Dipinti Antichi e Oggetti d'Antiquariato
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Lotto 1 Marcantonio Raimondi (Molinella 1480 - Bologna 1534), Venere e Adone
1516 ca.
bulino su carta vergata priva di filigrana
cm 29,2x21,4
La presente incisione raffigura Venere che giace tra le braccia di Adone in un paesaggio arcadico. L'iconografia è tratta dall'affresco di Giulio Romano nella Stufetta del Cardinal Bibbiena in Vaticano, realizzato su disegno di Raffaello. -
Lotto 2 Francesco Brizio (Bologna 1574 - Bologna 1623), La Madonna della Scodella
inizio XVII secolo
acquaforte su carta vergellata leggermente brunita, con filigrana giglio nel cerchio
cm 50x31
Terzo stato di tre dopo l'aggiunta della dedica di Livio Agocchia, firmato in basso a destra 'Brizio sculp'
La presente incisione raffigura la Madonna della Scodella di Antonio Allegri detto il Correggio. La scena è un Riposo in Egitto della Sacra Famiglia incisa da Francesco Brizio, pittore e incisore italiano della scuola bolognese, attivo nei primi anni del barocco. Conosciuto anche come Nosadella, era inizialmente allievo di Bartolomeo Passarotti, e in seguito divenne allievo di Agostino e Ludovico Carracci. -
Lotto 3 Adamo Scultori (Mantova 1530 - Mantova 1585), Lotta tra Leone e Cavallo
1550 ca.
bulino su carta vergellata incollato su supporto cartonato
cm 13x18,1
firmato in basso al centro con il monogramma AS
Interessante soggetto derivante da un gruppo scultoreo conservato al Campidoglio e tradotto in stampa dal maestro mantovano Adamo Scultori.
L'opera fu elogiata da Pierre-Jean Mariette, Adam Bartsch, Anton Maria Zanetti e altri studiosi di stampe per il buon livello tecnico ed è ritenuta una delle incisioni più riuscite dell'artista (Bartsch 11).
Esemplare nel secondo stato di tre, con il graffio della lastra che attraversa la coda e la zampa del cavallo. -
Lotto 4 Adamo Scultori (Mantova 1530 - Mantova 1585), Allegoria della Vittoria
1563-65 ca.
bulino su carta vergellata incollato su supporto cartonato
cm 14x19,8
firmato in basso al centro con monogramma AS
Incisione da un soggetto di Giulio Romano per la Sala degli Stucchi di Palazzo Te a Mantova.
Esemplare nel primo stato di due (stato I/II Bartsch 105), prima dei ritocchi sulla parte destra della stampa.
L'incisore mantovano Adamo Scultori, noto anche come Adamo Ghisi, proveniva da una famiglia di artisti. A causa della stretta associazione della sua famiglia con l'artista Giorgio Ghisi, sua sorella Diana Scultori e lui sono stati a volte indicati dal cognome 'Ghisi'. Ricevette i primi rudimenti nell'arte incisoria nella bottega del padre, il quale lavorò a fianco di Giulio Romano a Mantova e si distinse come incisore, scultore e stuccatore. L'apprendistato di Adamo cominciò da bambino; la sua prima opera nota, la Vergine che allatta il Bambino, priva di data e derivata da un bulino di Giovan Battista, indica con orgoglio la giovane età dell'autore, undici anni, accanto alla firma 'ADAM SCULPTOR'. -
Lotto 5 Jacopo Cestaro (Bagnoli Irpino 1718 - Napoli 1785), Il Tributo a Cesare, da Rubens
XVIII secolo
acquerello su pergamena incollata su una tavola di noce coeva
cm 42x51, entro cornice in legno dorato
firmato a matita in basso Jacopo Cestaro Pinx
Formatosi presso la bottega dell'illustre artista tardo-barocco Francesco Solimena, Jacopo Cestaro fu fortemente influenzato dalle lezioni del maestro, ma riuscì ad elaborare uno stile personale orientato verso un classicismo arcadico. In seguito ottenne importanti commissioni per le chiese del Regno di Napoli.
Il pregiato acquerello si rifà al dipinto di Peter Paul Rubens 'Il Tributo della Moneta' conservato presso il Fine Arts Museums of San Francisco, datato tra il 1610 e il 1615 (Inv. n. 44.11).
La scena raffigura Gesù mentre recita il famoso passo riportato nei vangeli sinottici 'Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio' (Vangelo secondo Matteo 22,21, Vangelo secondo Marco 12,17, Vangelo secondo Luca 20,25). -
Lotto 6 Scuola marchigiana, Madonna
XVII secolo
olio su tela, entro cornice coeva
cm 32x24 -
Lotto 7 Madonna con Bambino
XVII secolo
olio su tela
cm 57x50, entro cornice
cadute di colore sparse -
Lotto 8 Maria Maddalena
XVII secolo
olio su tavola
cm 84x60
Copia seicentesca della Santa Maria Maddalena di Tiziano Vecellio conservata a Firenze presso il Museo di Palazzo Pitti (Inv. 1912 n. 67). -
Lotto 9 Attribuito ad Alessandro Magnasco detto il Lissandrino (Genova 1667 - Genova 1749), Monaco in adorazione della Croce
XVIII secolo
olio su tela
cm 25x23, entro cornice antica
Il presente bozzetto raffigurante un monaco in preghiera è attribuibile al noto artista genovese Alessandro Magnasco, detto il Lissandrino. La tela si compone di intense pennellate materiche e guizzanti lampi di luce che conferiscono alla composizione quella tensione e dinamismo che contrassegnano i capolavori del Magnasco. L'opera si può accostare per analogie stilistiche ed iconografiche al dipinto conservato presso il Rijksmuseum ad Amsterdam raffigurante dei monaci camaldolesi in preghiera in un eremo (inv. n. SK-C-1358), ed è presumibile che il bozzetto preparatorio di quest'opera possa essere proprio il presente lotto all'incanto. -
Lotto 10 Scuola Emiliana, L'Incredulità di San Tommaso
metà XVII secolo
olio su tela
cm 74x96, entro cornice -
Lotto 11 Cerchia di Mario Nuzzi detto Mario de' Fiori (Roma 1603- Roma 1673), Coppia di nature morte
XVII secolo
olio su tela
cm 105x80, entro cornice
rotture della tela e cadute di colore
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Lotto 12 Cerchia di Rubens, Il Giudizio di Salomone
XVII secolo
olio su tela, entro cornice antica coeva
cm 106x130
Il dipinto qui posto all'incanto raffigura l'episodio del Giudizio del Re Salomone, tratto dal Libro dei Re nell'Antico Testamento (I Re, 3, 16-28).
Conosciuto come massimo esempio di saggezza e giustizia, il Re Salomone fu chiamato in causa da due puerpere per stabilire chi tra loro detenesse la ragione. Il neonato di una delle due donne, le quali abitavano nella stessa casa, era accidentalmente morto. Dunque, entrambe rivendicavano la maternità del neonato vivo, accusandosi reciprocamente di avere partorito l'altro.
Il senso di giustizia del Re Salomone lo portò ad ordinare che il bambino vivo fosse diviso in due, in modo che ciascuna delle donne potesse averne una metà. Questo ordine provocò la reazione di una delle due madri che rifiutò il verdetto, implorando che il figlio fosse dato vivo e intero all'altra, salvandogli così la vita. Grazie a questa reazione Salomone capì quale delle due fosse la vera madre.
L'opera deriva dal dipinto conservato allo Statens Museum for Kunst di Copenaghen raffigurante il 'Giudizio di Salomone', realizzato da Rubens e la sua bottega (n. Inv. KMSsp185).
Stato di conservazione: alla luce ultravioletta il dipinto non presenta alcuna traccia di restauro. La tela, che non è stata rifoderata, presenta alcuni fori e cadute di colore sparse.