Pre-Asta DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE
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Lotto 121 Scuola veneta/lombarda del XVI/XVII secolo
Ritratto di nobiluomo
Olio su tela
50 x 40 cm
Venetian/Lombard school of the 16th/17th century
Portrait of a Nobleman
Oil on canvas
50 x 40 cm -
Lotto 122 Scuola romana del XVII secolo
Madonna con Bambino
Olio su tela
81 x 65 cm
L'opera è una reinterpretazione del dipinto di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, Madonna della rosa, 1640-1650 circa, conservato a Torino in Galleria Sabauda
Si veda: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/fotografia/95133/Anderson%C2%A0%E2%80%94%C2%A0Torino%20-%20La%20Madonna%20della%20Rosa%20-%20Sassoferrato%20-%20R.%20Pinac.
Roman school of the 17th century
Madonna and Child
Oil on canvas
81 x 65 cm
The work is a reinterpretation of the painting by Giovanni Battista Salvi, known as "il Sassoferrato", Madonna della rosa, c. 1640 - 1650, held at the Galleria Sabauda in Turin
You should see: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/fotografia/95133/Anderson%C2%A0%E2%80%94%C2%A0Torino%20-%20La%20Madonna%20della%20Rosa%20-%20Sassoferrato%20-%20R.%20Pinac. -
Lotto 123 Jusepe de Ribera, Lo Spagnoletto (Xàtiva 1591 - Napoli 1652) bottega/cerchia di
San Paolo
Olio su tela
66,5 x 55 cm
Dopo una formazione in patria, probabilmente avvenuta sotto la guida di Francisco Ribalta, Jusepe de Ribera giunse in Italia nel 1611, passando un biennio al nord della penisola, precisamente a Cremona, Milano e Parma. Giunse a Roma nel 1613, e dopo tre anni andò a Napoli ove, nel giro di breve tempo, divenne uno degli artisti più in vista. Il suo fare pittorico amalgamava il forte carattere patetico, tipicamente spagnolo, con un naturalismo ispirato dalla lezione di Caravaggio, arricchito con cromatismo neoveneto. Maestro indiscusso e fondamentale nell’ambito napoletano del Seicento, durante la sua felice attività artistica guidò un’importante bottega, dalla quale uscirono maestri di primaria importanza. Tra questi, il primo da menzionare è Luca Giordano, che nella sua fase iniziale dimostrò tutto il suo debito verso lo Spagnoletto; poi Aniello Falcone, oggi conosciuto come autore di battaglie; lo spagnolo Juan Do; Giovanni Ricca; i fratelli pugliesi Francesco e Cesare Fracanzano; il fiammingo Hendrick van Somer e Bartolomeo Bassante.
Jusepe de Ribera, Lo Spagnoletto (Xàtiva 1591 - Naples 1652) workshop/circle of
Saint Paul
Oil on canvas
66,5 x 55 cm -
Lotto 124 Scuola di Praga/Rudolfina del XVI/XVII secolo
Miracolo con guarigione di un infermo alla presenza di San Domenico
Olio su tavola
171 x 140 cm
Alla morte di Massimiliano, nel 1576, successe al trono asburgico Rodolfo II. Educato in Spagna, uomo raffinato e di cultura, di carattere schivo e solitario, egli costituì una pinacoteca tra le più importanti del suo tempo. Nel 1583 trasferì la capitale del regno da Vienna a Praga, ove si circondò di prestigiosi maestri del manierismo nordico. Nel castello di Praga, intorno al 1590, Bartholomeus Spranger era al vertice del suo prestigio. Nei due decenni successivi egli, assieme a Hans van Aachen e Joseph Heintz, dominò la scena di questa corte divenuta con Fontainebleau e Augusta, una delle più rilevanti sedi del manierismo europeo. Nel 1612, con la morte di Rodolfo II, la corte si svuotò degli artisti e degli scienziati superstiti; dopo oltre un quarto di secolo con la morte del sovrano si chiuse definitivamente un'epoca.
Prague/Rudolphine school of the late 16th/early 17th century
Miracle with the Healing of an Infirm Man in the Presence of Saint Dominic
Oil on panel
171 x 140 cm -
Lotto 125 Daniel Seiter (Vienna 1642 o 1647 - Torino 1705) bottega di
Bacco versa del vino a Venere alla presenza di Cerere e Cupido
Olio su tela
71 x 93 cm
L'opera probabilmente interpreta il detto latino Sine Cerere et Baccho friget Venus (senza il cibo e il vino, l'amore si spegne)
Il dipinto riprende, in controparte, la tela conservata presso l'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera
Citiamo, inoltre, il dipinto Allegoria delle Quattro Stagioni: Flora, Cerere, Bacco e Pan, presentato da Dorotheum il 09 novembre 2022
Daniel si formò a Venezia nella bottega di Carl Loth. Successivamente fu a Firenze dove lavorò per il Granduca e ampliò le sue influenze cogliendo la lezione di Pietro da Cortona. In seguito fu a Roma dove, in un primo tempo, ebbe modo di inserire nel suo linguaggio pittorico la cultura caravaggesca classicheggiante francese, in particolare di Claude Vignon e Simon Vouet. Inserendosi sempre più nella cultura figurativa romana, la sua pittura colse spunti da Giacinto Brandi e Carlo Maratta. Nel 1688 si trasferì a Torino al servizio dei Savoia. La sua impresa più importante fu la decorazione del Palazzo Reale di Torino, dove, oramai maturo e padrone di un'espressione pittorica di matrice eterogenea, realizzò varie raffigurazioni mitologiche partendo da una base romano-veneta, intrecciata con elementi emiliani dei Caracci, del Lanfranco e della cultura romana cortonesca di Ciro Ferri, Lazzaro Baldi e Luigi Garzi.
Daniel Seiter (Vienna 1642 or 1647 - Turin 1705) workshop of
Bacchus Pouring Wine for Venus in the Presence of Ceres and Cupid
Oil on canvas
71 x 93 cm
The composition most likely illustrates the Latin adage Sine Cerere et Baccho friget Venus (Without food and wine, love grows cold)
The painting is executed in reverse after the composition preserved in the Alte Pinakothek
For comparison, see Allegory of the Four Seasons: Flora, Ceres, Bacchus and Pan, offered by Dorotheum on 9 November 2022 -
Lotto 126 Carlo Cignani (Forlì 1628 - 1712) attribuito
Carità
Olio su tela
70 x 93 cm
Provenienza: collezione Egidio Martini, Venezia
L'opera è corredata da una scheda di studio del prof. Egidio Martini, disponibile via email
Per un breve periodo, l'apprendistato di Carlo Cignani si svolse da G. B. Cairo, pittore bolognese semi sconosciuto, e successivamente nell’atelier di Francesco Albani. Contemporaneamente frequentava un'Accademia privata d'arte a Bologna, guidata dallo stesso Albani assieme a Alessandro Tiarini e il Guercino. Dopo le prime e fortunate commissioni cittadine lo ritroviamo a Roma dove decorò una galleria nel casino Farnese fuori porta S. Pancrazio, commissione mai iniziata e poi affidata a Filippo Lauri, e due grandi affreschi sulle pareti destra e sinistra dei presbiteri della chiesa di S. Andrea della Valle. Nel 1665, tornò a Bologna dove abitò sino al 1684, anno in cui si trasferì a Forlì. In questi decenni tra le varie commissioni operò nella chiesa di S. Michele in Bosco, dove si ispirò alla morbida grazia dei putti del Correggio, suo maggior ispiratore assieme a Guido Reni e la sua anima classicistica. L’arte di Carlo, in effetti, si caratterizzò con uno stile dignitoso delle figure, da forme gentili e tondeggianti e un'elegante calma compositiva. Oramai affermato, negli anni Settanta il suo studio si avvalse di svariati collaboratori, tra i quali spiccano Marcantonio Franceschini e Luigi Quaini. Nel 1683 Cignani intraprese la più importante opera della sua carriera, ovvero la decorazione della cupola della cappella della Madonna del Fuoco nella cattedrale di Forlì, opera che lo obbligò a stabilirsi in Romagna. La sua arte sopravvisse oltre la sua morte, avvenuta a Forlì il 6 settembre 1719, grazie ai vari pittori usciti dalla sua bottega: ricordiamo il figlio Felice Cignani, Clemente Ruta, Antonio Catalani "il Romano", Giulio Aldrobrandini, Giacomo Alboresi, Giulio Benzi, i veronesi Antonio Calza, Sante Prunato, Alessandro Marchesini, i ferraresi Maurelio Scannavini e Giacomo Parolini, Ludovico David, Giovan Camillo Sagrestani, Giuseppe Maria Crespi, Francesco Mancini, Federico Bencovich e Ignazio Stern, oltre ai già citati Franceschini e Quaini degli anni bolognesi.
Carlo Cignani (Forlì 1628 - 1712) attributed
The Charity
Oil on canvas
70 × 93 cm
Provenance: Egidio Martini Collection, Venice
The work is accompanied by a study by Professor Egidio Martini, available via email -
Lotto 127 Nicola Grassi (Zuglio 1682 - Venezia 1748) allievo di
Madonna
Olio su tela
83 x 71 cm
L'opera è pubblicata a pag. 479, foto C. 62, nella monografia dedicata a Nicola Grassi del professore Enrico Lucchese, come opera di allievo
Nicola Grassi (Zuglio 1682 - Venice 1748) pupil of
Madonna
Oil on canvas
83 x 71 cm
The artwork is published on p. 479, photo C. 62, in the monograph dedicated to Nicola Grassi by Professor Enrico Lucchese, as an artwork by a pupil -
Lotto 128 Giovanni Battista Pittoni (Venezia 1687 - 1767) bottega/cerchia di
Bozzetto per Il Sacrificio di Polissena
Olio su tela
63 x 77,5 cm
La sua formazione ebbe luogo presso la bottega di Francesco. Dopo una prima fase in cui s’intravede l’influenza di Piazzetta, sarebbero state la leggerezza classicheggiante di Antonio Balestra, la plasticità dei modelli di Sebastiano Ricci e la verve coloristica di Giambattista Tiepolo a forgiare la sua arte. Tra il 1722 e il 1730 lavorò a quattro, delle ventiquattro totali, dei Tombeaux des Princes, serie ideata da Owen McSwiney, alla quale collaborarono Canaletto, Marco Ricci e Sebastiano Ricci, Giovanni Battista Cimaroli ed altri artisti sia veneziani sia bolognesi come Pietro Paltronieri il Mirandolese, Francesco Monti e Donato Creti. Insieme a Giambattista Tiepolo e a Giovanni Maria Morlaiter fondò l'Accademia di Belle Arti di Venezia, di cui fu presidente per numerosi anni, insegnando come professore fino alla sua morte. Inoltre nella sua bottega si formarono Cesare Ligari, Anton Kern e Francesco Sebaldo Unterperger. Alla sua cerchia appartengono pittori sia austriaci che italiani, quali Franz Anton Maulbertsch, Josef Ignaz Mildorfer, Mattia Bortoloni e Francesco Polazzo.
Giovanni Battista Pittoni (Venice 1687 - 1767) workshop/circle of
Bozzetto for The Sacrifice of Polyxena
Oil on canvas
63 × 77,5 cm -
Lotto 129 Scuola lombarda del XVII/XVIII secolo
Ritratto di condottiero con bastone di comando
Olio su tela
88,5 x 64,5 cm
Lombard school of the 17th/18th century
Portrait of a Military Commander with a Baton of Command
Oil on canvas
88,5 x 64,5 cm -
Lotto 130 Scuola romana del XVII secolo
Volto di filosofo o di santo
Olio su tela
60 x 47 cm
L'opera s'iscrive nell'articolato ambiente romano del Seicento. Essa, in particolare, mostra strette attinenze con le opere create nell'ambiente sorto attorno a Pier Francesco Mola, popolato da pittori di diversa provenienza come Agostino Scilla, Giovanni Battista Beinaschi, Francesco Giovane, Guglielmo Cortese e Giacinto Brandi.
Roman school of the 17th century
The Face of a Philosopher or Saint
Oil on canvas
60 x 47 cm
The artwork belongs to the articulated Roman environment of the 17th century. In particular, it shows close connections with the artworks created in the environment that arose around Pier Francesco Mola, populated by painters from different backgrounds, such as Agostino Scilla, Giovanni Battista Beinaschi, Francesco Giovane, Guglielmo Cortese and Giacinto Brandi. -
Lotto 131 Scuola francese del XVIII secolo
Lot e le figlie
Olio su tela
100,5 x 81,5 cm
L'opera si ispira al dipinto di Simon Vouet conservato al Musées de la ville de Strasbourg
Si veda:
https://www.musees.strasbourg.eu/edition/-/entity/id/277740/Loth+et+ses+filles+de+Simon+Vouet
French school of the 18th century
Lot and His Daughters
Oil on canvas
100,5 × 81,5 cm
The work is inspired by the painting by Simon Vouet, conserved at the Musées de la ville de Strasbourg
You should see:
https://www.musees.strasbourg.eu/edition/-/entity/id/277740/Loth+et+ses+filles+de+Simon+Vouet -
Lotto 132 Pier o Pietro Dandini (Firenze 1646 - 1712)
Ritrovamento di Mosè
Olio su tela
80 x 117 cm
L'opera condivide (paesaggio e figure) la parte destra del dipinto esitato il 16 novembre 2022 presso la Pandolfini Casa d'Aste di Firenze
Fratello minore dei pittori Cesare e Vincenzo Dandini, fu tra i pittori più attivi in epoca barocca a Firenze, Prato e Pisa, ove tutt’oggi si conservano numerose opere. Altre opere si trovano a Palazzo Corsini, alla Villa La Petraia (affreschi nella Cappella Nuova) e alla Villa Bellavista vicino a Pistoia (affreschi), a Palazzo Marchetti e Palazzo Gatteschi a Pistoia. A Palazzo Montecitorio a Roma si conservano le Quattro stagioni. Dandini fu elemento di spicco del tardo barocco toscano, in quanto seppe osservare e far proprie le lezioni di Pietro da Cortona, dedotte da Cirro Ferri, e di Luca Giordano, attivi a Firenze.
Pier or Pietro Dandini (Florence 1646 - 1712)
The Finding of Moses
Oil on canvas
80 × 117 cm
This work shares the right-hand side (landscape and figures) of the painting sold on 16 November 2022 at Pandolfini Casa d’Aste in Florence -
Lotto 133 Daniel Seiter (Vienna 1642 o 1647 - Torino 1705) attribuito
Dedalo e Icaro
Olio su tela
63 x 63 cm
Daniel si formò a Venezia nella bottega di Carl Loth. Successivamente fu a Firenze dove lavorò per il Granduca e ampliò le sue influenze cogliendo la lezione di Pietro da Cortona. In seguito fu a Roma dove, in un primo tempo, ebbe modo di inserire nel suo linguaggio pittorico la cultura caravaggesca classicheggiante francese, in particolare di Claude Vignon e Simon Vouet. Inserendosi sempre più nella cultura figurativa romana, la sua pittura colse spunti da Giacinto Brandi e Carlo Maratta. Nel 1688 si trasferì a Torino al servizio dei Savoia. La sua impresa più importante fu la decorazione del Palazzo Reale di Torino, dove, oramai maturo e padrone di un'espressione pittorica di matrice eterogenea, realizzò varie raffigurazioni mitologiche partendo da una base romano-veneta, intrecciata con elementi emiliani dei Caracci, del Lanfranco e della cultura romana cortonesca di Ciro Ferri, Lazzaro Baldi e Luigi Garzi.
Daniel Seiter (Vienna 1642 or 1647 - Turin 1705) attributed
Daedalus and Icarus
Oil on canvas
63 × 63 cm -
Lotto 134 Agostino Masucci (Roma 1691 circa - 1758) attribuito
Sacra Famiglia e santi
Olio su tela
46 x 35 cm
La costruzione piramidale delle figure, i tre gradini, gli atteggiamenti plastici ed enfatici dei personaggi, elementi derivati dall'alunnato presso il Maratta e divenuti peculiari dell'arte pittorica di Masucci, tendono ad avvalorare la tesi attributiva. Questi elementi ricorrenti li ritroviamo, tra i vari esempi, nella Madonna con i sette fondatori dell'Ordine dei servi di Maria, del 1727, conservata nella chiesa romana di San Marcello al Corso. Ritroviamo in quest'opera al culmine del triangolo di persone ha la stessa posa della madonna qui presente, i medesimi gradini posti in basso a destra e le rimanenti figure nello stesso schema compositivo.
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200179369
Dopo un breve periodo nella bottega di Andrea Procaccini fu uno tra gli allievi prediletti di Maratta. Le sue prime opere si contraddistinguono per il loro impianto classicista che tramite al Maratta risale sino a Guido Reni e Raffaello, rivisti da Agostino secondo i canoni roccocò del suo tempo. Nel 1727 alla morte di Giuseppe Bartolomeo Chiari, essendo l'ultimo dei cosiddetti pittori maratteschi in vita, assunse l'egemonia di questo ambito pittorico, molto apprezzato a Roma. Col passare degli anni tentò di purificare le peculiarità barocche insite nella sua pittura raggelando le sue figure entro una luce nitida. Sebbene la sua pittura maturò verso forme compositive bilanciate e un chiarore "illuminato" della sua paletta cromatica, egli non arrivò mai agli esiti neoclassici di Pompeo Girolamo Batoni, Anton Raphael Mengs e Pierre Subleyras.
Agostino Masucci (Rome circa 1691 - 1758)
The Holy Family with Saints
Oil on canvas
46 × 35 cm
The pyramidal arrangement of the figures, the three steps, and the sculptural, emphatic poses of the protagonists, elements derived from Masucci's training under Carlo Maratta and which became distinctive features of his painterly style, support the proposed attribution.
These recurring characteristics can be observed in several of Masucci's works, most notably in the Madonna with the Seven Founders of the Order of the Servants of Mary, 1727, preserved in the Church of San Marcello al Corso in Rome. In that painting, the figure of the Virgin occupies the apex of the triangular composition in a pose closely comparable to that of the Madonna in the present work. The same steps appear in the lower right corner, while the remaining figures follow a closely related compositional scheme.
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200179369 -
Lotto 135 Frederik de Moucheron (Emden 1633/1634 - Amsterdam 1686) attribuito
Pastori e cacciatori nei pressi di un piccolo lago
Olio su tela
126 x 160 cm
Frederik de Moucheron fu avviato allo studio della pittura presso la scuola di Jan Asselyn, dove ebbe modo di elaborare la pittura di paesaggio. Successivamente si trasferì per tre anni in Francia, operando a Parigi e Lione. Frederick va considerato tra i migliori rappresentanti dei cosiddetti paesaggisti italianizzanti, assieme Jan Asselyn, Jan Both, Adam Pynacker, Carel Dujardin, Bartholomeus Breenbergh, Herman van Swanevelt, citandone solo alcuni. Questi paesaggisti di origine olandese dipinsero idealizzando l’aspetto poetico del clima e del paesaggio italiano, alcuni di loro senza aver mai visitato personalmente il Bel Paese. Collaborò con altri pittori, i quali dipinsero le figure nei suoi paesaggi, come Adriaen van de Velde, Dirck Helmbreker, Johannes Lingelbach, Nicolaes Berchem e Willem Schellinks.
Frederik de Moucheron (Emden 1633/1634 - Amsterdam 1686) attributed
Shepherds and Hunters by a Small Lake
Oil on canvas
126 x 160 cm -
Lotto 136 Maestro neoclassico italiano o francese del XVIII/XIX secolo
Sacra famiglia con San Giovannino
Olio su tela
220 x 128,5 cm
Italian or French neoclassical master of the 18th/19th century
The Holy Family with the Infant Saint John
Oil on canvas
220 x 128,5 cm -
Lotto 137 Otto Vaenius, Otto van Veen (Leida1556-1558 - Bruxelles 1629) bottega di
Matrimonio mistico di Santa Caterina alla presenza di San Francesco
Olio su tela
49 x 40 cm
L'opera trova preciso riferimento nel dipinto conservato presso i Musei Reali del Belgio a Bruxelles. Si veda: https://rkd.nl/images/312480
Dopo un primo alunnato presso D. Lampsonius, andò a Roma nel cinquennio 1575-80, accostandosi a Federico Zuccari. Nel 1581 lo ritroviamo a Liegi dove ricevette delle commissioni dal principe-vescovo Ernesto di Baviera, ivi presente. In seguito dipinse per Alessandro Farnese, all'epoca governatore dei Paesi Bassi. Significativa fu la presenza del giovane Rubens nella sua bottega, tra il 1594 e il 1600.
Otto Vaenius, Otto van Veen (Leiden 1556/1558 - Brussels 1629) workshop of
Mystic Marriage of Saint Catherine in the Presence of Saint Francis
Oil on canvas
49 x 40 cm
The work finds a precise reference in the painting preserved at the Royal Museums of Fine Arts of Belgium in Brussels. Refer to: https://rkd.nl/images/312480 -
Lotto 138 Scuola romana del XVII secolo
Amorino musico con cherubini e serafini
Affresco trasportato su tela
81 x 174 cm
Roman school of the 17th century
Musical Cupid with Cherubs and Seraphim
Fresco transferred to canvas
81 x 174 cm -
Lotto 139 Scuola veronese del XVII/XVIII secolo
San Pietro da Verona o San Pietro Martire
Olio su tela
125 x 240 cm
Veronese school of the 17th/18th century
Saint Peter of Verona or Saint Peter the Martyr
Oil on canvas
125 x 240 cm -
Lotto 140 Scuola francese del XIX secolo
Parigi, Palais du Champ de Mars, Esposizione Universale del 1878
Tempera su tela
179 x 230 cm
French school of the 19th century
Paris, Palais du Champ de Mars, 1878 Universal Exhibition
Tempera on canvas
179 x 230 cm -
Lotto 141 Pietro Martire Neri (Cremona 1591 - Roma 1661)
Sacra Famiglia e Trinità o Ritorno dall'Egitto
Olio su tela
130 x 93 cm
Si ringrazia il professor Michele Danieli per aver studiato l'opera e fornito l'attribuzione
Secondo le fonti, l’apprendistato di Pietro Martire Neri avvenne nella bottega di G.B. Trotti e successivamente nella bottega di Domenico Fetti a Mantova. Il primo soggiorno a Roma risale al 1629, dove conobbe Diego Velázquez, con il quale, anni dopo, collaborò durante il suo secondo periodo all’Urbe.
Pietro Martire Neri (Cremona 1591 - Rome 1661)
The Holy Family and the Trinity, or The Return from Egypt
Oil on canvas
130 x 93 cm
We would like to thank Professor Michele Danieli for studying the work and providing the attribution -
Lotto 142 Andrea del Sarto (Firenze 1486 - 1530) copia del XVII secolo
Madonna col Bambino, S. Giovannino e due angeli
Olio su tela
117 x 86 cm
L'opera si ispira al dipinto conservato alla Wallace Collection di Londra
Andrea del Sarto (Florence 1486 - 1530) copy of the 17th century
Madonna and Child, St John the Baptist and Two Angels
Oil on canvas
117 x 86 cm
The work is inspired by the painting held at the Wallace Collection in London -
Lotto 143 Scuola lombarda del XVIII secolo
Le quattro stagioni
Olio su tela
105 x 79 cm
Lombard school of the 18th century
The Four Seasons
Oil on canvas
105 x 79 cm -
Lotto 144 Scuola genovese del XVII secolo
Madonna col Bambino e San Nicola da Tolentino (?)
Olio su tela
85 x 67 cm
Genoese school of the 17th century
Madonna and Child with Saint Nicholas of Tolentino (?)
Oil on canvas
85 x 67 cm