Pre-Asta Importanti Dipinti e Disegni Antichi
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Lotto 216 Scuola veneta, secolo XVIII - L'Autunno
cm 131 x 97
olio su tela ovale -
Lotto 217 Scuola veneta, secolo XVIII - L'Inverno
cm 131 x 97
olio su tela ovale -
Lotto 218 Scuola veneta, secolo XVIII - Bacco e Arianna; Mercurio e Argo
cm 15,5 x 22,5 e cm 15,5 x 23
coppia, olio su rame -
Lotto 219 Scuola veneta, fine secolo XVII - inizi secolo XVIII - Diana
cm 80 x 110
olio su tela, senza cornice
Nella collezione privata di provenienza l'opera è tradizionalmente attribuita a Giovanni Antonio Pellegrini (Venezia 1675-1741) -
Lotto 220 Scuola veneta, fine secolo XVII - inizi secolo XVIII - Endimione
cm 80 x 110
olio su tela, senza cornice
Nella collezione privata di provenienza l'opera è tradizionalmente attribuita a Giovanni Antonio Pellegrini (Venezia 1675-1741) -
Lotto 221 Bartolomeo Mendozzi, detto il Maestro dell'Incredulità di San Tommaso (Leonessa 1600 - Roma post 1644) - San Bartolomeo
cm 63,5 x 52
olio su tela
PROVENIENZA
The Art University Museum, Princeton, 1989;
Christie's, New York, 1989 (come cerchia di Dirck van Baburen).
Il dipinto è corredato da una lettera del professor Massimo Pulini del 14 novembre del 2025 che lo attribuisce a Bartolomeo Mendozzi da Leonessa, apprezzato pittore che svolse a Roma il proprio apprendistato presso la bottega del caravaggesco Bartolomeo Manfredi.
Il ritratto dell’uomo dalla folta barba che tiene in mano un coltello acuminato è identificabile con San Bartolomeo, l’apostolo martire scuoiato vivo in terra armena, intorno all’anno 68.
Il santo è raffigurato di tre quarti, il volto rubizzo è in ombra, in aperto contrasto con l’ampia fronte e con il luminoso mantello grigio perla che copre la spalla rivolta verso lo spettatore. Il viso dai lineamenti assai marcati ha la fronte corrugata che evidenzia un’espressione “riflessiva, parlante”, secondo la definizione di Pulini nella lettera che fa da corredo al dipinto.
Come quasi sempre nelle raffigurazioni seicentesche di ambito caravaggesco lo strumento del martirio viene messo in luce per dare maggior corpo al ritratto rappresentato. Il pittore, soffermandosi sui dettagli del volto e sui giochi di luce e di chiaroscuro, con grande maestria mette in posa il santo e riesce a evocarne la storia raffigurandone il busto di tre quarti.
L’attribuzione a Bartolomeo Mendozzi proposta dallo studioso, autore anche di una recente monografia sull’artista, è resa assolutamente inconfutabile dal confronto con diverse serie di apostoli ritratti a mezzo busto dal pittore, in cui i riferimenti stilistici, i tagli compositivi e le analoghe dimensioni delle tele confermano in maniera inequivocabile il riferimento alla sua mano e collocano la realizzazione dell’opera attorno al quarto decennio del Seicento. -
Lotto 222 Ambito di Caravaggio - Ecce Homo con Pilato e un soldato
cm 92 x 70,5
olio su tela, senza cornice
Il dipinto, acquistato nel mercato antiquario nel 2011 dall’attuale proprietario, come afferma il professor Antonio Vannugli nella dettagliata relazione redatta il 14 aprile 2025, disponibile in copia, presenta uno stile di “stretta osservanza caravaggesca”, tanto da far ipotizzare una derivazione abbastanza fedele da un modello perduto del Caravaggio.
Il soggetto, sicuramente più volte affrontato dal pittore lombardo nel corso della sua carriera artistica, come attestano le fonti documentarie e letterarie seicentesche, trova riscontro almeno in tre composizioni a lui attribuite nel corso del Novecento. In particolare si fa riferimento all’Ecce Homo di Palazzo Bianco a Genova e ai due dipinti in collezione privata di New York (collezione Cortez) e Madrid (collezione discendenti Evaristo Perez de Castro), opere di cui sono note, afferma sempre Vannugli, almeno tre copie.
Il presente dipinto nell’uso del parapetto, per la presenza di Pilato che indica verso Gesù e soprattutto nel ruolo della luce che si diffonde partendo da sinistra, rimanda senz’altro alla versione di Madrid, mentre differisce per l’organizzazione delle altre figure. La composizione appare inoltre assai vicina agli esemplari del Museum für Kunst und Kulturgeschichte di Dortmund e della collezione privata di Cittadella in provincia di Padova, per la quale era stata anche considerata la paternità caravaggesca, in seguito confutata, ma rimandata comunque al suo ambito.
La quantità di versioni e copie testimonia la popolarità e la diffusione del soggetto nel Seicento, le differenze riguardano soprattutto dettagli come il sangue, l’inquadratura e la resa dei volti, ma tutte rappresentano il momento dell’Ecce Homo con Pilato e soldati, con alcune varianti narrative e compositive. Nel caso del presente dipinto il soldato è uno solo come nell’esemplare di Dortmund ed ha un copricapo, il morione di derivazione spagnola.
Secondo l’indagine diagnostica del novembre 2024 della studiosa Roberta Lapucci citata dallo stesso Vannugli, la tela presenta correzioni e pentimenti che avrebbero nascosto alcuni simboli della passione.
Dopo attenta analisi e puntuali confronti sia Roberta Lapucci che il professor Vannugli concordano nell’asserire una possibile attribuzione alla mano giovanile di Francesco Buoneri, detto Cecco del Caravaggio, datando l'opera attorno al secondo decennio del XVII secolo. -
Lotto 223 Francesco De Mura (Napoli 1696 – 1782) - San Pietro
cm 101 x 74
olio su tela
Si ringrazia il professor Riccardo Lattuada per la conferma dell'attribuzione dopo aver visionato l'opera su base fotografica.
Questo dipinto (lotto 223) ed il seguente raffigurante San Paolo (lotto 224) sono ideati inequivocabilmente come complementari anche sul piano compositivo.
Secondo lo studioso, tali dipinti sono attribuibili alla fase giovanile di Francesco De Mura, in un periodo caratterizzato da una marcata influenza solimenesca.
Tra le versioni finora individuate e qualitativamente comparabili si segnalano, in particolare, le coppie conservate in collezioni private a Bologna e a Foggia, menzionate da Mario Alberto Pavone, il San Paolo Apostolo custodito presso la Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna” di Bitonto e il San Pietro Apostolo transitato in asta Christie’s, Londra, 8 dicembre 2006, lotto 229 (per la fortuna iconografica delle tele cfr. V. Pugliese, Una questione demuriana. Tracce di un San Paolo apostolo giovanile, in Angeli, stemmi, confraternite, arte, a cura di M. Pasculli Ferrara, D. Donofrio Del Vecchio, 2007, pp. 449-462). -
Lotto 224 Francesco De Mura (Napoli 1696 – 1782) - San Paolo
cm 101 x 74
olio su tela
Si ringrazia il professor Riccardo Lattuada per la conferma dell'attribuzione dopo aver visionato l'opera su base fotografica.
Per informazioni storico-artistiche si veda il lotto precedente. -
Lotto 225 Attribuito a Carlo Francesco Nuvolone (Milano 1609 - 1662) - Il sogno di Giuseppe
cm 30,5 x 22,5
olio su tavola
La composizione recupera quella del dipinto di medesimo soggetto apparso sul mercato nel 1963 (Finarte, Milano, 19-20 novembre 1963, lotto 89) e successivamente pubblicato da Filippo Maria Ferro nel 2003 (cfr. F. M. Ferro, Nuvolone. Una famiglia di pittori nella Milano del '600, Soncino 2003, p. 322, fig. 4b).
Il dipinto presenta significative affinità formali con l’opera di identico soggetto eseguita in età giovanile da Carlo Francesco Nuvolone per la chiesa di Sant’Agostino a Como (Ferro, op. cit., p. 172). -
Lotto 226 Scuola lombarda, secolo XVII - Cristo e la Maddalena
cm 81,5 x 66
olio su tela, senza cornice
La composizione è correlata a un prototipo di Teodoro Ghisi (Mantova 1536-1601). -
Lotto 227 Scuola dell'Italia centrale, fine secolo XVII - inizi secolo XVIII - Sant'Agostino sorretto dagli angeli
cm 190 x 133
olio su tela
Nella collezione privata di provenienza per l'opera è ricordata un'attribuzione a Luca Giordano. -
Lotto 228 Cerchia di Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 – Firenze 1788) - Paesaggi fluviali con figure
cm 49,5 x 65,5 ciascuno
coppia, olio su tela, senza cornice
al retro di uno dei due dipinti antica iscrizione di inventario sulla tela 25 Zuccarelli -
Lotto 229 Cerchia di Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 – Firenze 1788) - Paesaggio fluviale con viandanti nei pressi di una cascata
cm 67 x 91
olio su tela
al retro etichetta di provenienza sul telaio: C.ssa LUDA di CORTEMILIA (Carmagnola)
La composizione è correlata al dipinto di Francesco Zuccarelli, conservato al Museo Diocesano di Milano, di formato più piccolo rispetto alla tela offerta nel lotto (cfr. F. Spadotto, Francesco Zuccarelli, Milano 2007, n. 172, p. 130, tav. XVII). -
Lotto 230 Francesco Graziani, detto Ciccio Napoletano (Napoli 1680 - 1730) - Scena di battaglia
cm 23 x 31,5
olio su tela -
Lotto 231 Francesco Graziani, detto Ciccio Napoletano (Napoli 1680 - 1730) - Scena militare con imbarco
cm 24,5 x 35
olio su tela -
Lotto 232 Leonardo Coccorante (Napoli 1680 - 1750) - Capriccio architettonico con figure
cm 124 x 99
olio su tela -
Lotto 233 Scuola veneta, secolo XVIII - Ritratto di gentiluomo con marsina bianca e parrucca
cm 47 x 36
olio su tavola ovale, senza cornice -
Lotto 234 Scuola francese, ultimo quarto del secolo XVIII - Ritratto di gentiluomo a mezzo busto
cm 64 x 53,5
olio su tela in ovale
firmato in basso a destra L. Boilly
Per il presente dipinto è stata proposta un’attribuzione a Louis-Léopold Boilly su base fotografica. -
Lotto 235 Attribuito a Ottavio Leoni (Roma 1578 - 1630) - Ritratto di gentiluomo a mezzo busto in abito scuro e colletto di pizzo bianco
cm 84 x 49
olio su tela -
Lotto 236 Scuola veneta, secolo XVIII - Ritratto di nobiluomo con manto di ermellino
cm 87,5 x 62
olio su tela -
Lotto 237 Scuola lombarda, fine secolo XVII-inizio XVIII - Natura morta con zucca, frutta e animali da cortile
cm 68,5 x 90
olio su tela -
Lotto 238 Ambito di Giacomo Nani - Natura morta con frutta, biscotti e ceramiche en plein air
cm 68 x 89
olio su tela -
Lotto 239 Andrea Benedetti (1615/20 - circa 1660) - Natura morta di uva, limoni, pesche e prugne su un piano con paesaggio sullo sfondo
cm 82 x 116
olio su tela
iscrizione in basso a sinistra con numero 8
ESPOSIZIONI
Firenze, Palazzo Strozzi, 14° Mostra Mercato Internazionale dell'Antiquariato, 21 settembre-13 ottobre 1985