Pre-Asta Asta 615 | ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - SELECTED
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Lotto 1 MODIGLIANI AMEDEO (1884 - 1920) PORTRAIT DE FEMME. 1919. Matita su carta. Cm 13,50 x 21,00. firma
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell’Archives Légales Amedeo Modigliani, Parigi, a cura di Christian Parisot, nel quale il disegno è classificato tra le opere autentiche da Jeanne Modigliani a Parigi nel 1984 e indicato come destinato alla pubblicazione nel Catalogue Raisonné Amedeo Modigliani.
PROVENIENZA
Collezione David Greber
Impressionist and Modern Art, Bonhams, Londra, 2010, lot 41
Michel Lhomme, Belgio
Collezione privata, Israele
Matza Art Israele, 2018
Collezione privata, Beverly Hills. Cornice presente -
Lotto 2 LEGER FERNAND (1881 - 1955) LA CHEMINÉE DANS L'APPARTEMENT DE ROCKEFELLER (PROJET DE DÉCORATION). 1938. gouache e acquarello su carta. Cm 20,70 x 27,70. L'opera è accompagnata da certificato di autenticità a cura di Irus Hansma e sarà inclusa nel Repertorio delle opere su carta di Fernand Léger attualmente in preparazione
PROVENIENZA
W. K. Harrison, New York (acquisito direttamente dall'artista)
Sotheby's, Londra, 1973, n.147
Collezione privata, Torino -
Lotto 3 BRAUER ARIK (1929 - 2021) SENZA TITOLO (SECONDA META' ANNI '40). olio su cartone pressato. Cm 40,00 x 26,50. sul retro: firma
Si ringrazia Timna Brauer, direttrice dell’Arik Brauer Museum di Vienna, per aver confermato l’autenticità dell’opera.
PROVENIENZA
Collezione privata, Torino
In quest’opera Arik Brauer esprime pienamente il linguaggio visionario che lo ha reso uno dei principali esponenti della Scuola Viennese del Realismo Fantastico. La scena si sviluppa come un racconto sospeso tra realtà e immaginazione, popolato da una figura simbolica, composizioni irreali e dettagli minuziosi che invitano l’osservatore a una lettura lenta e contemplativa.
Il colore, luminoso, non ha una funzione puramente descrittiva ma contribuisce alla costruzione di un universo narrativo carico di significati morali, spirituali ed esistenziali.
Come in molte opere di Brauer, il tema del viaggio, inteso sia come esperienza interiore sia come metafora della condizione umana, emerge con forza, accompagnato da riferimenti alla memoria, alla storia e alla dimensione onirica. -
Lotto 4 BORTNYIK SANDOR (1893 - 1976) COMPOSIZIONE DI AUTOMI. PARIZS LANGJAI (LE FIAMME DI PARIGI) (c.1929). Olio su tela. Cm 110,50 x 80,00. firma
L’opera è accompagnata da un’attestazione firmata di Maurizio Scudiero, direttore dell’Archivio Unico per il Catalogo delle Opere Futuriste di Fortunato Depero, che ne certifica la provenienza storica e l’ingresso nella collezione di Fortunato Depero direttamente dall’artista Sándor Bortnyik.
PROVENIENZA
Casa Depero, Rovereto
Collezione Bassi, Rovereto
Questo dipinto (del quale esiste un'altra versione con leggere difformità esecutive fissa un momento dell'omonimo balletto tenuto dalla compagnia di stato ungherese a Parigi nel 1929.
Esso fu donato da Sandor Bortnyik a Depero nel 1933 quando l'artista ungherese partecipò alla Triennale di Milano nella quale anche Depero era presente con un'opera (Dalla metropoli alla montagna) che, appunto, a sua volta omaggio, a Bortnyik. L'artista ungherese aveva "scoperto" Depero nel 1922 quando aveva esposto alla galleria (e rivista) "Der Sturm" a Berlino, dove Herwart Walden, il direttore, gli aveva mostrato alcune opere di Depero carattenzzate dai suoi famosi robot. I due artisti (peraltro quasi coetanei: Depero 1892, Bortnyik 1893) furono messi in contatto da Walden, e in seguito avevano programmato di incontrarsi nel corso del 1928, ma poi Depero parti per New York e non se ne fece nulla sino al 1933. Bortnyik nel corso degli anni Venti frequentò la Bauhaus con un occhio attento ai figurini di Schlemmer, ma sempre con in mente gli automi di Depero. E in effetti più opere di Bortnyik hanno "guardato" a Depero, come questa, del resto, che alla morte di Depero fu persino trasferita per errore al Museo Depero, ma poi tornò a casa della vedova che nel corso degli anni Sessanta la regalò ad un conoscente dove è rimasta sino ad ora.
(Maurizio Scudiero)
. Cornice presente -
Lotto 5 FERRO ITALO (1880 - 1934) SENZA TITOLO. Olio su tela. Cm 43,00 x 57,50. firma
PROVENIENZA
Collezione privata, Roma
«Noi futuristi dichiariamo che il principio delle prospettive aeree e conseguentemente il principio dell'Aeropittura, è un'incessante e graduata moltiplicazione di forme e colori con dei crescendo e diminuendo elasticissimi, che si intensificano o si spaziano partorendo nuove gradazioni di forme e colori.»
(Manifesto dell'Aeropittura). Cornice presente -
Lotto 6 AMBROSI ALFREDO GAURO (1901 - 1945) VIRATA SUL LAGO . 1934. Olio su tela. Cm 80,00 x 50,00. firma e data
sul retro: etichetta e timbro Galleria Berlanda, Milano
L'opera è archiviata presso l'Archivio Unico per la Catalogazione delle Opere Futuriste a cura di Maurizio Scudiero.
PROVENIENZA
Collezione Ignazio Scurto, Verona
Galleria Berlanda, Milano
Collezione privata, Brescia
Ambrosi, originario di Verona, fu, assieme a Renato Di Bosso (Righetti) e Verossì (Albino Siviero), una delle colonne portanti del Futurismo veronese, il cui gruppo fu fondato nel 1931. Poi, quando verso il 1934 conobbe Gianni Caproni, pioniere dell’aeronautica italiana, questi divenne suo sponsor di lunga data, tanto che ne acquistò via via gran parte della sua produzione, oggi conservata al Museo Caproni di Trento.
Quanto al titolo, esso rientra in quel gruppo di dipinti che Ambrosi realizzò per documentare aerei in volo sul Lago di Garda. La ripresa offerta dal dipinto sembra essere un sorvolo di un aereo Caproni sopra la città di Peschiera. Si tratta certamente di un’opera suggestiva di questo artista.
(Maurizio Scudiero). Cornice presente -
Lotto 7 THAYAHT (ERNESTO MICHAHELLES) (1893 - 1959) MARINA . 1944. tempera su faesite. Cm 56,70 x 33,60. sul retro: firma e data
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell'Archivio Thayaht & R.A.M, a cura di Riccardo Michahelles
PROVENIENZA
Collezione privata, Firenze. Cornice presente -
Lotto 8 SIRONI MARIO (1885 - 1961) MONTAGNE (c.1955). Olio su cartone telato. Cm 45,00 x 38,20. firma apocrifa
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell'Associazione per il Patrocinio e la Promozione della Figura e dell'Opera di Mario Sironi, Milano e da dichiarazione di autenticità a cura di Francesco Meloni.
PROVENIENZA
Galleria Milano, Milano
Galleria La Bussola, Torino
Collezione privata, Austria. Cornice presente -
Lotto 9 DE PISIS FILIPPO (1896 - 1956) FIGURA. Olio su tela. Cm 45,50 x 55,00.
sul retro: etichetta II Mostra d’Arte Contemporanea, Gruppo Amici dell’Arte, Imola, ed etichetta V Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea. Pittori Figurativi, Città di Imola
L'opera è registrata presso l'Associazione per Filippo de Pisis, Milano con il n.00396
Si ringrazia l'Associazione per Filippo de Pisis per la gentile collaborazione.
PROVENIENZA
Galleria La Spirale, Milano
Collezione privata, Milano
ESPOSIZIONI
II Mostra d’Arte Contemporanea, Gruppo Amici dell’Arte, Imola, 24 agosto – 10 settembre 1947
V Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea. Pittori Figurativi, Città di Imola, 1959. Cornice presente
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Lotto 10 TOZZI MARIO (1895 - 1979) MIA MOGLIE IN GIARDINO. 1919. Olio su tela. Cm 80,00 x 119,50. firma
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell'Archivio Generale delle Opere di Mario Tozzi e sarà inclusa nel terzo volume del Catalogo Generale Ragionato, attualmente in preparazione.
Si ringrazia l'Archivio Mario Tozzi per la gentile collaborazione.
PROVENIENZA
Collezione privata, Roma
BIBLIOGRAFIA
Citazione in Catalogo dell'Arte Moderna, Editoriale Giorgio Mondadori, Vol.48. Cornice presente -
Lotto 11 ANNIGONI PIETRO (1910 - 1988) AUTORITRATTO. 1930. Tempera grassa su cartone. Cm 21,30 x 25,70. monogramma e data
sul retro: firma e monogramma
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell'Archivio dell'Opera di Pietro Annigoni a cura di Gilberto Grilli.
PROVENIENZA
Collezione privata, Vicenza. Cornice presente -
Lotto 12 MELOTTI FAUSTO (1901 - 1986) PITTURA. 1960. tempera su carta applicata su tela. Cm 100,00 x 70,00. firma
sul retro: etichetta Galleria Apollinaire, Milano.
L'opera è registrata presso la Fondazione Fausto Melotti, Milano con il n.T 60 017.
PROVENIENZA
Galleria Apollinaire, Milano
Collezione privata, Milano -
Lotto 13 MORLOTTI ENNIO (1910 - 1992) VEGETAZIONE. 1961. Olio su tela. Cm 70,50 x 60,00. firma
sul retro: firma, data e timbro Galleria d'Arte Il Castello, Milano
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell'Associazione Archivio Ennio Morlotti, Milano.
PROVENIENZA
Galleria d'Arte Il Castello, Milano
Collezione privata, Milano -
Lotto 14 MORANDI GIORGIO (1890 - 1964) PAESAGGIO. 1962. Matita su carta. Cm 11,20 x 8,00. firma
PROVENIENZA
Collezione E. Levy Aubert, Ginevra
Collezione W. Noferi Levy, Firenze
Collezione privata, Brescia
BIBLIOGRAFIA
E. Tavoni, M. Pasquali, Morandi. Disegni. Catalogo Generale, Ed. Electa, Milano 1994, p. p. 234, n.1962 92. Cornice presente -
Lotto 15 GUTTUSO RENATO (1912 - 1987) MURO REPUBBLICANO A PIAZZA DELLE CARRETTE. 1980. Olio su tela. Cm 110,00 x 130,00. firma
sul retro: firma, data, etichetta Acquavella Galleries, New York ed etichetta XXIX Biennale Nazionale d'Arte, Milano
PROVENIENZA
Acquavella Galleries, New York
Collezione privata, Roma
ESPOSIZIONI
Rondanini, 1981,n.24, ripr.
Campobasso, 1981, n.21
Sabbioneta, 1981, n.16
XXIX Biennale Nazionale d'Arte Città di Milano, Palazzo della Permanente, 4 Aprile – 20 Maggio 1984
BIBLIOGRAFIA
E. Crispolti, Catalogo Ragionato Generale dei Dipinti di Renato Guttuso, Mondadori & Associati, Milano 1984, vol. III, p.290 tav.80/1 -
Lotto 16 GUTTUSO RENATO (1912 - 1987) SCILLA. 1974. Olio su tela. Cm 70,00 x 90,00. firma
sul retro: firma, titolo e data
PROVENIENZA
Studio Mercurio, Milano
Collezione privata, Pescara
BIBLIOGRAFIA
E. Crispolti, Catalogo Generale Ragionato dei Dipinti di Renato Guttuso, Milano 1985, vol. III,p.191, n.74/11. -
Lotto 17 GUTTUSO RENATO (1912 - 1987) GIOIA RICCI. 1970. Olio su tela. Cm 70,00 x 100,00. firma, data e dedica ad personam
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione degli Archivi Renato Guttuso, Roma.
PROVENIENZA
Collezione privata, Firenze
ESPOSIZIONI
Milano, Bruno Cassinari, Renato Guttuso, Ennio Morlotti, Galleria Medea, 10 Maggio - 3 Giugno 1973, (ill. tav. 19)
BIBLIOGRAFIA
E. Crispolti, Catalogo Ragionato Generale dei Dipinti di Renato Guttuso, Mondadori & Associati, Milano 1984, vol. III, p.123 tav. 70/17 -
Lotto 18 DE CHIRICO GIORGIO (1888 - 1978) IL GRANDE METAFISICO. Bronzo lucidato. Cm 45,00 x 100,00 x 34,50. titolo, firma e tiratura alla base, es. I/VII
punzone Fonderia Fratelli Bonvicini, Sommacampagna
marchio del centenario della nascita dell'artista
dimensioni senza base: 94,5 x32,5x 24,5cm
L'opera è accompagnata dalla copia del certificato di autenticità a cura di Claudio Bruni Sakraischik.
EDIZIONE TOTALE
9 esemplari di cui 7 numerati da I a VII; 2 prove d'artista numerate E/A I/II e E/A II/II e una prova fuori commercio, non numerata, destinata alla Fondazione Giorgio De Chirico
BIBLIOGRAFIA
Baldacci P. De Chirico. Le sculture del centenario. Allemandi, 1995, n.13
Opera tratta da un gesso originale del 1970 e realizzata presso la Fonderia Bonvicini di Verona nel 1988 e nel 1991, in occasione del centenario della nascita del Maestro, su autorizzazione di Isabella De Chirico a Lina Sotilis, datata 27 marzo 1987.
Il grande metafisico traspone nella tridimensionalità plastica del bronzo uno dei soggetti più iconici e celebrati dell’intero corpus artistico di Giorgio de Chirico. Il manichino – figura emblematica nata nei primi anni Dieci del Novecento dall’interazione intellettuale con il fratello Alberto Savinio – abbandona qui la bidimensionalità della tela per farsi solida e monumentale presenza nello spazio reale.
La scultura si erge su una complessa struttura geometrica ricca di richiami architettonici, che evoca le enigmatiche piazze d'Italia tipiche del periodo metafisico. La silhouette del manichino, priva di tratti somatici e reclinata in una posa di assorto e malinconico misticismo, incarna perfettamente l'archetipo dechirichiano dell'uomo-automa, sospeso tra il passato classico e l'alienazione della modernità.
La raffinata patina dorata del bronzo cattura e frammenta la luce, esaltando i contrasti netti tra i volumi geometrici della base e le morbide pieghe del panneggio che avvolge il torso del manichino. -
Lotto 19 MELOTTI FAUSTO (1901 - 1986) IL BACIO. 1963. Bronzo e ottone. Cm 6,70 x 16,30 x 3,80. firma
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell'Archivio Fausto Melotti, Milano
PROVENIENZA
Opera acquisita direttamente dall'artista dall'attuale proprietà
Collezione privata, Milano -
Lotto 20 FONTANA LUCIO (1899 - 1968) CROCIFISSIONE. 1959. terracotta smaltata, dipinta, lustri e terzo fuoco: bianco, nero, viola, azzurro e oro. Cm 30,00 x 43,00 x 8,00. firma
L’opera è accompagnata da certificato di archiviazione della Fondazione Lucio Fontana, Milano, ed è registrata presso la stessa con il n. 4419/1.
Si ringrazia la Fondazione Lucio Fontana per la gentile collaborazione.
PROVENIENZA
Collezione privata, Milano
BIBLIOGRAFIA
L.M.Barbero, Lucio Fontana. Catalogo ragionato delle sculture, ceramiche. Tomo I, Milano, Skira, 2022, p.319 n. 59 FFC 8, ill.
«Io volevo, sì, superare la figura, superare il disegno. Ma, per superarli, credevo mi fosse necessario prima di tutto conoscere a fondo queste forme tradizionali.»
— Lucio Fontana, in Bruno Rossi, Dialogo con Fontana, l’astronauta dell’arte, 1963
Il rapporto di Lucio Fontana con il tema sacro nasce proprio da questa tensione tra la conoscenza della tradizione e la necessità di oltrepassarla. A partire dalla metà degli anni Cinquanta, con il nucleo delle Deposizioni e le stazioni della Via Crucis, l’artista affronta l’iconografia religiosa attraverso una concezione profondamente moderna della scultura, nella quale materia, gesto, colore e spazio diventano elementi inseparabili.
Realizzata nel 1959, Crocifissione appartiene pienamente a questa ricerca. La tradizionale immagine di Cristo viene sottoposta a una radicale trasformazione plastica: il corpo, allungato e quasi fuso con la croce e con il fondo, emerge dalla materia attraverso rilievi, lacerazioni e addensamenti. La superficie chiara è attraversata da essenziali accensioni cromatiche e brevi tocchi d’oro, mentre la luce, scorrendo sulle pieghe e sulle asperità dello smalto, fa avanzare o arretrare le forme secondo il punto di vista.
Il dramma religioso non è così affidato alla narrazione, ma alla tensione del corpo e alla fisicità stessa della materia. Terra e colore partecipano insieme alla costruzione della forma, trasformando la ceramica in un autentico campo di sperimentazione plastica. È proprio attraverso questa libertà di modellazione che Fontana rinnova l’immagine tradizionale della Crocifissione, traducendola in una materia viva e vibrante, nella quale figura e spazio sembrano continuamente trasformarsi. -
Lotto 21 BONALUMI AGOSTINO (1935 - 2013) BLU. 1968. tempera vinilica su tela estroflessa. Cm 100,00 x 90,00. sul retro: firma, data ed etichetta Galleria Annunciata, Milano
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell'Archivio Bonalumi, Milano, firmato dall'artista.
PROVENIENZA
Galleria Annunciata, Milano
Galleria Blu, Milano
Galleria Fumagalli, Bergamo
Collezione privata, Roma -
Lotto 22 BONALUMI AGOSTINO (1935 - 2013) BIANCO. 1971. tempera vinilica su tela estroflessa. Cm 87,00 x 100,50. sul retro: firma, data ed etichetta Kunsthaus Lempertz, Köln
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell'Archivio Bonalumi, Milano, firmato dall'artista.
PROVENIENZA
Kunsthaus Lempertz, Köln, Auction 881 - 2 dicembre 2005
Collezione privata, Treviso
Collezione privata, Stati Uniti. Cornice presente -
Lotto 23 BONALUMI AGOSTINO (1935 - 2013) SENZA TITOLO. 1983. acrilico su tela estroflessa. Cm 70,00 x 70,00. sul retro: firma e data
L'opera è in corso di archiviazione presso l'Archivio Bonalumi, Milano
PROVENIENZA
Collezione privata, Trieste
La ricerca artistica di Agostino Bonalumi si sviluppa a partire da un radicale ripensamento della pittura, nel quale la tela non è più soltanto superficie ma diventa un oggetto autonomo, capace di esistere nello spazio attraverso forme, tensioni e variazioni luminose. In questa direzione si colloca l’opera del 1983 che presentiamo, dove il monocromo non annulla l’immagine ma la costruisce attraverso il rilievo, in una sequenza di estroflessioni verticali concentrate nella parte inferiore del formato quadrato, che introducono un ritmo misurato di piani e ombre. Il particolare tono antracite assorbe la luce e la lascia affiorare in minime modulazioni, restituendo una superficie trattenuta e vibrante, in equilibrio tra rigore geometrico e sensibilità percettiva. -
Lotto 24 CASTELLANI ENRICO (1930 - 2017) SENZA TITOLO. 1971. Carta estroflessa. Cm 70,00 x 50,00. firma e data
sul retro: etichetta e timbro Galleria d'Arte l'Ariete, Milano
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione della Fondazione Enrico Castellani, Milano.
PROVENIENZA
Galleria d'Arte l'Ariete, Milano
Ketterer Kunst, Asta 410 lotto 1223, Dicembre 2013
Collezione privata, Brescia
Collezione privata, Stati Uniti
. Cornice presente