Lotto 136 | Dormizione della Madre di Dio con riza in argento - Fine XVIII secolo

Bertolami Fine Art - Piazza Lovatelli 1, 00186 Roma
Pre-Asta ASTA 411 - LA COLLEZIONE ARCIVESCOVO LOZANO DI ANTICHE ICONE ORTODOSSE Asta benefica a sostegno della costruzione di un centro sociale giovanile Sessione unica
venerdì 18 dicembre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)

Dormizione della Madre di Dio con riza in argento - Fine XVIII secolo

Prezzo di partenza
100,00 €

Dormizione della Madre di Dio con riza in argento - Fine XVIII secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 17 x 15 cm
nota nella tradizione orientale come Uspenie. Si tratta di uno dei soggetti liturgici più solenni e ricchi di teologia della cristianità d'oriente, qui inserito all'interno di una preziosa cornice metallica perimetrale lavorata a sbalzo, definita tecnicamente basma.
La composizione si sviluppa seguendo i rigidi e affascinanti canoni dettati dai manuali tradizionali di pittura sacra, dividendo sapientemente lo spazio visivo tra la dimensione terrena del transito e quella celeste della teofania. Al centro della scena giace il corpo esanime della Vergine Maria, disteso sul letto funebre e avvolto nei tipici maphorion scuri. Intorno al cataletto si stringe la sinassi degli Apostoli colti in atteggiamento di profondo cordoglio e preghiera, le cui figure in primo piano sono caratterizzate da volti ieratici e da nimbi dorati finemente punzonati che convogliano lo sguardo dell'osservatore verso il fulcro drammatico della scena. Immediatamente alle spalle del corpo di Maria si staglia la figura monumentale e ieratica di Gesù Cristo, avvolto in una sfolgorante mandorla di luce divina che simboleggia la Gloria Celeste. Il Salvatore non appare qui nella veste di giudice apocalittico, bensì regge delicatamente tra le mani una piccola figura bianca in fasce, che rappresenta l'anima pura della Madre, l'anastasi, pronta ad essere assunta in cielo. Ai lati del Cristo, nella parte superiore, si intravedono le figure degli angeli e dei gerarchi della Chiesa che assistono al mistero, mentre sullo sfondo svettano complesse ed eleganti quinte architettoniche stilizzate che, secondo la tradizione bizantino-russa, non fungono da mero sfondo prospettico ma simboleggiano la Gerusalemme Celeste. Dal punto di vista tecnico e formale, la scrittura iconografica rivela una notevole perizia esecutiva, ravvisabile soprattutto nelle sottili lumeggiature stese sui toni scuri degli incarnati e nella vibrante stesura dell'oro per le aureole. L'elemento di straordinario interesse decorativo è costituito dalla ricca basma metallica che adorna i quattro lati dell'icona, lasciando scoperta la sola finestra centrale del dipinto. Questa bordatura è decorata a sbalzo e cesellata con un fitto motivo a girali vegetali e fioroni, un repertorio ornamentale che risente degli influssi del barocco russo diffusosi ampiamente nelle arti applicate dell'epoca. La presenza dei chiodini di fissaggio ancora visibili lungo i margini testimonia l'originario e autentico montaggio artigianale del rivestimento sulla tavola lignea. Nel suo insieme, l'opera testimonia la straordinaria capacità delle botteghe russe di fondere la persistenza teologica dei modelli antichi con l'ornamentazione plastica delle epoche più tarde, offrendo un manufatto di grande impatto visivo e profonda devozione.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.