Lotto 19 | Rutilio Manetti Siena 1571-1639 IL TEMPO STRAPPA LE ALI AD AMORE olio su...

PORRO - Via Olona 2, 20123 Milano
Asta N. 84 - Dipinti Antichi e del XIX Secolo Sessione Unica - dal lotto 1 al lotto 113
mercoledì 14 giugno 2017 ore 19:30 (UTC +01:00)

Rutilio Manetti Siena 1571-1639 IL TEMPO STRAPPA LE ALI AD AMORE olio su...

Rutilio Manetti Siena 1571-1639 IL TEMPO STRAPPA LE ALI AD AMORE olio su tela, cm 143x216. Dipinto di grande forza espressiva, tratta il tema della punizione di Amore, soggetto amato dalla pittura caravaggesca e dallo stesso Caravaggio, che, come sappiamo dalla corrispondenza fra i fratelli Deifebo e Giulio Mancini, aveva realizzato un soggetto del genere, acquisito dal cardinal Francesco Maria Del Monte e oggi disperso (cfr. Michele Maccherini, Novità su Bartolomeo Manfredi nel carteggio familiare di Giulio Mancini: lo “Sdegno di Marte” e i quadri di Cosimo II granduca di Toscana, in “Prospettiva”, 93-94, 1999, p. 131). Nelle varie interpretazioni del tema Amore può essere punito da Marte, oppure, con maggior risvolto morale, dal Tempo, come nel dipinto in esame. Elemento pressoché costante del soggetto è la fi gura di Venere, che, disperata, tenta di frenare l’azione del Tempo. Nell’opera in oggetto il Tempo, Amore e Venere si stagliano su di un fondo scuro in una composizione che ha uno sviluppo longitudinale. Una luce imparziale evidenzia con identico nitore la carnagione decrepita quasi repellente del vecchio padre Tempo e la delicata materia serica della veste di Venere. Tutto rientra nell’estetica caravaggesca e l’autore arriva addirittura ad attingere dal repertorio figurativo del Merisi per ideare la posa della fi gura urlante a braccia aperte di Amore, che deriva dal ragazzo che fugge inorridito dalla scena del Martirio di san Matteo nella Cappella Contarelli di S. Luigi dei Francesi. A dispetto del suo straordinario fascino, questa tela sembra ignota alla letteratura artistica e alle fonti documentarie. L’inventario dell’eredità del nobile senese Adriano Sani (1729) registra un dipinto con “il tempo che leva le penne all’ali di amore di Raffaello Vanni con cornice dorata” (Archivio di Stato di Siena, Curia del Placito, 313, c. 66. L’inventario è disponibile on line: Getty Provenace Index, Arch. doc, I-1818). Ho riconosciuto con certezza l’opera in un dipinto già in possesso degli eredi della famiglia Sani, attribuendolo al tardo caravaggista, oriundo dei territori senesi, Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino (Marco Ciampolini, Novità su Cavalier d’Arpino e Rustichino: appunti sul collezionismo senese dei caravaggeschi, una proposta per Spadarino e un possibile Vouet, in Atti della giornata di studi Francesco Maria del Monte e Caravaggio, a cura di Pierluigi Carofano, Monte Santa Maria Tiberina, 2 ottobre 2010, Pontedera, Bandecchi & Vivaldi, 2011, p. 56 fi g. 7). Questo dipinto, in seguito, è stato alienato dalla famiglia e venduto all’asta Pandolfi ni di Firenze con il generico riferimento a “Pittore caravaggesco, sec. XVII” (15 ottobre 2013, pp. 112-113 n. 116, fi g. col.). Tuttavia la notizia è interessante, si tratta di un’ulteriore prova dell’interesse dei committenti senesi per questo soggetto. Nel 1613 il Mancini, appunto, non avendo potuto ottenere la Punizione di Amore di Caravaggio, fece eseguire da Bartolomeo Manfredi una replica variata del soggetto per Agostino Chigi, rettore dello Spedale di Santa Maria della Scala a Siena, ossia lo straordinario Marte che punisce Amore, oggi nell’Art Institute di Chicago (cfr. Maccherini, Novità su Bartolomeo Manfredi...cit., pp. 131- 133).