Asta 42 I - Arte Antica, Moderna e Contemporanea
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Lotto 145 Teisai Senchô, Fukagawa, Sugata-Ebiya uchi Aimachi. 1830 ca. Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban verticale (mm 364x243). Firma: Teisai Senchô ga. Editore:Tsutaya Kichizô (Kôeidô). Censura: kiwame. Data: 1830 ca. Serie: Zensei azumei fûkei (Fiorenti scene d'oriente). La stampa raffigura la cortigiana Aimachi della casa Sugata-Ebiya con un cartiglio in alto sulla sua destra che mostra una veduta del ponte Mannen a Fukagawa. (1)
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Lotto 146 Toyokuni I Utagawa, La cortigiana Utagawa della casa Matsubaya. 1793–97 (metà era Kansei). Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban verticale (mm 378x210). Firma: Toyokuni ga. Editore: Izumiya Ichibei (Kansendô). Data: 1793–97 (metà era Kansei). Serie: Bijin nana Komachi (Bellezze come i sette Komachi). (1)
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Lotto 147 Utagawa Hiroshige I, Eitaibashi Fukagawa shinchi (Il ponte Eitai e la nuova terra a Fukagawa). 1835–38 (Tenpô 6–9). Xilografia a colori(nishiki-e). Formato: ôban orizzontale (mm 235x360). Firma: Hiroshige ga. Editore: Sanoya Kihei (Kikakudô). Censura: kiwame. Data: 1835–38 (Tenpô 6–9). Serie: Tôto meisho (Luoghi famosi nella capitale orientale). (1)
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Lotto 148 Utagawa Hiroshige I, Suidôbashi Surugadai (Il ponte Suido e il distretto di Surugadai). 1857 (Ansei 4), 5° mese intercalare. Xilografia a colori(nishiki-e). Formato: ôban verticale (mm 375x250). Firma: Hiroshige ga. Editore: Uoya Eikichi. Censura: aratame, Serpente intercalare 5. Data: 1857 (Ansei 4), 5° mese intercalare. Serie: Meisho Edo hyakkei (Cento famose vedute di Edo). All'angolo superiore destro il numero "48" a penna e inchiostro nero. Tre aquiloni a forma di carpa volano nel paesaggio del distretto di Surugadai, con il Ponte Suido a destra, il Castello di Edo a sinistra e il monte Fuji all'orizzonte. (1)
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Lotto 149 Utagawa Hiroshige I, Mariko. 1841–44 (Tenpô 12–Kôka 1) Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban orizzontale (mm 230x345). Firma: Hiroshige ga. Data: 1862 (Bunkyu 3°). Serie: Tôkaidô gojûsan tsugi no uchi, nota anche come Gyôsho Tôkaidô (Le cinquantatre stazioni della Tôkaidô). (1)
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Lotto 150 Utagawa Hiroshige I, Mikawa, Hôraiji sangan (Il tempio del monte Horaiji, nella provincia di Mikawa). 1853 (Kaei 6), ottavo mese. Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban verticale (mm 342x225). Firma: Hiroshige hitsu. Editore: Koshimuraya Heisuke (Koshihei). Censura: Kinugasa, Murata, Ox 8. Intagliatore: Yokokawa Takejirô (Hori Take). Data: 1853 (Kaei 6), ottavo mese. Serie: Rokujûyoshû meisho zue (Guida illustrata ai luoghi famosi delle oltre sessanta province). (1)
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Lotto 151 Utagawa Hiroshige I, Asakusa okuyama hanayashiki (Giardino fiorito nel quartiere interno di Asakusa). 1858 (Ansei 5), 3° mese. Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban orizzontale (mm 230x355). Firma: Hiroshige ga. Editore: Yamadaya Shôjirô. Censura: cavallo, 3. Data: 1858 (Ansei 5), 3° mese. Serie: Edo meisho (Luoghi famosi a Edo). (1)
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Lotto 152 Utagawa Hiroshige I, Fujisawa. 1847-1852. Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban orizzontale (mm 230x358). Firma: Hiroshige ga. Editore: Maruya Seijirō. Censura: kiwame. Data: 1847-1852. Serie: Tōkaidō gojusan tsugi (Reisho Tōkaidō). Settima tavola da Le cinquantatre stazioni della Tōkaidō. (1)
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Lotto 153 Utagawa Hiroshige II (Shigenobu), Takanawa kaigan (La spiaggia a Takanawa). 1862 (Bunkyu 3°). Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban verticale (mm 343x225). Firma: Hiroshige ga. Editore: Sagamiya Tôkichi (Ai-To). Data: 1862 (Bunkyu 3°). Serie: Tôto sanjûrokkei (Trentasei vedute della capitale orientale). (1)
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Lotto 154 Heinz (Heinrich Josef Anton Alois) von Perckhammer, Edle Nacktheit in China. Berlin: Eigenbrödler-Verlag, 1928. In - 8° (mm 275x210). Carta di sguardia in color blu pavone, antiporta con riquadro decorativo, frontespizio, tre pagine di testo in tedesco a firma dell'autore, sedici pagine piegate con trentuno fotogravure da foto, ultima pagina con motivo decorativo. Legatura in mezza pelle azzurra e cordino con titolo in verticale al dorso impresso in oro, piatti in cartonato con all'anteriore titolo e riquadro decorativo impressi in oro. Album di studio di nudo con giovani donne cinesi, poi condannato dai nazisti come degenerato. Insieme a Donald Mennie (1875-1944), von Perckhammer è stato uno dei principali interpreti della fotogravure da foto nella Shanghai tra le due guerre. Heinz von Perckhammer nacque a Merano, al tempo Austria-Ungheria nel 1895. Durante la prima guerra mondiale prestò servizio a bordo della SMS Kaiserin Elisabeth durante l'assedio di Tsingtao e tra il 1917 e il 1919 fu catturato dai giapponesi. Fu durante questo periodo in cui fu detenuto come prigioniero di guerra che ebbe inizio il suo interesse per la fotografia. Apparentemente rimase in Cina per gran parte degli anni Venti durante i quali scattò queste immagini soffuse e stilizzate di donne nei bordelli di Macao. In Cina realizzò due opere fotografiche, la presente e uno studio delle scene di strada a Pechino. (1)
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Lotto 155 Arte cinese, Ciotola in porcellana Doucai. Dinastia Qing (1644-1912), XVIII secolo. Ciotola decorata internamente in blu con corona a otto pannelli, alternativamente riempiti da un frutto o da un fiore separati da uno stilizzato nodo pendente. Entro la corona un ottagono con motivo ispirato a piante e fiori palustri. Bordo leggermente lobato con linea blu all'interno. L'esterno in policromia è decorato da otto fiori in posizione simmetrica. Sulla base marchio Qianlong (1736-1795). Altezza: cm 7,5. Diametro: cm 17,5. Base: cm 7,5. (1)
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Lotto 156 Arte cinese inizio XX secolo, Yíhé Yuán (Giardino dell'armonia). 1890-1900. Cartone, legno, pittura azzurra. cm 675x420. Paliotto multimaterico raffigurante il giardino imperiale del Palazzo d'Estate a Pechino L'imperatore Qianlong ordinò la costruzione del Palazzo d'Estate nel 1750, venne completato nel 1764 con il nome di Qingyiyuan. Alla fine della dinastia Qing, a causa dell'indebolimento del potere nazionale, il giardino fu progressivamente abbandonato e nel 1860 fu distrutto dalle forze alleate britanniche e francesi. L'imperatrice vedova Cixi ricostruì il giardino come sua residenza estiva e ne cambiò il nome in Palazzo d'Estate (Yiheyuan), il suo nome attuale. Per ricostruire il Palazzo d'Estate, furono utilizzati fondi per le spese militari, il che contribuì alla sconfitta del governo Qing nella prima guerra cino-giapponese nel 1895. Nel 1900 fu distrutto dalle Forze Alleate delle Otto Potenze nel corso della Ribellione dei Boxer, ma fu nuovamente ricostruito nel 1902. Nel 1912, la dinastia Qing terminò e due anni dopo, il Palazzo d'Estate fu aperto al pubblico. Nel 1924, il governo municipale di Pechino si assunse l'incarico di amministrare il Palazzo d'Estate e lo trasformò in un parco pubblico. (1)
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Lotto 157 Arte cinese inizio XX secolo, Stendardo con gazze e susino in fiore. Pennello e acquerello a colori su seta applicata a carta di riso. Bastoni in legno con teste decorate per avvolgere il rotolo. mm 1330x360. Con il supporto: mm 2230x500. (1)
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Lotto 158 Georg Balthasar Probst [excudit], T'Keysers Hof van binnen in Pekin (L'Interiore del Palazzo del Imperatore di China a Peking) / Porcellyne Tooren van Nanking (Il Torre di Porcellana a Nanking). 1750. Acquaforte e bulino in coloritura. mm 305/320x425/430. Foglio: mm 333x450/480. Lotto di sette vue d'optique con soggetto luoghi notevoli della Cina, con Pechino e la Città proibita o d'invenzione: due disegnate da P. van Blankaert ed edite da Georg Balthasar Probst; altra raffigurante la Vue Perspective de la grande Place de Nankin edita da Dumont a Parigi nel 1760; Ceremonie de la grande Feste que les Chinois celebre le 24 de la Lune d'Aoust dans la principale Place de Pekin, Mondhare à Paris, 1775 (2 esemplari); altre due d'invenzione A Paris Chez Beauvais, 1770 ca. (7)
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Lotto 159 Scuola asiatica XIX-XX secolo (da anonimo della dinastia Song), Camelie. XIX-XX secolo. Pittura su seta. Ø mm 300/310. Foglio: mm 468x385. Lotto di due tondi con camelie inseriti in montaggio di cartoncino ricoperto di stoffa bianca decorata ad arabeschi. (2)
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Lotto 160 Indonesia, Giava e Bali, Cinque piccole maschere wayang-topeng. XIX - inizio XX secolo. Legno intagliato e dipinto. Altezza: cm 15/19. Larghezza: cm 13,5/15. Provenienza: baronessa Marion Barton Muzi Falconi. Marion Barton era figlia dell'ambasciatore inglese Sir Sidney Barton (Exeter, 1876 – 1946) Console Generale del Regno Unito a Shanghai fino al 1929, e moglie dell'ambasciatore italiano barone Filippo Muzi Falconi. Dopo la fine della carriera del marito si ritirò a Montemarcello dove aprì una galleria di arte orientale. I lotti di arte indonesiana che seguono provengono tutti dalla sua raccolta. Tipologia di maschera tipica del wayang-topeng, spettacolo di danza teatrale diffuso nell'Indonesia orientale e basato sulle storie di Panji , ciclo dedicato al leggendario principe di Java che portava lo stesso nome. Insieme al Rāmāyaṇa, e al Mahabharata, i racconti di Panji sono alla base dell'epica locale e del genere wayang nelle due versioni topeng (danza in maschera) e golek (burattini delle ombre). La maschera, scolpita in legno duro e dipinta nella parte anteriore, veniva indossata da un danzatore che vedeva attraverso le fessure aperte in corrispondenza degli occhi, per mezzo di un pezzo di cuoio nella parte anteriore, il ballerino teneva poi saldamente la maschera davanti al viso con i denti. I danzatori indossavano la maschera per interpretare il personaggio della storia che veniva narrata dal dalang (l'interprete della narrazione). (5)
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Lotto 161 Indonesia, Giava e Bali, Grande maschera wayang-topeng. XIX - inizio XX secolo. Legno intagliato, pigmento colorato rosso, bianco e nero. Nella parte posteriore presenta una sorta di anta incernierata in alto e dipinta che doveva poggiare sulla testa del danzatore. Altezza: cm 30. Larghezza: cm 23. La maschera sembra raffigurare Duḥśāsana, nel Bharata Yudha re di Wirata, figlio di Drestaratya. (1)
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Lotto 162 Indonesia, Giava e Bali, Grande maschera wayang-topeng. XIX - inizio XX secolo. Legno intagliato, pigmento colorato giallo ocra. Altezza: cm 15/19. Larghezza: cm 13,5/15. (1)
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Lotto 163 Indonesia, Giava e Bali, Grande maschera wayang-topeng. XIX - inizio XX secolo. Legno intagliato, pigmenti colorati. Altezza: cm 52,5. Larghezza: cm 30,5. Suggestivo personaggio raffigurato con cappello appuntito e vistosi orecchini. (1)
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Lotto 164 Indonesia, Giava e Bali, Tre burattini wayang-golek. XIX - inizio XX secolo. Legno intagliato, pigmenti colorati, cordoncino, stoffa. Altezza cm 43/53. Il wayang-golek è una variante della più antica espressione artistica giavanese, il wayang-kulit o teatro delle ombre per il quale si utilizzano burattini fabbricati in cuoio. Nel wayang-golek i burattini sono fabbricati in legno e, quindi, risultano tridimensionali: la testa è attaccata al corpo mediante un perno e può quindi muoversi girando a destra e a sinistra; le braccia presentano due articolazioni, una alla spalla e una al gomito e vengono mosse dal dalang (l'interprete della narrazione) con l'ausilio di sottili aste assicurate alle mani del burattino. La figura viene quindi vestita con abiti di stoffa e il volto dipinto nei minimi particolari espressivi richiesti dai vari personaggi del racconto. Il repertorio narrativo del wayang-golek è solitamente tratto da storie realmente accadute a personaggi vissuti a Giava dopo l'avvento dell'Islam, soprattutto quelle connesse alla vita del principe arabo Amir Hamzah, ma utilizza anche il repertorio narrativo tradizionale, mettendo in scena temi tratti dal Bharatayuddha (la versione giavanese del poema epico indiano Mahabharata) e dl Ramayana. Tra i burattini sono riconoscibili alcuni tra i principali protagonisti del Mahabharata (Bima, Ariuna, Druna, Draupadi), del Ramayana. (Hanuman) e alcuni personaggi delle storie di Amir Hamzah. Si riconoscono Arjuna, dalla pettinatura a grande riccio posteriore tipica dei Pandawa, chiamata supit urang – chela di granchio o gelung kekelingan – crocchia arrotolata; Hanuman, che nel ciclo delle storie del Rāmāyaṇa, è a capo dell'esercito di scimmie, e aiuta Rama a salvare Sita, rapita dal grande demone Ravana, re di Sri Lanka. Insieme a Garuda e Bhima è uno dei personaggi più amati dagli spettatori del wayang; e forse Amir Hamzah, zio del profeta Maometto, eroe del ciclo Serat Menak che racconta le sue imprese e quelle dei suoi seguaci nelle sfide e lotte contro gli infedeli che, una volta vinti, si convertivano all'Islam. (3)
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Lotto 165 Arte copto etiope fine XIX - prima metà XX secolo, La vergine col Bambino e due angeli. Tempera su pergamena. mm 185x210. Pergamena raffigurante la Vergine col Bambino rappresentata secondo lo schema tradizionale sotto un arco formato dalle ali degli angeli. (1)
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Lotto 166 Anonimo della fine del XVII secolo, Fretum Herculeum nunc Estrecho di Gibraltar. Penna e inchiostro bruno, tracce di matita di grafite. Carta vergellata color avorio con filigrana "lettere B A in cerchio singolo sormontato da trifoglio". mm 505x637. (1)
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Lotto 167 Arte islamica XVIII secolo, Sfera celeste islamica in ottone antico con segni astrologici, figure e testo arabo. 1704-1713. Ottone brunito. Ø cm 20. Sfera celeste con supporti al meridiano per inserimento in appositi alloggi entro custodia quadrata. La scatola è in legno inciso su tutta la superficie a caratteri islamici, cm 25 h. / 26,5 l. / 27 p. Sull'argomento si veda Emilie Savage Smith, Islamicate Celestial Globes: Their History, Construction and Use. Smithsonian Institution Press, Washington, D.C. 1985. (1)
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Lotto 168 Anonimo del XVIII secolo, Maris Nigri Nova & Accuratissima Tavola opera Capitanei cujusdam Turcici descript et in usum Supremi Vezerii A° MDCCXXIII delineata à P. von Bohn. 1723. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello a colori, carta vergellata sottile. mm 560x1015. Curiosa mappa dipinta del Ponto Eusino (Mar Nero), nel titolo si menziona opera di un capitano turco a uso del supremo Visir. Segue la data MDCCXXIII e il nome del disegnatore "P. von Bohn". (1)
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Lotto 169 Anonimo toscano del XVIII secolo, Pianta del Capitanato della Montagna di Pistoia 1745. 1745. Pennello e acquerello a colori, penna e inchiostro bruno, carta vergellata lievemente spessa con filigrana "tre monti e lettere AM". mm 360x490. Mappa disegnata a mano del Capitanato della Montagna pistoiese, organo giuridico in vita dal 1330 al 1772, magistratura straordinaria istituita allo scopo di controllare militarmente la zona e di reprimere le sommosse. La Repubblica Fiorentina, nel 1373, volle che la carica di Capitano fosse assegnata a un proprio cittadino dipendente direttamente da Firenze. In seguito la politica del Granduca Leopoldo, operò una generale riforma anche degli organi giudiziari: diversi provvedimenti stabilirono in conclusione che i Capitani non avessero limite temporale di mandato e che venissero scelti secondo criteri di preparazione oggettiva. Essi dovevano aver conseguito laurea dottorale all'Università di Pisa e proseguito gli studi in giurisprudenza per sei anni presso giudici civili e criminali o presso avvocati importanti. Il 30 settembre 1772 la Legge per il nuovo Compartimento dei Tribunali di Giustizia dello Stato fiorentino fornì nuove norme riguardanti competenze di Vicari e Podestà. A seguito di questa riforma al posto del Capitanato della Montagna di Pistoia venne creato, con le stesse competenze giudiziarie, il Vicariato di San Marcello Pistoiese. (1)
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Lotto 170 Marco Perissini geometra / Giuseppe Cattaneo incisore, Pianta della R. città di Venezia secondo lo stato del anno 1849, dedicata al nobile ed onorevole Signore Dr Giacomo Poldi Pezzoli... Torino: Giuseppe Cattaneo, 1849. mm 690x920 (formato aperto). mm 180x130 (formato chiuso) La pianta di Marco Perissini (incisore Giuseppe Cattaneo) compare a più riprese a partire dal 1841: assai precisa e accurata nell'esecuzione viene ripetutamente aggiornata a seconda delle novità dell'urbanistica cittadina, con attenzione particolare agli spazi del terminale ferroviario; ricchi anche i rimandi toponomastici. (1)
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Lotto 171 Ludwig Salvator Asburgo Lorena, PANORAMA VON ALEXANDRETTE. PRAG: DRUCK UND VERLAG VON HEINR. MEROY SOHN, 1901. Litografia. mm 600x3680. Impressionante veduta di Alessandretta (l'antica Iskanderia Issica, Iskenderun in turco), la vecchia città portuale sulla costa siriano fenicia da dove veniva organizzato e si dipartiva tutto il commercio con la Mesopotamia via Aleppo. Si deve all'arciduca Ludwig Salvator d' Austria - geografo noto per i suoi studi sul Mediterraneo e viaggiatore, attento a stimolare l'interesse per piccole regioni sconosciute e per i paesaggi ingiustificatamente poco noti e oggetto di meta - aver riscoperto e descritto questo sito dimenticato traendone questo sorprendente e unico panorama. Al recto le case e le banchine del paese, sullo sfondo i Monti Nur (o Montagne della luce sacra), anticamente detti monti Amanus. All'ultima pagina un ampio testo sulla storia e l'importanza della città. La vista dal mare è stata realizzata da Johann Simane su invenzione di Karl Liebscher (Praga, 1851-1906) e sui disegni dell'arciduca Ludwig Salvator, le fotografie sono di Antonio Vives segretario ed erede universale dell'arciduca. Due mappe in coloritura con il Golfo e la Baia di Alessandretta si trovano a lato del grande panorama. Al verso descrizione dettagliata della storia della città e quattro illustrazioni che mostrano la strada principale, il bazar, la chiesa cattolica, e a seguire nota di ringraziamento a quanti hanno contribuito al lavoro a stampa. Bibliografia: Brigitta Mader, Erzherzog Ludwig Salvator. Ein Leben für die Wissenschaft, Österreichisches Staatsarchiv 2002. (1)
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Lotto 172 Jacques Nicolas Bellin, Plan de la ville de Venise. Paris: Dépôt des cartes et plans de la marine [1764]. Incisione in rame. mm 282x380. Foglio: mm 318x428. Pl. 7, tome IV. No. 109 da Le petit Atlas maritime. Recueil de cartes et plans des quatre parties du monde. [Paris]: J.N. Bellin, 1764 (I edizione). SI AGGIUNGONO: Id., Carte des Environs de Venise, Tome IV. N°109. Incisione in rame. mm 234x182. Foglio: mm 317x240. / Id., Ville et Port de Zante. Pl. 89. Incisione in rame. mm Foglio: mm 148x205. Foglio: mm 170x230. (3)
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Lotto 173 Jacques Nicolas Bellin, Baye de Trinquemale / Carte Des Pais Habités par les Samojedes et Ostiacs / Carte de la Tartarie Occidentale /Carte de la Coste d'Angola / Veue du Cap Mesurado. 1745-1760 ca. Incisione in rame. mm 220/293x165/373 Foglio: mm 260/350x190/480. 1) Mappa della Baia di Koddiyar in Sri Lanka con la fortezza Koddiyar di Tricomalee, il primo forte costruito dagli olandesi nell'area di Trincomalee, a Ceylon. 1755-1761. 2-3) Mappa dettagliata dell'arcipelago della Novaja Zemlja nell'Oceano Artico al largo della costa della Russia, e mappa della Tartaria occidentale entrambe da l'Histoire générale des Voyages de l'abbé Prévost (1745-1747). 4) Mappa costiera dell'Angola sulla costa occidentale dell'Africa meridionale, al confine con il Congo a nord, a est con lo Zambia, a sud con la Namibia e a ovest affacciata sull'oceano Atlantico. 5) Mappa con veduta di Capo Mesurado, al largo della costa della Liberia. È il promontorio su cui i coloni afroamericani fondarono la città oggi chiamata Monrovia il 25 aprile 1822. (5)
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Lotto 174 Willem Janszoon Blaeu, Romagna olim Flaminia. Amsterdam: 1640 ca. Incisione in rame in coloritura. mm 383x504. Foglio: mm 504x600. Dal terzo volume del Theatrum orbis terrarum. Testo tedesco al verso. In alto a destra il titolo entro elegante cartiglio decorativo. La mappa riporta la zona tra Rimini, Forlì, Cesena, Imola e Ravenna. (1)
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Lotto 175 Georg Braun Frans Hogenberg, Ierusalem, et Suburbia eius, sicut Tempore Christi Floruit, cum Locis in quibus Christ Passus ... Descripta per Christianum Adrichom Delphum. Colonia: 1588. Incisione in rame in coloritura. mm 372x480. Foglio: mm 400x550. Dall'edizione con testo latino al verso di Civitates Orbis Terrarum. Parte inferiore della mappa in due fogli basata su quella di Christian van Adrichom pubblicata nel 1584 a Colonia nel suo Theatrum Terrae Sanctae. Questa sezione della carta è dedicata alla "città santa" così chiamata perché vi si trovava il Tempio, il più sacro dei luoghi, che si estendeva dalla vecchia cinta fino alla Valle del Mello, detta anche Strada della Porta delle Acque e Valle dei Casari (Tyropoéon). Il Tempio è rappresentato come un complesso quadrato, aperto, racchiuso da mura concentriche. A sud è il Cenacolo (6), con Gesù e i Discepoli raffigurati nell'Ultima Cena; a sinistra il Palazzo di Caifa (17); a sud del Monte del Tempio, il palazzo (59) e il trono (113) di Salomone. L'illustrazione tenta di collegare gli eventi della Passione e dei luoghi santi menzionati nella Bibbia con la topografia reale di Gerusalemme, si osservano oltre 250 siti e scene raffiguranti luoghi ed episodi descritti nella Bibbia senza un ordine cronologico. La pianta stessa è circondata da molte illustrazioni di interesse biblico e storico. (1)
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Lotto 176 Georg Braun Frans Hogenberg, Mantua, Lombardie, Transpadane Urbs clarissima et antiquissima, venustissimum, in medio paludium,situm obtinet Anno salutis CIƆ.IƆ.LXXV. Köln: Gottfried von Kempen, 1575. Incisione in rame in coloritura. mm 362x495. Foglio: mm 410x543. Dal secondo volume di Civitates Orbis Terrarum. Testo latino al verso. (1)
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Lotto 177 Georg Braun Frans Hogenberg, Nordovicum, Angliae Civitas. Köln: 1581. Incisione in rame in coloritura. mm 296x421. Foglio: mm 392x530. Testo latino al verso. Pianta a volo d'uccello della città di Norwich alla fine del XVI secolo, dal terzo volume del Civitates Orbis Terrarum. La città è vista da ovest, con la Cattedrale e il Castello al centro. Si distinguono le mura medievali e il fiume Wensum attraverso i campi. In primo piano, un uomo e una donna in abiti eleganti attestano l'importanza della città in epoca tardo medievale e Tudor. La mappa è arricchita dai cartigli con il titolo, la legenda e lo stemma reale e quello della città. (1)
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Lotto 178 Louis Capitaine, Carte générale de la France [en 180 feuilles] Comprenant la détermination de toutes les Communes, les Routes de Poste, les Rivières Navigables et divisée par départements, arrondissements communaux et Justice de Paix : feuille n° 5 et feuille n° 9 Paris: rue Serpente n°17, 1810 ca. Incisione in rame. mm 600x920. Foglio: mm 637x960. Carta dell'Île-de-France e di Borgogna e Saone. SI AGGIUNGE: Anonimo. Carta del Golfo del Leone e della costa da San Remo a Torroella de Mongri in Catalogna. Edizione tedesca. Incisione in rame. mm 545x Foglio: mm 610x775. (3)
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Lotto 179 Charles Etienne Collin, Isthme de Soueys / Plan du Port de Soueys et du Fond du Golfe Arabique. 1850 ca. Incisione in acciaio. mm 610x450. Foglio: mm 690x510. (1)
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Lotto 180 Ferdinando Fambrini, A View of the Famous Cathedral of Pisa / Vue de la Fameuse Cattedrale de Pisa. Chez Jea.n Bap.t Guerrazzi à Livourne, 1790 ca. Acquaforte in coloritura. mm 460x665. Foglio: mm 495x695. Con la firma "Fer. Fambrini Inc." in basso a destra. Al margine inferiore il titolo in inglese e in francese e al di sotto l'indirizzo dell'editore. (1)
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Lotto 181 Raimondo Faucci, Cartusia Maggiani fundata MCCCXVI (Certosa di Maggiano). 1770. Acquaforte. mm 433x625. Foglio: mm 485x755. Tavola firmata in basso a destra. Bellissima prova su carta vergellata pesante. La certosa venne fondata nel 1316 per volontà del Cardinal Riccardo Petroni come luogo destinato alla preghiera e alla meditazione; nel corso del XVI secolo durante la guerra tra la Francia di Enrico II e la Spagna di Carlo V venne in parte distrutta. Nel 1782 Leopoldo II Granduca di Toscana decise di alienare le celle per rivenderle a privati. Nel 1969 diviene residenza privata e nel 1978 struttura ricettiva. (1)
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Lotto 182 Johann Baptist Homann, Tabula Aquitaniae complectens Gubernationem Guiennae et Vasconiae exhibita. Nuremberg: 1710. Incisione in rame in coloritura. mm 493x58. Foglio: mm 533x617. Mappa decorativa dell'Aquitania, con la Gironda al centro, città, strade, castelli, fiumi, e laghi. In alto a destra veduta a volo d'uccello di Bordeaux e le piante delle città fortificate di Bayonnes e Blays. In alto a sinistra cartiglio decorativo del titolo con figure allegoriche e stemmi. SI AGGIUNGE: Blaeu Willem Janszoon, La souveraineté de Dombes. Amsterdam: Apud Guiljelmum et Ioannem Blaeú, 1635. Incisione in rame in coloritura. mm 382x497. Foglio: mm 495x595. Testo latino al verso. (2)
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Lotto 183 Jodocus Hondius , Provinciae, Regionis Galliae, vera exactissimaq. descriptio. Provence Petro Ioanne Bompario auctore. Amsterdam: 1606 ca. Incisione in rame. mm 357x515. Foglio: mm 455x575. Carta della Provenza, da Avignone al delta del Rodano fino a Saluzzo e Sanremo, tratta da quella di Pierre-Jan de Bompar del 1591. Numerosi elementi decorativi, vascelli, mostri marini, e calligrafia ornata, nello stile dell'autore dell'intaglio Baptista van Doethecum. (1)
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Lotto 184 Giovanni Antonio Magini , Parte alpestre del territorio bolognese. Bologna: 1599 ca. Incisione in rame. mm 350x475. Foglio: mm 415x545. Da L'Italia di Giovanni Antonio Magini, pubblicata postuma a cura del figlio Fabio. (1)
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Lotto 185 Giovanni Antonio Magini , Territorio di Siena. Bologna: 1606. Incisione in rame. mm 350x464. Foglio: mm 422x570. Titolo nel cartiglio in alto a sinistra, in basso a destra dedica al Marchese Piriteo Malvezzi governatore e luogotenente generale di Siena. Da L'Italia a cura di Fabio Magini, edita a Bologna nel 1620, dopo la morte del padre. (1)
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Lotto 186 Gerard Mercator , Scotia Regnum. Amsterdam: 1636 ca. Incisione in rame in coloritura. mm 350x407. Foglio: mm 483x575. Testo inglese al verso. SI AGGIUNGE: Johannes Blaeu, Insula Sacra, vulgo Holy Island et Farne, Amsterdam: 1645 ca. Incisione in rame. mm 390x475. Foglio: mm 507x595. Grande mappa decorativa dell'Isola sacra di Lindisfarne e delle Isole Farne, al largo della costa del Northumberland, dall'edizione latina dell'Atlas Novus. Un veliero naviga nel mare tra le isole, in basso a sinistra cartiglio con il titolo e nell'angolo in alto a destra le armi reali. (2)
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Lotto 187 Pierre Mortier , Orbetelli. Ville du Sienois en Toscane Assiegée par les Francois en 1646. Ils furent Contraints de lever le Siége. Amsterdam: Chez P. Mortier, 1704. Incisione in rame. mm 460x540. Foglio: mm 520x628. Dal primo volume di Nouveau Theatre d'Italie pubblicato ad Amsterdam attorno al 1704 e poi ancora nel 1724. Veduta a volo d'uccello della città di Orbetello e dei territori all'intorno durante l'assedio francese del 1646. A sinistra e in basso sono raffigurate le galere e i galeoni dell armata francese, al centro Monte Argentario, la città, la fortezza e l'isola di Porto Ercole, in basso a sinistra alcune figure a piedi e a cavallo, e al centro una legenda a 14 lettere, in alto a destra il numero LXXII della pagina. (1)
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Lotto 188 Francesco Nobili Vitelleschi , Abbozzo di carta oro-idrografica e della malaria delle Provincie di Roma e Grosseto a corredo della Relazione alla Giunta per l'Inchiesta Agraria del Commissario Marchese Francesco Nobili-Vitelleschi Senat. del Regno. Roma : Forzani e C., tipografi del Senato, 1883 / Litografia Achille Paris, Firenze e Roma, 1883. Litografia a colori. mm 568x677. Da Atti della Giunta per la inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agricola, Roma : Forzani e C. tipografi del Senato, 1881-1886. (1)
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Lotto 189 Abraham Ortelius , Aegyptus Antiqua. Ex conatibus geographicis Abrahami Ortelij. cum Privilegio decennali. 1595 [Antwerp, 1603] Incisione in rame in coloritura. mm 358x512. Foglio: mm 498x592. Da Parergon supplemento al Theatrum Orbis Terrarum, testo latino al verso su una pagina sola xxxiij.
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Lotto 190 Georg Balthasar Probst [excudit], Constantinopolis. Augusta Vindelicorum: 1730-1760. Acquaforte e bulino. mm 385x1050. Foglio: mm 445x1075. Al margine inferiore a sinistra "F. B. Werner Siles: delineavit" e a destra "Balth. Probst. excud. Aug. Vindel.". Celebre veduta di Costantinopoli in una delle due versioni disegnate da Friedrich Bernhard Siles Werner (1690 - 1778) e pubblicate da Probst tra il 1730 e il 1760. Suggestiva veduta presa dal Corno d'Oro con nel dettaglio tutti i più importanti edifici e fortificazioni della città, tra cui il quartiere di Galata e quello di Beyoglu. Al margine inferiore legenda a 26 voci, a sinistra in latino e a destra in tedesco. (1)
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Lotto 191 Gregor Reisch [da], Typus Universalis Terrae, Iuxta Modernorum Distinctionem et Extensionem per Regna et Provincias. Strasbourg: Johannes Grüninger, 1515 [1535] / Monaco: Verlag Ludwig Rosenthal, 1920-1929. Xilografia. mm 190x290. Foglio: mm 215x343. Due riproduzioni della terza versione della carta del mondo pubblicata nell'edizione non autorizzata uscita nel 1515 della Margarita Philosophica di Gregor Reisch. Rispetto alla carta comparsa nelle edizioni del 1503 e del 1504, quella pubblicata nel 1515 risultava semplificata e posta in una cornice rettangolare allungata: oltre alla mappa del mondo con i soli quattro venti principali, tipica delle edizioni di Grüninger, alla fine del volume compariva questo nuovo Typus universalis terræ iuxta modernorum distinctionem et extensionem per regna et provincias che mostra il nord e il sud del continente americano con una Nova terræ succincta descriptio nota perché vi compaiono parti sia del nord che del sud America (senza nome tranne che per le parole "paria seu prisilia" nella parte meridionale) e senza alcuna divisione. È probabile che la nuova carta sia stata stampata separatamente per poterla allegare anche alle edizioni precedenti. SI AGGIUNGONO: Daniel Stoopendaal (1672-1726). IERUSALEM. 1702. Incisione in rame in coloritura. mm 285x386. Dalla Bibbia di Pieter e Jacob Keur, 1702. / Mappa della città di Metz (?). Xilografia. mm 260x165. (4)
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Lotto 192 Giovanni Antonio Rizzi Zannoni Giuseppe Guerra, Nuova carta dell'Italia eseguita sotto la Direzione di Gio: Antonio Rizzi Zannoni Geografo di S. M. Siciliana ed incisa da Giuseppe Guerra e Ricorretta nel 1833. 1833. Incisione in rame con alcuni confini in giallo. mm 1225x930. (1)