Pre-Asta LE ALI DELLA FANTASIA. PARTE II
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Lotto 181 Roberto Poloni (1938)
Asolo Golf
Olio su tela
50 x 70 cm
Firma: “Poloni” al recto; “Roberto Poloni” sul verso
Altre iscrizioni: “Asolo Golf opera mia autentica” sul verso
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Franco Giuli condusse una ricerca incessante sull’astrazione geometrica e sull’indagine su struttura e materiali, in cui si impone la riflessione sull’utilizzo del cartone ondulato come mezzo espressivo di elezione. Invitato a partecipare nel 1972 alla XXXVI Biennale di Venezia, ha esposto in sedi importanti in Italia e all’estero, accompagnato da autorevoli voci critiche del tardo Novecento: Giorgio Di Genova, Enrico Crispolti, Filiberto Menna, Bruno Corà ed altri.
Una ricca retrospettiva venne presentata nel 2013 presso la Galleria Edieuropa di Roma. A Bruno Corà si deve la curatela delle sue ultime due personali, “Franco Giuli: le costruzioni pittorico-plastiche e oltre” presso il Museo Bilotti, Roma, nel 2016, e “Strutture e spazi di superficie” presso il Museo Riso di Palermo nel 2017. -
Lotto 182 Manuel Robbe, anche noto come A. Lafitte (1872 - 1936)
Barche lungo la costa
Acquatinta su carta
61,5 x 83,5 cm (luce)
Firma: "A. Lafitte" a matita al recto
Elementi distintivi: Etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95% -
Lotto 183 Giuseppe Mario D’Amico (XX secolo)
Il Ponte della Paglia, Venezia
Litografia e serigrafia su seta
17,8 x 22,8 (luce)
Firma: al recto “G. M. D’Amico” a matita
Altre iscrizioni: titolo a matita sul passe-partout al recto
Elementi distintivi: al verso etichette della Banca Popolare di Intra e anonime con riferimenti inventariali
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 90%
L'autore, attivo negli anni Cinquanta e Sessanta e non meglio noto, si firma "Cucchi" ma non è da confondere con Enzo Cucchi (comunicazione di Alessandro Cucchi del 22 settembre 2021).
Ringraziamo Alessandro Cucchi, per Enzo Cucchi, per il supporto dato alla catalogazione dell'opera. -
Lotto 184 Autore non riconosciuto (XX secolo)
Paesaggio lacustre
Olio su tela
50 x 70 cm
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95% -
Lotto 185 Autore non riconosciuto (XX secolo)
L'imbarcadero di Intra
Cromolitografia ritoccata a mano su carta
46,5 x 62 cm (luce)
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95% -
Lotto 186 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Napoli, 1942
Inchiostro acquarellato su carta
30 x 48 cm
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto
Data: “Napoli 3 dicembre 1942” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Il "Leone" è tra le più celebri produzioni di Guasina ed è diventato un simbolo nel mondo (es. https://www.koji-shimomura.jp/en). Ne esiste una versione di dimensioni leggermente maggiori, 48x94x20 cm, apparsa in asta in Francia nel 2020 (Tajan, Parigi, 09.07.2020, l.97, € 4.000): nessuna versione di questo modello è tuttavia ancora disponibile nel catalogo Guasina. Una versione molto semplificata è stata introdotta da Guasina nella serie dei segno zodiacali. -
Lotto 187 Paolo da San Lorenzo (1935)
Informale, 2005
Olio su tela
60,2 x 80,2 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
Elementi distintivi: etichetta anonima con riferimento inventariale
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: certificato dell’artista con titolo e data, al verso
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Castilletti reinterpreta il paesaggio urbano, lavorandovi come un pittore di vedute, ma a partire da stampe o foto antiche. Restituisce così di Roma,in particolare delle sue prospettive più famose, un'immagine poetica e inusitata. -
Lotto 188 Giuseppe Mainini (1898 - 1981)
Sottovento
Litografia su carta
58,2 x 47,9 cm
Firma: "Giuseppe Mainini" a matita al recto
Altre iscrizioni: indicazione della tiratura a marita al recto ("8/40")
Elementi distintivi: al verso etichetta anonima con riferimento inventariale; etichetta di partecipazione a mostra con dati dell'opera e timbro di corniceria
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 40% (strappi, carta cotta, mancanze)
Stato di conservazione. Superficie: (60%)
La tavola è parte di un nucleo che compone una veduta di Venezia a 360 gradi, complessivamente lunga 9,80 metri, ma divisa in sette parti per praticità di stampa. Il disegno è stato realizzato con pennino ed inchiostro di china nero e dunque riprodotto con stampa a tiratura limitata, dall'editore Gilberto Padovan, Vicenza (comunicazione dell'artista del 16 dicembre 2020). -
Lotto 189 Nino Melloni (1930)
Chiesa, 1980
Olio su tela
70 x 85 cm
Firma: “Nino Melloni” al recto
Data: “80” al recto
Elementi distintivi: sul verso della cornice, etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95% -
Lotto 190 Antonio Rizzo da Contesse (1918)
Battaglia
Olio su tela
40 x 60 cm
Firma: “A. Rizzo da Contesse” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90% (macchie e gore d’acqua)
Stato di conservazione. Superficie: 95% -
Lotto 191 Walter Lesseps (XX secolo)
Pietre e cielo, 1997
Olio su tavola
50 x 60 cm
Firma: “W. Lesseps” al recto
Data: “1997” su certificato di autenticità sul verso
Provenienza: studio dell’artista; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di autenticità
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95% -
Lotto 192 Luigi Rincicotti (1941 - 2024)
Natura morta con lampadina
Tempera, acrilico e olio su cartone, 1984
70 x 49,2 cm (luce)
Firma: al recto, “L. Rincicotti”
Data: al recto, “1984”
Elementi distintivi: sul verso, etichetta anonima con dati dell'opera; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Piergiorgio Dragone riferisce il dipinto «al periodo compreso tra la fine degli Anni Trenta e l’inizio del secondo dopoguerra. In quell’arco di tempo, infatti, l’artista abbandona i soggetti ed i temi più retoricamente “eroici” ed ideologicamente “novecenteschi” per dedicarsi ad immagini maggiormente intime e quotidiane; così come tralascia le visioni di grandi ed imponenti vette montane, per rivolgere la sua attenzione ad angoli di alpeggi meno vistosi seppur caratterizzati da una quieta atmosfera elegiaca che mette in evidenza una intensa poesia della natura, trovando in angoli non appariscenti tutto il fascino di un paesaggio naturale intessuto di un grande respiro spaziale, pur in una dimensione di mite normalità.
Nel medesimo arco cronologico, si assiste al superamento delle stesure “piatte” che avevano caratterizzato i decenni precedenti, per sperimentare pennellate più “fratte” in una sorta di materico divisionismo di stesura, a prescindere dai suoi valori cromatici, per cui si riscontrano accostamenti che potrebbero apparire caotici, e che invece si integrano assumendo vibratilità e una forte vivacità di effetto complessivo, in grado di rendere le continue variazioni della luce che avvengono in realtà quando si osserva un paesaggio e l’artista mira a renderne ogni effetto, momento dopo momento. Siamo cioè di fronte a un’opera spazialmente ariosa e di notevole suggestione, che si manifesta a mano a mano che la si osserva con più attenzione, quasi scoprendone a poco a poco i suoi segreti e reconditi elementi di fascino, via via che constatiamo – sotto e dietro l’apparente banalità della sua “normalità” – l’intenso senso di una natura viva, con tutto il suo respiro, che ci fa sentire il rigoglio dell’erba primaverile che va ricoprendo pendii e valloncelli, animando le pieghe del terreno e dei massi che caratterizzano quel particolare alpeggio, con le sue baite arroccate sulle balze più alte. La visione dall’alto, adottata e costruita dal pittore, accentua l’effetto spaziale dell’erta massa sulla destra, esaltato dal cannocchiale ottico del valloncello che trova poi nella vasta apertura del cielo e nella cresta di montagne all’orizzonte, un suo più ampio sbocco che tende ad un infinito, tangibile quanto misteriosamente suggerito e come sognato. Pura elegia di una natura naturans».
Il soggetto del dipinto è, con ogni probabilità, da identificare nella Valle Divedro o nell'alpeggio di San Domenico di Varzo, vicino a Verbania.
I problemi conservativi del dipinto, sinteticamente indicati in catalogazione e derivanti da un incauto restauro, sono stati identifica per primo da Antonio D'Amico (comunicazione del 24 maggio 2021) e approfonditi da Piergiorgio Dragone nella scheda dedicata dall'opera.
L'opera è stata inserita nell'archivio dei dipinti accertati di Cesare Maggi tenuto dal Prof. Dragone, con la sigla M/2021/ A-1/PD.
Ringraziamo Antonio D'Amico e Piergiorgio Dragone per il prezioso supporto dato alla catalogazione dell'opera. -
Lotto 193 Fabio Failla (1917 - 1987)
La porta verde, 1970
Olio su tela
40 x 25 cm
Firma: “Failla” al recto e sul verso
Data: “70” sul verso
Altre iscrizioni: “A580”, “La porta verde” sul verso
Elementi distintivi: sul telaio, timbro della Galleria d’Arte La Vetrina, Roma; sulla cornice, etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Bibliografia di riferimento: Aa. Vv., "Carlo Bossone", Novara, 1988 -
Lotto 194 Italia (XX secolo)
Veduta di Arona sul Lago Maggiore, Veduta di Pallanza, Scorcio di Orta San Giulio con il Broletto
Eliografie su carta
45 x 63 cm (la luce di ogni elemento, con minime differenze)
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 70% (pieghe, danni da umidità e da urto)
Stato di conservazione. Superficie: 80% (danni da umidità, muffe)
In asta, un esemplare di filigrana artistica in chiaroscuro, realizzata da Luigi Casoni, per la storica Cartiera Miliani, di Fabriano, sul disegno, rielaborato, della Fontana Sturinalto di Fabriano. Come ricorda Annarita Librari, "Con Giuseppe Miliani (1816 - 1890), nipote di Pietro (1744 - 1817), fondatore della ditta Miliani, la cartiera si ingrandisce, la carta da disegno si afferma come la migliore, tanto che alla esposizione di Londra nel 1851 viene premiata, e la carta valori comincia ad essere la specialità della fabbrica fabrianese. Alla morte di Giuseppe la cartiera era già un grande complesso, ma sarà il figlio Giambattista (1856-1937) ad operare l’effettiva trasformazione da azienda artigianale ad industriale (...). Giambattista alle conoscenze tecniche unisce un’ampia visione dell’organizzazione industriale grazie ai frequenti viaggi che, fin da giovanissimo, compie in diverse nazioni europee e in Nord America. Nel 1889 riceve la Legion d’onore per aver presentato, all’esposizione di Parigi, le migliori filigrane per i biglietti di banca. Per le filigrane di Fabriano, ancor prima del riconoscimento parigino, esisteva un vero e proprio entusiasmo. Nel 1886 Ernst Kirchner di Francoforte sul Meno scrive: “Le vostre carte filigrane sono le più belle che io abbia mai veduto fino ad ora. Da quando posseggo questi veramente artistici fogli non oso più nemmeno guardare gli stessi prodotti della Germania. I ritratti, come pure i dettagli che li ornano sono di una finezza ammirabile, perfetta e formano ora il punto essenziale di questa modesta collezione che io curo con molto amor proprio”. Nel settore della Filigrana artistica in chiaro-scuro per banconote Giambattista, in un primo momento, per l’incisione su cera si avvalse del prof. Bianchi di Roma, medaglista dei Sacri Palazzi Apostolici, che direttamente da Roma inviava a Fabriano le cere commissionate. Successivamente, la sua lungimiranza e previdenza lo spinsero a dotare l’Officina Filigrane delle cartiere di Fabriano della sezione di incisione su cera, dove destinò giovani e abili artisti che riuscirono a soddisfare appieno le esigenze aziendali. Capostipite di questa scuola fu Serafino Cilotti (1868-1943), che realizzò opere di notevole impatto artistico, da considerare come una nuova forma di espressione d’arte figurativa su cera, Angelo Bellocchi (1880-1939) e Virgilio Brozzesi (1869-1946). Allievi di Cilotti possono considerarsi Aldo Frezzi (1885-1972), (...) Eraldo Librari (1907-1988) e Luigi Filomena. Luigi Casoni fu incisore delle Miliani fino al 1958, quando fu chiamato dalla Banca d’Italia per incidere le “testine” delle banconote." ( Annarita Librari, "Cera una volta... la Filigrana Artistica in chiaroscuro"). La storia della cartiera Miliani è stata ricostruita da Bruno Bravetti, nella monografia “Giambattista Miliani”, Affinità Elettive, 2010.
La datazione, 1954, si riferisce alla matrice. -
Lotto 195 Orlando Piazza (1937)
Chiesa di Orta
Acquerello su carta
68 x 50 cm
Firma: “O. Piazza” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Conosciuta anche come "Il piccolo davanzale", è stata tirata originariamente in 20 esemplari, poi ampliati a 50. Come segnala Luciana Bartolini, l'incisione «è lievemente acquerellata quindi si deve considerare
esemplare unico». Un altro esemplare dell'incisione, non acquerellato, è conservato agli Uffizi
La autenticità dell'opera è stata confermata su base fotografia da Luciana Bartolini, erede e specialista dell'artista (comunicazioni del 7 e 18 ottobre 2021).
Ringraziamo la Professoressa Luciana Bartolini, Presidente dell'Archivio Luigi Bartolini, per il prezioso supporto nella schedatura dell'opera. -
Lotto 196 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Carrara, 1959
Inchiostro acquarellato su carta
48 x 66 cm
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto
Data: “10 ottobre 1959” al recto
Altre iscrizioni: “Carrara” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Opera notevolmente superiore, per data, dimensioni e complessità, rispetto alla produzione ordinaria di Enotrio. -
Lotto 197 Autore non riconosciuto (XX secolo)
Porticciolo
Olio su tela
70 x 60 cm
Firma: non leggibile al recto
Elementi distintivi: sul telaio timbro con misure ed etichetta della Banca Popolare di Intra
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95% -
Lotto 198 Leonardo Dudreville (1885 - 1975)
La piana a Feriolo, 1943
Olio su tavola
27 x 37 cm
Firma: “L D” al recto; “L. Dudreville” sul verso
Data: “943” al recto
Altre iscrizioni: “La piana a Feriolo” sul verso; “n. 9 La piana a Feriolo” su etichetta sul verso
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90% (gore d’acqua, tracce di colla, frammenti di carta, segni a matita)
Stato di conservazione. Superficie: 95% (lievi cadute di colore alle estremità)
Nato a Venezia nel 1885 e trasferitosi a Milano, Leonardo Dudreville si iscrive all’Accademia di Brera. Nel 1905 stringe amicizia con Anselmo Bucci, con il quale affitta uno studio e compie un viaggio a Parigi l’anno seguente, mentre nel 1907 si presenta ad Alberto Grubicy con le sue prime opere, di stampo divisionista. Conosce quindi Boccioni, Bonzagni e i futuristi, ma la sua pittura dal 1912 si volge ad un’astrazione di ascendenza simbolista; tra il 1913 e il 1914 fonda, con il critico Ugo Nebbia, il gruppo "Nuove Tendenze", cui aderiscono Erba, Funi, Sant’Elia, Chiattone.
Dopo la guerra Dudreville abbandona le opere astratte e ritorna al Realismo, mentre nel 1919 si riavvicina ai futuristi. Nel 1922 è tra i fondatori del gruppo “Sette pittori del Novecento” – comprendente Bucci, Dudreville, Funi, Malerba, Marussig, Oppi, Sironi – ma se ne stacca presto. In questi anni la sua pittura approda a un realismo minuzioso che si esprime particolarmente nelle nature morte, oltre che nei paesaggi. Tale ricerca realistica prosegue anche dopo il 1942, anno in cui Dudreville si trasferisce sul lago Maggiore, a Ghiffa, dedicandosi fino agli ultimi giorni di vita (1975) alle nature morte – soprattutto cacciagione – ai paesaggi e ai ritratti. L'allegro paesaggio estivo in asta fa parte da una serie di paesaggi che il Maestro fece nel 1945 sul lago Maggiore, a Verbano di Feriolo.
Nell'opera in asta va segnalata la straordinaria soluzione grafica - déco - della collina, che anticipa il movimento delle onde alternando il colore delle acque crespe del lago e quello dei prati. -
Lotto 199 Gino Alberti (1921 - 1990)
Paesaggio con lago
Olio su tela
20 x 35 cm
Firma: “G. Alberti” al recto
Elementi distintivi: sul verso della cornice, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95% -
Lotto 200 Cristina Rossi Monreali (XX secolo)
I Remember, 1999
Acquerello e matita su carta
47,5 x 67,7 cm (luce)
Firma: “Cristina Rossi” al recto
Data: “99” al recto
Elementi distintivi: sul verso etichetta con dati relativi all’artista e all’opera con titolo e data; etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti al numero di inventario
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
La stampa, da un dipinto di Karel Dujardin, è stata disegnata da Jacques Swebach-Desfontaines (1769-1823) e incisa da Robert Daudet jr (1737-1824) e Georges Malbeste (1754-1843) per "Le Musée français" Parigi, 1803-1809, t. 3.
Un esemplare analogo è conservato al British Museum (inv. n. 1856,0712.385). -
Lotto 201 Johann Jakob Falkeisen (1804 - 1883), da
Le Isole Borromee
Stampa ritoccata a mano
45,9 x 60,3 cm (luce)
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 80% (ondulature della carta, macchie, pieghe)
Stato di conservazione. Superficie: 90% -
Lotto 202 Italia (XX secolo)
Baveno sul Lago Maggiore
Eliografia su carta
47,5 x 63,2 cm (luce)
Elementi distintivi: al verso etichetta dello studio d’arte Lanza, Verbania
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 70% (pieghe, danni da umidità)
Stato di conservazione. Superficie: 80% (danni da umidità, muffe) -
Lotto 203 Giovanni De Maria (1924)
Paesaggio invernale
Acquaforte su carta
24,5 x 16 cm (lastra)
Firma: “Giovanni De Maria” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “11/60” al recto a matita
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95% -
Lotto 204 Giovanni De Maria (1924)
Paesaggio
Olio su tela
70 x 60 cm
Firma: “De Maria” al recto
Elementi distintivi: sul telaio e sulla cornice, etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
Il dipinto, noto in bibliografia con due titoli evocativi, il Giardino all'Alpino e Pensieri in riva al lago, raffigura forse la moglie, la pittrice e ceramista dilettante Corona Douglas Scotti della Scala, di spalle osservando la valle dall'Alpino, il luogo di villeggiatura particolarmente amato dall'alta società e dagli artisti, che si estende sui territori montuosi di Gignese e di Stresa, sulle pendici del Mottarone. Bazzaro si era trasferito all'Alpino con la compagna nel 1894: vi fece allora costruire una villa ancora esistente, dove amavano soggiornare sia in estate sia, più raramente, in inverno. Il tema della donna di spalle - inclusa nel paesaggio al contempo incluso nei suoi occhi - compare in più vedute di Bazzaro all'Alpino: il paesaggio è vissuto interiormente, facendo prevalere la sensibilità, l'atmosfera, la luce.
Il volgere del secolo è un periodo di particolare fortuna creativa e critica per l'artista: nel 1897 è premiato con la medaglia d'oro alla III Triennale di Milano, nel 1904 riceve la medaglia d’argento all’Esposizione Universale di Saint Louis e nel 1906 il premio Principe Umberto.
Ringraziamo Elisabetta Chiodini e Sergio Rebora per aver riconfermato l'autografia del dipinto.