Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA

Pre-Asta Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA

sabato 14 novembre 2026 ore 14:00 (UTC +01:00)
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  • PITTORE DEL XVIII SECOLO - Dieci studi di putti e figure
    Lotto 1330

    PITTORE DEL XVIII SECOLO
    Dieci studi di putti e figure
    Sanguigna e tecniche varie su carta, 30x22 cm ca.

  • FRANCESCO BATTAGLIOLI -
    Lotto 1331

    FRANCESCO BATTAGLIOLI
    Capricci architettonici con figure
    Coppia di oli su tela, 39,5x54 cm
    Battaglioli fu vero e proprio specialista nel raffigurare paesaggi, vedute e soprattutto Capricci. L'uso della prospettiva si dimostra sempre di alta qualità, capace di evocare suggestive rappresentazioni sceniche, vivide anche per via della sensibilità atmosferica e cromatica, raggiungendo livelli decorativi di notevole impatto visivo.
    Battaglioli nel 1778 ereditò la cattedra di prospettiva all'Accademia di Venezia dopo le dimissioni di Antonio Visentini, coronando una carriera di indiscusso successo con un riconoscimento di alto prestigio. Battaglioli, come molti altri suoi colleghi, fu un artista di portata europea, dal 1754 al 1760 è infatti documentata la sua presenza a Madrid al servizio della Corte di Spagna. L'abilità di Battaglioli è ben dimostrata da queste due tele condotte con sapienza disegnativa e pittorica.

    Bibliografia di riferimento:
    D.Succi, 'Francesco Battaglioli', in 'Capricci veneziani del Settecento', Torino 1988, pp. 260 ; 271, con bibliografia precedente

  • COPPIA DI CASSETTONI LUIGI XVI LASTRONATI IN LEGNI
    Lotto 1332

    COPPIA DI CASSETTONI LUIGI XVI LASTRONATI IN LEGNI VARI, VENETO, XVIII SECOLO, fronte bombato a tre cassetti e fianchi mossi, sostegni a volute; qualche difetto e usura.
    153,5x58,5 cm, h 90.

  • PITTORE DEL XVII SECOLO -
    Lotto 1333

    PITTORE DEL XVII SECOLO
    Scene di battaglia
    Coppia di oli su tela, 72,5x97,5 cm

  • FRANCESCO GIUSEPPE CASANOVA -
    Lotto 1334

    FRANCESCO GIUSEPPE CASANOVA
    (attribuito a)
    Scene di battaglia
    Coppia di oli su tela ovale, 62,5x51,5 cm
    Il controluce delle criniere crestate, i bagliori delle corazze, l'invenzione spaziale, il gruppo dei tre cavalli al centro, richiamano lo stile del pittore, sollecitando paragoni con due opere di analogo soggetto in collezioni private.

  • JACQUES COURTOIS DETTO IL BORGOGNONE - (cerchia di)
    Lotto 1335

    JACQUES COURTOIS DETTO IL BORGOGNONE
    (cerchia di)
    Battaglia di cavalleria davanti a una fortificazione turrita
    Olio su tela, 93x121 cm; opera priva di cornice.

  • FRANCESCO MONTI DETTO IL BOLOGNESE - (attribuiti a)
    Lotto 1336

    FRANCESCO MONTI DETTO IL BOLOGNESE
    (attribuiti a)
    Scontro di cavalieri
    Coppia di oli su tela, 87x130 cm; entro importanti cornici dipinte e dorate del XIX secolo.
    I due dipinti raffigurano scene di battaglia tra cavallerie, attribuibili per via stilistica al pittore Francesco Monti detto il Brescianino delle Battaglie (Brescia, 1646 - Parma, 1712).

  • ALZATA IN MAIOLICA, PAVIA, XVIII SECOLO, circolare
    Lotto 1337

    ALZATA IN MAIOLICA, PAVIA, XVIII SECOLO, circolare con decoro policromo a cavaliere entro paesaggio; fessure e sbeccatura alla base.
    Diam. 27 cm

  • PIATTELLO IN MAIOLICA, CASTELLI, XVIII SECOLO, AMB
    Lotto 1338

    PIATTELLO IN MAIOLICA, CASTELLI, XVIII SECOLO, AMBITO DI CARLO ANTONIO GRUE, decoro policromo a scena galante e tesa ad amorini.
    Diam 16,5 cm

  • PIATTINO IN MAIOLICA, CASTELLI, XVIII SECOLO, bacc
    Lotto 1339

    PIATTINO IN MAIOLICA, CASTELLI, XVIII SECOLO, baccellato con decoro policromo con amorino che si specchia; fessura e lieve sbeccatura.
    Diam. 14,5 cm

  • CIOTOLA CON MANICI IN MAIOLICA, XVIII SECOLO, deco
    Lotto 1340

    CIOTOLA CON MANICI IN MAIOLICA, XVIII SECOLO, decoro con Madonna di Loreto e iscrizione sul bordo esterno; restauri e usure.
    20x14 cm

  • ALZATA IN MAIOLICA, CASTELLI, XVII-XVIII SECOLO, c
    Lotto 1341

    ALZATA IN MAIOLICA, CASTELLI, XVII-XVIII SECOLO, circolare con decoro con Vergine addolorata.
    Diam. 31,5 cm

  • ANTONIO BASOLI - Atrio magnifico
    Lotto 1342

    ANTONIO BASOLI
    Atrio magnifico
    Tempera e olio su tela, 92x115 cm; entro cornice coeva in legno dipinto a finto marmo e dorato.
    Provenienza:
    Già collezione Lauro, Bologna

    Bibliografia:
    D.Benati, P.Giordani, Stanze Bolognesi, La Collezione Lauro, Milano, 1994, scheda 103
    G.Zucchini, Mostra del Settecento bolognese, Bologna, 1935.

  • PLACCA IN MAIOLICA, CASTELLI, XVIII SECOLO, decoro
    Lotto 1343

    PLACCA IN MAIOLICA, CASTELLI, XVIII SECOLO, decoro policromo con Sacra famiglia e San Giovannino; lievi sbeccature al margine.
    22x29 cm

  • GUILLAUME COURTOIS -
    Lotto 1344

    GUILLAUME COURTOIS
    (ambito di)
    Gioacchino e Anna hanno la visione dell'Immacolata Concezione
    Olio su rame, 34x26 cm
    Il dipinto presenta un'iconografia rara, con Dio Padre tra gli angeli che rivela ad Anna e Gioacchino la nascita dell'Immacolata, raffigurata come giovanetta.
    Si tratta di opera che contempera influssi cortoneschi di formazione con influssi maratteschi e berniniani. Il rame riprende in controparte la tela conservata a Roma Basilica di S. Prassede, Roma.
    In questo caso il pittore, qualcuno della stretta cerchia del Courtois, l'ha riprodotta traendola da in un'incisione in controparte di Carlo Franceschini del 1670.

  • CARLO PREDA - Educazione della Vergine, 1700 ca
    Lotto 1345

    CARLO PREDA
    Educazione della Vergine, 1700 ca.
    Olio su tela, 65x50 cm; opera priva di cornice.
    L'iconografia dell'Educazione della Vergine è uno dei temi più intimi, domestici e affettuosi dell'arte sacra occidentale. A differenza delle scene monumentali della vita di Cristo o delle grandi visioni mariane, questo soggetto mette al centro il rapporto intergenerazionale tra madre e figlia, celebrando al contempo la trasmissione della fede e della conoscenza.
    La formazione del Preda avviene presso lo zio materno, il pittore Federico Bianchi, il cui influsso è molto forte nelle opere giovanili. Dal Bianchi, Preda deriva le tipologie fisionomiche femminili e il gusto cromatico, vivace e cangiante, che, grazie agli esempi dell'arte genovese e veneta, tramuterà in un elegante linguaggio rococò. Le sue composizioni sono sempre impostate con ricercata eleganza su piani in diagonale, gli consentono d'immaginare scenografie dal notevole effetto narrativo.
    L'opera qui presentata è collocabile nella sua piena maturità, intorno al 1700.

    Bibliografia:
    Cfr. A. Maria Bianchi, Carlo Preda, in Il Settecento Lombardo, catalogo della mostra a cura di Rossana Bossaglia e Valerio Terraroli, Milano 1991, pp. 173-176
    S. Coppa, Carlo Preda, in Pittura a Milano dal Seicento al Neoclassicismo, a cura di M. Gregori, Milano 1999, pp. 286-288, tavv. 95-96

  • PITTORE DEL XVII SECOLO -
    Lotto 1346

    PITTORE DEL XVII SECOLO
    Gesù Bambino entro ghirlanda di fiori
    Olio su tela, 80x67 cm
    La ghirlanda di fiori entro cui inscrivere soggetti sacri è un tema di origine fiamminga, ma poi diffusosi anche in Italia. A Roma i primi esperimenti in tal senso sono da ricondurre a Giovanni Stanchi e a Mario Nuzzi, detto Mario dei Fiori. La tela qui presentata sembra prodotta da un pittore francese attivo nell'ambito della scuola romana ed eseguita tra il 1660 e il 1670 . Il livello qualitativo è alto. Italiano e invece l'artista che dipinge il Gesù Bambino, la cui figura si rifà a una invenzione di ambito emiliano che circola tramite una serie di repliche di un Gesù bambino (o San Giovannino) che contempla la croce.

  • ANTONIO MONDINO -
    Lotto 1347

    ANTONIO MONDINO
    Matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria
    Olio su tela, 88x100 cm
    Antonio Mondino (o Mondini) è ricordato dalle fonti antiche come scolaro del Morazzone. L'Orlandi (Abecedario pittorico, 1704), lo dice milanese e commenta: "Poche opere sue si vedono in Patria, perchè fu vago di girare il Mondo"; testimonianza probabilmente fondata, poiché il suo percorso artistico è conosciuto in Varese e dintorni solo dal 1617 al 1633: una circostanza che fa ipotizzare che il pittore abbia trascorso altri periodi della sua vita altrove.
    Ancora nel 1817 il Mondino veniva definito come "uno de' migliori scolari del Morazzone"
    Il pittore, figura importante del primo Seicento lombardo, resta ancor oggi in ombra, anche se nel corso degli ultimi decenni ha goduto di qualche fortuna critica a partire dagli studi di Vito Zani del 1996 e 1997, con in seguito molte citazioni sparse, soprattutto nella scia del Morazzone.
    Mondino fu attivo nel primo quarto del Seicento a Varese e lavorò sia nelle sue principali chiese, sia per le più importanti famiglie della città. Fu presente anche al Sacro Monte di Varese, dove realizzò alcuni affreschi per la sesta cappella dell'Orazione nell'Orto. La sua arte manca però, come ricorda lo Zani, "di troppe prerogative determinanti" rispetto al sommo maestro Morazzone; secondo Mina Gregori, si rivela come "una gradevole trascrizione dei pensieri più facili del maestro".
    La sua attività conosciuta si sviluppa fra il 1617 e il 1633.
    Il matrimonio di santa Caterina è opera singolare di Mondino. Si ricollega ad un dipinto nella pinacoteca Ambrosiana, opera di qualità decisamente inferiore, già attribuito al Morazzone e oggi a Scuola Lombarda.
    Sulla tela saranno necessari ulteriori studi.

    Bibliografia:
    Zani Vito, Novità su Antonio Mondino, allievo del Morazzone, in Tracce , XVI (1996), pp. 33-53
    Zani Vito, Ulteriori novità su Antonio Mondino", in Tracce , 1997, N.S. 17.1997, 13, 29-38
    Stoppa Jacopo, Il Morazzone, Milano 2003
    A. Cifani, F. Monetti, Antonio Mondino,La deploration sur le Christ mort, in: De Vouet à Boucher: au coeur de la collection Motais de Narbonne : peintures françaises et italiennes des XVII et XVIIIe siècles, Orleans, 2018, pp. 240-41

  • ANTONIO ZANCHI - Prometeo incatenato, 1670 ca
    Lotto 1348

    ANTONIO ZANCHI
    Prometeo incatenato, 1670 ca.
    Olio su tela, 187x144 cm
    Prometeo era un Titano che per proteggere i mortali dal freddo e dalla debolezza, rubò una scintilla del fuoco divino dalla fucina di Efesto (o dal carro del sole), nascondendola dentro una ferula (un fusto cavo) e la consegnò agli uomini. Insieme al fuoco, insegnò all'umanità le arti della sopravvivenza, la scrittura, la matematica, la medicina, l'astronomia e la metallurgia. Per vendicarsi di Prometeo e degli uomini, Zeus ordinò la creazione di Pandora, la prima donna, portatrice del vaso pieno di mali e speranze. Prometeo fu catturato e incatenato a una roccia sui monti del Caucaso. Ogni giorno, un'aquila (Aithon) gli divorava il fegato, il quale si rigenerava durante la notte rendendo il supplizio eterno. Il Titano fu infine liberato da Ercole con il consenso di Zeus.
    Antonio Zanchi rappresenta una delle massime espressioni del tenebrismo e del naturalismo chiaroscurale nella pittura veneziana del Seicento. Fin dai suoi esordi, lo stile dell'artista si distingue per l'uso di pennellate ricche e materiche unite a prospettive e scorci decisamente audaci. Un esempio di questa maestria è l'opera del 1666 per la Scuola Grande di San Rocco, dove Zanchi riesce a evocare con straordinaria intensità il dramma e i tragici effetti della peste.
    La tela qui analizzata è successiva a quel capolavoro e la sua realizzazione è databile intorno al 1670.

    Bibliografia:
    Cfr. P. Zampetti, Antonio Zanchi, in I pittori bergamaschi dal XIII al XIX secolo. Il Seicento, Vol. IV, Bergamo, Poligrafiche Bolis, 1987, pp. 419-707
    B. Andreose, F. Gambarin, Antonio Zanchi "pittor celeberrimo", Este, 2009.

  • PETER PAUL RUBENS -
    Lotto 1349

    PETER PAUL RUBENS
    (e bottega)
    con la collaborazione di
    THEODOOR VAN THULDEN (1606-1669)

    Atalanta e Meleagro
    Olio su tela, 127,5x127,5 cm
    Il dipinto, di alta qualità pittorica, raffigura l'episodio mitologico di Meleagro che offre ad Atalanta la testa del cinghiale calidonio, trofeo della celebre caccia narrata nelle Metamorfosi di Ovidio. Al centro della composizione, Atalanta è ritratta a seno scoperto, avvolta in un drappo bianco e porpora fermato da una spilla gemmata, mentre osserva con espressione assorta il giovane cacciatore alla sua destra, anch'egli a torso nudo e avvolto in un manto blu, che le porge la preda. Alle spalle della coppia, un compagno suona un corno da caccia, mentre una figura barbuta emerge sullo sfondo scuro, contribuendo a costruire un senso di affollamento e concitazione tipico delle scene di caccia barocche. In primo piano, la testa del cinghiale, resa con grande efficacia naturalistica, occupa gran parte dello spazio pittorico, sottolineando il tema venatorio dell'episodio.
    La resa carnosa e luminosa delle figure, il taglio compositivo serrato e la palette calda, giocata su incarnati rosati e tessuti dai colori decisi, sono coerenti con la temperie pittorica fiamminga barocca di primo Seicento.
    La versione più nota di questo dipinto (1635 circa ) si trova al Museo del Prado di Madrid, mentre una famosa copia autografa o di studio con lievi varianti è conservata al Metropolitan Museum of Art di New York. Questa versione è replica della bottega di Rubens, in questo caso probabilmente con la collaborazione di Theodoor van Thulden, suo allievo diretto.

    Bibliografia:
    Cfr. , M. Jaffé, Rubens, Milano 1989
    McGrath, Corpus Rubenianus Ludwig Burchard. Rubens. Subjects from history, Harvey Miller Publishers, 1997.

  • PAOLO GEROLAMO PIOLA -
    Lotto 1350

    PAOLO GEROLAMO PIOLA
    Salomè con la testa del Battista
    Olio su tela, 133x103 cm
    Salomé si staglia con fierezza sul fondo scuro di questa tela ovale; il capo è agghindato con piume e pietre preziose; il suo abito blu è ammantato con un drappo color ocra scuro che muove come per un soffio di vento.
    L'eloquenza della figura dipinta dal Piola è notevole, evidenziata sia da questa tavolozza smagliante che dal convulso movimento del panneggio, e dalla gestualità della dama, che con quella splendida mano dipinta in scorcio richiama in modo teatrale la nostra attenzione.
    L'opera magistrale di Paolo Gerolamo, datata dalla critica alla maturità del pittore, si pone in bilico tra il ritratto e il quadro allegorico, in cui si sottolinea la sensualità della donna e la sua capacità di ottenere qualsiasi cosa facendo leva sulla propria avvenenza.

    Provenienza:
    Collezione privata, Parigi
    Galerie Canesso, Parigi
    Collezione privata, Italia

    Bibliografia:
    A.Toncini Cabella, Genova nel primo Settecento, Bollettino d'arte n.100, Aprile-Giugno 1997, p.125 fig.11
    A.Toncini Cabella, Paolo Gerolamo Piola, GE, 2002, p.67 fig.90
    V.Damian, Un modello inedito di Tanzio da Varallo. Acquisizioni recenti. Parigi, 2003, p.38-39
    A.Orlando, Pittura fiammingo-genovese. Ritrovamenti dal collezionismo privato, Allemandi, TO, 2012, p.116.
    A.Orlando, Caravaggio e i genovesi, GE, 2019, tav.29
    A.Orlando, Tra sacro e profano, Museo nazionale - Palazzo dei Granduchi di Lituania, 2020, catalogo della mostra
    P.Carofano, Il Barocco e Noto, 2023, p.43

    Esposizioni:
    Galerie Canesso, Un modello inedito di Tanzio da Varallo. Acquisizioni recenti. Parigi, rue Rossini. 2003
    Caravaggio e i genovesi, Genova, Palazzo della Meridiana, Febbraio-Giugno 2019
    Tra sacro e profano, Museo nazionale - Palazzo dei Granduchi di Lituania, 2020
    Il Barocco e Noto, Noto, convitto delle Arti, Aprile-Ottobre 2023

  • COPPA IN MAIOLICA, IZNIK, XVII SECOLO, decoro poli
    Lotto 1351

    COPPA IN MAIOLICA, IZNIK, XVII SECOLO, decoro policromo nel cavetto con fiori di tulipano e cardo, bordo ad ovuli bruni, fondo avorio; lievi difetti e probabile restauro.
    Diam. 29 cm

  • COPPA IN MAIOLICA, IZNIK, XVII SECOLO, decoro poli
    Lotto 1352

    COPPA IN MAIOLICA, IZNIK, XVII SECOLO, decoro policromo nel cavetto con fiori di tulipano e cardo, bordo a foglie e fiori, fondo avorio; probabili restauri minori.
    Diam. 26,5 cm

  • COPPA IN MAIOLICA, IZNIK, XVII SECOLO, decoro poli
    Lotto 1353

    COPPA IN MAIOLICA, IZNIK, XVII SECOLO, decoro policromo nel cavetto con fiori di tulipano e cardo, bordo ad ovuli bruni, fondo avorio; probabili restauri in corrispondenza dell'orlo.
    Diam. 25 cm

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Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA

Asta 1004 - SESSIONI DEDICATE AD ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA

L'Asta 1000 comprende tutti i settori trattati da Meeting Art ognuno dei quali avrà la propria collocazione in particolari sessioni che si terranno fino al 20/12/2026

Sessioni

  • 14 novembre 2026 ore 14:00 Asta 1004 - Sedicesima sessione (1241 - 1350)
  • 15 novembre 2026 ore 14:00 Asta 1004 - Diciassettesima sessione (1351 - 1460)
  • 18 novembre 2026 ore 15:00 Asta 1004 - Diciottesima sessione (1461 - 1520)
  • 19 novembre 2026 ore 15:00 Asta 1004 - Diciannovesima sessione (1521 - 1580)
  • 21 novembre 2026 ore 14:00 Asta 1004 - Ventesima sessione (1581 - 1690)
  • 22 novembre 2026 ore 14:00 Asta 1004 - Ventunesima sessione (1691 - 1800)

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Rilanci

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  • da 1000 a 2000 rilancio di 100
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  • da 5000 a 10000 rilancio di 500
  • da 10000 a 40000 rilancio di 1000
  • da 40000 in avanti rilancio di 2000