Pre-Asta Asta 69 - I Arte Antica, Moderna e Contemporanea [parte I]
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Lotto 1 Anonimo incisore del XVI secolo, Capitello con teste di ariete e mascheroni. 1600.
Bulino. mm 167x154. Foglio: mm 241x178. Da Libro di elementi architettonici ricavati dall'antico, serie di 30 tavole architettoniche all'interno dello Speculum Romanae Magnificentiae di Antonio Lafrery. In precedenza attribuito al Monogrammista G. A. con il tribolo. Buona impressione in tiratura tarda su carta vergellata lievemente spessa con parte di filigrana "fiore di giglio in cerchio singolo su lettera M". Al verso marchio di collezione a inchiostro nero "COLL. EUG. TINTO". (1) Esemplare con ampi margini, traccia di fioriture e di lievi segni d'uso. -
Lotto 2 Autori vari, Ritratti di Maria Luisa d'Austria e di Napoleon François Principe di Parma e Piacenza. 1810.
1) David Weiss (1775-1846). Maria Luigia Imperatrice d'Austria. Vienna: Artaria et Comp., 1808. Bulino e pointillé. mm 300x218. Foglio: mm 375x270. Da Bernhard von Guérard. 2) Johann Friedrich Jügel (Remagen, 1772 - Berlin, 1833). L'imperatrice Marie-Louise Duchesse de Parme et de Plaisance. Bulino e pointillé. mm 290x212. Foglio: mm 385x275. 3) Jean-Bertrand Andrieu (Bordeaux, 1761-Paris, 1822). Napoleon François Joseph Charles Prince de Parme et de Plaisance. Vienna: Artaria et Comp., 1810 ca. Bulino e acquatinta. mm 223x155. Foglio: mm 390x273. Su disegno di Dominique Vivant, barone Denon (Chalon-sur-Saône, 1747 – Parigi, 1825). 4) Johann Friedrich Jügel (Remagen, 1772 - Berlin, 1833). François Ier Empereur d'Autriche. Vienna: Artaria et Comp., 1810. Bulino e pointillé. mm 294x214. Foglio: mm 385x270. (4) Tutte le tavole a pieni margini. Fioriture, brevi strappi alle estremità, e segni d'uso. -
Lotto 3 Luigi Ademollo, Gli spettacoli della antica Roma. Invenzioni pittoriche del professore Luigi Ademollo. Collezione quarta. 1837.
Acquaforte, bulino e acquatinta. mm 440/445x600/604. Foglio: mm 600/605x895/897. Serie formata da frontespizio e otto tavole con 32 soggetti facenti parte della quarta collezione della serie degli Spettacoli dell'antica Roma. Luigi Ademollo elabora le invenzioni per gli Spettacoli in vari momenti tra il 1810 e il 1827, periodo in cui stampa in date diverse sette collezioni di vario formato, per un totale di 71 tavole. Questa quarta raccolta vede riuniti quattro soggetti per ogni tavola e venne edita nel 1827, come risulta dalla pubblicazione di Agostino Ademollo del 1837, dove i vari temi sono variamente descritti e commentati. Ogni tavola contiene 4 scene, una grande nel riquadro centrale e tre più piccole nella fascia in basso. Bellissime impressioni stampate con inchiostrazione piena su carta calcografica. Bibliografia: A. Ademollo, Gli spettacoli dell'Antica Roma, descrizione istorica, Firenze 1838, pp. 213-219. Catalogo delle tavole sacre, profane, storiche e poetiche inventate e pittoricamente incise ad acquaforte dal celebre pittore Luigi Ademollo, Firenze 1838. G. Mellini, Apertura per Luigi Ademollo, "Arte illustrata", 1974, 57, pp. 53-71. (9) Tutte le tavole con margini come in origine. Strappo al margine inferiore di una tavola e uno in alto a destra di altra. Lieve traccia di umidità e vecchia polvere principalmente localizzata al margine in alto. -
Lotto 4 Luigi Ademollo, Gli spettacoli della antica Roma. Invenzioni pittoriche del professore Luigi Ademollo. Collezione sesta. 1837.
Acquaforte, bulino e acquatinta. mm 295/300x397/487. Foglio: mm 445x610. Serie formata da frontespizio e otto tavole con 8 soggetti facenti parte della sesta collezione della serie degli Spettacoli dell'antica Roma. Luigi Ademollo elabora le invenzioni per gli Spettacoli in vari momenti tra il 1810 e il 1827, periodo in cui stampa in date diverse sette collezioni di vario formato, per un totale di 71 tavole. Questa sesta raccolta vede riuniti 8 soggetti uno per ogni tavola e venne edita nel 1827, come risulta dalla pubblicazione di Agostino Ademollo del 1837, dove i vari temi sono variamente descritti e commentati. Ogni tavola contiene 1 scena grande. Bellissime impressioni stampate con inchiostrazione piena su carta calcografica. Bibliografia: A. Ademollo, Gli spettacoli dell'Antica Roma, descrizione istorica, Firenze 1838, pp. 213-219. Catalogo delle tavole sacre, profane, storiche e poetiche inventate e pittoricamente incise ad acquaforte dal celebre pittore Luigi Ademollo, Firenze 1838. G. Mellini, Apertura per Luigi Ademollo, "Arte illustrata", 1974, 57, pp. 53-71. (9) Tutte le tavole con margini come in origine. Strappi al margine superiore di una tavola. Traccia di fioriture brune ai margini e di aloni di umidità. -
Lotto 5 Cherubino Alberti, Tre tavole con vasi ornamentali da Polidoro da Caravaggio. 1582.
Bulino. mm 237/240x160/162. Foglio: mm 259/300x182/207 Bartsch, XVII, 164, 165, 168. Con la firma sul lato destro del piedistallo. Quarta, quinta e ottava tavola da Vasa a Polydoro Caravagino Pictore/Antiquitatisq(ue) Imitatore prestantiss(imo)/inventa Cherubinus Albertus in/aes incidit atq edidit Romae Anno CD.D.LXXXII, serie in dieci incisioni numerate eseguita a Roma nel 1582. I vasi derivano da una serie dipinta da Polidoro sopra le finestre del primo piano di Palazzo Milesi in via della Maschera d'Oro a Roma. Polidoro progettò ed eseguì un'intera serie di elaborati schemi pittorici per la decorazione di facciate di palazzi e case a Roma nel periodo 1520-27. Furono dipinti a grisaglia per imitare la scultura e riflettevano le idee contemporanee su come tali edifici sarebbero stati decorati nell'antichità. Bellissime impressioni su carta vergellata con filigrana "scudo con santo inginocchiato" (Woodward, 26. 1590 ca.). (3) Tutti i fogli inseriti per due punti in alto entro montaggio moderno. Due esemplari con ampi margini in ottimo stato di conservazione, la tavola 8 con buoni margini e un restauro ben eseguito all'angolo superiore sinistro. -
Lotto 6 Albrecht Altdorfer, Venere accucciata. 1530.
Bulino. mm 62x42. Bartsch, VIII, 33. New Hollstein, e.40. Con il monogramma dell'artista sul piedistallo a destra. Da un soggetto di Marcantonio Raimondi. Ottima impressione su carta vergellata sottile priva di filigrana. (1) Esemplare inserito per due punti in alto entro passepartout moderno. Rifilato alla battuta del rame visibile a tratti. -
Lotto 7 Hans Baldung Grien, San Martino a cavallo. 1507.
Xilografia. mm 234x160. Bartsch, VII, 18. Bartsch, Appendix come Dürer, VII,18. Hollstein, 124. Buona impressione nel II stato di 2 dopo l'aggiunta del monogramma di Dürer nella nuvola in alto a destra; carta vergellata sottile con parte di filigrana "piccolo stemma con lettere M" (Meder, 327). (1) Esemplare applicato per due punti in alto a vecchio cartoncino. Rifilato alla linea d'inquadramento, quasi interamente visibile. Lievissima piega di stampa orizzontale al centro. Traccia di deboli fioriture. -
Lotto 8 Hans Baldung Grien, La conversione di San Paolo. 1517.
Xilografia. mm 295x200. Bartsch, VII, 33. Hollstein, 125. Con il monogramma dell'artista in basso a sinistra. Buona prova di questo raro intaglio nell'unico stato, impressa su carta vergellata priva di filigrana. Al verso in basso marchio di collezione Dr. Paul Wescher (Hohentwiel, Germania 1896-Pacific Palisades 1974), (Lugt, 5551). (1) Esemplare rifilato alla linea d'inquadramento, quasi interamente visibile, e applicato in alto a vecchio cartoncino rigido. Alcuni strappi riparati al verso, altri di piccola entità ancora aperti alle estremità. Lacuna di carta al lato destro in basso con frammento di pertinenza incollato al supporto. Fratture in alto lungo il margine applicato. -
Lotto 9 Antonio Basoli, Collezione di varie scene teatrali per uso degli amatori e Studenti di Belle Arti date in luce da Antonio Basoli pittore di decorazione Professore nella Pontificia Accademia di Belle Arti in Bologna e Professore accademico di prima classe... 1821.
Album In-folio (mm390x500). Legatura in mezza pelle con impressioni e titolo in oro al dorso, piatti in cartonato. Titolo, dedica al conte Cesare Bianchetti e raccolta completa delle 100 tavole, numerate in alto a destra, incise all'acquatinta in seppia raffiguranti le scene teatrali delle varie opere. Tre carte per sei pagine di indice in chiusura del volume. Opera rara e ricercata del bolognese Basoli, il più grande scenografo dell'Ottocento, epigono del Bibbiena e a lui ispiratosi come commediografo quale fu nel Teatro Comunale (opera peraltro del Bibbiena) di Bologna. Cfr. la sua importanza nella esposizione I luoghi di Antonio Basoli. Il viaggiatore che resta a casa. Catalogo della mostra (Bologna, 16 marzo-31 maggio 2008), Bologna, Minerva, 2008; NUC 38, pagina 394; BMGC, 12, pagina 490. (1) Legatura con difetti e segni d'uso. Traccia di fioriture ai margini di alcune tavole. -
Lotto 10 Basilius Besler, Mandragora foemina, Chelidonium minus / Syringa flore lacteo, Buxus, Syringa flore ceruleo. 1613.
Bulino in coloritura. mm 475/482x395. Foglio: mm 547/553x440/445. Da Hortus Eystettensis, monumentale florilegio botanico in 367 tavole raffiguranti più di 1000 specie, edito per la prima volta nel 1613 a cura del farmacista Basilius Besler (Norimberga 1561-1629). Anche se l'opera viene associata al suo nome, si deve a Besler unicamente la curatela e l'organizzazione dei numerosi artefici chiamati a realizzare l'impresa commissionatagli nel 1611 da Johann Konrad von Gemminge principe arcivescovo di Eichstätt: i disegni dal vero si devono a Sebastian Schedel (1570-1628), le prime lastre a bulino vennero incise da Wolfgang Kilian (1581-1662) e aiuti, la coloritura a mano venne commissionata al colorista di Norimberga Georg Mack e alla sua famiglia, le descrizioni botaniche si devono infine, almeno in parte, a Ludwig Jungermann (1572-1653). Il volume conta tre edizioni, la prima nel 1613 in due versioni, una commerciale (con testo al verso) e una di lusso (con testo in foglio separato e carta filigranata), la seconda nel 1640, la terza prevista nel 1713 per il centenario venne di fatto eseguita nel 1750. Bellissimi esemplari su carta vergellata sottile priva di filigrana verosimilmente dalla prima edizione "commerciale" con testo al verso edita nel 1613 con molta probabilità a Norimberga. Bibliografia: N. Barker, Hortus Eystettensis. The Bishop's Garden and Besler's Magnificent Book, London 1994. A. Carroll, The Hortus Eystettensis: How Paper Type Can Help Decipher Printing History, in «The Papers of the Bibliographical Society of America», 103, 3,September 2009, pp. 391-400. (2) Fogli integri con margini come in origine. Lieve ingiallimento e traccia di sporadici punti di fioritura. Residuo di brachetta di legatura lungo il margine destro di una delle tavole. -
Lotto 11 Basilius Besler, Helianthemum flore luteo, Eringium marinum, Helianthemum flore albo / Aquilegia flore pleno purpureo, Aquilegia stellata flore violaceo, Aquilegia flore pleno incarnato. 1613.
Bulino in coloritura. mm 480/489x398/400. Foglio: mm 545/548x427/438. Da Hortus Eystettensis, monumentale florilegio botanico in 367 tavole raffiguranti più di 1000 specie, edito per la prima volta nel 1613 a cura del farmacista Basilius Besler (Norimberga 1561-1629). Anche se l'opera viene associata al suo nome, si deve a Besler unicamente la curatela e l'organizzazione dei numerosi artefici chiamati a realizzare l'impresa commissionatagli nel 1611 da Johann Konrad von Gemminge principe arcivescovo di Eichstätt: i disegni dal vero si devono a Sebastian Schedel (1570-1628), le prime lastre a bulino vennero incise da Wolfgang Kilian (1581-1662) e aiuti, la coloritura a mano venne commissionata al colorista di Norimberga Georg Mack e alla sua famiglia, le descrizioni botaniche si devono infine, almeno in parte, a Ludwig Jungermann (1572-1653). Il volume conta tre edizioni, la prima nel 1613 in due versioni, una commerciale (con testo al verso) e una di lusso (con testo in foglio separato e carta filigranata), la seconda nel 1640, la terza prevista nel 1713 per il centenario venne di fatto eseguita nel 1750. Bellissimi esemplari su carta vergellata sottile priva di filigrana verosimilmente dalla prima edizione "commerciale" con testo al verso edita nel 1613 con molta probabilità a Norimberga. Bibliografia: N. Barker, Hortus Eystettensis. The Bishop's Garden and Besler's Magnificent Book, London 1994. A. Carroll, The Hortus Eystettensis: How Paper Type Can Help Decipher Printing History, in «The Papers of the Bibliographical Society of America», 103, 3,September 2009, pp. 391-400. (2) Fogli integri con margini come in origine. Lieve ingiallimento e traccia di sporadici punti di fioritura. Residuo di brachetta di legatura lungo il margine destro di una delle tavole. -
Lotto 12 Nicolò Boldrini, Venere e Cupido. 1566.
Xilografia. mm 315 x 232. Bartsch, VII, 29. Mauroner, 31. Dreyer, 21. Muraro/Rosand, 78A. In basso a sinistra, cippo con l'iscrizione "TITIANUS INV. / Nicolaus Boldrinus / Vincentinus inci / debat. 1566". Buona prova stampata con ancora evidenza di gauffrage al verso su carta vergellata sottile apparentemente priva di filigrana. (1) Esemplare completo alla linea d'inquadramento interamente visibile. -
Lotto 13 Giulio Bonasone, Ercole fugge con i buoi di Gerione, sulla destra le ninfe Esperidi. 1570.
Acquaforte e bulino. mm 294x446. Foglio: mm 318x465. Bartsch, XV, 110. Massari (Bonasone), 218. Sulla lastra in basso verso sinistra "IULIO BONASONE. F." e a seguire otto versi su quattro colonne di due righe ciascuna. Bellissima impressione nell'unico stato di questo raro foglio, stampata con segno pieno, inchiostrazione brillante e tonalità, su carta vergellata sottile con filigrana "ancora in cerchio singolo sormontato da stella a sei punte" (Woodward, 161. 1561). (1) Margini di 8/15 mm oltre la battuta del rame. Impercettibile traccia di piega verticale al centro. Lungo i quattro lati al verso residui di vecchia colla, rilevanti al recto con lieve ingiallimento, agli angoli in alto due segmenti di nastro di carta. -
Lotto 14 Jacques Callot, Le Purgatoire et l'Enfer. 1660.
Bulino. mm 715x855 (in 4 lastre unite tra loro). Lieure, 72. Da Bernardino Poccetti. Con la firma "i. callot. f" nella composizione a sinistra dell'iscrizione relativa alla Lussuria, su una piccola roccia che scende nel fiume sopra il piede sinistro dell'uomo disteso sul ghiaccio. Firma inspiegabilmente abrasa nell'esemplare presente. Sullo sperone di muro in basso a sinistra "Superiorum permissu" e la data "1612". Buona prova ancora con tutti i dettagli ben leggibili nel II stato di 2 dopo la comparsa dell'indirizzo "Si stampano da Gio. Iacomo Rossi, in Roma, alla Pace" in basso a destra nel cartiglio con dedica ai lettori. (1) Esemplare rifilato nel suo insieme all'interno dell'impronta del rame e incollato a pieno su supporto rigido. Alcune mancanze e difetti in particolare nella parte bassa della tavola. Fratture e lacune riparate con applicazione su supporto. In cornice a listello largo in noce chiaro. Con la cornice: cm 935x1095. -
Lotto 15 Jacques Callot, Cinque incisioni da Capricci di varie figure di Iacopo Callot: La place du Dôme, à Florence e quattro tavole impresse sul medesimo foglio. 1617.
La place du Dôme, à Florence. Acquaforte. mm 54x80. Foglio: mm 63x90 (stampa singola). Lieure, 260. Stato unico. / Le duel a l'épée / Le duel a l'épée et au poignard / Les danseurs à la flute et au tambourin / Les danseurs au luth. Acquaforte. mm 55/56x81/83. Foglio unico: mm 203x284. Lieure, 240, 241, 246, 247. Stato unico. Carta vergellata sottile con filigrana "pellegrino entro cerchio singolo" (Lieure; 9). (2) La tavola singola con buoni margini e inserita per due punti in alto entro passepartout moderno. Le restanti quattro tavole impresse su foglio di album con piega e forellini di legatura al centro. -
Lotto 16 Jacques Callot, Le marché de la Place de l'Annonciade, à Florence / La promenade sur l'eau / L'Eventail (Battaglia del re Tessi e del re Tinta). 1620.
1) Acquaforte. mm 53x79. Foglio: mm 56x83. Lieure, 471. Da Les Caprices, II serie incisa a Nancy. Buona prova nel I stato di 2 avanti la comparsa del numero "42" in basso al centro. Carta vergellata sottile. 2) Acquaforte e bulino. mm 115x250. Foglio: mm 143x275. Lieure, 268. Da Diverse vedute designate in Fiorenza / Per Jacopo Callott. 1618-1620 ca. Bellissima prova nel II stato di 2 con l'excudit di Israel su carta vergellata sottile con filigrana "tre fiori di giglio su croce di Malta" (Lieure, 11). 3) Acquaforte e bulino. mm 225x298. Lieure, 302. Famosa stampa celebrativa della festa fra tintori e tessitori svoltasi in Arno a Firenze il 25 luglio 1619. Buona impressione nel II stato di 2 dopo la comparsa della lettera, su carta vergellata con filigrana "tre mezzelune" (Heawood, 863). (3) Opera 1: inserita per due punti in alto entro passepartout moderno. Piccoli margini oltre la battuta del rame. Opera 2: inserita per due punti in alto entro passepartout moderno. Lievissima piega di stampa. Opera 3: difetti (fragilità e strappi riparati). -
Lotto 17 Jacques Callot, La fiera dell'Impruneta. 1622.
Acquaforte. mm 412x660 (due fogli uniti al centro). Lieure, 478. In basso a destra "fe. florentiae. et excucit Nanceij". Esemplare nella seconda versione di questo soggetto, inciso una prima volta a Firenze nel 1620 e replicato a Nancy nel 1622 a seguito delle numerosissime richieste. L'abilità incisoria di Callot si manifesta in questa lastra ancor più che nella fiorentina, qui infatti grazie ad un'abilissima gradazione della morsura riesce ad accentuare in maniera ottimale l'effetto prospettico, con neri profondi sul primo piano e dettagli leggeri seppur definiti in lontananza. Lieure segnala che essendo stato usato un rame molto tenero per la lastra si contano solo poche prove di bella qualità ed estremamente rare. Ottima prova nitidamente inchiostrata e con lo sfondo nettamente leggibile, nel I stato su 2 prima dell'excudit di Israel Silvestre, stampata su due fogli di carta vergellata sottile con parzialmente visibile filigrana "leone con stella" segnalata da Lieure per questa tiratura (Lieure, 38), visibile su uno dei due. (1) Esemplare rifilato all'interno della battuta del rame e inserito per due punti in alto entro passepartout moderno. Giunzione al centro con brachetta di legatura al verso. Lieve traccia di tre pieghe verticali per tutta l'altezza. Sporadici punti di fioritura e riparazioni ben eseguite di alcune spellature al verso. -
Lotto 18 Jacques Callot, Les gueux suite appelée aussi les mendiants, les baroni ou les barons. 1622.
Acquaforte. mm 137/144x83/93. Foglio: mm 142/154x97/100. Lieure, 479-503. Serie completa e omogenea in venticinque tavole, delle quali la prima funge da frontespizio con il titolo, incisa dopo il rientro a Nancy su disegni eseguiti in Italia. Ottime prove nel II stato di 2 dopo la comparsa della numerazione, eccetto il frontespizio (Lieure, 479) nello stato unico. Carta vergellata sottile apparentemente priva di filigrana. (25) Tutte le tavole presentano margini di 4/5 mm oltre la battuta del rame e sono inserite applicate per due punti in alto entro grande passepartout finestrato appositamente predisposto. Sporadici punti di fioritura su alcune tavole. -
Lotto 19 Jacques Callot, Le combat à la barrière. 1627.
Acquaforte. mm 150/157x110/240. Foglio: mm 191/193x239/272. Lieure, 575-584. Serie completa in dieci incisioni compreso il titolo dedicata a illustrare i festeggiamenti che ebbero luogo il 14 febbraio 1627 in onore della duchessa di Chevreuse. Sette tavole raffigurano i carri della festa e due il salone dove si tenne il torneo all'interno del palazzo ducale di Nancy. Le incisioni di Callot furono inserite a corredo del libretto di Henry Humbert. Bellissime prove in tiratura omogenea tutte nell'unico stato, eccetto il Frontespizio nel II stato di 3 (Lieure, 575), l'Entrée de MM. de Vroncourt, Tyllon et Marimont, nel I stato di 3 (Lieure, 578) e Le Défilé à pied nel II stato di 2 (Lieure, 583). Carta vergellata sottile con filigrana "doppio C e croce di Lorena" (Lieure, 29) o "contromarca con il 4 di Lorena" (Lieure, 35-36) segnalate da Lieure per questa serie e visibili su tutti i fogli. (10) Tutte le tavole presentano buoni margini e sono inserite applicate per due punti in alto entro grande passpartout finestrato appositamente predisposto. Lieve ingiallimento da esposizione. -
Lotto 20 Jacques Callot, Lux claustri ou la lumière du cloitre. 1628.
Acquaforte. mm 59/64x83/86. Foglio: mm 60/68x85/95. Lieure, 599-625. Serie completa e omogenea in 27 tavole delle quali 26 emblemi e un frontespizio con la firma. Nella prima edizione la serie potrebbe esser stata venduta in Lorena sotto forma di piccola plaquette come La vie de la mère de Dieu représentée par des emblèmes. Ottime impressioni nel II stato di 2 dopo la comparsa dell'indirizzo di Ciartres al frontespizio e della numerazione araba sulla lastra in alto a sinistra. Carta vergellata sottile apparentemente priva di filigrana. SI AGGIUNGONO: Frontespizio e pagina dall'edizione postuma della serie pubblicata in volumetto a Parigi da François Langlois detto Ciartres nel 1646. (29) Tutte le tavole presentano margini da 2 a 5 mm e sono inserite applicate in alto entro grande passepartout finestrato appositamente predisposto. Presenza di lievi fioriture. -
Lotto 21 Jacques Callot, La vie de la mère de Dieu représentée par des emblèmes. 1629.
Acquaforte. mm 61/64x82/84. Foglio: mm 62/67x84/86. Lieure, 626-652. Serie completa e omogenea in 27 tavole delle quali 26 emblemi e un frontespizio con la firma, che nella prima edizione potrebbe esser stata venduta in Lorena sotto forma di piccola plaquette come la Lux claustri ou la lumière du cloitre. Buone prove nel II stato di 2, dopo la comparsa della numerazione romana in alto a destra, su carta vergellata sottile apparentemente priva di filigrana. (27) Tutte le tavole presentano sottili margini e sono inserite applicate in alto entro grande passepartout finestrato appositamente predisposto. Lieve diffuso ingiallimento. -
Lotto 22 Jacques Callot, Siège de la Citadelle de St-Martin dans l'Ile de Ré. 1631.
Acquaforte su 6 lastre. mm 565/568x430/455 (ciascuna lastra). Lieure, 654. Imponente veduta a volo d'uccello in 6 grandi tavole che descrive l'assedio dal 1625 al 1627 de l'Ile de Ré da parte della flotta inglese al comando di Buckingham, assedio risoltosi poi dopo due anni di scontri con la vittoria dei francesi. L'Ile de Ré occupa le tre tavole in alto, in basso al centro la cittadella di St-Martin e sul primo piano le coste francesi. In basso a sinistra figurano il re Luigi XIII e suo fratello Gaston d'Orléans. La veduta era completata da dieci tavole piccole che andavano a formare la bordura. Belle impressioni in tiratura ottocentesca su carta spessa "Arches". (1) Tutte le tavole con ampi margini, unite con nastro cartaceo nella veduta d'insieme di dimensioni mm1300x1490. -
Lotto 23 Jacques Callot, Descente de M. De Toyras en Lisle de Ré / Défaite des Anglais / Les Rochelloys demandent pardon au Roy / L'entrée du Roy a La Rochelle. 1631.
Acquaforte. mm 60/130x252/258 Foglio: mm 65/82x255/285. Lieure, 656, 659, 660, 661. Lotto di quattro tavole parte della bordura rispettivamente de Siége de l'Ile de Ré (haut à gauche et bas à droite) e de Siége de La Rochelle (Ire et 3eme bordure du haut). Ottime impressioni nel III e definitivo stato di 3 dopo la riduzione delle lastre, su carta vergellata priva di filigrana. Al verso di Lieure, 660 marchio di collezione di X. de Roche du Teilloy (Lugt, 2141d). Lieure ritiene che solamente gli episodi siano opera di Callot, i cartouches li assegna ad Abraham Bosse. (4) Gli esemplari sono applicati per due punti in alto e a coppia su cartoncino moderno. Margini da sottili a piccoli oltre la battuta del rame, Lieure, 660 rifilato all'impronta visibile a tratti. -
Lotto 24 Antonio Canal (detto il Canaletto), La casa con la data 1741 / La casa con il peristilio. 1759.
Acquaforte. mm 298x215 e mm 297x215. Foglio: mm 320x450. Bromberg, 13 e 14. Montecuccoli degli Erri, 12 e 13. Per la lastra indivisa si veda Bromberg, 12. Montecuccoli degli Erri, 32. Con il monogramma "A.C" di seguito alla data sulla facciata della casa a sinistra, e di nuovo al margine inferiore a destra. Bellissima e rara prova, dopo il taglio della lastra, stampata con segno brillante e uniforme su carta vergellata veneta con filigrana "giglio stilizzato" segnalata da Montecuccoli degli Erri per la seconda edizione coeva (Montecuccoli degli Erri, 10b, non compare la lettera A). Nell'esemplare presente le due lastre, rispettivamente stato unico e II stato di 2, sono impresse molto ravvicinate tra loro. (1) Margini di 10 mm ai lati, di mm 15 in basso, reintegro di carta per tutta la lunghezza del margine superiore oltre la battuta del rame. Due lievi spellature restaurate al margine superiore a destra e in alto al centro. Debole ingiallimento da esposizione. Due minimi residui cartacei in alto al verso.