali esponenti del tardo manierismo romano, con uno stile caratterizzato dall'eleganza delle forme, dalla brillantezza cromatica e da un notevole virtuosismo tecnico, espresso tanto nelle grandi decorazioni ad affresco quanto nei dipinti di piccolo formato. La sua pittura si distingue per un gusto prezioso e raffinato, nel quale si riconoscono influenze di Raffaellino da Reggio e Francesco Vanni, insieme a una particolare predilezione per gli effetti illusionistici e luministici. L'artista partecipò a importanti imprese decorative, tra cui quelle di San Luigi dei Francesi e di San Giovanni in Laterano a Roma, oltre a quella della certosa di San Martino a Napoli. Tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, la sua bottega fu una delle più rinomate della capitale, costituendo un importante punto di riferimento nel passaggio dalla cultura manierista alle nuove istanze barocche.

    Il dipinto in esame si distingue per le notevoli dimensioni e l'elevata qualità esecutiva. Trova confronti con l'Adorazione dei pastori e l'Adorazione dei Magi della cappella Aldobrandini in Santa Maria in Via a Roma, realizzate dall'artista intorno alla metà degli anni Novanta del Cinquecento. In entrambe le opere si riscontrano affinità nella sensibilità cromatica, nelle fisionomie dei personaggi e nella particolare attenzione riservata agli elementi di natura morta.
    Il marcato interesse per il paesaggio e per la resa naturalistica, riscontrabile anche nel dipinto in esame, può essere messo in relazione con i documentati rapporti tra il Cavalier d'Arpino e il pittore fiammingo Paul Brill (Anversa, 1554 - Roma, 1626), attestato a Roma fin dagli anni Settanta del Cinquecento e protagonista di un rinnovamento nella concezione del paesaggio.
    Anche Cesari propone una rappresentazione della natura caratterizzata da una particolare preziosità cromatica, nella quale il fogliame, l'acqua e il cielo restituiscono la vitalità del creato. È tuttavia importante sottolineare come, in nessun'altra sua opera, l'artista abbia riservato al paesaggio uno spazio così ampio. L'elevata qualità del risultato conferma il livello raggiunto dal Cavalier d'Arpino alla fine del Cinquecento, quando la sua posizione nel panorama artistico romano era ormai consolidata.

    Bibliografia:
    S. Bolzoni, The drawings of Cavalier Giuseppe Cesari d'Arpino: A Supplement, in Master Drawings, Vol. 61, Number 3, 2023, pp. 331-356; p. 335, fig. 12.

  • GRANDE PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES,
    Lotto 1691

    GRANDE PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES, FINE XVII SECOLO, decorato a lustri metallici a motivi fogliacei e stemma coronato; sbeccature, una rincollatura e lievi fessure.
    Diam. 37 cm

  • GRANDE PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES,
    Lotto 1692

    GRANDE PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES, XVII SECOLO, decorato a lustri metallici a motivi fogliacei; sbeccature e lievi difetti.
    Diam. 36,5 cm

  • CINQUE MORTAI IN BRONZO, XVI-XVII SECOLO, alcuni c
    Lotto 1693

    CINQUE MORTAI IN BRONZO, XVI-XVII SECOLO, alcuni con motivi a rilievo.
    h massima 10 cm

  • COPPIA DI CANDELIERI IN BRONZO, XVII SECOLO, a roc
    Lotto 1694

    COPPIA DI CANDELIERI IN BRONZO, XVII SECOLO, a rocchetto.
    h 35 cm

  • DUE BACILI IN RAME, XVII SECOLO, circolari baccell
    Lotto 1695

    DUE BACILI IN RAME, XVII SECOLO, circolari baccellati; lievi ammaccatture.
    Diam massimo 48 cm

  • GRANDE PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES,
    Lotto 1696

    GRANDE PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES, XVII SECOLO, decorato a lustri metallici a motivi fogliacei e animale; sbeccature, usure.
    Diam. 34 cm

  • PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES, XVII S
    Lotto 1697

    PIATTO IN MAIOLICA ISPANO MORESCA, MANISES, XVII SECOLO, decorato a lustri metallici a motivi fogliacei; sbeccature, lievi difetti.
    Diam. 25,5 cm

  • TRE CANDELIERI IN BRONZO, XVII SECOLO, a rocchetto
    Lotto 1698

    TRE CANDELIERI IN BRONZO, XVII SECOLO, a rocchetto.
    h massima 55 cm

  • CONTENITORE PER ELEMOSINA, XVIII SECOLO, cilindric
    Lotto 1699

    CONTENITORE PER ELEMOSINA, XVIII SECOLO, cilindrico con coperchio incernierato e manico in metallo patinato; lievi usure.
    h 20,5 cm

  • DUE ACQUASANTIERE IN MARMO E PIETRA, XVIII-XIX SEC
    Lotto 1700

    DUE ACQUASANTIERE IN MARMO E PIETRA, XVIII-XIX SECOLO, una ovale scanalata e una baccellata.
    Larg massima 55 cm

  • CULLA VALSESIANA IN LEGNO INTAGLIATO, ITALIA SETTE
    Lotto 1701

    CULLA VALSESIANA IN LEGNO INTAGLIATO, ITALIA SETTENTRIONALE, XVIII SECOLO, decori incisi a greche ed elementi stilizzati.
    82x40 cm, h 70.

  • COPPIA DI SGABELLI CON SCHIENALE AD ASSO DI COPPE
    Lotto 1702

    COPPIA DI SGABELLI CON SCHIENALE AD ASSO DI COPPE IN NOCE, XVII SECOLO, schienale e seduta sagomati, sostegni torniti raccordati da fasce; usure.
    27x38 cm, h 103.

  • KARABAGH (CAUCASO) - Di antica manifattura
    Lotto 1703

    KARABAGH (CAUCASO)
    Di antica manifattura. 335x99 cm, 3,31 m².
    Trama e ordito in cotone, vello in lana.

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Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA

Asta 1004 - SESSIONI DEDICATE AD ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA

L'Asta 1000 comprende tutti i settori trattati da Meeting Art ognuno dei quali avrà la propria collocazione in particolari sessioni che si terranno fino al 20/12/2026

Sessioni

  • 14 novembre 2026 ore 14:00 Asta 1004 - Sedicesima sessione (1241 - 1350)
  • 15 novembre 2026 ore 14:00 Asta 1004 - Diciassettesima sessione (1351 - 1460)
  • 18 novembre 2026 ore 15:00 Asta 1004 - Diciottesima sessione (1461 - 1520)
  • 19 novembre 2026 ore 15:00 Asta 1004 - Diciannovesima sessione (1521 - 1580)
  • 21 novembre 2026 ore 14:00 Asta 1004 - Ventesima sessione (1581 - 1690)
  • 22 novembre 2026 ore 14:00 Asta 1004 - Ventunesima sessione (1691 - 1800)

Pagamenti e Spedizioni

Per ogni domanda relativa alle spedizioni di oggetti aggiudicati in asta si prega di prendere contatto con il nostro Ufficio Spedizioni all'indirizzo e-mail spedizioni@meetingart.it o al numero WhatsApp +393406787843.

Nostro corriere di fiducia MBE di Casale Monferrato (Italy)

Condizioni di vendita

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Commissioni

Al prezzo di aggiudicazione finale l’acquirente dovrà corrispondere un premio del 25% (diritti d’Asta)

Rilanci

  • da 0 a 1000 rilancio di 50
  • da 1000 a 2000 rilancio di 100
  • da 2000 a 3000 rilancio di 200
  • da 3000 a 4000 rilancio di 300
  • da 4000 a 5000 rilancio di 400
  • da 5000 a 10000 rilancio di 500
  • da 10000 a 40000 rilancio di 1000
  • da 40000 in avanti rilancio di 2000