Pre-Asta L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I
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Lotto 25 Roberto Poloni (1938)
Cavallini danzanti
Acrilico su tela
90 x 90 cm
Firma: al recto, "Poloni"; al verso, "Roberto Poloni" e monogramma
Altre iscrizioni: al verso, titolo ("Cavallini danzanti") e autentica
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 26 Evangelista Ferioli (1922 - 1989)
Abbandono e riflessi di capanni sul lago, 1974
Olio su tela
50 x 60 cm
Firma: Firma al recto in colore:“EVangeLisTa”
Data: Data al recto in colore “74”. Inoltre su una targhetta espositiva al verso dell’opera: “23.5.74”
Altre iscrizioni: al verso del telaio a pennarello il nome e il comune di residenza dell’artista; inoltre numerose iscrizioni tecniche a penna a tergo della cornice
Elementi distintivi: una targhetta con riferimento alla partecipazione al Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea di Arona e una etichetta con riferimento all’inventario della banca. A tergo della tela un timbro “E122” e un secondo timbro circolare, forse riferito alla citata esposizione, non leggibile, ed una firma, anch’essa non leggibile
Provenienza: lo studio dell’artista; Veneto Banca SpA in LCA
Esposizioni: Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea - Arona, VI edizione, 1974
Stato di conservazione. Supporto: 85% (tracce di umidità)
Stato di conservazione. Superficie: 85% (fessurazione della superficie pittorica, soprattutto nella zona del cielo)
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Ferioli risulta aver partecipato al Concorso nazionale di pittura estemporanea di Arona sia nel 1973 sia nel 1974 -
Lotto 27 Autore non riconosciuto (XX secolo)
Polvere della notte (o di stelle)
Acrilico su tela
50 x 70 cm
Elementi distintivi: sulla cornice al recto etichetta con titolo
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 28 Ugo Rassatti (1937 - 2020)
Sogno di mezza estate
Tecnica mista su masonite
70 x 80,2 cm
Firma: “Rassatti” in colore al recto; “Ugo Rassatti” al verso della tavola
Altre iscrizioni: titolo al verso della tavola e annotazione delle dimensioni al verso della cornice
Elementi distintivi: etichetta anonima con riferimento all’inventario della banca al verso della tavola e timbro "Cornici Granzo" o al verso della cornice
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 85% (residui di muffe)
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Lotto 29 Alessandro Camozzi (1943)
Resti di viaggio, 1987
Impasti di sabbia e leganti su tela
60 x 80 cm
Firma: “Camozzi” al recto; “Camozzi Alessandro” sul verso
Data: “87” al recto e sul verso
Elementi distintivi: sul telaio, etichetta dell’8vo Concorso nazionale di pittura - scultura e grafica “Coppa Comune di Ponzano Veneto”; etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: certificato di autenticità dell’artista con titolo
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 30 Noè Bordignon (1841 - 1920)
Compatrioti di Canova, 1882 circa
Olio su tela
86 x 113 cm
Firma: “Bordignon” sul verso
Elementi distintivi: sul verso, etichetta d’esposizione alla mostra di Torino del 1884 con autore e titolo
Provenienza: collezione Roger Kerrison, Londra (acquisto all'Esposizione generale italiana, Torino 1884); collezione privata, Bologna (fino al 2009); Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Cola, "Mostra artistica internazionale a Vienna. La pittura italiana", in "Gazzetta Piemontese", 30 maggio 1882 ("Due compatrioti di Canova"); "Esposizione di Belle Arti in Roma 1883. Catalogo generale ufficiale", Roma, 1883, p. 54, n. 6 ("Due compaesani di Canova"); "R. Accademia di Belle Arti in Milano. Esposizione 1883. Catalogo ufficiale", Milano, 1883, p. 35 n. 433 ("Due compaesani di Canova"); Luigi Chirtani, "L'Esposizione di Belle Arti a Brera. Il concorso Principe Umberto", in "Corriere della Sera", 21-22 settembre 1883 ("Compaesani di Canova"); "Esposizione nazionale. Vendite di Belle Arti", in "Gazzetta Piemontese", 14 giugno 1884 ("Compatrioti di Canova"); "Esposizione generale italiana. Torino 1884. Arte Contemporanea. Catalogo Ufficiale", Torino, 1884, p. 12 n. 282 ("Compatriotti di Canova"); Paolo Rizzi, "Noè Bordignon pittore veneto (1841-1920)", note biografiche e catalogazione a cura di Luigi Dal Bello, contributi di Pietro Zampetti e Antonio Barzaghi, Venezia, 1982, p. 23 ("Due vecchietti possagnesi alla tomba del Canova"); Luca Lualdi, "Catalogo dell'arte italiana dell'Ottocento", Milano, 2008, n. 38, p. n. n. (ill.); Myriam Zerbi, a cura di, "Ottocento veneziano", Torino, 2010, p. 66 n. 39 (ill.); S"an Zenone Terra d'Artisti", San Zenone degli Ezzelini, 2011, p. 90 (ill.), 114-115; A. Brotto Pastega, "Noè Bordignon", in "L'illustre bassanese", n. 135-136, gennaio-marzo 2012, pp. 10 (ill.), "Emozioni in mostra: San Zenone celebra la sua terra di artisti", in "Corriere del Veneto", 17 settembre 2011, p. 19 (ill.); Vittorio Pajusco, "La pittura dal vero", in Fernando Mazzocca, Elena Catra, Vittorio Pajusco, a cura di "Noè Bordignon. 1841-1920. Dal realismo al simbolismo", Genova, 2021, pp. 96-97, p. 101 (ill.)
Esposizioni: "Erste Internationale Kunstausstellung, Wien, Künstlerhaus", 1 aprile-30 settembre 1882; "Esposizione di Belle Arti in Roma", Roma, Palazzo delle Esposizioni, 21 gennaio – 1 luglio 1883; "R. Accademia di Belle Arti in Milano. Esposizione 1883", Milano, Accademia di Brera, 7 agosto – 30 settembre 1883; "XLIII Esposizione generale italiana", Torino, settembre 1884 (Sala Pittura, IV, n. 282); "Ottocento veneziano", a cura di Myriam Zerbi, Stra, Museo Nazionale di Villa Pisani, 28 marzo - 26 settembre 2010; "San Zenone Terra d'Artisti", San Zenone degli Ezzelini, Villa Marini Rubelli, 18 settembre 2011-15 gennaio 2012; "Noè Bordignon. 1841-1920. Dal realismo al simbolismo", Genova, 18 settembre 2021 - 16 gennaio 2022, Castelfranco Veneto, Museo Casa Giorgione e San Zenone degli Ezzelini, Villa Marini Rubelli
Certificati: scheda a firma di Enzo Savoia, non datata
Stato di conservazione. Supporto: 80% (rintelo, aggressioni da tarli inattivi a telaio e cornice)
Stato di conservazione. Superficie: 85% (leggere abrasioni e cadute di colore; almeno sette tracce di aggressioni da muffe inattive sul perimetro interno della cornice)
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Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia (1859-1865), grazie a una borsa di studio Noè Bordignon si reca in seguito a Roma dove si avvicina ai modi della pittura purista. Ritornato nel 1869 in Veneto, vive e lavora tra Castelfranco e Venezia realizzando a partire dall'inizio del nuovo decennio numerosi cicli ad affreschi nelle chiese dell'entroterra, mentre nella pittura di cavalletto sviluppa temi di genere ispirati al folklore locale che, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio del nuovo secolo, vengono apprezzati nelle principali mostre italiane ed estere. A questo periodo fecondo dell'attività dell'artista appartiene "Due compatrioti di Canova", databile al 1882 sulla base della sua esposizione nello stesso anno alla Erste Internationale Kunstausstellung di Vienna, ripresentato nel 1883 prima all'Esposizione di Belle Arti di Roma e poi a Milano all'Accademia di Brera, quindi nel 1884 alla Promotrice di Torino dove viene acquistato da un compratore inglese.
L'opera raffigura una conversazione tra due contadini veneti – i due compatrioti di Canova da cui deriva il titolo - e tre ragazze sullo sfondo del monumento a Canova nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, progettato da Canova come cenotafio per Tiziano ma realizzato postumo dai suoi allievi per celebrarne la memoria e custodirne il cuore.
Notevole la scelta compositiva, con la luminosa e imponente mole del monumento canoviano che magnifica e nobilita un momento di vita quotidiana, colto con quella freschezza da istantanea tipica dell'artista. All'immediatezza della scena concorre il disegno minuto, di ascendenza purista, a cui è affidata una descrizione iperrealistica che non risparmia neanche le sbeccature degli scalini in primo piano e distingue la sua produzione dalla maniera più sciolta e rapida di altri protagonisti della pittura di genere veneta come Giacomo Favretto e Luigi Nono. Accurata anche la descrizione delle vesti – aspetto a cui Bordignon, figlio di un sarto e di una cucitrice, conferisce da sempre notevole valore – con i colori limpidi e vivaci delle tre ragazze che risaltano sul chiarore dello sfondo, mentre in primo piano una fanciulla più modestamente abbigliata con un bimbetto disteso accanto a sé guarda fisso verso lo spettatore, contribuendo così alla verità dell'immagine.
Sabrina Spinazzè -
Lotto 31 Luigi Serena (1855 - 1911)
Ritratto di fanciulla con corona d'alloro, 1880-1885
Matita e carboncino su carta
60,5 x 45,7 cm (luce)
Firma: “L Serena” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: O. Stefani, "Luigi Serena 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, pp. 169 e 174, ill. 139
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Luigi Serena, pittore d'elezione della borghesia trevigiana a cavallo tra '800 e '900, non ebbe allievi diretti, ma fu ammirato dagli artisti più giovani per il suo spirito bohémien e antiborghese, anche quale riferimento morale, diventando una pietra miliare nell'orizzonte artistico della Marca. Saranno proprio gli artisti dell'avanguardia, in testa Arturo Martini, a promuovere la mostra postuma di Serena poco dopo la sua morte nel 1911. Pur operando prevalentemente in provincia, l'artista partecipò con successo alle più importanti esposizioni del tempo: a Venezia (1881), Milano (1883), Torino (1884), Firenze (1886), Parigi (1888) e Monaco (1890). Fu tra gli invitati alla Biennale veneziana del 1897 (Eugenio Manzato, "Treviso", in "La Pittura in Italia. L'Ottocento", Milano, 1990, p. 213).
Il foglio è stato identificato da Eugenio Manzato nel 2002. Come osserva Ottorino Stefani, il «delicato e gentile» "Ritratto di ragazza con corona di alloro", riecheggia modelli rinascimentali ("Luigi Serena 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, p. 169). -
Lotto 32 Paolo da San Lorenzo (1935)
Gitana, 1993
Tempera su carta
76 x 56 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta autografa con nome dell’artista, titolo, data “1993”, tecnica e misure. Altra etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 33 Lino Dinetto (1927)
Figura femminile
Serigrafia su carta
68 x 48,7 cm (luce)
Firma: “Dinetto” al recto a matita nel corpo dell’immagine
Altre iscrizioni: tiratura “II/XX” al recto a matita nel corpo dell’immagine
Elementi distintivi: sul verso, etichetta di Veneto Banca con riferimenti di inventario
Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di autenticità della Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 34 Renato Borsato (1927 - 2013)
Venezia
Serigrafia su carta
41,5 x 99 cm (lastra)
Firma: “Borsato” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “pda” al recto a matita
Elementi distintivi: al verso, timbro della Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; due etichette della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 35 Domenico Cantatore (1906 - 1998)
Donna stesa
Acquatinta su carta
44 x 62 cm (lastra)
Firma: “Cantatore” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “126/150” al recto a matita
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Veneto Banca con riferimenti di inventario
Provenienza: Galleria d'Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di autenticità della Galleria d’Arte Martinazzo con dati relativi all’opera
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 36 Arturo Martini (1889 - 1947)
La Pisana
Bronzo
37 x 131,5 x 70,4 cm
39 x 134 x 72,6 cm (il basamento)
Firma: “a martini” in fusione sulla base
Altre iscrizioni: “2/6 martini” inciso sulla base in corrispondenza del polpaccio destro
Elementi distintivi: sulla base, timbri di fonderia, di cui uno con iscrizione “TESCONI FUSE”, e etichetta con riferimento alla collezione “GIANCARLO FOLCO” e numero di inventario solo parzialmente leggibile
Provenienza: Collezione Giancarlo Folco, Vicenza; Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Gianni Vianello, Nico Stringa, Claudia Gian Ferrari, "Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture", Neri Pozza, Vicenza 1998, pp. 151-153 (con bibliografia precedente)
Certificati: fotocertificato e scheda critica datata 9 marzo 1992, firmati da Philippe Daverio
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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L’opera, proveniente dalla collezione dell’imprenditore vicentino Giancarlo Folco, appartiene alla produzione di Arturo Martini più vicina al Realismo Magico.
Nata come prototipo in gesso modellato da Martini a Roma alla fine del 1928 e subito sostenuta da una ampia fortuna critica, la Pisana è stata realizzata in pietra, terracotta, bronzo, come rappresentazione sognante della protagonista del romanzo di Ippolito Nievo, "Le confessioni di un ottuagenario", che lo scultore aveva letto su suggerimento degli amici Natale e Maria Mazzolà. Nella capitale, con Martini, i trevigiani Giovanni Comisso, Mazzolà e Gino Scarpa, sono impegnati a progettare iniziative per la rivalutazione di Nievo.
Il gesso, sulla base del modello scolpito in pietra di Vicenza che già gli apparteneva, venne comprato nel giugno del 1930 da Arturo Ottolenghi per la Villa di Acqui Terme. Nello stesso anno, il gesso originale fu modificato da Martini: i capelli divennero più mossi e scesero a coprire parzialmente le orecchie, fu cambiata la posizione della mano. Dal gesso modificato Martini tirò un bronzo non numerato; realizzò anche due terrecotte.
Appositamente per il centenario dell'artista (1889-1989) dalla forma in gesso conservata presso l'Atelier Martini di Vado Ligure e ceduta dagli eredi con i relativi diritti, furono tirati, presso la Fonderia Tesconi di Pietrasanta, sei esemplari in bronzo numerati e contrassegnati, più due prove (00/6 e 0/6): di questa edizione, fa parte l’esemplare in bronzo della collezione di Veneto Banca.
Un precedente bronzo era stato tirato dal gesso nel 1930 ed oggi si trova al Museo Civico di Treviso. Un frammento di una terracotta che si ruppe durante la cottura è invece conservato nella collezione Bontempelli.
Martini stesso definì la Pisana come una meditazione sull'ideale della donna: "la adoro e forse non ho amato che questa donna nella mia vita". La scultura si pose al centro del dibattito sul rinnovamento delle arti, come già intuì Lionello Venturi nel 1930: "un primitivismo di maniera si può ancora scorgere nella testa, ma non più nel corpo. La forma è di un rigore assoluto, d'una semplicità esasperata, eppure vibrante, sensibile, sensuale, mentre la serenità della perfezione eleva la sensualità al piano della vita teorica. Ha voluto Martini delle forme classiche? La Pisana è classica e non neoclassica, dove la polemica con il Novecento non potrebbe essere più esplicita" (citazioni da M. Abiti e A. M. Breccia Cipolat, "Arturo Martini, uno di noi", Treviso, 2005, p. 67). -
Lotto 37 Mario Radice (1898 - 1987)
I.L.O.C., 1985
Serigrafia su carta
83,4 x 210,6 cm (luce)
Firma: “Mario Radice” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “95/99” al recto a matita
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
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Lotto 38 Dario Rosolen (1949)
Geometrie e natura, 1995
Olio su tela
70 x 80 cm
Firma: “Rosolen” al recto
Data: “95” al recto
Elementi distintivi: sulla tela e sul telaio, timbro del "Gruppo d’arte Noè Bordignon"; sul telaio, targhetta del "Secondo concorso di pittura Noè Bordignon" con i dati relativi all’artista e all’opera
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Esposizioni: "Secondo concorso di pittura Noè Bordignon", Castelfranco Veneto
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 39 Elio Ciol (1929), da
Sauris e Rauscedo
Stampa offset su carta
35 x 50,8 cm (luce)
Altre iscrizioni: titolo in lastra al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Foglio da un calendario realizzato da Veneto Banca per celebrare l’opera fotografica di Ciol. Bibliografia di riferimento: Aa. Vv., "Elio Ciol. Ascoltare la luce / Listen to the light", Sottomarina di Chioggia - Venezia, 2003 -
Lotto 40 Enrico Benetta (1977)
Gialle danzano le foglie, 2005
Acrilico, smalto e sabbie su carta applicata su tela
125,2 x 85,4 x 5,2 cm
Firma: al verso, "Enrico Benetta" e monogramma
Data: al verso, "Settembre 2005"
Altre iscrizioni: al verso, autentica
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: fotocertificato firmato dall'artista, non datato
Stato di conservazione. Supporto: 90% (strappo della carta nell'angolo in alto a destra)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 41 Nino Melloni (1930)
Composizione con cubi, 1983
Olio su tela
70 x 50 cm
Firma: “Nino Melloni” al recto
Data: “‘83” al recto
Elementi distintivi: sulla cornice etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 42 Antonio Melloni (II metà del XX secolo), invenzione, e Giovanni Battista Gagliardi (1948), esecuzione
Senza titolo
Metalli
245 x 125 x 115 cm
Provenienza: dono dell’architetto Antonio Melloni alla Banca Popolare di Intra, sede di Domodossola, nel 1983; Veneto Banca SpA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 85% (ruggine e depositi)
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Antoni Melloni, architetto, progettò la nuova sede della Banca Popolare di Intra a Domo. La scultura fu donata dall'architetto nel 1983 alla sede di Domodossola della Banca Popolare di Intra.
La scultura è lo sviluppo in tre dimensioni di un soggetto geometrico presente in un dipinto di Melloni. La trasposizione in tre dimensioni e l'esecuzione sono state curate dall'architetto Giovanni Battista Gagliardi, cui si deve anche il disegno progettuale presentato in coda alle immagini.
L'opera è conservata presso la filiale di Intesa Sanpaolo SpA in Piazza Arturo Dell'Oro 1, a Domodossola. -
Lotto 43 Italia (II metà del XX secolo)
Senza titolo
Altorilievo in metallo
98 x 123 cm
Firma: lettere "ARDI" al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 90% (leggeri danni da abrasione; residui di adesivo sulla cornice)
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L'opera, che presenta il monogramma "ADP" non riconosciuto in basso a sinistra, va probabilmente ricondotta alla cerchia di Valeriano Trubbiani.
All'esame visivo, sembra aver cesellato e punzonato una lastra di rame, successivamente stagnata. -
Lotto 44 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Lalibelà. Scavo intorno a Bièt Amànu' el, 1940 circa
Acquaforte su carta
43,5 x 48,8 cm (lastra)
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita
Altre iscrizioni: “Tav. 41. Lalibelà. Scavo intorno a Biet Amanuel” al recto a matita; “41” in lastra
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Treviso, 2010, cat. 106, pp. 50 e 77 (ill. altro esemplare)
Esposizioni: Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso, 13 febbraio – 4 aprile 2010 (altro esemplare)
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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L'opera, nota in biliografia anche come "Veduta della grande trincea esterna in corrispondenza dell'accesso attuale alla chiesa di Amànu' el", di cui esiste anche uno studio ad acquerello (“Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, cat. 105), appartiene al nucleo di opere grafiche - incisioni e disegni - realizzate da Bianchi Barriviera durante la sua permanenza in Libia e nell'Africa Orientale Italiana, tra il 1937 e il 1939. Come ricorda Silvia Bianchi, nella introduzione alla mostra monografica tenuta a Treviso nel 2010 (pp. 6-8), "I disegni e le incisioni africane costituiscono una presenza importante nella vasta opera grafica di Lino Bianchi Barriviera - un artista che nella scelta dei soggetti ha sempre prediletto la veduta e il paesaggio - sia per il loro inconfutabile pregio artistico sia in quanto testimonianza di un capitolo fondamentale nell'esperienza di vita del maestro (...) un vero e proprio diario di viaggio". "Bianchi Barriviera si era recato una prima volta in Libia nel 1927 al termine degli studi superiori, dopo aver conseguito il diploma di perito e ragioniere commerciale". "Nella primavera del 1937 Bianchi Barriviera effettuò una seconda, più lunga, escursione in Libia spingendosi nell'interno, lungo la fascia occidentale della Tripolitania al confine con la Tunisia, sino alla città-oasi di Gadàmes alle soglie del deserto, quindi lungo la costa fino al sito archeologico di Leptis Magna. Da questo viaggio riportò un gruppo di disegni, alcuni più finiti, altri più nudi e schematici, fatti esclusivamente per essere tradotti in acquaforte, dai quali al ritorno ricavò una cartella di tredici incisioni condotte con raffinata e sapiente tecnica, dedicata al governatore di Libia, Italo Balbo, che aveva favorito e sostenuto il progetto. Nel dicembre del 1938, dietro invito del duca d'Aosta, viceré d'Etiopia, l'artista si recò nell'Africa Orientale Italiana dove fino al luglio del 1939 percorse l'Eritrea dalla costa sul mar Rosso fino alle regioni dell'interno al confine col Sudan, e parte dell'Etiopia giungendo ad Addis Abeba". "Dal viaggio nell'Africa Orientale l'artista riportò oltre trecento disegni e una trentina di rami incisi: i disegni per la maggior parte condotti a fondo, fine a se stessi, le lastre incise direttamente sul posto con la punta sulla matrice incerata e trattate con la morsura all'acquaforte in occasione del ritorno alla base provvisoria. In queste opere si avvicendano esattezza descrittiva e concisione interpretativa: vi sono puntuali descrizioni di monumenti, di villaggi tipici a volte animati dalla presenza degli indigeni e vi sono paesaggi sconfinati dove tutto è riassunto in sintesi che paiono non indagare, non indugiare nella ricerca di particolari per aumentare il mistero e la vastità del paese". "Tra le prime mostre che hanno ospitato opere africane di Bianchi Barriviera vanno ricordate la XXI Biennale di Venezia del 1938, la mostra personale allestita dall'artista stesso ad Asmara nel giugno 1939, la III Quadriennale di Roma del 1939, la Prima Mostra Triennale d'Oltremare di Napoli del 1940, la XXII Biennale di Venezia del 1940, la XXIX mostra della Galleria di Roma del 1942". -
Lotto 45 Francesco Stefanini (1948)
Situazione dopo il temporale
Matita e olio su tavola
69,7 x 59,5 cm
Firma: al verso, "Francesco Stefanini" e "Stefanini"
Altre iscrizioni: al verso, titolo ("SITUAZIONE DOPO IL TEMPORALE") e abbreviazione "A/A"
Elementi distintivi: timbro dello studio dell'artista
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Nato a Pietrasanta, studia a Firenze al Magistero di Porta Romana, dove si interessa soprattutto alla pittura rinascimentale, che approfondisce ad Urbino, dove frequenta i corsi internazionali di arti grafiche. Si trasferisce a Treviso nel 1972 come insegnante di arti grafiche. Dal 1975 ha esposto in oltre 80 mostre personali e 200 mostre collettive in Italia e all'estero. Nel 1981, come vincitore del primo premio dell'Opera Bevilacqua La Masa espone al Museo di Ca' Pesaro, a Venezia. -
Lotto 46 Edgardo Mannucci (1904 - 1986)
Composizione astratta
China e tempera su carta
34,5 x 51,5 cm (luce)
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lotto 47 Elio Ciol (1929)
Contrasti, Paludea di Castelnuovo, 2005
Stampa offset su carta
35 x 50,5 cm (luce)
48 x 68 cm (Foglio)
Altre iscrizioni: “Contrasti, Paludea di Castelnuovo, 1999” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Foglio da un calendario realizzato da Veneto Banca per celebrare l’opera fotografica di Ciol. Bibliografia di riferimento: Aa. Vv., "Elio Ciol. Ascoltare la luce / Listen to the light", Sottomarina di Chioggia - Venezia, 2003 -
Lotto 48 Emilio Vedova (1919 - 2006)
Non dove (tondo), 1987
Olio su tavola
111,1 x 111,1 x 3,5 cm
Firma: “Emilio Vedova” sul verso
Data: “1987” sul verso
Altre iscrizioni: “Non dove (tondo)”, “[simbolo diametro] 111 c.m. pittura sul legno”, “base [simbolo freccia]" sul verso
Provenienza: Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: autentica della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova n. 327 del 2 settembre 2009
Stato di conservazione. Supporto: 90% (fessurazioni della tavola)
Stato di conservazione. Superficie: 90% (vernici crettate e fessurate; leggeri da urto e abrasione; carenze)
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L’opera appartiene al ciclo dei “Dischi, Tondi e Oltre”, realizzato da Emilio Vedova tra il 1985 e il 1987 e presentato nella grande mostra “Vedova in tondo”, allestita alla Fondazione Vedova, al Magazzino del Sale di Venezia, dal 17 maggio al 12 novembre 2014. Verso la fine del 1984, l’artista avviò un intenso confronto con la forma del cerchio: una forma compiuta e perfetta, capace di evocare il sacro, ma posta in tensione con l’immaginario di forze dinamiche, contrapposte e instabili che aveva fino ad allora caratterizzato la sua ricerca. Due principi essenziali, il primigenio e la compiutezza, si incontrano così nella sua opera, aspirando persino a rappresentare l’equilibrio dell’universo.
In questi anni la pittura “pura” di Vedova, intesa come esplosione di energia emotiva, si misura con l’impulso dell’arte concettuale, seguendo l’esempio di Joseph Beuys, che aveva saputo unire caso e ragionamento, livello alto e livello basso. Uno dei tondi più celebri, “Non Dove ’86 I (23-1-86)”, fu dipinto immediatamente dopo che Vedova apprese della morte di Beuys, data ricordata direttamente nel titolo.
La forma circolare viene affrontata dall’artista sia su tela sia su legno, come forma autonoma o inscritta in un quadrato. L’opera in asta, un tondo su legno, è tra gli esempi più riusciti di questa stagione, in cui Vedova sperimenta l’ansia di rompere e lacerare le “frontiere” attraverso, come lui stesso scrive, “spinte di debordamento – incontinenze di perimetri...”. Il tondo non è infatti, come il rettangolo, un formato ordinario della pittura: è una forma diversa, scelta, portatrice di senso. Il senso che incontra, contiene, concentra e vitalizza la pulsione.
Il tema era stato anticipato dai grandi teleri del 1981-1984 e dalle ricerche sulle “Compresenze” e “Di Umano”, in cui l’artista aveva principalmente indagato il territorio delle emozioni umane, concluso nel 1983. Per Vedova, tuttavia, il tondo rappresentava anche un confronto con una forma cardine della storia dell’arte: dall’antichità classica al medioevo, al Rinascimento. Una forma che ha segnato l’architettura – dal Pantheon ai rosoni medievali – e che nella scultura e nella pittura culmina nei tondi di Filippo Lippi, Andrea della Robbia, Michelangelo e nell’“Autoritratto allo specchio” di Parmigianino.