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giovedì 30 luglio 2026 ore 17:00 (UTC +01:00)
Noè Bordignon (1841 - 1920) Compatrioti di Canova, 1882 circa
Noè Bordignon (1841 - 1920)
Compatrioti di Canova, 1882 circa
Olio su tela
86 x 113 cm
Firma: “Bordignon” sul verso
Elementi distintivi: sul verso, etichetta d’esposizione alla mostra di Torino del 1884 con autore e titolo
Provenienza: collezione Roger Kerrison, Londra (acquisto all'Esposizione generale italiana, Torino 1884); collezione privata, Bologna (fino al 2009); Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Cola, "Mostra artistica internazionale a Vienna. La pittura italiana", in "Gazzetta Piemontese", 30 maggio 1882 ("Due compatrioti di Canova"); "Esposizione di Belle Arti in Roma 1883. Catalogo generale ufficiale", Roma, 1883, p. 54, n. 6 ("Due compaesani di Canova"); "R. Accademia di Belle Arti in Milano. Esposizione 1883. Catalogo ufficiale", Milano, 1883, p. 35 n. 433 ("Due compaesani di Canova"); Luigi Chirtani, "L'Esposizione di Belle Arti a Brera. Il concorso Principe Umberto", in "Corriere della Sera", 21-22 settembre 1883 ("Compaesani di Canova"); "Esposizione nazionale. Vendite di Belle Arti", in "Gazzetta Piemontese", 14 giugno 1884 ("Compatrioti di Canova"); "Esposizione generale italiana. Torino 1884. Arte Contemporanea. Catalogo Ufficiale", Torino, 1884, p. 12 n. 282 ("Compatriotti di Canova"); Paolo Rizzi, "Noè Bordignon pittore veneto (1841-1920)", note biografiche e catalogazione a cura di Luigi Dal Bello, contributi di Pietro Zampetti e Antonio Barzaghi, Venezia, 1982, p. 23 ("Due vecchietti possagnesi alla tomba del Canova"); Luca Lualdi, "Catalogo dell'arte italiana dell'Ottocento", Milano, 2008, n. 38, p. n. n. (ill.); Myriam Zerbi, a cura di, "Ottocento veneziano", Torino, 2010, p. 66 n. 39 (ill.); S"an Zenone Terra d'Artisti", San Zenone degli Ezzelini, 2011, p. 90 (ill.), 114-115; A. Brotto Pastega, "Noè Bordignon", in "L'illustre bassanese", n. 135-136, gennaio-marzo 2012, pp. 10 (ill.), "Emozioni in mostra: San Zenone celebra la sua terra di artisti", in "Corriere del Veneto", 17 settembre 2011, p. 19 (ill.); Vittorio Pajusco, "La pittura dal vero", in Fernando Mazzocca, Elena Catra, Vittorio Pajusco, a cura di "Noè Bordignon. 1841-1920. Dal realismo al simbolismo", Genova, 2021, pp. 96-97, p. 101 (ill.)
Esposizioni: "Erste Internationale Kunstausstellung, Wien, Künstlerhaus", 1 aprile-30 settembre 1882; "Esposizione di Belle Arti in Roma", Roma, Palazzo delle Esposizioni, 21 gennaio – 1 luglio 1883; "R. Accademia di Belle Arti in Milano. Esposizione 1883", Milano, Accademia di Brera, 7 agosto – 30 settembre 1883; "XLIII Esposizione generale italiana", Torino, settembre 1884 (Sala Pittura, IV, n. 282); "Ottocento veneziano", a cura di Myriam Zerbi, Stra, Museo Nazionale di Villa Pisani, 28 marzo - 26 settembre 2010; "San Zenone Terra d'Artisti", San Zenone degli Ezzelini, Villa Marini Rubelli, 18 settembre 2011-15 gennaio 2012; "Noè Bordignon. 1841-1920. Dal realismo al simbolismo", Genova, 18 settembre 2021 - 16 gennaio 2022, Castelfranco Veneto, Museo Casa Giorgione e San Zenone degli Ezzelini, Villa Marini Rubelli
Certificati: scheda a firma di Enzo Savoia, non datata
Stato di conservazione. Supporto: 80% (rintelo, aggressioni da tarli inattivi a telaio e cornice)
Stato di conservazione. Superficie: 85% (leggere abrasioni e cadute di colore; almeno sette tracce di aggressioni da muffe inattive sul perimetro interno della cornice)
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Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia (1859-1865), grazie a una borsa di studio Noè Bordignon si reca in seguito a Roma dove si avvicina ai modi della pittura purista. Ritornato nel 1869 in Veneto, vive e lavora tra Castelfranco e Venezia realizzando a partire dall'inizio del nuovo decennio numerosi cicli ad affreschi nelle chiese dell'entroterra, mentre nella pittura di cavalletto sviluppa temi di genere ispirati al folklore locale che, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio del nuovo secolo, vengono apprezzati nelle principali mostre italiane ed estere. A questo periodo fecondo dell'attività dell'artista appartiene "Due compatrioti di Canova", databile al 1882 sulla base della sua esposizione nello stesso anno alla Erste Internationale Kunstausstellung di Vienna, ripresentato nel 1883 prima all'Esposizione di Belle Arti di Roma e poi a Milano all'Accademia di Brera, quindi nel 1884 alla Promotrice di Torino dove viene acquistato da un compratore inglese.
L'opera raffigura una conversazione tra due contadini veneti – i due compatrioti di Canova da cui deriva il titolo - e tre ragazze sullo sfondo del monumento a Canova nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, progettato da Canova come cenotafio per Tiziano ma realizzato postumo dai suoi allievi per celebrarne la memoria e custodirne il cuore.
Notevole la scelta compositiva, con la luminosa e imponente mole del monumento canoviano che magnifica e nobilita un momento di vita quotidiana, colto con quella freschezza da istantanea tipica dell'artista. All'immediatezza della scena concorre il disegno minuto, di ascendenza purista, a cui è affidata una descrizione iperrealistica che non risparmia neanche le sbeccature degli scalini in primo piano e distingue la sua produzione dalla maniera più sciolta e rapida di altri protagonisti della pittura di genere veneta come Giacomo Favretto e Luigi Nono. Accurata anche la descrizione delle vesti – aspetto a cui Bordignon, figlio di un sarto e di una cucitrice, conferisce da sempre notevole valore – con i colori limpidi e vivaci delle tre ragazze che risaltano sul chiarore dello sfondo, mentre in primo piano una fanciulla più modestamente abbigliata con un bimbetto disteso accanto a sé guarda fisso verso lo spettatore, contribuendo così alla verità dell'immagine.
Sabrina Spinazzè


