Lotto 45 | Cristo crocifisso. Da un modello di Giambologna

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ASTA 242 - CUPRUM. BRONZETTI DAL XIV AL XIX SECOLO ASTA 242 - CUPRUM. BRONZETTI DAL XIV AL XIX SECOLO
mercoledì 14 dicembre 2022 ore 15:30 (UTC +01:00)

Cristo crocifisso. Da un modello di Giambologna

MANIFATTURA DEL XVII SECOLO

Cristo crocifisso. Da un modello di Giambologna

Bronzo patinato nero, fusione apparentemente piena. 31 x 26 x 7,5 cm

Giambologna si dedicò al soggetto del Crocifisso delineando un nuovo "canone" in cui proporzione ed equilibrio si sostituiscono alla rappresentazione del dolore.
Realizzò alcuni Cristi di notevoli dimensioni:
1) Per il Duca Guglielmo V di Baviera quale dono diplomatico da parte del Granduca Ferdinando I, dimensioni al naturale, ora nella chiesa di San Michele a Monaco.
2) Convento della SS. Annunziata a Firenze, cappella della Madonna del Soccorso, suo sacello famigliare, pressoché identico al precedente.
3) Convento Santa Maria degli Angiolini, Firenze, dono del maestro alla confraternita insieme ad un Battista, 46,8 x 37,2.
4) Convento di San Marco, cappella Salviati, tratto dal precedente, ma probabilmente rifinito dal Susini, 45,8 x 36,3.
5) Altro esemplare pressoché identico per il Duomo di Siena.

La fonderia di Giambologna produsse anche molti Cristi in bronzo ed argento da usare come dono diplomatico o per devozione privata. La critica ha stabilito che il più delle volte venivano prodotti da collaboratori, soprattutto da Antonio Susini o da un suo assistente specializzato. Questi presentano misure domestiche, intorno ai 30 cm.

Riguardo al Cristo qui presentato, inoltrarsi in dispute attributive è in questa sede impossibile.
Possiamo altresì dire che il nostro Crocifisso potrebbe appartenere senz'altro a questa tipologia di produzione giambolognesca per identità di modello, qualità esecutiva, splendida patinatura e dimensioni.
Il nostro bronzo si presenta apparentemente, per il peso, come una fusione piena e non a "cera persa" ma, per esperienza personale, sarebbe meglio fare una radiografia per confermare tale giudizio.

Nel Cleveland Museum of Art è custodito un Cristo simile al nostro.

Si tratta di una fusione anomala perché realizzata in un'unica colata e non cesellata. Charles Avery suppone che non si tratti di una delle normali fusioni realizzate da Antonio Susini per il mercato, a cera persa e altamente cesellate, ma di una colata unica da un modello in cera del Giambologna.

Il nostro Cristo potrebbe rientrare in questa tipologia, in quanto il peso lo fa sembrare una fusione piena. Inoltre, la presenza di piccoli difetti di fusione sulla schiena non lo fa sembrare pronto per il mercato. Ipotesi tutta da verificare, ma affascinante, vista l'innegabile qualità del manufatto.

Il nostro bronzo, pur seguendo le caratteristiche generali degli altri Cristi del Giambologna, presenta alcune piccole varianti molto interessanti. La prima è il perizona che risulta particolarmente teso e succinto. Scende sull' inguine quasi a scoprirlo, stessa cosa per i glutei del Cristo. Anche il nodo del perizoma risulta nascosto dietro il bacino mentre in altri esemplari è più visibile. Questi particolari lo avvicinano al modello di Cleveland di cui si è parlato sopra. Da notare la bella testa reclinata coperta da splendidi riccioli inanellati anche nella parte posteriore del capo e la bellissima patina nera con leggere abrasioni che rivelano il colore del bronzo.

Il Cristo viene presentato con gli esami della lega metallica realizzati presso i laboratori dell'Università di Fisica di Milano.

Si tratta apparentemente di un bronzo coerente con le modalità di produzione toscane dell'epoca.

Bibliografia di confronto
C. Avery, Giambologna, Firenze, 1987, p. 202 e p. 264, s. 96;
Giambologna Sculptor of the Medici: 1529 - 1608, catalogo della mostra a cura di C. Avery e A. Radcliffe, Edinburgh 1978, pp. 143-146.