Asta 42 I - Arte Antica, Moderna e Contemporanea
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Lotto 97 Scuola italiana fine XVI inizio XVII secolo, Lotto di quattro piccoli disegni da antico album. 1) Progetto per altarolo / Due figure con muta di cani. mm 88x87 e mm 170x115. Penna e inchiostro bruno su carta vergellata. Applicati a pieno su medesimo supporto in carta vergellata pesante con in basso a penna e inchiostro bruno "originale" in antica grafia. Con il supporto mm 305x140. / Madonna in trono col Bambino fra San Tomaso d'Aquino e santa inginocchiata con palma del martirio e libro. Penna e inchiostro bruno pennello e acquerello grigio. Applicato a pieno su carta vergellata pesante con in basso a penna e inchiostro bruno "originale" in antica grafia. mm 180x115./ Santa Caterina da Siena (?) e la Vergine col Bambino su una nube risanano un ammalato. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello marrone chiaro, rare tracce di matita nera, su carta vergellata color crema. In basso a sinistra "P.G.R" a penna e inchiostro bruno. mm 113x150. Applicato a pieno su carta vergellata pesante. Con il supporto mm 113x198. (3)
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Lotto 98 Anonimo fine XVI - prima metà XVII secolo, Veduta con borghi e castelli. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello marrone chiaro, su carta vergellata color avorio priva di filigrana. In basso a sinistra iscrizione «Lel[i]o da Novellara delineavit» e la data «1643». mm 245x308. (1)
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Lotto 99 Anonimo del XVII secolo, Il trionfo di David. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello marrone, su tracce di matita nera, rari rialzi in bianco, carta vergellata color crema. Riquadrato a matita nera. mm 290x428. (1)
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Lotto 100 Anonimo del XVII secolo, Mercurio Venere e Cupido. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello marrone chiaro carta vergellata avorio. mm 75x118. (1)
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Lotto 101 Scuola italiana del XVII secolo, Le nozze di Canaa / Marco Curzio. 1) Matita nera su carta vergellata pesante color sabbia. Al verso preparazione in grigio verde. mm 115x133. 2) Matita nera, pennello e acquerello grigio, carta vergellata pesante color sabbia. mm 125x155. Foglio applicato per due punti in alto entro passepartout moderno. (2)
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Lotto 102 Anonimo della fine del XVII e inizi del XVIII secolo, Tre lastre in rame per tavole architettoniche. Lastra in rame. cm 13x11. Tre lastre in rame incise con prospetti, facciate, piante e spaccato di edifici, presumibilmente per volume di architettura. (3)
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Lotto 103 Anonimo della seconda metà del XVII secolo, Adorazione dei pastori. 1670 ca. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello grigio, carta vergellata bianca. mm 235x155. (1)
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Lotto 104 Autori vari, Lotto di sette disegni. XVII-XIX secolo. 1) Studio per uccello. Pennello e acquerello marrone e grigio, rialzi in bianco, su carta color nocciola. mm 197x236. 2) Figura seduta con mantello e tricorno. Penna e inchiostro bruno su carta vergellata sottile color avorio. mm 112x93. Applicato per due punti in alto in passepartout moderno. 3) Due mandriani e un bove. Penna e inchiostro bruno su carta sottile color avorio. mm 124x90. Applicato per due punti in alto in passepartout moderno. 4) Tobiolo e l'angelo. Penna e inchiostro nero, pennello e acquerello grigio. mm 285x225. 5) Salomé riceve la testa del Battista (recto). Studi di panneggio (verso). Matita nera su carta vergellata sottile color sabbia. mm 255x348. 6) Studio per figura femminile seduta. Matita nera e rari rialzi in bianco, carta vergellata sottile color nocciola con filigrana "colomba e lettere PGG". mm 430x295. 7) Bambina con cembalo. Tempera a colori su cartoncino. mm 150x130. (7)
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Lotto 105 Autori vari, Cinque disegni varie epoche. 1) Anonimo XVIII secolo. Due esercitazioni sui pennacchi del Domenichino con San Matteo e San Luca in Sant'Andrea della Valle. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello marrone, su carta vergellata. mm 295x250. 2) Anonimo XVIII secolo. Due figure femminili e giochi di putti. Penna e inchiostro marrone, pennello e acquerello marrone chiaro, rialzi in bianco. Carta vergellata pesante. In basso "Vittorio Maria Bigari". mm 203x143. Disegno ripassato successivamente a pennello e acquerello. 3) Anonimo primo quarto XIX secolo. Cristo morto sorretto dall'angelo. Penna e inchiostro nero, pennello e acquerello marrone. Carta bianca non vergellata. mm 143x193. 4) Anonimo XIX secolo. Putto dormiente. Matita nera su carta bianca non vergellata. mm 160x212.
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Lotto 106 Scuola veneta degli inizi del XVIII secolo, Madonna annunciata. Matita nera con rialzi in bianco su carta cerulea. mm 237x176. Pubblicato in P. Consigli Valente (a cura di), Disegni antichi, Banca Emiliana, Le collezioni private parmensi, 1988, n. 284. Il disegno porta una tradizionale attribuzione a Francesco Londonio, noto soprattutto per disegni di paesaggio e scene pastorali. (1)
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Lotto 107 Anonimo della prima metà del XVIII secolo, Sacra Famiglia con Sant'Elisabetta, San Giovannino e due angeli (Sacra Famiglia di Francesco I). Da Raffaello. 1720 ca. Olio su tela. cm 100x83,5. Replica in controparte dal dipinto ultimato da Raffaello attorno al 1518 e donato da Papa Leone X a Francesco I (Musée du Louvre, inv. 604). La composizione, in controparte rispetto all'originale, induce a pensare che possa essere stata tratta da un'incisione. Tra le stampe che riproducevano questo soggetto e che al tempo ebbero larghissima diffusione ricordiamo la versione di Gérard Edelinck (Anversa, 1640 – Parigi, 1707) intagliata per il secondo figlio di Colbert, Jacques Nicolas in occasione della sua tesi di teologia alla Sorbona. Nel 1679 l'incisione fu inserita da André Félibien nella prima parte di Tableaux du Cabinet du roy (Paris, Imprimerie royale, 1679). Si veda altra versione a olio su tela ugualmente in controparte presso i Musei Civici Palazzo Bonaccorsi a Macerata (inv. 1100133904). (1)
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Lotto 108 Scuola napoletana della prima metà del XVIII secolo, Tre studi di figure femminili. Penna e inchiostro bruno, matita di grafite, carta vergellata pesante color sabbia priva di filigrana. mm 208x140. (1)
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Lotto 109 Scuola veneta del XVIII secolo, San Francesco Saverio converte gli indigeni. Olio su rame. cm 28,5x21,5. Il piccolo dipinto raffigura San Francesco Saverio, gesuita e missionario spagnolo, pioniere della diffusione del cristianesimo in Asia nonché patrono delle missioni e di Australia, Cina, Giappone, India, Nuova Zelanda, nell'atto di convertire degli indigeni, secondo la sua iconografia più diffusa. (1)
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Lotto 110 Autori vari, Lotto di tre disegni XVIII-XIX secolo. 1) Deposizione nel sepolcro. Matita nera su carta azzurra. mm 187x388. 2) Ritratto di giovinetta e stemma con elmo e sirena. Matita nera su carta vergellata azzurra con filigrana "lettere FA". mm 265x190. 3) Uomo con la testa riversa e la bocca socchiusa. Olio su carta applicato su tavoletta. mm 120x103. (3)
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Lotto 111 Autori anonimi metà sec. XIX, Due taccuini con pensieri e appunti di viaggio. 1830-1870. In 24° album (mm 120x200 e 125x190). Lotto di due piccoli album: un liber amicorum contenente dediche, pensieri brevi, poesie, piccole vedute come appunti di viaggio e numerosi disegni tra i quali da segnalare un piccolo acquerello di Giuseppe Moricci (Firenze, 1806-1879) firmato e datato 1835, altro con la firma di Gaetano Palazzi (Bologna, 1830-1892). L'altro album si presenta come taccuino di un viaggiatore inglese che appunta ad acquerello i paesaggi e i personaggi incontrati durante il suo viaggio in Italia. Legature con dorso in pelle e piatti in carta decorata. (2)
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Lotto 112 Anonimo della seconda metà del XIX secolo, San Giovannino. Bozzetto a olio su tela. cm 40x21. Maniera di Francesco Paolo Michetti. (1)
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Lotto 113 Scuola di Mosca XIX secolo, Cristo Pantocrator. Tempera su tavola con riza in ottone sbalzato. cm 31,5x26,5. Il Cristo Pantocratore tiene in mano rivolto all'osservatore un libro delle sacre scritture, nell'aureola le lettere dell'inizio e della fine, l'Alfa e l'Omega. La mano sinistra forma una X con l'indice e il medio e con le altre una C, a indicare la parola Cristos Χριστός in greco. (1)
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Lotto 114 Francesco Albani [cerchia di], Nereidi e tritoni. 1630 ca. Matita rossa su carta vergellata sottile color sabbia. mm 168x275. Al verso del supporto a matita nera "Francesco Albano". (1)
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Lotto 115 Luigi Bolongaro, Diana dopo la caccia. 1895 ca. Tempera a colori su carta. Con la firma "L. Bolongaro" in rosso a destra verso il basso. mm 100x85. Esercitazione sulla figura di Diana dal dipinto di François Boucher, Diana al ritorno dalla caccia (1745), conservato al musée Cognacq-Jay (inv. J 10) a Parigi. (1)
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Lotto 116 Jan II Brueghel (detto il Giovane) [alla maniera di], Studio per paesani. Penna e inchiostro bruno, matita nera, pennello e acquerello grigio su carta vergellata color avorio priva di filigrana. mm 134x194. (1)
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Lotto 117 Giuseppe Bruschi (attivo fine del XIX secolo nel senese e Umbria ) [attribuito a], Spaccato e facciata del Teatro del Verzaro, oggi Teatro Morlacchi, a Perugia. 1890 ca. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello grigio, giallo pallido e marrone. Carta pesante color avorio. mm 1005x655. Il teatro del Verzaro venne edificato su istanza della borghesia di Perugia, costituitasi nel 1777 nella "Società per l'edificazione di un nuovo Teatro", con l'intento di far accedere agli spettacoli una fascia più ampia di popolazione e non solo la nobiltà che nel 1773 aveva inaugurato il proprio Teatro, detto del Pavone della Nobile Accademia del Casino, con palchi di esclusiva proprietà delle famiglie che lo avevano costruito. Papa Pio VI il 7 febbraio del 1778, concesse il permesso per l'edificazione, così i lavori del nuovo Teatro civico del Verzaro furono avviati e conclusi in soli tre anni. L'inaugurazione avvenne, il 17 settembre 1781. Intorno al 1814 il Teatro civico venne rinnovato nelle sue primitive decorazioni e l'opera di restauro venne affidata ai pittori Luigi Tasca di Padova, Angelo de Angelis e Gaspare Coccia, romani, e Giuseppe Sforza di Livorno. Nel 1838 furono operati nuovi restauri della sala e altri ancora nel 1874, affidati all'architetto Guglielmo Calderini. Sempre nel 1874 il Teatro fu intitolato a Francesco Morlacchi. La struttura interna rimase invariata fino al 1942 quando, rendendosi necessari ampliamenti e non potendoli sostenere gli accademici, si deliberò di fare dono al Comune di Perugia del Teatro e di tutti gli edifici adiacenti. Altri imponenti lavori furono portati a termine dall'amministrazione comunale negli anni 1951-1953. (1)
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Lotto 118 Francesco Salvatore Fontebasso [attribuito a], Studio per divinità fluviale. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello marrone, carta vergellata sottile color sabbia priva di filigrana. mm 192x250. Al verso nota manoscritta a matita di grafite "Acquistato li 22 Marzo 1822 Giu[sep]pe Fabbrini", e nota di possesso non identificata a penna e inchiostro blu. (1)
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Lotto 119 Gaetano Gandolfi [cerchia di], Studi di figure distese al suolo. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello seppia, tracce di matita nera. Carta vergellata pesante color avorio con grande filigrana "pellegrino con croce e bastone sulla spalla in marcia verso destra". mm 317x472. Nella composizione in basso a sinistra a pennello e acquerello marrone "G. fec. inv." (1)
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Lotto 120 Francisco Goya y Lucientes [alla maniera di], Scena di stregoneria con scheletro mostruoso. XIX secolo. Matita nera grassa, pastello grigio, tocchi a pennello e acquerello grigio e marrone. Carta spessa a grana ruvida color crema priva di filigrana. mm 517x768. Il cartone sembra ispirarsi all'opera nera dell'ultimo Goya con alcune desunzioni dalle pitture della Quinta del Sordo (1821-1823). (1)
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Lotto 121 Jean-Antoine Houdon [cerchia di], Testa di scorticato. 1767 ca. Matita rossa su carta vergellata sottile con filigrana "piccolo grappolo d'uva" e "lettere CM inframezzate da cuore". (Parigi, 1752-1800). mm 545x433. (1)
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Lotto 122 Petro Giacomo Palmieri, Daniele nella fossa dei leoni. Penna e inchiostro bruno su carta vergellata sottile con filigrana "testa coronata entro ovale". In basso a sinistra a penna e inchiostro bruno "Pietro Palmieri fece". mm 423x224. Dal dipinto di Pietro da Cortona eseguito tra il 1663 e il 1664 per la chiesa veneziana di San Daniele e oggi conservato presso le Gallerie dell'Accademia (inv. 754). (1)
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Lotto 123 Ippolito Scarsella (detto lo Scarsellino), Madonna col Bambino e i santi Michele Arcangelo e Rocco. 1615 ca. Olio su tela. cm 189x132. Novelli, cat. 262 (illustrato). Databile attorno al 1615 per consonanza della figura del San Michele Arcangelo con quella nel dipinto raffigurante San Michele Arcangelo abbatte il demonio, oggi nella Pinacoteca di Pieve di Cento (Novelli, cat. 125), datato appunto1615. (1)
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Lotto 124 Guglielmo Silvestri, Nell'Arsenale di Venezia entrando all'armeria. 1800 ca. Pennello e acquerello nero e grigio, rialzi in bianco. Firmato in basso a destra "Silvestri disegnò". mm 180x245. (1)
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Lotto 125 Giandomenico Tiepolo [attribuito a], Figura maschile su base in pietra. 1773 ca. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello seppia, rare tracce di matita nera su carta vergellata sottile color avorio priva di filigrana. mm 197x110. Si vedano per confronto gli studi di figure dalla collezione Fiocco alla Fondazione Giorgio Cini (invv. 30089, 30090, 30092, 30093). (1)
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Lotto 126 Lodewijk Toeput (Il Pozzoserrato), Paesaggio montuoso con rovine e due figure sedute. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello seppia, tracce di matite di grafite, rialzi in bianco su carta vergellata color avorio. mm 235x345. All'angolo inferiore destro marchio della collezione di Paul Mathias Polakovits (Budapest 1921-Paris 1987), Lugt 3561. Provenienza: Sotheby's, Amsterdam, 15/11/1995, lotto 52. Christie's, South Kensington, 09/07/2009, lotto 532. Italia, collezione privata. (1)
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Lotto 127 Lodewijk Toeput (Il Pozzoserrato), Paesaggio montuoso con fiume e città Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello marrone chiaro, carta vergellata color avorio priva di filigrana. mm 190x124. Il disegno è pervenuto con assegnazione al Pozzoserrato, in basso sul montaggio moderno è presente altra indicazione a matita "Giovanni Francesco Grimaldi". Provenienza: Igino Cerastico (Trieste 1925 – Lugano 1979), noto personaggio dell'ambiente imprenditoriale-finanziario milanese, editore nonché collezionista d'arte. Italia, collezione privata. (1)
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Lotto 128 Maarten Vos, de [da], Circoncisione di san Giovanni. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello marrone su carta vergellata preparata in color ocra e priva di filigrana. mm 215x305. (1)
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Lotto 129 Thomas Wijck, Veduta del golfo di Napoli. 1659. Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello grigio su carta bianca. Al centro del torrione la scritta a penna e inchiostro bruno «Thomas Wijck in Napoli agosto 1659». mm 235x285. Applicato a pieno su vecchio cartoncino, al verso marchio di collezione non identificato ovvero Maria Paternò Castello Ricci (1847 ? - 1915 ?), Lugt 5081. (1)
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Lotto 130 Anonimo del XVIII secolo, Sanctus Angelus Martyr. Acquaforte. mm 300x205 (immagine del santo). Foglio: mm 610x465. Grande pagina con nella parte superiore l'immagine del santo entro cornice incisa con due angeli ai lati e cherubini, e nella parte inferiore testo con la sua storia. L'immagine è quella di Angelo Tancredi martire a Ceuta con sei confratelli del protoconvento di Castrovillari: inviati in Marocco per diffondere il verbo tra i musulmani, vennero decapitati e poi tutti proclamati santi da papa Leone X nel 1516. La Chiesa li ricorda il 10 ottobre come "martiri di Ceuta". (1)
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Lotto 131 Anonimo del XIX secolo, Anacreontica dedicata dai pastori accademici Rozzi a Maria Luisa Giuseppa Infanta di Spagna Regina reggente d'Etruria in occasione della sua visita. Siena: Stamperia della Comunità ed Arcivescovile per Francesco Rossi e Figlio, 1804. Incisione. mm 735x462. Con tavola incisa da Agostino Costa (Firenze, 1754 - Siena, 1820) raffigurante Apollo che pone la mano sull'insegna con il motto dell'Accademia "Chi qui soggiorna acquista quel che perde" e Minerva. SI AGGIUNGONO: Anonimo. Sonetto dedicato dal Magistrato e dal Popolo sanese a Leopoldo II d'Austria in occasione della sua visita a Siena (Ottobre 1767). mm 570x420 / Tesi dell'Abate Giovanni Facondo Carducci, con tavola incisa da Lorenzo Lorenzi (attivo 1750-1788), raffigurante La deposizione nel sepolcro. 1786. Senis: Typis Vincentii Pazzini Carli & Filior. mm 815x510 / Invocazione per i coniugi reali granduchi di Toscana Pietro Leopoldo e Maria Luisa con i ritratti dei sovrani incisi da Carlo Faucci su disegno di Anna Piattoli. 1768. Florentiae Regiae Celsitudine adsentiente Tipis Francisci Moücke. mm 570x433. (4)
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Lotto 132 Anonimo della prima metà del XIX secolo, Les descentes de croix ou la semaine sainte de 1815. Acquaforte in coloritura. mm 255x355. Foglio: mm 265x358. Al margine inferiore a sinistra "Se vend au bureau du Journal" e a destra "Se trouve au numéro du 15 Juin 1815.", al centro il titolo. Stampa satirica sul ritorno di Napoleone I in Francia dalla serie Retour de l'île d'Elbe e pubblicata in Le Nain Jaune, ou Journal des Arts, des Sciences et de la Littérature. Il giornale sostenne Napoleone durante i cento giorni e fu soppresso al secondo ritorno dei Borboni, il 15 luglio 1815. (1)
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Lotto 133 Anonimo dell'inizio del XX secolo, Alfabeto. 1920 ca. Pennello e acquerello nero, carta spessa color avorio. mm 155x120. Serie di 19 disegni/progetto per lettere dell'alfabeto o capilettera (mancante la lettera "G") raccolti in piccola cartellina in cartone color ocra scuro con nota di possesso riferita al Commendator Vittorio Alinari (Firenze, 4 luglio 1859 – 1932) a penna e inchiostro nero. (19)
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Lotto 134 Jean Nicolas Lerouge, Mythorama, tableau synoptique, chronologique, généalogique, historique, politique et philosophique de la mythologie olympienne, des demi-dieux et héros de l'antiquité. 1829. Litografia a colori. mm 885x584. Foglio: mm 940x650. Su disegno di Jean-Bernard Duvivier (Bruges, 1762- Parigi, 1837). (1)
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Lotto 135 Giuseppe Maria Mitelli, Genio. Laborem ocio, ocium labore variat. 1691. Acquaforte. mm 314x445. Foglio: mm 370x492. Bertarelli, 323. Varignana, 404. Satira autobiografica dove il tema è l'alternanza tra lavoro e ozio nella vita dell'artista. Al centro della composizione si erge la statua di Genio che incanta un serpente, simbolo della seduzione e del vizio. Il piedistallo reca l'iscrizione: LABOREM OCIO, OCIUM / LABORE VARIAT. / I. M. MITELLUS (il lavoro si alterna all'ozio, e la firma). Un putto sventola una bandiera con l'arme d'Este mentre numerosi altri putti si dilettano nei passatempi prediletti dal Mitelli, come la caccia, la pesca, la cattura degli uccelli, il giuoco del pallone, il ballo e la musica. Secondo fonti contemporanee l'artista aveva una vasta gamma di interessi e sapeva suonare diversi strumenti musicali. All'angolo in basso a sinistra un disegnatore è ritratto seduto su una pietra che reca scritto "DI TUTTO UN POCO MA DI TUTTO MALE". Ottima impressione su carta vergellata lievemente spessa apparentemente priva di filigrana. (1)
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Lotto 136 Giuseppe Piattoli Giuseppe Foraboschi, Prospetto dell'Incontro fatto dal Popolo Fiorentino a S:A:R il Gran-Duca Ferdinando III in compagnia di S. Manfredini il di 12 8bre: 1792; in segno del Popolare e Universale gradimento per la legge Frumentaria... 1792 ca. Acquaforte in coloritura. mm 247x328. Foglio: mm 318x408. Su disegno di Giuseppe Piattoli. Bella impressione su carta cerulea. SI AGGIUNGONO: Anonimo prima metà XIX secolo. Lancio al Mare del Vascello il Leone di 60 cannoni, Costruito in Livorno dal Sig. Luigi Mancini eseguito il di 9 Novembre 1826. Acquaforte. mm 315x455. Foglio: mm 355x505. / Giuseppe Ciardi (Prato 1788-1855/57), G. Carocci (Attivo a Firenze nella prima metà del XIX secolo ). Prospetto della processione del morto Redentore che triennalmente si eseguisce nella città di Prato nel venerdì santo... Acquatinta. mm 350x495. (3)
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Lotto 137 Katsukawa ShunshŠ Kitao Shigemasa, Quattro tavole con gruppi di cortigiane da Seirô bijin awase sugata kagami (Specchio di Belle Donne delle Case Verdi). 1776 (An'ei 5). Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: due pagine ôhon (mm 213/215x297/300). Editore: Tsutaya Jûzaburô e Yamazaki Kinbei. Data: 1776 (An'ei 5). Le quattro tavole provengono dal volume Seirô bijin awase sugata kagami (Specchio di Belle Donne delle Case Verdi) pubblicato congiuntamente da Tsutaya Jûzaburô e Yamazaki Kinbei, e progettato da Shigemasa e Shunshô, ma non è chiaro a quale artista si debbano le singole illustrazioni. (4)
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Lotto 138 Katsushika Hokusai, Kôshû Isawa no akatsuki (Alba a Isawa nella provincia di Kai). 1830–31 (Tenpô 1–2) [Ôkura Magobei , Tokyo 1889]. Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban orizzontale (mm 253x375). Firma: Saki no Hokusai Iitsu hitsu (1820-1834). Editore: Ôkura Magobei (1843-1921). Censura: nessun sigillo. Data: 1830–31 (Tenpô 1–2), edizione Tokyo, 1889. Serie: Fugaku sanjûrokkei (Trentasei vedute del Monte Fuji). Tavola dall'edizione del 1889 a cura dell'editore Ôkura Magobei. (1)
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Lotto 139 Katsushika Hokusai, Yoshiwara. 1806 ca. Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: chuban verticale (mm 233x170). Data: 1801–1811. (1)
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Lotto 140 Keisai Eisen, Bijin con bambino. 1821–23 (Bunsei 4–6) ca. Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban verticale (mm 368x238). Firma: Keisai Eisen ga. Editore: Tsutaya Kichizô (Kôeidô). Censura: kiwame. Data: 1821–23 (Bunsei 4–6). Serie: Bijin awase (Bellezze femminili). (1)
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Lotto 141 Kitagawa Utamaro, Gebon no nyōbō (Signora di basso rango). 1801-1802 (Kyowa 1-2) ca. Tecnica: Nishiki-e (Xilografia a colori). Formato: Ōban tate-e verticale (mm 377x255). Firma: Utamaro hitsu. Editore: Murataya Jirobei. Censura: kiwame. Data: 1801-1802 (Kyowa 1-2). Serie: Tōsei onna fūzoku tsū (Guida agli stili contemporanei delle donne). In alto a destra in caratteri giapponesi il titolo della tavola e il titolo della serie. (1)
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Lotto 142 Kitagawa Utamaro, Amagoi komachi (Komachi prega per la pioggia). 1804-1805. Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban verticale (mm 363x250) Firma: Utamaro hitsu. Editore: Iseya Sōemon. Censura: kiwame. Serie: Fūryū nana Komachi (Sette eleganti aspetti della poetessa Ono no Komachi), con il titolo sul ventaglio in alto a destra. Nell'immagine la poetessa Ono no Komachi in kimono rosso a strisce si flette in avanti con un bambino sulla schiena per invocare la pioggia.. (1)
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Lotto 143 Kono Bairei, Quattro tavole da Bairei Kiku hyakushu (Cento tipi di crisantemi di Bairei). 1891. Xilografia a colori (nishike-e). Formato: mm 233x330. Editore: Okura Magobei, Tokyo. (4)
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Lotto 144 Nakayama Sûgakudô, Jurin tsubaki (Zigolo di canna e camelia). 1859 (Ansei 6), sesto mese. Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: ôban verticale (mm 334x220). Firma: Sûgakudô shujin. Editore: Tsutaya Kichizô (Kôeidô). Data: 1859 (Ansei 6), sesto mese. Serie: Ikiutsushi shijûhachi taka (Quarantotto falchi disegnati dal vero). SI AGGIUNGONO: Falco su ramo di pino. Xilografia a colori (nishiki-e). Formato: chūban verticale (mm 210x177). / Giappone XIX secolo. Rami di ciliegio in fiore. Acquerello su seta. mm 280x285. / Id., Ramo di glicine (?) e ragazzo con retino da farfalle. Stampa su seta goffrata. mm 274x180. (4)