Pre-Asta Photo Week
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Lotto 1001 Autori vari - Esplorazioni sulla via Emilia. Vedute nel paesaggio, 1986
cm 21 x 29 x 1,5
Fotolibro
Prima edizione ì, 139 pagine
Immagini di O. Barbieri, G. Basilico, V. Castella, G. Chiaramonte, N. Criscienti, V. Fossati, O. Galliani, L. Ghirri, G. Guidi, M. Jodice, K. Kinold, C. Nori, C. White, M. Willman
“La fotografia può porsi in rapporto con questi luoghi con cresciuta consapevolezza e assieme a questa riuscire contemporaneamente a meravigliarsi, o a restare stupiti come se fosse la prima volta che guardiamo questo territorio stracolmo di storie, segni e memorie” scriveva Luigi Ghirri a proposito della via Emilia ed è con questo spirito che aveva dato vita a un progetto confluito nel 1986 in una mostra esposta a Reggio Emilia, Bologna, Ferrara e in un libro Esplorazioni sulla Via Emilia che costituisce il giusto elemento di collegamento fra Viaggio in Italia di due anni prima e il successivo Paesaggio italiano che nel 1989 ribadiva la necessità di dar vita a un modo diverso di guardare il paesaggio capace di rifiutare ogni gerarchia fra le apparenze. In Esplorazioni Ghirri non solo raccoglieva attorno a sé un gruppo di fotografi che condividevano questa nuova visione ma creava anche un rapporto di sintonia con la scrittura affidata alla penna di autori come Italo Calvino, Tonino Guerra, Giorgio Messori e, ovviamente, Gianni Celati. Muovendosi in un percorso che da Rimini conduce a Piacenza, ognuno con i propri mezzi espressivi, tutti raccontavano i profondi mutamenti e le grandi trasformazioni di un territorio “mantenendo vivo il rapporto fra immagine e scrittura” per registrare nuove sensazioni, scavare nelle memorie, suscitare desideri usando la via Emilia non solo come filo conduttore ma anche come metafora del nostro rapporto con il territorio.
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Lotto 1002 Olivo Barbieri (1954) - Rimini, 1984
cm 29,7 x 38,6 (cm 24,4 x 31,6 immagine)
Stampa cromogenica vintage
Titolata, firmata e datata a matita al margine bianco inferiore recto
Opera in cornice
Olivo Barbieri (Carpi, Modena 1954) si avvicina alla fotografia nei primi anni ’70 a Bologna dove frequenta quella straordinaria fucina di talenti che era il DAMS. Affascinato dalle luci artificiali che illuminano la notte dei centri urbani, le usa per i primi lavori con cui si segnala a Luigi Ghirri che nel 1984 lo inserisce, il più giovane fra i partecipanti, al grande progetto “Viaggio in Italia”. Negli anni Novanta viaggia in Oriente e segnatamente in Cina sviluppando un diverso stile: i paesaggi e le architetture sono realizzati con riprese aeree e una messa a fuoco selettiva che ne evidenzia solo alcuni piani. Si afferma a livello internazionale con mostre – dalla Biennale di Venezia alla Triennale di New York – cataloghi e video.
Le due immagini qui proposte sono esempi particolarmente significativi di due modi diversi e complementari di osservare la realtà che caratterizzano la visione di uno dei più interessanti fotografi che hanno caratterizzato l’interpretazione contemporanea del paesaggio soprattutto urbano allontanando decisamente la prevedibilità in favore di una seducente teatralità. Lo fa usando, è il caso della fotografia scattata a Roma, una composizione frontale di rigore assoluto dove la simmetria diviene equilibrio che viene sottolineato dalla delicatezza cromatica dell’insieme scelta per alludere alle atmosfere della città. Completamente diversa, proprio per sottolineare il forte dinamismo ché attraversa la spettacolare rivoluzione urbanistica che lì si sta realizzando, è la fotografia scattata a Shangai con una ripresa audace che invita lo sguardo a perdersi fra le strutture della costruzione.
Questo lotto è soggetto a diritto di seguito -
Lotto 1003 Olivo Barbieri (1954) - Shangai, 1990s
cm 123 x 182
C-print vintage
Edizione di 6
Opera in cornice
Opera accompagnata da Certificato d'expertise rilasciato da Isabella Brancolini
Olivo Barbieri (Carpi, Modena 1954) si avvicina alla fotografia nei primi anni ’70 a Bologna dove frequenta quella straordinaria fucina di talenti che era il DAMS. Affascinato dalle luci artificiali che illuminano la notte dei centri urbani, le usa per i primi lavori con cui si segnala a Luigi Ghirri che nel 1984 lo inserisce, il più giovane fra i partecipanti, al grande progetto “Viaggio in Italia”. Negli anni Novanta viaggia in Oriente e segnatamente in Cina sviluppando un diverso stile: i paesaggi e le architetture sono realizzati con riprese aeree e una messa a fuoco selettiva che ne evidenzia solo alcuni piani. Si afferma a livello internazionale con mostre – dalla Biennale di Venezia alla Triennale di New York – cataloghi e video.
Le due immagini qui proposte sono esempi particolarmente significativi di due modi diversi e complementari di osservare la realtà che caratterizzano la visione di uno dei più interessanti fotografi che hanno caratterizzato l’interpretazione contemporanea del paesaggio soprattutto urbano allontanando decisamente la prevedibilità in favore di una seducente teatralità. Lo fa usando, è il caso della fotografia scattata a Roma, una composizione frontale di rigore assoluto dove la simmetria diviene equilibrio che viene sottolineato dalla delicatezza cromatica dell’insieme scelta per alludere alle atmosfere della città. Completamente diversa, proprio per sottolineare il forte dinamismo ché attraversa la spettacolare rivoluzione urbanistica che lì si sta realizzando, è la fotografia scattata a Shangai con una ripresa audace che invita lo sguardo a perdersi fra le strutture della costruzione.
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Lotto 1004 Gabriele Basilico (1944 - 2013) - Matosinhos, 1996
cm 31 x 40 (cm 25 x 37 immagine)
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento, stampata 1999
Edizione 9 di 25
Titolata, datata, numerata e firmata a matita al verso con timbro a secco del fotografo al margine bianco inferiore recto
Opera in cornice
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Lotto 1005 Gabriele Basilico (1944 - 2013) - Milano, 1980s
cm 40,4 x 30,9 (cm 31,5 x 21,8 immagine)
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
Timbro del fotografo al verso
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Lotto 1006 Gabriele Basilico (1944 - 2013) - Roma, 2007
cm 79 x 99
Stampa ai pigmenti vintage, stampata 2008
Edizione 1 di 15
Etichetta didascalica del fotografo con firma a penna nera applicata al verso della cornice
Opera in cornice
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Lotto 1007 Gianni Berengo Gardin (1930 - 2025) - Parigi, Francia, 1954
cm 30,8 x 40,1 (cm 25,9 x 35 immagine)
Stampa alla gelatina ai sali d'argento stampata 2001
Titolata, datata, dedicata e firmata a penna nera con timbro del fotografo e timbro VERA FOTOGRAFIA al verso
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Lotto 1008 Gianni Berengo Gardin (1930 - 2025) - Toscana, 1960
cm 30 x 40,2 (cm 22,5 x 29,3 immagine)
Stampa successiva alla gelatina ai sali d'argento
Timbro del fotografo al verso
BIBLIOGRAFIA
Gianni Berengo Gardin, Vera Fotografia. Reportage immagini incontri, Contrasto, Milano, 2020, pp. 44-45
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Lotto 1009 Gianni Berengo Gardin (1930 - 2025) - Gran Bretagna, 1977
cm 30,5 x 40,3 (cm 26 x 37,7 immagine)
Stampa alla gelatina ai sali d'argento, stampata 2010
Firmata, titolata e datata a penna blu con timbri del fotografo e timbro VERA FOTOGRAFIA al verso
Opera in cornice
BIBLIOGRAFIA
Gianni Berengo Gardin - Viaggio in Gran Bretagna, Editphoto, Milano, 1978, copertina
Gianni Berengo Gardin, Ed. Contrasto, Milano, 2005, p. 87
G. Meroni (a cura di), Gianni Berengo Gardin, Galleria Elleni, Bergamo, 2009
Gianni Berengo Gardin, Vera Fotografia. Reportage immagini incontri, Contrasto, Milano, 2020, p. 47
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Lotto 1010 Antonio Biasucci (1961) - Coppia di giovani abbracciati davanti al mare, 1983
cm 21,2 x 30,4 (cm 18 x 27,6 immagine))
Stampa vintage alla gelatina sali d'argento
Timbro del fotografo al verso
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Lotto 1011 Antonio Biasucci (1961) - Castel Volturno. Uomo con velo da sposa passeggia in riva al mare, 1985
cm 23,8 x 30,4 (cm 18 x 27,8 immagine)
Stampa vintage alla gelatina sali d'argento
Firmata e datata a matita al verso
Opera in cornice
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Lotto 1012 Mario Bonzuan (1904 - 1982) - Omaggio a Guardi, 1953
cm 40,2 x 30,3
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
Timbri del fotografo ed etichetta espositiva al verso
ESPOSIZIONI
VIII Coppa A.F.I., Torino, 1953
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Lotto 1013 Mario Bonzuan (1904 - 1982) - Estate, 1950s
cm 39,6 x 30,6
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
Timbro del fotografo ed etichetta didascalica al verso
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Lotto 1014 Piergiorgio Branzi (1928 - 2022) - Portfolio "10 Fotografie", 1953/1957
cm 25 x 18 circa (cm 18 x 18 circa immagine) ciascuna ; cm 43 x 33 x 5,5 cofanetto
Dieci stampe a getto d'inchiostro in cofanetto originale
Edizione 28 di 50
Ciascuna firmata a penna nera con timbro del fotografo al verso e numerata con numero progressivo a matita al margine bianco inferiore recto
Portfolio per Cassa Lombarda, titoli: Natura Morta, Muro a Fiorio, Muro Bianco, Muro Nero, Parigi Muro, Firenze Vicolo de' Donati, Villaggio nella Sierra Segura, Mykonos, Adriatico, Adriatico
Piergiorgio Branzi (Signa, Florence 1928 - Campagnano di Roma, Rome 2022) dichiaratamente influenzato dalla severità dell’arte toscana, inizia a fotografare nei primi anni ’50, viaggiando in motocicletta nelle zone più depresse del Meridione e del Veneto come di Grecia e Spagna, realizza reportage pubblicate su Il Mondo di Mario Pannunzio. Passato al giornalismo scritto e poi assunto in Rai, nel 1962 è il primo corrispondente occidentale a Mosca prima di passare a Parigi e viaggiare poi nel mondo come inviato speciale. In quegli anni fotografa per sé e solo negli anni ’90 ricompare con mostre e libri che ne certificano la grandezza.
Lo sguardo del reportagista che era stato si ritrova anche nelle fotografie singole come quelle qui proposte. Colpisce, infatti, la capacità di cogliere molti elementi per farli confluire in una sola immagine che ben li rappresenti, una lezione questa acquisita facendo propria la lezione di Cartier-Bresson. Anche dal punto di vista stilistico Branzi è un vero indipendente: anche se è evidente la predilezione per le stampe in high key, di cui era maestro Giuseppe Cavalli, non ne condivide l’estetica crociana ma è molto più vicino al colto documentarismo di Luigi Crocenzi. Preziose per tutte queste ragioni il portfolio qui presentato dove ci si trova di fronte ad alcune delle sue fotografie più note spaziando dall’ironia che Branzi sa cogliere perfino riprendendo un muro, alle note composizioni dove lo spazio è quello di una scena di gusto teatrale.
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Lotto 1015 Alfredo Camisa (1927 - 2007) - Magri pascoli, 1956
cm 24 x 30,4 (cm 19,7 x 29,8 immagine)
Stampa alla gelatina ai sali d'argento
Timbro Archivio Fotografico Alfredo Camisa al verso
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Lotto 1016 Alfredo Camisa (1927 - 2007) - Dal ciclo Alfabeto Urbano: A, 1957
cm 40,5 x 30,5 (cm 36,3 x 29,2 immagine)
Stampa alla gelatina i sali d'argento, stampata 2005
Edizione 1 di 5
Firmata a matita al verso con etichetta didascalica al verso della cornice
Opera in cornice
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Lotto 1017 Virgilio Carnisio (1938) - Milano, via Ripamonti 342, 1966
cm 30,4 x 40,2
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
Edizione 3 di 12
Titolata, firmata e numerata a penna nera con timbro del fotografo e timbro Circolo Fotografico Politecnico di Milano al verso
Virgilio Carnisio (Milano 1938) inizia a fotografare nei primi anni ’60 e, temendo che una falsa interpretazione della modernità potesse cancellare le classiche architetture della sua città, vagabondando fra centro e periferia documenta in bianco e nero cortili, case di ringhiera, osterie, quartieri come l’Isola e il Garibaldi, vecchie botteghe, laboratori artigiani col taglio antropologico e sociale caro al classico reportage. Crea così, in mostre e libri particolarmente accurati, un’indagine articolata di Milano cui accosta indagini sulla Valsesia e su realtà di Europa, Asia e America, mete dei suoi viaggi.
Gli aspetti più interessanti dei lavori di questo genere non risiedono sulla tecnica ma sulla capacità progettuale che li anima. Virgilio Carnisio usa una normale reflex Pentax (anche se agli esordi altre fotocamere), obiettivi mai spinti né grandangoli estremi né teleobiettivi esagerati, pellicole in bianco e nero: un’attrezzatura funzionale a produrre fotografie ben calibrate dove luci e ombre sono sempre equilibrate. Detto questo, ciò che conta è il suo sguardo che coglie con inquadrature sempre precise soggetti che forse per molti non erano neppure da considerare. Così la grande collezione di facciate di ristoranti, bar, vinerie, negozi alimentari diventano oggi testimonianze della storia milanese come anche documenti antropologici di come eravamo. Quando, invece, si trova di fronte a una locomotiva, Carnisio sposta lo sguardo in leggera diagonale per esaltarne il movimento e sceglie l’attimo in cui il fumo crea il giusto compimento di una immagine impeccabile.
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Lotto 1018 Virgilio Carnisio (1938) - Romagnano Sesia (NO), 1966
cm 27,3 x 34,8
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
Edizione 4 di 12
Firmata, titolata e numerata a penna nera con timbro del fotografo al verso
Virgilio Carnisio (Milano 1938) inizia a fotografare nei primi anni ’60 e, temendo che una falsa interpretazione della modernità potesse cancellare le classiche architetture della sua città, vagabondando fra centro e periferia documenta in bianco e nero cortili, case di ringhiera, osterie, quartieri come l’Isola e il Garibaldi, vecchie botteghe, laboratori artigiani col taglio antropologico e sociale caro al classico reportage. Crea così, in mostre e libri particolarmente accurati, un’indagine articolata di Milano cui accosta indagini sulla Valsesia e su realtà di Europa, Asia e America, mete dei suoi viaggi.
Gli aspetti più interessanti dei lavori di questo genere non risiedono sulla tecnica ma sulla capacità progettuale che li anima. Virgilio Carnisio usa una normale reflex Pentax (anche se agli esordi altre fotocamere), obiettivi mai spinti né grandangoli estremi né teleobiettivi esagerati, pellicole in bianco e nero: un’attrezzatura funzionale a produrre fotografie ben calibrate dove luci e ombre sono sempre equilibrate. Detto questo, ciò che conta è il suo sguardo che coglie con inquadrature sempre precise soggetti che forse per molti non erano neppure da considerare. Così la grande collezione di facciate di ristoranti, bar, vinerie, negozi alimentari diventano oggi testimonianze della storia milanese come anche documenti antropologici di come eravamo. Quando, invece, si trova di fronte a una locomotiva, Carnisio sposta lo sguardo in leggera diagonale per esaltarne il movimento e sceglie l’attimo in cui il fumo crea il giusto compimento di una immagine impeccabile.
Questo lotto è soggetto a diritto di seguito -
Lotto 1019 Giuseppe Cavalli (1904 - 1961) - Senza titolo, 1950s
cm 13,8 x 8,5
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento su cartolina postale
Timbro del fotografo al verso
Questo lotto è soggetto a diritto di seguito -
Lotto 1020 Giuseppe Cavalli (1904 - 1961) - Senza titolo, 1959
cm 16,8 x 11,4 (cm 14,4 x 10,9 immagine)
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
Datata e firmata con Auguri! a penna blu al margine bianco inferiore recto
Questo lotto è soggetto a diritto di seguito -
Lotto 1021 Carla Cerati (1926 - 2016) - Frammenti, 1980s
cm 5,8 x 5,6 (cm 11,8 x 17,6 cartoncino)
Stampa alla gelatina ai sali d'argento applicata a cartoncino originale
Firmata e titolata a matita al cartoncino recto
Carla Cerati (Bergamo 1926 - Milano 2016) trasforma il giovanile estro artistico in passione per la fotografia che la porta a realizzare le prime professionali immagini di teatro e poi, negli anni ’60, a indagare nel mondo giovanile collaborando con testate come L’Illustrazione Italiana e L’Espresso. Documenta poi le avanguardie teatrali (Kantor, Carmelo Bene, il Living Theater) e i protagonisti del mondo culturale per sposare l’impegno sociale che la porta a realizzare importanti reportage e a firmare con Gianni Berengo Gardin il fondamentale volume “Morire di classe”. Si dedica infine a un’attenta riflessione fotografica sul corpo femminile. Altrettanto importante è stata la sua attività di scrittrice.
Fra queste due immagini si colloca idealmente la complessa vicenda professionale di Carla Cerati. Quando, alla fine degli anni ’60 Franco Basaglia inizia la sua battaglia per la chiusura dei manicomi, vere istituzioni carcerarie che negavano dignità a quanti non venivano curati ma reclusi, un contributo importante alla vittoria della legge che porta il suo nome fu costituito da quel piccolo ma intenso libro pubblicato da Einaudi nel 1969 caratterizzato dal bellissimo titolo “Morire di classe” che Carla Cerati firma con Gianni Berengo Gardin. Lo scatto ravvicinato sui visi di persone cui nessuno dedicava attenzione indica il desiderio di stabile un contatto per restituire loro quella dignità ogni giorno calpestata. L’inquadratura che incrocia i soggetti conferisce all’immagine un dinamismo che sembra l’indice di una speranza. Quando, invece, Carla Cerati conosce l’esperienza allo straordinariamente innovativa del Living Theatre ne resta così coinvolta da seguire il gruppo americano nelle sue tournée fotografandone costantemente le performances. Trasformava poi talvolta le sue immagini – come in questo caso – ritagliandone una porzione per sottolineare un gesto, un’espressione, uno sguardo.
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Lotto 1022 Carla Cerati - Gianni Berengo Gardin (1926 - 2016, 1930 - 2025) - Morire di classe, 1969
cm 18,3 x 24,4
Fotolibro
Prima edizione
Carla Cerati (Bergamo 1926 - Milano 2016) trasforma il giovanile estro artistico in passione per la fotografia che la porta a realizzare le prime professionali immagini di teatro e poi, negli anni ’60, a indagare nel mondo giovanile collaborando con testate come L’Illustrazione Italiana e L’Espresso. Documenta poi le avanguardie teatrali (Kantor, Carmelo Bene, il Living Theater) e i protagonisti del mondo culturale per sposare l’impegno sociale che la porta a realizzare importanti reportage e a firmare con Gianni Berengo Gardin il fondamentale volume “Morire di classe”. Si dedica infine a un’attenta riflessione fotografica sul corpo femminile. Altrettanto importante è stata la sua attività di scrittrice.
Fra queste due immagini si colloca idealmente la complessa vicenda professionale di Carla Cerati. Quando, alla fine degli anni ’60 Franco Basaglia inizia la sua battaglia per la chiusura dei manicomi, vere istituzioni carcerarie che negavano dignità a quanti non venivano curati ma reclusi, un contributo importante alla vittoria della legge che porta il suo nome fu costituito da quel piccolo ma intenso libro pubblicato da Einaudi nel 1969 caratterizzato dal bellissimo titolo “Morire di classe” che Carla Cerati firma con Gianni Berengo Gardin. Lo scatto ravvicinato sui visi di persone cui nessuno dedicava attenzione indica il desiderio di stabile un contatto per restituire loro quella dignità ogni giorno calpestata. L’inquadratura che incrocia i soggetti conferisce all’immagine un dinamismo che sembra l’indice di una speranza. Quando, invece, Carla Cerati conosce l’esperienza allo straordinariamente innovativa del Living Theatre ne resta così coinvolta da seguire il gruppo americano nelle sue tournée fotografandone costantemente le performances. Trasformava poi talvolta le sue immagini – come in questo caso – ritagliandone una porzione per sottolineare un gesto, un’espressione, uno sguardo.
Questo lotto è soggetto a diritto di seguito -
Lotto 1023 Giovanni Chiaramonte (1948 - 2023) - Miami, da Westwards, 1991
cm 16 x 20,3 (cm 13,5 x 18,1 immagine)
C-print vintage
Firmata e titolata a penna nera rossa e gialla al verso con timbro a secco del fotografo al margine bianco inferiore recto
Questo lotto è soggetto a diritto di seguito -
Lotto 1024 Giovanni Chiaramonte (1948 - 2023) - Atene, 1988
cm 20,4 x 26 (cm 18,4 x 23,2 immagine)
C-print vintage
Titolata, datata e firmata a penna nera al verso
Questo lotto è soggetto a diritto di seguito