Pre-Asta ASTA 801: ARREDI E DIPINTI ANTICHI
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Lotto 401 Manifattura Del Vecchio, Napoli, 1830 circa. Gruppo equestre in biscuit raffigurante Ferdinando IV Re di Napoli all'antica su base rettangolare con piedi ferini. Marchio impresso sotto la base e su zolla "del Vecchio N" (cm 27x35x13) (difetti e restauri)
Provenienza:
Collezione privata, Palermo
Sotheby's, Milano, 10 luglio 2007, lotto 354
Il nostro gruppo, marcato "N Del Vecchio", è un documento chiave per la storia del biscuit napoletano successivo alla Manifattura Reale, di cui riprende l'eredità ferdinandea con un impasto peculiare e riconoscibili qualità. L'opera replica fedelmente la statua equestre del Re modellata da Filippo Tagliolini nel 1788. La fabbrica Del Vecchio, attiva dal XVIII secolo e protetta dai Borbone, visse una fase cruciale sotto la direzione di Cherinto (1810-1830), venendo premiata all'Esposizione di Napoli del 1830 per l'uso di materiali indigeni. La produzione di porcellana si interruppe nel 1849, precedendo di pochi anni la chiusura della manifattura nel 1855.
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Del Vecchio Manufactory, Naples, circa 1830. An antique-style biscuit porcelain equestrian group depicting Ferdinand IV, King of Naples, on a rectangular base with claw feet. Impressed mark under the base and on the turf "del Vecchio N" (27x35x13 cm) (defects and restorations).
Provenance:
Private collection, Palermo
Sotheby's, Milan, 10 July 2007, lot 354
Bearing the "N Del Vecchio" mark, this group is a key document for the history of Neapolitan biscuit porcelain following the closure of the Royal Manufactory. It continues the Ferdinandian legacy while showcasing a unique paste with highly recognizable qualities. The work faithfully replicates the King's equestrian statue modeled by Filippo Tagliolini in 1788. Active since the 18th century and under Bourbon patronage, the Del Vecchio factory underwent a crucial phase under the direction of Cherinto (1810–1830), winning an award at the 1830 Naples Exhibition for its use of local materials. Porcelain production ceased in 1849, a few years before the manufactory's definitive closure around 1855 -
Lotto 402 Manifattura di Meissen, secolo XIX. Da un modello di Johann Joachim Kändler. Coppia di candelabri a tre fiamme con volatili in porcellana policroma raffigurati su un tronco con fiori e funghi, montature in bronzo dorato. Marcati entrambi alla base (h. cm 42) (lievi difetti e piccole mancanze)
Provenienza:
Collezione Principessa Borghese, Sicilia
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Meissen Manufactory, 19th century. After a model by J.J. Kändler. A pair of three-light polychrome porcelain candelabra featuring birds perched on a tree trunk with flowers and mushrooms, gilt-bronze mounts. Both marked at the base (h. 42 cm) (minor defects and small losses) -
Lotto 403 Gruppo di quattro poltrone in noce con bordure scanalate e braccioli terminanti a ricciolo, decori a piccolo intaglio a motivi rocaille. Genova, terzo quarto del secolo XVIII. Foderate con frammenti di metraggio di velluto genovese in seta "a giardino" del secolo XVII con trionfo di fiori e foglie nei toni del verde, rosso e giallo oro su fondo beige (difetti)
Per confronto si veda:
A. Gonzàlez-Palacios, Il Mobile in Liguria, 1996, pag. 233, n. 269
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A set of four walnut armchairs with fluted borders, scroll-molded armrests, and small rocaille-carved details. Genoa, third quarter of the 18th century. Upholstered with fragments of 17th-century "giardino" (garden) silk Genoese velvet yardage, featuring a triumph of flowers and leaves in shades of green, red, and golden yellow on a beige ground (defects).
Comparative Literature:
A. Gonzàlez-Palacios, Il Mobile in Liguria, 1996, p. 233, no. 269. -
Lotto 404 Tappeto Sumak, Caucaso, fine secolo XIX - inizio XX. Decoro a "draghi" con tre motivi in blu e bianco su campo rosso decorato con motivi floreali ed animali stilizzati. Molteplici bordure, la principale a meandro su fondo marrone scuro (cm 402x276) (difetti e rapature)
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A Soumak rug, Caucasus, late 19th - early 20th century. "Dragon" design (402x276 cm) (defects and low wear). -
Lotto 405 Scuola toscana della seconda metà del secolo XVI
"Madonna col Bambino"
olio su tavola (cm 61,5x49)
al verso vecchia iscrizione e alcuni timbri in ceralacca con stemmi non identificati
in cornice dorata
(restauri)
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Tuscan school of the second half of the 16th century
"Madonna and Child"
oil on panel (61.5x49 cm.)
on the back an old inscription and some sealing wax stamps with unidentified coats of arms
in a gilt frame
(restorations) -
Lotto 406 Manifattura di Sèvres, 1759-1760. Probabile pittore André-Vincent Vielliard (1717-1790)
Vaso da fiori con supporto detto vaso "all'Olandese" (Hollandais) in porcellana dipinta in policromia a figure e paesaggi entro riserve, su fondo blu con profili e decori in oro. Il vaso rastremato a profilo mistilineo e la base separabile sagomata e traforata. Marcato con doppia "L" intrecciata in blu con lettea "G" sotto la base (cm 17,5x22,5x14) (difetti)
L'ipotesi attributiva dell'opera ad André-Vincent Vielliard è supportata non solo dall'uso sapiente della pittura e dell'oro - del tutto compatibili con la produzione del maestro, attivo nella manifattura reale fin dal 1752 - ma soprattutto dalla presenza del suo marchio di fabbrica. Sul fondo dell'oggetto, immediatamente sopra il monogramma reale, è visibile la sua firma sussidiaria: una linea orizzontale sormontata da tre punti. Questo elemento grafico costituisce il simbolo personale registrato da Vielliard in quella fase della sua carriera, prima del passaggio definitivo all'uso della lettera 'V'
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Sèvres Manufactory, 1759–1760. Probably painted by André-Vincent Vielliard (1717–1790)
Soft-paste porcelain flower vase with stand, known as a “vase hollandais”, polychrome-painted with figures and landscapes within reserves, on a blue ground with gilt borders and decorations. The tapered vase features a composite/sinuous outline, with a separate, shaped, and pierced base. Marked with the blue interlaced "LL" monogram enclosing the date-letter "G" beneath the base (17.5 x 22.5 x 14 cm) (condition flaws / damages).
The attribution of the work to André-Vincent Vielliard is supported not only by the masterful application of the enamels and gilding—entirely consistent with the production of the master, who was active at the royal manufactory from 1752 onward—but above all by the presence of his workshop mark. On the underside of the piece, directly above the royal monogram, his subsidiary mark is visible: a horizontal line surmounted by three dots. This graphic element represents the personal mark registered by Vielliard during this phase of his career, prior to his definitive transition to using the letter "V". -
Lotto 407 * Tarsia marmorea da parete in marmo Nero dell'Elba con intarsi geometrici in Giallo Antico di Numidia. Al retro struttura metallica (cm 134x146x8) (difetti)
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* Wall-mounted marble inlay panel in Nero dell'Elba marble with Giallo Antico di Numidia geometric inlays. Metal structure to the reverse (134 x 146 x 8 cm) (defects) -
Lotto 408 * Tarsia marmorea da parete in marmo Nero dell'Elba con intarsi geometrici in Giallo Antico di Numidia. Al retro struttura metallica (cm 134x141x8) (difetti)
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* Wall-mounted marble inlay panel in Nero dell'Elba marble with Giallo Antico di Numidia geometric inlays. Metal structure to the reverse (134 x 141 x 8 cm) (defects). -
Lotto 409 Manifattura di Deruta, prima metà del secolo XVI. Alzata a coppa in maiolica dipinta in monocromia blu e bianco con decoro a girali, mascheroni, cornucopie e profili femminili, fronte con stemma araldico policromo della famiglia Orsini entro medaglione (h. cm 26, d. cm 25) (difetti)
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Deruta manufacture, first half of the 16th century. Maiolica tazza (or cup on a stem) painted in blue and white monochrome, decorated with scrolls, masks, cornucopias, and female profiles; the front features a polychrome heraldic coat of arms of the Orsini family within a medallion (h. 26 cm, d. 25 cm) (defects) -
Lotto 410 Scuola lombarda del secolo XVII
"Martirio di santa Lucia"
olio su tela (cm 75x59)
in cornice del secolo XVII in legno intagliato e dorato (restauri)
(difetti e restauri)
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Lombard school of the 17th century
"Martyrdom of Saint Lucy"
oil on canvas (75x59 cm.)
in a 17th-century carved and giltwood frame, with restorations
(defects and restorations) -
Lotto 411 Artista romano, 1820-1830 circa. Cardellino posato su un ramo, micromosaico su placca in marmo (cm 8x13) (difetti)
Per confronto si veda:
M. G. Branchetti, Collezione Savelli. Mosaici minuti romani, Roma, 2004, pag. 112
La composizione si distingue per l'elevata qualità del disegno preparatorio. Dal punto di vista esecutivo, si segnala l'impiego di tessere di dimensioni estremamente ridotte, prevalentemente di forma rettangolare. L'andamento allungato dell'impianto compositivo e il profilo curvilineo conferiscono particolare eleganza alla resa del piumaggio. La raffigurazione di un piccolo volatile di profilo, posato su un ramo, è uno dei soggetti documentati fin dagli esordi della produzione di micromosaici. Si vedano, a questo proposito, il mosaico firmato e datato «Angelo Tomberli Romano Fecit 1786» (A. González-Palacios, Una raccolta di mosaici minuti, Asta 799, Finarte, Roma, 1991, n. 10) e quelli realizzati da Giacomo Raffaelli (D. Petochi, M. Alfieri, M. G. Branchetti, I Mosaici Minuti Romani dei secoli XVIII e XIX, Sesto Fiorentino, 1981, p. 181).
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Roman artist, circa 1820-1830. Goldfinch perched on a branch, micromosaic on a marble plaque (8x13 cm) (defects).
For comparison, see:
M. G. Branchetti, Collezione Savelli. Mosaici minuti romani, Rome, 2004, p. 112.
The composition stands out for the high quality of the preparatory drawing. In terms of execution, it features the use of extremely small, predominantly rectangular tesseræ. The elongated layout of the composition and the curvilinear profile lend a particular elegance to the rendering of the plumage. The depiction of a small bird in profile, perched on a branch, is a subject documented since the very beginnings of micromosaic production. See, in this regard, the mosaic signed and dated "Angelo Tomberli Romano Fecit 1786" (A. González-Palacios, Una raccolta di mosaici minuti, Auction 799, Finarte, Rome, 1991, no. 10) and those created by Giacomo Raffaelli (D. Petochi, M. Alfieri, M. G. Branchetti, I Mosaici Minuti Romani dei secoli XVIII e XIX, Sesto Fiorentino, 1981, p. 181). -
Lotto 412 Paul Scheurich (New York 1883 - 1945)
Manifattura di Meissen, 1920-1923 ca. Due gruppi in porcellana dai modelli "Dame mit Mohrenknabe" "Dama con paggio moro", realizzati dallo scultore Paul Scheurich intorno al 1917-1919, marcati al verso e numerali impressi sotto la base (h. max cm 35) su basi in legno ebanizzato e dorato d'epoca successiva (lievi difetti)
Il modello per questi gruppi fu commissionato da Nora Noëmi Allatini, nata Meyer Cohen (1889-1954), figlia di un banchiere berlinese, che nel 1910 sposò un inglese e si trasferì in Inghilterra nel 1919. Il modello in gesso fu esposto alla mostra autunnale del 1917 della Secessione berlinese (e pubblicato su Die Kunst 37 (1918)). La manifattura di Meissen non poté acquistare il modello perché era stato commissionato privatamente e questo fu uno dei motivi principali per cui Meissen stipulò un contratto con Scheurich nel 1918.
Nora Allatini permise alla manifattura di Meissen di realizzare tre esemplari del gruppo nel 1918: uno per sé, uno per lo showroom della manifattura e uno per Scheurich stesso. Allatini ricevette il suo esemplare nel marzo 1919 poco prima della sua partenza per l'Inghilterra.
Per confronto si veda:
Rafael 1995d: Johannes Rafael, Paul Scheurich: Die Porzellangruppe "Dame mit Mohr", in Keramos 149 (1995), pp. 53-68 Rafael 2013
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Meissen manufacture, circa 1920-1923. Two porcelain groups after the models "Dame mit Mohrenknabe" ("Lady with Moorish Page"), created by the sculptor Paul Scheurich around 1917-1919, marked on the reverse and with impressed numerals under the base (h. max cm 35) on later ebonized and gilt wood bases (minor defects).
The model for these groups was commissioned by Nora Noëmi Allatini, née Meyer Cohen (1889–1954), the daughter of a Berlin banker, who married an Englishman in 1910 and moved to England in 1919. The plaster model was exhibited at the 1917 autumn exhibition of the Berlin Secession (and published in Die Kunst 37 (1918)). The Meissen manufacture was unable to purchase the model because it had been privately commissioned, which was one of the primary reasons Meissen entered into a contract with Scheurich in 1918.
Nora Allatini allowed the Meissen manufacture to produce three examples of the group in 1918: one for herself, one for the manufacture's showroom, and one for Scheurich himself. Allatini received her example in March 1919, shortly before her departure for England. -
Lotto 413 Manifattura di Castelli, bottega della famiglia Gentili, secolo XVIII. Placca in maiolica dipinta in policromia raffigurante Mosè che difende le figlie di Ietro, iscrizioni al verso (cm 33,4x34,5) in cornice dorata (difetti)
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Castelli manufacture, workshop of the Gentili family, 18th century. Polychrome painted maiolica plaque depicting Moses defending the daughters of Jethro, inscriptions on the reverse (33.4x34.5 cm) in a lacquered and gilt frame (defects) -
Lotto 414 Monetiere in legno ebanizzato di forma architettonica con inserti in marmi vari policromi, porfido e diaspro, fronte a otto cassetti e un'anta centrale con timpano e base a tiretto, edicola centrata da figura classica in bronzo tra colonnine con capitelli corinzi, interno con vani e scomparto segreto, sormontata da ringhiera e pinnacoli torniti intervallati da medaglioni in marmo. Parte inferiore a tavolo con gambe ad obelisco rovesciato raccordate da traverse tornite, un cassetto nella fascia. Secolo XIX (cm 125x190x50) (difetti e restauri)
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A 19th century ebonized wood architectural cabinet-on-stand with various polychrome marble, porphyry, and jasper inserts.The lower table stand features reverse-obelisk legs joined by turned stretchers, with a single drawer in the frieze (125x190x50 cm) (defects and restorations) -
Lotto 415 Tappeto Aubusson, produzione francese per l'Inghilterra, fine secolo XVIII. Decoro con bouquet ricco di fiori al centro che si staglia su un cielo azzurro. Contornato da foglie d'acanto e mazzi di fiori in policromia. Campo color marrone nocciola con decoro floreale. Bordura con foglie d'acanto e mazzi di fiori agli angoli, esterno baccellato (cm 380x380) (difetti e restauri)
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Aubusson carpet, French production for the English market, late 18th century (380x380 cm) (defects and restorations). -
Lotto 416 Scuola neoclassica della fine del secolo XVIII
"Muzio Scevola"
olio su tela (cm 148x87)
in cornice dorata
(restauri e piccole cadute di colore marginali)
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Neoclassical school of the late 18th century
"Mucius Scaevola"
oil on canvas (148x87 cm.)
in a gilt frame
(restorations and minor marginal paint losses) -
Lotto 417 Canterano di linea spezzata lastronato in noce e radica di noce, inserti in palissandro con profili ebanizzati e intarsiato in noce e avorio a cartelle centrate da figure allegoriche e angeli tra girali di fiori e foglie. Fronte a quattro cassetti, di cui uno ribaltabile celante dieci tiretti, piedi anteriori a leone assiso a tutto tondo. Veneto, fine secolo XVII (cm 106x145x70) (difetti e restauri)
Il presente lotto è accompagnato da documentazione CITES IT/CE/2026/PA/00072
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A late 17th century Veneto commode, with rosewood inserts, ebonized profiles, and walnut and ivory marquetry panels centered on allegorical figures and angels amidst floral and foliate scrolls (106x145x70 cm) (defects and restorations)
This lot is accompanied by CITES documentation IT/CE/2026/PA/00072. -
Lotto 418 * Opificio romano, fine secolo XV - inizio secolo XVI. Due lesene intarsiate con marmi vari, giallo antico, nero del Belgio, rosso antico, centrate da cartelle diverse con fiori ed estremità con motivo a conchiglia (cm 191x14) (difetti)
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Roman workshop, late 15th - early 16th century. Two pilasters inlaid with various marbles, giallo antico, nero del Belgio, and rosso antico, centered on different panels with flowers and ending in a shell motif (191x14 cm) (defects). -
Lotto 419 Arte del secolo XVII. "Ultima Cena" gruppo in avorio scolpito a bassorilievo (cm 23x13,5) in cornice a cassetta in legno dorato (difetti e restauri)
Il presente lotto è accompagnato da documentazione CITES IT/CE/2026/MI/00713
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17th-century art. "The Last Supper", an ivory group carved in low relief (23x13.5 cm) in a gilded wood box frame (defects and restorations)
This lot is accompanied by CITES documentation IT/CE/2026/MI/00713. -
Lotto 420 Specchiera di forma sagomata lastronata in palissandro con inserti in argento inciso e sbalzato con decoro rocailles, cimasa sormontata da valva di conchiglia. Genova, fine secolo XVIII (cm 30x20) (difetti)
Per confronto si veda:
L.Caumont Caimi, L'Ebanisteria Genovese del Settecento, Parma, 1995, pag. 224, fig. 186
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Genoese, late 18th century. Shaped mirror veneered in rosewood with engraved and embossed silver inserts decorated with rocailles; the cresting is topped by a seashell valve (30x20 cm) (defects).
For comparison, see:
L. Caumont Caimi, L'Ebanisteria Genovese del Settecento, Parma, 1995, p. 224, fig. 186. -
Lotto 421 Hendrik Frans van Lint (Anversa 1684 - Roma 1763)
Coppia di dipinti ad olio su rame sagomato raffiguranti "Marina con vascelli" e "Mare in tempesta con naufragio"
(cm 10,8x25,2)
entrambi siglati in basso "S.o f.t", uno datato "1725"
in cornici dorate
Lotto accompagnato da Attestato di Libera Circolazione
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Pair of oil paintings on shaped copper depicting "Marina with vessels" and "Stormy sea with shipwreck"
(10.8x25.2 cm.)
both signed at the bottom "S.o f.t", one dated "1725"
in gilt frames
The lot is accompanied by an Italian Export Licence -
Lotto 422 Andrea Briosco detto Riccio (Padova 1470-1532)
Scimmia in bronzo fuso e patinato su base a plinto (h. cm 22) (difetti)
Provenienza:
Collezione privata, Milano
Collezione Luigi Grassi, Firenze;
- Schubert Antichità, Milano 1962
Esposizioni:
''International Art exhibition" Victoria and Albert Museum, Londra marzo-aprile 1962, n.617 del catalogo pag. 73
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Andrea Briosco, called Riccio (Padua 1470–1532)
Cast and patinated bronze monkey on a plinth base (h. 22 cm) (defects).
Provenance:
Private collection, Milan
Luigi Grassi Collection, Florence
Schubert Antichità, Milan, 1962
Exhibitions:
"International Art Treasures Exhibition", Victoria and Albert Museum, London, March–April 1962, no. 617 of the catalog, p. 73. -
Lotto 423 Bottega di Andrea Della Robbia (1435-1525)
Scultura in terracotta monocroma invetriata con tracce di pigmenti raffigurante il busto di San Francesco d'Assisi. Inizio secolo XVI
(cm 46x67x18) (difetti e restauri)
Il Santo è effigiato frontalmente, con lo sguardo rivolto leggermente verso l'alto in atteggiamento di intensa devozione e ascesi mistica. Indossa il tradizionale saio francescano, finemente modellato nelle pieghe del panneggio. Con la mano destra stringe al petto un crocifisso ligneo, mentre la mano sinistra regge un libro chiuso, simboli rispettivamente della Passione di Cristo e della Regola dell'Ordine.
I tratti del volto, l'espressività marcata e la resa anatomica delle mani riflettono i modi stilistici e la raffinata qualità esecutiva della celebre bottega fiorentina dei Della Robbia. L'opera si distingue per l'equilibrio compositivo e la sobria solennità tipica del Rinascimento toscano.
Provenienza:
Collezione privata, Milano
Antichità Paolo Romano, IV Mostra Nazionale dell'Antiquariato, Milano, Palazzo Reale, ottobre 1974
Bibliografia dell'esposizione:
Quarta mostra nazionale dell'antiquariato. Milano, Palazzo Reale, 3-20 ottobre 1974, catalogo della mostra, Milano: Arti Grafiche Fiorin / Comune di Milano, 1974
Per confronto si vedano:
G. Gentilini, I Della Robbia. La scultura invetriata nel Rinascimento, Firenze: Cantini, 1992
F. Caglioti, G. Gentilini (a cura di), I Della Robbia. Il dialogo tra le Arti nel Rinascimento, Catalogo della mostra (Arezzo, 2009), Milano: Skira, 2009
F. Petrucci (a cura di), I volti di Francesco, Milano: Electa, 2008
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Workshop of Andrea Della Robbia (1435–1525)
A monochrome glazed terracotta sculpture with traces of pigments, depicting the bust of Saint Francis of Assisi. Early 16th century.
(46x67x18 cm) (defects and restorations).
The Saint is depicted frontally, his gaze directed slightly upward in an attitude of intense devotion and mystic ascetism. He wears the traditional Franciscan habit, with the folds of the drapery finely modeled. With his right hand, he presses a wooden crucifix to his chest, while his left hand holds a closed book—symbols, respectively, of the Passion of Christ and the Rule of the Order.
The facial features, the pronounced expressiveness, and the anatomical rendering of the hands reflect the stylistic manner and the refined execution quality of the celebrated Florentine Della Robbia workshop. The work stands out for its compositional balance and the sober solemnity typical of the Tuscan Renaissance.
Provenance:
Private collection, Milan
Antichità Paolo Romano, IV Mostra Nazionale dell'Antiquariato, Milan, Palazzo Reale, October 1974
Exhibition Bibliography:
Quarta mostra nazionale dell'antiquariato. Milano, Palazzo Reale, 3-20 ottobre 1974, exhibition catalog, Milan: Arti Grafiche Fiorin / Comune di Milano, 1974
For comparison, see:
G. Gentilini, I Della Robbia. La scultura invetriata nel Rinascimento, Florence: Cantini, 1992
F. Caglioti, G. Gentilini (eds.), I Della Robbia. Il dialogo tra le Arti nel Rinascimento, Exhibition catalog (Arezzo, 2009), Milan: Skira, 2009
F. Petrucci (ed.), I volti di Francesco, Milan: Electa, 2008 -
Lotto 424 Tavolo da centro con piano circolare e quattro sostegni intagliati a levrieri a tuttotondo su base sagomata con piedi a cipolla. Palermo, secolo XIX (d. cm 109, h. cm 82) (difetti e mancanze)
Provenienza:
Collezione Principessa Borghese, Sicilia
Per confronto si veda:
E. Colle, Il Mobile Impero in Italia, Arredi e Decorazioni d'Interni dal 1800 al 1843, pagg. 72-73, n. 17
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Centre table with a circular top and four legs carved with full-round greyhounds on a moulded base with onion-shaped feet. Palermo, 19th century (d.109 cm, h. 82 cm) (defects and missing parts)
Provenance:
Princess Borghese Collection, Sicily
For comparison see:
E. Colle, Il Mobile Impero in Italia, Furniture and Interior Decorations from 1800 to 1843, pp. 72–73, no. 17