Pre-Asta Importanti Dipinti Antichi
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Lotto 278 Scuola Romana del XVIII secolo
Papa Clemente XI olio su tela cm 38 x 30 - con cornice 76 x 53 Giovanni Francesco Albani (Urbino, 23 luglio 1649 – Roma, 19 marzo 1721), è stato il 243º papa della Chiesa cattolica dal 1700 al 1721 -
Lotto 279 Gaetano Gandolfi (attribuito a)
(Bologna 1734 - Bologna 1802)
Ritratto di Cardinale con lettera olio su tela cm 85x64 - con cornice cm 102,5x82 -
Lotto 280 Pittore del XIX secolo
Ritratto di Papa Pio IX olio su tela cm 83 x 71,5 con cornice -
Lotto 281 Pittore Raffaellesco del XVI secolo
Ritratto di Prelato Olio su tavola cm 45x35 - in cornice cm 59x48 L’opera qui proposta mostra un’interessante relazione con il celebre Ritratto di Cardinale eseguito
da Raffaello Sanzio e conservato nel Museo del Prado a Madrid. L’esecuzione del dipinto deve
essere collocata in ambito raffaellesco, intorno alla metà del XVI secolo. -
Lotto 282 Johann Gottlieb Becker (attivo 1754-1777) (attribuito a)
Ritratto giovanile di Immanuel Kant olio su tela cm 74x62 - in cornice cm 91,3x79,3 Raffinato ritratto a mezzo busto del celebre filosofo illuminista, raffigurato in età giovanile con abito scuro e parrucca secondo la moda del tempo. Il soggetto è colto nell’atto di presentare un foglio manoscritto, verosimilmente una dissertazione in latino, allusione alla sua attività accademica. L’impostazione sobria, lo sfondo neutro e la delicata resa fisiognomica rimandano alla ritrattistica colta tedesca della seconda metà del Settecento. L’iscrizione latina lungo il margine identifica il personaggio e ne sottolinea il ruolo universitario. -
Lotto 283 Pittore senese del XVIII secolo
Ritratto di Enea Piccolomini delle Papesse olio su tela cm 90x64 - con cornice cm 98,5x73 Iscrizione in basso: Enea Piccolomini delle Papesse -
Lotto 284 Pittore Bolognese XVI secolo
Ritratto maschile olio su rame cm 23x18,5 - con cornice 49x44,5 -
Lotto 285 Aurelio Martelli, detto Il Mutolo
(Siena 1644 - Siena 1721)
San Girolamo Olio su tela cm 86,5x69 - con cornice cm 101x82,5 Firmato e datato "23 giugno 1663"
Questo quadro raffigura San Girolamo nello studio mentre scrive ed è firmato e datato da Aurelio Martelli, detto il Mutolo, pittore senese attivo nella seconda metà del Seicento. La firma autografa dell’artista appare sulla pagina del libro che il santo tiene tra le mani, come se fosse lo stesso San Girolamo a scriverla. Il testo, parzialmente illeggibile, recita: Io Aurelio Martelli ho fatto questo santo e l’ho cavato da una abbozzatura di Pietro Sorri, pittore celebre (...) l'avvenire (...) meglio in un altro quadro. Piacerà a Dio. 23 giugno 1663. La scritta rivela il metodo di lavoro di Martelli, che sviluppava le opere a partire da studi e abbozzi di maestri precedenti, seguendo le indicazioni del proprio insegnante. Questo documento diretto offre un raro esempio della sua pratica artistica e del legame con la tradizione pittorica senese del XVII secolo. Il quadro mostra attenzione ai dettagli, cura compositiva e un’esplicita espressione di devozione religiosa.
Da Martelli si conoscono alcune opere documentate o tradizionalmente a lui attribuite, tra cui il Martirio di San Bartolomeo e la Madonna in trono col Bambino e santi conservate nella chiesa di San Bartolomeo a Orgia (Sovicille, Siena). A lui viene altresì attribuito il ritratto di Giovanni di Ambrogio Sansedoni (XVII secolo), sebbene alcune attribuzioni rimangano ancora incerte. Le opere di Martelli riflettono l’attività di un pittore senese del Seicento, ancora poco studiato, di cui restano testimonianze frammentarie sia della produzione pittorica sia della biografia. -
Lotto 286 Pittore emiliano del XVII secolo
Sacra Famiglia con san Giovannino e sant’Elisabetta olio su tela cm 92,5x72 - con cornice cm 111x91 Un’incisione di Edme Bovinet (1767–1832), contenuta nell’opera in quattro volumi Galerie du
Musée Napoléon, redatta da Joseph Lavallée e pubblicata nel 1804, attesta che l’invenzione
compositiva della Sacra Famiglia con san Giovannino e sant’Elisabetta qui proposta sia da riferire
al pittore parmense Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto Parmigianino. -
Lotto 287 Pittore genovese del XVII secolo
Cristo portacroce olio su tela cm 93,5x67 - con cornice cm 120x93 L’opera appare riconducibile all’ambito della pittura genovese del XVII secolo, in cui la lezione caravaggesca viene recepita e reinterpretata attraverso una sensibilità più lirica e composta. -
Lotto 288 Pietro Novelli il Monrealese (attribuito a)
(Monreale 1603 - Palermo 1647)
San Paolo Apostolo Olio su tela cm 55,5x42,5 con cornice cm 65x52 L’uomo barbuto raffigurato nell’opera qui in esame, intento a impugnare una spada, deve essere
interpretato con ogni evidenza come San Paolo. Il dipinto è inoltre verosimilmente da considerarsi
un frammento di una composizione originariamente più ampia, forse concepito per essere affiancato
alla corrispondente raffigurazione di San Pietro. Il dipinto può essere ragionevolmente ascritto alla
produzione del pittore Pietro Novelli, importante pittore siciliano attivo nel XVII secolo e noto
anche per una produzione di figure di vecchi barbuti caratterizzate da forte realismo e intensità
espressiva. Si tratta, come testimoniato anche dal dipinto qui proposto, di una produzione
fortemente intrisa di caravaggismo. -
Lotto 289 Scuola napoletana del XVII secolo
Filosofo Olio su tela cm 123x95 - con cornice cm 138x110,5 -
Lotto 290 Pellegrino Tibaldi (attribuito a)
(Puria di Valsolda 1527 - Milano 1596)
Madonna col Bambino e San Giovannino olio su tavola cm 73x50,5 - con cornice cm 86,5x65,5 L’opera qui presentata, una Madonna col Bambino e San Giovannino, può essere avvicinata alla
produzione pittorica di Pellegrino Pellegrini (detto “Pellegrino Tibaldi”), importante architetto e
pittore italiano nato a Puria (Como) nel 1527 e morto a Milano nel 1596. Tralasciando la sua
celebre attività architettonica, in cui seppe elaborare in modo formidabile i principi della
Controriforma attraverso edifici sobri e funzionali, il Tibaldi si affermò anche come un notevole
pittore manierista, in grado di interpretare con grande personalità lo stile michelangiolesco. In
questo senso le sue opere si caratterizzano per la presenza di corpi robusti e pose dinamiche e
complesse, in parte ispirate ai modelli di Michelangelo ma anche frutto di una capacità di
osservazione vasta e diversificata (a cui contribuì la sua formazione, spesa tra diversi centri come
Roma, Bologna, Marche e Lombardia). A questa impronta squisitamente manierista, Pellegrino
Tibaldi seppe coniugare una notevole intensità emotiva e devozionale, resa soprattutto attraverso
accordi cromatici ricercati, chiaroscuro marcato e scorci audaci. Rispetto alla ricostruzione del
catalogo del pittore è di fondamentale importanza l’Adorazione del Bambino custodita presso la
Galleria Borghese di Roma. Si tratta della prima opera certa del Tibaldi, firmata e datato al 1549
quando egli, appena ventiduenne, si trovava a Roma per un soggiorno formativo (dove aveva potuto
conoscere l’arte di Raffaello e, soprattutto, quella di Michelangelo). L’opera qui proposta mostra,
rispetto al dipinto della Galleria Borghese, delle evidenti assonanze formali nella gestualità dei
personaggi, nelle fisionomie e nel suggestivo uso del chiaroscuro. -
Lotto 291 Pittore del XVIII secolo
Sacra Famiglia con San Giovannino e un angelo olio su tela cm 108x150 - con cornice cm 120x161 -
Lotto 292 Giovanni Battista Beinaschi (attribuito a)
(Torino 1636 - Napoli 1688)
Adorazione dei Magi olio su tela cm 73x92,5 - con cornice cm 89x108 -
Lotto 293 Orazio Riminaldi (attribuito a)
(Pisa 1593 - Pisa 1630)
Davide con la testa di Golia Olio su tela cm 127x96 - in cornice cm 152x124 -
Lotto 294 Erasmus Quellinus il Giovane
(Anversa 1607 - Anversa 1678)
Madonna con Bambino, San Giovannino e Santa Elisabetta olio su tela cm 147x110 Figlio dello scultore Erasmus Quellinus I, Erasmus Quellinus il Giovane è stato un pittore fiammingo, incisore, disegnatore e progettista di arazzi che lavorò in vari generi, tra cui la pittura storica, il ritratto, l'allegoria, la battaglia e la pittura di animali. Fu allievo di Peter Paul Rubens e uno dei suoi più stretti collaboratori negli anni 1630. Dopo la morte di Rubens nel 1640, divenne uno dei pittori di maggior successo delle Fiandre. Le opere di Quellinus si trovano in diversi musei europei, come il Museo del Prado di Madrid, la Galleria Nazionale di Vienna, l'Alte Pinakothek di Monaco, l'Ermitage di San Pietroburgo, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo Nazionale di Arte Antica di Lisbona, il Museo di Belle Arti di Anversa, il Museo Suerdmont-Ludwig di Aquisgrana, la Gemäldegalerie di Berlino e il Museo Reale di Belle Arti di Bruxelles.
Il dipinto, raffigurante una Sacra Famiglia con Santa Elisabetta e San Giovannino, si ispira a Rubens e si conoscono diverse repliche. Va confrontato con l'incisione di Schelte Admas Bolswert che riproduce la Sacra Famiglia di Rubens, conservata nella raccolta dell'Earl of Lonsdale nel Lowther Castle, e della quale esiste una copia nella Galleria Palatina a Firenze, attribuita a Jan van den Hoecke. Si tratta di una versione giovanile di Quellinus, molto simile a quella riprodotta nel catalogo ragionato dell'artista di De Bruyn. -
Lotto 295 Scuola Genovese del XVII secolo
Giuseppe venduto dai fratelli olio su tela cm 43x5x57 - con cornice cm 52 x 68 -
Lotto 296 Bottega dei Bassano XVII secolo
Filatrici, arrotino e figura in preghiera olio su tela cm 87x120 - con cornice cm 112x146 La composizione è riconducibile a un modello diffuso nell’ambito della bottega di Francesco Da Ponte, detto Bassano il Giovane, di cui non è nota una versione autografa certa, ma numerose redazioni e varianti. Esemplari analoghi sono documentati presso le collezioni delle Gallerie degli Uffizi, nonché in raccolte internazionali quali Kassel, Copenaghen, Würzburg e Treviso -
Lotto 297 David Teniers II (copia da)
(Anversa 1610 - Bruxelles 1690)
La tentazione di Sant'Antonio olio su tela cm 61x50 - con cornice cm 78x65 -
Lotto 298 Pittore del XVIII secolo
Diana e Atteone olio su tela cm 95x76 - con cornice cm 99x80,5 -
Lotto 299 Cornelis van Poelenburgh (attribuito a)
(Utrecht 1594/95 - Utrecht 1667)
Paesaggio con ninfe olio su tavola cm 32x40 - con cornice cm 43x52 In questa tavola sono evidenti i richiami allo stile di Cornelis van Poelenburgh, grande pittore olandese nato a Utrecht intorno al 1594, che visse a Firenze al servizio della corte granducale, lasciando un consistente numero di opere nelle collezioni medicee. Il dipinto può essere datato probabilmente tra il 1621 e il 1627, durante il suo soggiorno a Roma. In primo piano verso la destra sono raffigurate tre ninfe di figure robuste e solide, un'interpretazione illusoria del nudo femminile, che rimanda alla tradizione della scultura antica. Sullo sfondo, si apre un paesaggio laziale caratterizzato da linee sinuose che sfumano verso l'orizzonte. -
Lotto 300 Pittore dell'Italia centrale del XVIII secolo
Adorazione dei Magi Olio su tela cm 103x94 -
Lotto 301 Victor Mahu
(Anversa 1647 - Anversa 1700)
Interni di osteria coppia di olii su tela cm 58x84 - in cornice cm 71x96 Firmato in basso a sinistra "Victor Mahues"
Victor Mahu, figlio di Cornelis Mahu (1613-1689) e di Brigitta Wolfvoet (†1652), è archiviato nel Netherlands Institute for Art History anche con le varianti del nome Victor Mahy o Hector Mahu. Fu registrato come "wijnmeester" (figlio di un maestro) presso la Gilda di San Luca ad Anversa tra il 18 settembre 1689 e il 18 settembre 1690 (Rombouts/Van Lerius 1872/1961). Essendo celibe (jonckman), redasse il proprio testamento insieme alla sorella Maria Catharina il 27 agosto 1693 (van Hemeldonck 2007).
Questi due dipinti raffigurano interni di osteria, offrendo uno spaccato autentico della vita quotidiana nel Seicento nelle Fiandre, in particolare nell’area di Anversa. Le scene mostrano avventori intenti a bere, conversare e trascorrere momenti di svago in un ambiente semplice e accogliente. L’arredamento in legno grezzo contribuisce a creare un’atmosfera calda e familiare. In entrambe le opere emerge con chiarezza il ruolo centrale dell’osteria come luogo di incontro e condivisione nella cultura sociale dell’epoca.