Mobili, Arredi e Oggetti d'Arte

Pandolfini Casa d'Aste - Borgo degli Albizi (Palazzo Ramirez-Montalvo) 26, 50122 Firenze

Mobili, Arredi e Oggetti d'Arte

giovedì 27 novembre 2014 ore 16:00 (UTC +01:00)
Lotti dal 37 al 48 di 219
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  • PIATTO, VENEZIA, PROBABILMENTE BOTTEGA DI MASTRO LUDOVICO, 1544,in maiolica...
    Lotto 36

    PIATTO, VENEZIA, PROBABILMENTE BOTTEGA DI MASTRO LUDOVICO, 1544,
    in maiolica dipinta in blu di cobalto bruno di manganese nei toni del nero-marrone con tocchi di bianco su fondo azzurrato. Tondino in maiolica decorato a “trofei” e spartito musicale nella parte inferiore, datato in un cartiglio 1544. Le note sul pentagramma si riferiscono alla strofa di una canzonetta licenziosa riportata sull’albo e intonata dal cantore nella riserva al centro: “per amor si fica palo”. Il verso del piatto è decorato da una ghirlanda vegetale alla “porcellana” che richiama quella del celebre piatto conservato al Victoria and Albert Museum di Londra, iscritto al centro “In Venezia in contrada di San Polo in botega di M.o Ludovico” (cfr. B. Rachkam, Catalogue of Italian Majolica, 1940, p. 324, n. 960; A. Alverà Bortolotto, Storia della ceramica a Venezia dagli albori alla fine della Repubblica, 1981, tavv. LI-LII). Un esemplare molto prossimo al nostro è pubblicato da T. Wilson (Italian Maiolica of the Renaissance, 1996, n. 163, p. 422-423),
    diam. cm 24
     
    Bibliografia
    Caviglia, Schede 48-96, n. 82, Ottobre 2001;
    C. Ravanelli Guidotti, Musica di smalto. Maioliche fra XVI e XVIII secolo del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, 2004, fig. 70, pp. 40 e 42
     
     

  • FIASCA “DA PELLEGRINO”, URBINO, BOTTEGA DI ORAZIO FONTANA,...
    Lotto 37

    FIASCA “DA PELLEGRINO”, URBINO, BOTTEGA DI ORAZIO FONTANA, 1565-1570
    in maiolica dipinta in policromia con verde, giallo, giallo arancio, blu di cobalto, bruno di manganese nei toni del nero-marrone. La fiasca, piriforme, presenta anse a rilievo in forma di mascherone, che interessano i fianchi e si estendono nella porzione inferiore della vasca con volute. La fiasca è corredata da un tappo a vite. Nel decoro istoriato si riconosce il mito di “Antiope sedotta da Giove in veste di satiro. L’opera trova riscontro nella produzione della bottega urbinate di Orazio Fontana, e l’attribuzione si basa sul confronto pittorico delle figure e sul confronto morfologico: la bottega produsse infatti questo tipo di opere per tutto il ‘500. Opere simili sono conservate presso il Museo Di Praga, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Museo Nazionale di Stoccolma e l’Anton Ulrich Museum di Braunsweig. Un esemplare simile, ma con diversa scelta morfologica nella forma delle anse, è conservata al museo Civico Medievale di Bologna. Si segnalano poi la fiasca del J. Paul Ghetty Museum in California (cfr. C. Hess, Italian Ceramics: Catalogue of the J. Paul Ghetty Museum Collection, 2002, no. 34 e bibliografia relativa). Sul fondo etichetta della collezione collezione parigina del Barone Gustave de Rothschildt (1829-1911), passata in eredità al Barone Henri de Lambert, Bruxelles; quindi alla Baronessa de Lambert, Bruxelles e New York; poi esitata a New York il 7 marzo 1941 (Sotheby’s, Parke Bernet, “Lambert Sale”), alt. cm 44.
     
    Provenienza: Altomani & Sons

     

  • CALAMAIO, URBINO, BOTTEGA PATANAZZI, 1575-1600,in maiolica decorata in...
    Lotto 38


    CALAMAIO, URBINO, BOTTEGA PATANAZZI, 1575-1600,
    in maiolica decorata in policromia con giallo, azzurro, verde bruno di manganese, bianco di stagno. Il calamaio raffigura San Matteo che scrive il Vangelo, seduto su una sedia dall’alto schienale, il volume sorretto sulla schiena da un piccolo angioletto in piedi su un pilastro quadrangolare; ai piedi del santo un vasetto decorato da mascheroni e un libro chiuso. San Matteo tiene il libro con la mano sinistra e, portando al petto la destra, guarda avanti con atteggiamento ispirato. Queste plastiche avevano una destinazione privata, frutto di commissione o di dono, prodotte utilizzando figure modellate, ma talvolta con dettagli tratti a stampo, che consentivano di moltiplicare i soggetti modificandone il carattere simbolico–decorativo specialmente nelle opere con più personaggi. Carmen Ravanelli Guidotti ha attribuito questa tipologia alla bottega Patanazzi datandola, come già notato dal Ballardini (G. Ballardini, Il calamaio di un grandissimo storico, in Faenza XXXVI, fasc. V, 1950, pp 99-103) in base ad un esemplare con stemma Aldobrandini, alla fine del Cinquecento e ai primi anni del Seicento. La studiosa supera l’attribuzione a Faenza proponendo la paternità urbinate in virtù delle caratteristiche tecniche: il modellato un poco goffo, il notevole spessore dello smalto, l’associazione – non in questo caso - con raffaellesche, ed altro ancora. Questo calamaio presenta una bordura realizzata con un motivo ad archetti spesso presente nelle decorazioni minori delle opere dei Patanazzi, cm. 30x16x17
     
    Per confronto
    E. Ivanova, Il secolo d’oro della Maiolica, Milano 2003, p. 111, n. 97
     
     
     

  • VASO, ROMA, FINE SECOLO XVIin maiolica decorata in monocromia berettina a...
    Lotto 39

    VASO, ROMA, FINE SECOLO XVI
    in maiolica decorata in monocromia berettina a foglie di quercia partite sul davanti da cartiglio con iscrizione S ROSATI SOLU sovrastante una mandorla ovale entro cui è raffigurato in stile compendiario San Rocco che indica la ferita; sul retro cartiglio con data 1591; Anse con manici a serpentine e mascheroni.
    Questo manufatto appare singolarmente interessante, un punto di riferimento, se si associa la forma con il tipo di decorazione a foglie partite e bacche con la data. Esso pare rappresentare una fase di passaggio fra il tipo di fogliame in blu e berettino quale si trova nelle botteghe di Mastro Ludovico da Venezia e Mastro Jacomo da Pesaro in Venezia attorno alla metà del secolo,1535-1555 (cfr. Alverà Bortolotto in Storia della ceramica a Venezia dagli albori alla fine della Repubblica Firenze 1981, tavv.LXIX-LXXV ), e la standardizzazione che esso assume via via più tardi, verso appunto la fine del Cinquecento. In questa brocca la standardizzazione è già avvenuta ma si sostiene ancora con una indubbia qualità nella vulgata soprattutto nel Lazio e specificatamente a Roma stessa la qualità originaria si perde via via: la standardizzazione potrebbe essere avvenuta a Roma per diffusione in maiolicai veneziani, alt. cm 36, lievissimi danni allo smalto
     
     

  • CRESPINA, FAENZA, BOTTEGA DI ENEA UTILI, ULTIMO QUARTO DEL SECOLO XVIin...
    Lotto 40

    CRESPINA, FAENZA, BOTTEGA DI ENEA UTILI, ULTIMO QUARTO DEL SECOLO XVI
    in maiolica decorata in policromia con giallo e azzurro, coppa su basso piede foggiata a stampo. Al centro l’umbone è decorato con la figura di un legionario che regge nella mano destra un ramoscello d’ulivo e nella sinistra una corta lancia. Tutto intorno il caratteristico decoro compendiario “a nastri” secondo l’uso introdotto a Faenza nella seconda metà del ‘500 in parallelo con i decori istoriati. L’opera per caratteristiche stilistiche si può confrontare con esemplari affini siglati prodotti nella bottega faentina di Enea Utili, diam. cm 31
     
    Per confronti
    C. Ravanelli Guidotti, Faenza-faïence: “bianchi” di Faenza, 1996, pp. 234-263
     
     
     


     

  • Versatoio, Faenza, inizio secolo XVIIin maiolica decorata in policromia con...
    Lotto 41

    Versatoio, Faenza, inizio secolo XVII
    in maiolica decorata in policromia con giallo e azzurro, corpo ovoidale con alto collo cilindrico che termina nell’imboccatura a becco, affiancata da due alette arricciate verso l’alto, poggiante su un piccolo piede slanciato (ricostruito) a base arrotondata. Dall’orlo si diparte un’ansa, ad alto profilo a voluta, che termina sul corpo saldandosi a un mascherone in rilievo. La forma si attestò alla metà del Cinquecento con alcune varianti, e fu descritta dal Piccolpasso come bocale antico dalla bocca a lepore. Molto presente a Faenza in esemplari di scavo, era spesso decorato con motivi araldici. Il versatoio faceva parte dei servizi lavamani in associazione con grandi bacili umbonati e pertanto costituiva un elemento importante nelle commissioni delle famiglie nobiliari. Il nostro esemplare trova confronti sia negli esemplari esposti al Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, sia in esemplari pubblicati. Lo stemma partito si riferisce all’alleanza di due famiglie fiorentine: Strozzi e Spada. Tuttavia alcuni errori di realizzazione nell’impresa araldica, peraltro comuni nelle maioliche antiche, ci fanno riflettere sulla corretta interpretazione dello stemma stesso che, data la qualità, meriterebbe una ben più approfondita indagine: lo stemma Strozzi è qui dipinto con le lune calanti e non crescenti, mentre lo stemma Spada è sormontato da un quarto con croce rossa su fondo bianco anziché dai consueti tre gigli su fondo blu. Ciononostante la datazione di quest’opera s’inserisce, per caratteristiche morfologiche e per stile pittorico, nel periodo produttivo dell’ultimo quarto del secolo XVI e dei primi anni del secolo XVII. La qualità pittorica nella realizzazione dei putti portastemma avvicinano, a nostro parere, l’esemplare alla mano del pittore che ha realizzato il versatoio con corpo baccellato delle Civiche Raccolte del Castello Sforzesco di Milano (Ravanelli Guidotti 1996 p. 476 n. fig 133 c.), alt cm 35, piede ricostruito.
     
    Corredato da attestato di libera circolazione.
     
    Per confronti
    C. Ravanelli Guidotti, Faenza- faïence: “bianchi” di Faenza, 1996, p.482 fig. 484 e p. 398, Fig. 23
     
     

  • BOCCALE, AREA ADRIATICA, SECONDA METà SECOLO XVI,in maiolica decorata in...
    Lotto 42

    BOCCALE, AREA ADRIATICA, SECONDA METà SECOLO XVI,
    in maiolica decorata in policromia con verde, arancio, giallo e blu, corpo ovoidale poggiante su piede largo e piano appena svasato e con orlo arrotondato. La bocca è trilobata e il manico, a nastro robusto, si diparte appena sotto l’orlo per scendere fino alla pancia del contenitore. La foggiatura è al tornio; lo smalto bianco ricopre l’intera superficie nella zona anteriore del ventre e una fascia all’interno. Sul fronte, entro una corniciatura circolare con motivo decorativo “a scaletta”, è schizzato un paesaggio che vede protagonista una casa dal tetto spiovente, realizzata con colori caldi, in un prato erboso in verde ramina cupo. La restante superficie, ad esclusione del manico, è decorata da una larga fascia ornata da tratti obliqui e paralleli in blu cobalto che vanno a formare una densa quadrettatura a maglia larga e fina. Due linee parallele ornano il collo, alt. cm 19,7, diam. cm 9,5
     
     

  • Piatto, Talavera, fine SECOLO XVIIin maiolica decorata in bicromia in blu e...
    Lotto 43

    Piatto, Talavera, fine SECOLO XVII
    in maiolica decorata in bicromia in blu e rosso ferro con manganese nei toni del marrone violaceo nello stemma. Il piatto con largo cavetto e tesa breve e orizzontale mostra al centro uno stemma a scudo interessato interamente da un decoro a scacchiera e sormontato da corona marchionale. Tutto intorno un decoro fogliato di andamento sinuoso che si ripropone nella tesa. Il piatto per modalità stilistiche e decorative è stato attribuito alla manifattura castigliana di Talavera della Reina nella provincia di Toledo, anche se gli esemplari di confronto fino ad ora noti non mostrano (Palau de Petralbes Museu de la Ceramica) la medesima eleganza pittorica, alt. cm 7,2, diam. cm 39
     
     

  • VASO, PALERMO, SECONDA METà SECOLO XVI in maiolica policroma a fondo blu, di...
    Lotto 44

    VASO, PALERMO, SECONDA METà SECOLO XVI
    in maiolica policroma a fondo blu, di forma ovoidale con collo allungato ed orlo piatto, la parte centrale decorata a trofei, cartigli con iscrizione SPQP e riccioli graffiti, al centro medaglione ovale con cornice a volute entro cui è raffigurato San Lorenzo Martire con paesaggio sullo sfondo; le fasce inferiori rispettivamente decorate a foglie d’acanto entro riserve a mandorla e motivo a nastri intrecciati, Il collo decorato da due fasce a tralci di foglie, alt. cm 34, vaso frammentato e ricomposto, sbeccatura all’orlo
     
    Per confronti
    G. Gardelli, Italika, Maiolica italiana del Rinascimento, Saggi e studi, Faenza 1999, pp. 496-499;
    M. Vitali, Omaggio a Venezia, le ceramiche della fondazione Cini, Ravenna, 1998, tavv. 30-31, schede 12-13, pp. 34-35;
    G.R. Croazzo in R. Ausenda, a cura di, Le collezioni della Fondazione Banco di Sicilia. Le maioliche, Milano 2010, p.34 , n. 2
     
     

  • PIATTO, MONTELUPO, FINE SECOLO XVIIMaiolica decorata in giallo, giallo...
    Lotto 45

    PIATTO, MONTELUPO, FINE SECOLO XVII
    Maiolica decorata in giallo, giallo arancio, manganese nei toni del marrone e del nero, verde azzurro, forma svasata con orlo arrotondato poggiante su un piede appena rilevato. Al centro del cavetto si staglia la figura di un cavaliere su un destriero bianco con finimenti ben tratteggiati. La figura del cavaliere è spesso utilizzata nei piatti di Montelupo del periodo, alt. cm 7, diam. cm 31
     
    Per confronti
    C. Ravanelli Guidotti, Maioliche figurate di Montelupo, Firenze 2012, p. 217, nn. 174, 175, 176, 447
     
     

  • PIATTO, MONTELUPO, INIZI SECOLO XVIIIMaiolica decorata in giallo, giallo...
    Lotto 46

    PIATTO, MONTELUPO, INIZI SECOLO XVIII
    Maiolica decorata in giallo, giallo arancio, manganese nei toni del marrone e del nero, verde azzurro, forma svasata con orlo arrotondato poggiante su un piede appena rilevato. Il centro del cavetto è abitato da una coppia di giovani circondati da elementi vegetali stilizzati. Si tratta di una tipica scenetta di genere che riscontra un certo successo nelle raffigurazioni delle botteghe montelupine, alt. cm 6, diam. cm 31
     
    Bibliografia
    C. Ravanelli Guidotti, Maioliche figurate di Montelupo, Firenze 2012, p. 249 n 447
     
     

  • PIATTO, MONTELUPO, FINE SECOLO XVIIMaiolica decorata in giallo, giallo...
    Lotto 47

    PIATTO, MONTELUPO, FINE SECOLO XVII
    Maiolica decorata in giallo, giallo arancio, manganese nei toni del marrone e del nero, verde azzurro, forma svasata con orlo arrotondato poggiante su un piede appena rilevato. Al centro del cavetto è delineata la figura di un giovane spadaccino che avanza, a sinistra, brandendo le armi con entrambe le mani. Il personaggio indossa le caratteristiche brache a righe, un giustacuore stretto in vita con maniche azzurre e un copricapo piumato. Il paesaggio di sfondo è reso da monti alti con elementi decorativi circolari, alt. cm 6, diam. cm 32
     
    Per confronti
    G.C. Bojani, C. Ravanelli Guidotti, A. Fanfani, La donazione Galeazzo Cora. Ceramiche dal Medioevo al XIX secolo, Milano 1985 p. 244, n. 621
     
     
     

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Sessioni

  • 27 novembre 2014 ore 16:00 Sessione Unica - dal lotto 1 al lotto 217 (1 - 217)