ASTA 606: ARREDI E DIPINTI ANTICHI
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Lotto 121 Tommaso Bonazza (Venezia 1696 - 1775) (attr.) metà del secolo XVIII
Mercurio
Statua in pietra
(h. cm 205) (difetti)
-EN
Tommaso Bonazza (Venice 1696 - 1775) (attr.) Mid-18th century
Mercury
Stone statue
(h. cm 205) (defects)
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Lotto 122 Carlo Francesco Nuvolone (Milano 1609 - 1661)
Madonna con Bambino
Olio su tavola, cm 47,5x35,5
In cornice
-EN
Madonna with Child
Oil on panel, 47.5x35.5 cm.
Framed -
Lotto 123 Manifattura Napoli, Carlo III
Giuseppe Gricci (Firenze, 1719 - Madrid, 1771)
Puttini con capra
Gruppo in porcellana dipinta in policromia, marcato alla base in azzurro
(cm 15x11x8) (difetti)
Il nostro gruppo risale al periodo settembre-ottobre 1744, si tratta quindi di uno dei primi lavori del Gricci presso la Real Fabbrica di Capodimonte, dove iniziò a lavorare nel 1743. Possiamo considerarlo una perfetta sintesi dei tratti caratteristici della mano del Gricci, la sua predilezione per i giovani e le giovinette i cui volti esprimono stupefazione e dolcezza si combina al talento, ribadito dal Morazzoni, nel modellare figure animali.
Citato in:
F. Stazzi, L'arte della ceramica : Capodimonte, Gorlich editore, Milano, 1972, p. 167-168 dove si dice: "Fra i primi lavori sono annotati due puttini che scherzano con una capra (settembre-ottobre 1744) modello ripetuto con quattro puttini e successivamente con un solo puttino"
Per confronto si veda:
G.Morazzoni, Le Porcellane italiane, Tumminelli & C. - Editori, Milano-Roma, 1935, pp. 87-88
ENG
Naples manufacture, Charles III
Giuseppe Gricci (Florence, 1719 - Madrid, 1771)
Putti with goat
Polychrome painted porcelain, marked at the base in blue
(cm 15x11x8) (defects)
Mentioned in: F. Stazzi, L'arte della ceramica : Capodimonte, Gorlich editore, Milano, 1972, p. 167-168 dove si dice: "Fra i primi lavori sono annotati due puttini che scherzano con una capra (settembre-ottobre 1744) modello ripetuto con quattro puttini e successivamente con un solo puttino"
For comparison see: G.Morazzoni, Le Porcellane italiane, Tumminelli & C. - Editori, Milano-Roma, 1935, pp. 87-88
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Lotto 124 Scultore veneto, prima metà del secolo XVIII. Saturno, statua in pietra (h. cm 190) (difetti)
I caratteri iconografici distintivi ne consentono l'identificazione in Saturno, come l'aspetto senile e la barba lunga a cui l’uomo doveva la conoscenza dell’arte agricola, ritratto in atteggiamento pensoso e con in mano una monumentale falce
Giancarlo Gentilini e David Lucidi
Per confronto si veda:
- S. Guerriero, Giovanni e Antonio Bonazza, eredita` e invenzione, in Antonio Bonazza e la scultura
veneta del Settecento, a cura di C. Cavalli e A. Nante, Verona 2015, pp. 15-42.
-EN
Venetian sculptor, first half of the 18th century. Saturn, stone statue (h. cm 190) (defects)
Distinctive iconographic features allow its identification as Saturn, an old man with a long beard to whom man owed his knowledge of agricultural art, portrayed in a pensive attitude and holding a monumental scythe
Giancarlo Gentilini e David Lucidi
For comparison:
- S. Guerriero, Giovanni e Antonio Bonazza, eredita` e invenzione, in Antonio Bonazza e la scultura
veneta del Settecento, a cura di C. Cavalli e A. Nante, Verona 2015, pp. 15-42. -
Lotto 125 Vaso in marmo a cratere biansato, parte inferiore della vasca a baccellature e corpo scolpito a bassorilievo da corteo di vestali con sacerdote, anse con mascherone all'attacco, orlo estroflesso e ornato a baccellature, base quadrata su cui poggia il piede svasato. Roma, secolo XIX (h. cm 84) Montato su colonna in marmo (h. cm 106) (difetti)
-EN
19th-century Roman double-handled crater marble vase, lower part carved in bas-relief with procession of vestals and priest, handles with mask at attachment (h. cm 84) Mounted on marble column (h. cm 106) (defects) -
Lotto 126 Vaso in marmo a cratere biansato, parte inferiore della vasca decorata a ramages vegetali e foglie, anse con all'attacco due volti barbuti, corpo scolpito a bassorilievo con figure classiche, orlo estroflesso e ornato a baccellature, base quadrata su cui poggia il piede svasato. Roma, secolo XIX (h. cm 84) Montato su colonna in marmo (h. cm 106) (difetti)
-EN
19th-century Roman double-handled crater marble vase, handles with two bearded faces at the attachment, body carved in bas-relief with classical figures (h. cm 84) Mounted on marble column (h. cm 106) (defects) -
Lotto 127 Pietro Longhi (Milano 1701 - 1785)
La consegna del pacco
Olio su tela, cm 49x59
In cornice (lievi difetti)
Provenienza
Christie's Londra, 04/24/1981, lotto n. 135 come Pietro Longhi
L'opera è presente con questa attribuzione nell'Archivio della Fototeca Zeri (scheda n. 66632, INVN 127409)
-EN
The delivery of the parcel
Oil on canvas, 49x59 cm.
Framed (slight defects)
Provenance
Christie's London, 04/24/1981, lot n. 135 as Pietro Longhi
The work is present with this attribution in the Archive of the Zeri Photo Library (file no. 66632, INVN 127409) -
Lotto 128 Pietro Longhi (Milano 1701 - 1785)
La trattativa
Olio su tela, cm 49x59
In cornice (lievi difetti)
-EN
Negotiation
Oil on canvas, 49x59 cm.
Framed (slight defects) -
Lotto 129 Scultore lombardo, primo quarto del secolo XVIII
Minerva
Statua in pietra
(h. cm 207) (difetti)
-EN
Lombard sculptor, first quarter of the 18th century. Minerva, stone statue (h. cm 207) (defects) -
Lotto 130 IT
Scultore lombardo, primo quarto del secolo XVIII
Eris
Statua in pietra
(h. cm 215) (difetti)
ENG
Lombard sculptor, first quarter of the 18th century
Eris
Stone statue
(h. cm 215) (defects)
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Lotto 131 Scultore lombardo, primo quarto del secolo XVIII
Paride, Afrodite e un amorino
Gruppo statuario in pietra
(h. max cm 225) (difetti)
-EN
Lombard sculptor, first quarter of the 18th century. Paris, Venus and a Cupid, stone statuary group (h. max cm 225) (defects) -
Lotto 132 Antonio Mascarone e scagliolista romano, 1790 ca. Tavolo da centro filettato e intarsiato in legno di noce e abete impiallacciato in bois de violette, bois de rose, palissandro, acero; noce intagliato e dorato con piano in scagliola incassato centrato da scacchiera, bordura a greca con riserve decorate da scene pompeiane. Lombardia, fine secolo XVIII (cm 106x77x71) (difetti)
La scacchiera inserita al centro del piano, ispirata ai repertori dell’Antico, è opera di un bravo scagliolista romano. La composita incorniciatura trae ispirazione dai quattro volumi della Collection of Etruscan, Greek and Roman Antiquities fron the Cabinet of William Hamilton, stampati da Pierre-Francois Huges d’Hancarville nel 1766.
Sono liberamente derivate dalle tavole di quest’opera, che grande diffusione ebbe nelle arti decorative dell’ultimo Settecento, le quattro raffigurazioni nelle riserve ovali e il fregio su fondo nero della cornice della scacchiera. D’invenzione squisitamente neoclassica è invece la decorazione degli angoli, con l’esile greca intrecciata a delicate foglioline azzurre.
Di fattura lombarda è il tavolo, appositamente costruito da un bravo ebanista per accogliere la scacchiera. Ne conosciamo l’artefice, si tratta di Antonio Mascarone, seguace di Giuseppe Maggiolini, forse suo diretto allievo, provetto intarsiatore come dimostra un tavolo già noto agli studi, molto simile a quello di cui si scrive, e altre opere note alla storiografia. Scarse le notizie che si hanno su di lui, sappiamo che fu attivo a Cesano Maderno, in provincia di Milano, tra l’ultimo decennio del Settecento e il primo ventennio del secolo successivo. Le opere conosciute ce lo mostrano eccellente ebanista versato anche nell’arte dell’intarsio. La vicinanza di alcune tarsie su suoi mobili a disegni di Giuseppe Maggiolini, unita alla qualità delle stesse, hanno fatto supporre che possa essere stato diretto allievo del maestro di Parabiago. Certamente fu un ebanista che dovette godere nella Lombardia a cavallo tra Settecento e Ottocento, di una solida reputazione. Lavorò anche per i palazzi della corte napoleonica, come dimostra il tavolo ricordato, già parte dell’arredamento della villa reale di Monza.
Il tavolo da centro in questione, finemente impiallacciato con una scelta di bei legni, non presenta intarsi, ma un raffinato gioco di impiallacciature di bois de rose, bois de violette e palissandro, disposte in modo da creare giochi di venature contrapposte. Le due riserve laterali del piano sono incorniciate da un finissimo fregio che ripete quello della scagliola, del tutto particolare perché realizzato con una tecnica simile alla scagliola.
Tornite secondo un bel disegno, impiallacciate, scanalate e rudentate sono le gambe, illuminate da una bella doratura all’interno delle scanalature.
Una collocazione cronologica nel corso dell’ultimo decennio del Settecento appare la più verosimile.
Bibliografia:
A. Gonzàlez-Palacios, Il tempio del gusto, Milano, 1986, Tomo I, p. 274, Tomo II, p. 300
G. Villani, Civiltà del legno, mobili delle collezioni di palazzo Bianco e del Museo degli ospedali di San Martino, Genova, 1985, p. 85 e sgg.
G. Beretti, Laboratorio, 2005, p. 120 e sgg.
-EN
Antonio Mascarone and Roman scagliola artist, 1790 ca. 18th-century Lombard various woods threaded and inlaid table (106x77x71 cm) (defects)
Bibliography:
A. Gonzàlez-Palacios, Il tempio del gusto, Milano, 1986, Tomo I, p. 274, Tomo II, p. 300
G. Villani, Civiltà del legno, mobili delle collezioni di palazzo Bianco e del Museo degli ospedali di San Martino, Genova, 1985, p. 85 e sgg.
G. Beretti, Laboratorio, 2005, p. 120 et seq.