Pre-Asta Importanti Dipinti Antichi
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Lotto 230 Jan Frans van Bredael (attribuito a)
(Anversa 1686 - Anversa 1750)
Battaglia olio su tela cm 31x42 – con cornice cm 52x64 Membro prominente della terza generazione della famiglia van Bredael di pittori di Anversa, cominciò la sua carriera con suo padre Alexander e con Jacob de Witte, specializzandosi nei soggetti equestri. Nella sua produzione, oltre a battaglie e temi militari, figurano diverse scene di caccia e alcuni mercati di cavalli. Dopo un soggiorno in Inghilterra, nel 1725 si stabilì definitivamente ad Anversa, dove Luigi XV di Francia acquistò diversi suoi dipinti di piccolo formato. -
Lotto 231 Giovanni Luigi Rocco, attivo all'inizio del sec. XVIII
Scontro di cavalieri cristiani e turchi olio su tela cm 29,5x38 - in cornice cm 45,5x52 Firma illeggibile in baso a destra
attivo tra 1701 e 1750 -
Lotto 232 Jan van Huchtenburgh
(Haarlem 1647 - Amsterdam 1733)
Soldati e cavalieri in sosta olio su tela cm 54,5x67,5 - con cornice cm 76x90 Firma indistinta in basso a sinistra
Il dipinto raffigura un accampamento militare animato da soldati a cavallo e a terra, colti in momenti di sosta e conversazione, con cavalli sellati e tende disposte ai margini della scena. La composizione si apre su un ampio paesaggio con una veduta urbana sullo sfondo, immersa in una luce calda e atmosferica. L’attenzione al dettaglio narrativo, la vivace caratterizzazione delle figure e la solida resa dei cavalli riflettono pienamente i modi di Jan van Huchtenburgh, noto interprete della pittura di soggetto militare e di genere tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo.
Dal 1708 al 1709 fu al servizio di Eugenio di Savoia, per il quale realizzò numerose scene di battaglia, tra cui la celebre serie delle 'Battaglie Sabaude' oggi conservata a Torino, nella Galleria Sabauda. La sua carriera europea fu lunga e di grande successo, con un corpus di opere ampio e apprezzato; sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche quali il Rijksmuseum di Amsterdam, i Musei Reali delle Belle Arti di Bruxelles, oltre che in prestigiose collezioni private. -
Lotto 233 Pittore del XVIII secolo
Grotta con rovine e cavaliere olio su tela cm 48x58 - con cornice cm 66x77 -
Lotto 234 Pittore fiammingo del XVIII secolo
Partenza per la caccia Olio su tavola cm 25x20 - in cornice cm 34x28 -
Lotto 235 Lacroix de Marseille
(Marsiglia 1700 - Berlino 1779/82)
Coppia di vedute marine con velieri e pescatori Olio su tela cm 42 x 31 ciascuno - in cornice cm 51 x 41 -
Lotto 236 Bartolomeo Bimbi
(Settignano 1648 - Firenze 1729)
Coppia di dipinti: Natura morta con fiori coppia di olii su tela cm 26x41 – con cornice cm 41x56 -
Lotto 237 Pittore del XVIII secolo
Natura Morta con due pavoni olio su tela cm 112,5x139,5 - con cornice cm 118x145 -
Lotto 238 Pittore del XVIII secolo
Natura morta con cigni olio su tela cm 112,5x139,5 - con cornice cm 118x145 -
Lotto 239 Felice Fortunato Biggi (ambito di)
(Parma metà sec. XVII - Verona dopo il 1680)
Vaso di fiori con putti e frutti olio su tavola cm 22x28 - con cornice cm 36x42 -
Lotto 240 Franceso Lavagna
(attivo a Napoli nel XVIII secolo)
Natura morta con vasi di fiori e frutta olio su tela cm 104x159 -
Lotto 241 Pittore del XVIII secolo
Natura morta con fiori, farfalla e lettere olio su tela cm 85x110 Firmato in basso a sinistra (Emanuel..??) -
Lotto 242 Pittore fiammingo del XVII secolo
Natura morta di selvaggina olio su tela cm 122x163 - con cornice cm 140x163 -
Lotto 243 Pieter Schoubroeck
(Hessheim 1570 ca. - Frankenthal 1607)
La predica del Battista tra una folla di astanti in un paesaggio olio su tela cm 62x73,5 - con cornice cm 78,5x89 Si riporta integralmente la scheda redatta dal Professor Eduard A. Safarik in data 18 giugno 1990, nella quale si attribuisce il dipinto a Pieter Schoubroeck (Hessheim, circa 1570 – Frankenthal, 1607).
Allievo, forse, di Gillis van Coninxloo, l’artista fu attivo in Italia intorno al 1595, contribuendo significativamente alla diffusione dei caratteri peculiari della scuola di Frankenthal, in particolare per quanto concerne le ambientazioni paesistiche in soggetti di carattere mitologico, biblico o tratti dalla storia classica. Il dipinto in esame si configura come esemplare rappresentativo di tale poetica espressiva, basata su una narrazione densa, popolata da una moltitudine di figurine, in cui la scena principale raramente domina, risultando piuttosto assorbita nell’insieme compositivo. Quest’ultimo si distingue per un equilibrato bilanciamento tra vivaci notazioni figurative, rese con cromatismo brillante e gradevole, e puntuali sottolineature paesaggistiche, chiaroscurate e ben delineate — tipiche, in questo caso, le imponenti querce.
Tra le opere utili al confronto, si segnalano strette analogie con il dipinto su rame di identico soggetto conservato presso lo Herzog Anton Ulrich Museum di Braunschweig, nonché con il quadro Cristo guarisce un malato della Staatliche Gemäldegalerie di Kassel. Opere come quella qui analizzata, per la loro peculiare meticolosità descrittiva, devono infine essere considerate come imprescindibili precedenti per la formazione di Adam Elsheimer. -
Lotto 244 Jan Griefier
(Amsterdam 1645 - Londra 1718)
Paesaggio con fiume e paese olio su tela cm 50x58 – con cornice cm 67x75 -
Lotto 245 Pittore romano del XVII secolo
Paesaggio con ponte e casolare olio su tela cm 74x98 - con cornice cm 94x118 -
Lotto 246 Pittore italianizzante. XVIII secolo
Paesaggio di paese con montagna olio su tela cm 61,5x84 - con cornice cm 75x98 -
Lotto 247 Vittorio Amedeo Cignaroli (attribuito a)
(Torino 1730 - Torino 1800)
Paesaggio classico con rovine e figure olio su tela cm 95,5x125 - con cornice cm 109x138,5 Suggestiva veduta paesaggistica costruita secondo un impianto scenografico, con una quinta arborea sulla sinistra che introduce lo sguardo verso l’apertura luminosa sul lago e sul paesaggio retrostante. In primo piano, una coppia di figure anima la scena, mentre poco oltre un ponte ligneo attraversa un corso d’acqua.
Sulla destra si impone un’architettura classica in rovina. Sullo sfondo, la veduta si apre verso una distesa lacustre e rilievi montuosi, resi con una luce calda e atmosferica.
La scena, costruita secondo i canoni del paesaggio ideale, si inserisce nella tradizione del paesaggio veneto del XVIII secolo, mostrando affinità con la produzione di Vittorio Amedeo Cignaroli per l’equilibrio compositivo e la resa luministica. -
Lotto 248 Pittore del XVIII secolo
Paesaggio con figure olio su tela cm 88x120,5 - con cornice cm 106x138,5 -
Lotto 249 Scuola veneta del XVIII secolo
Paesaggio collinare con fiume e caseggiati olio su tela cm 29,2 x 44 - in cornice cm 35,5 x 50,4 -
Lotto 250 Marco Ricci (attribuito a)
(Belluno 1676 - Venezia 1730)
Paesaggio innevato raffigurante un villaggio con torre e figure olio su tela cm 128,5x210 - con cornice cm 152x233 Il dipinto in esame, che raffigura un paesaggio innevato con alberi spogli, edifici e figure, può
essere ricondotto alla produzione del pittore veneto Marco Ricci (nipote di Sebastiano Ricci, con il
quale collaborò alla realizzazione di diverse opere). La sua pittura di paesaggio si distingue per la
costruzione di scenari naturali immaginari o idealizzati, arricchiti da elementi come rovine, rilievi
montuosi e alberi piegati dal vento. Questo tipo di produzione si inserisce in una tradizione che
richiama, pur a distanza cronologica, l’esempio di Tiziano Vecellio, il cui modo di intendere i brani
paesaggistici costituisce un riferimento importante per Ricci. Al tempo stesso, nelle sue opere si
riconoscono anche influenze di Salvator Rosa (nelle atmosfere aspre e drammatiche) e di
Alessandro Magnasco (nella pennellata rapida e disinvolta). Molto rilievo è dato agli effetti di luce
e alle condizioni atmosferiche, elementi che rendono le composizioni dei paesaggi di Ricci
particolarmente affascinanti. Nei suoi dipinti compaiono, inoltre, piccole figure inserite come
elementi secondari nel paesaggio e, come nell’opera qui in esame, impegnate in varie attività che
contribuiscono a vivacizzare la scena complessiva. -
Lotto 251 Scuola veneta del XVIII secolo
Coppia di paesaggi con figure olio su tela a) cm 88,5x121 - con cornice cm 106x138; b) cm 88x121,5 - con cornice cm 105,5x138,5 -
Lotto 252 Alessio De Marchis
(Napoli 1684 - Perugia 1752)
Coppia di dipinti: A) Paesaggio collinoso con casolare diroccato e torrente B) Paesaggio con rocce e mulino su un fiume olio su tela cm 44x57 – con cornice cm 54x67,5 Uno dei più interessanti paesaggisti dell'area culturale centro-meridionale tra il Seicento e il Settecento, studiò a Roma nella bottega di Philipp Peter Roos. La sua formazione artistica fu inoltre influenzata dagli esempi lasciati da Gaspard Dughet e Salvator Rosa, attivi tra Roma e Napoli. La sua carriera subì un'importante svolta quando divenne protetto dalla famiglia papale degli Albani, dopo l'episodio in cui, nel tentativo di rendere più realistica una delle sue opere, De Marchis appiccò il fuoco ai granai annonari di Roma per catturare con maggiore verosimiglianza l'effetto degli incendi. Questo gesto gli costò una condanna a un lungo periodo di detenzione, trascorso a Castel Sant'Angelo. Successivamente, l’artista si trasferì a Urbino, dove lavorò per il cardinale Annibale Albani, nipote di Clemente XI, e realizzò numerose opere per la famiglia papale, oltre che per il clero e il patriziato locale.
Le sue composizioni, caratterizzate da pennellate rapide e sciolte, sono eseguite con una libertà esecutiva che emerge in ogni tocco di colore. Le due opere qui presentate appartengono alla fase matura dell'artista e si inseriscono nel ciclo di trentaquattro dipinti che egli realizzò per la Cattedrale di San Lorenzo a Perugia. -
Lotto 253 Pittore del XVIII secolo
Veduta del Campidoglio olio su tela cm 74x88