Pre-Asta Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA
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Lotto 1309a COPPIA DI POLTRONE IN LEGNO INTAGLIATO, FRANCIA, XVIII SECOLO, intagli a fiori, sostegni mossi e imbottitura in tessuto damascato verde; lievi usure.70x60 cm, h 98 ca.
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Lotto 1310 FRANCESCO ALBOTTO(attribuito a)Capriccio architettonico con arco antico e barca fluvialeOlio su prima tela, 36,5x56 cmIl quadro, di bella qualità, è ascrivibile al catalogo del pittore veneziano Francesco Albotto, allievo e collaboratore di Michele Marieschi. Bibliografia:R. Pallucchini, Francesco Albotto erede di Michele Marieschi, in Arte Veneta, XXVI, 1972, pp. 222-223M. Manzelli, Michele Marieschi e il suo alter-ego Francesco Albotto, Venezia 1991, ad vocemF. Pedrocco, Il Settecento a Venezia, i Vedutisti, Milano 2001, ad vocem
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Lotto 1311 CASSETTONE A RIBALTA IN LEGNO DIPINTO E DECORATO AD ARTE POVERA, VENEZIA, XVIII SECOLO, fronte a cassetti e parte superiore con calatoia e cassettini interni, decori a scene animate applicate su fondo azzurro; usure, qualche mancanza e restauro.124x64 cm, h 122.
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Lotto 1312 AUBUSSONDi antica manifattura.Decoro a fiori policromi con medaglione a ragnatela, 256x210 cm, 5,37 m²
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Lotto 1313 SPECCHIERA D'APPOGGIO IN LEGNO LACCATO E DIPINTO A CINESERIE, VENEZIA, XVIII SECOLO, fronte mosso con cassetto e ribalta celante cassettini e vani e specchio basculante.45,5x33 cm, h 90.
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Lotto 1313a TAZZA CON PIATTO IN PORCELLANA, BASSANO, XVIII SECOLO, decoro policromo a cineserie e profilo in oro.Diam. 11,5 cm, h 4,5.
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Lotto 1314 RARA RIBALTA IN LEGNO DECORATO IN ARTE POVERA, VENEZIA, XVIII SECOLO, fronte mosso e bombato con ante e cassetti laterali, calatoia celante cassettini e vani, decoro a figure entro paesaggi applicati su fondo policromo; usure e lievi difetti.155x70 cm, h 99.
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Lotto 1315 BERNARDO BELLOTTO(attribuito a)Le chiuse di DoloOlio su tela, 62x81 cmSi conosce una sola veduta della terraferma veneziana dipinta da Bellotto, quella riproducente I molini sul Brenta a Dolo nella collezione del visconte di Hambleden, Henley-on-Thames, eseguito nel 1744, nell'anno cioè del soggiorno in Lombardia. Lo dimostrano l'eccezionale qualità della stesura pittorica, la novità della ripresa realistica del luogo, i decisi contrasti chiaroscurali, il profondo lirismo: elementi tutti che sono vicinissimi alla magica atmosfera delle vedute di Gazzada. Il paese di Dolo è diventato famoso nella storia dell'arte non tanto per le vedute dipinte dal Canaletto e da Bellotto quanto per le tre stupende acqueforti che il primo incise tra il 1742 e il 1744.Con poche varianti nella disposizione delle "macchiette", questa veduta deriva da quella dello zio Canaletto, che appartiene all'Ashmolean Museum di Oxford. Il Bellotto tende tuttavia al altri risultati, a una evidenza realistica persino insistita, che è il suo apporto nuovo al vedutismo veneziano, ed egli coopererà a diffonderlo in Europa con i suoi viaggi a Dresda e Vienna, a Varsavia. Per ragioni stilistiche la datazione va collocata prima della partenza per Dresda avvenuta nel 1747.Scheda riportata nel catalogo sottocitato a cura del prof. Rodolfo Pallucchini.Provenienza:Collezione privata, BergamoBibliografia:M.Valsecchi, Venezia 700 - Francesco Guardi e il suo tempo nelle raccolte private bergamasche, 1969, tav. XXXIXEsposizioni:Bergamo, Galleria Lorenzelli, Venezia 700 - Francesco Guardi e il suo tempo nelle raccolte private bergamasche, settembre - ottobre 1969.
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Lotto 1316 PIETRO DOMENICO OLIVERO(attribuito a)Mercato e rovine architettonicheOlio su tela, 52,5x86,5 cmIl dipinto è un giovanile capolavoro di Pietro Domenico Ollivero, che fu uno dei più significativi autori italiani di pittura bambocciante. L'opera, databile ai primissimi anni del Settecento, è prossima sul piano stilistico ad alcune tele del pittore già custodite nella collezione di Pietro Mellarece, primo ministro di Vittorio Amdeo II. Bibliografia:Cfr. Arabella Cifani, Franco Monetti, I Piaceri e le Grazie. Collezionismo, pittura di genere e di paesaggio fra Sei e Settecento in Piemonte, Torino 1993, I e II, passimA. Cifani, F. Monetti, Gusto fiammingo e fantasia italiana: Pietro Domenico Ollivero (1679-1755) "pittore virtuosissimo", cantore della civiltà piemontese del Settecento, in: "Il Quirinale, Rivista d'arte e storia", 5, 2007, pp. 103-12A. Cifani, F. Monetti, La collezione di dipinti di Pietro Mellarède (1659-1730) e degli eredi nel castello di Betton Bettonet in Savoia, in: "Saggi e Memorie di storia dell'arte", n. 33, 2009Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, pp. 165-203A. Cifani, F. Monetti, voce Pietro Domenico Ollivero in: Dizionario Biografico degli Italiani, 79, Roma 2013, ad vocem
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Lotto 1317 NICOLAES BERCHEM(seguace di)Paesaggio italiano con contadini che raccolgono giunchiOlio su tela, 77,5x66 cmIl dipinto raffigura un tipico paesaggio pastorale italianeggiante con contadini e animali, ispirato alla pittura italianizzante del Secolo d'Oro olandese, caratterizzato da cieli luminosi, nuvole vaporose e colline rocciose sullo sfondo. Di questo quadro esiste una seconda versione, al Museo Reale di Lazienki in Polonia, anch'essa attribuita a un seguace del Berchem.Bibliografia:Cfr. D. Juszczak, H. Malachowicz, La collezione di dipinti di Stanislaw August al Museo Reale di Lazienki. Catalogo , Museo Reale di Lazienki, Varsavia 2016, n. 19, pp. 101-104.
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Lotto 1318 PIETRO DOMENICO OLIVEROLe quattro stagioniQuattro oli su tela, 66x65 cm; di cui uno monogrammato P.D.O. (autunno) e uno monogrammato P.D.O.F. (inverno).I quattro splendidi e inediti capolavori di Pietro Domenico Ollivero raffigurano le allegorie delle quattro stagioni calate nella vita quotidiana di contadini e venditori del mercato. Le opere (che saranno oggetto di pubblicazione) rappresentano punti di vista non consueti sulle stagioni. Nella primavera uno sbadato pastore conduce in rotta di collisione il suo bestiame contro un asino carico di pentole in rame e altre mercanzie che erano pronte per andare al mercato. Nella seconda, quella dell'estate, vi è la presenza dell'unico nudo maschile fino ad oggi conosciuto del pittore, che denota una sua ottima formazione accademica nella costruzione delle anatomie; la terza è un autunno che da luogo a un violento colpo di vento che rovescia i banchi di un mercato e ne sparpaglia le mercanzie con un prete che si affaccia a benedire davanti alla sua chiesa per evitare l'uragano. L'inverno, ambientato in una casa dai tratti architettonici gotici è l'occasione per scaldarsi attorno al fuoco e cucinare cibi fumanti. Contro un muro è appeso un disegno auto caricaturale del pittore (che era storpio con la lussazione congenita di entrambe le anche) che si raffigura davanti ad un cavalletto come in un celebre disegno della Biblioteca reale di Torino siglandosi con la sua caratteristica firma P.D.O. Una sorta di suggello firmato per una serie di singolare importanza artistica, degna di un museo.Bibliografia:Cfr. Arabella Cifani, Franco Monetti, I Piaceri e le Grazie. Collezionismo, pittura di genere e di paesaggio fra Sei e Settecento in Piemonte, Torino 1993, I e II, passimA. Cifani, F. Monetti, Gusto fiammingo e fantasia italiana: Pietro Domenico Ollivero (1679-1755) "pittore virtuosissimo", cantore della civiltà piemontese del Settecento, in: "Il Quirinale, Rivista d'arte e storia", 5, 2007, pp. 103-12A. Cifani, F. Monetti, La collezione di dipinti di Pietro Mellarède (1659-1730) e degli eredi nel castello di Betton Bettonet in Savoia, in: "Saggi e Memorie di storia dell'arte", n. 33, 2009Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, pp. 165-203A. Cifani, F. Monetti, voce Pietro Domenico Ollivero in: Dizionario Biografico degli Italiani, 79, Roma 2013, ad vocem
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Lotto 1319 PITTORE ROMANO DEL XVIII SECOLONoli me tangereLa predica di san Giovanni BattistaCoppia di oli su tela, 62x42 cm
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Lotto 1320 GIUSEPPE BARTOLOMEO CHIARI(attribuito a)Silvio, Dorinda e LincoOlio su tela 77,5x60 cm; entro cornice in legno dorato con fascia bulinata del XVII secoloIl dipinto illustra un episodio del testo teatrale del Pastor Fido di Battista Guarino (1602): esso è infatti fedele alla narrazione dell'atto IV del testo, che si svolge in un bosco, in cui si evidenzia lo stretto rapporto dei tre personaggi della scena nona: Silvio, Dorinda e Linco. Il vecchio servo Linco sorregge Dorinda ferita da Silvio per errore. Egli l'aveva infatti scambiata per un lupo poichè Dorinda ne indossava la pelle prestatale dal suo servo, il capraio Lupino, per poter seguire la caccia dell'amato Silvio. Sulla destra, Silvio, al quale Dorinda ha rivelato il suo amore, ha appena spezzato l'arco con cui la fanciulla è stata ferita; a sinistra, in alto, un amorino mentre scocca la freccia che suggella l'amore dei due. Nel quadro, ricco di riferimenti cortoneschi e maratteschi, si coglie uno stile pittorico che lo avvicina all'operato di Giuseppe Bartolomeo Chiari, con una precisa e consapevole autonomia stilistica, carica di quel sentimento classicista in auge a Roma alla fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, senza tralasciare le influenze francesi e un eclettismo misurato.Un'opera di grande interesse che dovrà essere oggetto di ulteriori studi. Bibiografia:Cfr. N. Pio, Vite de' pittori, scultori ed architetti, a cura di R. e K. Enngass, Città del Vaticano 1978, ad indicemL. Pascoli, Vite de' pittori, I, Roma 1730, pp. 145, 209-217, 260G. Sestieri, Repertorio della Pittura Romana della Fine del Seicento e del Settecento, vol. I, Torino 1994, ad vocem.
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Lotto 1321 COPPIA DI LAMPADARI IN VETRO E METALLO, INIZIO XX SECOLO; lievi difetti ed elettrificazione da verificare.h 80 cm ca.
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Lotto 1322 COPPIA DI GRANDI VASI IN ALABASTRO, XIX SECOLO, biansati a teste d'ariete con foglie lanceolate a rilievo; qualche restauro minore, montati a lampada.h 73 cm
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Lotto 1322a QUATTRO APPLIQUE IN LEGNO DORATO, XIX SECOLO, a due luci con bordi decorati a foglie d'alloro, cimasa con greca e voluta fogliacea, riserva circolare centrata da placca in bronzo con giochi di putti; restauro.32,5x30 cm
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Lotto 1323 GRANDE TANKARD IN AVORIO CON MONTATURA IN ARGENTO, GERMANIA, META' DEL XIX SECOLO, corpo lavorato a rilievo continuo raffigurante scena di investitura di un cavaliere, manico a figura di soldato e cimatura a figura di cavaliere con lancia, coperchio in argento incernierato e lavorato a sbalzo con decori a putti e frutta, base in argento.h 45,5 cmOpera corredata da certificato cites.
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Lotto 1324 COPPIA DI OBELISCHI IN CRISTALLO DI ROCCA E BRONZO DORATO, XIX SECOLO; su base quadrata gradinata.h 48,5 cm
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Lotto 1325 COPPIA DI GRANDI GIRANDOLE IN BRONZO DORATO E CRISTALLO DI ROCCA, XIX SECOLO, a cinque fiamme con basi mistilinee godronate e sostegni a obelisco, pendenti geometrici e a gocce; lievi difetti.h 75 cm
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Lotto 1326 RARA GRANDE RIBALTA A URNA LASTRONATA IN NOCE E RADICA, LOMBARDIA, XVIII SECOLO, fronte bombato a tre cassetti e calatoia celante cassettini, fianchi mossi e ulteriore cassetto sottopiano, cornici ebanizzate aggettanti; lievi usure.151x64 cm h 126.
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Lotto 1327 LUCA GIORDANOMadonna con Bambino, 1680 ca.Olio su tela ovale, 80,5x64 cm; entro cornice antica con riserva ovale.Il Bambino addormentato è quasi interamente coperto dal manto della Madre, che china amorosamente il busto verso di lui.Il dipinto si riconosce come un capolavoro di Luca Giordano nel formato, da lui non molto praticato, dei quadri di devozione privata.Pretesto per l'esibizione di mirabili doti pittoriche, esso si connota per l'enfasi accordata al manto blu, contro il quale gli incarnati e il velo della Vergine "staccano" con sontuosa evidenza.Confrontabili con questa ma non altrettanto efficaci risultano due redazioni dello stesso tema, peraltro sempre variato, nella Quadreria dei Girolamini a Napoli e nella Gemaldegalerie di Dresda.In questo caso il modulo arrotondato del viso della Madonna, la pennellata fluente e il chiaroscuro morbido e leggermente gonfiante indicano appena compiuta la fondamentale esperienza cortonesca condotta nel corso del soggiorno fiorentino e i cui frutti più maturi sono negli affreschi della Galleria di Palazzo Medici Riccardi.Provenienza:Già collezione Lauro, BolognaBibliografia:D.Benati, P.Giordani, Stanze Bolognesi, La Collezione Lauro, Milano, 1994, scheda 60
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Lotto 1328 ROBERT HUBERT(ambito di)Capricci architettonici con figureCoppia di tempere su carta applicate su tela, 37,5x47,5 cmLe due tempere rappresentano capricci architettonici che raffigurano nel primo un tempio classico in stile romano con colonne scanalate, resti archeologici e figure di pescatori o viandanti lungo un corso d'acqua, nel secondo si delineano rovine classiche coperte di verzura con piccole figurine di viandanti , bovari in riposo e vacche maremmane. Lo stile è tipico della pittura paesaggistica e vedutistica del Settecento o dell'Ottocento ispirato a modelli come Hubert Robert o alla tradizione del Grand Tour
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Lotto 1329 ANDREA LOCATELLI(cerchia di)Paesaggio fluviale con la pesca miracolosaTempera su carta, 37,5x53,5 cm; entro cornice antica.
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Lotto 1329a PITTORE DEL XVIII SECOLOPan e SiringaOlio su pergamena, 23x30 cmL'opera in esame deriva dall'incisione di Edmé Jeaurat del 1718, a sua volta tratta dal dipinto di Pierre Mignard, oggi al Museum of Fine Arts di Houston. Vi si racconta l'episodio in cui Siringa, tentando di sfuggire dalle grinfie di Pan, giunge nei pressi di una palude fino alla sponda del fiume Ladone (personificato nella figura maschile barbuta). Qui invoca l'aiuto delle Naiadi che, per salvarla, la trasformano in canne palustri.