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giovedì 28 maggio 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
Bartolomeo Mendozzi, detto il Maestro dell'Incredulità di San Tommaso (Leonessa 1600 - Roma post 1644) - San Bartolomeo
Bartolomeo Mendozzi, detto il Maestro dell'Incredulità di San Tommaso (Leonessa 1600 - Roma post 1644) - San Bartolomeo
cm 63,5 x 52
olio su tela
PROVENIENZA
The Art University Museum, Princeton, 1989;
Christie's, New York, 1989 (come cerchia di Dirck van Baburen).
Il dipinto è corredato da una lettera del professor Massimo Pulini del 14 novembre del 2025 che lo attribuisce a Bartolomeo Mendozzi da Leonessa, apprezzato pittore che svolse a Roma il proprio apprendistato presso la bottega del caravaggesco Bartolomeo Manfredi.
Il ritratto dell’uomo dalla folta barba che tiene in mano un coltello acuminato è identificabile con San Bartolomeo, l’apostolo martire scuoiato vivo in terra armena, intorno all’anno 68.
Il santo è raffigurato di tre quarti, il volto rubizzo è in ombra, in aperto contrasto con l’ampia fronte e con il luminoso mantello grigio perla che copre la spalla rivolta verso lo spettatore. Il viso dai lineamenti assai marcati ha la fronte corrugata che evidenzia un’espressione “riflessiva, parlante”, secondo la definizione di Pulini nella lettera che fa da corredo al dipinto.
Come quasi sempre nelle raffigurazioni seicentesche di ambito caravaggesco lo strumento del martirio viene messo in luce per dare maggior corpo al ritratto rappresentato. Il pittore, soffermandosi sui dettagli del volto e sui giochi di luce e di chiaroscuro, con grande maestria mette in posa il santo e riesce a evocarne la storia raffigurandone il busto di tre quarti.
L’attribuzione a Bartolomeo Mendozzi proposta dallo studioso, autore anche di una recente monografia sull’artista, è resa assolutamente inconfutabile dal confronto con diverse serie di apostoli ritratti a mezzo busto dal pittore, in cui i riferimenti stilistici, i tagli compositivi e le analoghe dimensioni delle tele confermano in maniera inequivocabile il riferimento alla sua mano e collocano la realizzazione dell’opera attorno al quarto decennio del Seicento.


